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Nuova lettera per la Chiquita Corp. in risposta alle loro giustificazioni

Nuova lettera di risposta dopo la presa di posizione di Chiquita Corp. sul boicotaggio internazionale contro l’impresa per i fatti dell’Honduras

Signor George Jaksch,

nella Sua lettera Lei cataloga come “voci totalmente prive di fondamento” le pubbliche e ripetute denunce effettuate dalle organizzazioni anti-golpiste dell’Honduras. Così come Luciana Luciani  della Chiquita-Italia le aveva apostrofate come “ridicole”.

Le parole leggere volano mentre i fatti –purtroppo- restano. E indicano in modo convergente e inequivocabile che la Chiquita, fedele alla sua opaca tradizione storica, ha sempre le mani in pasta nella vita interna dell’Honduras.

L’aumento del salario minimo del 60%, decretato dallo spodestato Presidente Zelaya, ha messo alla luce l’ostilità belligerante della Chiquita, che ha fatto quadrato con l’organizzazione padronale dell’Honduras (COEHP). La destabilizzazione del sistema democratico è stata aperta e militante, fino ad ottenere la deportazione del Presidente scelto dagli elettori.

Quando il Presidente Zelaya è stato sequestrato e deportato, quello stesso 29 giugno la COHEP ha emesso un comunicato apologetico sull’operato dei golpisti, dove preventivamente e cinicamente responsabilizzava la vittima per le azioni liberticide dei carnefici della democrazia honduregna.

La NIKE ed altre grandi multinazionali operanti nel Paese centroamericano hanno firmato un comunicato indirizzato al Dipartimento di Stato americano, in cui manifestavano la loro preoccupazione per l’interruzione violenta dell’ordine costituzionale, e prendevano le distanze dai golpisti. La Chiquita non figura tra i firmatari di quel documento, perché?

Ancor oggi, quando con la sospensione delle garanzie costituzionali e la restrizione drastica dei diritti individuali e sociali, l’Honduras risulta un vero e proprio Stato-delinquente, la Chiquita persevera sulla medesima rotta.

La compagnia che Lei rappresenta ha cambiato numerose volte i suoi connotati anagrafici nel tentativo di lasciarsi alle spalle un tenebroso passato. Non vogliamo infierire ricordando un rosario doloroso che attrasse l’attenzione di poeti e scrittori, tra i quali Pablo Neruda, Juan Gelman e Gabriel García Márquez.

Signor George Jacksh, approfittiamo della Sua disponibilità e Le chiediamo se è vero che un tribunale degli Stati Uniti ha condannato la Chiquita per aver finanziato l’organizzazione clandestina di estrema destra denominata “Autodefensas Unidas de Colombia” (AUC). Non a metà secolo scorso, ma quando si era già ribattezzata Chiquita.

La responsabilità sociale delle imprese e l’etica nella conduzione degli affari per definizione devono andare oltre il rispetto delle leggi nazionali e degli accordi internazionali che rappresentano semplicemente uno standard minimo operativo di partenza e non un obiettivo raggiunto da propagandare. Sul vostro sito istituzionale si dice addirittura che Chiquita “da oltre cento anni si impegna a migliorare le comunità in cui fa affari”, fatto che ci sembra quantomeno discutibile. A quali comunità si fa riferimento? A quali gruppi e interessi esattamente?

Proprio in Honduras negli ultimi anni sono continuate le denunce dei sindacati (SITRATERCO e COLSIBA) e delle ONG (BananaLink) per le violazioni di Chiquita ai diritti umani e lavorativi dei propri dipendenti come nel caso di Emelina Vásquez, molestata sessualmente da un superiore e in seguito licenziata.

Altri sindacati di settore dell’Honduras, come COSIBAH, informano che i loro membri che hanno contestato l’uso del pesticida basato sul chlorphirifos sono stati oggetto di mobbing e la compagnia ha cercato di estrometterli dalle piantagioni.

L’etica d’impresa significa a volte prendere posizione su temi riguardanti la sicurezza dei cittadini, dei lavoratori, della democrazia, dell’intorno sociale e politico e non solo del patrimonio aziendale e degli utili: la posizione di Chiquita riguardo al colpo di Stato del 28 giugno ci sembra chiara.

Lei dice che avete sottoscritto tutti i convegni nazionali ed internazionali che codificano la buona condotta e la moralità imprenditoriale.

Non deve convincere noi, bensì le forze sociali e i loro dirigenti che –solo qualche settimana fa – ribadivano che dietro il patibolare Micheletti e il club dei generali c’erano gli esponenti dell’imprenditoria nazionale e internazionale:

“ Miguel Facussé, Antonio Tavel Otero, Adolfo Facussé, Carlos Flores Facussé, Jorge Canahuaty Larach, Camilo Atala, Jorge Faraj, Rafael Ferrarí, Chucry Kafie, familia Kafati, United Brand (Chiquita Banana)”.

E’ dall’interno dell’Honduras che mettono sotto accusa la multinazionale che Lei rappresenta e difende. Sono i prossimi dirigenti della risorgente nazione centroamericana che dovreste cercare di convincere. Non noi, che li accompagniamo nella difesa dell’equità e una maggiore armonia sociale.

In America Latina soffia un vento di rinnovamento che sta spazzando i retaggi del trapassato storico. Sarebbe saggio adattarsi a questa nuova realtà ed evitare che il vento possa mutarsi in burrasca.

Comité  Internacional por el Boicot a Chiquita www.boicotchiquita.blogspot.com

VERSIONE IN SPAGNOLO – VERSION EN ESPAÑOL

Señor George Jaksch,

en su carta usted define como “rumores totalmente sin fundamento” las públicas y repetidas denuncias emprendidas por las organizaciones antigolpistas de Honduras. Así como Luciana Luciani de Chiquita-Italia las había caracterizado como “ridículas”.

Las palabras ligeras vuelan mientras que los hechos –desgraciadamente- se quedan. E indican de manera convergente e inequívoca que Chiquita, fiel a su opaca tradición histórica, siempre tiene las manos en la masa en la vida interna de Honduras.

El aumento del salario mínimo del 60%, decretado por el depuesto Presidente Zelaya, sacó a la luz la hostilidad beligerante de Chiquita, que cerró filas con la organización patronal de Honduras (COEHP). La desestabilización del sistema democrático ha sido abierta y militante, hasta obtener la deportación del Presidente escogido por los electores.

Cuando el Presidente Zelaya fue secuestrado y deportado, ese mismo 29 de junio la COHEP emitió un comunicado apologético sobre las acciones de los golpistas, donde preventiva y cínicamente responsabilizaba a la víctima por las acciones liberticidas de los carnífices de la democracia hondureña.

NIKE y otras grandes multinacionales que operan en el País centroamericano firmaron un comunicado, dirigido al Departamento de Estado estadounidense, en el cual manifestaban su preocupación por la interrupción violenta del orden constitucional, y tomaban distancia de los golpistas. Chiquita no figura entre los firmatarios de ese documento, ¿por qué?

Hasta la fecha, cuando con la suspensión de las garantías constitucionales y la restricción drástica de los derechos individuales y sociales, Honduras resulta ser un verdadero Estado-delincuente, Chiquita persevera en el mismo camino.

La compañía que usted representa ha cambiado en diversas ocasiones sus rasgos personales en el intento de dejar atrás un tenebroso pasado. No queremos ensañarnos recordándoles un rosario doloroso que llamó la atención de poetas y escritores, tales como Pablo Neruda, Juan Gelman y Gabriel García Márquez.

Señor George Jacksh, aprovechamos su disponibilidad y le preguntamos si es cierto que un tribunal de Estados Unidos condenó a Chiquita por haber financiado la organización clandestina de extrema derecha denominada “Autodefensas Unidas de Colombia” (AUC). No a mediados del siglo pasado, sino cuando ya se había rebautizado como Chiquita.

La responsabilidad social de las empresas y la ética en el manejo de los negocios por definición deben ir más allá del respeto de las leyes nacionales y de los acuerdos internacionales, que representan simplemente un estándar mínimo operativo de partida y no un objetivo alcanzado que pregonar. En su sitio institucional hasta se dice que Chiquita “desde hace más de cien años se compromete en mejorar las comunidades en las que hace negocios”, hecho que nos parece por lo menos discutible. ¿A cuáles comunidades se refiere? ¿A cuáles grupos e intereses exactamente?

Justo en Honduras en los últimos años se sucedieron las denuncias de los sindicatos (SITRATERCO y COLSIBA) y de las ONG’s (BananaLink) por las violaciones de Chiquita a los derechos humanos e laborales de sus empleados, como en el caso de Emelina Vásquez, acosada sexualmente por un superior y sucesivamente despedida.

Otros sindicatos de sector de Honduras, como COSIBAH, informan que sus afiliados que han contestado el uso del pesticida basado en chlorphirifos han sido objeto de mobbing y la compañía intentó expulsarlos de los plantíos.

La ética empresarial significa a veces tomar posición en temas que conciernen la seguridad de los ciudadanos, de los trabajadores, de la democracia, del entorno social y político y no sólo del patrimonio empresarial y de las utilidades: la posición de Chiquita ante el golpe de Estado del 28 de junio nos parece clara.

Usted dice que suscribieron todas las convenciones nacionales e internacionales que codifican la buena conducta y la moralidad empresarial.

No debe convencernos a nosotros, sino a las fuerzas sociales y sus dirigentes que –sólo hasta hace algunas semanas- repetían que tras el patibulario Micheletti y el club los generales estaban los exponentes del empresariado nacional e internacional:

“Miguel Facussé, Antonio Tavel Otero, Adolfo Facussé, Carlos Flores Facussé, Jorge Canahuaty Larach, Camilo Atala, Jorge Faraj, Rafael Ferrarí, Chucry Kafie, familia Kafati, United Brand (Chiquita Banana)”.

Es desde el interior de Honduras donde ponen bajo acusación la multinacional que usted representa y defiende. Son los próximos dirigentes de la renaciente nación centroamericana a quienes deberían intentar convencer. No a nosotros, que los acompañamos en la defensa de la equidad y una mayor armonía social.

En América Latina sopla un viento de renovación que está barriendo los legados del pretérito histórico. Sería sabio adaptarse a esta nueva realidad y evitar que el viento pueda convertirse en tempestad.

Comité  Internacional por el Boicot a Chiquita

www.boicotchiquita.blogspot.com

La risposta di Chiquita ® al boicotaggio invocato per i fatti dell’Honduras

Anversa, a 23 de septiembre de 2009

A la atención del Comité Internacional por el Boicot a Chiquita

Estimados señores:

Vi scrivo in risposta all’articolo pubblicato su http://www.boicotchiquita.blogspot.com/ che riporta le voci – totalmente prive di fondamento – circa un ruolo di Chiquita nei recenti sconvolgimenti politici in Honduras. Voglio essere chiaro e diretto: Chiquita non ha avuto alcun ruolo in questi eventi.

Il rispetto per le leggi locali, per le istituzioni e per le comunità costituisce il fondamento della nostra politica di responsabilità sociale. È una parte essenziale del nostro impegno nell’applicazione dei più alti standard legali, etici, ambientali e sociali. Le posso assicurare che intendiamo tenere fede pienamente e consistentemente a questo impegno, e che abbiamo seguito questa linea di principio anche in occasione dei recenti conflitti politici in Honduras.

Nel corso degli ultimi due mesi, siamo stati a stretto contatto con i nostri dipendenti in Honduras, con i vertici del sindacato locale SITRATERCO e con IUF presso i quali abbiamo chiarito la nostra politica di non intervento nelle locali dispute politiche.

Chiquita è stata la prima multinazionale – tuttora, l’unica americana – ad aver siglato nel 2001 un accordo quadro con IUF (International Union of Foodworkers) e con COLSIBA (Coordinadora de Sindicatos Bananeros), che garantisce a tutti i dipendenti nelle piantagioni di banane il rispetto delle Convenzioni Internazionali dell’ ILO. Dal 2004, inoltre, tutte le divisioni agricole di proprietà in America Latina sono certificate Sa8000, lo standard volontario di riferimento in materia di lavoro che si basa sulle convenzioni dell’ILO (International Labor Organization), la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo.

Non esitate a contattarci per qualsiasi ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti

George Jaksch
Senior Director Corporate Responsibility and Public Affairs
Chiquita Brands International

VERSIONE IN SPAGNOLO – EN ESPAÑOL

Anversa, a 23 de septiembre de 2009

A la atención del Comité Internacional por el Boicot a Chiquita

Estimados señores:

Les escribo en respuesta al artículo publicado en www.boicotchiquita.blogspot.com que cita rumores – totalmente sin fundamentos – acerca del papel de Chiquita en los recientes desórdenes políticos en Honduras. Quiero ser claro y directo: Chiquita no ha tenido ningún papel en estos acontecimientos.

El respeto por las leyes locales, por las instituciones y por las comunidades constituye el fundamento de nuestra política de responsabilidad social. Es una parte esencial de nuestro compromiso en la aplicación de los más altos estándares legales, éticos, ambientales y sociales. Les puedo asegurar que pretendemos tener fe plena y consistentemente a este compromiso, y que hemos seguido esta línea de principio también en ocasión de los recientes conflictos políticos en Honduras.

Durante los últimos dos mesese hemos estado en estrecho contacto con nuestros empleados en Honduras, con los vértices del sindicato local SITRATERCO y con IUF, con los cuales hemos aclarado nuestra política de no intervención en las locales disputas políticas.

Chiquita ha sido la primera multinacional – hasta ahora la única estadounidense – que suscribió en 2001 un acuerdo cuadro con IUF (International Union of Foodworkers) e con COLSIBA (Coordinadora de Sindicatos Bananeros), que garantiza a todos los trabajadores en las plantaciones de plátano el respeto de las Convenciones Internacionales del ILO. Asimismo, desde 2004, todas las divisiones agrícolas de propriedad en América Latina han sido certificada según Sa8000, el estándar voluntario de referencia en materia labora, que se basa en las convenciones de la ILO (International Labor Organization), la Declaración Universal de los Derechos Humanos y la Declaración de las Naciones Unidas sobre Derechos de los Niños.

No duden en contactarnos para cualquier otra aclaración.

Atentamente,

George Jaksch
Senior Director Corporate Responsibility and Public Affairs
Chiquita Brands International

Campagna mondiale di boicottaggio a Chiquita che appoggia il colpo di Stato in Honduras

chiquita ita

Campagna mondiale di boicottaggio a Chiquita
che appoggia il colpo di Stato in Honduras

Rispondendo all’appello del Frente Nacional contra el Golpe de Estado en Honduras http://contraelgolpedeestadohn.blogspot.com/2009/08/todos-organizar-el-boicot-contra-la.html), chiediamo il vostro apoggio per realizzare un BOICOTTAGGIO MONDIALE INDEFINITO contro la compagnia multinazionale CHIQUITA che, dietro le quinte, sta appoggiando i golpisti.

Per maggiori approfondimenti, consigliamo la lettura dei seguenti articoli:

Nicolas Kozloff:
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=88860 (in spagnolo)
http://www.counterpunch.org/kozloff07172009.html (in inglese)

John Perkins
http://www.informationclearinghouse.info/article23211.htm (in inglese)

Come aderire all’inziativa
1) No comprare banane Chiquita;
2) Diffondere il boicottaggio tra i vostri contatti;
3) Stampare su adesivi, magliette, poster, volantini il logo del boicottaggio;
4) Entrare nel portale della sede centrale della Chiquita a Cincinnati, OH (USA)
http://www.chiquita.com/CompanyInfo/ContactUs.aspx
e postare il seguente messaggio:
I DON’T BUY CHIQUITA BECAUSE IT SUPPORTS COUP DE ETAT IN HONDURAS

Se vi interessa il logo in altre lingue, lo trovate in:
www.boicotchiquita.blogspot.com

Consulta il Blog: http://resistehondurasita.blogspot.com/

Campaña mundial de boicot a Chiquita por su apoyo al golpe de Estado en Honduras

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Campaña mundial de boicot a Chiquita
por su apoyo al golpe de Estado en Honduras

Respondiendo al llamamiento del Frente Nacional contra el Golpe de Estado en Honduras http://contraelgolpedeestadohn.blogspot.com/2009/08/todos-organizar-el-boicot-contra-la.html),
les pedimos todo su apoyo para llevar a cabo un BOICOT MUNDIAL INDEFINIDO contra la compañía bananera CHIQUITA que, tras bambalinas, está apoyando a los golpistas.

Para ahondar en el tema, recomendamos la lectura del artículo de Nicolas Kozloff:

En español: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=88860
En inglés: http://www.counterpunch.org/kozloff07172009.html

y de http://www.informationclearinghouse.info/article23211.htm (inglés)

¿Cómo adherirse a la iniciativa:
1) No comprar productos Chiquita;
2) Difundir el boicot entre sus amigos, familiares y conocidos;
3) Imprimir en calcomanías, camisetas, posters, flyer el logo del boicot en su respectivo idioma;
4) Entrar a la página de la matriz de Chiquita en Cincinnati, OH (USA)
http://www.chiquita.com/CompanyInfo/ContactUs.aspx
y mandarle el siguiente mensaje:
I DON’T BUY CHIQUITA BECAUSE IT SUPPORTS COUP DE ETAT IN HONDURAS

Si quieren obtener el logo en otros idiomas, visiten:
www.boicotchiquita.blogspot.com

Le imprese e gli imprenditori collusi con il colpo di Stato in Honduras

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Diez familias financiaron el Golpe de Estado en Honduras – Dieci famiglie hanno finanziato il colpo di Stato in Honduras

El ansia de poder puede ser satisfecha completamente si se convence a la gente de amar su servidumbre, si se los educa desde jóvenes para eso.

Aldous Huxley 1894 – 1963

Los eventos del 28 de Junio de 2009 fueron planeados y ejecutados por un poderoso grupo empresarial liderado por Carlos Roberto Facussé, ex presidente de Honduras (1988-2002) y dueño del periódico La Tribuna y que, junto con los Diarios La Prensa y El Heraldo,  propiedad de Jorge Canahuati Larach y los canales de Televisión 2, 3, 5 y 9  además del apoyo de las Fuerzas Armadas de Honduras fueron los pilares fundamentales del golpe.

Contando con el apoyo político de miembros del Partido Nacional, Liberal, PINU-SD y Democracia Cristiana, incluida la Corte Suprema de Justicia y la Dirigencia máxima de la Iglesia Católica.

Este grupo se completa con Jaime Rosenthal y Gilberto Goldstein, dirigentes del Grupo Continental, el emporio que controla buena parte de la banca hondureña, la agro-industria y medios de comunicación como diario Tiempo y Canal 11.

El resto de los oligarcas que apoyaron el golpe contra Zelaya y que controlan el 90% de la riqueza que produce el país son:  Juan Canahuati, el financiero Camilo Atala, el maderero José Lamas,  el empresario energético Fredy Násser, Jacobo Kattán, el industrial azucarero Guillermo Lippman y el constructor Rafael Flores.

Además de contar con la bendición de los Políticos de Extrema Derecha de Estados Unidos y el Departamento de Estado, un personaje fundamental en esta conspiración fue el magnate Miguel Facussé, condecorado por el Senado colombiano en 2004 con la Orden Mérito a la Democracia, y quien hoy monopoliza el negocio de la palma aceitera y en 1992 participó en la compra obligada de tierras a los campesinos en la Zona Sur del país a menos del 10% de su valor real.

¿Por que lo hicieron? La respuesta es simple: Por temor a perder el control de la economía y la política de nuestro país. Ellos saben que una consulta popular (contemplada en la constitución como un recurso legitimo) podría haber abierto el camino para una Asamblea Nacional Constituyente que contaría con la participación de los Gremios Magisteriales, Obreros y Campesinos, así como otras fuerzas políticas además de los Partidos Tradicionales, Empresarios además de los Militares que usualmente han conformado las Constituyentes anteriormente establecidas en nuestro país y que siempre las han manipulado para beneficiarse económica y políticamente.

Esta también es la razón por la que pretenden darle una apariencia legitima al Gobierno Golpista, pues es necesario proceder a elecciones con la apariencia de que se vive bajo un sistema democrático pero arreglado para que siempre gane uno de los miembros de la argolla Político Empresarial del país.

Ese fue el Gran Pecado de Manuel Zelaya Rosales, llegó al poder como un presidente manejable por la Oligarquía pero eventualmente empezó a alejarse de la línea que se le enviaba desde los grupos de poder y sus representantes dentro del Congreso Nacional. Así, interpretando de forma antojadiza algunos párrafos de la constitución procedieron a declarar ilegal su intensión de consultar al pueblo y a planear la manera de evitar que se produjera la encuesta.

Mediante el uso de los medios de comunicación se empezó a satanizar todo lo relacionado con la consulta: Diciendo que si ganaba la 4ta urna se llevarían a los niños y que ya nadie podría ir a la Iglesia, que se iba a terminar la empresa privada y que nos iba a invadir Chávez, su táctica era simple: MIEDO.

Pese a que se le levantaron cargos por Violentar la Constitución de la República, cuando el Presidente Constitucional Manuel Zelaya fue secuestrado la mañana del 28 de Julio, no fue la Policía sino el Ejército quien ejecuto la orden a una hora ilegal para ello y sin presencia de fiscal alguno. Luego del secuestro no se le llevó a prisión como correspondía para iniciarle un Juicio Político, sino que fue llevado al aeropuerto y montado en un avión militar que, violando el espacio aéreo nicaragüense lo lleva a Costa Rica (todo ilegal desde el punto de vista de la Constitución).

Si tenía cargos en su contra ¿Porque se lo saco del país? Porque para los efectos del golpe de estado era imprescindible que Manuel Zelaya no estuviera en Honduras pues hubiera sido posible que la reacción popular e internacional lo colocara nuevamente en el poder. Se le amenazo con arrestarlo si regresaba y pese a que lo intento en dos ocasiones se le impidió la entrada (algo absolutamente ilegal desde el punto de vista de la Constitución de la República que los Golpistas pretenden defender) ¿Si querían arrestarlo porque no lo dejaron entrar?

Lo que realmente quieren es que nunca más regrese y para evitar que el pueblo se movilice para facilitar su retorno se amenaza (gracias al papel vergonzoso del Cardenal Rodríguez y otros religiosos) con un baño de sangre, responsabilizándolo de cualquier matanza que pudiera haber.

LITERALMENTE EL PUEBLO HONDUREÑO ES COMO UN SECUESTRADO QUE TIENE UNA PISTOLA APUNTADA A LA CABEZA, MIENTRAS EL SECUESTRADOR AMENAZA QUE SI SE INTENTA ALGO EN SU CONTRA VA A MATAR AL REHEN Y LA CULPA SERA DE QUIEN SE ATREVA A DESAFIARLO.

Pese al rechazo mundial al gobierno de facto, se llega a unas inútiles negociaciones en Costa Rica supuestamente orientadas a llegar a un acuerdo para regresar al Presidente a Zelaya su cargo pero que en realidad solo buscan ganarle tiempo a los golpistas para controlar la situación dentro del país y en el peor de los casos conseguir una amnistía general para todos los implicados a cambio de devolver la Presidencia a Zelaya siempre y cuando acepte ser atado de manos para no hacer una consulta popular.

RECUERDEN ESTO: La Oligarquía quiere que todo siga como siempre, mantener a toda costa el sistema político que ya controla para proteger sus intereses y para esto reciben el apoyo de los grupos ultra derechistas de exiliados Cubanos y Venezolanos de Estado Unidos y  también del Departamento de Estado, CIA, Senadores, Congresistas y Cadenas Noticiosas de ese país.

COMPRENDE: Que la gran mayoría de nuestro pueblo (mas del 70%) vive por debajo de la línea de la pobreza y que la clase media (solo un25%) sirve de escudo a la clase alta (5%) que controla toda la empresa privada  y mas del 90% del capital de nuestro país. Si la Democracia fuera real en Honduras el Congreso Nacional estaría lleno de Dirigentes gremiales, Obreros y Campesinos no de Empresarios, Abogados y Economistas que sirven de tapadera de los grupos de poder que les financian las campañas.

No podemos permitir que los lideres que son elegidos por el pueblo sean reemplazados por capricho de los poderosos simplemente porque no les gusta que les afecten los negocios.

Honduras no compra en Mall Multiplaza, compra en El Mayoreo y el Mercado Barandillas, no viste GUCI o GAP sino de bulto, no recibe atención medica en Honduras Medical Center sino en el Hospital Escuela (si hay medicinas). No se engañen, los pobres de este país no quieren quitarte el carro o los lujos a los ricos, solo quieren compartir una mejor distribución de la riqueza de la nación que unos pocos miles controlan y consumen a su gusto.

Eso no se llama Comunismo, se llama Justicia.

A CONTINUACION LA LISTA DE LOS NEGOCIOS QUE SON PROPIEDAD DE LOS GOLPISTAS, PARA QUE LOS CONOZCAS, NO CONSUMAS SUS PRODUCTOS Y LOS BOICOTEES POR LA DIGNIDAD DE UN PUEBLO QUE DICE ¡BASTA YA!

Diarios, revistas e imprentas:

La Prensa (Jorge Canahuati Larach)

El Heraldo (Jorge Canahuati Larach)

Diez (Jorge Canahuati Larach)

La Tribuna (Carlos Flores Facussé)

Hablemos Claro (Rodrigo Wong Arévalo)

Hablemos Claro Financiera (Rodrigo Wong Arévalo)

As Deportiva (Rodrigo Wong Arévalo)

Cromos (Rodrigo Wong Arévalo)

Estilo (Jorge Canahuati Larach)

Lithopress Industrial (Carlos Flores Facussé)

TV, cable, internet y telefonía:

Grupo Televicentro (Rafael Ferrari)

Canal 5 (Rafael Ferrari)

Telecadena 7 y 4 (Rafael Ferrari)

Telesistema 3 y 7 (Rafael Ferrari y Villeda Toledo)

MegaTV (Rafael Ferrari)

Canal 10 o TEN (Rodrigo Wong Arévalo)

Canal 54 (Jorge Faraj, Camilo Atala)

Multivisión (Rafael Ferrari)

Multidata (Rafael Ferrari)

Multifon (Rafael Ferrari)

Televicentro Online (Rafael Ferrari)

Tigo-Celtel (Antonio Tavel Otero)

Telemás (Gabriela Núñez)

45TV, La Ceiba (Rodolfo Irías Navas)

Televisión 8, Tela (Rodolfo Irías Navas)

Radios:

Emisoras Unidas (Rafael Ferrari)

HRN (Rafael Ferrari)

Radio Norte (Rafael Ferrari)

Suave FM (Rafael Ferrari)

Rock n’ Pop (Rafael Ferrari)

Vox FM (Rafael Ferrari)

XY (Rafael Ferrari)

94 FM (Rafael Ferrari)

Radio Satélite (Rafael Ferrari)

Radio Caribe (Rafael Ferrari)

Radio Centro (Rafael Ferrari)

Audiovideo (Miguel Andonie Fernández)

Radio América (Miguel Andonie Fernández)

Radio San Pedro (Miguel Andonie Fernández)

Súper 100 (Miguel Andonie Fernández)

La Moderna (Miguel Andonie Fernández)

Radio La Ceiba (Miguel Andonie Fernández)

Comunicaciones del Atlántico (Rodolfo Irías Navas)

Radio El Patio, La Ceiba (Rodolfo Irías Navas)

Stereo 92, La Ceiba, (Rodolfo Irías Navas)

Stereo 102.5, La Ceiba, (Rodolfo Irías Navas)

Romántica, 103.5 FM, La Ceiba (Rodolfo Irías Navas)

Radio Aguán, Colón (Rodolfo Irías Navas)

92.7 FM , Tela (Rodolfo Irías Navas)

91.5 FM , Tela (Rodolfo Irías Navas)

Bancos, corporaciones, consorcios

y manufacturas:

Grupo Ficohsa (Jorge Faraj Rishmagüi, Camilo Atala Faraj)

Banco Ficohsa (Jorge Faraj, Camilo Atala)

Interamericana de Seguros (Jorge Faraj, Camilo Atala)

Ficohsa Express (Jorge Faraj, Camilo Atala)

PSI Servicios Inmobiliarios (Jorge Faraj, Camilo Atala)

Dicorp, divisas corporativas (Jorge Faraj, Camilo Atala)

Fundación Ficohsa (Jorge Faraj, Camilo Atala)

Grupo Terra (Freddy Nasser)

Asin (Miguel Andonie Fernández)

Grupo Roble (Ricardo Maduro Joest)

Fondo Hondureño de Inversión Turística (Rafael Ferrari)

Teletón (Rafael Ferrari)

Grupo Dinant, Corporación Cressida (Miguel Facussé Barjum)

Químicas Magna (Miguel Facussé Barjum)

Cressida Industrial (Miguel Facussé Barjum)

Químicas Laser (Miguel Facussé Barjum)

Alimentos Dixie (Miguel Facussé Barjum)

Lactohsa (Schucry Kafie)

Corinsa (Jorge Canahuati Larach)

Grupo Televicentro (Rafael Ferrari)

Corporación Emisoras Unidas (Rafael Ferrari y Villeda Toledo)

Corporación Audiovideo (Miguel Andonie Fernández)

Exportadora del Atlántico (Miguel Facussé Barjum)

Embotelladora de Sula (Jorge Canahuati y Jorge Larach)

Comunicaciones del Atlántico (Rodolfo Irías Navas)

Fundación Covelo (Adolfo Facussé)

Banco Covelo (Adolfo Facussé)

Energía y combustibles:

Estos salían afectados por el contrato con PETROCARIBE

y los Proyectos Hidroeléctricos que estaban en proyecto

por parte del Gobierno de Zelaya.

Emce (Freddy Nasser)

Enersa, planta termoeléctrica (Freddy Nasser)

Río Blanco, planta termoeléctrica (Freddy Nasser)

Lufussa, planta termoeléctrica (Schucry Kafie)

Elcosa, planta termoeléctrica (Freddy Nasser)

Petróleos de Honduras (Hondupetrol) (Freddy Nasser)

Gasolineras Uno (Freddy Nasser)

Empresa Transporte y Maquinaria (Tramaq) (Freddy Nasser)

Energía y Transmisión (Enetran) (Freddy Nasser)

Semeh (Rafael Ferrari, Arturo Corrales)

Dinapower, biocombustible (Miguel Facussé Barjum)

Mall, supermercados, tiendas y productos:

Supermercado La Colonia (Mario Faraj)

Jetsereo (Ricardo Maduro Joest)

La Curacao (Ricardo Maduro Joest)

Tropigas (Ricardo Maduro Joest)

Mall Multiplaza (Ricardo Maduro Joest)

Diunsa (Mario Faraj)

Eleganza (Jorge Canahuati Larach)

Jorge J. Larach & Cía. (Jorge Canahuati Larach)

Comercial Larach (Jorge Canahuati Larach)

Proconsumo, (Kiwi, chemicol) (Miguel Andonie Fernández)

Xedex (Miguel Facussé Barjum)

Audaz (Miguel Facussé Barjum)

Ganex (Miguel Facussé Barjum)

Comidas, bebidas y churros:

Burger King (Rafael Ferrari)

Little Caesar´s (Rafael Ferrari)

Church´s Chicken (Rafael Ferrari)

Popeye´s (Rafael Ferrari)

Dunkin Donuts (Rafael Ferrari)

Baskin Robbins (Rafael Ferrari)

Pollo Campero (Rafael Ferrari)

Chilli´s (Rafael Ferrari)

Pizza Hut (Jorge Canahuati Larach)

Kentucky Fried Chicken (Jorge Canahuati Larach)

Agua Azul (Jorge Canahuati Larach)

Aquafina (Jorge Canahuati Larach)

Pepsi (Jorge Canahuati Larach)

Seven Up (Jorge Canahuati Larach)

Mirinda Naranja (Jorge Canahuati Larach)

Mirinda Uva (Jorge Canahuati Larach)

Teem (Jorge Canahuati Larach)

Enjoy (Jorge Canahuati Larach)

Adrenaline (Jorge Canahuati Larach)

Gatorade (Jorge Canahuati Larach)

Quanty (Jorge Canahuati Larach)

Be-Light (Jorge Canahuati Larach)

Link (Jorge Canahuati Larach)

SoBe Energy (Jorge Canahuati Larach)

Té Lipton envasado (Jorge Canahuati Larach)

Yummies Zambos, Tajaditas, Yuquitas (Miguel Facussé Barjum)

Yummies Ranchitas, Nachos, Jalapeños (Miguel Facussé Barjum)

Cappy, maíz con queso y Gorditos (Miguel Facussé Barjum)

Ziba´s, Papas y Anillitos de papa (Miguel Facussé Barjum)

Ziba´s Tosti Rica, Papas fritas (Miguel Facussé Barjum)

Ziba´s Francesa, Papas a la francesa (Miguel Facussé Barjum)

Taco del Rancho, Picante, Jalapeño y Barbacoa (Miguel Facussé Barjum)

Chicharrones del Rancho, Limón y Picosito (Miguel Facussé Barjum)

Mazola, Aceite y Margarina, Manteca Pura (Miguel Facussé Barjum)

Issima, Pasta de tomate La Rojita y Sofrito (Miguel Facussé Barjum)

Issima, Salsas para pastas Ranchera (Miguel Facussé Barjum)

Issima, Salsas para pastas Tomate y Albahaca (Miguel Facussé Barjum)

Issima, Salsas para pastas Con hongos y 3 quesos (Miguel Facussé Barjum)

Issima, Ketchup (Miguel Facussé Barjum)

Issima, Sopas de Pollo, Camarón y resollo Oriental (Miguel Facussé Barjum)

Issima, Spaguetti y Tallarines (Miguel Facussé Barjum)

Issima, consomé de Gallina y de Pollo (Miguel Facussé Barjum)

Leche Sula (Schucry Kafie)

Leche La Pradera (Schucry Kafie)

Leche en polvo Sula (Schucry Kafie)

Malteadas Sula (Schucry Kafie)

Jugos de Naranja y fruta Sula (Schucry Kafie)

Bebida Fristy Sula (Schucry Kafie)

Queso, Quesillo, Requesón Sula (Schucry Kafie)

Queso Cheddar, Gouda, Edam y Pecorino Sula (Schucry Kafie)

Mantequilla crema Sula (Schucry Kafie)

Margarina Sula (Schucry Kafie)

Mozarrella Sula (Schucry Kafie)

Yogurt Sula (Schucry Kafie)

Yogurt Gaymonts y Lait (Schucry Kafie)

Agua Sula (Schucry Kafie)

Frutas y vegetales Altima (Miguel Facussé Barjum)

Medicinas y farmacias:

Laboratorios Finlay (Jorge Canahuati)

Infarma (Miguel Andonie Fernández)

Mandofer (Miguel Andonie Fernández)

Farmacia Regis (Miguel Andonie Fernández)

Textiles y maquilas:

Grupo Lovable (Jesús, Mario y Juan Canahuati)

Textiles Río Lindo (Adolfo Facussé)

Hoteles:

Intercontinental (Ricardo Maduro Joest)

Transporte aéreo y terrestre:

Inter Airports (Freddy Nasser)

Catisa (Roberto Micheletti Baín)

Tupsa (Roberto Micheletti Baín)

Trasul (Roberto Micheletti Baín)

Equipos de fútbol:

Olimpia (Rafael Ferrari)

Motagua (Camilo Atala y Pedro Atala)

Selección de Honduras (Rafael Ferrari, Camilo Atala, Rafaél Callejas, Faraj y Kaffati)

El presidente de facto hondureño Roberto Micheletti,

en declaraciones que hizo a la prensa, dijo el lunes

que una de las directrices de su administración de

facto será favorecer a la empresa privada, pues

expresó que “SIN EMPRESAS PRIVADAS, NO LE

PODEMOS DAR SATISFACCIÓN A NADIE”.

Venezolana de Televisión / TeleSUR

Título de la Noticia: “Alrededor de 42 heridos deja represión

a protesta en Honduras” Párrafo 8.

http://www.vtv.gov.ve/noticias-internacionales/21737

Agosto 4, 2009 (mmaldonado)

¿Notas como se repiten los mismos nombres una y otra vez? Menos de 20 individuos controlan mas del 95% de la economía de nuestro país.

Evidentemente todo lo que quieren es controlar el poder político a fin de proteger sus intereses a expensas de más de 5 millones de hondureños que viven bajo la línea de la pobreza.