Aggressioni ai giornalisti in Messico: denuncia di Laura Castellanos

In un paese come il Messico dove svolgere la professione del giornalista è un pericolo concreto e costante (il paese è da anni ai primi posti per gli omicidi e gli abusi commessi contro i giornalisti tanto che solo l’Iraq riesce a superarlo in questa speciale classifica) ci arriva la notizia e la denuncia riguardante Laura Castellanos, nota giornalista messicana che ha recentemente subito atti di aggressione che riporta nella sua lettera al giornale nazionale La Jornada. Speriamo che la diffusione in più paesi e in più lingue del comunicato possa aiutarla a sentirsi meno sola e in qualche modo a renderla meno vulnerabile alla viltà degli anonimi aggressori.

Lettera di denuncia a LA JORNADA: Sono una giornalista indipendente, autrice del libro Messico armato (1943-1981) e Corte de caja (in italiano Punto e a capo), intervista con il subcomandante Marcos e scrivo per la rivista Gatopardo. Ricorro a questo spazio per denunciare l’intimidazione crescente nei confronti dell’esercizio della mia professione di giornalista, orientato soprattutto ai movimenti radicali e guerriglieri. Sono stata vittima di controlli, intercettazioni telefoniche e su Internet e nei giorni scorsi, approfittando della mia assenza per un viaggio di promozione della mia opera, sono entrati a casa mia passando dal balcone.

Non è stato un atto di delinquenza comune dato che non hanno portato via niente di valore. Sono entrati nel bagno e hanno defecato e orinato oltre ad aver utilizzato i miei oggetti personali. Hanno lasciato aperta la finestra del bagno e del balcone affinché si otasse che ci erano passati. L’unica cosa che hanno rubato è il libretto da reporter che avevo affianco al PC. Il giorno dopo un uomo in bicicletta con aspetto da militare ronzava intorno al mio palazzo e, dopo essere stato scoperto, ha nascosto il suo volto.

Gli atti di controllo nei confronti della mia persona e domicilio sono evidenti. Sporgerò denuncia presso la Procura Speciale per la Difesa dei Delitti contro i Giornalisti della Procura Generale della Repubblica. Non perché credo nella sua giustizia, ma affinché il mio nome resti per i posteri negli archivi del’infamia. Faccio responsabile il Governo del presidente Felipe Calderon di qualunque atto contro la mia integrità e quella della mia famiglia. Non getto la spugna.

Laura Castellanos

IN SPAGNOLO:

(Carta en La Jornada en español y en inglés)

Van saludos y agradecimientos por sus muestras de solidaridad. A continuación les hago llegar la carta que hoy publico en el correo ilustrado de La Jornada (29 de mayo de 2010) para denunciar las acciones de acoso en mi contra. Les agradeceré puedan circularla, y a mis colegas, difundirla. Gracias, Laura.

Greetings and my gratitude for the expressed solidarity and support. Please find following these lines the letter published today in the “correo ilustrado” of La Jornada to denounce the intimidation acts that I have been subject to.  I will appreciate all the help to circulate it and to my colleagues if they are willing to reproduce it.   Nota: agradezco la traducción al inglés de Bruno Renero-Hannan

Periodista denuncia hostigamiento
Soy periodista independiente, autora del libro México armado (1943-1981) y Corte de caja, entrevista con el subcomandante Marcos, y escribo en la revista Gatopardo. Recurro a este espacio para denunciar la intimidación creciente sobre mi ejercicio periodístico, enfocado particularmente en movimientos radicales y guerrilleros. He sido víctima de vigilancia, intervención telefónica y cibernética, y en días pasados, aprovechando mi ausencia por un viaje de promoción de mi obra, ingresaron a mi departamento por el balcón. No fue un acto de delincuencia común, pues no sustrajeron nada de valor. Se dirigieron al baño y defecaron y orinaron, además de que manipularon mis objetos de uso personal. Dejaron abierta la ventana del baño y del balcón para que fuera ostensible su paso. Lo único que sustrajeron fue la libreta de reportera que tenía al lado de la computadora. Al día siguiente un hombre en bicicleta con apariencia castrense rondó mi edificio, y al ser descubierto ocultó su rostro.
Los actos de vigilancia hacia mi persona y domicilio fueron evidentes. Interpondré una denuncia en la Fiscalía Especial para la Atención de Delitos contra Periodistas de la PGR. No porque crea en su justicia, sino para que mi nombre quede para la posteridad, en los archivos de la ignominia. Artículo 19 afirma que 65 por ciento de las agresiones a periodistas de México en 2009 fueron perpetradas por el Estado. Hago responsable de cualquier acto contra mi integridad y la de mi familia al gobierno de Felipe Calderón. Sigo con la pluma en la mano.

IN INGLESE:

Journalist Denounces Harassment

I am a freelance journalist, author of two books-México armado (1943-1981) and Corte de caja, an interview with Subcomandante Marcos-and I write for the magazine Gatopardo. I am resorting to this channel in order to denounce the increasing use of intimidation being targeted against my journalistic work, which focuses primarily on radical political movements and guerrillas.

I have become the victim of illegal surveillance and interference with my telephone and e-mail; and in recent days, while I was traveling abroad to promote my latest book, intruders broke into my apartment through the balcony. However, this was not a common burglary for the assailants did not steal any objects of value. They went into the bathroom where they defecated and urinated, as well as rummaged through my personal items. They left the bathroom window and balcony open so as to leave visible traces of their presence. The only object that they stole was my reporter’s notepad, which was next to the computer. The following day I noticed a man with a military semblance prowling around my building on a bicycle, and upon being discovered the man hid his face.
The surveillance activities directed against me and my home were evident. I will present a formal complaint before the Special Prosecutor’s Office for Crimes against Journalists (Fiscalía Especial para la Atención de Delitos contra Periodistas) of the Attorney General’s Office (PGR). Not because I hold any faith in its justice, but in order for my name to be recorded for posterity, in the archives of ignominy. Article 19 affirms that in 2009 sixty-five percent of all attacks against journalists in Mexico were committed by the State. I hereby hold the government of Felipe Calderón responsible for any actions taken against my physical integrity or that of my family. I remain with pen in hand.

Laura Castellanos

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