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“Adonis, il pugile fantasma” – [video]

Questo 23 maggio 2017, in Repubblica Dominicana, ricorreva il terzo anniversario dall’entrata in vigore della controversa Ley 169-14, meglio nota come Ley de Naturalización. Con questo provvedimento, il Governo dominicano intendeva porre rimedio alla riforma costituzionale del 2013 che, applicando retroattivamente nuovi criteri per l’acquisizione della nazionalità, di fatto, aveva prodotto oltre 200.000 apolidi. Tuttavia, ancora oggi, a tre anni di distanza, sono pochissime le persone che hanno potuto regolarizzare il loro status, mentre la maggior parte degli afectados resta sospesa in un limbo giuridico nel quale sono negati tutti i diritti civili. Secondo stime dell’Organizzazione Mondiale delle Migrazioni (IOM), inoltre, tra il 2015 e il 2016, circa 100.000 persone ritenute irregolari, quasi tutte di origine haitiana, sono state rimpatriate ad Haiti, in un clima di crescente tensione e violenza.

Questa è la storia di Adonis, un giovane pugile di talento nato e cresciuto in Repubblica Dominicana, il cui sogno di riscatto si è infranto contro il muro della burocrazia e del razzismo. Il corto, realizzato da Raúl Zecca Castel, è stato adottato e diffuso da Amnesty International all’interno della campagna di sensibilizzazione contro l’apatridia.

Per visualizzare la versione inglese clicca qui, mentre per quella in francese clicca qui.

Di seguito riproponiamo la lettura del reportage “Da schiavi a zombi”, sempre a firma di Raúl Zecca Castel, originariamente pubblicato sull’edizione online del Corriere della Sera il 12 gennaio 2017.

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Los Invisibles – Gli Invisibili (documentario)

Sopra: Documentario completo in spagnolo composto da 4 cortometraggi del 2010-2011 sulla migrazione CantroAmerica-Messico-Stati Uniti e i suoi milioni di protagonisti “invisibili”. Per chi volesse vederlo coi sottotitoli in inglese riporto sotto le 4 parti sottotitolate. Segnalo bel reportage in spagnolo: La migración en la Ruta del Sur LINK 

Cada año, decenas de miles de personas dejan atrás sus hogares en Centroamérica y atraviesan México como migrantes irregulares. Viajan con la esperanza de llegar a Estados Unidos y de ver cumplida allí la promesa de trabajo y de una nueva vida. Pero con demasiada frecuencia sus sueños se convierten en pesadillas al afrontar uno de los viajes más peligrosos del mundo. El actor y productor mexicano, Gael García Bernal en colaboración con Amnistía Internacional, ha grabado un viaje lleno de abusos, secuestros, violaciones e incluso asesinatos a través de cuatro cortos, llamados Los Invisibles.

Parte I – Sottotitoli in inglese

At the start of their journey people are filled with hope of reaching the USA such as the young girl travelling with her family who dreams of visiting Seaworld. Filmed at a migrant shelter in southern Mexico, this film reveals the dangers that await them.

Parte II – Sottotitoli in inglese

Gael García Bernal talks to three women from Honduras who are travelling in search of a better life for their families. They are taking a huge risk. Six out of ten women who attempt the journey are sexually abused.

Parte III – Sottotitoli in inglese

Relatives in Central America may never know what happened to their loved ones. In El Salvador a mother tells us of her desperation at not knowing where her son is ten years after he left for the USA saying he’d call home in 12 days.

Parte IV – Sottotitoli in inglese

Despite the danger and the risks, the migrants will keep coming. They sleep rough, beg for food and grab lifts by clinging to the outsides of moving freight trains. Many are seriously injured, but there will always be those prepared to brave the journey.

Appello per i migranti in Messico e i diritti umani

Donna migrante, Veracruz, Mexico, 28 giugno 2009 © Amnesty  International (Foto Ricardo Ramírez Arriola)

Il nuovo rapporto di Amnesty International intitolato “Le vittime invisibili: migranti in movimento in Messico”, denuncia gli abusi contro i migranti irregolari che attraversano il Messico per dirigersi verso la frontiera statunitense con la speranza di una nuova vita, lontana dalla povertà. La maggior parte delle decine di migliaia di persone che affrontano il viaggio ogni anno provengono dall’America centrale.

Il loro viaggio è uno dei più pericolosi del mondo. I migranti e le migranti subiscono estorsioni, discriminazioni, maltrattamenti, violenze sessuali, sequestri e omicidi per mano di bande criminali. Molti dei casi segnalati nel rapporto mettono in luce il coinvolgimento di pubblici funzionari.

La mancanza di protezione e accesso alla giustizia fa dei migranti, specialmente donne e bambini, facili prede di bande criminali e funzionari corrotti. In più, la mancanza di azioni decisive da parte delle autorità federali e statali ha creato un clima di impunità tale che gli abusi sembrano essere permessi.

Il rapporto di Amnesty International si conclude con una serie di raccomandazioni alle autorità perché migliorino la protezione e l’accesso alla giustizia per i migranti.

Lic. Fernando Gómez Mont Urueta
Secretaría de Gobernación
Bucareli 99, 1er. piso, Col. Juárez
Delegación Cuauhtémoc
México D.F., C.P.06600 – MEXICO
Fax: (+52 55) 5093 3414

Egregio Ministro degli Interni,

Sono un simpatizzante di Amnesty International, l’Organizzazione non governativa che dal 1961 lavora per difendere i diritti umani in ogni parte del mondo dove vengono violati.

Sono migliaia i migranti irregolari che attraversano il Messico, tra cui donne e bambini, che subiscono maltrattamenti, sequestri, violazioni sessuali e anche uccisioni. Bande di criminali sembrano essere i responsabili della maggior parte di questi delitti, ma esistono indizi che mostrano il coinvolgimento anche di funzionari dello Stato.

I migranti che subiscono queste gravi violazioni dei diritti umani quasi mai fanno denuncia per timore di essere espulsi dal paese. Il risultato è l’endemica impunità di chi perpetra gli abusi.

Raramente le autorità concedono il permesso speciale ai migranti irregolari che sono vittime e testimoni di delitti. Nei confronti di queste persone e di tutti coloro che non possono dimostrare la legalità della loro condizione, viene applicato l’articolo 67 della Legge Generale della Popolazione che dispone il loro affidamento; vengono consegnati alle autorità che si occupano di migrazione.

La sollecito a far si che i migranti irregolari in Messico possano denunciare senza timore gli abusi di cui sono vittime o testimoni. In questo modo, si trasmetterà il messaggio che nel suo paese non si tollerano l’impunità né gli abusi contro i migranti.

Grazie per la sua attenzione.