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Osservatorio SME Messico: 8 settembre, comunicato stampa e azioni in Chiapas

Ecco il comunicato sulle attività del Sindacato Messicano degli Elettricisti legato all’impresa liquidata dal governo messicano Luz y Fuerza del Centro.

Descarga o lee aquí en estas ligas:

1) Acciones del SME en Chiapas el 8 de septiembre

2) Documento entregado al Congreso mexicano

3) Comunicado de prensa en español (sigue en italiano)

4) Formato con los procesos penales abiertos en contra de manifestantes/activistas

“LUZ Y FUERZA DEL PUEBLO, Stato del Chiapas, Messico

Aderente alla Otra Campaña

Las Margaritas, Chiapas, Messico – 8 sett. 2011

AI MEZZI DI COMUNICAZIONE

ALL’OPINIONE PUBBLICA IN GENERALE

Con questo comunicato ci dirigiamo al popolo tutto per far conoscere pubblicamente la nostra ORGANIZZAZIONE DI RESISTENZA CIVILE “LUZ Y FUERZA DEL PUEBLO”, ci dichiariamo aderenti alla OTRA CAMPAÑA e affermiamo che il nostro obiettivo strategico è quello di lottare per UNA NUOVA COSTITUZIONE, UN CONGRESSO COSTITUENTE E UN PIANO NAZIONALE DI LOTTA, insieme all’EZLN e alle altre organizzazioni alle quali ci unisce la ricerca di un cambiamento profondo nella vita del nostro paese.

Siamo un’organizzazione civile e pacifica che raggruppa più di 36 Municipi del Chiapas e siamo presenti in 7 regioni: Región Norte, Selva Ríos, Cañada Tojolabal, Región Sierra, Región Fronteriza, Región de Los Olvidados e la Región de Los Llanos. In ognuna di queste regioni ci rappresenta un Comitato Regionale di Resistenza (CRR), comitati che mantengono un dialogo e un coordinamento tra loro per cercare delle soluzioni ai problemi che si trovano ad affrontare le nostre comunità. Siamo un’organizzazione che ha dei coordinatori di resistenza e non ha leader né nessun altro che ci rappresenti oltre ai comitati di coordinamento che ogni anno cambiano.

Come organizzazione non abbiamo vincoli con nessun partito politico, non compartiamo progetti con nessuno dei livelli di governo, e il nostro unico impegno é con il popolo e le comunità organizzate in maniera indipendente. Controlliamo l’accesso al nostro territorio con catene alle entrate e alle uscite delle comunità, per evitare la diffusione di droga, la delinquenza, l’alcolismo, il vandalismo e, allo stesso tempo, i partiti politici, i funzionari di governo, ed inoltre tutte le persone che entrano senza permesso, devono pagare una multa; perché la terra e le comunità sono nostre e non del governo né dei partiti politici che vengono solo a offrirci il cielo e le stelle nei periodi elettorali perché vogliono il voto, e poi approvano leggi con le quali pretendono più tasse, alzano il prezzo della benzina, ci reprimono ed emarginano il popolo. Approvano leggi come la SEGURIDAD NACIONAL grazie alla quale l’esercito può sparare contro il nostro villaggio se ci dichiariamo contro questo mal governo.

Per questo non crediamo nel processo elettorale né nei partiti politici, perché tutti quanti fanno parte dello stesso sistema e struttura di governo che è funzionale al neoliberalismo, perché con il
PACTO DE CHAPULTEPEC tutti i partiti politici hanno assunto l’impegno, insieme con gli 11 impresari più ricchi del Messico, di non modificare il progetto economico imperante. Le elezioni sono una farsa, perché quelli che scelgono sono i più ricchi e quello che vota è il popolo. Per noi non è la stessa cosa votare e scegliere.

Noi ci manifestiamo contro il governo di Felipe Calderón e contro il governo di Juan Sabines Guerrero, che sono gli esecutori del progetto neoliberale in Chiapas mediante la riconversione produttiva in forma deteriore dell’economia e della produzione contadina, con l’impulso a progetti di ecoturismo, costruendo Ciudades Rurales, aprendo spazi e dando concessioni a imprese di sfruttamento minerario straniere, consegnando le risorse naturali alle grandi imprese e cooptando ogni movimento di resistenza che cerca di protestare, mediante il patto di governabilità. Chi non si assoggetta a questo, soffre la repressione come a Bachajon, a Mitziton, come il Consejo Autónomo de la Costa, l’EZLN, tra gli altri.

Per questo, oggi 8 settembre, ci facciamo conoscere attuando il blocco della città di Comitán e dell’incrocio di Playas de Catazajá-Palenque-Villa Hermosa, in coordinamento con il Consejo Autónomo della Costa, e chiediamo:

1.- Una tariffa giusta per la fornitura elettrica domiciliare, la non istallazione dei contatori digitali e dei termogeneratori che istalla la Comisión Federal de Electricidad, la fine dei tagli massivi della luce e dei furti di cavi che realizza il personale della CFE contro il nostro movimento. Ci manifestiamo contro la privatizzazione dell’elettricità n Messico e contro quella di tutte le risorse naturali del paese. Contro la repressione del Sindacato Messicano degli Elettricisti e per la creazione di un’impresa pubblica che restituisca i lori impieghi ai più di 16 mila lavoratori licenziati.

2.- Libertà per i 13 prigionieri politici del Sindacato Messicano degli Elettricisti; per i 19 prigionieri dell’ Alianza Única del Valle dello Stato del Messico; la cancellazione dei procedimenti giuridici contro i nostri compagni del Sud di Veracruz, Candelaria, Campeche, dell’Istmo
di Oaxaca e dei 4 compagni della Cañada Tojolabal della Comunità Lomantan, municipio di Las Margaritas: Domingo García Velasco, Rodolfo García Pérez, Alberto García Pérez e Romeo García Pérez.

Ugualmente chiediamo la fine della persecuzione nei confronti dei compagni Nataniel Hernandez, Bersain hernandez e di tutta la sua famiglia, dei membri del Consejo autónomo de la costa de Chiapas e del centro di Diritti Umani “Digna Ochoa”.

3.- Chiediamo la fine della repressione contro i lottatori sociali, la non criminalizzazione della lotta sociale, la fine della militarizzazione e lo smantellamento dei gruppi paramilitari di “Paz y Justicia” nelle comunità di Agua Blanca, municipio di Palenque, e nell’ejido Chulakob, municipio de Tumbalá; la fine dei rincari della benzina, del gas e di tutti i prodotti di prima necessità. Chiediamo
che cessi la violenza generalizzata nel paese, e che si smetta, con il pretesto di combattere il narcotraffico, di combattere e uccidere i lottatori sociali di sinistra. Chiediamo al governo statale di Juan Sabines Guerrero e a quello federale, la cancellazione dei permessi di apertura di taverne e la cancellazione delle fabbriche di bevande alcoliche che abbrutiscono e impoveriscono il nostro popolo.

LA NOSTRA POSIZIONE E DEMARCAZIONE

1.   –   Noi ci dissociamo da quello che fa il Frente Popular Revolucionario (FPR) nel capoluogo municipale di Las Margaritas, che non conosciamo, a meno che non si coordini con noi. Tuttavia,
manifestiamo rispetto per le sue forme di lotta.

2. – Ci dissociamo anche dal Movimiento de Renovación Nacional (MORENA)
e da Andrés Manuel López Obrador, ma rispettiamo quella parte del popolo che ancora crede nella via elettorale.

3 .- Come è vero che l’Organización “2 Valles Valientes” nella regione di Palenque e Playas de Catazajá, ha manifestato la decisione di partecipare al blocco di Playas de Catazajá, accettiamo nel blocco la gente del popolo che soffre le alte tariffe della luce, ma non avalliamo né applaudiamo al governo municipale, statale e federale. Siamo contro il governo e il sistema che provoca l’emarginazione e la crisi economica in cui si trova il paese.

4. –  Ci dissociamo da qualunque organizzazione, personea o leader corrotto che cerchi di usare il nostro movimento per sollecitare progetti, il rilascio di macchine, richieste di denaro, o ottenere
vantaggi personali.

5. – Per ultimo, denunciamo e riteniamo responsabile l’ex deputato Miguel Angel Vázquez della CIOAC-Democrática di Las Margaritas, che insieme alla CFE ha preteso uno scontro tra la nostra resistenza civile e il villaggio “4 de Octubre”, nel municipio di Las Margaritas. Riteniamo responsabile anche il Delegado de Gobierno di Las Margaritas, Cesar Augusto Silvano Herrera, per non averci voluto ascoltare , quando la nostra resistenza è ricorsa e ha manifestato la decisione di risolvere il problema per la via del dialogo.

Nello stesso tempo, chiediamo al Ministerio di Las Margaritas la consegna dell’inchiesta contro i leaders delle organizzazioni che hanno sequestrato il veicolo del nostro compagno Artemio López.

6.- Manifestiamo la nostra solidarietà e appoggio all’EZLN, alle Juntas de Buen Gobierno e a tutte le lotte che cercano un cambio e una trasformazione del paese in maniera indipendente dal gobierno e dai partiti politici.

Con rispetto

PER I COMITATI REGIONALI DI RESISTENZA CIVILE REGION SIERRA: Romairo Roblero

REGION NORTE: Ramón Parcero e Manuel Hernández

REGION LOS OLVIDADOS: Arturo Solis

REGION FRONTERIZA: Amilcar Rodríguez

REGION DE LOS LLANOS: Fildadelfo Juárez

REGION TOJOLABAL: Jesús García

Messico: si spegne la luce, si accende la speranza

Manifestazione SME México 15.10.09 Calderon e il guerriero

Città del Messico,15 ottobre 2009. Una multitudinaria manifestazione di oltre mezzo milione di persone ha paralizzato la città, in protesta contro il decreto presidenziale del 10 ottobre che ha cancellato con un colpo di spugna la compagnia parastatale Luz y Fuerza, incaricata della gestione dell’energia elettrica nella zona centrale del paese. Nel cosiddetto sabadazo, alle 11 di sabato sera sono state chiuse e piantonate tutte le sedi della compagnia, impedendone l’ingresso ai lavoratori. Strano, verrebbe da dire: stando ai mass media e al governo stesso, la stragrande maggioranza della popolazione è favorevole a tale decreto e contraria all’esistenza di Luz y Fuerza. I sondaggi parlano di 90 a 10. Eppure i fatti dimostrano che i numeri sono quanto meno alterati.
FOTOGALLERIA DELLA MANIFESTAZIONE:

http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/MarchaSME151009ManifestazioneMexico#

Esiste indubbiamente un’avversione generalizzata all’ente parastatale, un sentimento in parte giustificato dalla proliferazione negli ultimi anni di conti esorbitanti e bollette decuplicate, dal cattivo funzionamento generale e dai continui black out. La Procura dei Consumatori (PROFECO) ha uno sportello apposito per i reclami contro Luz y Fuerza, tanti sono i casi di denuncia e le misure legale prese nei loro confronti.
Ho sempre avuto l’impressione che dietro l’ondata di soprusi e di deficienze ci fosse una precisa politica governativa, avallata dai dirigenti di Luz y Fuerza con la complicità dei vertici sindacali, che mirava al discredito della compagnia stessa presso l’opinione pubblica e al tempo stesso cercava di mantenere in positivo le finanze della compagnia. Un modo efficace per giustificarne l’eventuale chiusura e la successiva apertura al capitale privato, nazionale e/o straniero. Non credo di essere andata molto fuori strada.
Ad alimentare l’avversione popolare c’è anche il fatto che il sindacato degli elettricisti (lo SME) ha ottenuto una serie di conquiste nel corso degli anni che fanno risultare questa categoria lavorativa “privilegiata” agli occhi del resto dei lavoratori messicani, sempre meno garantiti e retribuiti.
Ma è quando lo SME pretende di partecipare nella produzione di altre energie rinnovabili e non (solare, eolica, geotermica, nucleare) e, soprattutto, nella rete di fibra ottica in via di installazione in tutto il paese – un’attività molto attrattiva che è già stata promessa a due ex governatori statali – che il governo decide di togliere di mezzo l’impresa e lasciare in mezzo alla strada 42 mila lavoratori dall’oggi al domani. Per non parlare poi del fatto che lo SME è storicamente sempre stato protagonista di lotte sociali e politiche, ha accompagnato movimenti indigeni, studenteschi, operai e contadini, è un baluardo della sinistra non moderata e ha una grande compattezza tra i propri iscritti.
La giustificazione ufficiale è che Luz y Fuerza costa all’erario pubblico 42 miliardi di pesos annuali, che i lavoratori godono di privilegi da sultani e che il servizio è di pessima qualità, rendendo tanto urgente quanto necessaria la sua chiusura. In realtà, i lavoratori guadagnano in media 6 mila pesos mensili (circa 300 euro) ed hanno prestazioni che qualsiasi europeo giudicherebbe nella norma, ma che in Messico risultano essere un lusso, una rara eccezione.
L’industria elettrica è rimasta dunque scoperta. Il governo non è nemmeno stato in grado di sostituire i lavoratori licenziati in tronco con squadre di crumiri; per far fronte alle numerosissime richieste di manutenzione e alle proteste per i continui black out in tutta la zona metropolitana, è ricorso al più bieco e grossolano sistema: prelevare di peso, praticamente sequestrare, i lavoratori di Luz y Fuerza e obbligarli a prestare servizio. Situazione denunciata dallo stesso SME e da vari lavoratori ai pochi mass media ancora obiettivi.
Il governo Calderón sta cercando di accelerare il processo di smantellamento e di sgretolare l’unità sindacale, tentando i lavoratori con quantiose liquidazioni che si incrementano di giorno in giorno nella speranza di dividere i lavoratori in lotta.
Il dubbio che hanno espresso oggi i manifestanti è: se si permette al governo di cancellare dal panorama nazionale un sindacato “scomodo” e di mettere le mani sulle risorse energetiche (in particolare sull’energia elettrica nazionalizzata da Adolfo López Mateos nel 1960), a chi toccherà la prossima volta?
di Clara Ferri (leggilo anche su: http://selvasorg.blogspot.com/2009/10/messico-si-spegne-la-luce-si-accende-la.html)

VIDEO GALLERIA DELLA MANIFESTAZIONE:

http://www.youtube.com/watch?v=CN6QT6C07NQ&feature=PlayList&p=BAB3C0964B539C92&index=0&playnext=1

Manifestazione SME México 15.10.09 Folla dall'Angel