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Independencia Mexicana y Grito del Silencio

“Ogni anno, il 15 settembre alle undici di sera, in tutte le piazze del Messico celebriamo la festa del Grido; e una moltitudine infiammata effettivamente grida durante una ora, forse per stare zitta meglio nel resto dell’anno”. Octavio Paz – Il labirinto della solitudine, 1950.

Lo zocalo di Città del Messico, la piazza più importante del paese, è rimasto vuoto e in silenzio dopo lo sgombero degli insegnanti in lotta attuato dalla polizia il 13 settembre. Le feste patrie e la parata militare del 15-16 settembre sono “salve”, però mai come adesso torna ad essere attuale questa frase di Octavio Paz. Chi continuerà a gridare dopo queste “feste patrie”

Octavio Paz 15S foto zocalo 500px (Large)

«Cada año, el 15 de septiembre a las once de la noche, en todas las plazas de México celebramos la fiesta del Grito; y una multitud enardecida efectivamente grita por espacio de una hora, quizá para callar mejor el resto del año». Octavio Paz Lozano (1914 – 1998) «El laberinto de la soledad», 1950.

El zocalo de la Ciudad de México, la plaza más importante del país, quedó vacía y silente tras el desalojo de los maestros en lucha realizado por la policia el 13 de septiembre. Las fiestas patrias y el desfile militar del 15-16 de septiembre están “a salvo”, pero nunca como ahora vuelve a ser actual esta frase de Octavio Paz. ¿Quién continuará a gritar después de estas “fiestas patrias”? @FabrizioLorusso

Lecturas para las fiestas patrias:

Sanjuana Martínez LINK (A cazar Maestros)

Alejandro Páez LINK (¿Cuáles fiestas?)

Tryno Maldonado LINK (Motivos para no celebrar)

F. L. – Caso Patishtán…

La lotta degli insegnanti in Messico: storia e motivi

MegaMarcha 4S Mex DF 249 (Medium)Gli insegnanti delle scuole pubbliche occupano le piazze e le strade del Messico contro le “riforme strutturali” del presidente Peña Nieto e continuano a dar battaglia: è una resistenza epica che viene da lontano. Il conflitto degli insegnanti con il governo e i parlamentari federali per la riforma educativa dura da alcuni mesi, ma nelle ultime due settimane ha raggiunto l’apice. Un presidio di insegnanti nel centro della capitale era presente già dall’8 maggio, ma pochi se n’erano accorti. Invece da agosto la CNTE, Coordinamento (Coordinadora in spagnolo) Nazionale dei Lavoratori dell’Educazione, è in sciopero indefinito e l’anno scolastico 2013-2014 non è ancora cominciato in migliaia di scuole. La combattiva Sección 22 di Oaxaca, forte di 74mila affiliati e già protagonista del conflitto del 2006, soffocato nel sangue dall’allora governatore dello stato di Oaxaca, Ulises Ruiz, rappresenta il gruppo più nutrito di professori in resistenza, ma i rinforzi questa volta sono arrivati da tutto il paese.

Il plantón

Dal 19 agosto il presidio dei maestri è diventato una tendopoli quindi l’attenzione mediatica s’è rivolta verso gli oltre 40mila occupanti, insegnanti di asili, scuole primarie e secondarie, che ormai vivono nella piazza principale del Messico. Ogni giorno realizzano atti di resistenza, bloccano le strade e l’aeroporto internazionale, chiudono le entrate dei palazzi del potere, fanno assemblee, sistemano le tende scardinate dai violenti acquazzoni di questa stagione piovosa e inclemente, e infine portano avanti le negoziazioni estenuanti con funzionari e parlamentari inviati dai partiti per fare melina. Le minacce avanzate da alcuni deputati della destra (PAN, Partido Accion nacional) di incarcerazione dei leader, che in realtà sono i “portavoce” del movimento, e di repressione violenta della protesta non hanno fatto desistere i docenti.

Ho provato a descrivere con una galleria fotografica (link qui), non solo con le parole, l’enorme tendopoli allestita dalla CNTE nella piazza centrale (lo zocalo) di Città del Messico. Nel plantón, il presidio-tendopoli, ore e ore di pioggia non spazzano via la speranza, anche se funzionano per scacciare i curiosi, i venditori ambulanti, in maggior parte commercianti della capitale, e le cattive notizie che arrivano dal Palazzo: nella notte dell’1S (primo settembre), con una sortita dei legislatori, è stata approvata dalla Camera dei deputati la Legge del Servizio Professionale Docente, oggetto delle negoziazioni tra i rappresentanti della CNTE, il governo e alcuni parlamentari. Uno sberleffo in piena regola.

Scene di vita e resistenza civile compongono un quadro di lotta metropolitana nella povertà e nella solidarietà, prestata da tanti abitanti della capitale e dalle famiglie dei maestri che da Oaxaca, dal Chiapas, dal Guerrero, dal Michoacan, dal Durango o dalla Bassa California, insomma da molto lontano, mandano viveri, sacchi a pelo, tende e vestiti, incoraggiamenti e affetto. Per i servizi igienici gli insorti si devono rivolgere ad alcuni abitanti della zona che prestano docce e bagni, a volte in cambio di piccole somme.

Nel pomeriggio del 31 agosto, quando sono stato per qualche ora in alcune tende del plantón, solo un gruppo ridotto di docenti, circa 10mila, si trovava a presidiare la zona visto che la maggior parte degli insorti era nelle rispettive comunità d’origine per il fine settimana. Mille insegnanti del Chiapas si sono integrati alla tendopoli in serata. Durante la settimana, anzi  già da domenica primo settembre in poi, sono state realizzate decine di manifestazioni.

MegaMarcha 4S Mex DF 472 (Medium)Ma che cos’è la CNTE?

C’è chi la vede come un vecchio rimasuglio di un mondo che fu, anacronistico e d’ostacolo per lo sviluppo e la “modernità” del paese, ma c’è chi la difende come ultimo baluardo contro il neoliberismo selvaggio, come un’organizzazione plurale e democratica a difesa dei veri interessi delle classi lavoratrici. Sicuro è che non va confusa con il SNTE, Sindacato Nazionale Lavoratori dell’Educazione, che è il sindacato ufficiale, allineato al governo.

Dall’aprile scorso la sua leader storica, Elba Esther Gordillo, è sotto processo per “uso di risorse dalla provenienza illecita” e attende la sentenza in prigione. E’ stata quindi sostituita da Juan Diaz, uomo fedele al presidente. La CNTE è un coordinamento, fondato nel 1979, che raccoglie gli insegnanti che hanno un pensiero critico nei riguardi del sindacato ufficiale. Questo è quasi un apparato paragovernativo del PRI (l’ex partito di regime tornato al potere nel 2012), mentre la CNTE si struttura come corrente democratica all’interno del SNTE e non è un sindacato a parte.

Fabrizio Mejía sulla rivista messicana Proceso del primo settembre spiega che “la CNTE è ciò che resta dei cosiddetti ‘coordinamenti di massa’, un tentativo di democratizzare i sindacati a partire dalle basi, in cui ogni sezione arriva ad accordi assembleari solo quando esiste un punto generale su cui si possono programmare azioni. Gli insegnanti, i lavoratori a cottimo ‘jornaleros’ e alcuni gruppi operai fecero parte, due decenni or sono, di questa dissidenza sindacale, ma oggi di tutto questo resta solo la CNTE”.

Attualmente la CNTE mantiene viva l’opposizione alla riforma educativa, che più che “educativa” pare una riforma (regressiva) del lavoro e dell’amministrazione, inviata al parlamento dal presidente Peña Nieto. Il Sindacato (SNTE) dorme. Anzi, fa spot a favore dell’iniziativa di Peña. La stragrande maggioranza dei mass media, TeleVisa e TV Azteca in testa, spara a zero sui maestri dissidenti, tacciandoli di “pigri e sovversivi” e mandando in onda programmi ridicoli atti a provocare ostilità da parte della popolazione della capitale, soprattutto della classe media imbambolata: interviste a conducenti incazzati per il traffico, bambini e genitori in lacrime perché la scuola non comincia, storie edificanti di maestri moderati e coraggiosi che sì “amano lavorare” e così via.

La riforma costituzionale

Dopo aver promosso la riforma degli articoli costituzionali riguardanti l’istruzione (il 3 e il 73) che è stata approvata dai tre partiti più grandi (PRD, PRI, PAN) nel febbraio scorso, il presidente ha spinto e ha ottenuto un’approvazione fast track delle leggi secondarie in parlamento. La riforma costituzionale di febbraio ha stabilito le basi per i cambiamenti nella carriera dei professori, nell’accesso a posti dirigenziali nella scuola e nel disegno e implementazione della politica educativa a livello primario e medio.

MegaMarcha 4S Mex DF 372 (Medium)Per esempio, è nato l’Istituto Nazionale per la Valutazione dell’Educazione e s’è stabilito che l’entrata nel “servizio docente” e la promozione a posti direttivi avverrà tramite valutazioni che garantiscano “l’idoneità delle conoscenze e delle capacità che corrispondono a ciascuna funzione”, e così gli stimoli e la permanenza in servizio dipenderanno dalla valutazione obbligatoria. Viene anche previsto, ed è un punto positivo, l’allargamento del tempo pieno, anche se buona parte delle strutture scolastiche attualmente non sono attrezzate a tal proposito. Molto polemica è stata l’approvazione di una specie di corresponsabilità gestionale ed economica per cui alunni, docenti e genitori, con il coordinamento della direzione, possono essere coinvolti (cioè dovrebbero in parte pagare di tasca propria) nel miglioramento delle infrastrutture, nell’acquisto dei materiali educativi e nella risoluzione di problemi operativi. Quindi le “quote volontarie” che versano per la scuola potrebbero diventare “obbligatorie”. Questi processi sono regolati dalle leggi secondarie che in questi giorni muovono la protesta nazionale.

Le leggi secondarie

A fine agosto quella sull’Istituto Nazionale per la Valutazione (INEE) e la Legge Generale sull’Educazione sono state approvate senza che l’opinione delle parti sociali e, soprattutto, degli insegnanti direttamente coinvolti nella riforma venisse presa in considerazione. In settembre è passata la terza legge, quella che tocca più da vicino la vita delle persone, dei maestri, e i diritti del lavoro acquisiti: la Legge sul Servizio Nazionale Docente.

In primavera mesi di dibattiti e convegni sul tema, in cui i docenti sono stati invitati a partecipare e hanno presentato le loro proposte dettagliatamente, non sono serviti a modificare la posizione dei parlamentari e del governo, per cui la CNTE ha provato a intavolare una discussione costruttiva, ma è stata scavalcata e beffata da false volontà di dialogo e prevaricazioni autoritarie. Dunque le ragioni delle manifestazioni sono molte e comprendono le richieste di migliori condizioni per le aule e i salari, oltre al nucleo costituito dalle tre leggi di riforma approvate frettolosamente.

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Settembre di piogge e manifestazioni: 1S e stato d’eccezione

Di nuovo come risposta all’indifferenza ufficiale, a Città del Messico il primo settembre c’è stata un’importante manifestazione di studenti, facoltà universitarie, organizzazioni sociali, parti del MoReNa (Mov. Rigenerazione Nazionale), semplici cittadini e alcuni gruppi anarchici contro la Riforma energetica e in sostegno degli insegnanti. Le iniziative in tutta la città e nel paese sono state tantissime. La manifestazione, nel primo pomeriggio, s’è unita a quella degli insegnanti della CNTE che si sono diretti a San Lazaro, sede della camera dei deputati messicana. Ci sono stati numerosi episodi di tensione, avvenuti durante la manifestazione e anche al termine della stessa, quando gli insegnanti, che formavano un cordone indipendente, stavano per ripiegare.

“L’imbottigliamento coatto” da parte della polizia puntava al controllo totale. L’effetto “collaterale” era quello di asfissiare e snervare, in particolare nei momenti in cui la doppia fila di granaderos in testa al corteo spezzava il ritmo della marcia e chiudeva i manifestanti, cosa che s’è ripetuta praticamente ad ogni curva. Nel contempo, gli scudi dei corpi antisommossa chiudevano la coda e i lati del corteo. E’ una modalità già sperimentata dal governo del presidente Peña Nieto e dai corpi di polizia della capitale a partire dalla giornata dell’1D, il primo dicembre 2012, in cui i poliziotti della capitale hanno serrato le file, chiuso ogni passaggio nel centro storico e infine hanno effettuato decine di arresti e pestaggi arbitrari. L’accerchiamento dell’intera massa popolare da parte della polizia (6mila elementi  in tenuta antisommossa) e l’enorme, sproporzionato, dispiegamento di forze rappresenta una strategia di contenimento che sfocia nella provocazione e nello stato d’eccezione.

MegaMarcha 4S Mex DF 091 (Medium)

La reazione della polizia dopo gli scontri s’è concentrata su “obiettivi casuali”, cioè persone individuate perché indossavano vestiti neri, o proprio senza criterio, che andavano fermate. Alla fine della giornata di protesta dell’1S ci sono stati sedici arresti di alcuni attivisti e giornalisti indipendenti. Nonostante la strategia intimidatoria, le manifestazioni vanno avanti e, va detto, per ora (per fortuna) non sono accaduti “incidenti” gravi né situazioni paragonabili a quelle vissute nel 2006 (terribili repressioni di Atenco eOaxaca in particolare), ma non si può ancora prevedere come evolveranno la protesta e le forze in campo.

In questo video (LINK): l’arresto arbitrario di un giornalista dell’agenzia messicana indipendente Subversiones che ha filmato la propria cattura (leggi l’appello qui: lo stato sta imponendo cauzioni enormi per il suo rilascio!). Si chiama Gustavo Ruiz e stava filmando una squadra di poliziotti che trascinavano su una camionetta alcuni giovani e, come si fa in questi casi per evitare abusi o addirittura sparizioni e sequestri ai danni dei detenuti, stava chiedendo agli studenti i loro nomi e la facoltà di appartenenza. Come se niente fosse, all’improvviso, si ritrova lui “dall’altra parte”, viene strattonato, la sua videocamera cade e fa in tempo a registrare le sue urla e il suo nome.

4 settembre – 4S

La strategia di contenimento minaccioso e militarizzato della protesta non è stata applicata alle manifestazioni, durate oltre 8 ore, del 4 settembre organizzate nella capitale e in 22 stati. Questa galleria fotografica (Link qui per lo slideshow e foto) della manifestazione della CNTE è del 4 settembre (4S): dalle 10 del mattino oltre 30.000 insegnanti hanno manifestato a Oaxaca e 40.000 in Chiapas mentre in 20.000 hanno camminato per 8 ore nelle strade della capitale messicana, dall’Auditorio Nacional al palazzo del Senato. Proprio questa ramo del parlamento il giorno prima aveva approvato la Riforma Educativa dopo che la camera l’aveva fatto la settimana prima.

La cosiddetta riforma educativa è in realtà una riforma del lavoro dei docenti e dell’amministrazione di stampo neoliberista ed è parte del piano di riforme strutturali (lavoro, fisco, energia, educazione, politica) che il governo di Peña intende portare a termine entro i prossimi quattro mesi. Il grande scoglio, cioè queste proteste dei “maestri dissidenti”, gli unici per ora che abbiano saputo articolare un’opposizione vera, è stato superato, per ora, grazie a un falso dialogo depistante con i maestri e a una serie di votazioni notturne e blindate alle camere. Infatti, i tre principali partiti (PRI, PAN, PRD) stanno approvando riforme legislative e costituzionali in fretta e furia, nell’ambito delle larghe intese alla messicana, cioè dall’accordo di governo chiamato “Patto per il Messico” e sottoscritto dai loro leader all’inizio del governo di Peña 9 mesi fa. La CNTE ha fornito la cifra di 700.000 insegnanti mobilitati per il 4S a livello nazionale.

Quali sono gli elementi controversi della riforma da poco approvata dalle camere?

024 (Medium)Ormai esaurite le discussioni e approvazioni in parlamento, la CNTE ha chiesto al presidente di bloccarla con un veto perché:

Si applica retroattivamente contro chi già lavora nel settore educativo pubblico prescolastico, primario e secondario, in contrasto con l’articolo 14 della Costituzione, e colpisce tutti i lavoratori dell’insegnamento a livello federale, statale e comunale derogando i diritti acquisiti. Infatti, le autorità educative possono annullare i diritti dei lavoratori senza necessità di un intervento giudiziario e con la riforma il “lavoratore” diventa “soggetto amministrativo”, in contrasto con l’articolo 123 costituzionale.

Quattro questioni importantissime come il reddito/salario, la promozione, il riconoscimento e la permanenza nel posto di lavoro sono ora condizioni amministrative e smettono di essere considerati diritti lavorativi.

Si dà piena facoltà al Ministro della Pubblica Istruzione federale e al ministero (SEP), quindi anche al presidente della repubblica, di scavalcare la sovranità dei singoli stati per autorizzare i principi riguardanti i quattro punti precedenti e ordinare ai governatori locali di seguirli. Il ministero potrà imporre linee generali per la prestazione del servizio di assistenza tecnica alla scuola a livello di istruzione primaria.

Viene creato l’Istituto Nazionale per la Valutazione dell’Educazione (INEE) che potrà imporre e autorizzare, anche sorpassando l’autorità degli stati, i lineamenti ad ogni tipo di autorità educativa e organi decentralizzati per la valutazione riguardante le 4 questioni citate. La SEP e l’INEE potranno interpretare unilateralmente la legge per effetti amministrativi e l’INEE imporrà i processi di valutazione.

Non si contempla la partecipazione sindacale ai processi di osservazione delle valutazioni e si annulla l’intervento di qualunque associazione dei docenti. Le 4 tematiche di cui sopra (salario, promozione, riconoscimento e permanenza nel posto di lavoro) non saranno oggetto delle “Condizioni Generali del Lavoro” e il Lavoro Docente sarà sostituito dal Servizio Professionale Docente che implica la rappresentazione dell’insegnante come soggetto amministrativo isolato di fronte allo stato.

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I tribunali del lavoro sono sostituiti da tribunali amministrativi in caso di conflitto nei punti specificati. Scompare il posto fisso e si crea la figura dei contratti “a tempo fisso” di natura temporanea e quella dei contratti “provvisori” per coprire un vuoto, cioè un posto non occupato per meno di sei mesi. I contratti a tempo fisso e le vecchie “plazas”, i posti fissi a tempo indeterminato, saranno subordinati alle condizioni di questa legge e saranno assegnati solo dopo 6 mesi di servizio senza nessuna “nota negativa”.

Il cosiddetto “processo di compattazione” prevede contratti ad ore e così permette di frazionare il pagamento del salario ai maestri. Scompare il diritto di inamovibilità dal posto di lavoro. Chi decide di accettare un impiego o un incarico (anche nel sindacato) che gli impedisca di svolgere la sua funzione docente, o quella di supervisione o direzione, dovrà “allontanarsi dal servizio” senza ricevere il salario.

S’instaura un procedimento autoritario che permette il licenziamento o allontanamento immediato dalle funzioni docenti (con riassegnazione ad altre funzioni) senza che vi sia la garanzia di ascolto e contraddittorio prevista dalla legge sul lavoro. Inoltre si stabilisce come causa di licenziamento senza alcuna responsabilità da parte delle autorità il rifiuto di partecipare ai processi di valutazione, senza considerare il livello accademico e di esperienza/anzianità.

Stessa modalità anche nel caso in cui il docente non partecipi ai programmi di regolarizzazione docente o non ottenga un risultato soddisfacente nel primo o nel secondo processo di valutazione e non s’incorpori al processo di regolarizzazione. Se, nonostante la partecipazione ai programmi formativi, il maestro non supera il terzo processo di valutazione, viene escluso dalla docenza e riassegnato ad altre mansioni. Queste decisioni si considerano unilaterali.

Si cancella il diritto al reinserimento nel posto di lavoro o di indennizzo, tramite il pagamento degli stipendi sospesi, in caso di licenziamento ingiustificato Si stabiliscono 8 causali ulteriori per la cancellazione degli effetti della nomina senza responsabilità alcuna dell’autorità e senza previa risoluzione del Tribunale Federale di Conciliazione e Arbitrato.

Infine è permessa la separazione dall’incarico quando il docente si assenta, senza una causa giustificata, per più di tre giorni consecutivi o tre non consecutivi in un periodi di 30 giorni: la separazione dal posto di lavoro è una decisione unilaterale e l’autorità che la applica è la stessa che decide circa la sua eventuale revisione, quindi è giudice e parte in causa. Dopo settimane di proteste il senato ha inserito una clausola all’ultimo momento, un semplice “contentino” per i maestri, che dice che il personale allontanato dal suo incarico per l’applicazione di questa legge potrà impugnare la decisione presso gli organi giurisdizionali competenti. Il quadro generale di precarietà del lavoro, però, non cambia.

176 (Medium)Cosa dice la CNTE?

La CNTE sostiene che l’entrata, la promozione e la permanenza dei docenti devono legarsi al diritto del lavoro e ai diritti sociali “senza banalizzare il processo etico e della pratica educativa” e in un manifesto d’opposizione alla riforma specifica alcuni punti fermi: la distinzione tra la CNTE e il sindacato SNTE di cui questa è parte ma come “corrente critica”, la difesa dell’istruzione pubblica e la sua trasformazione tramite una visione critica della realtà messicana, l’inutilità delle leggi in materia educativa per risolvere i veri problemi del paese come la disuguaglianza e la povertà, la costruzione di una controproposta è stata ignorata dalle autorità malgrado abbia visto la partecipazione di numerosi interlocutori, il riconoscimento dell’istruzione come un diritto sociale universale al di sopra di interessi privati, il rispetto dei diritti lavorativi, il compromesso con una formazione professionale docente iniziale e permanente che deve essere anche rispettato dal governo messicano, secondo le specificità di ogni regione del paese.

Sulla valutazione docente la CNTE ha proposto che 1) sia un processo formativo e qualitativo nelle sue tre modalità (autovalutazione, co-valutazione e valutazione dall’esterno, 2) rispetti la diversità culturale del Messico, basata su una pratica educativa integrale, che includa tutti gli attori educativi, 3) sia una valutazione intesa come mezzo e non come fine, che consideri le condizioni di vita dei bambini, dei giovani e degli adulti che formano l’universo degli studenti del paese, 4) che riconosca i bisogni di base della popolazione e 5) che migliori le condizioni dell’insegnamento e dell’apprendimento riconoscendo l’importanza dei loro contenuti universali.

Riguardo alla Legge Generale del Servizio Professionale Docente, la quale avrà effetto a partire dal 2015, la CNTE ribadisce il proprio impegno e compromesso con gli studenti e il popolo in generale per contribuire alla formazione di soggetti che sappiano reclamare per il rispetto alla propria forma di vita e sostiene che ha sempre rispettato le richieste e gli accordi pattuiti con il governo della repubblica attraverso il ministro degli interni. Infine, viene criticata la fretta con cui si vogliono legittimare leggi che non aiutano il miglioramento del processo educativo e lacerano il diritto sociale all’educazione. E di fatto camera e senato hanno approvato tutto (tre leggi secondarie) in un paio di settimane e hanno finto di negoziare con gli insegnanti che ora continuano ad occupare mezza città del Messico e minacciano di estendere la resistenza agli stati una volta che saranno tornati a casa.

Altro week end di fuoco

Marcha 1S Mex DF 032 (Medium)Sabato 7 è previsto il primo incontro nazionale degli insegnanti a Mexico City convocato dalla CNTE. Domenica 8 la CNTE, insieme ad altre organizzazioni sociali solidarie come gli studenti di YoSoy132 e Movimiento de los 400 pueblos di Veracruz, scenderanno in piazza per accompagnare l’evento dell’ex candidato presidenziale delle sinistre, Andrés Manuel López Obrador, e del suo Movimento di rigenerazione nazionale (MoReNa). Non si sa ancora se l’occupazione dello zocalo di Città del Messico continuerà, ma è sicuro che la CNTE non abbandonerà la sua resistenza civile pacifica, dichiarata dopo l’approvazione della legge al senato il 4 settembre, che potrebbe trasferirsi nei diversi stati della federazione ed essere condotta a livello locale: disobbedienza civile, negoziazione di alcune condizioni stato per stato, proteste locali, riapertura del dibattito sulle leggi approvate, conquista progressiva della maggioranza all’interno del sindacato nazionale, aumenti salariali e scioperi sono alcune possibilità.

Marcha 1S Mex DF 063 (Medium)La CNTE ha comunque chiesto a Peña Nieto di porre un veto presidenziale sulle leggi e di ridiscutere, nell’ambito di un gran dibattito nazionale, l’intero sistema educativo. Ciononostante è poco probabile che il presidente segua il suggerimento dei maestri su una riforma che lui stesso ha proposto al parlamento…

Sono a rischio anche le famose “Feste patrie” per la celebrazione dell’indipendenza del 15-16 settembre che si svolgono nelle piazze centrali, presso la sede del potere politico nazionale o locale, in cui il sindaco della città o il presidente tengono un discorso e gridano il patriotico “¡Viva México!” per ricordare il grido lanciato dal prete Miguel Hidalgo che diede inizio al processo d’indipendenza dalla Spagna nel 1810. Quindi forse quest’anno il “grido” non sarà solo quello del capo di stato o dei governatori, ma risuonerà pure quello degli esclusi, quello del lavoro degno, quello della resistenza pacifica che sfida chi ormai non grida più e s’accontenta delle promesse. Fabrizio Lorusso da Carmilla

México y lluvia, maestros en lucha

EN ESPAÑOL

El México inconforme con las llamadas “reformas estructurales” llena las calles y ocupa las plazas. Incluyo en el post una galeria fotográfica (da clic en la foto para el slideshow) del plantón de protesta que mantienen entre 10 y 40mil maestros de la CNTE, Coordinadora nacional trabajadores de la educación en el zocalo de la Ciudad de México desde el 19 de agosto pasado. Llueve, pero horas interminables de aguaceros no barren la esperanza, pero sí alejan a los curiosos, a los vendedores ambulantes, en su mayoría capitalinos, y a las malas noticias que llegan de San Lazaro: en la noche del 1S (primero de septiembre!), con un albazo legislativo, la Cámara de diputados aprobó la Ley del Servicio Profesional Docente, es decir el objeto de las negociaciones entre los delegados de los manifestantes y algunos congresistas. Una verdadera tomada de pelo.

Ahora falta sólo el voto del Senado. Escenas de vida y resistencia civil componen este álbum fotográfico que ha sido realizado el día 31 de agosto de 2013, cuando sólo un contingente reducido de maestros se encontraba presidiando el plantón, ya que la mayoría de ellos se encontraba en sus comunidades de origen para el fin de semana. 1000 maestros de Chiapas se integraron a la protesta en la capital el 1S, mientras que en la semana se prevén marchas y, el miércoles, una insurrección magisterial nacional convocada por la CNTE. Ah, ¿qué es la CNTE? No es el SNTE (Sindicato Nacional Trabajadores de la Educación), queda claro. Es una coordinadora, fundada en 1979, que aglutina a los docentes que tienen un pensamiento crítico con respecto al trabajo del sindicato “oficial” charro y se organiza como corriente democrática dentro del SNTE, sin por eso contituirse como un sindicato autónomo.

Actualmente la CNTE mantiene viva la oposicièon a la reforma educativa que más que “educativa” parece una reforma (regresiva) laboral y administrativa, enviada por el presidente Peña Nieto al Congreso. El Sindicato (SNTE) alineado al gobierno duerme y difunde espots a favor de la iniciativa de Peña. Después de haber promovido la reforma de los artículos constitucionales sobre asuntos educativos (el 3 y el 73) que fue aprobada por los 3 partidos más importantes del país (PRD, PRI, PAN) en el mes de febrero de 2013, el mandatario ahora está cabildeando para una aprobación fast track  de las leyes secundarias que examina el congreso. Y lo está logrando. Ya dos de éstas, la sobre el Instituto Nacional para la Evaluación y la Ley General sobre la Educación, fueron votadas sin que la opinión de las partes sociales y, sobre todo, de los maestros, afectados directamente por la reforma, fuese tomada en cuenta.  Ahora, el partido se juega en la ley que más interesa, de cerca, la vida de las personas, de los docentes, y los derechos laborales preexistentes.

Link útiles: CNTE sección 9 Distrito Federal y Sección 22 Oaxaca. Fotos e intro de Fabrizio Lorusso

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IN ITALIANO

Il Messico contrario alle cosiddette “riforme strutturali” scende in piazza (e la occupa). Inserisco nel post una galleria fotografica (clicca su una foto per lo slideshow) della tendopoli allestita dai docenti della CNTE, Coordinamento nazionale dei lavoratori dell’educazione, nella piazza centrale (il “Zocalo”) di Città del Messico. Dal 19 agosto scorso tra i 10 e i 40mila insegnanti di asili, scuole primarie e secondarie occupano la piazza principale del Messico. Sta piovendo, ma ore e ore di violenti acquazzoni non spazzano via la speranza, anche se funzionano per scacciare i curiosi, i venditori ambulanti, in maggior parte commercianti della capitale, e  le cattive notizie che arrivano dai palazzi del potere: nella notte dell’1S (primo settembre!), con un sortita dei legislatori, è stata approvata dalla Camera dei deputati la Legge del Servizio Professional Docente, oggetto delle negoziazioni di questi giorni tra i rappresentanti della CNTE e alcuni parlamentari. Uno sberleffo in piena regola. Ora manca solo il voto al Senato.

Scene di vita e resistenza civile compongono quest’album fotografico che è stato realizzato il 31 agosto scorso, quando solo un gruppo ridotto di docenti si trovava a presidiare la tendopoli siccome la maggior parte di loro si trovava nelle rispettive comunità d’origine per il fine settimana. 1000 insegnanti del Chiapas si sono integrati al contingente in lotta tra domenica e lunedì, mentre durante la settimana sono programmate varie camminate e manifestazioni. Per mercoledì 4 settembre è prevista una giornata di insurrezione nazionale dei docenti convocata dalla CNTE. Sono due settimane che la capitale messicana è letteralmente bloccata e la stessa cosa succede, su una scala minore, anche Ah, che cos’è la CNTE? Non va confusa con il SNTE, Sindacato Nazionale Lavoratori dell’Educazione. E’ un coordinamento, fondato nel 1979, che raccoglie gli insegnanti che hanno un pensiero critico nei riguardi del lavoro del sindacato ufficiale, praticamente un apparato paragovernativo, e si organizza come corrente democratica dentro al SNTE, senza costituirsi però come un sindacato autonomo.

Attualmente la CNTE mantiene viva l’opposizione alla riforma educativa, che più che “educativa” pare una riforma (regressiva) del lavoro e dell’amministrazione, inviata al parlamento dal presidente Peña Nieto. Il Sindacato (SNTE) allineato al governo dorme e fa spot a favore dell’iniziativa di Peña. Dopo aver promosso la riforma degli articoli costituzionali riguardanti l’istruzione (il 3 e il 73) che è stata approvata dai 3 partiti più grandi (PRD, PRI, PAN) nel febbraio scorso, il presidente sta ora spingendo per un’approvazione fast track delle leggi secondarie al vaglio del parlamento. E ci è riuscito. Già due, quella sull’Istituto Nazionale per la Valutazione e la Legge Generale sull’Educazione, sono state approvate senza che l’opinione delle parti sociali e, soprattutto, degli insegnanti direttamente coinvolti nella riforma venisse presa in considerazione. Ora la partita si gioca sulla terza legge, quella che tocca più da vicino la vita delle persone, dei maestri, e i diritti del lavoro acquisiti.

Link utili: CNTE sección 9 Distrito Federal e Sección 22 Oaxaca. Foto e intro di Fabrizio Lorusso

Messico e pioggia, maestri in lotta

IN ITALIANO

Il Messico contrario alle cosiddette “riforme strutturali” scende in piazza (e la occupa). Inserisco nel post una galleria fotografica (clicca su una foto per lo slideshow) della tendopoli allestita dai docenti della CNTE, Coordinamento nazionale dei lavoratori dell’educazione, nella piazza centrale (il “Zocalo”) di Città del Messico. Dal 19 agosto scorso tra i 10 e i 40mila insegnanti di asili, scuole primarie e secondarie occupano la piazza principale del Messico. Sta piovendo, ma ore e ore di violenti acquazzoni non spazzano via la speranza, anche se funzionano per scacciare i curiosi, i venditori ambulanti, in maggior parte commercianti della capitale, e  le cattive notizie che arrivano dai palazzi del potere: nella notte dell’1S (primo settembre!), con un sortita dei legislatori, è stata approvata dalla Camera dei deputati la Legge del Servizio Professional Docente, oggetto delle negoziazioni di questi giorni tra i rappresentanti della CNTE e alcuni parlamentari. Uno sberleffo in piena regola. Ora manca solo il voto al Senato.

Scene di vita e resistenza civile compongono quest’album fotografico che è stato realizzato il 31 agosto scorso, quando solo un gruppo ridotto di docenti si trovava a presidiare la tendopoli siccome la maggior parte di loro si trovava nelle rispettive comunità d’origine per il fine settimana. 1000 insegnanti del Chiapas si sono integrati al contingente in lotta tra domenica e lunedì, mentre durante la settimana sono programmate varie camminate e manifestazioni. Per mercoledì 4 settembre è prevista una giornata di insurrezione nazionale dei docenti convocata dalla CNTE. Sono due settimane che la capitale messicana è letteralmente bloccata e la stessa cosa succede, su una scala minore, anche Ah, che cos’è la CNTE? Non va confusa con il SNTE, Sindacato Nazionale Lavoratori dell’Educazione. E’ un coordinamento, fondato nel 1979, che raccoglie gli insegnanti che hanno un pensiero critico nei riguardi del lavoro del sindacato ufficiale, praticamente un apparato paragovernativo, e si organizza come corrente democratica dentro al SNTE, senza costituirsi però come un sindacato autonomo.

Attualmente la CNTE mantiene viva l’opposizione alla riforma educativa, che più che “educativa” pare una riforma (regressiva) del lavoro e dell’amministrazione, inviata al parlamento dal presidente Peña Nieto. Il Sindacato (SNTE) allineato al governo dorme e fa spot a favore dell’iniziativa di Peña. Dopo aver promosso la riforma degli articoli costituzionali riguardanti l’istruzione (il 3 e il 73) che è stata approvata dai 3 partiti più grandi (PRD, PRI, PAN) nel febbraio scorso, il presidente sta ora spingendo per un’approvazione fast track delle leggi secondarie al vaglio del parlamento. E ci è riuscito. Già due, quella sull’Istituto Nazionale per la Valutazione e la Legge Generale sull’Educazione, sono state approvate senza che l’opinione delle parti sociali e, soprattutto, degli insegnanti direttamente coinvolti nella riforma venisse presa in considerazione. Ora la partita si gioca sulla terza legge, quella che tocca più da vicino la vita delle persone, dei maestri, e i diritti del lavoro acquisiti.

Link utili: CNTE sección 9 Distrito Federal e Sección 22 Oaxaca. Foto e intro di Fabrizio Lorusso

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EN ESPAÑOL

El México inconforme con las llamadas “reformas estructurales” llena las calles y ocupa las plazas. Incluyo en el post una galeria fotográfica (da clic en la foto para el slideshow) del plantón de protesta que mantienen entre 10 y 40mil maestros de la CNTE, Coordinadora nacional trabajadores de la educación en el zocalo de la Ciudad de México desde el 19 de agosto pasado. Llueve, pero horas interminables de aguaceros no barren la esperanza, pero sí alejan a los curiosos, a los vendedores ambulantes, en su mayoría capitalinos, y a las malas noticias que llegan de San Lazaro: en la noche del 1S (primero de septiembre!), con un albazo legislativo, la Cámara de diputados aprobó la Ley del Servicio Profesional Docente, es decir el objeto de las negociaciones entre los delegados de los manifestantes y algunos congresistas. Una verdadera tomada de pelo.

Ahora falta sólo el voto del Senado. Escenas de vida y resistencia civil componen este álbum fotográfico que ha sido realizado el día 31 de agosto de 2013, cuando sólo un contingente reducido de maestros se encontraba presidiando el plantón, ya que la mayoría de ellos se encontraba en sus comunidades de origen para el fin de semana. 1000 maestros de Chiapas se integraron a la protesta en la capital el 1S, mientras que en la semana se prevén marchas y, el miércoles, una insurrección magisterial nacional convocada por la CNTE. Ah, ¿qué es la CNTE? No es el SNTE (Sindicato Nacional Trabajadores de la Educación), queda claro. Es una coordinadora, fundada en 1979, que aglutina a los docentes que tienen un pensamiento crítico con respecto al trabajo del sindicato “oficial” charro y se organiza como corriente democrática dentro del SNTE, sin por eso contituirse como un sindicato autónomo.

Actualmente la CNTE mantiene viva la oposicièon a la reforma educativa que más que “educativa” parece una reforma (regresiva) laboral y administrativa, enviada por el presidente Peña Nieto al Congreso. El Sindicato (SNTE) alineado al gobierno duerme y difunde espots a favor de la iniciativa de Peña. Después de haber promovido la reforma de los artículos constitucionales sobre asuntos educativos (el 3 y el 73) que fue aprobada por los 3 partidos más importantes del país (PRD, PRI, PAN) en el mes de febrero de 2013, el mandatario ahora está cabildeando para una aprobación fast track  de las leyes secundarias que examina el congreso. Y lo está logrando. Ya dos de éstas, la sobre el Instituto Nacional para la Evaluación y la Ley General sobre la Educación, fueron votadas sin que la opinión de las partes sociales y, sobre todo, de los maestros, afectados directamente por la reforma, fuese tomada en cuenta.  Ahora, el partido se juega en la ley que más interesa, de cerca, la vida de las personas, de los docentes, y los derechos laborales preexistentes.

Link útiles: CNTE sección 9 Distrito Federal y Sección 22 Oaxaca. Fotos e intro de Fabrizio Lorusso

Feria del Libro del Zocalo: Editorial Elephas @México DF

¡Ya está! Choque de civilizaciones por un ascensor en Piazza Vittorio de Amara LakhousLes presento emocionado la novela que tuve el gusto de traducir del italiano al español (mexicano:) y que se presenta en estos días en el Stand 179, de Editorial Elephas en la Feria del Libro del Zocalo (19-28 de octubre 2012), México DF. Es un proyecto independiente que hace de la interculturalidad y de la calidad literaria, e incluso estética, para su productos, sus banderas. También van a encontrar “Mamma, son tanto felice”  y “El mundo enemigo”del brasileño Luiz Ruffato,“Tren a Trieste” de la rumana Domnica Radulescu. Por allí nos vemos ¡Ciao! @FabrizioLorusso

En Choque de civilizaciones por un ascensor en Piazza Vittorio (link), Amara Lakhous crea un novela satírica desenfadada, una tragicomedia llena de polifonías entretenidas. El ascensor como eje de las interminables discusiones entre todos los vecinos de la finca en Piazza Vittorio y la muerte de un joven fascista como fulcro de la narración están a la base de esta comedia a la italiana en donde el choque cultural incluye compatriotas y extranjeros, hombres y mujeres, en donde nadie puede huir de las críticas y de los prejuicios. Sólo Amedeo parece el más abierto y tolerante, inteligente y generoso: entonces… ¿Por qué le llaman asesino?


Elephas es una editorial mexicana fundada con el objetivo de promover la literatura contemporánea
; obras que reflejan culturas locales, identidades nacionales y la diversidad de expresión. Vivimos en un tiempo en el que, más que nunca, la gente y las culturas se mudan, se mezclan, se transforman. La literatura está dominada por historias que trascienden las fronteras geográficas. De ahí nace nuestra colección inaugural “Nómada”.

Amara Lakhous nació en Argel, Argelia en 1970 y desde 1995 vive en Roma, donde se exilió. Licenciado en filosofía por la Universidad de Argel y en antropología cultural por la Universidad de Roma “La Sapienza”, empezó su carrera profesional en 1994 como periodista de la radio nacional argelina. En Italia, trabajó durante muchos años en el campo de la inmigración, desarrollando actividades de mediador cultural, intérprete y traductor. En 1999, publicó su primera novela, Le cimici e il pirata (Las chinches y el pirata) en versión bilingüe árabe/italiano, y en 2003 publicó en Argelia su segunda novela en árabe, Come farti allattare dalla lupa senza che ti morda (Cómo hacer que la loba te amamante sin que te muerda). Fue posteriormente reescrita en italiano con el título Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio (Choque de civilizaciones por un ascensor en Piazza Vittorio). Por esta novela, publicada en otros seis idiomas, ganó en 2006 el premio Flaiano de narrativa y el premio Racalmare–Leonardo Sciascia. Encuentran el libro a la venta y un rico extracto del primer capítulo aquí (link).

Página Web de Elephas Ed. Link

Página FaceBook de Elephas Ed. Link

Síguelos en Twitter – Link.

Ya acabé con los enlaces, pero para terminar, éste es el trailer de la película que salió en Italia y está basada en la novela de Amara. ¡Buena visión!

Scheda del Film tratta da: link. Roma. La Piazza Vittorio del titolo, si trova al centro dell’Esquilino, storico quartiere romano, residenza borghese della burocrazia di fine Ottocento. Circondato dalla Roma più turistica e mondana, la sua vicinanza alla stazione centrale ne ha fatto negli anni, come in tutte le metropoli del mondo, un variegato luogo di approdo e stratificazione etnica e culturale.

In un suo vecchio palazzo umbertino si snodano le vicende di un eterogeneo gruppo di inquilini, una piccola folla multietnica segnata da forti differenze culturali, di provenienza, di religione, di modi di intendere la vita. Nell’ambiente chiuso del palazzo e del condominio si consuma lo scontro di civiltà in cui tali differenze emergono prepotentemente nel quotidiano e diventano malintesi, piccole prevaricazioni, diffidenze.

Le storie dei personaggi seguono i propri percorsi, incrociandosi l’un l’altra in ragione di una condivisione forzata dello spazio, del quartiere, del palazzo e del suo ascensore, puntualmente all’origine di tante dispute condominiali. Ognuno di questi personaggi esprime la sua solitudine, il suo male di vivere, offrendo uno spaccato, un sunto della sua esperienza di vita, le sue riflessioni e i suoi sentimenti in una prospettiva sociale.

Una morte improvvisa rompe il già instabile equilibrio condominiale. Tutti possono essere potenziali assassini e tutti si trovano ad incolparsi lìun l’altro. Saranno loro, insieme, allontanando per un momento ogni contrasto, a svelare al commissario il nome dell’assassino, al posto di quell’unico testimone, che però non può parlare: l’ascensore.

Foto-Video Marcha Anti EPN y YoSoy132 @México DF

10 de junio de 2012. Marcha Anti EPN + 10 de junio no se olvida + YoSoy132 Mexico City. Soundtrack: Resiste de Akil Ammar y Mentira de Manu Chao. Twitter! @FabrizioLorusso

31 ottobre. Veglia globale per i nostri morti: Movimento per la Pace


INIZIATIVE       INICIATIVAS
En  México (in Messico) LINK                 En otros países (altri paesi) LINK

Distrito Federal, México

31 octubre
18:00 hrs. Concentración en el Ángel de la Independencia.
Se trata de visibilizar los nombres de las víctimas que son el eje principal de la jornada.

19:00 hrs. Memorial por los muertos
Se realizarán actos solemnes. Se velará toda la noche y quienes deseen pueden unirse al ayuno.

1 noviembre
12:00 hrs.  Evento mediático
18:00 hrs. Diversas acciones de la jornada
Se realizarán actos solemnes en honor a las víctimas, palabras de integrantes del Movimiento por la Paz con Justicia y Dignidad. Posteriormente se realizará un performance masivo.

Se solicita que lleven materiales la Velada por nuestros muertos: veladoras, flores, papel picado, fotografías y calaveras. Asimismo, se pide que lleven cruces para colocarlas en la acción, preferentemente que sean grandes; pueden ser elaboradas con madera, cartón o materiales reciclados.

Culiacán, Sinaloa, México

Ofrenda de Muertos   31 de octubre
17:00 – 20:oo hrs. “Salgamos esa noche a nombrar a nuestros muertos. Llevemos junto a sus nombres y fechas de nacimiento y muerte, fotografías, prendas, todo aquello que los haga de nuevo presentes entre nosotros” Javier Sicilia.

Participa en la creación de una ofrenda ciudadana a las víctimas de la violencia. Lleva fotografías, veladoras, pan de muertos, papel picado, y todo lo que creas que merece formar parte de este ejercicio de conciencia y memoria colectiva a través de nuestra milenaria tradición. Te esperamos, tendremos la ofrenda, manifestaciones artísticas, una procesión con veladoras y como cierre un presentación escénica en el Panteón San Juan.

Sinaloa por la Paz

Xalapa, Veracruz, México

Ofrenda Artística Por la Paz

31 de Octubre
18:00 hrs. El Colectivo por la Paz Región Xalapa, se suma a la ofrenda Una Velada por nuestros Muertos, un destello en la Oscuridad, que se efectuará en todas las plazas públicas de la república, el próximo día 31 de octubre, con una ofrenda artística que honre su memoria, y en la que participarán diversos grupos musicales, de teatro, fotografía, performance y poesía.

Plaza Lerdo, Xalapa, Veracruz

Colectivo Por la Paz Xalapa

Osservatorio SME Messico: 8 settembre, comunicato stampa e azioni in Chiapas

Ecco il comunicato sulle attività del Sindacato Messicano degli Elettricisti legato all’impresa liquidata dal governo messicano Luz y Fuerza del Centro.

Descarga o lee aquí en estas ligas:

1) Acciones del SME en Chiapas el 8 de septiembre

2) Documento entregado al Congreso mexicano

3) Comunicado de prensa en español (sigue en italiano)

4) Formato con los procesos penales abiertos en contra de manifestantes/activistas

“LUZ Y FUERZA DEL PUEBLO, Stato del Chiapas, Messico

Aderente alla Otra Campaña

Las Margaritas, Chiapas, Messico – 8 sett. 2011

AI MEZZI DI COMUNICAZIONE

ALL’OPINIONE PUBBLICA IN GENERALE

Con questo comunicato ci dirigiamo al popolo tutto per far conoscere pubblicamente la nostra ORGANIZZAZIONE DI RESISTENZA CIVILE “LUZ Y FUERZA DEL PUEBLO”, ci dichiariamo aderenti alla OTRA CAMPAÑA e affermiamo che il nostro obiettivo strategico è quello di lottare per UNA NUOVA COSTITUZIONE, UN CONGRESSO COSTITUENTE E UN PIANO NAZIONALE DI LOTTA, insieme all’EZLN e alle altre organizzazioni alle quali ci unisce la ricerca di un cambiamento profondo nella vita del nostro paese.

Siamo un’organizzazione civile e pacifica che raggruppa più di 36 Municipi del Chiapas e siamo presenti in 7 regioni: Región Norte, Selva Ríos, Cañada Tojolabal, Región Sierra, Región Fronteriza, Región de Los Olvidados e la Región de Los Llanos. In ognuna di queste regioni ci rappresenta un Comitato Regionale di Resistenza (CRR), comitati che mantengono un dialogo e un coordinamento tra loro per cercare delle soluzioni ai problemi che si trovano ad affrontare le nostre comunità. Siamo un’organizzazione che ha dei coordinatori di resistenza e non ha leader né nessun altro che ci rappresenti oltre ai comitati di coordinamento che ogni anno cambiano.

Come organizzazione non abbiamo vincoli con nessun partito politico, non compartiamo progetti con nessuno dei livelli di governo, e il nostro unico impegno é con il popolo e le comunità organizzate in maniera indipendente. Controlliamo l’accesso al nostro territorio con catene alle entrate e alle uscite delle comunità, per evitare la diffusione di droga, la delinquenza, l’alcolismo, il vandalismo e, allo stesso tempo, i partiti politici, i funzionari di governo, ed inoltre tutte le persone che entrano senza permesso, devono pagare una multa; perché la terra e le comunità sono nostre e non del governo né dei partiti politici che vengono solo a offrirci il cielo e le stelle nei periodi elettorali perché vogliono il voto, e poi approvano leggi con le quali pretendono più tasse, alzano il prezzo della benzina, ci reprimono ed emarginano il popolo. Approvano leggi come la SEGURIDAD NACIONAL grazie alla quale l’esercito può sparare contro il nostro villaggio se ci dichiariamo contro questo mal governo.

Per questo non crediamo nel processo elettorale né nei partiti politici, perché tutti quanti fanno parte dello stesso sistema e struttura di governo che è funzionale al neoliberalismo, perché con il
PACTO DE CHAPULTEPEC tutti i partiti politici hanno assunto l’impegno, insieme con gli 11 impresari più ricchi del Messico, di non modificare il progetto economico imperante. Le elezioni sono una farsa, perché quelli che scelgono sono i più ricchi e quello che vota è il popolo. Per noi non è la stessa cosa votare e scegliere.

Noi ci manifestiamo contro il governo di Felipe Calderón e contro il governo di Juan Sabines Guerrero, che sono gli esecutori del progetto neoliberale in Chiapas mediante la riconversione produttiva in forma deteriore dell’economia e della produzione contadina, con l’impulso a progetti di ecoturismo, costruendo Ciudades Rurales, aprendo spazi e dando concessioni a imprese di sfruttamento minerario straniere, consegnando le risorse naturali alle grandi imprese e cooptando ogni movimento di resistenza che cerca di protestare, mediante il patto di governabilità. Chi non si assoggetta a questo, soffre la repressione come a Bachajon, a Mitziton, come il Consejo Autónomo de la Costa, l’EZLN, tra gli altri.

Per questo, oggi 8 settembre, ci facciamo conoscere attuando il blocco della città di Comitán e dell’incrocio di Playas de Catazajá-Palenque-Villa Hermosa, in coordinamento con il Consejo Autónomo della Costa, e chiediamo:

1.- Una tariffa giusta per la fornitura elettrica domiciliare, la non istallazione dei contatori digitali e dei termogeneratori che istalla la Comisión Federal de Electricidad, la fine dei tagli massivi della luce e dei furti di cavi che realizza il personale della CFE contro il nostro movimento. Ci manifestiamo contro la privatizzazione dell’elettricità n Messico e contro quella di tutte le risorse naturali del paese. Contro la repressione del Sindacato Messicano degli Elettricisti e per la creazione di un’impresa pubblica che restituisca i lori impieghi ai più di 16 mila lavoratori licenziati.

2.- Libertà per i 13 prigionieri politici del Sindacato Messicano degli Elettricisti; per i 19 prigionieri dell’ Alianza Única del Valle dello Stato del Messico; la cancellazione dei procedimenti giuridici contro i nostri compagni del Sud di Veracruz, Candelaria, Campeche, dell’Istmo
di Oaxaca e dei 4 compagni della Cañada Tojolabal della Comunità Lomantan, municipio di Las Margaritas: Domingo García Velasco, Rodolfo García Pérez, Alberto García Pérez e Romeo García Pérez.

Ugualmente chiediamo la fine della persecuzione nei confronti dei compagni Nataniel Hernandez, Bersain hernandez e di tutta la sua famiglia, dei membri del Consejo autónomo de la costa de Chiapas e del centro di Diritti Umani “Digna Ochoa”.

3.- Chiediamo la fine della repressione contro i lottatori sociali, la non criminalizzazione della lotta sociale, la fine della militarizzazione e lo smantellamento dei gruppi paramilitari di “Paz y Justicia” nelle comunità di Agua Blanca, municipio di Palenque, e nell’ejido Chulakob, municipio de Tumbalá; la fine dei rincari della benzina, del gas e di tutti i prodotti di prima necessità. Chiediamo
che cessi la violenza generalizzata nel paese, e che si smetta, con il pretesto di combattere il narcotraffico, di combattere e uccidere i lottatori sociali di sinistra. Chiediamo al governo statale di Juan Sabines Guerrero e a quello federale, la cancellazione dei permessi di apertura di taverne e la cancellazione delle fabbriche di bevande alcoliche che abbrutiscono e impoveriscono il nostro popolo.

LA NOSTRA POSIZIONE E DEMARCAZIONE

1.   –   Noi ci dissociamo da quello che fa il Frente Popular Revolucionario (FPR) nel capoluogo municipale di Las Margaritas, che non conosciamo, a meno che non si coordini con noi. Tuttavia,
manifestiamo rispetto per le sue forme di lotta.

2. – Ci dissociamo anche dal Movimiento de Renovación Nacional (MORENA)
e da Andrés Manuel López Obrador, ma rispettiamo quella parte del popolo che ancora crede nella via elettorale.

3 .- Come è vero che l’Organización “2 Valles Valientes” nella regione di Palenque e Playas de Catazajá, ha manifestato la decisione di partecipare al blocco di Playas de Catazajá, accettiamo nel blocco la gente del popolo che soffre le alte tariffe della luce, ma non avalliamo né applaudiamo al governo municipale, statale e federale. Siamo contro il governo e il sistema che provoca l’emarginazione e la crisi economica in cui si trova il paese.

4. –  Ci dissociamo da qualunque organizzazione, personea o leader corrotto che cerchi di usare il nostro movimento per sollecitare progetti, il rilascio di macchine, richieste di denaro, o ottenere
vantaggi personali.

5. – Per ultimo, denunciamo e riteniamo responsabile l’ex deputato Miguel Angel Vázquez della CIOAC-Democrática di Las Margaritas, che insieme alla CFE ha preteso uno scontro tra la nostra resistenza civile e il villaggio “4 de Octubre”, nel municipio di Las Margaritas. Riteniamo responsabile anche il Delegado de Gobierno di Las Margaritas, Cesar Augusto Silvano Herrera, per non averci voluto ascoltare , quando la nostra resistenza è ricorsa e ha manifestato la decisione di risolvere il problema per la via del dialogo.

Nello stesso tempo, chiediamo al Ministerio di Las Margaritas la consegna dell’inchiesta contro i leaders delle organizzazioni che hanno sequestrato il veicolo del nostro compagno Artemio López.

6.- Manifestiamo la nostra solidarietà e appoggio all’EZLN, alle Juntas de Buen Gobierno e a tutte le lotte che cercano un cambio e una trasformazione del paese in maniera indipendente dal gobierno e dai partiti politici.

Con rispetto

PER I COMITATI REGIONALI DI RESISTENZA CIVILE REGION SIERRA: Romairo Roblero

REGION NORTE: Ramón Parcero e Manuel Hernández

REGION LOS OLVIDADOS: Arturo Solis

REGION FRONTERIZA: Amilcar Rodríguez

REGION DE LOS LLANOS: Fildadelfo Juárez

REGION TOJOLABAL: Jesús García