Contro la censura: Associazione Italiana Biblioteche

Leggi QUI e  ANCHE Qui gli approfondimenti sul caso di censura in Veneto.

Boicottare gli scrittori dell’appello pro Battisti non è un segno di civiltà ma un pericoloso ritorno all’indice dei libri proibiti

Ferma è l’opposizione dell’AIB all’iniziativa lanciata nel veneziano dall’Assessore Raffaele Speranzon

Roma, 18 gennaio 2011L’AIB – Associazione Italiana Biblioteche si oppone da sempre ad ogni tentativo di censura che limiti la funzione delle biblioteche pubbliche quali luoghi deputati al libero confronto di idee per convertirle in arene di conflitti ideologici.

Inevitabile quindi che l’AIB dissenta dall’iniziativa promossa in questi giorni dall’Assessore alla Cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon, con la quale si chiede l’eliminazione dagli scaffali delle biblioteche civiche dei libri i cui autori firmarono nel 2004 una petizione a favore di Cesare Battisti, all’epoca rifugiato in Francia, ritenuto responsabile di quattro omicidi. Secondo l’Assessore si tratterebbe di un boicottaggio civile nei confronti dei molti intellettuali – almeno quaranta – che firmarono per la liberazione di Battisti. E’ molto alto tuttavia il rischio che un presunto segnale politico forte si trasformi in realtà nella peggiore deriva verso un pericoloso ritorno all’indice dei libri proibiti.

L’AIB chiede al Presidente della Provincia di Venezia di dar seguito a quanto dichiarato nella trasmissione radiofonica “Fahrenheit” e di bloccare l’iniziativa del proprio assessore. La civilissima Venezia e le biblioteche venete non possono essere oggetto di iniziative illiberali che negano il carattere di bene comune della conoscenza.

L’AIB esprime la propria solidarietà e vicinanza ai parenti delle vittime. Come precisa il professor Mauro Guerrini, presidente dell’Associazione: “In uno stato di diritto sorretto da istituzioni democratiche e da una società libera e aperta, chiunque sia condannato a quattro ergastoli con sentenze passate in giudicato deve scontare la propria pena. In democrazia, tuttavia, non sono ammissibili liste di proscrizione, censure, divieti espliciti o impliciti di accesso ai documenti della biblioteca. Immaginare provvedimenti di questo tipo, oltre che violare la nostra carta costituzionale, produrre un imbarbarimento del nostro vivere civile e costituire un precedente gravissimo, rischia di danneggiare gli stessi sacrosanti tentativi di far estradare nel nostro paese Battisti”.

Nell’anno che celebra il centocinquantesimo dell’unità di Italia l’AIB si augura che vengano evitati provvedimenti illiberali e che prevalga piuttosto il rispetto per il nostro vivere civile e democratico.


 

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