Razzismo in spiaggia a Follonica

Ieri su Carmilla Alberto Prunetti ha denunciato un atto vergognoso di razzismo e violenza, ignorato dalla maggior parte dei mezzi d’informazione, con un puntuale articolo di controinformazione dal titolo “Una cartolina razzista dalla spiaggia di Follonica”. La notizia è stata ripresa oggi dal quotidiano La Nazione nella sua edizione locale della provincia di Grosseto. Riporto un estratto dall’articolo originale di Prunetti, questi i fatti:

“Un tipo, un italiano sui 35 anni, coi capelli corti, quasi rasati e un tatuaggio, ha gettato qualcosa in faccia alla signora nordafricana che vendeva qualche merce da un ombrellone a un altro. Sembra che il tipo fosse innervosito perché – sotto l’ombrellone con la moglie, piccola di statura, la bambina e due cani di taglia piccola – la figlia non riusciva a dormire. Il suo nervosismo è esploso contro il capro espiatorio che la società gli ha fornito: la venditrice ambulante straniera, che per caso è passata dal suo ombrellone.

Non è chiara la dinamica: secondo i bagnanti che erano vicini, l’uomo ha rapidamente portato via dalla spiaggia la moglie, la bambina e i cani, poi è andato a prendere o uno spray antistupro, di quelli al peperoncino, o un qualche liquido irritante che poi, secondo un’altra ipotesi, ha mescolato con l’acqua di mare. Aveva con sé il liquido? Ormai gli italiani si portano lo spray antistupro per essere più sicuri sulla spiaggia?

Comunque l’uomo è tornato in spiaggia, ha raggiunto la signora ambulante a pochi metri di distanza e le ha spruzzato in faccia il liquido o lo spray. Una parte di questo liquido ha colpito su un occhio anche un’altra signora, a cui la venditrice stava proponendo la sua merce. Poi, mentre tutti si avvicinavano alla signora nordafricana in lacrime, è scappato”.

L’episodio è chiaramente razzista e va denunciato. Secondo una testimone il vacanziere xenofobo avrebbe addirittura dato della “pezza di merda” alla donna aggredita. Le domande provocatorie di Alberto P. nell’articolo, quale che siano le risposte ipotizzabili, ci fanno riflettere sul livello sclerotico di paranoia che spesso riusciamo a raggiungere in Italia quando siamo martellati da emergenze e pacchetti sicurezza a raffica.

Il Messico, dove vivo, soffre una situazione simile per certi versi con alcune zone del paese in preda alla violenza e quasi tutto il territorio in stato di allerta e militarizzazione per la cosiddetta “guerra ai narcotrafficanti” che sembra, invece, una guerra contro i nervi della popolazione esasperata dai risultati molto questionabili.

Possiamo anche chiederci legittimamente cosa sarebbe successo se la vittima fosse stata italiana e l’aggressore straniero, anzi, ” e x t r a c o m u n i t a r i o” o addirittura “c l a n d e s t i n o”. Sarebbe scattata la caccia all’uomo? Probabilmente sì. Come riscoprire l’intercultura, la dignità migrante (parte fondamentale della Nostra cultura) e la tolleranza? Non a colpi di spray. Siccome al momento non sembrano esserci denunce dell’accaduto, neanche contro ignoti, denunciamo da qui e attendiamo sviluppi.

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