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“Noi donne indigene il golpe lo abbiamo sentito nel corpo”. Interviste boliviane (1/2)

da Carmilla
[Dialogo con Adriana Guzmán e Diana Vargas, femministe aymara attive in uno spazio politico chiamato Femminismo Comunitario Antipatriarcale, che in questi anni ha partecipato, seppur con una visione critica dei governi di Morales, al cosiddetto proceso de cambio. L’autore le ha incontrate a El Alto, nella zona metropolitana di La Paz, lo scorso gennaio].Questa l’intervista a Mar di Chasky Clandestino, e questo il reportage dalla Bolivia.
In Bolivia nell’ottobre e novembre scorsi si è consumato un colpo di Stato?
Il golpe è stato progettato fin dal 2016, quando ci fu il referendum sulla possibilità di rielezione per Evo Morales. Dopo la vittoria referendaria del No, e contro il ridicolo tentativo di Evo di presentarsi lo stesso, l’opposizione organizzò la campagna Bolivia dijo No, “la Bolivia ha detto no”. Da allora l’opposizione è andata dicendo che ci sarebbero stati brogli elettorali.
Quel referendum in realtà Evo lo perse per via di uno scandalo su un suo presunto figlio non riconosciuto. Come femministe, anche se capivamo che lo scandalo era strumentalizzato dall’opposizione e dagli Stati Uniti, abbiamo comunque considerato che Evo dovesse farsi da parte. Oltretutto, eravamo di principio contro la ri-candidatura, perché non crediamo nei processi caudillisti. Però il MAS decise di candidare Evo lo stesso.
Ed è così che, dal giorno dopo il voto, sono iniziate le manifestazioni: ed erano manifestazioni razziste, con aggressioni alle donne indigene, sfregio della whipala (la bandiera dei popoli originari, Ndr). E’ stato il venire alla luce di un razzismo che per 13 anni era rimasto sotterraneo. E’ stato allora che abbiamo sentito il colpo di Stato; prima ancora che cadesse Evo, noi donne indigene il golpe già lo sentivamo nei nostri corpi: ci incontravamo nelle strade, ci guardavamo, e avevamo paura, paura della persecuzione.
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Colectivos de familiares de desaparecidos en Guanajuato presentan propuestas de mesas de trabajo y plataforma legislativa


[Este es el comunicado que envian los colectivos A tu encuentro, Justicia y esperanza, Buscando desaparecidos México-Búscame y Sembrando comunidad, quienes también invitan a una macrha el 18 de febrero, martes, a las 4 de la tarde del Parque Juárez en León a la Fiscalía para ser recibidos por el Fiscal y atender casos del colectivo. Se invita a tod@ l@s familiares de personas desaparecidas a asistir y conectarse con el colectivo A tu encuentro – en este LINK descarga y difunde la postal de la caminata del 18, gracias]
Irapuato, Guanajuato a 14 de febrero de 2020
Documentos para download PDF: 1. Comunicado Colectivos sobre metodologia y plataforma legislativa 2. Plataforma legislativa GTO 3. Propuesta de articulado Ley desaparicion Colectivos
COMUNICADO: COLECTIVOS DE FAMILIARES DE PERSONAS DESAPARECIDAS PRESENTAN PROPUESTAS DE METODOLOGÍA PARA MESAS DE TRABAJO Y PLATAFORMA LEGISLATIVA
- La metodología y agenda para el trabajo de las mesas de “búsqueda e investigación” y de “atención a víctimas” está basada en las mejores prácticas y fue presentada al Gobernador del Estado el 11 de febrero
- Una comisión de los Colectivos ha presentado La Plataforma de estándares de derechos humanos y desaparición de personas al Congreso del Estado
Desde la reunión con el Gobernador del Estado Diego Sinhué Rodríguez Vallejo las familias no han detenido su trabajo para la instalación de una política integral en materia de búsqueda, identificación e investigación de las personas desaparecidas en la entidad, así como de atención a víctimas y en el tema legislativo. (altro…)
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¿Para cuándo las mesas de trabajo por nuestr@s desaparecid@s en Guanajuato?

[De Fabrizio Lorusso desde el diario Milenio (León) – Twitter @FabrizioLorusso – Departamento de Ciencias Sociales y Humanidades – Universidad Iberoamericana León. En el video: entrevista con el periodista de LG Radio – León, Toño Rocha, del 10 de febrero de 2020. Si reconcoes a alguien entre las fotografías, por favor escribe inbox mensaje al Facebook de A tu encuentro o Desaparecidos Irapuato. Les invitamos también a la Marcha a la Fiscalía de León el día 18 de febrero a partir de las 4 – desde el Parque Juárez, León, Gto (más abajo está la postal)]
En los últimos meses el movimiento de familiares de personas desaparecidas en Guanajuato ha comenzado a organizarse, dando visibilidad a las víctimas y sus historias de vida, y a ser reconocido como un interlocutor por los medios de comunicación y las autoridades municipales, estatales y federales. No ha sido un camino fácil, ya que en la entidad hay miles de casos de desapariciones, acumulados desde hace más de una década, los cuales en el tiempo fueron invisibilizados, debido a los prejuicios sobre las víctimas, a la actuación deficiente de las fiscalías, al discurso oficial de menosprecio y a la escasa comprensión de este crimen desgarrador.En 2010, ocho leoneses fueron desaparecidos por policías en Zacatecas durante una excursión de caza deportiva y, junto al Centro de Derechos Humanos Victoria Diez, sus familiares lucharon para dar con su paradero. Sin embargo, no se logró encontrarlos e identificarlos. En 2011, 23 migrantes de San Luis de la Paz fueron víctimas de desaparición, solo uno de ellos fue identificado, dudosamente, por las autoridades, en Tamaulipas, pero aún se desconoce el paradero de los demás. ¿Dónde están? Con apoyo de la Fundación para la Justicia y el Estado Democrático de Derecho, desde entonces el colectivo Justicia y Esperanza busca verdad y justicia. (altro…)
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Comunicación de colectivos de familiares de personas desaparecidas en Guanajuato al gobierno del estado sobre el compromiso de las mesas de trabajo
[Baja en PDF la Comunicación sobre mesas de trabajo entre colectivos y gobierno estatal y metodología propuesta que fue entregada por los colectivos de familiares de personas desaparecidas en Guanajuato (A tu encuentro, Justicia y esperanza, Buscando desaparecidos México,Búscame y Sembrando comunidad). En seguida el texto completo y el link al archivo en Scribd]
Irapuato, Guanajuato a 11 de febrero de 2011
Licenciado Diego Sinhué Rodríguez Vallejo
Gobernador de Guanajuato
P R E S E N T E
Con atención al Licenciado Luis Ernesto Ayala Torres
ASUNTO: METODOLOGÍA
Estimado Licenciado Rodríguez Vallejo:
A través de la presente comunicación hacemos una propuesta por escrito del funcionamiento de las mesas acordadas durante las reuniones de los días 09, 16 y 23 de enero del presente año, con el ánimo de clarificar acuerdos y de avanzar en los compromisos contraídos. En la segunda parte usted encontrará una evaluación que hacemos las familias y los asesores sobre las acciones llevadas a cabo hasta ahora, con el ánimo también de dialogar sobre cómo fortalecer esta interlocución a favor de las familias.
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Aldo Dávila è il primo deputato gay e sieropositivo della storia del Guatemala
(altro…)di Simone Scaffidi da Il Manifesto

Aldo Davila è un attivista guatemalteco che il 14 gennaio scorso è diventato il primo parlamentare sieropositivo – pubblicamente dichiarato – nella storia del Guatemala. Aldo Davila è anche omosessuale e da molti anni si batte per difendere i diritti della popolazione Lgbtqi. Essere sieropositivo, omosessuale e attivista per i diritti umani sono tre elementi che da soli gli garantiscono uno status di eccezionalità nel panorama istituzionale guatemalteco e allo stesso tempo gli assicurano un trattamento speciale, condito di criminalizzazione e discriminazione, da parte di una classe politica machista e indifferente alla protezione degli attivisti e delle attiviste.
DALLA STRADA AL PALAZZO. La sua storia è fatta di strada e associazionismo, solidarietà e lotte sociali. Per anni è stato attivista e direttore di Gente Positiva, un’associazione che sostiene e accompagna le persone Hiv positive e la sua figura pubblica è riconosciuta dalle organizzazioni che si battono per i diritti umani nel Paese.
Per questa ragione diverse forze politiche gli hanno proposto di candidarsi e lui stesso ha dichiarato di aver scelto l’unico partito che gli garantiva, inserendolo come prima opzione nelle liste, reali possibilità di essere eletto. Si tratta del movimento politico Winaq, lo stesso partito che nel 2011 ha candidato alla presidenza della repubblica la premio Nobel per la pace Rigoberta Menchú, risultando ampiamente minoritario nelle preferenze. A dimostrazione delle difficoltà, anche con una candidata di peso come Menchú, di incidere in maniera significativa sul processo elettorale del Paese.
AUTONOMIA E DIRITTI UMANI. Si può dunque facilmente evincere dai suoi interventi pubblici che l’impegno di Aldo Davila non è tanto legato all’appartenenza al partito quanto più a portare dentro al Palazzo le istanze dei movimenti sociali, della comunità Lgbtqi e di tutte le comunità discriminate e vulnerate. Ci tiene a ribadire la sua autonomia di opinioni e non è un caso che una delle sue prime dichiarazioni sia stata di voler proseguire il lavoro iniziato da una deputata di un altro partito ma con una storia alle spalle di lotte per i diritti. Si tratta di Sandra Moran, la prima attivista lesbica – pubblicamente dichiarata – a entrare in Parlamento alle precedenti consultazioni nelle file di Convergencia, uno di quei partiti che hanno corteggiato Davila prima di questa tornata elettorale.
LE ISTANZE SOCIALI in Parlamento. Aldo Davila è una piccola speranza dentro quell’involucro classista e razzista che è il Parlamento guatemalteco. Una voce colorata che un esercito nero – conservatore, reazionario e militarista – cercherà di soffocare. Dagli Accordi di Pace ad oggi, per non parlare delle violazioni del regime militare, le istituzioni preposte all’esercizio del potere legislativo, esecutivo e giudiziario non hanno garantito la difesa dei diritti umani nel Paese.
Quello che Sandra Moran ha cercato di fare dal 2015 a oggi, e quello che Aldo Davila cercherà di fare dal 2020 è riempire quell’involucro provando a inserire nell’agenda politica la questione dei diritti umani e trasformandosi in megafono delle lotte sociali. È una sfida impari, ad armi impari, ma che risponde alla necessitá di una lotta trasversale, anche in un territorio insidioso e restio al cambiamento come il Parlamento del Guatemala.
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Familiares de desaparecidos en Guanajuato escriben al Congreso: “No a Leyes de Desaparición y Víctimas sin las familias”

[Esta carta ha sido enviada por los colectivos de familiares de personas desaparecidas de Guanajuato al congreso estatal, con fecha 4 de enero de 2020, para pedir la inclusión de las familias y organizaciones a la discusión de las Leyes sobre Desaparición de Personas, la de Víctimas y Especial de Ausencia – Descarga PDF: Carta Congreso GTO Leyes Colectivos 04-02-2020]Estimadas diputadas y estimados diputados, reciban un saludo de parte de las familias que integramos los Colectivos “A tu encuentro” y “Justicia y Esperanza”, que actualmente integran más de 120 familias de personas desaparecidas de la entidad. Los días 25 y 29 de noviembre nos encontramos con las Comisiones Unidas de Gobernación y Puntos Constitucionales y de Derechos Humanos y Atención a Grupos Vulnerables, en lo que ustedes definieron como una mesa técnica y una de diálogo. (altro…)
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Por unas Leyes dignas, con las familias, sobre Desaparición de Personas y Víctimas en Guanajuato: un análisis comparativo

[Por favor si has visto a estas personas o a las que aparecen en este video (link), comunícate con Facebook Desaparecidos Irapuato o A tu encuentro atuencuentrogto@gmail.com – Da clic para agrandar la foto]
[De: Fabrizio Lorusso] El Congreso del estado de Guanajuato ha estado trabajando en 2019 y en 2020 en la formulación de las Leyes estatales de Víctimas y en Materia de Desaparición de Persona, mandatadas por las correspondientes Leyes Generales. A nivel federal, La Ley en Materia de Desaparición Forzada, Desaparición Cometida por Particulares y del Sistema Estatal de Búsqueda entró en vigor en noviembre de 2017, así que Guanajuato tiene más de dos años de retraso y es una de las tres entidades que no ha hecho lo suyo y no ha creado una Comisión Estatal de Búsqueda de Personas desparecidas. La Ley General de Víctimas, en cambio, es del 2013 y prevé la creación de las Comisiones Estatales de Atención a Víctimas, entre otros mecanismos, lo cual tampoco se ha hecho en Guanajuato, acumulando un retraso de siete años en la materia.
Ahora que lamentablemente la violencia, la militarización de las políticas de seguridad, la crisis policiaca y las desigualdades sociales han crecido, de la mano de las disputas económicas, territoriales, simbólicas y militares entre grupos criminales y paramilitarizados, esta agenda legislativa se ha vuelto apremiante para la sociedad, las víctimas y el medio político, siendo un campo de lucha política a nivel local y federal. Fueron, de hecho, reiteradas las insistencias del poder ejecutivo estatal al legislativo para acelerar la aprobación de las dos leyes, más la Ley de Declaración Especial de Ausencia para personas desaparecidas que las complementa, así como las llamadas de atención al gabinete guanajuatense por parte de la Comisión Nacional de Búsqueda, de Gobernación y otras instancias federales.
Por otro lado, la sociedad civil organizada y el movimiento guanajuatense de familiares de personas desaparecidas (link video sobre este movimiento) han estado presionando para que las Leyes sean discutidas y compartidas amplia y profundamente, mediante mecanismos de Parlamento Abierto, como ya se ha hecho en otras entidades y como lo prevén las Leyes Generales y la lucha del movimiento nacional. No se trata de mesas y discusiones tan solo con expertos y mediante un lenguaje técnico, sino que la capacidad de legisladores y asesores debe ser justamente la de traducir en ley lo que se expresa desde la sociedad. [Sigue leyendo. Al final está el Anexo comparativo completo de la Ley de Desaparición GTO que, asimismo, se incorpora en seguido a través de Scribd]
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Finance, extraction and logistics as axes of the third neoliberal moment in Latin America

From Into the Black Box
This article is a draft version of a paper published for WOLG (Work Organisation Labour Globalisation), Vol. 13, No. 1, Logistical Gazes. Spaces, labour and struggles in global capitalism
Con la nozione di ‘operations of capital’, centrata sull’interazione tra le dimensioni della finanza, dell’estrazione e della logistica, autori come Mezzadra e Neison hanno fatto luce sul alcune ‘trasformazioni sotterranee del capitalismo’ che vanno ben oltre un’idea generica di neoliberismo come ‘circolazione egemonica di dottrine economiche e processi di deregulation e finanza’.
L’obiettivo di questo articolo é analizzare la forte articolazione di finanza, estrazione e logistica in America Latina con un focus sulla creazione di nuovi corridoi infrastrutturali nel continente durante la ‘terza fase’ dell’egemonia neoliberista nella regione. Questo articolo mette insieme elementi teorici provenienti dalla letteratura dei cosiddetti ‘critical logistics studies’ con un insieme di altre prospettive teoriche come quelle provenienti da autori come David Harvey, Giovanni Arrighi, Michel Foucault e Saskia Sassen; e fa interagire questo background teorico con la realtá latinoamericana, utilizzando categorie proprie della letteratura latinoamericanista e fonti documentarie e adottando una prospettiva trans-disciplinare.With the notion of ‘operations of capital’, focused on the interaction between the dimensions of finance, extraction and logistics, authors such as Mezzadra and Neilson have highlighted some ‘underlying transformations of capitalism’ that go well beyond a generic idea of neoliberalism as ‘the hegemonic circulation of economic doctrines or processes of deregulation and governance’.
The aim of this article is to investigate the strong articulation of finance, extraction and logistics in Latin America by focusing on the creation of new infrastructural corridors in the continent during the ‘third phase’ of neoliberal hegemony in the region. This article brings together elements from the so-called ‘critical logistics studies’ literature with a range of other theoretical perspectives, including insights from the work of David Harvey, Giovanni Arrighi, Michel Foucault and Saskia Sassen. It applies this theoretical background to the Latin American reality, drawing on regional-specific literature and general data using a trans-disciplinary perspective.
Introduction
In recent years, the concept of logistics has developed as an important theoretical lens for the analysis of contemporary capitalist transformations. In Latin America, however, this perspective has remained largely unexplored, despite growth in the planning and construction of important infrastructural projects and corridors, the multiplication of special economic zones and the rapid emergence of platform and ‘just in time’ economies throughout the entire region.
This is due, partially, to the overwhelming importance, in Latin America, of the concept of neoextractivism 1 and the so-called ‘Commodities Consensus’ (Svampa, 2013) and its necropolitical logic. Originally taking the form of the extraction of natural resources from the territory, primarily minerals and hydrocarbons, and on their large-scale exportation abroad in the form of commodities, this idea has recently been productively extended to other sectors (e.g. agribusiness, cellulose, fishing, also tourism) and to other social realms (e.g. to cities, via the phenomenon of gentrification). As a result, even the construction of infrastructure is now largely considered in the Latin American literature to be, almost exclusively, an extractive operation which has a significant impact on the territory as well as on the dispossessed populations, without considering its fundamental role in the advent of so-called supply chain capitalism.
In a recent article, Sandro Mezzadra and Brett Neilson (2015:1) proposed to connect the logic of extractivism and extraction both to finance, whose growing tendency is ‘to penetrate and subsume economic activity and social life as a whole’, and to logistics, ‘the art and science of organizing the turnover of capital to maximize efficiencies of transport, communication, linking, and distribution’. These two authors suggest that it is important to understand the way in which extraction, finance, and logistics interact and coexist in contemporary capitalism by using the concept of ‘operations of capital’, with an operation seen as ‘a moment of connection and capture that exhibits the materiality of even the most ethereal form of capital’.
We argue here that such an approach can be extremely powerful for capturing some interesting issues and analytical mediations that have, until now, remained hidden, despite the development of the concept of neoxtractivism, which draws attention to the extractive dimension at the expense of other dimensions of logistics and finance which articulate with extraction. At the same time, we also consider the emergence of a strong articulation of extraction, finance, and logistics as a specific pattern of what we call the ‘third neoliberal moment’ in Latin America, the first phase being that of dictatorships and monetary shifts during the late 1970s/early 1980s which served as a kind of ‘shock therapy’ that led to the brutal conclusion of the previous ISI (Import Substitution Industrialisation) model, and the second phase being the period of ‘transition’ to democracies that were managed by a series of new think tanks and international organisations in alliance with the USA.
Mezzadra and Neilson (2015:1) also observe that ‘many analyses that makereference to the concept of neoliberalism in a generic sense point to the hegemonic circulation of economic doctrines or processes of deregulation and governance without really taking stock of the underlying transformations of capitalism’. An analysis of the historical path of neoliberalism in the region and of its conflicts and discontinuities will enable a new way of understanding these transformations through both the endogenous and exogenous dynamics and tendencies that have been shaping capitalism in Latin America. If we understand that extraction, finance and logistics are, in fact, the emerging dimensions of today’s global scale capitalism, this approach in no way denies the unevenness of this development, or the historical, social and geographic specificities it incorporates.

Più di due mesi dopo la drammatica 
Hasta el corte del 2018, la Fiscalía General del Estado y el Poder Judicial, reportaron sólo 11 casos. Sin embargo, el Registro Nacional de Personas Desaparecidas y No Localizadas, hasta abril de 2018, reportaba 621 casos. Ese mismo registro actualizado, de diciembre de 2018 a diciembre de 2019, dio cuenta de 23 casos…y un histórico de 672 casos desde los años 60 a la fecha. No hay congruencia oficial. Según datos de la propia Fiscalía, del 2012 al 2018, hubo 13 mil 563 indagatorias por no localización. Se indicó que se localizó al 92.47%, pero 1,022 seguían desaparecidas de acuerdo a la definición de la Ley General. En el 2019, se iniciaron 2,202 investigaciones por no localización hasta el 30 de septiembre. Se indicó que se localizó al 80.42%. Es decir, quedaban 431 personas en calidad de desaparecidas en 2019. Ahora bien…existe un subregistro, una cifra negra de quienes no denuncian, más los casos registrados como secuestro, e incluso los casos anteriores al 2012, que de acuerdo al anterior Registro Nacional de Personas Desaparecidas…eran 718 personas, de las cuales no se sabe cómo terminó el proceso de investigación o localización. El total rondaría las 2,100 personas desaparecidas en Guanajuato. “Abrir Facebook todos los días, a toda hora recorrer muros virtuales, calles reales, y buscar…encontrar al rostro de las y los desaparecidos de México. Un crimen que va en contra de toda la sociedad, y que, junto con la oleada de violencia homicida descontrolada de los últimos cuatro años, arrastra también a Guanajuato…un estado que representa un antiguo y extinto oasis de paz, en donde siempre se dijo que no pasaba y no pasaría nada…pero hoy las personas que nos faltan ya son demasiadas” (Fabrizio Lorusso, académico Univ. Iberoamericana León).