Il libro #NarcoGuerra sul #blog di Marilù Oliva @HuffPostItalia

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Perché il Messico si sta trasformando in un’immensa fossa comune?
Quanta collusione esiste tra politica e malaffare?

Narcoguerra. Cronache dal Messico dai cartelli della droga, scritto da Fabrizio Lorusso ed edito da Odoya, tenta di spiegare anche queste domande. È una completa enciclopedia sul narcotraffico in Messico oggi, con tanto di dati, interviste, testimonianze, corredo iconografico e giornalistico.

E per capire quanto questo mercato sia interconnesso con l’ondata di violenza, l’analisi si apre con i 43 studentidesaparecidos di una scuola rurale di Ayotzinapa, sequestrati dalla polizia di Uguala la notte del 26 settembre 2014 e consegnati a una banda di narcotrafficanti. Ecco cosa scrive Pino Cacucci, nella sua interessante prefazione:

Copertina NarcoGuerra Fronte (Small)Si tratta di un crimine di cui sono responsabili, tra gli altri, vari funzionari pubblici e le forze dell’ordine a vari livelli. (…) La vicenda, che è solo la punta di un iceberg, è riuscita a rompere la nube fumogena dei mass media che intossicava l’opinione pubblica globale con la retorica del Paese emergente.

Fabrizio Lorusso – giornalista, traduttore, professore all’Università del Messico – ha pubblicato diversi saggi-reportage dove ha dimostrato uno sguardo attento e lucido su alcune realtà ai margini o su alcuni fenomeni culturali, mi riferisco a “La fame di Haiti” (scritto con Romina Vinci) e a “La Santa Muerte, Patrona dell’Umanità”. Anche con questo progetto Lorusso si è dimostrato scrittore coraggioso, perché si è addentrato nelle contraddizioni di stati violenti come il Guerrero, spesso poverissimi e in balia di bande criminali e di politici marci che assecondano il mercato della droga. O forse è meglio dire: delle droghe, ovvero coca, papavero da oppio e marijuana. Un giro da 20.000 milioni di dollari, l’1,5 del Pil mondiale e sempre più contendenti a spartirsi il bottino dietro un mercato in cui i boss assomigliano sempre più a imprenditori, i confini si dilatano, le possibilità si globalizzano e i cartelli del narcotraffico diventano simili a ciclopiche multinazionali.

Un libro prezioso per capire questa realtà d’oltreoceano, utile a tutti e indispensabile per chi voglia andare in Messico e godersi anche il lato bello, quello turistico e allegro, perché solcare terre lontane ha senso solo se lo si fa con una certa consapevolezza.

Tredici capitoli (l’ultimo è dedicato ai giovani desaparecidos di Ayotzinapa) più un apparato bibliografico, un indice dei nomi e un succulento narcoglossario dove troverete tante curiosità lessicali:

Burro (lett. Asino): persona con il compito di spostare la droga da un punto a un altro. Il burro, chiamato anche mula, contrabbanda droghe portandole con sé. Una mula può arrivare a trasportare tra le 50 e le 90 capsule di coca o di ero, dunque fino a un chilo e mezzo di sostanza a viaggio.

di Marilù Oliva

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