Haiti ha un nuovo presidente

Secondo i risultati preliminari del Consiglio Elettorale di Haiti il popolare cantante Michel Martelly, cinquantenne amico del rapper haitiano-americano ed ex Fugees Wyclef Jean, è il nuovo presidente del paese caraibico con il 67% delle preferenze (circa 717mila voti). Il candidato del partito Risposta Contadina, conosciuto anche col nome d’arte di Sweet Micky, ha sconfitto al ballottaggio la costituzionalista ed ex first lady Mirlande Manigat (settantenne, del partito Unione dei Democratici Nazionali Progressisti) che ha ottenuto il 31% dei voti mentre l’affluenza alle urne è stata inferiore al 30%. Infatti su circa 4 milioni di aventi diritto, ha votato poco più di un milione di persone. Qualche centinaio di sostenitori di Martelly s’è riversato per le strade della capitale Porto Principe per manifestare soddisfazione e festeggiare la vittoria di un personaggio che ha saputo promuoversi come “la novità”, “il presidente del popolo”. In realtà era il più comodo e gestibile per Washington che controlla il gioco delle donazioni e dei fondi per la paventata e immobile “ricostruzione”. Il 28 novembre scorso s’era svolto il primo turno elettorale in mezzo a proteste e denunce di brogli. L’Organizzazione degli Stati Americani (OAS), praticamente controllata dagli Stati Uniti, aveva raccomandato l’esclusione del candidato arrivato secondo dietro alla Manigat, Jude Celestin, in favore di Martelly. La decisione del Comitato Elettorale haitiano non tardò ad arrivare e Micky tornò in lizza in seguito alla “rinuncia” di Celestin, un candidato sostenuto dal governo uscente del presidente Renè Preval. Evel Fanfan, esponente della società civile e presidente dell’associazione di avvocati per i diritti umani Aumohd a Porto Principe, ha espresso inquietudine e preoccupazione. “Dico solo che la società haitiana si trova sull’orlo del precipizio, sulla punta d’immoralità più pericolosa della sua storia – ha dichiarato commentando i risultati – e i bambini di Haiti chiederanno ai loro padri e madri dove si trovavano durante queste elezioni. Perché un uomo come Sweet Micky accede al potere come primo cittadino?”. Non si riferisce solo alla popolarità mediatica, alla scarsità di proposte concrete e al populismo che accompagnano il nuovo presidente ma anche alla sua presa carismatica sulle masse, sopratutto tra i giovani, che lo vedono come un idolo lontano dalla politica e dall’establishment tradizionale. Nulla di più falso.

Dopo l’esclusione della pop star Wyclef Jean dalla corsa alle presidenziali, decretata l’agosto scorso per la mancanza del requisito della residenza ad Haiti negli ultimi 5 anni, è subentrato il suo amico Michel, sostenuto dai gruppi conservatori legati agli interessi americani e canadesi che da sempre hanno trattato le isole dei Caraibi alla stregua di possedimenti d’oltremare. Dopo il terremoto del 12 gennaio 2010 che ha fatto oltre 250mila vittime, un’epidemia di colera che s’è portata via più di 5000 persone e le grandi promesse disattese della comunità internazionale, per Haiti la vittoria di Martelly, che sarà dichiarato ufficialmente presidente il prossimo 16 aprile con la pubblicazione dei risultati definitivi, suscita più dubbi che speranze. Il partito di maggioranza Unité dell’attuale presidente Preval manterrà probabilmente la sua influenza in parlamento e quindi la prospettiva della coabitazione è concreta e rischia di generare instabilità. Lo Stato e i suoi palazzi vanno ancora ricostruiti e il pericolo di rifarli uguali a prima (o peggio) è oggi molto più forte.

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