¡Tú la pagarás! di Marilù Oliva

Vi presento qui e vi invito a cercare il nuovo splendido romanzo di Marilù Oliva ¡Tú la pagarás!, Elliot Edizioni – Scatti

“Questa sono io. Elisa Guerra, detta La Guerrera. Pubblicista per un giornalaccio locale, fidanzata della vittima. Movente: la gelosia per i continui tradimenti”.

Basilica la guarda con aria molto professionale: “Altezza: un metro e cinquantasette, ha detto? Quindi non rientra tra i sospettati?”.

Lei ricambia con uno sguardo di sfida: “Uno e cinquantasette senza i tacchi, ispettore. Ma io non esco mai senza i tacchi. Potete inserirmi nella rosa dei sospetti”.

Il romanzo si svolge per i tre quarti nella Bologna notturna del mondo dei balli latino-americani. Una realtà molto forte in città, ma che presenta segni di cedevolezza come gli intrighi dimostreranno. Dentro danza, orchestra, trama, tradisce, si maschera, si perde e uccide un mondo pittoresco fatto di DJ dai nomi variopinti, animatori che si spacciano per cubani, appassionate del ballo in attesa di un invito, ballerine trasgressive.

Ognuno si muove col suo carico di boria o di accidia, tenta di nascondere accuratamente i propri vizi segreti che tanto sono sulla bocca di tutti, perché il popolo della salsa è chismoso, impiccione, ficcanaso, pettegolo.

Quando viene trovato Thomas, il barista cubano, ucciso nei bagni degli uomini, è proprio il popolo salsero ad additare per prima la sua fidanzata, Elisa Guerra detta La Guerrera, che porta nel soprannome (ma già solo nel cognome) tutta la sua attitudine alla lotta. Di fatto è guerriera di capoeira e la danza marziale brasiliana, quando viene praticata, diventa trampolino di lancio per speculazioni filosofiche.

Le indagini vengono portate avanti dall’ispettore capo Basilica (già comparso in Repetita, il primo romanzo di Marilù, ma in trasversale) anche se la parte investigativa viene scalzata da quella umana e in questo senso il romanzo può accreditarsi nella schiera dei noir e non dei gialli puri.

La protagonista esisteva già, insieme all’amica Catalina, in un precedente manoscritto scritto più di una decina d’anni fa. Mentre Catalina è un personaggio reale, presa e adattata tale quale è nella vita quotidiana, La Guerrera rappresenta il modello di una donna giovane, con dei desideri a livello di realizzazione professionale e un forte senso d’insofferenza nei confronti delle ingiustizie. Una donna che lotta con determinazione ma sente anche sulle spalle il peso della sconfitta che si traduce nell’accidia che la caratterizza. Un personaggio calato nella vita reale, fatta più di imperfezioni che di eroi e star patinati, e quindi vicino allo spirito e alle esperienze dell’autrice per le sue inquietudini, precarietà, difficoltà ed emozioni.

Poi ci sono gli orishas, le divinità della santeria della Regla de Ocha, il meraviglioso pantheon cubano sorto dall’incontro tra i cattolicissimi spagnoli, gli schiavi africani yoruba e gli autoctoni lucumì.

La santeria, a livello metaforico, rappresenta la conferma che l’integrazione – di ogni tipo, perfino quella religiosa – quando riesce bene produce risultati mirabili. Gli dei si muovono con tratti e comportamenti umani, proprio come gli dei della mitologia greca, mettono il naso nelle questioni umane, gli dei ballano, si agitano e soprattutto si vendicano. Il tema della vendetta, la canzone de Los Titanes da cui prende titolo il romanzo, è per la santeria un semplice riassestamento di un ordine scardinato, ordine dove il fine ultimo è la ricerca della felicità E così anche il castigo, seppur macchiato di sangue, si alleggerisce di intenti epicurei.

Buona lettura!

Un paio di recensioni del romanzo:

http://www.thrillermagazine.it/libri/9957/

http://liberidiscrivere.splinder.com/post/22967014/recensione-di-%25C2%25A1tu-la-pagaras-di-marilu-oliva-a-cura-di-giulia-guida

Video trailer http://www.youtube.com/watch?v=50xM8pRk99s

Libri: ¡Tú la pagarás! di Marilù Oliva

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