Pan del Alma, Vita della Muerte in Messico

Pan del Alma (Pane dell’Anima) non è solo un libro. È il vissuto policromatico di chi è stato incantato dal Messico almeno una volta nella vita, anche da lontano, leggendone o sognandolo, semplicemente. È l’insieme delle anime di chi ha provato a descrivere quelle terre e le sue genti con le immagini, coi disegni, con le parole, con la poesia, attraverso le fotografie, la mente e l’anima, appunto. È il pane dolce, piccante e colorato di un paese contraddittorio, violento e meraviglioso, che gli autori di questo volume, coordinati da Gloria Corica, Simonetta Scala e Pino Cacucci, hanno condensato in un esperimento a base di visioni e distillati di agave. Un omaggio al Messico e al suo Día de Muertos. Gloria ne parla così nella prefazione:

Sono anni che torno dal Messico con l’unica fissazione di volere fermare qualcosa, perché tutto non sparisca così presto, e desiderando che ogni viaggio si trasformi in materia tangibile. La magnifica ossessione che non mi dà pace trova tanti compagni di strada, autori molto diversi fra loro. Siamo numerosi, e con alcuni ho sviluppato un legame che dura nel tempo, ognuno di noi vuole o vorrebbe rendere omaggio al Messico in qualche modo, abbiamo dipinte in volto espressioni di gratitudine e di rimpianto ogni volta che rientriamo a casa, e torniamo sempre più ricchi di quando siamo partiti, mentre le parole muoiono in gola non appena tentiamo di spiegare che cosa ci abbia colpito, a cosa non vorremmo rinunciare, chi o cosa sia stato così speciale. Le parole non bastano, o forse non servono. Ma questo libro è fatto anche di parole, quindi…

pan del alma

Ne Il labirinto della solitudine, lo scrittore messicano, il Nobel per la letteratura Octavio Paz, scrisse: “Il culto per la vita, se è davvero profondo e totale, è anche culto per la morte. Le due sono inseparabili. Una civiltà che rifiuta la morte, finisce per negare la vita”. Pan del Alma si nutre di questa idea e la sviluppa, a partire dalla polvere, anzi dalla cenere, del Messico.

Ho partecipato al progetto con entusiasmo, dato che il filo rosso che lega le allucinazioni, le figure, i testi e gli scatti che compongono l’opera è la morte, un tema che mi affascina e su cui ho lavorato in passato. E la morte, che in Messico è diventata addirittura Santa, da secoli fa parte dell’immaginario e della pratica rituale dei popoli indigeni e dell’intero paese. Tra il 31 di ottobre e il 2 novembre, ogni anno, la Festa del Giorno dei Morti, o Dìa de Muertos, esplode e colora strade, cimiteri, piazze, appartamenti e giardini. Ovunque spuntano altari e teschi, offerte, dolci e tequila a profusione per i cari defunti e per i loro amici e parenti che li ricordano e li aspettano in casa. Un mix sincretico, cattolico e preispanico, riscoperto e rielaborato il secolo scorso, è oggi un patrimonio dell’umanità secondo l’Unesco e un elemento dell’identità di milioni di messicani.

pan de alma

Pan del Alma nasce un anno fa a Mahahual, piccolo paradiso dei Caraibi in cui molti dei partecipanti si sono conosciuti negli ultimi anni durante il Festival Cruzando Fronteras, un evento culturale che si tiene la prima settimana di marzo. Quest’anno il libro e alcuni degli autori dei vari contributi visuali e testuali sbarcheranno di nuovo a Mahahual, ospiti della terza edizione del Festival, per presentarlo e parlarne con il pubblico e con un centinaio di altri artisti italiani, messicani e di altri paesi. Lascio di nuovo la parola e cito la prefazione:

La festa dei morti è il primo di una possibile serie di argomenti che non pretendiamo di approfondire, men che mai ‘spiegare’, ma che vogliamo fermare – come fa lo scatto della fotografia, o l’attimo di ispirazione di chi disegna o dipinge o scolpisce, o di chi scrive di getto – in parziali e personali punti di vista effimeri eppure, a loro modo, duraturi, perché condivisi. Occorre anche tenere conto che stiamo parlando di un paese straordinariamente ricco di diversità, dove le circa sessanta etnie indigene che ne fanno parte hanno tradizioni differenti rispetto al modo di onorare e ricordare i propri defunti; e qui offriamo l’esempio del popolo rarámuri, o tarahumara, etnia del nord, che si distingue dalla tradizione più diffusa e anziché invitare i defunti a far visita ai vivi una volta all’anno, organizza rituali comunitari per allontanare le anime dei morti, nella convinzione che continuino a essere presenti per un certo periodo, ma poi aspirino a trovare la pace andandosene via definitivamente

pan de alma

Quando la morte si fa sentire, si fa presente nella società, è inevitabile che si parli di Lei e che se le renda omaggio nei modi più disparati. Da una parte, la morte che sfugge al controllo della Chiesa e dello Stato, s’è trasformata in terra azteca in una santa popolare conosciutissima, temuta, amata e poco compresa: la Santa Muerte o Niña Blanca. Dall’altra parte, il giorno dei morti continua a esercitare un enorme interesse, non solo a livello turistico, ma anche antropologico, sociale e culturale. Di questa faccia della morte messicana, floreale e ubriaca, allegra e macabra insieme, si occupa Pan del Alma, uno sforzo corale che va oltre il Día de Muertos e ci porta a brindare con un bicchiere di mezcal insieme a poeti, filosofi, scrittori, pittori e borrachos del Messico dimenticato. Con Gloria, di nuovo, si conclude questa segnalazione:

Si può parlare di morte in modo ironico, irriverente, persino scherzoso e allegro, in un libro pieno di colori, e quindi, di vita? Il Messico ci insegna anche questo, senza mai dimenticare il dolore della perdita, l’assenza incolmabile, l’orrore della violenza, la quotidiana resistenza contro la morte iniqua e assurda, o semplicemente inaccettabile. Ma al tempo stesso, la muerte è compagna di strada, rifiutarla equivale a ‘sopravvivere’ nel costante timore di una minaccia rimandata, perché, come ha scritto qualcuno, “se hai paura della morte muori ogni giorno, se non hai paura, muori una volta sola”.

Design: Lizart comunicazione visiva, Bologna. Book Trailer.

Da Huffington Post Blog

2 risposte a “Pan del Alma, Vita della Muerte in Messico

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