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Ayotzinapa quattro anni dopo: giustizia, memoria e veritá.
Cittá del Messico, 26 settembre 2018. Nel giorno del quarto anniversario della sparizione forzata dei 43 studenti di Ayotzinapa, migliaia di persone si sono riunite per manifestare ed esigere, ancora una volta, veritá e giustizia.
In Messico la sparizione forzata non solo ha raggiunto cifre preoccupanti ma anche modalitá sempre piú terribili. Negli ultimi mesi sono apparse ancora nuove fosse clandestine colme di corpi, mentre, nello stato di Jalisco, un camion-frigorifero ha trasportato per lunghe settimane decine di cadaveri data la mancanza di spazio nelle strutture che avrebbero dovuto accoglierli e identificarli.
Secondo il Registro Nazionale di Dati dei Persone Smarrite o Desaparecidas (RNPED), ad aprile di quest’anno sarebbero circa 37 mila le persone desaparecidas nel paese. La maggior parte di queste sono vittime di sparizione forzata.
Qui una breve galleria fotografica del corteo di ieri a Cittá del Messico.
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Parliamo di #Ayotzinapa 4 anni #Messico a #Esteri di @radiopopmilano con @chawkisenouci

A questo link potete ascoltare il podcast (dal minuto 6:50 al minuto 14) della puntata di Esteri del 26 settembre 2018, a 4 anni dalla sparizione forzata dei 43 studenti di Ayotzinapa nella cittá di Iguala, Messico. Link alternativo alla puntata di esteri.
Verità e giustizia per i 43 studenti di Ayotzinapa…Il Messico si mobilita nel giorno del quarto anniversario della loro sparizione nel nulla. L’incontro tra il presidente eletto, in carica dal 1 dicembre, Andres manuel lopez Obrador, e i genitori dei 43 ragazzi (Fabrizio Lorusso – Riccardo Noury)

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Ricerca di vita: Ayotzinapa 4 anni e i familiari dei desaparecidos in Messico

(di Fabrizio Lorusso – carmillaonline) Attualmente in Messico ci sono oltre 22.000 corpi non identificati nelle fosse comuni del servizio medico forense. La Commissione per i Diritti Umani ha registrato la presenza di 1.306 fosse clandestine con circa 4.000 corpi sepolti dentro. Sono oltre 37.000 i desaparecidos, la maggior parte dei quali sono vittime di sparizione forzata, cioè di un crimine commesso da funzionari pubblici direttamente o da altri criminali con la connivenza o l’acquiescenza di questi. Il 2017 è stato l’anno più violento della storia recente, superando il 2011 con oltre 30.000 omicidi dolosi, e il 2018 non promette bene dato che da gennaio ad agosto gli omicidi sono stati 21.857, il 20% in più rispetto all’anno prima. Viene ucciso in media da tre anni un giornalista ogni mese e sono almeno 360.000 i rifugiati interni, cioè decine di migliaia di famiglie che sono dovute fuggire in altri stati o emigrare all’estero. La cifra accumulata delle vittime di omicidio e femminicidio è di quasi 250.000 grazie a 12 anni di militarizzazione e paramilitarizzazione della sicurezza pubblica con il pretesto di una presunta guerra alla droga, che in realtà è funzionale alla protezione del capitale privato e finanziario e agli investimenti stranieri, durante le presidenze di Felipe Calderón (2006-2012) ed Enrique Peña Nieto (2012-2018). Questo bollettino di guerra non ha tolto la speranza a migliaia di persone che da anni, e in alcuni casi da decenni, lottano per la verità, la giustizia, la riparazione e la non ripetizione dei crimini e per sconfiggere corruzione e impunità.Tra questi sicuramente ci sono i genitori dei 43 studenti della scuola rurale di Ayotzinapa che da 4 anni lottano incessantemente per riavere i loro figli e sapere cosa è successo veramente perché “Vivi li hanno portati via, e vivi li rivogliamo”, come recita il lemma che dagli anni ’70 accompagna la lotta dei familiari dei desaparecidos in America Latina. Ne ha scritto molto bene Luis Hernández sul quotidiano messicano La Jornada: (altro…)
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Desaparición forzada en la UNAM: ante el olvido y el silencio, ponemos la memoria. De Colectivo @huellasmemoria


“Los monstruos existen pero son demasiado poco numerosos
para ser verdaderamente peligrosos;
los que son realmente peligrosos son los hombres comunes”.
Primo Levi
[Texto del Colectivo Huellas de la Memoria] Tristemente la historia política mexicana está signada por la sangre y la ignominia, que desde el siglo XIX ha sembrado una cultura criminal. En nuestro país, la criminalidad no puede considerarse sólo como una amenaza al Estado de derecho, sino como un factor que desarticula y rearticula las instituciones del Estado (Ruvalcaba, 2015).
Un saber complicado para la mirada extranjera es que, en nuestro país, las organizaciones criminales deben su efectividad al hecho de que son parte constitutiva de las fuerzas de control social.
Estamos próximos a la conmemoración de los 50 años del genocidio del 2 de octubre de 1968, en Tlatelolco, en donde el ejército mexicano masacró a una multitud pacífica que se encontraba en un mitin. Conocemos algunos hechos, pero seguimos desconociendo la identidad de las personas ejecutadas, hubo genocidio pero no se pudo acreditar a los responsables.
Mientras el Consejo Nacional de Huelga (CNH) construyó la memoria de aquellos días y ha nombrado a 150 personas muertas, periodistas que fueron acallados hablaban de una cifra que oscilaba entre las 200 y las 1500 las personas ejecutadas. Han pasado 50 años y pronto habrá más libros, películas y mesas de reflexión, pero a estas alturas no tenemos la información precisa de las personas muertas o cuyos cuerpos fueron desaparecidos, no hubo y no hay ningún responsable en la cárcel.
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#Desaparecidos y fosas en #Guanajuato: Video debate en @ZonaFrancaMX con @FabrizioLorusso @ray_sandoval @Arnoldocuellaro @laramosocl

Transmisión emitida por el medio Zona Franca el día 14 de septiembre de 2018.
Participan: Arnoldo Cuéllar, director del medio; Luis Alberto Ramos, Presidente del observatorio Ciudadano de Léon; Fabrizio Lorusso, periodista y académico de la Universidad Ibero León; Raymundo Sandoval, académico y activista defensor de derechos humanos. En esta liga el reporte de la periodista Edith Domínguez sobre la negación oficial del problema de las fosas y de los desaparecidos en Guanajuato. En este enlace la entrevista a Volga de Piña, , quien había comentado a Zona Franca hace pocos días que el estado de Guanajuato, al igual que otras entidades del país, está incumpliendo con la aplicación de la “Ley General en Materia de Desaparición Forzada de Personas, Desaparición Cometida por Particulares y del Sistema Nacional de Búsqueda de Personas”, misma que obliga a las localidades a tener organismos especializados en la localización de personas así como a mantener una comunicación estrecha con los familiares de las mismas. -
Videocolumna #Neoliberalismo #Egoismo #Economia vía @ZonaFrancaMX
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Si riaccende la lotta studentesca a Città del Messico

di Nino Buenaventura uscito contemporaneamente su infoaut.orgCittà del Messico. Mercoledì 5 settembre, gli studenti della Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM), la Universidad Autónoma Metropolitana, la Escuela Nacional de Antropología e Historia, la Universidad Autónoma de la Ciudad de México, el Insituto Politecnico Nacional e praticamente tutti i licei e istituti tecnici che ne dipendono hanno manifestato, componendo un corteo di più di 30.000 persone, contro la violenza dei porros, che due giorni prima aveva colpito la manifestazione del liceo UNAM, CCH-Azcapozalco.
I porros, letteralmente «ultras», sono in realtà gruppi di giovani e meno giovani, spesso provenienti da quartieri disagiati, ma non solo, che sono pagati da funzionari di partito, dirigenti universitari, servizi segreti, o istituzioni di diverso tipo, per attaccare manifestazioni o assemblee e per rompere i processi di organizzazione studentesca, che tanto fanno paura ai poteri messicani. Dagli anni ’50 i porros sono stati utilizzati per picchiare, terrorizzare e giustificare il successivo intervento militare, come fu evidente nel ’68 (con la repressione al movimento studentesco che portò al celebre massacro di Piazza Tlatelolco), nel ’71 (con un massacro simile i cui esecutori materiali erano stati proprio i gruppi porriles e paramilitari) e nel ’99 (con la violenta repressione della storica occupazione di 11 mesi dell’UNAM). Lo scorso 3 di settembre, gli studenti del CCH-Azcapozalco, un liceo pubblico che fa parte del sistema di educazione superiore gestito dall’UNAM, stavano manifestando davanti al rettorato dell’università per chiedere più maestri, il rispetto dei murales fatti dagli alunni, la rimozione di tasse scolastiche illegali, e più sicurezza per gli alunni. Il sistema dei licei della UNAM ha subito fortemente il taglio dei fondi pubblici degli ultimi anni per l’educazione arrivando a casi di aule fatiscenti e sovraffollate, con tanto di rapporti di 100 alunni per professore.
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Búsqueda de vida

[Columna publicada en Desinformémonos y Zona Franca por Fabrizio Lorusso] La búsqueda de vida se podría entender como la respuesta más inmediata a la pregunta: “¿Qué están buscando los familiares de personas desaparecidas?” Las investigaciones, los rastreos en campo y las búsquedas incansables que realizan los familiares en un sinnúmero de lugares a lo largo y ancho de la geografía nacional, con el fin de hallar con o sin vida a sus seres queridos, se resumen en un concepto emergente y potente que ha sido originado desde el propio discurso de las víctimas y de las organizaciones en lucha por nuestros desaparecidos en México.Esto ocurre en el contexto de la mal llamada “guerra al narco”, un conflicto armado que en realidad no es otra cosa sino una estrategia de militarización del país en el contexto de una guerra civil por recursos y rentas, lícitas e ilícitas, y termina siendo una estrategia represiva, de control social y biopolítico, contra las demandas populares y, especialmente, contra sectores vulnerables de la población como los jóvenes, las mujeres, los pobres, las comunidades rurales e indígenas, entre otros. La sociedad está atrapada en la guerra, en el medio de la impunidad, la corrupción, el despojo, las violencias, las desigualdades y el dominio del individualismo y del salvajismo de mercado en donde los últimos siempre serán los últimos. (altro…)
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La legge sull’aborto in Argentina: perché festeggiare la sconfitta

di Susanna de Guiofoto del collettivo Antena Negra Tv
Un misto tra rabbia e tristezza è ciò che ci resta in bocca al temine del voto del Senato argentino contro la legalizzazione dell’aborto. 38 voti contrari e 31 favorevoli, una assente e due astenuti, è tutto. Sono passate le due di notte e siamo in piazza dal mattino, al freddo invernale si è sommata la pioggia, che è scesa costante tutto il pomeriggio, come una maledizione.
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Cartografía de proyectos mineros en #Oaxaca (III parte) @surcooaxaca

La tercera parte de esta investigación retoma tres compañías extranjeras con proyectos mineros en la región del Istmo de Tehuantepec y parte de la Sierra Sur: Las canadienses Minaurum Gold Inc y Acapulco Gold Corp y la australiana Oz Minerals. Se realizaron 5 mapas que corresponden a los proyectos de estas compañías. Esta herramienta visual es para que las comunidades puedan ubicarse y saber si sus tierras ya han sido concesionadas. (Primera parte link – Segunda parte link ) – Link a la tercera parte.(Parte I: Proyectos de Gold Resource Corp. en Oaxaca)
(Parte II: Proyectos en el Distrito de Ixtlán)
(Descarga los mapas del Parte III. Dar Clic.)
Proyecto Santa Marta
En el sitio de Minaurum Gold Inc, revisado en julio 2018, se encuentra un mapa del proyecto Santa Marta, el cual ilustra dos concesiones mineras; éstas coinciden con las concesiones “Mar de Cobre” (231753) y “Jackita” (225472) en la Cartografía Minera de la SE. Las dos concesiones abarcan San Miguel Chimalapa y Santo Domingo Zanatepec, sumando un total de 7,110.3494 hectáreas. Los titulares originales de dichas Concesiones tienen vínculos con Minaurum. El Cofundador de Minera Cascabel, Peter Megaw, es uno de los Directores en Minaurum. El presidente de Minera Zalamera, David Jones, entre otro puestos en el sector minero, es Director y Geólogo en Minaurum y Director-Fundador de Acapulco Gold Corp, la compañía que maneja los proyectos Riqueza Marina, Zaachila y Zapotitlán. (altro…)