Lettera al Governo italiano sul debito di Haiti

25 gennaio 2010
Alla c.a.
Ministro Giulio Tremonti
Ministero delle Finanze
Ministro Franco Frattini
Ministero degli Affari Esteri

Oggetto: Cancellazione immediata e incondizionata del debito bilaterale e multilaterale di
Haiti

Gentile Ministro,

Le scriviamo in merito alla difficile e sempre più drammatica situazione di Haiti per sollevare alcune questioni che a nostro avviso dovrebbero essere parte centrale della risposta del governo italiano e della comunità internazionale alla crisi di Haiti. Nel giugno del 2009, Haiti ha ottenuto la cancellazione di 1.2 miliardi di dollari di debito dai suoi principali creditori grazie al raggiungimento del Completion Point nell’ambito dell’iniziativa HIPC (Heavily Indebted Poor Countries). Nonostante questo passo in avanti molto importante, il debito estero di Haiti ammonta ancora a più di 800 milioni di dollari. Il terremoto della settimana scorsa e i tre uragani devastanti che hanno colpito l’isola nel corso del 2008 hanno distrutto l’economia del Paese, incapace di generare le entrate necessarie a servire il debito estero sia oggi che nel prossimo futuro. Risorse che a nostro avviso, qualora e non appena l’economia del Paese riprendesse a funzionare, dovrebbero essere investite in via prioritaria nella ricostruzione interna, delle infrastrutture di base e nella fornitura dei servizi di base per i milioni di senzatetto prima che al servizio del debito.

Accogliamo quindi positivamente la decisione del governo italiano di implementare con la formula più favorevole la cancellazione del debito bilaterale decisa nell’ambito del Paris Club, per un ammontare complessivo di 40,43 milioni di Euro. Crediamo tuttavia che il Governo italiano, come gli altri donatori internazionali, debba anche impegnarsi affinchè il sostegno alla fragilissima economia di Haiti per fare fronte al sisma avvenga con la formula di Grants (Aiuti a perdere) e non con “crediti di aiuto” che contribuirebbero a peggiorare la condizione debitoria del Paese.

Crediamo inoltre che il Governo italiano possa giocare un ruolo importante nell’ambito dei Board delle due istituzioni multilaterali che detengono oltre la metà del debito estero di Haiti, il Fondo Monetario Internazionale (IMF) e la Banca Interamericana di Sviluppo (IDB), per chiedere una cancellazione immediata e senza l’applicazione di onerose condizionalità economiche del debito multilaterale di Haiti verso entrambe le istituzioni. Il governo italiano rappresenta una voce autorevole nel Board dei direttori esecutivi del Fondo e dell’IDB. Haiti dovrà pagare almeno 100 milioni di dollari in servizio del debito all’IMF e IDB nei prossimi cinque anni, la stessa somma che il Fondo Monetario ha annunciato di voler prestare al Paese per fare fronte all’emergenza attuale.

Chiediamo al Governo italiano di giocare un ruolo proattivo nelle diverse sedi internazionali di coordinamento e concertazione in cui la comunità dei donatori sta discutendo un piano di azione per aiutare il Governo di Haiti a fare fronte ad una catastrofe umanitaria senza precedenti per uno dei Paesi più poveri al mondo. In particolare chiediamo al governo italiano di:

– Contribuire alla ricostruzione di Haiti attraverso la concessione di aiuti a perdere (Grants) e non attraverso la concessione di crediti di aiuto che il governo di Haiti dovrebbe poi restituire. Tale iniziativa costituirebbe un segnale importante alla comunità dei donatori internazionali per non aumentare il debito estero del Paese, una possibilità questa che anche altri Governi europei stanno
valutando;

– Usare la propria rappresentanza e il proprio voto nel Board dei Direttori Esecutivi del Fondo Monetario e della Banca Interamericana di Sviluppo perassicurare la cancellazione immediata e incondizionata del debito rimanente di Haiti verso queste istituzioni. Allo stesso tempo, chiediamo al governo italiano di spendersi per ottenere una moratoria immediata sul servizio dei pagamenti
del debito da parte di Haiti verso le stesse istituzioni, congelando anche il maturare degli interessi;

– Chiedere al FMI di mobilitare risorse interne (incluse le proprie riserve auree o di utilizzare le entrate eccezionali derivate dalla vendita delle riserve auree del FMI conseguenti dall’aumento del prezzo dell’oro sui mercati internazionali) per pagare il servizio del debito di Haiti con risorse proprie nel momento in cui le rate dei pagamenti verrebbero a scadenza. Questo permetterebbe di evitare un accumulo ulteriore di debito estero per il Paese come conseguenza diretta del nuovo prestito di 100 milioni di dollari che il FMI si è impegnato a destinare ad Haiti, oltre che evitare che Haiti paghi per uscire da questa situazione tragica, visto che in ogni caso il Paese non sarebbe in grado di farlo ne ora ne in un prossimo futuro;

– In questo senso, riconoscendo che il mandato del Fondo Monetario non permette all’istituzione di concedere aiuti a perdere (Grants) ma solamente prestiti, crediamo che i membri del Board del FMI dovrebbero valutare la possibilità che le risorse del FMI vengano canalizzate ad Haiti attraverso altre istituzioni che possano concedere Grants.

Rimaniamo a disposizione per un incontro a breve per discutere le proposte e le richieste contenute in questa lettera. Cogliamo l’occasione per inviarLe I nostri più sinceri saluti.

In fede,
Mani Tese
Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (CRBM)
Osservatorio Informativo Latinoamerica Selvas.org
Coordinamento Italia Nicaragua
SdL Intercategoriale

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