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  • Terza assemblea e bollettino della APPO da Oaxaca. A un anno dal 25 novembre 2006

    Terza assemblea e bollettino della APPO da Oaxaca. A un anno dal 25 novembre 2006

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    AI MASS MEDIA

    AI MEDIA ALTERNATIVI

    AL MAGISTERO DEMOCRATICO

    AI POPOLI DI OAXACA, DEL PAESE E DEL MONDO.

    Il 17 e 18 novembre 2007 si è tenuta LA TERZA ASSEMBLEA STATALE DELLA APPO, nell’auditorio “Enedino Jiménez” dell’hotel del magistero, con la partecipazione ampia, aperta e plurale del popolo; tale assemblea risponde al bisogno di riorganizzazione urgente, dal basso, con le basi del popolo e intorno alle seguenti domande: libertà immediata di tutti i prigionieri politici e di coscienza, castigo immediato agli assassini materiali ed intellettuali, responsabili dei crimini politici dell’anno scorso, in particolare quelli del 25 novembre 2006, annullamento immediato dei mandati di cattura nei confronti degli attivisti sociali e della loro persecuzione.

    Il 25 novembre, a quasi un anno dalla repressione più selvaggia nei confronti della APPO, sono ancora detenuti vari compagni, motivo e ragione sufficienti per convocare la terza assemblea della APPO, in cui sono state definite azioni concrete ed unitarie e si è proposto il coordinamento con la sezione 22 per ottenere la libertà di tutti i prigionieri politici.

    A tutt’oggi prevale l’impunità dei 26 assassinii politici perpetrati nei confronti del movimento, le sparizioni forzate, le torture fisiche e psicologiche, gli stupri, le detenzioni illegali, azioni che giorno dopo giorno configurano uno stato fascista d’eccezione, dato che sono l’esercito e i gruppi paramilitari quelli che hanno esercitato la repressione, nelle regioni del paese in cui i grandi capitalsti pensano di stabilire i loro megaprogetti di morte, in particolare Atenco, Guerrero e Oaxaca.

    Pertanto in data 17 e 18 novembre il popolo organizzato nella APPO dai suoi diversi settori di provenienza, collettivi ed organizzazioni ha presentato le seguenti risoluzioni generali accordati nella Terza Assemblea Statale della APPO:

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    1. Riguardo al tema elettorale, la APPO conferma gli accordi emanati dal suo Congresso costitutivo e dalla sua prima e seconda assemblea statale, che propongono azioni che permettano alla APPO di avanzare aldilà dei processi congiunturali, come il processo elettorale appena concluso, per proporsi la trasformazione sociale profonda di Oaxaca e del paese.
    2. La APPO esige la liberazione di tutti i prigionieri politici dello stato: Pedro Castillo Aragón, Víctor Hugo Martínez Toledo, Miguel Ángel García, Wilber Ramón Aquino Aragón, Jaciel Cruz Cruz, Flavio Sosa Villavicencio, David Venegas Reyes, Adán Mejía López, così come i detenuti di Xanica: Abraham Ramírez Vásquez, Juventino e Noel García Cruz; i prigionieri di San Isidro Aloapan e di San Blas Atempa: Juventino Cruz Pérez, Eutimio Méndez López, Anastasio López Pérez y Artemio Pérez; e i prigionieri dei paesini di Loxicha.
    3. LA APPO esige un castigo agli assassini materiali ed intellettuali dei nostri compagni, in primo luogo al genocida Ulises Ruiz Ortiz.
    4. Una commissione plurale della APPO parteciperà alla presentazione dello sforzo del FRONTE NAZIONALE CONTRO LA REPRESSIONE e renderà nota la posizione assunta nella scorsa assemblea statale.

    DICHIARAZIONI
    • La APPO si dichiara contraria alla persecuzione degli attivisti e lottatori sociali, in particolare dei compagni: Dottora Bertha Muñoz, Dolores Villalobos Cuamatzin, Raúl Gatica, Alejandro Cruz López, Samuel Hernández, Jaquelina López Almazán, Ulises Reynosa.
    • Nei giorni scorsi sono stati repressi dei compagni che appartengono al Comitato di Difesa Civica CODECI a Tuxtepec, per cui esigiamo che venga fermata la persecuzione ai suoi militanti.
    • Contro la repressione delle scuole magistrali rurali e in appoggio agli studenti di AYOTZINAPA. Guerrero.
    • Quest’assemblea si dichiara a favore della lotta dei popoli latinoamericani e appoggia totalmente il processo rivoluzionario dei popoli di Cuba, Venezuela, Brasile e Bolivia.
    • La APPO è solidale con la lotta per la libertà dei prigionieri di San Salvador Atenco, criminalizzati con pene esorbitanti dal regime di Felipe Calderón.
    APPO, diritti umani, messico, movimenti sociali, Oaxaca
    Quest’assemblea struttura il Piano di Azione per la “GIORNATA STATALE, NAZIONALE ED INTERNAZIONALE PER LA LIBERTÀ DEI PRIGIONIERI POLITICI DI OAXACA”, con le seguenti attività:

    25/XI/07 Participare alla megamanifestazione Incrocio dell’aeroporto Tutto il popolo di Oaxaca. Alle 8:00 in punto
    25/XI/07 Elaborazione di materiali di denuncia
    Quello indicato da ogni organizzazione o settore della APPO
    ogni organizzazione o settore della APPO Mirati alla libertà dei prigionieri e al castigo dei colpevoli di assassinii e torture.
    25/XI/07 Partecipazione all’Assemblea Nazionale del FNCR
    Da definire Parenti dei prigionieri, caduti e imputati, commissione giuridica e di ponte, nonché volontari. Si partecipa per dare il beneplacito all’iniziativa
    7-8/XII/07 Partecipare all’incontro di donne oaxaqueñas “costruendo voci di speranza” Chiesa dei Poveri, Colonia Reforma Aperta al pubblico in generale, specialmente le donne
    8-9/XII/07 Partecipare all’assemblea popolare dei popoli del Messico Locale del SITUAM, Tlalpan 1036 D.F. metro Nativitas Commissione amplia, plurale ed includente
    13/XII/07 Organizzazione della carovana per la 3ª udienza del processo popolare nazionale Guadalajara, Jal. (Plaza de armas) Commissione giuridica e di ponte coi parenti dei prigionieri, caduti, imputati e torturati e volontari Luogo non ancora confermato
    15-16 /XII/07 Realizzazione della 3ª udienza del processo popolare nazionale Guadalajara, Jal. Commissione giuridica, parenti di prigionieri, caduti, imputati e torturati, e volontari Luogo non ancora confermato
    Luogo di partenza: davanti all’hotel de magistero.
    22/XII/07 Festa popolare sui diritti umanos Attività da definire
    Data dipendente dalla convocazione della sezione XXII Intervista con la sezione XXII Attendere convocazione della Sez. XXII per il luogo, la data e l’ora Commissione ampia di tutti coloro che hanno partecipato all’assemblea plenaria di coordinamento Partecipare portando le decisioni di questa 3ª Assemblea Statale.
    5 e 6 dicembre Picchetto davanti alla camera dei deputati a Città del Messico per attivare la domanda di processo politico nei confronti di URO.
    Palazzo Legislativo di San Lázaro La APPO, la Sezione XXII e l’Assemblea Popolare dei Popoli del Messico.
    24/XI/07 Brigata di informazione all’assemblea statale del magistero Casa hotel del magistero Commissione nominata dall’assemblea
    Bollettino informativo e informazione diretta, rinforzo esterno di tutti coloro che possano partecipare
    elaborare 20.000
    12 e 13 gennaio 2008
    1° incontro statale giovanile “il ruolo dei giovani nel movimento sociale oaxaqueño” Oaxaca Organizzazioni giovanili della APPO, giovani dei diversi spazi organizzati della APPO Organizzatori nominati dall’assemblea.
    PIU’ DETTAGLI SU: http://www.carmillaonline.com/archives/2007/12/002464.html#002464 
  • Oaxaca a un anno dalla repressione del 25 novembre 2006: le manifestazioni e la vitalità della APPO di fronte a nuove sfide

    Oaxaca a un anno dalla repressione del 25 novembre 2006: le manifestazioni e la vitalità della APPO di fronte a nuove sfide

     Il venticinque novembre s’è trasformato in una data simbolica e significativa per centinaia di migliaia di abitanti dello stato messicano di Oaxaca e per molti loro compatrioti che simpatizzano con le lotte popolari dell’ultimo anno, condotte dal movimento dei professori della sezione 22 del sindacato nazionale e, soprattutto, dalla APPO (Asamblea Popular de los Pueblos de Oaxaca), l’organizzazione della società civile che ancora vive e rivendica diritti per la parte più emarginata della popolazione.

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     (http://www.flickr.com/photos/86642629@N00/982247271 

    Leggi anche su:

    http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=printpage&artid=5370 

    Questo gruppo, organizzato secondo le forme della “assemblea popolare”, è nato come reazione popolare al tentativo di sgombero violento da parte della polizia statale di Oaxaca il 14 giugno 2006, ordinato dal Governatore Ulises Ruiz contro il picchetto dei professori nella piazza centrale di Oaxaca. In seguito a quest’azione il movimento dei docenti di Oaxaca s’è ampliato verse fette sempre più grandi della società, stanca delle frodi elettorali e dell’esclusione sociale, problema irrisolto anche a causa della corruzione politica del regime del PRI (Partido Revolucionario Institucional), al potere da 8 decenni a Oaxaca. In quest’anno e mezzo di vita, la APPO ha dato origine a un’interessante esperienza di associazionismo e lavoro comunitario che, sebbene non sia priva di contraddizioni e divisioni interne, s’è adoperata per costruire processi e istituzioni democratiche dal basso, nel rispetto dei principi della decisione collegiale e unanime, la discussione in assemblea, la rotazione degli eletti e la revoca dei rappresentanti non più graditi nell’ambito di una progressiva e crescente partecipazione popolare ai processi decisionali[1]. D’altro canto l’organizzazione, sempre in movimento, non è aliena alle tentazioni di estremizzare il conflitto, alle lotte tra gradualismo e accelerazione, tra opzione elettorale e ribellione sociale fuori dal sistema e, infine, non si nasconde la tensione, per ora risolta ma sempre latente, tra il più organizzato e gerarchico sindacato dei docenti e la stessa APPO.

    Oaxaca 25 noviembre 2007 marcha

    Intanto, migliaia di persone hanno sfilato per le vie di Oaxaca, la scorsa domenica, il 25 novembre, per commemorare gli eventi tragici dell’anno scorso. Infatti, il 25 novembre 2006 scattò la reazione del governo federale, capeggiato dall’ex Presidente Vicente Fox, che reagì alla manifestazione pacifica di migliaia di persone che cercavano di accerchiare i corpi della Polizia Federale Preventiva appostati in presidio nel centro storico. Il saldo fu la dispersione delle barricate e dei manifestanti, con oltre 200 arresti e successive deportazioni in mezzo a una sequela di violenze certificate dalle principali organizzazioni per la difesa dei diritti umani[2]. Ancora oggi rimangono 7 detenuti in carcere nonostante le numerose iniziative della società civile e delle organizzazioni attive nella difesa dei diritti umani che hanno potuto racimolare il denaro per le cauzioni e i processi, spesso risoltisi positivamente per gli imputati vista l’inconsistenza delle accuse e la scarsità di prove concrete. Ricordiamo che la politica ufficiale è stata spesso quella di raggiungere dei grandi numeri per poter lanciare campagne di propaganda che annunciano risultati concreti e d’impatto, sia che si tratti di quintali di cocaina sequestrati, di narcotrafficanti estradati negli Stati Uniti o di presunti terroristi incarcerati. L’unico problema è che è stata applicata la categoria di terrorista o di “turbatore della pubblica quiete” o “attentatore dell’integrità dello Stato” anche a dei semplici manifestantiLa marcia di domenica, che ha rinnovato le richieste di destituzione del Governatore Ruiz, s’è svolta in tranquillità e ha contato sulla presenza del rinato Frente Nacional Contra la Represion (FNCR), con in testa la senatrice del PRD (Partido Revolucion Democratica), Rosario Ibarra, donna simbolo da oltre trent’anni della lotta per la giustizia e la riparazione del danno per i familiari delle decine di desaparecidos e detenuti politici della storia del paese. 


  • Il commercio elettronico e l'e-business. Definizioni generali. Possibilità e prospettive in America Latina

    Il commercio elettronico e l'e-business. Definizioni generali. Possibilità e prospettive in America Latina

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    Il testo è stato presentato nel maggio 2005 in una conferenza (tenuta da Fabrizio Lorusso e Richard Meijs) sul commercio elettronico presso la facoltà di economia della Universidad Nacional Autonoma dello Stato del Messico (UAEM), vicino a Città del Messico e al famoso sito archeologico di Teotihuacan.
    Dalla pagina e dal link si possono scaricare la presentazione in power point e l’articolo completo sulla realtà del commercio elettronico in generale e, poi, nel constesto dell’America Latina. Il testo è in spagnolo ma facilmente comprensibile.
    QUI TUTTO IL TESTO E LE SLIDE:
    http://www.neominds.com.mx/boletin-de-prensa-optimizacion-web/05-05-19-conferencia-comercio-electronico-uaem.html 

  • Da Oaxaca: bollettino della APPO e nuove iniziative

    Da Oaxaca: bollettino della APPO e nuove iniziative
    Flickr image (http://www.flickr.com/photos/50016673@N00/284279595 )
     
    Riporto interamente il bollettino emesso dalla Asamblea Popular de los Pueblos de Oaxaca che testimonia la vitalita’ del movimento sociale messicano.
    L’ASSEMBLEA POPOLARE DEI POPOLI DI OAXACA (APPO) rende noti al popolo di Oaxaca gli accordi della recente assemblea plenaria della APPO, tenutasi l’11 novembre 2007 nell’hotel del magistero. Tale assemblea conferma gli accordi della scorsa assemblea plenaria del 28 ottobre e del 3 novembre, gli accordi della prima e della seconda assemblea statale tenutasi in data 10 e 11 febbraio e 1 e 2 giugno e il congresso costitutivo della APPO, con l’obiettivo di promuovere la riorganizzazione del nostro movimento sociale, dal basso e con tutti; pertanto quest’assemblea:

    1. Conferma la richiesta irrinunciabile dell’uscita del fascista e tiranno Ulises Ruiz da Oaxaca e la sua condanna in quanto responsabile della morte di 26 compagni e compagne, scomparse forzate, torture, detenzioni illegali e la sua chiara complicità con i grandi capitali per saccheggiare la ricchezza della terra oaxaqueña.
    2. Conferma la realizzazione della TERZA ASSEMBLEA STATALE dell’APPO con l’obiettivo di riorganizzare e rafforzare il movimento oaxaqueño, che avrà luogo in data 17 e 18 novembre 2007 presso l’auditorio dell’HOTEL DEL MAGISTERO a partire dalle 10:00 di mattina e nella quale tutto il popolo parteciperà all’analisi, al dibattito e alle DECISIONI.
    3. Riconosce che l’unica via per conquistare la vera liberazione dei nostri prigionieri e procesados è il rafforzamento del movimento popolare oaxaqueño organizzato dalla APPO.
    4. Sul piano elettorale, conferma gli accordi presi dall’Assemblea Statale del 10 e 11 febbraio e invita tutti quei compagni che vedono un’alternativa nella lotta elettorale a manifestarsi a nome della propria organizzazione e non dell’assemblea; pertanto precisiamo che l’attuale deputato Zenén Bravo Castellanos non è il deputato della APPO, bensì della sua organizzazione, e non c’è mai stato consenso sulla sua nomina all’interno dell’assemblea.
    5. È dalla parte dei coraggiosi giovani e attivisti del movimento oaxaqueño, che vengono repressi e criminalizzati selettivamente da ULISES RUIZ ORTIZ e i suoi gruppi polizieschi militari, molti dei quali infiltrati nel movimento. Tali aggressioni derivano in arresti, con tanto di violenza fisica e psicologica, di sottrazione dei loro beni e di schedatura, con la chiara intenzione di individuarli per poi arrestarli o farli sparire.
    6. Si unisce alla convocazione emessa dai compagni della sezione 22 a partecipare il prossimo 15 novembre alla manifestazione contro la relazione di governo di Ulises Ruiz Ortiz, che in maniera illegittima vuole ingannare un popolo, che gli ha già dimostrato che la sua presenza è indesiderata nello stato.

    Flickr image (http://www.flickr.com/photos/22290368@N03/2149756566 )
    La legittimità della APPO risiede nella sua capacità di convocazione di ampi settori e di persone del popolo in lotta, perché la APPO è uno spazio ampio, plurale e includente, che funziona in base al consenso di tutti i partecipanti e non risponde alla politica particolare di nessuna organizzazione, né collettivo, sindacato, gruppo o persona, perché è patrimonio del popolo di Oaxaca, che ha dimostrato il proprio malcontento scendendo in piazza in massa.
    Le assemblee plenarie tenutesi il 28 ottobre, il 3 novembre e l’11 novembre hanno la legittimità e il riconoscimento delle basi della APPO, come dimostrano i registri dei partecipanti; le convocazioni sono state pubbliche ed aperte: sono state effettuate nei concentramenti delle manifestazioni del 27 ottobre e del 2 novembre 2007, oltre attraverso i mass media cartacei ed elettronici.
    Confermiamo il nostro appello all’unità con l’obiettivo di sostenere tra tutti questo grandioso movimento popolare che il coraggioso popolo di Oaxaca ha rafforzato dal 2006. Manifestiamo in base al rispetto e all’adempimiento degli accordi e principi della APPO per raggiungerlo.
    Pertanto, rivolgiamo l’invito ampio, aperto e plurale al popolo di Oaxaca, organizzato e non organizzato, fin dai suoi settori, comunità, colonie e organizzazioni sociali, collettivi e persone che militano nella APPO, ad assistere il 17 e 18 novembre alla Terza Assemblea Statale, che ci permetterà di riorganizzare e riorientare la lotta del popolo oaxaqueño unito nella APPO.
    PER I NOSTRI MORTI, DESAPARECIDOS, INCARCERATI E PERSEGUITATI POLITICI, NON UN PASSO INDIETRO!
    TUTTO IL POTERE AL POPOLO!
    FUORI ULISES RUIZ ORTIZ DA OAXACA!
    CONDANNA AI COLPEVOLI!
    LIBERTÀ AI PRIGIONIERI POLITICI!
    ASSEMBLEA POPOLARE DEI POPOLI OAXACA
    Postato da Fabrizio Lorusso
    ANCHE SU: http://www.viaggiareliberi.it/oaxaca_situazione_politica.htm 
    http://www.abassavoce.info/oaxaca.shtml 
    APPO, diritti umani, manifestazioni, messico, Oaxaca

  • Messico. Oaxaca di nuovo in piazza a un anno dall’omicidio del giornalista Brad Will

    Messico. Oaxaca di nuovo in piazza a un anno dall’omicidio del giornalista Brad Will

    [Flickr image](http://www.flickr.com/photos/33803716@N00/282111150 )
    Manifestazione di massa per commemorare i tragici fatti del 27 ottobre 2006.
    I professori della sezione 22 del Sindacato Nazionale e numerosi aderenti alla APPO (Asamblea Popular de los Pueblos de Oaxaca) hanno sfilato sabato, 27 ottobre, per le strade di Oaxaca, Messico, e sull’autostrada Ciudad Alaman-Puerto Angel. La manifestazione, nelle sue due vertenti, ha raccolto oltre 15mila persone per commemorare il primo anniversario della scomparsa dell’insegnante Emilio Alonso Fabián e del giornalista statunitense Bradley Roland Will, ucciso nei pressi della barricata Calicanto, in località Santa Lucia, durante il conflitto tra la polizia e la APPO che chiedeva la destituzione del governatore Ulises Ruiz. Gli abitanti del quartiere hanno eretto una croce di legno e hanno decorato lo spazio circostante con sabbia colorata, fiori e candele com’è d’abitudine nelle celebrazioni in onore dei defunti.
    Quei giorni della fine di ottobre del 2006 segnarono anche l’ingresso della Polizia Federale Preventiva (PFP) e la conseguente militarizzazione della città di Oaxaca con la pretesa di risolvere il conflitto che durava da circa sei mesi. Era la risposta delle autorità federali da Città del Messico agli omicidi che si sono commemorati questo fine settimana e che erano stati perpetrati dagli stessi oppositori del movimento dei docenti e della APPO .
    Le due manifestazioni si sono dirette verso la piazza centrale della città dove hanno preso la parola il segretario del sindacato dei docenti di Oaxaca, Ezequiel Rosales; Karina Sosa, figlia di Flavio Sosa, il noto portavoce del movimento incarcerato il 4 dicembre scorso, e due consiglieri della APPO, Marcelino Coache e Castulo Lopez.
    Il sindacalista Rosales ha annunciato che l’assemblea statale dei docenti ha accettato dal Governo locale un indennizzo in forma di fedecommesso di 25 milioni di pesos (circa 220mila dollari USA) per i parenti di 16 vittime del conflitto dell’anno scorso.
    Il principale timore espresso dai partecipanti alla marcia e dalla Lega Messicana per la Difesa dei Diritti Umani riguarda la caccia alle streghe in parte già scatenatasi contro i simpatizzanti e i membri dei movimenti sociali dalla Procura Generale della Repubblica (PGR) che sta investigando parallelamente gli avvenimenti del 2006 e anche l’omicidio di Brad Will, che, dagli ultimi dati a disposizione, risulta essere stato ucciso da due colpi di pistola esplosi sicuramente da elementi esterni alla APPO. Di fatto, le paure non sono ingiustificate visto che, anche quest’anno, in manifestazioni pacifiche la violenza delle forze dell’ordine è esplosa di nuovo contro i membri della APPO e del sindacato .
    [Flickr image](http://www.flickr.com/photos/83899940@N00/285768288 )
    Vi sono, infatti, oltre 169 attivisti politici, la metà appartenenti ad alcuna etnia indigena e legati a conflitti per il possesso e la gestione della terra, i quali sono ancora incarcerati in 9 stati diversi della Repubblica Messicana. Questi rappresentano il triste retaggio, ma anche la sfida per il futuro, lasciato dalle ultime annate dell’ex Presidente Vicente Fox, attualmente sotto inchiesta per l’acquisizione sospetta di benefici e di proprietà durante il suo mandato , e dei primi 12 mesi del nuovo Presidente, contestato dall’inizio per il controverso processo elettorale che l’ha portato a una vittoria dubbiosa e viziata . Nei sette anni di governo del Partido Accion Nacional (PAN) in alleanza con il PRI (Partido Revolucion Institucional) sono oltre 900 le persone passate dalle carceri per motivi politici che vanno dalle rivendicazioni per la terra all’ecologia, dalla difesa del posto di lavoro alla lotta per la promozione e il rispetto diritti umani, dalla difesa degli usi e costumi locali ancestrali all’adesione a movimenti sociali come la otra campaña dell’Ejército Zapatista de Liberación Nacional (EZLN). Sono in carcere anche 12 ex-appartenenti a gruppi armati dei quali solo alcuni hanno riconosciuto la loro militanza in tali organizzazioni mentre altri, come i fratelli Hector e Antonio Cerezo (sito del Comitè Cerezo: http://espora.org/comitecerezo ), sono stati accusati e imprigionati ingiustamente per coronare una strategia della tensione e costringere alla resa i gruppi ai quali sarebbero legati come l’EPR (Esercito popular Revolucionario) di Oaxaca.
    Dalle proteste di Guadalajara del 2004, represse dall’attuale Ministro dell’Interno messicano, Francisco Ramírez Acuña, alle più recenti di Atenco e Oaxaca nel 2006 e 2007, è stata adottata una strategia contraria al dialogo e all’istituzionalizzazione dei conflitti che, a causa anche della debolezze del governo, a vari livelli, e della cultura fortemente autoritaria di cui è impregnata la società, ha condotto alla radicalizzazione delle domande sociali, disattese su tutti i piani, così come alla serrata delle autorità.
    [Flickr image](http://www.flickr.com/photos/94187100@N00/247024826 )
    L’immagine che rimane all’osservatore impotente è quella dei grandi contingenti, spropositati e armati fino ai denti, che fronteggiano la gente comune, le donne e i bambini, ed i gruppi duri di militanti, armati con quanto si può, in una lotta che si disperde a suon di arresti arbitrari, nubi di gas lacrimogeno, abusi del povero contro il povero, impunità e frustrazione popolare. Alla fine sembra vincere sempre la violenza in una spirale di crescente incomprensione e risentimento.
    Da Città del Messico, Fabrizio Lorusso
    Fonti e note http://www.viaggiareliberi.it/oaxacasituazionepolitica.htm  
    Per esempio contro il professor Emeterio Merino Cruz il 16 luglio scorso
    http://video.google.com/videoplay?docid=-3604530561234643874
    http://www.jornada.unam.mx/ultimas/videos/el-berrinche-de-vicente-fox-en-telemundo/?searchterm=vicente%20fox  
    Promozione del documentario sulle elezioni del 2006, http://www.jornada.unam.mx/ultimas/videos/trailer-de-fraude-mexico-2006/view
    LINK ALL’ARTICOLO SU:
    http://www.globalproject.info/art-13748.html
    http://www.infonodo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=12973&Itemid=34

  • In spagnolo: la questione dell'indio. Una rivisitazione critica.

    In spagnolo: la questione dell'indio. Una rivisitazione critica.

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    After considering a brief and introductory frame work upon concepts like hegemony, domination, consensus, ideology, nation and ethnic affairs, this essay focuses on the critical view on the main contributions of J.C. M and G.B.B. Contributions considered into the debate about “the Indian Issue” in Latin America. Both writers are considered relevant for this analysis because they represent shared features in their ideas and projects; all are linked to the situation of the Indians in two different regions of an old settlement. The main aim is to highlight literary elements considered to be revealing the partial political and ideological objectives inscribed into the rescue projects of the so called “Indian” according to the ancient, and postulated cultural unity which opposes the western view. The main ideas of the article are: 1) M. and B are sufficiently representative writers to start dealing with the “Indian issue” in L.A. and 2) both writers mixed the considerations about a particular political struggle, with the idea of awakening an Indian identity in common as a part of an ethnic project basically counter-hegemonic.
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    Leggilo in PDF:
    http://www.dialogoantropologico.org/14/ArticuloA.pdf 

  • In spagnolo: rassegna del libro "Agustin Cueva e lo sviluppo del capitalismo in America Latina"

    In spagnolo: rassegna del libro "Agustin Cueva e lo sviluppo del capitalismo in America Latina"

    Critica ad alcune teorie sullo sviluppo latinoamericano.

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    L’articolo propone una rassegna, una esposizione e una critica del celebre testo di Agustin Cueva sullo sviluppo del capitalismo in America Latina.

    Il libro di Cueva é, a oltre 30 anni dalla prima edizione, un testo di base in molte facolta’ economiche, politiche e di sociologia in America Latina.

    Si fa riferimento alle diverse teorie dello sviluppo, all storia economica latinoamericana e al dibattito interno alla teoria sociale latinoamericana tra i dipendentisti (sostenitori poco ortodossi della teoria della dipendenza e della divisione del mondo in centro-periferia) e i marxisti piú ortodossi come Cueva.

    L’articolo é breve e in lingua spagnola.

    LEGGILO in PDF SU:
  • Morelia, Messico. La manifestazione per il Giorno della Razza rivendica diritti per i popoli indigeni e la liberazione dei detenuti politici

    Morelia, Messico. La manifestazione per il Giorno della Razza rivendica diritti per i popoli indigeni e la liberazione dei detenuti politici

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    Morelia, Messico. La manifestazione per il Giorno della Razza rivendica diritti per i popoli indigeni e la liberazione dei detenuti politici (di Fabrizio Lorusso)

    12 ottobre 2007. Commemorazione dei 515 anni da quella che noi chiamiamo la “scoperta dell’America” ma che per milioni di persone rappresenta la data dell’incontro, prima, e dello scontro, poi, tra due diverse civilta’ e forme di concepire il mondo. La data segno’ l’inizio della conquista del nuovo mondo da parte della Spagna, una delle piu’ arretrate monarchie d’Europa che pote’, grazie al dominio coloniale, godere di ancora una paio di secoli di agonizante sopravvivenza e illusione di ricchezza.

    Oggi anche a Morelia, capitale dello splendido Stato di Michoacan nel Messico centro-occidentale, oltre 3000 persone hanno manifestato pacificamente la loro necessita’ di ottenere rispetto e riconoscimento a partire dalle loro tradizioni, usi, costumi e rivendicazioni in qualita’ di popoli indigeni originari. Inoltre, il forte motivo politico che ha accompagnato la marcia si riassume nell’esigenza di fare giustizia nei riguardi dei 95 detenuti politici, attualmente dichiarati come desaparecidos dai gruppi partecipanti. Quasi nulla la presenza della polizia e delle forze dell’ordine in generale.

    La fiumana di manifestanti che venerdi’ ha invaso di allegria e musica le strade di Morelia e’ culminata con un comizio nei pressi della Cattedrale dove, da oltre 240 giorni, resiste un accampamento del Movimento Antorchista, un movimento nato da rivendicazioni sociali e legato all’ex partito di regime, il PRI, (http://www.cambiodemichoacan.com.mx/vernota.php?id=69967&PHPSESSID=05225700d8da8d93c2c63063a39b9f3c ) che attende la liberazione dei detenuti politici legati all’organizzazione e richiede al governo di Lazarto Cardenas Batel, del PRD (Partido Revolucion Democratica), chiarezza e giustizia per altri integranti del movimento di cui non si hanno piu’ notizie. Ciononostante, la maggior parte dei volantini e della propaganda distruibita durante la manifestazione si scaglia contro il binomio di centro destra costituito dal PRI e dal PAN (attualmente al Governo nazionale), accusati del deterioramento delle condizioni di vita nell’intero paese, senza toccare il PRD.

    [Flickr image](http://www.flickr.com/photos/22290368@N03/2149565052/in/set-72157603582211222 ”Flickr – Photo sharing!”)

    Nel mese di novembre, si svolgeranno le elezioni politiche in cui saranno rinnovati i parlamenti ed il governatore dello Stato di Michoacan, dove e’ leggermente favorito il PRD con Leonel Godoy, e numerosi consigli comunali, tra cui anche quello della capitale, Morelia, dove sembra favorito il candidato della destra panista, Vallejo Figueroa. Dunque il contesto politico e’ in ebollizione data l’importanza strategica e storica di questa regione nei giochi politici nazionali e che lo stesso Presidente Calderon proviene da questo Stato.

    Hanno partecipato alla mobilitazione numerose organizzazioni sociali e sindacali come, tra gli altri, il Frente Nacional para la Lucha Social (FNLS), la Asamblea Popular de los Puablos de Michoacan (APPM), la Sezione 18 della Coordinadora Nacional de Trabajadores de la Educacion, il Frente Estudiantil Revolucionario ed il rinato Frente Nacional contra la Represion che propone nuove iniziative per il mese di dicembre (http://altrenotizie.org/alt/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=28511&mode=thread&order=0&thold=0 ).

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    (http://www.flickr.com/photos/22290368@N03/2148775871/in/set-72157603582211222 ”Flickr – Photo sharing!”)

    Riferendosi alla Dichiarazione dell’ONU sui Diritti dei Popoli indigeni del mondo, ratificata da 144 paesi, tra cui il Messico, lo scorso 13 settembre, i manifestanti hanno proposto la creazione di una legge statale che recepisca, almeno localmente, quanto previsto, in tema di autonomia e di sistema di usi e costumi, dagli Accordi di San Andres del 1996, scaturiti dai dialoghi tra l’EZLN in Chiapas e il Governo di Ernesto Zedillo e rimasti lettera morta a livello nazionale.

    Da Morelia, Fabrizio Lorusso

    DA:
    http://americalatina.blogosfere.it/2007/10/morelia-messico-la-manifestazione-per-il-giorno-della-razza-rivendica-diritti-per-i-popoli-indigeni.html
     

  • Progetto nazionale, egemonia e questione indigena. Dibattito generale e una critica a due autori latinoamericani (in spagnolo)

    Progetto nazionale, egemonia e questione indigena. Dibattito generale e una critica a due autori latinoamericani (in spagnolo)

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    Después de un breve marco teórico introductivo sobre los conceptos de hegemonía, dominación, consenso, ideología, nación y etnia, el análisis del presente ensayo se centra en la elaboración de una visión crítica de las principales contribuciones de José Carlos Mariátegui y Guillermo Bonfil Batalla al debate sobre la “cuestión del indio” en América Latina.

    Ambos autores se consideran relevantes para el análisis ya que presentan rasgos comunes en su ideario y en sus proyectos que están ligados a la condición del indio en dos importantes zonas de viejo asentamiento.

    El punto principal consiste en subrayar los elementos de la literatura considerada que revelen la parcial finalidad política e ideológica inscrita en los proyectos de rescate regional de lo indio según su antigua y postulada unidad cultural contrapuesta a “occidente”.

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  • L’America Latina e il caso Fujimori: ritorno dell’impunità o rottura del circolo vizioso?

    L’America Latina e il caso Fujimori: ritorno dell’impunità o rottura del circolo vizioso?

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    L’America Latina e il caso Fujimori: ritorno dell’impunità o rottura del circolo vizioso?

    Attesa internazionale per l’inizio del giudizio dell’ex presidente peruviano previsto per la fine di novembre

    (di Fabrizio Lorusso)

    Riportano i giornali peruviani che la struttura della Direzione delle Operazioni Speciali della Polizia, approntata per accogliere gli atti del processo all’ex presidente Alberto Fujimori alla fine di novembre, è praticamente pronta, secondo quanto informa il responsabile del Potere Giudiziario, Francisco Tavara (http://www.correoperu.com.pe/indice.php ).

    Le accuse di cui “el chino” (“il cinese”, soprannome di Fujimori dovuto alle sue origini orientali e, soprattutto, alla sua doppia nazionalità, peruviana e giapponese) dovrà rispondere pubblicamente si riferiscono al periodo 1990 – 2000, anni in cui il mandatario detenne il potere e provocò una deriva autoritaria con l’autogolpe del 1992, costruì un nuovo testo costituzionale approvato ad hoc nel 1993, anche per permettere la sua rielezione che era proibita dalla Carta precedentemente in vigore, e, infine, attuò la soppressione del Parlamento nazionale e del Potere Giudiziario.

    Alla fine degli anni ottanta il Perù viveva una spaventosa crisi economica e politica che, dopo i frustranti cinque anni di presidenza di Alan Garcia, sostenuto dallo storico partito APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana), portò all’emersione di uno sconosciuto matematico, Fujimori, che sconfisse nel secondo turno elettorale lo scrittore Mario Vargas Llosa, presentandosi come un candidato nuovo, diverso dai politici e tecnocrati tradizionali cui era abituato il popolo peruviano ma che, alla fine dei conti, utilizzò un mix di misure socio-economiche di tipo neoliberale, ortodosso e autoritario.

    Le accuse concrete che ora gli si rivolgono, articolate in sette capitoli, riguardano la violazione dei diritti umani e le pratiche di corruzione.

    1. Si consuma la mattanza di 15 membri della comunità locale nel quartiere periferico di Barrios Altos a Lima, dove una quarantina di persone, riunitesi per una festa, vengono interrotte e massacrate a suon di mitra da un gruppo dei servizi segreti conosciuto come “La Colina”. per giustificare la strage, viene utilizzata la scusa ufficiale della lotta al terrorismo visto che in quel periodo l’opinione pubblica, in particolare la classe media urbana, era molto sensibile al tema in un paese dove la guerriglia era una forza attiva e minacciosa per gli apparati statali, da decenni latitanti, insensibili e inadempienti nei confronti della maggioranza della popolazione costretta alla povertà estrema, all’emarginazione e, forse nel migliore dei casi, all’emigrazione soprattutto in paesi come la Spagna, l’Italia e gli Stati Uniti.
    2. Nella stessa Lima, nell’Università Enrique Guzman Valle a La Cantuta, vengono sequestrati e uccisi 9 studenti e un docente sospettati di avere connessioni con Sendero Luminoso, la principale forza d’opposizione armata e clandestina del paese. Negli anni novanta l’organizzazione di Sendero Luminoso sarà disarticolata con strumenti repressivi e violenti e poi con l’arresto del suo leader Abimael Guzman nel 1992.

    Nel dicembre 1996, un altro gruppo, il MRTA (Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru) sarà protagonista del sequestro di 600 persone, appartenenti alla elite peruviana, nella residenza dell’ambasciatore giapponese ma finirà per fare il gioco di Fujimori che, dopo aver ordinato un’operazione militare che riesce a liberare tutti gli ostaggi, tranne uno che rimane morto sul campo, potrà esibire un nuovo “successo internazionale” per legittimare la sua progressiva concentrazione dei poteri.
    Fujimori ha anche accumulato una serie di delitti “minori” come il pagamento di favori e silenzi per 15 milioni di dollari al suo principale collaboratore, Vladimiro Montesinos, il gran complice del regime che nell’ottobre 2000 preferì riparare a Panamà e poi in Venezuela durante gli mesi di agonia del “suo” Presidente.
    Questi dovrà altresì costruire una difesa per le accuse di intercettazione telefonica a politici, imprenditori e giornalisti, il furto di 40 valigie nella casa della moglie del suo collaboratore, il citato Montesinos, il sequestro di un impresario e di un giornalista, mazzette a parlamentari e malversazione di fondi pubblici per l’acquisto di un canale TV.
    [Flickr image](http://www.flickr.com/photos/9617913@N02/1420955084 )
    L’apertura del processo a Fujimori in Perù è stata possibile grazie all’estradizione concessa dalla Corte Suprema cilena il 22 settembre scorso, arrivata dopo quasi due anni dalla sua detenzione a Santiago il 6 novembre 2005. Da cinque anni Fujimori risiedeva in Giappone dove era scappato per evitare la crisi politica e istituzionale che lo attanagliava in Perù.
    Infatti, nonostante la terza vittoria consecutiva alle elezioni nel 2000, l’ex Presidente, pressato da numerosi scandali e da un clima d’instabilità politica, dà le dimissioni e fugge in Giappone, paese di cui è cittadino e che non può concedere l’estradizione in Perù, ripetutamente invocata (http://www.un.org/spanish/news/audiovis/radio/04/sept/04092200.htm ) per motivi costituzionali interni. Nel novembre 2005 “el chino” decide di salire sul suo jet privato e fare tappa a Tijuana, in Messico, dove passa inosservato (la “svista” farà salare alcune teste nell’Interpol di Tijuana).
    Poi riparte per Santiago, Cile, per sostenere da lì la sua candidatura alle elezioni presidenziali peruviane in cui Alan Garcia, l’attuale Presidente, ha vinto al secondo turno. Il viaggio di Fujimori è risultato quanto meno sfortunato, visto che è stata bocciata dalle autorità elettorali del Perù la sua candidatura con il partito SI CUMPLE, che, in spregio al rispetto delle vittime delle stragi perpetrate durante il mandato de el chino, ancora in piena campagna elettorale, tappezzava i palazzi più imponenti di Lima con gigantografie di un Fujimori sorridente anche se già recluso e pregiudicato. Intanto il candidato che “sì compie e adempie” era finito immediatamente agli arresti presso la Scuola della Gendarmeria cilena. Per cercare una via di scampo Fujimori s’è candidato anche alle elezioni del 29 luglio 2007 per ottenere disperatamente un seggio al Senato del Giappone, ma è stato sconfitto. Sorti distinte ha avuto, invece, sua figlia Keiko Fujimori, che a soli 32 anni s’è imposta, incredibilmente, come la parlamentare peruviana più votata alle elezioni del 2006 con oltre seicentomila voti e si vocifera già riguardo ad una sua possibile candidatura alle prossime presidenziali del 2011.
    Questo risultato testimonia la polarizzazione della società peruviana e ricorda, anche se con una minor carica emozionale e un significato storico più limitato, gli spasimi e gli estremi che vive la nazione cilena, profondamente divisa tra i sostenitori acerrimi, ancora oggi, del dittatore Generale Augusto Pinochet e gli oppositori, portatori di diversi orientamenti politici ma anche di un comune senso di rifiuto verso la destra più reazionaria e l’eredità di quasi vent’anni di dittatura (1973- 1990).
    Attualmente tutti i membri del triumvirato che ha esercitato il potere in Perù negli anni novanta si trovano in carcere e ricordano simbolicamente la fine di un regime militarizzato che sembrava indistruttibile fino a pochi anni fa. Infatti, fanno compagnia all’ex Presidente, l’ex consigliere e capo dei servizi segreti, Vladimiro Montesinos, detenuto nella Base Navale del Callao, e Nicolas de Bari Hermoza, ex comandante generale dell’esercito dal 1992 al 1998, recluso nel carcere di San Jorge. Le testimonianze dei due luogotenenti stanno compromettendo sempre più la posizione e la difesa del loro ex capo.
    [Flickr image](http://www.flickr.com/photos/javi270270/1863405755 )
    La vicenda peruviana, con il processo a Fujimori che inizierà il 24 novembre, rappresenta una svolta importante per l’America Latina, continente straziato dall’impunità, dalla violazione dei diritti umani e dal continuo riproporsi della violenza e della repressione di Stato (http://fainotizia.radioradicale.it/2007/05/10/diritti-umani-e-cultura-dell-impunita-in-america-latina-dalla-guerra-sucia-al-conflitto-di-oaxaca  e http://espora.org/comitecerezo/ ). Per la rottura del circolo vizioso delitto – impunità (immunità), qualcosa si sta muovendo anche in terra argentina con le prime condanne e la riapertura dei processi per i membri più sanguinari dell’ultimo governo militare (1976 – 1983) e, con gravi ritardi, anche il Cile comincia a svegliarsi da una letargia ventennale con l’apertura dei casi legati agli arricchimenti illeciti della famiglia Pinochet anche se la “giustizia” ha lasciato invecchiare e morire il dittatore golpista senza nessuna condanna definitiva contro di lui.
    Verso nord, lascia invece poche speranze di risoluzione il caso dell’ex dittatore genocida guatemalteco (1982 – 1983) Efrain Rios Montt, ormai ottantenne, il quale è riuscito a ottenere l’immunità giuridica grazie al seggio ottenuto in parlamento con la formazione politica d’estrema destra FRG (Frente Repubblicano Guatemalteco). Le recenti elezioni in Guatemala hanno quindi vanificato gli sforzi e i tentativi dell’avvocato spagnolo Benito Morales che aveva ottenuto un ordine internazionale di detenzione con fini d’estradizione contro Rios Montt il quale, per questo motivo, non può più varcare le frontiere del Guatemala.
    LEGGILO ANCHE SU:

    http://www.socialpress.it/article.php3?id_article=1906
    http://emiliaromagna.indymedia.org/node/901 

    America Latina, diritti umani, dittatura, Fujimori, impunità, Perù