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  • INIZIATIVA DI SOLIDARIETA' BAMBINI DI HERMOSILLO – SOLIDARIDAD NIÑOS DE HERMOSILLO

    INIZIATIVA DI SOLIDARIETA' BAMBINI DI HERMOSILLO – SOLIDARIDAD NIÑOS DE HERMOSILLO

    Hermosillo (web_IMG_1661) da El Pino.

    Foto da: http://www.flickr.com/photos/provinciano/3637575934/

    RICEVO E DIFFONDO QUESTO INVITO DI MUJERES SIN MIEDO (DONNE SENZA PAURA) A CREARE UN FONDO PER COPRIRE LE SPESE LEGALI DELLE FAMIGLIE DEI BAMBINI MORTI AD HERMOSILLO, SONORA, MESSICO DURANTE L’INCENDIO DELL’ASILO “ABC”.


    Recibimos y difundimos esta invitación de nuestr@s herman@s de Mujeres sin Miedo a crear un fondo para cubrir los gastos legales de las familias de l@s niñ@s muert@s en la Guardería ABC de Hermosillo, Son.

    ¡Una vez más, QUE SE HAGA JUSTICIA!
    Difúndanla entre sus contactos
    Nosotr@s en Red
    www.nosotrasenred.org


    MENSAJE ORIGINAL – MESSAGGIO ORIGINALE

    Con respeto y compasión por la pena que sufren las familias y amigos de los niñ@s y fallecid@s en el incendio acaecido en la Guardería ABC de Hermosillo Sonora, el día 5 de junio, así como con indignación por los daños a niñ@s y adultos, a consecuencia de esa tragedia:
    Anunciamos a ustedes la apertura de la cuenta 0621312438 a nombre de: María del Carmen Huete Lira y/o Ofelia Medina, en BANORTE, CLABE 072180006213124382 para que los familiares de las víctimas, puedan hacer la denuncia penal contra los presuntos culpables de las muertes de niñ@s y daños a niñ@s y adultos, en dicho incendio.
    Invitamos a quienes sin otro afán que se haga justicia y sin ninguna implicación partidista, quieran contribuir a que las familias denuncien y en su momento demanden castigo ejemplar y reparación del daño a quienes  resulten culpables del homicidio de 47 infantes y los daños a los demás afectados en estos terribles hechos, a que hagan sus aportaciones a la cuenta y se mantengan informados a través del blog y el correo electrónico que para este efecto hemos creado.
    Entre otros quienes ya hemos aportado a esta cuenta estamos: Ofelia Medina, Carmen Huete, Humberto Robles, Begoña Lecumberri, Alberto Estrella, Víctor Carpinteiro, Ursula Pruneda, Patricia Díaz, Cecilia Suárez, Pedro Armendáriz, Fernando Becerril, Joaquín Cossío, Roberto Sosa, Teresa Ruiz, Francesca Guillén, Lucy Orozco, Miguel Rodarte, Sergio Arau, Gerardo Tort, Cassandra Ciangerotti.
    Por favor avisar de sus depósitos a: justiciaguarderiabc@gmail.com y/o de lunes a viernes de 10:00 a 15:00 a los teléfonos del Fideicomiso para la Salud de los Niños Indígenas de México A.C.: (55) 56 65 91 90 y (55) 51 71 37 05.
    Hacemos de su conocimiento el blog: www.quevivalainfancia.blogspot.com donde encontrarán una recopilación de las noticias de este lamentable suceso, así como actualidades y avances de nuestras aportaciones.
    Por “Mujeres Sin Miedo”:

    Ofelia Medina, Carmen Huete, Humberto Robles y Begoña Lecumberri


    * MUJERES SIN MIEDO http://mujeressinmiedo.blogspot.com

  • LA PAGINA WEB per i bambini morti ad Hermosillo, Sonora, México: si cercano traduttori all'italiano o inglese

    LA PAGINA WEB per i bambini morti ad Hermosillo, Sonora, México: si cercano traduttori all'italiano o inglese

    image002

    Si cercano dei traduttori volontari spagnolo – italiano o inglese per la pagina web dedicata ai bambini morti nell’asilo di Hermosillo una ventina di giorni fa.
    INVITO COMUNQUE A VISITARE LA BELLA PAGINA “ANGELI IN ATTESA”
    http://www.angelesenespera.org/
    REALIZZATA DA UN GRUPPO DI AMICI E ATTIVISTI CHE STANNO CERCANDO DI OTTENERE CHIARIMENTI E GIUSTIZIA.
    A QUASI TRE SETTIMANE DAL TRAGICO INCENDIO IN CUI RIMASERO UCCISI PIU’ DI 40 BAMBINI A HERMOSILLO, CPAITALE DELLO STATO DI SONORA (CONFINANTE CON GLI STATI UNITI), NON CI SONO ANCORA SEGNALAZIONI DEI RESPONSABILI DIRETTI E INDIRETTI.
    Articolo sui fatti:
    http://fabriziolorusso.wordpress.com/2009/06/12/foto-manifestazione-hermosillo-sonora-messico-per-i-bambini-morti/
    Un grupo de compas que están -estamos- dándole al movimiento social para exigir justicia por la tragedia de los niños, tienen website en el cual están solicitando translators,  por si sabes de alguien que pueda apoyar haznos saber por favor.
    Checa la solicitud de ayuda en http://www.angelesenespera.org/
    E Mail Contatto Contacto: kiktev@gmail.com Benji

  • Morto il poeta nicaraguense Raul Orozco

    Morto il poeta nicaraguense Raul Orozco

    Flag Nicaragua da erjkprunczyk.

    Vi riporto la mail di condoglianze per la morte di Raul Orozco, poeta nicaraguense, inviatami da alcuni amici poeti centroamericani. Sto scoprendo la sua opera e vi riporto in fondo alcune poesie e alcuni link affinché possiate conoscerla !
    Lamentablemente ayer miércoles 17 de junio, nuestro compañero y amigo o conocido poeta Raúl Orozco falleció en Managua, víctima de un fulminante cáncer.
    Sus funerales fueron ayer viernes 18. Se registra a Raúl como una de las voces más logradas en la poesía nicaragüense.
    Quien lo conoció y tuvo afecto por este poeta sabe lo que significa una pérdida de esta naturaleza.Los invito a compartir esta nota de duelo literario.

    Fraternalmente.
    Carlos Calero

    Un articolo sulla sua opera, del 2001:
    http://archivo.elnuevodiario.com.ni/2001/agosto/18-agosto-2001/variedades/variedades3.html
    Articolo sulla sua morte:
    http://nuevaya.com.ni/2009061750789/Noticias-Nicaragua/Poeta-Raul-Orozco-fallecio-a-consecuencia-de-enfermedad-natural.html
    Link alle poesie in spagnolo:
    http://www.ypoemas.com/R/Raul-Orozco.htm
    http://www.vivir-poesia.com/2003/04/raul-orozco/
    Ne traduco una breve all’italiano che si chiama:
    Nota de viaje

    Desde el fondo del Amor
    hasta el Centro de la muerte.
    ¡Qué periplo!
    Ningún lazarillo en el sendero.
    Sólo el corazón solo
    y una melodía contra todo el silencio.

    Appunti di viaggio
    Dal fondo dell’Amore
    fino al centro della morte.
    Che periplo!
    Nessuna guida sul sentiero.
    Solo il cuore solo
    e una melodia contro tutto il silenzio.

  • APPELLO VIA MAIL da SPEDIRE ALL'AMBASCIATA DEL PERU' in ITALIA

    APPELLO VIA MAIL da SPEDIRE ALL'AMBASCIATA DEL PERU' in ITALIA

    Potete spedire questa mail a
    embperu@ambasciataperu.it
    (ricordatevi di firmare in fondo)
    Signor Presidente,

    ho appreso con grande sgomento della violenza che nel Perù settentrionale
    ha provocato un grande numero di morti.
    Come Lei ben sa, le comunità indigene dell’Amazzonia peruviana hanno
    protestato in modo pacifico per mesi contro l’apertura delle loro terre alle
    compagnie del petrolio e del gas, effettuata senza il loro consenso.
    Secondo la legge peruviana e quella internazionale, gli Indiani amazzonici
    hanno diritto alla proprietà collettiva delle terre tradizionali, e nei loro
    territori non deve essere promosso nessun tipo di sviluppo senza il loro
    consenso. Nonostante questo, il Suo governo ha agito negando apertamente
    tali diritti.
    La demonizzazione di un’organizzazione indiana tanto rispettata quale l’AIDESEP, il discredito dei suoi leader e gli appellativi di “barbari”, “ignoranti” e “selvaggi” che Lei ha usato contro gli Indiani, sono inaccettabili e non fanno altro che esacerbare una situazione già tanto tesa.
    Le chiedo di sospendere immediatamente tutte le attività delle compagnie
    petrolifere e del gas nell’Amazzonia fino a quando il governo non avrà
    acconsentito a sedere a un tavolo di negoziazione con i rappresentanti
    indigeni. Le chiedo inoltre di intraprendere un’inchiesta imparziale e
    indipendente sui tragici fatti del 5 giugno.
    Cordialmente,
     Firma
    NOME E COGNOME

    june05-03 por Fabrizio Lorusso bis.

  • MASSACRO NELL’AMAZZONIA PERUVIANA

    MASSACRO NELL’AMAZZONIA PERUVIANA

     Diffuso dalla Associazione Amicizia e Solidarietà Italia Nicaragua

    Foto shock Perù:
     http://www.flickr.com/photos/fabriziolorussobis/sets/72157619607958839/
    Giovedì 9 aprile 2009 i dirigenti di 1350 comunità amazzoniche dichiararono l’inizio di un blocco  indefinito in tutta l’Amazzonia peruviana, come forma di protesta contro la politica neoliberalista del governo e in particolare contro una serie di decreti legislativi emanati dal governo aprista di Alan Garcia Perez, volti a favorire l’investimento privato nella foresta amazzonica, in particolare quelli di imprese petrolifere e di biocombustibili.  Tali decreti legislativi attentano ai diritti riconosciuti ufficialmente ai popoli indigeni e si impongono sulla volontá di questi, senza minimamente consultarli.  Nel 2008 contro questi stessi decreti le popolazioni indigene dell’Amazzonia peruviana diedero vita a una protesta nazionale per  piú di un mese, bloccando le vie di accesso alla foresta amazzonica e i principali interessi economici della regione (pozzi e pompe petroliferi, gasdotti, centrali idroelettriche).  Tale protesta fu sospesa per l’im pegno  del governo di derogare i decreto.  Nonostante ció, i decreti non furono derogati e lo Stato continuó la sua politica di favorire l’ estrazione, concendendo diritti a multinazionali anche nelle terre titolate alle popolazioni indigene.  Cosí le differenti organizzazioni indigene dell’Amazzonia peruviana, riunite a livello nazionale nell’associazione AIDESEP (Asociación Iteretnica de Desarrollo de la Selva Peruana)  ricominciarono la loro protesta determinata e pacifica, con la stessa strategia: paralizzare le attivitá economiche delle imprese presenti nella regione, occupando punti strategici e bloccando le vie di comunicazione.  Il blocco è andato avanti in modo forte e compatto in quasi tutta l’Amazzonia peruviana, le differenti etnie hanno dimostrato una forte unione e solidarietá. Il governo ha reagito in varie occasioni con l’indifferenza, la repressione e la criminalizzazione, utilizzando da una parte i suoi apparati di morte (militari e polizia) e dall’altra  i suoi fedeli servi professionisti nel distorcere l’informazione e occultare la veritá (televisioni e giornali), tutto questo in difesa dei soliti interessi economici che si impongono in tutto il mondo sulla vita della gente. Cosí ogni possibilità di dialogo è stata vana e, dopo aver accusato il rappresentante di AIDESEP di sedizione e terrorismo, è scattata una sanguinaria repressione.  Il 5 giugno 2009, dopo due mesi di lotta e resistenza indigena, lo Stato decide il massacro: si bombardano i villaggi, si spara contro uomini, donne e bambini. La gente che si era dichiarata disposta a morire per difendere le sue terre, la sua cultura, la sua vita, resiste a testa alta. Il risultato dell’azione dello Stato è un bagno di sangue, solo il primo giorno si contano 30 vittime e oltre 100 feriti,  un numero che potrebbe essere molto maggiore se si considera che  i militari stanno bruciando i corpi delle vittime affinché non si possano contare i morti e che i mezzi di comunicazione  non hanno accesso alle zone di conflitto.  Le popolazioni indigene non cederanno all’offensiva assassina dello Stato.  La solidarietá e forte in tutta la regione  e si allarga ad altri settori della societá: contadini non indigeni, lavoratori delle cittá amazzoniche, organizzazioni locali, missionari.  
     Perché lottano i popoli indigeni?
    I popoli indigeni  e i loro territori si appartengono reciprocamente, sono inseparabili. Per gli indigeni il territorio è l’embrione que diede inizio alla loro esistenza. La relazione dell’indigeno con il suo territorio è vitale, infatti questo gli fornisce alimentazione, casa e in quello gli si permette di riprodurre la sua cultura. Senza territorio non c’è vita.
    Per  la  societá occidentale, la terra gli appartiene quando dispone di un titolo di proprietá , per gli indigeni il proprietario è “la madre della terra”. Gli andini la riconoscono come la Pachamama, gli Shuar come Nugkui, gli Ashanika come Kipatsi,  e cosí ogni popolo.
    Per il mercato la terra acquisisce importanza monetaria ed è negoziabile, per gli indigeni ha importanza spirituale ed è sacra. Nella cosmovisione amazzonica non è esatto il termine “terra” ma quello di “territorio”,  con un concetto più ampio di intergrità come bene collettivo in iterdipendenza con la natura,
    Molti popoli amazzonici hanno basato la loro alimentazione sulla raccolta e il nomadismo e non sull’accumulazione di ricchezze. La tendenza attuale a promuovere la monocoltivazione in aree estense genera una maggiore fragilità dei suoli, cosí come le attività estrattive di acque, petrolio e gas, con un catastrofico impatto ambientale.
    Attualmente l’Amazzonia peruna ha 49 milioni di ettari di terra in concessione all’esplorazione e allo sfruttamaento di idrocarburi, corrispondenti al 72% di questo territorio. 
    I decreti in questione
    I decreti legislativi si impongono nell’ambito del Trattato di Libero Commercio firmato con gli Stati Uniti, trascurando le leggi internazionali che il Perú ha sottoscritto che stabiliscono il rispetto dei diritti indigeni e il loro diritto a essere interpellati per questioni che li riguardano, sanciti in particolare dall’Accordo 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro firmato nel 1989 (Nazioni Unite).
    Decreto 994: promuove investimenti privati in progetti di irrigazione per l’ampliamento della frontiera agricola. Considera di proprietá dello Stato tutte le terre irrigate di uso agricolo. Nell’Amazzonia le terre lungo i fiumi servono da fonte di sussistenza per le comunità, mentre lo Stato le considera terre improduttive da sfruttare.
    Decreto 1020: Promuove i prodotti agrari e la consolidazione della proprietá rurale per il credito. Stabilisce un marco normativo per ampliare l’accesso al credito agrario e incentivare la competizione e la modernizzazione. Favorisce la formazione di proprietà individuale, la parcellizazione e la disintegrazione della proprietá comunale.
    Decreto 1064: Stabilisce un regime giuridico per lo sfruttamento di terre di uso agrario. Elimina il diritto che stabilisce come necessaria la negoziazione con la comunità, affinché si realizzino attivita minerarie o idrocarburifere in territorio comunale senza il consenso della comunità.
    Decreto 1081: Crea un sistema nazionale di gestione delle risorse idriche e rappresenta un passo avanti verso la privatizzazione dell’acqua, risorsa fondamentale per la vita dell’Amazzonia. Si impone contro i diritti ancestrali delle comunitá suil territorio e contro le convenzioni internazionali.
    Decreto 1089: Cambia la normativa per la formalizzazione e la titolazione di terre rurali, favorendo la proprietà individuale rispetto a quella comunale, favorendo il loro inserimento nel mercato economico.
    Decreto 1090: È forse il più grave fra tutti i decreti. Approva la Legge Forestale e della Fauna Silvestre. Pretende di modificare la legislazione forestale, privando della definizione di “patrimonio forestale” circa 45 milioni di ettari di terra, o sia il 60% delle terre dell’Amazzonia peruviana. In questo modo è possibile sfruttare terre che prima erano in un certo modo protette. Dietro a tale decreto ci sono gli accordi del governo con gli imprenditori che vogliono investire nella produzione di etanolo e biocombustibili vari.    Non sono solo i mezzi di vita dei popoli indigeni quelli che stanno in gioco. La produzione di agro-biocombustibili ha favorito una concentrazione di ricchezza e proprietà senza precedenti, affidando la terra alle mani di poche imprese multinazionali che controllano i semi, la coltivazione di viveri, gli agrochimici, il processamento, il commercio le esportazioni e la distribuzione. I piccoli produttori sono privati di terre di alimenti, di sussistenza e di mercato, mentre i suoli, i boschi, i corsi d’acqua e gli ecosistemi sono saccheggiati e devastati.
    Decreto 1083: Promuove lo “sfruttamento efficente” e la “conservazione” delle risorse idriche da parte degli usuari che hanno maggiori risorse economiche emaggior accesso alle moderne tecnologie di uso dell’acqua, concedendo premi di diritto all’acque in base a un regime differenziato di redistribuzione economica.

    june05-16 por ti.

    RIPORTO ANCHE UNA MAIL-NOTIZIA IN SPAGNOLO: MATANZA EN LA AMAZONIA PERUANA
    Bueno este mail nos llego de amigos que estan en Bagua.
    Todo ha sido
    asqueroso, brutal, indignante………..
                                           Malena
    Estamos aquí en Bagua Chica.
    Hay demasiada información no posible de confirmar
    por el momento toda.
    Lo cierto:
    4 ciudadanos mestizos detenidos en
    comisaria de Bagua Chica.
    40 en Fortin Heroes del Cenepa en el
    Milagro.
    La fiscalia y DP han confirmado.
    En el hospital hay una relación de heridos que enviaremos más tarde (MINSA)

    Los que llegaron a ESSALUD y MINSA y estuvieron más graves fueron derivados a Jaen y la costa.
    Los líderes indígenas están dispersos escondidos en diversos
    lugares, hemos estado conversando con algunos, están esperando ver cómo avanzan las cosas.
    Todos quieren ir a la zona del enfrentamiento a la
    salida de Bagua Grande donde hay un contigente de los militares que no
    dejan pasar a nadie (se presume que ellos están escondiendo los
    cádaveres de los indígenas muertos)
    Los policias retenidos han sido
    liberados (22) otros 9 están muertos y otros
    6 no habidos, los indígenas que los retenian se han dispersado, no hay más
    datos por el momento.
    Más de 100 indígenas estuvieron retenidos en el Milagro en un
    mercadillo,
    fueron liberados y trasladados en 3 camiones en dirección a
    San Ignacio bajo la supervisión de la Defensoría del Pueblo. Esto con
    apoyo del parroco y la fiscalia. Fue un momento tenso, se presumia que
    tenían armas e iban a tomar el lugar por asalto pero, todo se calmo
    posteriormente.
    Estamos bajo toque de queda de 3 de la tarde a 6 a.m.
    pero, hemos podido recorrer la ciudad para visitar a algunos líderes
    awajun y verificar algunos datos como los que narramos.
    Estamos vaciando mayor información que tenemos registrada, se las pasaremos
    en la noche.
    Saludos, Jorge

    3598645641_9d09f05b42 por ti.

  • Manifestazioni a Hermosillo, Sonora, Messico per mostrare la rabbia ed esigere chiarezza sui bambini bruciati nell’asilo venerdì 5 giugno

    Manifestazioni a Hermosillo, Sonora, Messico per mostrare la rabbia ed esigere chiarezza sui bambini bruciati nell’asilo venerdì 5 giugno

    Hermosillo, Sonora.

    Guarderías Seguras.

    Manifestazioni a Hermosillo, Sonora, Messico per mostrare la rabbia ed esigere chiarezza sui bambini bruciati nell’asilo venerdì 5 giugno
    Leggilo anche su:
    http://www.globalproject.info/art-20109.html

    Nel pomeriggio del 5 giugno il cielo sulla città di Hermosillo, uno dei più luminosi della Repubblica degli Stati Uniti Messicani, ha cominciato a scurirsi prima del solito. Alle 3 pm di quel giorno l’asilo ABC si consumava tra le fiamme di un incendio che arrivava dalla parte attigua del medesimo edificio, un immobile di proprietà del Governo dello Stato di Sonora e usato come magazzino. Il fatto non avrebbe rappresentato nulla di grave se lì dentro non vi fossero stati circa 150 bambini.
    Al momento i bambini vittime delle fiamme e del soffocamento per il fumo sono 44. La tragedia ha commosso il paese intero tanto che i sindaci stranieri e le rappresentanze diplomatiche invitate dal sindaco di Città del Messico, Marcelo Ebrard, alla Fiera delle Culture Amiche hanno dedicato un minuto di silenzio per questa tragedia durante la cerimonia d’inaugurazione di sabato 6 giugno sotto l’Angel de la Independencia, uno dei principali monumenti e simboli nazionali.
    Si tratta del peggior dramma che si ricordi per questa città di 700mila abitanti, situata nel nord-ovest del Messico, fondata nel 1700 e, fino ad ora, celebre per la bellezza delle sue donne, per il suo calore estivo estremo (oltre i 45 gradi), per gli avvenimenti fondanti della Revolucion Mexicana e per la bontà delle carni che lì si cucinano. Ciononostante l’aroma della carne e i sorrisi delle donne di Hermosillo non dominano il paesaggio e forse nemmeno il sole brilla più come prima.
    A sei giorni dall’incendio nell’ormai tristemente conosciuto asilo ABC, le reazioni percorrono strade diverse dalla rabbia alla frustrazione e la tristezza in un moto di sentimenti a volte opposti e a volte convergenti. In questo contesto s’è realizzata la prima manifestazione pubblica in cui migliaia di cittadini (da 5 a 10mila secondo le stime) hanno camminato per le principali arterie della città per esprimere il loro dolore con cartelli arrabbiati e sguardi bassi. Un alone di sfiducia generale è scaturito dalla marcia e i partecipanti non hanno mancato di chiedere giustizia per un gravissimo incidente che, probabilmente, poteva essere evitato e implica responsabilità precise da far emergere al più presto.
     
    Articolo di: Benjamín Alonso Rascón
    Traduzione e adattamento: Fabrizio Lorusso
    Per approfondimenti segnalo anche questo link e quelli indicati nella pagina:
    http://www.bbc.co.uk/mundo/america_latina/2009/06/090609_2251_irregularidades_guarderia_irm.shtml
    Texto en español:
    Marchas en Hermosillo, Sonora, México, para mostrar rabia y exigir claridad sobre los niños quemados el viernes 5 de junio
    La tarde del 5 de junio de 2009 el cielo de la ciudad de Hermosillo, uno de los más iluminados en la república mexicana, empezó a ensombrecer antes de lo acostumbrado. A las 3 de la tarde de ese día la guardería ABC se consumía entre las llamas del fuego que llegaba de la parte contigua del mismo edificio, una bodega propiedad del gobierno del estado de Sonora usado como almacén. Nada extraordinario hubiera resultado el evento, de no ser porque allí adentro se encontraban alrededor de 150 niños. Hasta esta tarde del 11 de junio el fuego y el humo se han cobrado la vida de 44 niños. La peor tragedia de la que se tenga memoria en  esta ciudad de 700 mil habitantes, ubicada en el noroeste mexicano, fundada en el año 1700, famosa por la belleza de sus mujeres, por sus días de verano arriba los 45 grados centígrados y por la delicia de su carne asada.
    Pero hoy no inunda el aroma a carne asada ni las mujeres muestran su habitual sonrisa. Incluso tenemos licencia para creer que el sol no brilla como antes. A seis días del incendio en la guardería más famosa del mundo, la ABC de Hermosillo, las secuelas corren variedad de rutas todas marcadas por sentimientos profundos: tristeza, coraje, indignación. Una mezcla de impulsos a veces encontrados, a veces convergentes.
    En ese marco, la tarde de ayer se realizó la primera marcha en relación a la tragedia. Miles de hermosillenses (las estimaciones van de los 5 mil a los 10 mil) desfilaron por la principal rúa de la ciudad para expresar en pancartas y en rostros vacíos su dolor. Pero no sólo eso, pues no fueron pocos ni algunos, sino muchos y otros más los que dejaron salir ese hilo de descontento que todo indica ha nacido para crecer…

    Exigen justicia

    Manifestazione

    Odio e responsabilità

    Moltitudine.

    Ricordando.

    Marcha para los niños de Hermosillo

    In Marcia.

    Castigo ai responsabili.

     

  • LA FERIA DE LAS CULTURAS AMIGAS. Marcelo Ebrard e il rilancio dell'immagine di Citta' del Messico

    LA FERIA DE LAS CULTURAS AMIGAS. Marcelo Ebrard e il rilancio dell'immagine di Citta' del Messico

    Feria naciones amigas sab 6 junio 2009 Cartel por ti.

    Come diffuso dal comunicato dellIstituto Italiano di Cultura di Città del Messico nei giorni scorsi, dal giorno 6 fino al 14 giugno si tiene “La feria de las culturas amigas” (Fiera delle culture amiche) organizzata dal Gobierno del Distrito Federal per risollevare l’immagine della città dopo i gravi eventi legati all’epidemia dell’influenza.
    Le rappresentanze diplomatiche sono state pregate di intervenire dal GDF. Si tratta di un’opportunità per partecipare alla vita pubblica della città e per diffondere la presenza delle culture che convivono a Città del Messico. Per tutti i paesi è un’occasione di visibilità importante che consente di proporre le offerte culturali di ciascuno e di promuovere l’immagine del paese.

    Feria naciones amigas sab 6 junio 2009 Ebrard templete por ti.

    L’Istituto è presente a circa 100 metri dalla Diana Cazadora con uno stand sul marciapiede laterale di Avenida Reforma in cui vi è un’offerta di prodotti culinari italiani e viene promossa l’attività dei corsi di lingua e cultura italiana
    Sabato 6 giugno c’è stata l’inaugurazione dell’iniziativa con un discorso di Marcelo Ebrard e di altri membri del GDF di fronte alla stampa ed alle rappresentanze diplomatiche di quasi tutti i paesi presenti con ambasciate a Città del Messico. Ha parlato anche il Sindaco di Madrid che, nel suo discorso, ha voluto enfatizzzare la prontezza ed efficacia con cui il Governo della città ha saputo fronteggiare e limitare la diffusione dell’influenza nei mesi di aprile e maggio scorsi.

    Feria naciones amigas sab 6 junio 2009 Desfile URU VENEZ por ti.

    In effetti, anche il discorso di Marcelo Ebrard è stato di tipo “elettorale”, cioè ha sottolineato gli elementi positivi della rinascita turistica ed economica della capitale considerando che oggi finalmente “abbiamo una città più pulita, sicura e ordinata” di prima. Sembra quasi l’enunciato delle “cause occulte” della crisi-influenza sulle quali tano s’è speculato nei mesi scorsi, non senza cadere in esagerate dosi di dietrologia e teorie del complotto. Il rilancio dell’immagine della città (principale destinazione turistica del Messico) passerà da una serie di iniziative come concerti e attività organizzate nelle piazze e nelle strade del centro e dei numerosi quartieri coloniali della periferia come Coyoacan, che dopo due anni di lavori ha riacquistato la sua bellissima immagine originaria, o come San Angel e Tlalpan tra gli altri.. Ad ogni modo, la giornata di sabato, caldissima e soleggiata, è stata una vetrina per tutti i paesi che hanno sfoggiato stand colorati e prodotti industriali nazionali (come macchine e caffettiere, per esempio) e hanno offerto piatti tipici e informazioni utili agli oltre 100mila visitatori attesi.

    Feria naciones amigas sab 6 junio 2009 Stand Italia por ti.

    di Fabrizio Lorusso (http://fabriziolorusso.wordpress.com)

  • Curiosità e space oddities dal Costa Rica, elezioni e spicchi di Heredia (Valle Central)

    Curiosità e space oddities dal Costa Rica, elezioni e spicchi di Heredia (Valle Central)

    Laura Chinchilla PLN POLVORA y Mejor precio por ti.

    Foto: cartello elettorale di Laura Chinchilla “dura e onesta”, quasi da far paura dato che l’hanno sistemata affianco al cartello della vendita dei petardi e della polvere da sparo…poi sotto comunque dice, al migglior prezzo di Heredia! (viene anche economica la questione).

    Come testimonianza finale (?) di quello che ci si perde a non inserire il Costa Rica nelle proprie mete di vita, viaggio e delirio o studio (come nel caso del sottoscritto) eccovi (o eccomi visto che poi leggo solo io, e ci metto un altro paio di ??) alcune foto di curiosità e space oddities da Heredia centro, la cittadina di montagna (1300 m sul livello dell’Oceano Pacifico) incastonata come una perla decadente tra il Volcan Barva e il Volcan Poas, dove a gennaio vi fu il forte terremoto che fece 7 vittime se ancora qualcuno se lo ricorda).

    DIO SALONE DI BELLEZZA por ti.

    Foto: il salone di bellezza chiamato DIO ! Modesto ed economico anche questo. C’è il numero di telefono nel caso…

    Capisco anche che le fotografie che in questi giorni ha pubblicato il giornale spagnolo El Pais con gli amici dei capi e, in particolare, del nostro presidente del consiglio Silvio Berlusconi possono risultari più cocenti e interessanti ma queste sono un diversivo decente ecco…tra una Noemi e l’altra…

    Laura Chinchilla PLN por ti.

    Scherzi a parte, anche a Heredia e in Costa Rica c’è la campagna elettorale per le presidenziali del 2010 e il PLN del Presidente nobel per la pace, Oscar Arias, (Partido Liberacion Nacional, socialdemocratico a parole ma molto liberista nei fatti) si sta orientando a scegliere una donna, Laura Chinchilla, come candidata alle elezioni mentre il PAC (Partido Accion Ciudadana, seocndo partito del paese) sembra voler escludere la candidata donna di colore, Epsy Campbell. Anzi, purtroppo come mi dicono dalla regia, Epsy è stata proprio esclusa definitivamente in favore di Otton Solis.

    DOG TOR veterinario por ti.

    Foto: umorismo costaricano, il veterinario dogtor. Senza commenti…

    Quasi dimenticavo, ecco comunque il video di presentazione di Epsy:

  • Heredia, Costa Rica. La Taquería del Barrio Fátima


    Ecco un video trasmesso dalla televisione della Costa Rica sulla trattoria familiare del signor (“don”) Jesús Castro y señora Cecilia che da tantissimi anni gestiscono una taqueria nel quartiere popolare di Fatima, a Heredia, Costa Rica. Qui in Costa Rica i Tacos non sono come quelli messicani, ma sono fatti con una tortilla fritta e dura (tostada), avvolta intorno a della carne di pollo o di manzo che in Messico si chiamerebbe “flauta” piu’ che taco…Altra specialita’ della Taqueria Fatima e’ il raviolo: anche qui, niente a che vedere col raviolo italiano ma semplicemente una variazione sul tema che poi finisce per sfociare nel delirio culinario inventivo puro, indescrivibile.
     Tutta la famiglia ci lavora e affittano anche degli appartamenti, uno dei quali é stato la nostra dimora per 4 mesi (mia e del compañero di avventure, Diego Lucifreddi, altro italiano perduto in quel di Messico DF). Ora, in data 2 giugno, festa della Repubblica, ce ne separiamo definitivamente, ma lascio qui un ricordo per chi lo voglia condividere… Arriba Heredia (anche se ha perso la finale del campionato di calcio contro il Liberia Mia la settimana scorsa !) y arriba Barrio Fatima.
    Una nota e un saluto speciale ai ragazzi e alle ragazze del Bar Colombia, vero e proprio avamposto “paisa” colombiano in terra tica, da non perdere in Calle 6 a un isolato dal Parco de los Angeles e dalla chiesa grande.

  • L'interpretazione della relazione esterna in America Latina: i modelli di continuità e ritorno nell'analisi sociale regionale

    L'interpretazione della relazione esterna in America Latina: i modelli di continuità e ritorno nell'analisi sociale regionale

    Colombia. Bogotà. Nord e Sud murale por ti.

    Riporto il link e i riassunti di un articolo accademico pubblicato in spagnolo sulla Rivista Universum della Università di Talca in Cile.
    Riferimento: Revista Universum N: 23 Vol.2: 128-135 , 2008. Link al testo integrale:
    http://www.scielo.cl/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S0718-23762008000200007&lng=es&nrm=iso&tlng=es
    La interpretación de la relación externa en América Latina: Los patrones de continuidad y retorno en el análisis social de la región
    Fabrizio Lorusso (*)
    (*) Posgrado en Estudios Latinoamericanos, Facultad de Filosofía y Letras (FFyL). Maestro en Administración de Empresas por la Universidad L. Bocconi de Milán, Italia. Maestro en Estudios Latinoamericanos por la UNAM (México) y actualmente Doctorando en Estudios Latinoamericanos en la UNAM.
    Dirección para correspondencia


    RESUMEN
    El artículo trata de evidenciar el camino histórico, los alcances y, asimismo, los límites teóricos y explicativos de las concepciones más difundidas en parte de la academia latinoamericanista y su análisis social acerca de la inserción internacional de América Latina y sus relaciones con el resto del mundo. Se utilizan, como marco de referencia, las principales interpretaciones de los procesos de la globalización que han ido conformando distintas “escuelas de pensamiento” o teorías que podemos clasificar en transformación, novedad, continuidad y retorno, siendo estas últimas las más apreciadas en los Estudios Latinoamericanos e incluso en la opinión pública de la región.
    Palabras claves:
    América Latina – Relación externa – Globalización – Continuidad – Retorno – Análisis social.


    ABSTRACT
    The article aims to underline the historical path, the scope as well as the theoretic and explanatory limitations of the most wide spread conceptions in latinamericanist academy and its social analysis about international insertion of Latin America and its relations with the rest of the world. As a reference frame, mainstream interpretations of the processes of globalization are used, which have been shaping different schools of thought or theories that can be classified in transformation, novelty, continuity and return, being the last two ones the most considered in the Latin American Studies field and even in the public opinion of the region.
    Key words:
    Latin America – External relation – Globalization – Continuity – Return – Social analysis.