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Presentación del libro “Le persone della mia città” di Andrea Alì #Mexico

Le persone della mia città Libro presentazione

Vi invito mercoledì 22 ottobre, alle ore 18, presso l’Aula Magna dell’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico per la presentazione del romanzo di Andrea Alì “Le persone della mia città”, pubblicato in Italia da Edizioni Il foglio -Narrativa (pp. 249, Piombino (LI), 2014). Introduce l’addetto culturale Gianni Vinciguerra. Io e l’autore presenteremo il romanzo e ne leggeremo alcuni estratti. Fabrizio Lorusso.

“Lorenzo è un giovane operaio. Vive nella provincia di una piccola città. Nel tempo libero legge Rimbaud. Ama il contatto con la natura ma si sente soffocare dal conformismo di provincia. Sulla scia dei sogni che gli ispirano le letture del poeta francese e approfittando delle prime aperture del progetto politico e culturale europeo, decide di partire. Il viaggio è inteso come avventura verso l’ignoto, conoscenza, necessità di mettersi in gioco e crescita. Il viaggio attraverso alcuni paesi del nord Europa finirà in Messico. Il protagonista esplorerà la cultura messicana per certi versi a lui più affine e per altri opposta alla sua conoscenza del mondo; una cultura che, nonostante non ne capisca la logica, lo affascina. Negli anni vissuti in Messico Lorenzo sperimenterà la delusione e la perdita dell’equilibrio, il fascino e l’attrazione per una cultura diversa, l’incapacità di ricominciare a costruirsi una nuova vita e la conoscenza di se stesso, il desiderio di rivincita e la crescita, l’affermazione del sé e la nostalgia”.

Están cordialmente invitados el miércoles 22 de octubre, a las 18 horas, en el Aula Magna del Instituto Italiano de Cultura de la Cd. de México (Francisco Sosa 77, col. Villa Coyoacan) para la presentación de la novela de Andrea Alí  “Le persone della mia città” (Las personas de mi ciudad), pubblicado en Italia por Edizioni Il foglio-Narrativa (pp. 249, Piombino (LI), 2014). Introduce el agregado cultural Gianni Vinciguerra. Yo y el autor vamos a presentar la novela y a leer algunos extractos. Fabrizio Lorusso.

“Lorenzo es un joven obrero. Vive en la provincia de una pequeña ciudad. En el tiempo libre lee a Rimbaud. Ama el contacto con la naturaleza pero se siente ahogar en el conformismo de la provincia. Siguiendo a sus sueños, inspirados por las lecturas del poeta francés, y aprovechando de las primeras aperturas del proyecto político y cultural europeo, decide partir. El viaje es entendido como aventura hacia lo desconocido, conocimiento, necesidad de ponerse en juego y crecimiento. El viaje por algunos países del norte de Europa terminará en México. El protagonista explorará la cultura mexicana, en varios sentidos más afín a él y en otros opuesta a su experiencia del mundo; una cultura que, a pesar de que no entienda su lógica, lo fascina. En los años vividos en México, Lorenzo experimentará la decepción y la pérdida del equilibrio, la fascinación y atracción por una cultura diferente, la incapacidad de volver a empezar a construirse una nueva vida y el conocimiento de sí mismo, el deseo de revancha y el crecimiento, la afirmación de sí y la nostalgia”.

Il Brasile riconosce le unioni civili. E noi?

Preciso un po’: la Suprema Corte Federale brasiliana ha riconosciuto il diritto alle unioni civili per gli omosessuali facendo del Brasile il paese più grande e popoloso al mondo in cui vengono legalizzati di conseguenza anche i “diritti correlati” come l’adozione, l’accesso a eredità, pensione e dichiarazione dei redditi condivise. Come gli altri. Come dovrebbe essere anche in Italia se ci fossero meno bigottismo e doppia morale. Siamo passati dalle proposte di matrimonio tra persone dello stesso sesso, considerate “estreme” da alcuni (ma approvate già in altri paesi europei), ai Pacs e poi ai Dico e alla fine niente. Bella discesa libera liberticida. E pensare che alcuni giornalisti hanno segnalato il ritardo con cui il Brasile s’è mosso in quest’ambito! Infatti in Uruguay, Colombia e in Ecuador erano già state prese decisioni analoghe per regolare e parificare questo tipo di unioni.

In collaborazione con il Festival Mix México, il quindicesimo festival della diversità sessuale nel cinema, questa settimana nella capitale messicana l’Istituto Italiano di Cultura e la Cineteca Nazionale organizzano una bella retrospettiva su Ferzan Öztepec con la proiezione di pellicole come Le fate ignoranti, Il bagno turco, La finestra di fronte, Saturno contro, Harem e Un giorno perfetto. Nonostante il prevalere di un’innegabile cultura maschilista e omofoba in Messico e in America Latina (e in Italia?), Mexico City è senz’altro una città pioniera e aperta rispetto alle tematiche tipiche dei film del regista italo-turco e il pubblico sembra aver ben ricevuto l’iniziativa.

Mentre da noi il dibattito sui temi sociali viene spesso congelato e lasciato a tempi migliori, a Città del Messico i progressi degli ultimi anni in questo senso hanno portato, invece, alla legalizzazione dell’aborto e alla possibilità, di fatto, di praticare l’eutanasia, all’ampliamento del diritto universale alla salute e al sussidio temporaneo di disoccupazione e, dulcis in fundo, al diritto a contrarre matrimonio civile per gli omosessuali, riconosciuto di recente anche in Argentina.