Gli Scrittori Precari e la Santa

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Esperienze. Scrittori Precari. Blog. Santa popolare. Racconto. Saggio. Parto con i tag, ormai contagiato da una chiara distorsione professionale tipica dei blogger. Il titolo inganna perché non si parla qui di vati e scrittori aspiranti alla santità né  di santi specificamente dedicati al precariato letterario o a quello ordinario. Invece, freddamente, riporto un estratto dal blog Scrittori Precari dal libro Santa Muerte Patrona. Se piace, si può continuare a leggere al link indicato in fondo. E se no, pace:

La mia conoscenza con la Santa Muerte, Patrona dell’Umanità e santa popolare messicana, è avvenuta passo dopo passo, proprio perché la sua presenza cominciava a diventare insistente e inevitabile anche per un osservatore distratto dei fenomeni religiosi e sociali. Molti la incrociano per le strade o su un altarino, la guardano, ma poi la schivano dopo aver emesso sentenze e giudizi perentori di condanna.

Io ho sempre percepito la sua carica emotiva. Al principio ne avevo rispetto e addirittura timore, dato che non la conoscevo e nessuno me l’aveva saputa presentare senza legarla ai luoghi comuni, al satanismo, alle cronache della narco-guerra o alle malefatte di sequestratori e serial killer.

Oltre ai miti creati negli ultimi quindici anni e alla forte presenza virtuale in migliaia di pagine web, il culto della Santissima Muerte rappresenta una porta formidabile per accedere alle manifestazioni della religiosità popolare messicana. È un’entrata angusta che apre una prospettiva unica da attraversare giorno dopo giorno, per poi scoprirne tutti gli angoli nuovi e le interpretazioni alternative. Magari si possono scorgere le entrate adiacenti e i dettagli più inattesi, a patto che si mantengano cuore e occhi aperti, senza pregiudizi.

Sovente i santi cattolici compiono questa funzione dal carattere miracoloso o “sovrannaturale”, ma forse i santi popolari, compresi quelli non ammessi dalla Chiesa, sono i destinatari privilegiati delle richieste più problematiche, là dove sfuma il confine tra bene e male, tra volontà legittima di beneficiarsi e influenza indebita sull’altrui esistenza. In genere i fedeli pagano un tributo, detto manda, sotto forma di oblazioni, azioni, preghiere, offerte in natura e persino promesse di cambiamento personale, come corrispettivo di un favore, un miracolo o una grazia ricevuta dalla Santissima Muerte. Proprio come accade con i santi “ordinari” e i fioretti.

Il racconto continua a questo link…          Ringrazio Scrittori Precari !

Quanto sopra trattasi di un estratto del I capitolo di Santa Muerte patrona dell’umanità (Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri 2013), saggio di Fabrizio Lorusso dedicato al culto messicano di santificazione della morte. Al libro è dedicato anche un blog.

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