La Colombia non cambia: Juan Manuel Santos, Presidente 2010 – 2014

Non ci sono molte tracce della notizia sui quotidiani di oggi. La riporto qui anche perché, sebbene sia lontano, ho cercato di seguire il processo elettorale colombiano e avevo sperato in un cambiamento che non c’è stato. L’astensionismo ha caratterizzato le elezioni con oltre il 55% dei cittadini con diritto di voto che sono rimasti a casa.

Il 67% degli elettori ha scelto Juan Manuel Santos al secondo turno. E’ il candidato della destra e della continuità rispetto alle politiche del suo predecessore e amico Alvaro Uribe; il 27% ha votato per l’ex eccentrico sindaco di Bogotà del Partito Verde, Antanas Mockus.

Oltre 9 milioni di cittadini (cifra record malgrado l’astensione) hanno votato per Santos, un milione e settecentomila in più rispetto a quelli che avevano votato per Uribe nel 2006. Nel frattempo un attentato delle Farc (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) ha fatto nove morti tra le forze di sicurezza alla frontiera col Venezuela. Forse un messaggio per il nuovo presidente ma forse anche e solamente un giorno in più di drammatica e ordinaria guerriglia in Colombia. Alcune agenzie hanno riportato la notizia per sottolineare che anche in una giornata elettorale gli attacchi armati non cessano e in alcune zone fuori dal controllo statale era praticamente impossibile andare a votare, ma purtroppo la Colombia vive le sue piccole e grandi stragi, le sue violenze, i drammi degli sfollati e dei bombardati, i sequestri, gli omicidi e le violazioni ai diritti umani quotidianamente, in pratica da sempre, e ce se ne ricorda solo nelle “grandi occasioni” o se ci sono prigionieri eccellenti come Ingrid Betancourt. Il nuovo presidente Santos ha già annunciato la fine della guerriglia, vedremo.

Dopo la sconfitta Mockus ha dichiarato che seguirà una linea di indipendenza e controllo riguardo alle azioni del governo che sarà possibile grazie al fatto che lui e il Partito Verde non sono entrati nel gioco di alleanze, ricatti e clientele che in genere muovono lo scacchiere politico nazionale e i partiti tradizionali.

Alcuni interessanti documentari in inglese e spagnolo mostrano le origini del personaggio e del politico Mockus negli anni novanta e spiegano come le sue proposte fuori dal comune riuscirono a trasformare la capitale colombiana in pochi anni e avrebbero (forse) potuto applicarsi al resto del paese: http://www.youtube.com/watch?v=5OdhD5D5its

Mentre Mockus si era contraddistinto per le sue proposte innovative dal punto di vista sociale (QUI la sua proposta di governo), Santos ha optato per la continuità con le politiche di mano dura e sicurezza, repressione e legalità contro i fenomeni del narcotraffico e della guerriglia.

Oltre alla gestione di queste situazioni critiche da decenni in Colombia, le prime grandi sfide (ma l’agenda è molto più complessa:VEDI LINK) sociali ed economiche del nuovo presidente saranno la riforma del sistema sanitario e giudiziario, la diminuzione del tasso di omicidio, degli indici di povertà e della produzione di coca, ristabilire le difficili relazioni coi paesi vicini, in particolar modo con il Venezuela di Hugo Chàvez e l’Ecuador di Rafael Correa, paesi collocati agli estremi opposti rispetto a Santos (e al suo predecessore) nella mappa geopolitica regionale.

Altri due punti.

1) Santos dovrà rendere conto al paese del suo ruolo nella esecuzione di 2.279 persone, uccise presumibilmente dalle forze dell’ordine durante la sua gestione come ministro della difesa (2006-2009). Si tratta del terribile fenomeno dei falsos positivos, cioè persone uccise dalla polizia e dall’esercito e travestite da guerriglieri per poter ottenere incentivi e benefici di vario tipo nella lotta contro la guerriglia.

2) Anche in relazione a quanto sopra, Uribe aveva proposto (e Santos potrebbe fare la scelta finale) di ampliare la giurisdizione dei tribunali militari per includere anche le violazioni ai diritti umani, con un’evidente limitazione in questi casi del potere di difesa delle vittime e d’intervento della magistratura ordinaria.

QUI LA STORIA CHAVEZ vs URIBE, VENEZUELA / COLOMBIA

Più informazioni (in spagnolo):

http://www.semana.com/
http://www.ipsnoticias.net/nota.asp?idnews=95712

Nella foto (http://www.flickr.com/photos/globovision/) Santos a Globovision.

2 risposte a “La Colombia non cambia: Juan Manuel Santos, Presidente 2010 – 2014

  1. That’s the best ansewr by far! Thanks for contributing.

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