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  • #AvenidaMiranda Puntata 42. Violeta Parra: cuore maledetto

    #AvenidaMiranda Puntata 42. Violeta Parra: cuore maledetto

    Violeta-Parra.jpg18 ott. – Violeta Parra è una delle figure più significative della musica e della cultura latinoamericana. Artista eclettica e inguaribile entusiasta, ha il merito di aver ridato dignità alla canzone popolare cilena – opera poi proseguita dal movimento della Nueva Canción Chilena.

    A un anno dalle celebrazioni per il centenario della nascita, Marco Dalla Stella dialoga con la giornalista Virginia Tonfoni, coautrice del fumetto Violeta: corazón maldito edito nel 2017 da Bao Publishing.

    Qui il PODCAST!

  • Cristo Messia Bolsonaro e il catrame

    Cristo Messia Bolsonaro e il catrame

    Cristo bolsonaro[Da Rio Bravo Blog l’Espresso – F.L.] Il Brasile ha un nuovo presidente, appartenente anche lui all’ormai virale e virulenta corrente di non pensiero politico, quella che accomuna in un fascio pecioso l’isterica Casa Pound e lo xenofobico Salvini, i supremi pallidissimi Trump e Bannon o il pernicioso Orban e compagnia. Per capirci: ci sono i non luoghi e i luoghi comuni, i pensieri complessi e, infine, i non pensieri, tipici degli acefali e dei non-morti. Non ho mai sentito nominare (invano) così tanto Dio e Gesù Cristo, accostati sempre al “Bene Supremo del Brasile e della Santificata Nazione” (eccetera, eccetera…), come nei discorsi del prossimo presidente del Paese sudamericano, Jair Messia Bolsonaro (si chiama proprio Messia, non è un errore, e il secondo nome se l’è scelto lui, non a caso).

    Profeta delle fake news, manipolatore universale del Whatsapp e parlamentare da oltre 27 anni, Bolsonaro s’è presentato come “anti-sistema” e ha vinto le elezioni del 28 ottobre al secondo turno col 55% dei voti contro Fernando Haddad, candidato erede dell’ex presidente Lula da Silva del Partito dei Lavoratori (PT). Bolsonaro ha registrato un’impennata nelle preferenze durante la campagna quando è stato accoltellato dopo un comizio e ha cominciato a inviare video live strappalacrime sui social dal letto d’ospedale: dopo la messa in croce è dunque risuscitato passando da Santo ad Apostolo e poi a Messia nel giro di pochi giorni.  (altro…)

  • ACTUALIZACIÓN DEL ÉXODO MIGRANTE. Comunicado 27 de octubre. Hacia Niltepec, Oaxaca #Caravana

    ACTUALIZACIÓN DEL ÉXODO MIGRANTE. Comunicado 27 de octubre. Hacia Niltepec, Oaxaca #Caravana

    WhatsApp Image 2018-10-26 at 12.21.09Costa de Chiapas, 27 de octubre 2018
    ACTUALIZACIÓN ÉXODO MIGRANTE
    Durante las primeras horas de la madrugada, las más de seis mil personas que integran el grueso del Éxodo Migrante emprendieron el camino para cubrir el tramo entre Arriaga, última localidad de Chiapas, y Tapanatepec, la primera del lado oaxaqueño. Cerca de las cinco de la mañana, en el kilómetro 32 de la carretera federal 200, tramo Arriaga-Juchitán de Zaragoza, 200 efectivos antimotines de la Gendarmería de la Policía Federal se desplegaron bloqueando el paso sobre la carretera. La hostilidad del operativo generó un ambiente de pánico, tensión y desgaste entre quienes integran y acompañan el éxodo, que impactó el resto de la jornada principalmente a niñas, niños y adolescentes.

    La actuación conjunta de la Comisión Nacional de Derechos Humanos y las Comisiones estatales de Chiapas y Oaxaca facilitó el diálogo entre la Policía Federal y una representación de la caminata migrante, que llego a buen término con el levantamiento del bloqueo policial. La divulgación de información del plan Estás en tu Casa y las opciones de regularización que ofrece –o más exactamente, obliga- fueron los argumentos utilizados por la policía y agentes de migración para justificar el hostigamiento y la violencia psicológica del operativo. Estas acciones violan todo acuerdo de vigilancia de medidas cautelares y de protección, y sirven como mecanismos de disuasión y fragmentación del éxodo. Ante el bloqueo, observamos la resistencia y organización pacífica de las personas migrantes, que privilegiaron el dialogo y la no confrontación. El gobierno mexicano continúa condicionando la ayuda en materia de trabajo, educación y salud a la regularización y, simultáneamente acciona operativos de detención y hostigamiento. Testimonios dan cuenta de la detención de un grupo aproximado de 20 personas, que iban a la cabeza del éxodo poco antes de la formación policial.  (altro…)

  • Il 28 ottobre brasiliano: ascesa di un fascismo periferico

    Il 28 ottobre brasiliano: ascesa di un fascismo periferico

    bolsonaro haddad

    di Pérez Gallo

    Un’elezione surreale

    Tra poche ore sapremo chi sarà il prossimo presidente del Brasile, al termine della campagna elettorale più assurda della storia, antica e recente, del paese sudamericano. Fino ad ora é successo di tutto: il candidato favorito, l’ex presidente Lula (del Partito dei Lavoratori, PT) é stato prima arrestato e poi impedito dalla giustiza elettorale, mentre il secondo nei sondaggi, l’estremista di destra Jair Bolsonaro ha ricevuto una pugnalata durante un evento elettorale e si é rifiutato di partecipare ai dibattiti con gli sfidanti. Nel primo turno elettorale Bolsonaro ha portato a casa una vittoria schiacciante (46%), inondando migliaia di gruppi di WhatsApp con 20 mila fake news grazie all’aiuto -pagato piú di 3 milioni di dollari- di 156 imprese “amiche”.

    Finalmente peró oggi sapremo chi governerá il paese nei prossimi quattro anni.

    O forse no, forse nemmeno a seggi chiusi si saprà chi sarà il prossimo presidente. Soprattutto se a spuntarla dovesse essere, come è improbabile ma non impossibile, il candidato petista Fernando Haddad, dato in crescita nell’ultima settimana e avvicinatosi a Bolsonaro. Secondo gli ultimi sondaggi la differenza tra i due —che all’indomani del primo turno era di 18 punti: 59% contro 41%— sarebbe ora oscillante tra gli 0 e gli 10 punti: 50-55% di Bolsonaro contro 4550% di Haddad. Questo in un contesto di volatilità senza precedenti, dove quasi un elettore su cinque decide il giorno stesso del voto.

    Forse non lo sapremo perché il candidato di estrema destra Bolsonaro, ex ufficiale resosi celebre per le sue dichiarazioni misogene, razziste, favorevoli alla dittatura militare che governò il paese tra il 1964 e il 1985, e favorevoli alla tortura e ai crimini di Stato, ha già annunciato a più riprese che riconoscerà solo il risultato che lo dovesse dare per vincente. Lo ha fatto avvalendosi dell’appoggio di una parte importante (ancora non è chiaro quanto, e questa è forse la maggior incognita del post elezioni) dell’esercito, rappresentata dal suo vice General Mourão e dai molti ufficiali candidati ed eletti nelle file del suo Partito Social Liberale (PSL). Lo ha fatto anche con l’appoggio delle più importanti chiese evangeliche e pentecostali che negli ultimi anni hanno ottenuto un potere enorme nella politica e nella società brasiliana grazie a capitali faraonici e un’azione sociale tenace nelle periferie e nelle favelas, dove sono riuscite a scalzare le militanze della sinistra tradizionale e delle correnti progressiste della Chiesa cattolica.

    Bolsonaro ha inoltre goduto del sostegno di molti settori strategici del capitalismo brasiliano e mondiale come i latifondisti dell’agro-business della soya e, come lo hanno rivelato i rialzi in borsa dopo la sua vittoria del primo turno, il grande capitale finanziario e speculativo transnazionale, sedotto dal programma iper-privatizzatore e di forti tagli ai diritti sociali tredicesima e ferie del consulente economico di Bolsonaro, il Chicago boy Paulo Guedes. Eduardo Bolsonaro, figlio del candidato reazionario e deputato federale appena eletto con il maggior numero di voti della storia brasiliana, ha già avvisato che nel caso in cui la vittoria di suo padre non fosse riconosciuta, per chiudere il Supremo Tribunale Federale basterebbe “un caporale e un soldato”. Un altro avvertimento lo ha dato la polizia federale quando, pochi giorni fa, ha fatto irruzione in molte università federali del Paese, violandone l’autonomia. Obiettivo dell’incursione: sequestrare “materiali antifascisti” di straordinaria pericolosità quali manifesti, volantini e adesivi, e mettere sotto indagine 181 docenti accusati di fare campagna elettorale per il PT in questi ultimi giorni in cui è proibito. E un avvertimento pare lo abbiano dato pure le milizie del narcotraffico, che venerdì hanno lasciato una macchina con un cadavere proprio di fronte alla Università Federale di Rio de Janeiro (UFRJ) mentre si stava svolgendo un’iniziativa antifascista. Avvertimenti continui, infine, li sta facendo l’ala più militante del bolsonarismo di base, con decine e decine di aggressioni a giovani di sinistra che hanno portato, in un caso, all’assassinio di un maestro di capoeira di Salvador da Bahia. E un altro omicidio ai danni di un sostenitore di Haddad nello stato del Ceará si é realizzato proprio mentre scrivevo queste righe.

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  • Esodo migrante in Messico: interviste radio. Actualización del éxodo migrante (Comunicado del 26 de octubre). Radio Zapatista

    Esodo migrante in Messico: interviste radio. Actualización del éxodo migrante (Comunicado del 26 de octubre). Radio Zapatista

    tapachula 1Radio Onda Rossa, La marcia partita dall’Honduras è arrivata in Messico

    Una compagna italiana si trova all’interno della marcia dei migranti che dall’Honduras è arrivata adesso in Messico. Una folla compatta che vuole arrivare negli Stati Uniti D’America.

    Come si stanno preparando in USA all’arrivo di questa marcia?

     

    Radio Popolare, Esteri di ven 26/10

    In viaggio con i migranti, dal Messico agli Stati uniti…Ad esteri il racconto dalla carovana della speranzaTapachula 2.jpg

    Costa de Chiapas, 26 de octubre 2018
    ACTUALIZACIÓN ÉXODO MIGRANTE
    Las más de seis mil personas que componen el grueso del Éxodo migrante recorrieron hoy el tramo más largo hasta el momento en su paso por Chiapas, entre las localidades de Pijijiapan y Arriaga.

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  • Asesinan a integrante de CODEDI en Santiago Astata, Oaxaca. Denuncia y solidaridad de las organizaciones sociales.

    A las organizaciones sociales
    A la Sección XXII
    A los medios libres de comunicación
    A los colectivos, grupos artísticos y pueblo en general.
    Con la rabia que nos invade, hacemos público el asesinato del compañero Noel Castillo Aguilar de 44 años, integrante del CODEDI, el día de hoy, 25 de octubre de 2018 a las 13:00 aproximadamente, en el crucero de Barra de la Cruz, perteneciente al municipio de Santiago Astata.

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  • ACTUALIZACIÓN DEL ÉXODO MIGRANTE. Comunicado y fotos 25 de octubre

    ACTUALIZACIÓN DEL ÉXODO MIGRANTE. Comunicado y fotos 25 de octubre

    Costa de Chiapas, 25 de octubre de 2018

    WhatsApp Image 2018-10-26 at 12.28.03

    Este día, las cerca de siete mil personas se trasladaron a tempranas horas de la mañana desde Mapastepec hasta Pijijiapan, e incluso algunos grupos lograron llegar a la ciudad de Tonalá. El apoyo comunitario, de organizaciones civiles, de base y religiosas sigue siendo la principal fuente vital y de esperanza para las personas en su recorrido. Asimismo, algunas instancias gubernamentales y organismos internacionales continúan dando seguimiento al Éxodo y se observó mayor acción por parte de los Ayuntamientos Municipales de Mapastepec, Pijijiapan y Tonalá, brindando atención médica y alimentación. Sin embargo, en la noche el ayuntamiento de Pijijiapan organizó un evento musical que impidió el descanso de las personas, luego se apagó el alumbrado público en algunas zonas y generó un ambiente enrarecido. Durante estos momentos, las personas que estaban consultando la posibilidad de retorno fueron trasladadas -de forma rápida y sin posibilidad de observación y protección de sus derechos-, por agentes de la Policía Federal y miembros del Ayuntamiento Municipal hacia la garita del Instituto Nacional de Migración (INM) en Echegaray; en la garita no hubo disposición para recibirlas y fueron instaladas en el albergue de Protección Civil ubicado en Pijijiapan.   (altro…)

  • ACTUALIZACIÓN DE ÉXODO MIGRANTE. Comunicado y fotos 24 de octubre

    ACTUALIZACIÓN DE ÉXODO MIGRANTE. Comunicado y fotos 24 de octubre

    Tapachula 24 de octubre de 2018

    tapachula 2.jpgHoy las más de siete mil personas se movilizaron de Huixtla hacia Mapastepec, hubo momentos en que la extensión de la caravana llegó a ser de casi 10 kilómetros. Aunque tuvieron un día de descanso y se perciben mecanismos de afrontamiento, buscando lograr cierta normalidad y construir comunidad, hay un desgaste visible por las  condiciones del desplazamiento forzado. Cada día más personas expresan el deseo de volver, tuvimos conocimiento de al menos 135 en su mayoría hondureñas, que buscan la forma de hacerlo; bien en contacto con la Comisión Nacional de Derechos Humanos (CNDH), organizaciones que acompañan, con autoridades, con consulados como el de Honduras o planteándose regresar caminando a la frontera.

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  • ACTUALIZACIÓN DEL ÉXODO MIGRANTE. Comunicado y fotos 23 de octubre

    ACTUALIZACIÓN DEL ÉXODO MIGRANTE. Comunicado y fotos 23 de octubre

    tapachula 4Tapachula 23 de octubre de 2018
    ACTUALIZACIÓN DE ÉXODO MIGRANTE
    Hoy evidenciamos que el uso del poder y la intimidación hacia las personas desplazadas forzadas y hacia las personas defensoras monitoreando para la observación, documentación y denuncia, es una estrategia para crear tensión y hostigamiento. Intentan asustar, quitar la motivación y minar el ánimo de las personas.
    La jornada de hoy fue de descanso para la mayoría de las más de siete mil personas del éxodo que está en este momento en Huixtla, Chiapas.
    Como parte del monitoreo se acompañó un grupo de 79 personas (52 hombres, 12 mujeres, 15 niñas y niños), que se habían quedado rezagadas y que salieron de Tapachula el día de hoy caminado. Al medio día, se registró un ataque injustificado y desproporcionado por parte de agentes de migración a este mismo grupo en el que se encontraban mujeres, niños y niñas terminando con la detención de al menos 8 personas. Después de la agresión se contabilizaron a 54 personas que se volvieron a agrupar asustadas y preocupadas por el resto y que gracias a la solidaridad de otras personas consiguieron llegar a Huixtla.
    Al medio día, en la frontera de Ciudad Hidalgo y Tecún Umán se observó la presencia de unas 10 personas del Instituto Nacional de Migración y al menos 20 agentes de la Gendarmería de la Policía federal armados. Agentes del INM solicitaban identificación a personas cruzando en balsas por el río, durante la observación detuvieron y se llevaron a un grupo de 30 personas. Mientras el INM hacía el registro los agentes de gendarmería estuvieron custodiando. Al ver que llegó el grupo a monitorear, los agentes se acercaron y vigilaron de forma intimidatoria tomando fotos y enviando mensajes, en algunos momentos incluso sobrevolaba un dron.

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  • Migranti d’America, la carica dei 7.500 sfida quattro governi @ilmanifesto #EsodoMigrante #Messico

    Migranti d’America, la carica dei 7.500 sfida quattro governi @ilmanifesto #EsodoMigrante #Messico

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    [di Fabrizio Lorusso, da Il Manifesto del 24/10/2018]

    Aggiornamento all’articolo. In nottata volontari o agenti con la giacca del “governo del Chiapas” hanno sparso gas tossici anti-zanzare, cioe’ hanno fatto la disinfestazione, proprio nella piazza dove dorminvano i migranti della carovana intossicando alcuni di loro. Intollerabile e in mala fede. 8 centroamericani che erano rimasti indietro sulla strada Tapachula-Huixtla sono stati sequestrati delle autorità migratorie e portati a Taopachula in un centro di reclusione. Gli altri che erano con loro sono stati vessati e bloccati prima di riprendere la marcia. ieri giornata di lutto per i due honduregni morti in incidenti, caduti dai camion su cui viaggiavano stipati. La carovana continua verso Mapastepec, 70 km a nord di Huixtla, sempre in Chiapas.

    La última frontera. La carovana degli honduregni in Messico dopo 10 giorni di marcia. Destinazione Usa. Trump: «Emergenza». E c’è una seconda carovana in arrivo. La presenza dei media offre la protezione che di solito qui manca. Ma molti finiscono comunque in arresto.

    Stanno sfidando il sole, la fame, le intemperie e l’opposizione di ben quattro governi i 7.500 migranti centroamericani, in gran parte dell’Honduras, che dal 13 ottobre marciano verso nord per raggiungere gli Stati uniti.

    È UN ESODO INEDITO per la quantità di persone che si sono unite per inseguire il “sogno americano” e, dopo dieci giorni consecutivi di marcia, gli ultimi tre in Messico tra Ciudad Hidalgo e Tapachula, gli integranti della carovana hanno deciso di fare tappa a Huixtla, nel Chiapas, a 70 km dal confine. «Oggi (ieri, ndr) riposano tutto il giorno e la notte, le loro forze sono esaurite», dice Rodrigo Abeja della Ong Pueblos sin Fronteras che accompagna la carovana.

    Grazie alla solidarietà della gente e ad alcune strutture preposte dalle autorità, i migranti hanno potuto lavarsi e rifocillarsi prima di passare la notte in rifugi temporanei e in accampamenti improvvisati nelle piazze del centro. Mentre si preparano per altri 2000 km di cammino, arriva la notizia di una seconda carovana di 1.500 persone partita domenica, che sta attraversando il Guatemala.  (altro…)