#Ataf #Firenze e le multe facili

ataf firenze

Anche quest’anno faccio ritorno all’Italia estiva dal profondo Messico. Come spesso accade, le disavventure e le curiosità di questi che amo chiamare “viaggi di rimpatrio”, oppure “rientri flash al paesello”, finiscono su questo blog e documentano la visione di un italiano all’estero, un po’ straniero e un po’ stranito, sulle vicende dell’(ex?) Bel Paese. Vedi per esempio la questione “bagni pubblici in stazione”, un tormentone lamentoso degli anni addietro. Tra le varie di quest’anno, invece, la vincitrice è senz’altro “l’affaire Ataf – Firenze”, cioè (sottotitolo): le multe facili e l’azienda dei trasporti. Irriducibili.

In pratica: c’hanno fatto la multa. Chiaro è che tale provvedimento di per sé non giustificherebbe un post, anzi. Non mi permetterei di pubblicare “sfoghi personali” in questo spazio, ma la questione è strutturale. Basta vedere articoli e lamentele precedenti nelle cronache di Firenze oppure leggere qualche commento ai fatti di cui si parla. E’ normale che si facciano le multe e che queste si paghino. Certo che se la sanzione viene a colpire persone evidentemente (Cetto La Qualunque direbbe “dimostratamente”) in buona fede, un mamma con la bimba di sei mesi e il suo accompagnatore (il sottoscritto), entrambi carichi di valigie e comunque dotati di documento di viaggio, allora la situazione cambia. Perché mai?

Perché le multe facili e coatte, note popolarmente come “zitto e paga se no ti porto dalla polizia”, dei controllori e certe condotte ostili, tra l’intollerante e il grezzo, non sarebbero gradite da nessuno e nemmeno le beffe. Se una persona sale su un bus fiorentino, striscia due volte una carta prepagata su un sensore elettronico che per due volte (altrettante!) fa proprio un bel BIP e conferma l’avvenuta convalida del “titolo”, cioè del biglietto o della carta prepagata (come in questo caso che racconto), non è certo un delinquente. E’ uno che pensa legittimamente di aver pagato per due persone. E questo vale soprattutto se: (a) non vi sono altre indicazioni sull’uso della Carta sul mezzo o sulla carta stessa e (2) ancora di più vale se sul sito web della compagnia c’è scritto che convalidare così quella Carta è valido.

A questo link c’era l’informazione fino a pochi giorni fa, ma è stata prontamente eliminata non appena sono usciti gli articoli di denuncia e i comunicati stampa della mamma multata e del suo accompagnatore. Le scuse o i chiarimenti a noi, che abbiamo dovuto pagare immediatamente 50 euro di multa restando praticamente senza cash, non sono ancora arrivate. 50 euro così equamente divisi: 40 euro di sanzione e 10 euro (il 25%!) per “spese di procedimento”. Ma che spese di procedimento ci sono se è previsto il pagamento immediato “nelle mani del verificatore” (cosiddetto)? Misteri della burocrazia.

Comunque la storia è paradossale. Come paradossale è sentire per mezz’ora due funzionari multanti o verificatori che ti vogliono spiegare che in Italia e a Firenze le cose sono cambiate, le regole ora si rispettano, che in fondo loro sono quasi dei poliziotti e che la compagnia adesso è privata e via dicendo. Ergo, si deve fare la multa. Come se non avessimo rispettato le regole o non fossimo protagonisti di un chiaro malinteso. Ma tant’è.

Non riporto tutto qui. Ne parlano nei dettagli il portale News Nove Firenze nell’articolo “Ataf, la Carta non segna la corsa, controllori non sentono ragioni” e Firenze Today col pezzo “Ataf, Carta agile non timbra per due, controllori non tollerano l’errore”. E comunque l’Ataf di Firenze non è nuova alle polemiche (Vedi Link). Ecco il comunicato stampa che riassume i fatti:

Viaggio paradossale di una mamma e di un amico che vive in Messico da 12 anni ieri sulla linea del 23 a Firenze. I due adulti, con la piccola di sei mesi della donna, hanno scelto i mezzi pubblici perché meno cari e più sicuri per andare alla stazione, ma sono stati puniti dalla miopia dei controllori ATAF, che per l’ennesima volta si sono mostrati più interessati a riscuotere subito la multa in denaro che di informare i cittadini sui loro diritti, fino a minacciare di portarli alla polizia.

Salgono sul bus carichi di valigie e passeggino, passano la “carta agile” due volte (una per ciascuno) e proseguono il viaggio alla volta della stazione di Santa Maria Novella dove fra poco parte il loro treno per Milano. La carta agile è indicata come carnet: una serie di titoli di viaggio liberamente utilizzabili e non nominativi.

Ma i controllori che salgono poco dopo, mostrando finta comprensione della loro buona fede, li dichiarano colpevoli di aver vidimato un solo biglietto e insistono per il pagamento immediato della sanzione, senza informarli sulle possibilità di contestazioni o accettare il pagamento via SMS per il secondo passeggero. Ma c’è di più: si dichiarano addirittura offesi che uno di loro, abitante di Città del Messico da oltre un decennio, si dichiari sprovvisto di carta di identità italianafino ad arrivare alle minacce di condurli alla polizia ferroviaria. La donna, pressata su ogni fronte e in situazione di oggettiva ansia e difficoltà, sull’orlo del pianto, paga la sanzione. Ma non finisce qui.

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