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  • Disavventure in Costa Rica: Desconsuelo vs Sconsolante (video strappalacrime)


    Ecco uno spaccato lugubre e neorealista della nostra permanenza semestrale in quel di Heredia, Costa Rica, pura vida (y pura muerte?).
    Una testimonianza commossa e concitata su un periodo difficile di viaggi e piogge che io e il compagno Diego Lucifreddi (autore del video) speriamo di poter superare grazie alle immagini e al ricordo, sempre vivo, della nostra cara amica Manuela. Lei s’è salvata in tempo, è stata qui solo 10 giorni ed ora è in Messico, nella capitale messa in quarantena dalle autorità batteriologiche del paese. Beata lei !

  • Comunicato stampa Sanofi – Aventis. Influenza, Messico (e suini?)

    Comunicato stampa Sanofi – Aventis. Influenza, Messico (e suini?)

    Ministero della Salute Mexico DF
    Ministero della Salute Mexico DF

    Vi riporto un comunicato molto interessante che mi ha segnalato Alberto Falcioni su: http://www.sanofi-aventis.it/live/it/medias/36A1F0A3-6DEB-4CA1-8596-341D87DC9DB5.pdf
    Ha abbastanza a che vedere con la pandemia di influenza suina in Messico e su come ci si stava muovendo prima in merito.
    Segnalo anche una statistica significativa sulle morti normali per influenza registrate nella sola Città del Messico negli anni scorsi. Nel 2007 sono stati 1742 i morti, una media di circa 145 morti al mese.
    (Fonte, dateci un’occhiata: http://www.salud.df.gob.mx/ssdf/media/Agenda2008/)

    Un po’ come ora insomma…Certo il ceppo ora è nuovo e più forte, inoltre non c’è ancora il vaccino ma solo dei “palliativi”, tuttavia l’emergenza influenza in Messico non è cosa nuova solo che ora ha un livello di attenzione mondiale “leggermente” superiore!
    Infine segnalo l’articolo di Clara Ferri sulle possibili (probabili!) origini del virus “suino”: http://selvasorg.blogspot.com/2009/04/lorigine-dellinfluenza-suina.html
    Sanofi-aventis investe in Messico 100 milioni di euro in un nuovo impianto per la produzione di vaccini contro l’influenza stagionale e pandemica
    – L’accordo firmato a Mexico City durante la visita di Stato del Presidente francese Nicolas Sarkozy –
    Mexico City (Messico), 9 marzo 2009 – Sanofi-aventis informa che oggi è stato raggiunto con le autorità messicane un accordo per la realizzazione in Messico di un impianto da 100 milioni di euro destinato alla produzione di vaccini antinfluenzali.
    L’annuncio è stato dato nel corso di una cerimonia alla presenza di Felipe Calderon, presidente del Messico, e Nicolas Sarkozy, presidente della Francia, a Mexico City per una visita di Stato. L’impianto sarà realizzato e gestito da sanofi pasteur, la divisione vaccinale del Gruppo sanofi-aventis, rappresentato alla cerimonia dal suo Direttore Generale Chris Viehbacher. «Realizzando questo nuovo impianto, sanofi-aventis è orgogliosa di poter contribuire a consolidare l’infrastruttura sanitaria messicana ed è ansiosa di sostenere l’esemplare impegno del Messico per la salute pubblica tramite l’immunizzazione antinfluenzale e la preparazione a possibili pandemie» ha affermato Viehbacher. «Questo investimento testimonia l’approccio attento alle specificità di ogni Pese di sanofi-aventis alla salute globale.
    Lo stabilimento porterà benefici alla salute pubblica nel Messico e nell’intera regione latino-americana, nel contesto della preparazione a pandemie influenzali». L’accordo è stato firmato dai rappresentanti di Birmex (Laboratorio de Biológicos y Reactivos de México) e sanofi-aventis alla presenza del Ministro della Salute messicano José Ángel Córdova Villalobos. In base ai termini dell’accordo, sanofi pasteur produrrà il vaccino antinfluenzale in collaborazione con Birmex, produttore messicano federale di vaccini. Birmex eseguirà alcune fasi della produzione e sarà responsabile della distribuzione al pubblico del vaccino antinfluenzale.
    Sanofi pasteur ha programmato di avviare la realizzazione del nuovo impianto per la produzione di vaccini entro poche settimane. Una volta ultimato, entro quattro anni, l’impianto avrà una capacità produttiva annua di 25 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale stagionale. Il nuovo stabilimento per la produzione di vaccini sarà realizzato a Ocoyoacac, dove sanofi-aventis ha già un impianto. La nuova struttura sarà progettata per convertirsi al vaccino pandemico qualora l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dichiari una pandemia influenzale umana e ne identifichi il ceppo. Sanofi pasteur, leader mondiale in ricerca, sviluppo e produzione di vaccini antinfluenzali, lavora per lo sviluppo di vaccini antinfluenzali nuovi o perfezionati per salvare vite umane ed è attivamente coinvolta nella preparazione a eventuali pandemie.
    Sanofi Aventis Pasteur
    Sanofi Aventis Pasteur

    Nel corso degli ultimi cinque anni, sanofi pasteur ha effettuato consistenti investimenti per espandere significativamente la propria capacità di produrre vaccini antinfluenzali negli Stati Uniti, in Francia, Cina e ora in Messico. Sanofi pasteur, che nel 2008 ha prodotto più di 170 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, conferma la propria leadership mondiale nel mercato dei vaccini antinfluenzali. * * * L’influenza stagionale L’influenza è una malattia causata da un virus altamente infettivo che si trasmette facilmente da persona a persona, soprattutto quando l’individuo infetto tossisce o starnutisce. Secondo l’OMS, la casistica mondiale annua dell’influenza interpandemica potrebbe essere nell’ordine del miliardo di casi, responsabili ogni anno di 300-500mila morti in tutto il mondo1.
    Nelle regioni a clima temperato, le epidemie stagionali esordiscono tipicamente a fine autunno e raggiungono il picco a metà inverno, infettando ogni volta il 5-15 per cento della popolazione, mentre nelle regioni tropicali il virus si può isolare tutto l’anno. La malattia può colpire tutti i gruppi di età, ma il tasso di infezione raggiunge il massimo nei bambini più piccoli che diffondono il virus e rappresentano una potenziale fonte di infezione per i gruppi di età più avanzata, mentre il tasso di forme gravi, complicanze e decessi è massimo nei soggetti di età pari o superiore a 65 anni e in quelli affetti da patologie cardiache o respiratorie1.
    L’efficacia della vaccinazione nel ridurre non solo i casi di malattia, ma anche il costo economico del suo trattamento è un dato consolidato. L’influenza pandemica L’influenza è una malattia causata da un virus altamente infettivo che si trasmette facilmente da persona a persona, soprattutto quando l’individuo infetto tossisce o starnutisce1.
    Una pandemia influenzale è un’epidemia globale di un virus particolarmente virulento, che non si è mai trasmesso in precedenza alla specie umana, e per il quale non esiste immunità pregressa. Per questi motivi i ceppi pandemici hanno un potenziale così elevato di causare grave morbilità e mortalità. Nel tentativo di ridurre al minimo l’impatto di una pandemia, molti Paesi stanno sviluppando piani nazionali e transnazionali contro una possibile situazione di pandemia influenzale.
    Ulteriori informazioni su sanofi pasteur e la preparazione a eventuali pandemie sono disponibili a http://pandemic.influenza.com.
    Sanofi -aventis, azienda farmaceutica leader a livello mondiale, ricerca, sviluppa e distribuisce soluzioni terapeutiche per migliorare la vita di ognuno. Sanofi-aventis è quotata alle borse di Parigi e New York. Sanofi pasteur, divisione vaccinale del Gruppo sanofi-aventis, ha reso disponibili nel 2008 oltre 1,6 miliardi di dosi di vaccino, rendendo possibile l’immunizzazione di più di 500 milioni di persone in tutto il mondo. Sanofi pasteur, leader mondiale nella produzione di vaccini, dispone della più ampia gamma di vaccini protettivi contro 20 malattie infettive.
    La tradizione dell’azienda nella creazione di vaccini per tutelare la vita umana risale a più di un secolo. Sanofi pasteur è la più grande società del mondo votata esclusivamente ai vaccini e investe ogni giorno più di un milione di euro in ricerca e sviluppo. Ulteriori informazioni su sanofi pasteur sono disponibili a www.sanofipasteur.com.
    Bibliografia
    1. http://www.who.int/vaccine_research/diseases/ari/en/print.html
    Influenza contagiosa per tutti (cartello)
    Influenza contagiosa per tutti (cartello)

  • Aggiornamento riassunto Messico influenza suina e terremoto a Guerrero

    Allora, i morti sono 149 (159 al 29 di aprile) con tendenza al rialzo ma quelli accertati per la SUINA sono 22 (ora portati a 7 da nuove analisi) o poco più a seconda della fonte.
    L’influenza è causata da un virus mix tra suina, aviaria e umana ed è controllabile se presa in tempo. Il periodo di incubazione è di massimo una settimana.
    A Santo Domingo e altre zone dell’America Latina i casi sono zero o molto limitati.
    Gli epicentri sono quindi il Messico, che a mio parere resta abbastanza sicuro per viaggiare ma è un’opinione personale, e gli Stati Uniti, ma la diffusione è chiaramente globale.
    A Mexico DF i ristoranti saranno chiusi da oggi per un po’ e le scuole lo sono già in tutto il paese fino al 6 maggio (pubbliche e private).
    Intanto grazie a questo scherzetto della febbre suina o influenza suina aviaria che dir si voglia i consumi di carne suina sono calati dell’80% anche se la carne non provoca contagi !!
    La borsa ha perso il 3,3% e il dollaro che stava scendendo rispetto al peso, quotato intorno ai 13 pesos per un dollaro, è ora tornato a 14 per il piacere di molti.
    A Città del Messico i supermercati, che restano comunque aperti, sono stati presi d’assalto con evidenti benefici nelle vendite per wal-mart, superama, soriana, comercial mexicana, bodega ecc. che hanno svuotato i loro scaffali grazie al panico generalizzato e le voci di una loro probabile chiusura a breve.
    Il terremoto di ieri (fenomeno molto comune in Messico, sempre…) ha fatto oscillare molti grattacieli della capitale messicana ma mentre a Città del Messico la gente usciva per le strade con le mascherine (ma sempre meno dicono…) a Guerrero, lo stato di Acapulco, ci sono stati i veri danni e due morti con una scossa del 5,7 scala Richter.
    Il livello di allerta o allarme dell’OMS per il Messico è salito da 3 a 4 con rischio pandemia.
    Il TG della RAI di ieri sera (quello trasmesso da Rai international, se non sbaglio il TG1) è molto impreciso e allarmista.
    Non è che non vi siano pericoli al 100%, però le cifre e i dati sono davvero sparati a caso, senza sbagliare ma senza chiarire nulla. Spero che il post aiuti.
    Leggilo anche su: http://www.globalproject.info/art-19718.html

  • La dottrina dello shock e la febbre (o influenza) suina in Messico e nel mondo

    Mi hanno consigliato un video molto interessante sulla shock doctrine della CIA che mira a produrre shock nelle persone e nelle società per generare cambiamenti generali o reazioni alle crisi.
    Le crisi ci sono, l’influenza c’è. Ma come reagiamo e come le percepiamo noi? Che diceva il neoliberista Milton Friedman sulle aspettative?   Sono più importanti della realtà.


    Consiglio anche l’articolo di Matteo Dean:
    http://matteodean.blogspot.com/2009/04/citta-del-messico-cittadinanza-in.html

  • L'epidemia d'influenza suina a Città del Messico : falso allarme, vero?

    L'epidemia d'influenza suina a Città del Messico : falso allarme, vero?

    Influenza a Città del Messico. Poliziotti e maschere
    Poliziotti e mascherine. Influenza a Città del Messico

    Dall’ottobre del 2008 al marzo del 2009 sono morte d’influenza 30 persone in Messico. Solo nelle prime 3 settimane di aprile i morti accertati sono stati più di 100, ma in questi casi si tratta di un virus  nuovo, quello dell’influenza suina che riguarderebbe almeno una ventina di questi decessi. Marcelo Ebrard, sindaco di Città del Messico, ha dichiarato che potrebbero essere sospesi il trasporto pubblico e le altre attività temporaneamente se emergono nuovi casi d’infezione.
    E’ stato dichiarato lo stato d’emergenza sanitaria ed è arrivata sabato pomeriggio la firma del presidente Calderon sul decreto urgente con tutte le misure di sicurezza approntate come, tra le altre, la sospensione totale degli eventi pubblici, l’aumento dei controlli a tutti i livelli (viaggiatori, locali, abitazioni) e la messa in quarantena dei soggetti “pericolosi”, con le evidenti restrizioni delle libertà che ne conseguono…
    Nonostante le dichiarazioni negative  della Farnesina e dell’ambasciatore italiano in Messico, Felice Scauso, per cui “a seguito della vicenda dell’influenza da suini, abbiamo consigliato di non venire a Città del Messico, e in altre due stati, quello confinante con la capitale, Messico, e a San Luis di Potosì”, un meraviglioso sole illumina la capitale messicana e con un bel pacchetto di pastiglie e una dose di precauzioni mi avventurerei volentieri in un viaggio per queste terre feconde. Segnala la Farnesina: “La Riviera Maya e altre zone turistiche del Paese non figurano tra le aree focalaio dell’influenza”.
    Il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha appena dichiarato lo stato d’emergenza sanitaria per permettere misure straordinarie di rinforzo dei controlli di frontiera col Messico e della prevenzione sanitaria con maggiori stanziamenti di risorse.
    Cos’è l’influenza? Malattia delle vie respiratorie causata da un virus molto contagioso di tre tipi, A, B, e C, ma che possono mutare facilmente. Può colpire tutti con maggiore frequenza in autunno e in inverno ma, quando non ci sono le stagioni e una cappa di smog impedisce costantemente la vista del cielo come succede a Città del Messico, allora ogni mese è buono, soprattutto se il ceppo del virus risulta più resistente e relativamente sconosciuto.
    Per tracciare e vedere la mappa delle epidemie e influenze mondiali e per capire quante di queste emergenze vengono effettivamente lanciate e segnalate, ecco questo sito disponibile in inglese e in spagnolo:
    http://www.healthmap.org/en
    Con sarcasmo...Cartolina dal Messico
    Con sarcasmo…Cartolina dal Messico

    Come ci contagiamo? Da persona a persona con uno starnuto, una chiacchierata molto intensa o un colpo di tosse attraverso le secrezioni nasali e boccali oppure anche per contatto fisico con baci e simili. Nella brulicante megalopoli messicana, coi suoi 20-25 milioni di abitanti stipati sull’altopiano centrale, le occasioni di contatto non mancano mai, a partire dall’affollata metropolitana fino alle decine di megaeventi negli stadi, nei centri commerciali e nelle piazze che si propongono quotidianamente (ed è per questo che ci vivo) e quindi la propagazione risulta piuttosto facile.
    L’incubazione dura dai 3 ai 7 giorni anche se altre fonti segnalano un periodo più breve di circa 48 re (probabilmente riferendosi solamente all’influenza “normale”). Si stima che un’epidemia come quella scoppiata tra la fine di marzo e queste prime settimane di aprile in Messico possa circolare per il mondo in un periodo da 3 a 6 mesi.
    Nel Distrito Federal, l’entità regionale che ricomprende la parte più grande di Città del Messico, i morti per l’influenza, non solo per la febbre suina, sono saliti a 103 e i contagi superano il migliaio (esattamente 1324 dal 13 aprile scorso, con un incremento del 30% in un giorno, ma le cifre sono comunque provvisorie). Tra i decessi attualmente solo 22 sono sicuramente imputabili alla mutazione del virus derivato dai suini come conferma il Ministro della Salute messicano, José Ángel Córdova Villalobos sostenendo che “si stanno studiando ancora gli effetti di vaccini incrociati” che potrebbero proteggere da questo nuovo virus che ha ucciso in buona parte persone sane e relativamente poco vulnerabili tra i 5 e i 45 anni d’età. Esistono comunque nelle “riserve farmaceutiche messicane” degli efficaci antivirali come lo zanamivir e l’oseltamivir che sono efficaci se presi in tempo. Si prevedono grosse vendite per i produttori, ma chi sono? Sembra che siano rispettivamente la Glaxo-SmithKline e la F.Hoffmann-La Roche Ltd…
    Sull’influenza e i medicinali segnalo:
    http://74.125.93.132/search?q=cache:MnU5ULn9zN4J:www.webalice.it/prati_50/h5n1.PDF+zanamivir+e+l%27oseltamivir+produttori&cd=1&hl=it&ct=clnk&client=firefox-a
    E’ una variante che non conoscevamo, “è un virus nuovo non solo per gli umani, ma per il mondo” ha dichiarato lo scienziato Francis Plummer del laboratorio microbiologico dello Stato canadese. A tal proposito la presidentessa della OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), Margaret Chan, ha parlato di una “situazione molto grave che va sorvegliata da vicino”.
    Nonostante tutto, i decessi sono pochi, soprattutto in proporzione alla popolazione totale dell’area. Sono comunque abbastanza per liberare l’esercito per le strade e fargli distribuire migliaia di mascherine blu che, da oggetto raro e speciale utilizzato da alcuni nei giorni ad alto tasso d’inquinamento, sta diventando un gingillo d’uso comune ovunque in questi giorni. Alcuni cittadini “beneficiari della distribuzione” di maschere protettive segnalano che i soldati non usano guanti di lattice per proteggersi e, a loro volta,  evitare di sporcarsi le mani. Inoltre si cominciano a denunciare gli abusi sui prezzi dei prodotti per la prevenzione e i farmaci anche se le autorità indicano che esistono sufficienti vaccini “preventivi” e medicine per il controllo della malattia.
    Bambini che si proteggono...
    La meglio gioventù protetta…

    Chiuse le scuole e quasi tutti gli edifici pubblici fino al 6 maggio. Niente messe e celebrazioni religiose. Sconsigliati i grandi assembramenti e cancellati oltre 500 eventi “pop”, concerti, partite e manifestazioni. L’ambiente è da settimana natalizia o di Pasqua data la riduzione drastica di tutte le attività, in particolare quelle legate alla scuola e pubblico impiego in generale.
    La mastodontica Universidad Nacional Autonoma de Mexico (UNAM), il più importante ateneo dell’America Latina e tra i più grandi del mondo coi suoi trecentomila studenti, è chiusa e silente come nelle piovose domeniche di luglio, quando la stagione delle piogge e le vacanze estive s’incontrano nel campus vuoto e malinconico. Anche se sono stati segnalati dei casi di fiebre porcina in 17 stati della federazione messicana e negli Stati Uniti (soprattutto New York e Kansas), solo il Distrito Federal, lo stato di San Luis Potosì e lo stato del Messico (l’entità regionale che circonda Città del Messico e che costituisce una zona amministrativa distinta) hanno preso misure d’emergenza.
    Si continua comunque a lavorare anche se il Ministro ha chiesto alle imprese di mostrarsi comprensive e flessibili con gli orari e spostare nei limiti del possibile le attività più intense nei giorni a venire. Di sera le strade sono vuote e molti bar sono chiusi o hanno cambiato orario. Inoltre ad alcuni clienti viene praticata una breve visita otorinolaringoiatrica prima di entrare nei pochi locali aperti. Ci si ricorda subito dei famosi thriller d’azione di qualche anno fa come “Virus letale” o di “28 giorni dopo” di Danny Boyle.
    Tuttavia nel mondo reale abbiamo vissuto già la mucca pazza e la febbre aviaria che, con un tempismo perfetto, hanno fatto spesso dimenticare i problemi contingenti per spostare il baricentro dell’opinione mondiale altrove.

    La radio dell’IMER (Istituto Messicano della Radio) e il Canale 11 informano costantemente sulla situazione mentre le private TV Azteca e Televisa sono già state da più parti accusate di generare panico e allarmismo. Proprio la cultura del sospetto e della frode, in un paese che si caratterizza da sempre per il machiavellismo e le macchinazioni occulte in tutti i campi della vita sociale e politica, fa dubitare molti cittadini messicani circa la portata reale dell’emergenza e le possibili trame nascoste.
    Come spesso capita a queste latitudini, l’ironia e il buon umore riescono a prevalere anche in quest’epoca di cataclismi, di monete deboli, come lo svalutatissimo peso mexicano, ed economie incerte. E’ grave, come segnalato dalla OMS, che sia comparso un nuovo virus, comunque meno resistente e aggressivo dell’influenza aviaria, ma sarebbe sbagliato imputare a questo stesso virus “suino” i 1384 contagi riportati in questi giorni e la totalità dei morti passati e futuri. Lo sforzo della propaganda è immenso, ma sarà sempre tutto vero?
    Per alleggerire i toni e ripassare un po’ di spagnolo, una cara amica messicana suggerisce l’ascolto della cumbia (un genere di musica popolare da ballo molto in voga in America Latina) dell’influenza a questo link:
    http://jordi.net/la_cumbia_de_la_influenza.mp3

    Epidemia di panico vs epidemia dinfluenza a Mexico City
    Epidemia di panico vs epidemia d'influenza a Mexico City

    Questa e altre foto da Eneas: http://www.flickr.com/photos/eneas/
    e qui: http://www.flickr.com/photos/sarihuella/
    RIPORTO QUESTE INFORMAZIONI DAL SITO DEL MINISTERO DELLA SALUTE:

    influenza suina: domande e risposte

    Cos’è l’Influemza suina?
    L’influenza suina è una malattia respiratoria acuta dei maiali causata virus influenzali del tipo A, che causano abitualmente epidemie di influenza tra i suini. I Virus dell’influenza suina causano alti livelli di malattia e bassa mortalità nei maiali. I virus dell’influenza suina possono circolare tra i maiali in tutti i mesi dell’anno, ma la maggior parte delle epidemie si manifestano nel tardo autunno ed in inverno, così come accade per le epidemie nella popolazione umana. Il virus dell’influenza suina classica (virus influenzale A/H1N1 è stato isolato per la prima volta begli anni 30 del secolo scorso.
    Quanti sono i virus dell’influenza suina?
    Come tutti i virus influenzali anche quelli dell’influenza suina mutano continuamente: I maiali possono essere infettati dai virus del’influenza aviaria così come da quelli dell’influenza suina. Quando virus influenzali di differenti specie animali infettano i suini, i virus possono andare incontro a fenomeni di “riassortimento” e nuovi virus che sono un mix di virus umani/aviari/suini possono emergere. Nel corso degli anni, sono emersi diverse varianti di virus influenzali suini ; al momento, nei maiali sono stati identificati 4 sottotipi principali di virus influenzali di tipo A : H1N1, H1N2, H3N2, and H3N1. Comunque, la maggior parte dei virus isolati recentemente nei maiali sono stati H1N1
    L’influenza suina può infettare l’uomo?
    I virus dell’influenza suina non infettano normalmente l’uomo. Comunque, possono verificarsi infezioni umane sporadiche con virus influenzali suini. Comunemente questi casi di infezione umana da virus influenzali suini si manifestano in persone con esposizione diretta ai maiali (per esempio lavoratori addetti ad allevamenti e industrie suinicole, frequentatori di fiere zootecniche) .
    Quali sono i sintomi dell’influenza suina nell’uomo?
    I sintomi dell’influenza suina sono simili a quelli della “classica” influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d’appetito, tosse: alcune persone con influenza suina hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. Come l’influenza stagionale, anche l’influenza suina può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti e in passato sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria) e decessi associati ad infezione da virus dell’influenza suina .
    Quanto à grave l’influenza suina nell’uomo?
    Come l’influenza stagionale, l’infezione da virus influenzale suino nell’uomo può presentarsi in forma lieve o grave.
    Le persone possono prendere l’influenza suina mangiando carne di maiale?
    No, i virus dell’influenza suina non sono trasmessi dal cibo; non si può contrarre l’influenza suina mangiando maiali o prodotti a base di carne di maiale. Mangiare carne maneggiata in maniera appropriata, carne cotta e prodotti a base di carne suina. Cuocere la carne a temperatura interna di 70-80 ° gradi uccide il virus dell’influenza suina, così come gli altri batteri e virus.
    Come si trasmette l’influenza suina?
    I virus influenzali possono essere trasmessi direttamente dai maiali all’uomo e dall’uomo ai maiali. Le infezioni umane con virus influenzali di origine suina si manifestano con maggiori probabilità in persone che hanno contatti ravvicinati con i suini , come negli allevamenti o nelle fiere zootecniche. E’ possibile anche la trasmissione da persona a persona. Si ritiene che ciò accada con le stesse modalità di trasmissione dell’influenza stagionale, cioè attraverso la diffusione di goccioline di secrezioni naso-faringee con la tosse e lo sternuto. Le persone possono anche infettarsi toccando superfici contaminate con secrezioni infette e e poi portando alla bocca e al naso le mani. Per questo il lavaggio delle mani è una misura molto importante per ridurre il rischio di infezione.
    Il virus di quest’epidemia in Messico e USA è contagioso?
    Ci sono evidenze, stabilite dai CDC degli Stati Uniti d’America, che il virus responsabile dei casi negli Stati Uniti si sta diffondendo da persona a persona: comunque in questo momento non è possibile sapere quanto facile sia questa trasmissione.
    Come si può diagnosticare l’infezione da virus influenzali suini nell’uomo ?
    Per la diagnosi di influenza suina A è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o faringeo) entro i primi 4 – 5 giorni dall’inizio dei sintomi (quando è maggiormente probabile che la persona elimini i virus). Comunque, alcune persone e in particolar modo i bambini possono eliminare il virus influenzale per 10 giorni e più. L’identificazione del virus dell’influnza suina  richiede l’invio del campione ad un Laboratorio di riferimento della rete Influnet, con il coordinamento dell’Istituto supeiore di sanità..
    Quali farmaci possono essere usati per trattare le infezioni da virus influenzali suini nell’uomo?
    Sono disponibili diversi tipi di farmaci antivirali per il trattamento dell’influenza: amantadina, rimantadina, oseltamivir e zanamivir . Mentre la maggior parte dei virus dell’influenza suina si sono rivelati suscettibili a tutti e quattro i farmaci, i virus influenzali suini isolati recentemente dagli uomini sono resistenti alla amantadina e alla rimantadina; pertanto solo oseltamivir e zanamivir sono raccomandati per il trattamento / prevenzione dell’Influenza umana da virus influenzale suino
    Quante epidemie di influenza suina si conoscono?
    Probabilmente l’epidemia più conosciuta è quella che ha colpito i soldati di Fort Dix , New Jersey (USA), nel 1976 , con circa 200 casi tra i soldati presenti nel campo. Il virus causò malattie con segni radiologicamente evidenti di polmonite in almeno 4 soldati e 1 decesso: tutti i colpiti erano precedentemente in buona salute . Il virus si era trasmesso attraverso contatti stretti nel corso di sedute di addestramento, con trasmissione limitata al di fuori di questo contesto. Si ritiene che il virus abbia circolato per un mese , per scomparire spontaneamente. La fonte del virus , il momento esatto della sua introduzione a Fort Dix e i fattori che possono avere influenzato la sua diffusione e durata sono sconosciuti. L’epidemia potrebbe essere stata causata da un virus animale introdotto in contesto di particolare affollamento nel periodo invernale .Il virus influenzale suino isolato dai soldati di Fort Dix fu denominato A/New Jersey/76 (Hsw1N1). L’episodio fu alla base di una estesa campagna di vaccinazione antinfluenzale nel 1977.
    Fonte: CDC e Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali – Direzione generale Prevenzione sanitaria
    http://www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPianoNew.jsp?id=238&sub=1&lang=it

  • Curiosità e space oddities dal Costa Rica. Pura Vida o…? (1/3)

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    Rio Sucio o Fiume sporco, Braulio Carrillo, Costa Rica. Panorama
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    Uomo avvisato...Rio Sucio o Fiume sporco, Parco Braulio Carrillo
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    Prohibidas escenas amorosas con angel Heredia Costa Rica
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    Esposas de Alquiler. Mogli in affitto: cartello Heredia Costa Rica
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    La Bella Maddalena in Processione a Heredia, Costa Rica
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    4 devote in processione disperata, allo stremo a Heredia
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    Rio Sucio o Fiume sporco, Braulio Carrillo, Costa Rica, Acqua bicolore
    Rio Sucio o Fiume sporco, Braulio Carrillo, Costa Rica, Acqua bicolore

    CONTINUA…
    Foto tratte da:
    http://www.flickr.com/photos/fabriziolorussobis/sets/72157616592776745/

  • Cercasi nipote: appello delle Abuelas de Plaza de Mayo. Buenos Aires, Argentina.

    Cercasi nipote: appello delle Abuelas de Plaza de Mayo. Buenos Aires, Argentina.

    Cercasi Clara Anahí Mariani
    Cercasi Clara Anahí Mariani

    CERCHIAMO UNA NIPOTE – PER FAVORE INVIARE ANCHE AL MENO PROBABILE – NONNE DI PLAZA DE MAYO
    NON INTERROMPERE PER FAVORE
    Chicha Mariani, fondatrice delle Abuelas de Plaza de Mayo in Argentina ha ormai raggiunto un’età molto avanzata e spera di poter ritrovare sua nipote desaparecida. Aiutiamola a diffondere il suo appello copiando e inviando questa lettera cosicché circoli l’informazione in nuovi circuiti non ancora provati. Che possa arrivare fino a Clara Anahí !!!!
    GRAZIE
    BUSCAMOS UNA NIETA REENVIAR HASTA AL MENOS PENSADO- ABUELAS DE PLAZA DE MAYO-
    NO CORTAR, POR FAVOR
    Chicha Mariani, fundadora de Abuelas de Plaza de Mayo, ya está muy viejita. Quiere alcanzar a reencontrarse con su nieta. Ayudémosla a que su carta recorra el mundo y, en una de esas, genere dudas en alguien… Reenviemos la carta hasta al menos pensado. Que su llamado pueda recorrer nuevos circuitos, que no quede restringido a personas vinculadas a organizaciones de derechos humanos, que pueda llegar hasta Clara Anahí !!!!
    Gracias

  • VI Encuentro Internacional de Escritores 2009

    VI Encuentro Internacional de Escritores 2009

    VI encuentro internacional escritores 2009
    VI encuentro internacional escritores 2009

    Come testimonianza dal futuro, lascio qui, in questo mio blog ansioso, il link al Sesto Incontro internazionale degli scrittori latinoamericani in Costa Rica a cui parteciperò (in qualità di italiano in processo avanzato di latinoamericanizzazione) il 26 marzo 2009 con la lettura di alcune poesie e simili in spagnolo-messicano…
    Mi tocca nel museo di Alajuela a una decina di chilometri da Heredia, città in cui vivrò fino al giugno ’09…

    Comunicado de prensa

    “VI Encuentro Internacional de Escritores 2009”

    Del 25 al 28 de marzo.

    En homenaje al escritor Carlos Luis Fallas Sibaja (Calufa) en el centenario de su nacimiento.

    Pagina e programma:

    www.nacion.com/ln_ee/2009/marzo/25/_MMedia/0000007322.doc

    http://letras-uruguay.espaciolatino.com/concurso/6_encuentro_internacional.htm

    Nota da “Informa – tico”:
    http://www.clubdelibros.com/repofestivalescritores.html

    http://www.informa-tico.com/?scc=articulo&ref=05-03-09060010

    Città del Festival 09: Heredia, San Josè, Alajuela e Cartago
    Città del Festival '09: Heredia, San Josè, Alajuela e Cartago

    PROGRAMACIÓN EVENTO SERA’  del 25 al 28 de marzo de 2009.
    www.perfilcr.com/images/pdf/programa.pdf

    Alcuni articoli dei giornali sull’evento!!
    http://www.nacion.com/ln_ee/2009/marzo/25/aldea1916036.html

    http://www.laprensagrafica.com/fama/cultura/25076-encuentro-poetico-reune-a-25-autores-de-latinoamerica-e-italia-en-costa-rica.html
    http://www.elnuevodiario.com.ni/nacionales/43761
    http://www.laprensahn.com/Vivir/Ediciones/2009/03/27/Noticias/Poetas-en-Costa-Rica

    http://ecodiario.eleconomista.es/internacional/noticias/1123351/03/09/Encuentro-poetico-reune-a-25-autores-de-Latinoamerica-e-Italia-en-Costa-Rica.html

  • America Latina: i migliori siti per la ricerca accademica e giornalistica latinoamericana (database e riviste ad accesso gratuito)

    América Latina: las mejores páginas web y recursos para la investigación académica y periodística latinoamericana
    (recursos de acceso gratuito, artículos, ligas, periodicos, revistas y más)
    Estudios Latinoamericanos – Studi Latinoamericani – Latin American Studies on line:

    1. Redalyc – Red de Revistas Científicas de América Latina y el Caribe, España y Portugal

    2. Latindex

    3. SciELO.org – Scientific Electronic Library Online

    4. OA-HERMES

    5. CLACSO – Red de Bibliotecas Virtuales de Ciencias Sociales de America Latina y el Caribe

    6. Latin American Network Information Center – LANIC

    7. Hela – Búsqueda básica

    8. CEPAL (Comisión Económica para America Latina)

    9. Facultad Latinoamericana de Ciencias Sociales (FLACSO)

    10. Teresa Lozano Long Institute of Latin American Studies (Austin, Texas)

    11. Artículos-Sociales – Búsqueda básica

    12. Google Scholar

    13. .:: Bases de Datos DGB ::.SUPREMA

    14. Handbook of Latin American Studies (HLAS) Search Page, Library of Congress

    15. HAPI Online

    16. http://www.csic.es/index.do

    17. Tesis Doctorales en Red (TDR)

    18. Biblioteca Digital de la UNAM, Cittá del Messico

    19. .:: LIBRUNAM – Libros del Sistema Bibliotecario de la UNAM ::.

    20. Portal de Revistas da USP – Universidade de São Paulo

    21. Ciudad Virtual de Antropologia y Arqueologia – Noticias de Antropología y Arqueología – Equipo NAyA – Anthropology and Archaeology News

    22. Red de Revistas Científicas Españolas · REVICIEN

    23. Revistas vivas Estudios Latinoamericanos

    24. Mapas – Búsqueda básica

    25. Modern Language Association (MLA): Format, Bibliography, Style, Convention

  • La morte al tuo fianco. Dialoghi con la Santa Muerte a Tepito, Città del Messico DF (2/2)

    La morte al tuo fianco. Dialoghi con la Santa Muerte a Tepito, Città del Messico DF (2/2)

    “…Lei apre i nostri occhi alla realtà, dicono che morire è svegliarsi, io non so se ci sia un paradiso o un inferno, però la unica cosa sicura in questa vita è che solo Lei comprendo”.

    (Da una canzone del gruppo rap messicano Cartel de Santa)

    Leggilo anche su:

    http://www.carmillaonline.com/archives/2009/01/002910.html#002910

    C’è chi sostiene che il sacro altare alla Dama Blanca, Santissima Morte, di Tepito nella Calle Alfareria, non sia assolutamente il primo esposto pubblicamente né il più importante. Il Padre David Romo, fondatore e primo arcivescovo della Chiesa Santa, Cattolica, Apostolica, Tradizionale Mex – USA, nel quartiere Candelaria di Città del Messico, rivendica la paternità del culto ma viene vituperato da numerosi fedeli del quartiere Tepito i quali lo definiscono come un commerciante di anime o un venditore di interviste che fa pagare devoti, curiosi e giornalisti per ogni dichiarazione, video, fotografia o testimonianza che questi vogliano ottenere da lui. Fin qui arrivano le testimonianze della gente nel barrio bravo ma, in effetti, non possiedo una verifica diretta di quanto affermano. Girano anche storie, non confermate ma realistiche, circa la scomunica che David Romo avrebbe lanciato contro il papa Giovanni Paolo II e contro Norberto Rivera, arcivescovo della capitale messicana, nel momento in cui, nel 2005, il Governo Messicano cancellò la registrazione alla sua associazione religiosa “per avere violato le disposizioni legali”, cioè, arrivando al sodo, per avere diffuso il culto alla Santa Morte.

    Santisima Muerte dimensione reale
    Santisima Muerte dimensione reale

    Una cosa è certa. Nell’aprile del 2005, il parroco della Santa organizzò una processione da Tepito al celebre Angel de la Independencia, monumento nel centro della città, per protestare contro tale decisione e, secondo la stampa, accorsero un migliaio di fedeli mentre il vescovo sostiene che furono svariate migliaia a fine giornata. Ad ogni modo, le frizioni tra i diversi culti ed altari della città sembrano persistere anche se, alla fine, la Santa unisce tutti nelle celebrazioni in cui ci si stringe la mano e si recita il rosario in qualche via abbandonata dallo Stato e dalla religione ufficiale.

    Don Alfonso Hernandez, ex commerciante e artigiano di stagno ed ora rispettato esperto e sociologo anti-accademico del suo quartiere, Tepito, mi ha accompagnato in Calle Alfareria nei primi due pomeriggi in cui ho assistito al rosario della Muerte e, a pranzo, all’ottima taqueria di Don Ramiro, specializzata in tacos di fegato, cervello, occhi, lingua, trippa di bue e di vitello. Tutto offerto dalla casa. Una passeggiata per il mercato e siamo subito inseriti in un’orgia di rumori, odori, grida e caos puro che gestiamo con passo celere e sguardo attento alle bancarelle e ai pericolosissimi tombini scoperchiati disseminati in molte avenidas messicane, come fossero passaggi diretti all’oltretomba in cui raccomando non cadere mai (si rischia di pestare un ratto o un convivio di scarafaggi dotati di lunghe antenne).

    Bancarella di CD copiati/taroccati
    Bancarella di CD copiati/taroccati

    Intanto, alcuni commercianti regalano ad Alfonso dei calzini e un altro lo ferma in strada per proporgli un losco affare: piazzare un centinaio di materassini autogonfiabili a prezzo stracciato (meno di 8 euro l’uno) e venderli, quindi, al miglior offerente o semplicemente alla gente nel mercato. In realtà, i materassi, di marca svizzera, sembra che siano stati sottratti al pacchetto di aiuti per le gravissime inondazioni che nel 2007 colpirono il sud del Messico, in particolare Tabasco e il Chiapas, e quindi nessuno a Tepito è propenso al commercio di tali oggetti, rubati a una causa umanitaria e non agli odiati camion che vengono giù dagli Stati Uniti pieni di stereo o televisioni. Qua si tratta di una questione sporca, non di un furto comune o di qualche CD copiato, perciò Alfonso lo manda via indifferente.

    Il seguente incontro avviene per caso in un nugolo di bancarelle stridenti e grassi poliziotti ripieni di quesadillas di tinga (pollo sfilacciato con sughetto piccante) e al flor de calabaza e huitlacoche (fiore di zucchina e fungo del mais). Le vie di Tepito dall’alto appaiono come un arazzo di colori accecanti e non si riesce a scorgere la strada, tappata com’è da chilometri di tendoni, carrozze e venditori ambulanti. E’ Mary la regina dell’albur, l’arte del doppio senso che ha reso famoso il quartiere e che sta creando praticamente una lingua alternativa allo spagnolo messicano standard. Comprensione possibile per un italo messicano da un decennio qui: forse il 30%; comprensione media di un messicano di Veracruz o di Ciudad Juarez: magari il 40%; infine, comprensione per un messicano della capitale: sfiora il 50% nel caso sia un frequentatore, anche saltuario, di almeno qualche mercato di zona.

    I doni per la Santa Muerte
    I doni per la Santa Muerte

    Nel tardo pomeriggio, si arriva nei pressi dell’altare di Doña Queta (diminutivo di Enrichetta) e già a qualche via di distanza le strade sono intasate da venditori di gadget, poster, statue, sigari, dolci, immagini, rosari, ceri, libri, DVD delle messe, volantini con preghiere, magliette, riviste, anelli e collane della Niña Blanca. Nei pressi dell’altare, invece, terminano la confusione e gli affari per lasciare spazio a file di devoti in piedi o inginocchiati, spesso seminudi e tatuati, che si recano ordinatamente verso l’altare per portare un dono alla Santa e, lungo il cammino, riceverne da tutti gli altri fedeli e simpatizzanti che attendono il rosario delle 20. Lo scambio di piccoli doni ha un profondo significato per la gente e “más vale regalado que comprado” è il motto che da subito s’impara e si mette in pratica offrendo e ricevendo. Alcuni ragazzi si dedicano a purear, cioè inondare di fumo di un puro sigaro cubano le statue della Santa che la gente porta con sé o espone lungo il ciglio della strada insieme ai propri familiari e amici: il sigaro va acceso e stretto tra i denti al contrario, con la parte accesa rivolta verso l’interno della bocca, poi s’inspira e s’espira il fumo lungo tutto il costato e il viso della statua. In fondo alla via, un po’ appartati ma comunque in vista, alcuni teporochos rollano, s’ispirano e inspirano un delicato churro (canna) di marijuana verde alga.

    C’è chi passa ore ed ore socializzando e pureando per riprodurre questo rito che, pare, provenga dalle tradizioni della santeria cubana e gli orishas. Altri elementi della ritualità sembrano provenire dal vudù dell’isola di Haiti e trovano riferimenti anche al candomble amazzonico. Per quanto riguarda l’immagine della morte con la falce, la tunica dai diversi colori, il mondo tra le mani o sotto i piedi (e, in alcuni casi, la clessidra o una torcia) l’origine si ritrova proprio in Italia e, poi, in Europa con le icone, spesso presenti sulle colonne e sulle porte d’ingressi di antichi cimiteri e ossari di provincia, che presero a diffondersi a partire dal secolo undicesimo e fino alla fine del medioevo.

    Venditore di gelatine a Tepito
    Venditore di gelatine a Tepito

    La versione moderna del culto, come già s’è indicato nella prima parte dell’articolo, ha una cinquantina d’anni approssimativamente anche se alcuni sostengono che il culto alla Santa morte, spesso confuso con quello messicano e cattolico del Dia de Muertos dell’ 1 – 2 novembre, abbia origini antiche nell’epoca della conquista spagnola, oltre 500 anni fa e che si sia sempre reinventato e nascosto nelle case e nei quartieri popolari per resistere alle persecuzioni. L’origine potrebbe essere, quindi, l’icona del Santo Pascual Bailon, che veniva mostrato morto dai primi missionari francescani in Chiapas, zona in cui, per la alta presenza di popolazioni indigene, il sincretismo e l’adattamento dei culti alle tradizioni pregresse erano le principali strategie di sopravvivenza spirituale (e fisica) delle genti conquistate. Ricordiamo anche che la Chiesa accettava l’idea della morte nella liturgia e permetteva la cerimonia della Danza Macabra. Infine, un possibile inizio per il culto ufficiale nell’epoca coloniale sembrano essere i tributi che venivano resi all’immagine della morte da parte dei minatori di Zacatecas a partire dal sedicesimo secolo XVI.

    Comunque con la Santa non esistono categorie, noi le usiamo per capirci qualcosa mentre la ritualità risulta essere delle più spontanee e varie in tutto il territorio messicano per la clandestinità e la frammentazione estreme che lo hanno caratterizzato sin dalle origini. Inoltre, i riti e la fede si sono già diffusi in altri paesi e regioni tra cui gli Stati Uniti, per la forte presenza numerica e culturale dei messicani che hanno innalzato alcune statue e altari da Los Angeles a , l’America centrale e meridionale, e addirittura il Giappone, dove vi sono tracce della Santa ma non per l’immigrazione messicana, pressoché insignificante, quanto per l’importazione del culto realizzata da alcuni fedeli.

    La religiosità promossa dal Monsignor David Romo presso il suo altare della Calle Bravo, nella centrale colonia Morelos di Città del Messico, tende a cercare l’approvazione della Chiesa di Roma, la registrazione ufficiale del culto, adattato alle esigenze ufficiali della dottrina e, dunque, lo sforzo costante di riconciliazione con le istituzioni caratterizza questa parte della devozione alla Niña. Il padre Romo, autonominatosi portatore del culto veritiero, stabilisce arbitrariamente che, oltre al suo, esistono solo altri due centri “autorizzati” al culto, uno a Puebla, a carico del padre Juan Diaz Parroquin, e uno a Chetumal, nello stato di Quintana Roo al confine col Belize e il Guatemala. Il signor Romo ha addirittura inventato una nuova rappresentazione iconografica per la Santa che si dovrebbe trasformare nel biblico Angelo della Morte per trovare, così, elementi significativi di compatibilità il cattolicesimo e rientrare nelle sante grazie delle istituzioni religiose cittadine e sopranazionali. Il popolo la pensa diversamente e, da Tepito a Iztapalapa, da Zacatecas al gabacho (cioè, in slang, gli USA), prevale lo spontaneismo, il senso d’appartenenza comunitario e la religiosità dal basso senza santoni né predicatori.

    Pregando di fronte all'altare
    Pregando di fronte all'altare

    Anche a Tepito è così: Doña Queta e i suoi figli, che s’incaricano di celebrare la messa o il rosario ogni primo del mese, ci tengono a sottolineare la loro umiltà e onestà, oltre al fatto che si ritengono dei semplici intermediari che cercano di unire la gente intorno alla Milagrosa Muerte. Dice Jessy, guida spirituale del rosario di Alfareria che “l’abitudine di recitare il rosario è iniziata qui e se ne fa uno al mese mentre la gente dispone i propri altari per la strada. Addirittura succede che lì all’angolo, presso l’altare della Vergine di Guadalupe, cercano di farli uguali ai nostri, una cosa mai vista!”. In effetti, l’altare del culto ufficiale alla Vergine di Guadalupe, a poche centinaia di metri da quello della Santa, appare disadorno e ignorato, a testimonianza dell’importanza relativa che, in queste zone, assumono le due icone che arrivano a dividere coscienze e famiglie intere nonostante si cerchi di ricondurle alla stessa fede che comprende i classici (Dio, la Vergine, Gesù Cristo, gli Angeli eccetera).

    In tal senso, la suggestione e il misticismo legati al rosario in Alaferia (vedi video Utube alla fine) sono indescrivibili (ma un po’ ci provo). Il dono, la devozione, i vizi purificati dal fumo e dalla confessione al vicino, all’amico o allo sconosciuto passante, così come la cerimonia, recitata al microfono e amplificata da almeno 5000 watts di casse acustiche collocate sopra l’altare e su alcune finestre degli appartamenti sovrastanti, generano un’istintiva inquietudine condita da una sensazione comunitaria e di liberazione sociale intensa, pura e delirante. Ed inizia infatti il delirio, una ora di preghiere sincopate e ripetitive indirizzate alla Vergine, a Gesù e, chiaramente, alla Santa Muerte, divinità principale cui si richiede di lenire le pene dei detenuti, delle prostitute, degli schiavi moderni d’amore e del lavoro in fabbrica e, perché no, anche in ufficio; le si chiede di curarci da tutti mali, ma si specificano le droghe, il narcotraffico, l’omicidio, la delinquenza comune e meno comune, mentre negli occhi sbarrati della gente sembrano apparire ricordi, memorie, nostalgie e rimorsi alla ricerca di una catarsi mentale e di una falce che li estirpi dal loro passato. Alle 9 in punto arrivano i mariachi, una banda di suonatori messicani coi vestiti tipici (ma è inutile che cerco di descriverli in una riga!), per rallegrare l’ambiente e suonare le canzoni tradizionali che alla Santa e alla gente piacciono immensamente.

    Simpatizzante con statua nera della Santa in mano
    Simpatizzante con statua nera della Santa in mano

    La messa o rosario finisce alle nove di sera e tutti ritornano ordinatamente alle loro case con la statua della Santa appoggiata al cuore. Alla fine della tocada (suonata), ci dice Doña Queta che “c’è tanta gente vicino all’altare. Io mi emoziono, ma è una tensione bstarda. Da quando le cambio il vestito alla Santa, inizia la mia tensione. Lì comincia e non riesco a rilassarmi fino alla fine del rosario”.

    (continua?).

    …ormai non è più una moda e comincia a diventare una forma di vita in più. Almeno non ci guardano più male perché portiamo un’immagine o sanno che abbiamo un altarino per la Jefa (lett. Capo).

    (Da un’intervista a una casalinga di 29 anni)


    Segnalo la Fotogalleria della Santa Muerte:

    http://www.flickr.com/photos/fabriziolorussobis/sets/72157612399676492/

    Ancora alcuni saporiti Video su Youtube :

    1) http://www.youtube.com/watch?v=D9cYkr7-pms&feature=related

    2) http://www.youtube.com/watch?v=aQNoLKAHamc&feature=channel_page

    3) http://www.youtube.com/watch?v=jczaqkHHoR8