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Noia (che compie gli anni) – Poesia per il mio compleanno (oggi)


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Noia (che compie gli anni)
La noia è un pensiero disprezzato
un giorno uggioso di rabbia
un'idea stanca di essere tale.
E' una speranza inerte
come il gas, metano nei bronchi
è anche l'anima dell'uomo
che compie gli anni ogni anno.
La noia della poesia
anche di questa, sia chiaro,
può incantare, forse l'ami
anche se è un fiume inquinato
che affoga nella foce inquinata
dolcesalato nell'orgia inquinata.
E tu.
Spero che non ti annoino
la canzone la nebbia il riposo
che ti dedico stonando
e le note del mare grosso,
voglio che non ti annoi
quando parliamo di oggi stesso
ma anche di me stesso e di te
del solito, l'amarognolo "se"
del "perché", la mia routine
che non c'è e la vorresti
ma è sempre diversa, scalpita.
Che non siano mai noia
la pervicacia dell'alba
e l'abitudine del tramonto.
So che non ti annoi
se la luna non grida mai
è discreta come tu lo sei
è una vergine senza fretta
d'essere violata dalla curiosità.
Ti annoi se la lancetta
girando, t'invecchia la pelle
è pioggia battente di memorie
e stringe il cappio ai sogni.
Una notte insieme
da passare e ripassare
studiando la fantasia
inebriandola di buio
corpo dopo corpo
non è noia, è bellezza
senza tempo, sepolta
che vive in te e suona in me
le corde dell'attesa concitata,
barattiamo auguri e condoglianze
se è la noia che compie gli anni.

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Versione per Carmilla: QUI. 
Questa poesia o delirio che dir si voglia è il sequel 
(leggermente meno pessimista...) di una del 2 agosto 2010 
che s'intitolava Buonanotte nuvolosa, a questo LINK

Buonanotte nuvolosa – Poesia per il mio compleanno (oggi)

Buonanotte nuvolosa

Marcito di sonno
m’assordo
d’immagini che fuggono dai binari
son ruote che girano fuori strada
sotto e sopra l’asfalto senza fiato
e si stinge l’anima indolente
macchie
ansia dipinta a terra
strisce di noi.
Sornione e dogmatico sbatto
contro la porta dei sogni
chiusi
come occhi al sole.
Entro in respirazione di coppia
con le pupille aperte accoltellate
dal gemito delle luci al neon.
Un cervello trasandato e sciatto
non sa risolvere problemi
non va
i tuoi, i miei
immobili da sempre
sono dubbi che si odiano a vicenda
ghiacciati come un sorso d’inverno.
Al cuore hanno dato due ergastoli
che in totale fanno cent’anni di guai
quindi batte botte di campana
storto e lento si ribella e pensa
imbratta di lumi e follia
le pareti buie e deserte
nella cella d’isolamento
“la suite”.
Ma nemmeno così
con fantasia
s’aprono spiragli di luna nuova
per lui che vive d’inerzia e riflessi
e sbotta fiotti di dolore al cielo
dalla sua prigione toracica.


di Fabrizio Lorusso (sostengono)

Oggi questa poesia me la dedico, in attesa di una versione in spagnolo che prima o poi farò. Il testo è vecchio ma esce oggi, così sia.