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Raccolte di poesie di Mario Benedetti

Foto di: http://www.flickr.com/photos/ricardopizana/
Ecco alcuni link con le collezioni e raccolte di poemi dell’uruguaiano Mario Benedetti, recentemente scomparso, in spagnolo:
http://www.poesiaspoemas.com/mario-benedetti
Qui c’è un libro intero e altri estratti (in spagnolo):
http://www.scribd.com/doc/3047308/Mario-Benedetti-Coleccion-de-poemas
http://www.scribd.com/doc/9656038/Mario-Benedetti-Antologia-Poetica
Traduzioni del sottoscritto dallo spagnolo all’italiano (Twitter @FabrizioLorusso LamericaLatina.Net)
NO TE SALVES ME SIRVE Y NO ME SIRVE
HAGAMOS UN TRATO / FACCIAMO UN PATTO
HOMBRE QUE MIRA AL CIELO / UOMO CHE GUARDA AL CIELO
HOMBRE QUE MIRA A TRAVES DE LA NIEBLA / UOMO CHE GUARDA ATTRAVERSO LA NEBBIA
LA CULPA ES DE UNO / LA COLPA E’ DI UNO
ES TAN POCO / E’ COSI’ POCO
TACTICA Y ESTRATEGIA / TATTICA E STRATEGIA
Qui sotto riporto invece una lettura di Mimmo Pelini. Si tratta di una bellissima poesia di Dino Campana, delirante, ritmica e ancora poco conosciuta: Batte Botte !
Lascio un piccolissimo contributo personale alla causa della poesia (di seguito lista delle opere di Mario Benedetti):
EL LLANTO DE LOS TAMBORES
Escucha el llanto
de los tambores sobre las manos
la conmoción del mar airado
el despertar de la luna demediada
el engaño de un juego de palabras
muerde las líneas de mi cuaderno
que huyen sin sentido
como la otra mitad de la luna
tímida y silente
cuando gritan los tambores.
IL PIANTO DEI TAMBURI
Ascolta il pianto
dei tamburi sulle mani
la commozione del mare adirato
il risveglio della luna dimezzata
l’inganno di un gioco di parole
morde le righe del mio quaderno
che fuggono senza senso
come l’altra metà della luna
timida e silente
quando gridano i tamburi.
LA T.V.
En un eructo de sentencias surrealistas
en la cumbre del derecho a no opinar
masticamos un espejo de mentiras
con nuestra visa de por vida a ver tele,
la que nos brinda toques maravilla
de eléctrico alcance mediático.
afónico escucho al medio del mundo,
en segundos
y es efímero bostezo dentro y fuera,
absurdo me veo reflejado en pantalla
entre pixeles y bobos intelectos
guiando-me-(he)perdido la pista
dentro de rachas de ojos pálidos.
LA T.V.
In un’eruzione di sentenze surrealiste
all’apice della facoltà di non rispondere
mastichiamo uno specchio di menzogne
col nostro visto permanente per vedere tivvù
che ci regala scosse meraviglia
d’elettrica portata mediatica.
Afono ascolto il mezzo del mondo, secondi
ed è sbadiglio effimero dentro e fuori
assurdo mi vedo riflesso sullo schermo
nei pixel di stupidi intelletti,
guidando-mi-son perso (la pista)
dentro raffiche di occhi pallidi.
MIS OTROS OJOS Y PALABRAS
MIS
Poema o rompecabezas de fraseos robados a mis normalidades
locura goteando sobre una hoja que voltea embriagada
tambaleando fría por culpa del viento coqueto e infeliz
OTRO S
Busco una aproximación lateral a tu vicio de ingenuidad,
falsa-verdadera-miente la ciudad de otros,
expresión sin baricentro de amor oculto
y venidera falta de orientación por un susto
OJOS
Me ayudarán los pocos sobrevivientes
de la originalidad de tus caricias y ojos amantes
tu saber y sabor estético, lo entredicen todo
Y…
Como fuera todo mal olor y hongos
en la frágil evocación de un húmedo recuerdo
vamos encomiando a la bella memoria vanidosa
como mi golondrina de carboncillo que volaba en la tapicería
PALABRAS
La niñez aprendió la palabra incorrupta
creció en mágicos universos de novedades amenas
y envejeció por la ingrata costumbre de no ver más sorpresas
I MIEI ALTRI OCCHI E PAROLE
I MIEI
Poema o rebus di fraseggi rubati alle mie normalità
follia gocciolando su una pagina che gira ubriaca
tentennando fredda per colpa del vento civetto e infelice
ALTRI
Cerco un’approssimazione laterale al tuo vizio d’ingenuità
falsa-vera mente la città di altri,
espressione senza baricentro dell’amore occulto
e futura mancanza d’orizzonte per uno spavento.
OCCHI
Mi aiuteranno i pochi sopravvissuti
dell’originalità delle tue carezze e occhi amanti
il tuo sapere ed il sapore estetico rinnegano tutto
Y…
Come se tutto fosse cattivo odore e funghi
nella fragile evocazione di un umido ricordo
lodiamo la bella memoria vanitosa
come la mia rondine di carboncino che volava sulla tappezzeria
PAROLE
L’infanzia ha imparato la parola incorruttibile
è cresciuta in magici universi di novità leggere
ed è invecchiata per l’ingrata abitudine di non scorgere più sorprese.
Poetiche menzogne e traduzioni di Fabrizio LorussoOpere da Wikipedia
L’opera di Mario Benedetti è costituita dalle seguenti pubblicazioni: Racconti
- Questa mattina e altri racconti (Esta mañana y otros cuentos), 1949.
- Montevideiani (Montevideanos), 1959.
- Informazioni per il vedovo (Datos para el viudo), 1967.
- La morte e altre sorprese (La muerte y otras sorpresas), 1968.
- Con e senza nostalgia (Con y sin nostalgia), 1977.
- Geografie (Geografías), 1984.
- Ricordi dimenticati (Recuerdos olvidados), 1988.
- Depistaggi e franchezze (Despistes y franquezas), 1989.
- Cassetta delle lettere del tempo (Buzón de tiempo), 1999.
- L’avvenire del mio passato (El porvenir de mi pasado), 2003.
Drammi
- Il reportage (El reportaje), 1958.
- Andata e ritorno (Ida y vuelta), 1963.
- Pedro e il capitano (Pedro y el Capitàn), 1979.
Romanzi
- Chi di noi (Quién de nosotros), 1953.
- La Tregua, 1960.
- Grazie per il fuoco (Gracias por el fuego), 1965.
- Il compleanno di Juan Ángel (El cumpleaños de Juan Ángel), 1971.
- Primavera con un angolo rotto (Primavera con una esquina rota), 1982.
- La borra del café, 1992.
- Impalcature (Andamios), 1996.
Poesia
- La vigilia indelebile (La víspera indeleble), 1945.
- Solamente nel frattempo (Sólo mientras tanto), 1950.
- Poemi dell’officina (Poemas de la oficina), 1956.
- Poemi dell’attuale (Poemas del hoyporhoy), 1961.
- Inventario uno (Inventario uno), 1963.
- Nozione di patria (Noción de patria), 1963.
- Vicino prossimo (Próximo prójimo), 1965.
- Contro i ponti levatoi (Contra los puentes levadizos), 1966.
- A livello di sogno (A ras de sueño), 1967.
- Bruciare le navi (Quemar las naves), 1969.
- Lettere di emergenza (Letras de emergencia), 1973.
- La casa e il mattone (La casa y el ladrillo), 1977.
- Quotidiani (Cotidianas), 1979.
- Vento dell’esilio (Viento del exilio), 1981.
- Domande alla sorte (Preguntas al azar), 1986.
- Yesterday e domani (Yesterday y mañana), 1987.
- Canzoni più vicine (Canciones del más acá), 1988.
- Le solitudini di Babele (Las soledades de Babel), 1991.
- Inventario due (Inventario dos), 1994.
- L’amore, le donne e la vita (El amor, las mujeres y la vida), 1995.
- L’oblio è pieno di memoria (El olvido está lleno de memoria), 1995.
- La vita questa parentesi (La vida ese paréntesis), 1998.
- Rincón de Haikus, 1999.
- Il mondo che respiro (El mundo que respiro), 2001.
- Insonnie e dormiveglia (Insomnios y duermevelas), 2002.
- Inventario tre (Inventario tres), 2003.
- Esistere ancora (Existir todavía), 2003.
- In propria difesa (En defensa propia). 2004.
- Memoria e speranza (Memoria y esperanza), 2004.
- Addii e benvenuti (Adioses y bienvenidas), 2005.
- Canzoni di ciò che non canta (Canciones del que no canta), 2006.
Saggi
- Peripezia e romanzo (Peripecia y novela), 1946.
- Marcel Proust e altri saggi (Marcel Proust y otros ensayos), 1951.
- Il paese della coda di paglia (El país de la cola de paja), 1960.
- Letteratura uruguaiana del XX secolo (Literatura uruguaya del siglo XX). 1963.
- Lettre del continente meticcio (Letras del continente mestizo), 1967.
- Lo scrittore latinoamericano e la rivoluzione possibile (El escritor latinoamericano y la revolución posible), 1974.
- Note su alcune forme sussidiarie della penetrazione culturale (Notas sobre algunas formas subsidiarias de la penetración cultural), 1979.
- Il de-esilio e altre congetture (El desexilio y otras conjeturas), 1984.
- Cultura tra due fuochi (Cultura entre dos fuegos), 1986.
- Sottosviluppo e lettere audacia (Subdesarrollo y letras de osadía), 1987.
- La cultura, questo chiaro movente (La cultura, ese blanco móvil), 1989.
- La realtà e la parola (La realidad y la palabra), 1991.
- Perplessità di fine secolo (Perplejidades de fin de siglo), 1993.
- L’esercizio del criterio (El ejercicio del criterio), 1995.
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Trenitalia e licenziamenti: nuovo appello per Dante De Angelis
Riporto l’appello dell’amica Annalisa (e centinaia di italiani!) e spero si possa diffondere adeguatamente anche attraverso questo blog e i suoi lettori.
Una videointervista a Dante De Angelis:
PETIZIONE FIRMA
http://firmiamo.it/campagnadisolidarietaperdantedeangelis
INFO
http://bellaciao.org/it/spip.php?article20725
http://it.geocities.com/cen_doc_lotta/archilotte/ferrovieri250506.htm
Vi pregherei per quanto vi sia possibile, di partecipare e di darne diffusione. Mi sembra molto importante. Grazie.
Il licenziamento di Dante De Angelis non può essere un problema esclusivamente di chi sta scioperando per farlo riassumere, i ferrovieri e il sindacato di base, ma deve interessare tutti coloro che del treno ne fanno un mezzo di trasporto importante. Vi chiediamo pertanto di partecipare a questa protesta per la giustizia e la sicurezza di tutti i viaggiatori, diffondendo quanto più possibile questo volantino e inviandolo agli indirizzi indicati. La richiesta è rivolta soprattutto ai pendolari che possono riprodurlo e lasciarlo in giro sulle panchine delle stazioni, nei bar e “casualmente” dimenticarne qualcuno sui sedili dei treni.(A.M)Spett.le DirezioneTrenitalia SpaFerroviedello Stato S.p.a.Piazza della Croce Rossa, 1 – 00161 RomaRoma, maggio 2009Siamo donne e uomini che utilizzano con convinzione il treno per gli spostamenti interurbani.Il treno da sempre è considerato, a ragione, un mezzo di trasporto poco inquinante, compatibile con l’ambiente e sicuro. Più sicuro degli altri mezzi di trasporto; ciò è quanto emerge infatti dalla storia del trasporto su rotaia.Noi, viaggiatori e cittadini di questo paese, desideriamo che il treno continui a mantenere queste sue caratteristiche.I lavoratori delle ferrovie, sappiamo, stanno facendo di tutto perché il treno mantenga e migliori queste sue prerogative, soprattutto, per quanto attiene alla loro attività, la SICUREZZA.Sappiamo che, grazie alle loro lotte sindacali, i ferrovieri hanno raggiunto importanti innovazioni a vantaggio della sicurezza, una delle più significative è stata l’aver conquistato il “Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” (Rls), come espressione della sorveglianza e verifica degli stessi lavoratori al buon funzionamento delle macchine e delle procedure.Noi viaggiatori ci sentiamo sicuri, in un certo senso protetti, sapendo che chi produce il trasporto ferroviario, allo stesso tempo vigila con attenzione per tutelare la salute e l’incolumità di chi lavora e chi viaggia.Ci è sembrata questa conquista un gran passo avanti di civiltà, purché il “Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” (Rls), operi nel rispetto della verità.Invece… un giorno veniamo a sapere che uno di questi “Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza”, uno dei più attivi e attenti, svolgendo il proprio lavoro di macchinista (quello che conduce il treno) e discutendo con i suoi compagni di lavoro, si era accorto di alcune anomalie che potevano compromettere la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia e -giustamente- l’ha prontamente segnalato all’Azienda Trenitalia.Si poteva pensare che questo macchinista fosse stato proposto per un premio, così sarebbe successo in un paese civile, così doveva accadere in un paese democratico… invece… è stato licenziato! Si chiama Dante De Angelis.Sembra un racconto dell’orrore, o forse del terrore. Terrore e intimidazione con cui i dirigenti di Trenitalia cercano di ridurre al silenzio i ferrovieri, con la minaccia di licenziamento, mettendo a repentaglio la loro e la nostra sicurezza.Ma ancor più preoccupante ci sembra la motivazione del licenziamento: “è venuto definitivamente meno il rapporto di fiducia”. Con queste parole Trenitalia ha licenziato Dante De Angelis.Noi viaggiatori vorremmo, anzi, esigiamo, di poter avere fiducia nella correttezza dei dirigenti di Trenitalia quando è in gioco la salvaguardia dell’incolumità di chi lavora e chi viaggia. Non riusciamo a comprendere quale altra fiducia la dirigenza di Trenitalia pretenda dai ferrovieri. O forse confonde fiducia con omertà?Da quel 15 agosto del 2008, giorno in cui il ferroviere macchinista e Rls Dante De Angelis è stato licenziato per aver detto la verità su alcuni pericoli incombenti, (poi puntualmente verificatisi), noi viaggiatori sui treni italianiNON CI SENTIAMO PIU’ SICURI.E non ci sentiremo sicuri, né cittadini di un paese civile, fino a quando Dante De Angelis non verrà reintegrato in servizio e finché non venga sanzionata l’attività antisindacale di Trenitalia lesiva dell’incolumità di chi lavora e di chi viaggia.Il nostro auspicio, che è anche una precisa richiesta, è che l’Amministratore delegato di Trenitalia Spa Mauro Moretti e tutta la dirigenza facciano un sostanziale passo indietro e riconoscano il proprio errore.Annalisa Melandriper un gruppo di viaggiatori delle Ferrovie di Roma Trastevere



















