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Carlos Fuentes parla dei candidati alla presidenza del Messico

Lo scrittore messicano Carlos Fuentes parla con grande chiarezza del suo paese e delle grosse mancanze e i ritardi che ha accumulato: tanti e grandi problemi e scarse proposte politiche. Intervistato da Carmen Aristegui fa un breve bilancio dei due governi del PAN (2000 – 2006 – 2012) e della candidatura di Enrique Peña Nieto per il PRI il cui principale oppositore sarà Andrés Manuel López Obrador, candidato del PRD e degli altri partiti di sinistra.

L’espulsione dal Messico del prof. colombiano della UNAM Miguel Angel Beltran (Aggiornamento)

"Desayuno privado de Trabajo que ofrece el Excmo. Señor Álvaro Uribe Vélez" "Presidente de la República de Colombia (01-08-08)" di Gobierno Federal

Foto di Calderon e Uribe di http://www.flickr.com/photos/30118979@N03/

Leggilo anche su: http://selvasorg.blogspot.com/2009/05/messico-docente-universitario-deportato.html

In seguito all’espulsione dal Messico, avvenuta venerdì scorso repentinamente e attuata dalle autorità dell’INM (Istituto Nazionale Migrazione), del Dott. Miguel Angel Beltran Villegas, riporto il seguente comunicato prodotto in risposta. Anche se le accuse formali contro il professore non sono state ancora del tutto specificate (per ora si tratterebbe di delitti di ribellione e gestione di risorse relative ad attività terroriste), il presidente colombiano Alvaro Uribe e i giornali messicani e colombiani hanno semplicemnte dichiarato (condannandolo prima del processo) che si tratta di un terorrista pericoloso, alias Jaime Cienfuegos,  legato a Raul Reyes, il numero due delle FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, la guerriglia più antica del paese).

Questi venne ucciso durante un bombardamento colombiano in territorio ecuatoriano il primo marzo 2008, fatto che violò il diritto internazionale e, anzi, rappresentò un vero e proprio atto di guerra contro l’Ecuador che ruppe le relazioni diplomatiche. Durante quell’attacco extraterritoriale dell’esercito colombiano persero la vita 25 membri delle FARC che s’erano rifugiati in Ecuador e tra di loro c’erano anche 4 studenti messicani. Unica soppravvissuta, Lucia Morett, oggi in libertà in Messico dopo mille peripezie giudiziarie e un periodo in Nicaragua. Anche grazie a queste vicende e alla sua esposizione mediatica, Lucia è oggi candidata per il PRD alle prossime elezioni per la Camera dei Diputati che si terranno a luglio. Il presidente colombiano Uribe ha ringraziato ufficialmente quello messicano Felipe Calderon con il quale s’incontrarà nei prossimi giorni proprio per un summit sul terrorismo…Intanto un gruppo di intellettuali colombiani sta raccogliendo già delle firme per esigere la scarcerazione di Beltran e un processo giusto: anche su Facebook c’è già un gruppo di sostegno.

Sembra anche che le accuse contro Beltran siano legate alla sua attività intellettuale come accademico e sociologo in Messico e in Colombia, al suo presunto ruolo nel “comitato internazionale delle FARC”, oltre alle presunte collaborazioni con l’agenzia di stampa legata alle FARC: http://anncol.eu/. E’ arrivata immediatamente la smentita di Raquel Sosa, ex deputata del PRD (Partido Revolucion Democratica, di sinistra) e tutor in Messico di Beltran e accademica della Universidad Nacional Autonoma de Mexico (UNAM) presso la quale il colombiano stava insegnando e facendo un post-dottorato. Sollevano dubbi sulla legittimità dell’espulsione anche alcuni docenti e il coordinatore del master e del dottorato in Studi Latinoamericani, Lucio Oliver.

Si possono seguire tutte le mobilitazioni e le iniziative promosse in questi giorni per chiarire il caso Beltran e rispondere alle accuse sul blog: 

http://www.libertadmiguelangelbeltran.blogspot.com/

Al link sottostante vi lascio l’interessante Curriculum Vitae e accademico del professore colombiano espulso dal Messico con una procedura discutibile e rapidissima chiamata fast track: ti buttano fuori dal paese per l’Art. 33 costituzionale che prevede tale sanzione in casi di attività politiche dentro il territorio messicano, ma ciò spesso avviene senza prove e senza possibilità di replica come nei ben noti casi degli stranieri coinvolti negli scontri e le repressioni di Atenco nel maggio del 2006. LINK CV:

http://200.25.59.34:8081/cvlac/visualizador/generarCurriculoCv.do?cod_rh=0000031232

A questo link c’è invece l’intervista radiofonica completa della giornalista messicana Carmen Aristegui con Oscar Naranjo, capo della polizia colombiana, sul caso Beltran (vedi post sotto) e un servizio sulle reazioni all’interno dei docenti della UNAM e del CELA (Centro Estudios Latinoamericanos della Facoltà di Sceinze Politiche, presso cui l’accademico e sociologo colombiano M. A. Beltran  svolgeva le sue attività in Messico dotato di “legal estancia”, cioè il permesso di soggiorno per cui stava chiedendo il rinnovo).

http://www.noticiasmvs.com/ver_noticia.cfm?id=3947

Oscar Naranjo parla dalla Colombia sull’espulsione del Dott. Miguel Ángel Beltrán, accusato di appartenere alle forze delle FARC. Il direttore generale della polizia nazionale colombiana ci parla di questo personaggio e sui motivi della consegna alla giustizia colombiana senza specificare con precisione le modalità dell’avvenuta espulsione dal Messico. Sembra che una lista di soggetti legati alle Farc, estrapolata dal computer di Raul Reyes, sia in mano alle autorità colombiane che, dopo averle girate alle rispettive autorità degli altri paesi, stanno chiedendo l’invio in patria di questi “presunti terroristi” (primano erano guerriglieri, insorti o belligeranti mentre oggi sono addiritturadiventati dei narco-terroristi nel discorso ufficiale).

Il fatto è che simile richiesta (l’estradizione o la consegna di un sospettato) in Messico è stata esaudita in tempi rapidissimi probabilmente data la presenza dell’Art. 33 costituzionale. Infatti a Beltran, secondo quanto dichiarato dai funzionari dell’Istituto Nazionale della Migrazione messicano, sarebbe stato negato il rinnovo della FM3 (forma migratoria o permesso di soggiorno che possiedono gli studenti o i lavoratori temporanei in Messico) senza addurre ulteriori motivazioni.

Se, come dichiarato dai docenti dell’UNAM e da altri conoscenti di Beltran, i suoi documenti erano fondamentalmnte in regola (o comunque non giustificavano addirittura un’espulsione), allora la Migrazione messicana potrebbe avere applicato l’Art. 33 della Costituzione dichiarando Beltran persona non desiderata o semplicemente riconoscendo (dato che era segnalato dalle autorità colombiane)la sua (presunta) attività politica che poteva prevedere l’espulsione.

Molti dubbi e discrezionalità quindi. Può influire il paese di provenienza, l’attività svolta, la contingenza politica, le relazioni bilaterali tra i paesi coinvolti ed anche, come si sospetta, l’università o la facoltà in cui si svolgono le attività, in questo caso la UNAM di Città del Messico. Chiaramente contano anche le alleanze tra governi e nel caso Colombia e Messico le simpatie reciproche sono note, al punto che si ignora il concetto d’estradizione, non si concede il diritto di replica e si priva Beltran dell’avvocato prima di procedere all’espulsione.

Un sospetto legittimo è che i governi amici di Colombia e Messico vogliano da una parte fare una bella figura con gli Stati Uniti, promotori della politica repressiva contro il narcotraffico all’estero e permissivi con il consumo nel mercato interno, e dall’altra si scambino favori reciprocamente. Calderon non ha potuto ancora giustificare di fronte all’opinione pubblica interna la leggerezza con cui s’è lasciato passare il caso dei messicani morti nel bombradamento ordinato dall’omologo Uribe nel marzo 2008 e, quindi, la rapida consegna di Beltran ai colombiani potrebbe anche rappresentare un capro espiatorio, una forma di chiudere la vicenda come a voler sottolineare che nella Universidad Nacional (UNAM) i guerriglieri infiltrati ci sono per davvero (e Beltrasn sarebbe l’esempio da portare e diffondere sui media senza prove) e che, in fondo, quegli studenti uccisi se la sono cercata.

Infine ecco il comunicato:


[Comunicato degli studenti del dottorato in Studi Latinoamericani, UNAM: Deportano senza motivo un professore colombiano]


“Vogliamo denunciare attraverso questo comunicato l’abuso cui è stato sottoposto il collega Miguel Angel Beltran Villegas che sta realizzando degli studi post-dottorali nel Centro Studi Latinoamericani nella Universidad Nacional Autonoma de Mexico.

Il Dott. Beltran è conosciuto nell’accademia colombiana dato che è stato ricercatore e professore delle principali università del paese, come quella di Antioquia, la Nacional de Colombia e quella del Cauca. A Beltran è stato negato il permesso di soggiorno (FM3) durante un anno, in cui s’è presentato periodicamente presso gli uffici dell’INM (Istituto Nazionale Migrazione) in Messico, mentre ieri (il 22 maggio) a mezzogiorno (anche se il giornale El tiempo della Colombia aveva annunciato che è stato arrestato di notte) è stato trattenuto in modo arbitrario nell’INM mentre richiedeva nuovamente il permesso ed è stato immediatamente deportato. E’ accusato di essere un membro delle FARC, fatto completamente falso; possiede una lunga carriera accademica e di ricerca che dimostra il suo lavoro come docente preoccupato per la storia politica e la violenza in Colombia.

Noi compagni del dottorato in Studi Latinoamericani, esigiamo al governo colombiano che rettifichi le accuse fatte contro il professor Miguel Angel Beltran e che venga fermata la catena di persecuzioni e stigmatizzazione politica contro quei docenti e studenti delle università pubbliche che contribuiscono alla costruzione di posizioni politche critiche e che non condividono il progetto guerrafondaio dell’attuale governo”.


In spagnolo:


Comunicado de Estudiantes del doctorado en Estudios Latinoamericanos, UNAM
Deportan sin fundamento a docente colombiano

Queremos denunciar por este medio la vejación a la que fue sometido el compañero Miguel Ángel Beltrán Villegas, quien se encuentra realizando estudios de posdoctorado en el Centro de Estudios Latinoamericanos, en la Universidad Nacional Autónoma de México.

El doctor Beltrán es conocido en el medio académico colombiano, puesto que ha sido investigador y docente de las principales universidades del país, como la de Antioquia, la Nacional de Colombia y la del Cauca. Después de habérsele negado su condición migratoria (FM3) durante un año, en que se estuvo presentando de manera sistemática en las oficinas de Instituto Nacional de Migración (INM) en México, ayer, al mediodía (aunque el periódico El Tiempo de Colombia anunció que fue arrestado anteayer en la noche), fue detenido de manera arbitraria en el INM mientras solicitaba nuevamente respuesta a su condición migratoria e inmediatamente deportado.

Se le acusa de ser integrante de las Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, lo cual es completamente falso, pues tiene una larga trayectoria académica y de investigación que demuestra su labor como maestro preocupado por la historia política y de la violencia en Colombia.

Los compañeros del doctorado de Estudios Latinoamericanos exigimos al gobierno colombiano que rectifique las acusaciones hechas contra el profesor Miguel Ángel Beltrán, y que pare la cadena de persecución y estigmatización política adelantada contra docentes y estudiantes de las universidades públicas, que aportan en la construcción de posturas políticas críticas y que no comparten el proyecto guerrerista del actual gobierno”.

Da: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=85869

ULTIME:


http://www.jornada.unam.mx/2009/05/24/index.php?section=opinion&article=002a1edi


http://www.jornada.unam.mx/2009/05/23/index.php?section=politica&article=017n1pol


Video su:


http://www.hoyes.tv/index.html#frontaleID=F_HOY&sectionID=S_HOINTER&videoID=30581

Foto da: http://www.flickr.com/photos/37824754@N05/

Altri utili link sulla vicenda:


http://www.telesurtv.net/noticias/secciones/nota/50532-NN/beltran-comparecio-en-colombia-por-presunta-rebelion/


http://www.proceso.com.mx/noticias_articulo.php?articulo=69045
Articolo da: https://fabriziolorusso.wordpress.com