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Video della liberazione del presidente ecuatoriano Rafael Correa

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GOLPE SVENTATO IN ECUADOR – Discorso di Correa dopo la liberazione

VIDEO LUNGO CNN

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Venti di golpe in Paraguay?

Sono sempre più insistenti in Paraguay le voci di un probabile colpo di Stato che dovrebbe attuarsi secondo le modalità di quello messo in atto il 28 giugno scorso in Honduras. Come si vocifera anche tra gli alti vertici dell’Osa (Organizzazione degli Stati Americani), preoccupati per la crescente tensione nel paese, “nessuno pensa che in Paraguay ci sarà un golpe, ma tutti ne parlano”.
Il presidente Fernando Lugo
(esponente di spicco della Teologia della Liberazione ed ex vescovo della diocesi di San Pedro, la più povera del paese, prima della sospensione del Vaticano) ha denunciato che da quando ha assunto la presidenza, nell’aprile del 2008, ci sono stati vari tentativi di destabilizzarlo messi in atto da esponenti del Partido Colorado che è stato al potere nel paese per 60 anni, includendo gli oltre 40 anni di dittatura di Alfredo Stroessner,  e che è uscito sconfitto nelle ultime elezioni presidenziali. “Dopo decenni di dominio assoluto di uno stesso gruppo politico, non deve sorprendere che fin dal principio di questo governo alcuni settori e personaggi abbiano avuto la tentazione di fermare il processo politico” ha dichiarato Lugo, mentre per sgomberare il campo da sospette alleanze tra politica e Forze Armate ne ha riformato tutti i vertici appena un mese fa.


A dirigere il tentativo di golpe è il vicepresidente Federico Franco, leader del Partido Liberal Radical Auténtico, che guida l’ala conservatrice e più reazionaria della coalizione in cui si trova anche Lugo (Alianza Patriótica para el Cambio). Franco ha in vaie occasioni accusato pubblicamente il presidente di essere un “traditore” e ha detto di “essere pronto ad assumere la presidenza del paese”, nel caso Lugo venga sottoposto a impeachment.
La svolta a sinistra presa dal governo dopo l’elezione del “vescovo rosso” gli ha fatto progressivamente perdere l’appoggio politico di cui godeva in Parlamento e che era stato soltanto funzionale a liberare il paese da decenni di dominazione del Partido Colorado. Alleati strategici di Franco, in quest’opposizione che potrebbe scaturire, come avvenuto in Honduras in un “golpe istituzionale”, sono il presidente del Senato Miguel Carrizosa e il politico ed ex generale Lino Oviedo, controverso personaggio accusato di aver realizzato in passato due colpi di stato, massacri contro alcuni civili e l’omicidio di un vicepresidente, attualmente alla testa del partito di destra UNACE.

Come già avvenuto in Honduras, anche in Paraguay i settori più conservatori della società, rappresentati dai latifondisti, da una classe politica e dirigenziale corrotta e spesso legata al narcotraffico, dal settore imprenditoriale, sono preoccupati per la decisione del presidente Lugo di aderire all’Alba, l’Alternativa Bolivariana per le Americhe. Ma non solo. Sono tante le riforme che il governo sta cercando di realizzare con non poche difficoltà, come rendere gratuite sanità ed educazione, attuare una Riforma Agraria, liberarsi progressivamente della presenza delle forze militari statunitensi e programmare una riforma costituzionale che renda possibile la realizzazione in tempi brevi del progetto sociale riformista in favore dei più deboli ed emarginati.

Gli Stati Uniti dal canto loro non possono che vedere con preoccupazione crescente il nuovo scenario che si profila all’orizzonte: un paese strategicamente importante (anche per le immense risorse idriche di cui è ricco) come il Paraguay, nel cuore dell’America latina, che lentamente sfugge al loro controllo e che ha intenzione di “restare un paese sovrano” come ha dichiarato in una recente intervista il ministro degli Esteri Héctor Lacognata, che ha respinto la proposta statunitense di inviare nel paese 500 soldati in cambio di 2,5 milioni di dollari da destinarsi per la costruzione di infrastrutture e per attrezzature e spese mediche per le comunità più isolate de paese, nell’ambito di un progetto di cooperazione che prende il nome di Nuevos Horizontes 2010.
L’ambasciatrice statunitense ad Asunción, Liliana Ayalde ha detto che si è trattato di un “duro colpo” se si pensa che si sta parlando “dell’educazione di circa 600 bambini, di assistenza medica per 19mila persone delle comunità povere e di assistenza odontoiatrica per altre 3600.”

Il Paraguay di Lugo, che aderisce all’Unasur, l’Unione delle Nazioni Sudamericane, non può non far proprie le inquietudini dell’America latina integrazionista rispetto alla crescente presenza militare degli Stati Uniti nella regione, testimoniata anche dal recente accordo statunitense con la Colombia per la costruzione di 7 nuove basi militari nel paese andino. La presenza di 500 militari americani è stata pertanto giudicata inopportuna da Palacio de López, la sede del governo ad Asunción e Lacognata ha tenuto a ribadire a coloro che lo accusano di essere portatore di posizioni estremamente ideologizzate, che il suo ruolo è quello di mantenere l’autonomia di un paese che deve restare sovrano. “Non possono venire medici civili a realizzare gli interventi? Non possono venire civili a costruire le scuole?” si chiede il ministro. “Quello che vogliono fare gli Stati Uniti nel nostro paese non è una politica sociale, nel migliore dei casi è carità” ha detto. A voler essere buoni. Perchè quello che gli Stati Uniti vogliono fare in Paraguay è quello che fanno molto più sfacciatamente in paesi zerbino quali ad esempio la Colombia. Si chiama tattica o strategia in una regione nella quale trovano sempre minori spazi all’interno della sempre maggiore coesione e integrazione economica e politica, ma soprattutto strategica (e in un prossimo futuro probabilmente anche militare) che si sta organizzando in America Latina.

Salvo la Colombia, il Perú e in parte il Cile, in America del Sud sembra veramente che il “cortile” non abbia più intenzione di rimanere tale.
Segnali preoccupanti fanno tuttavia pensare che i “falchi” del Nord stiano riorganizzando forze e mezzi. Le fragili democrazie come quella del Paraguay farebbero bene a stringere alleanze più solide ma soprattutto a rafforzare gli appoggi interni che, come il caso dell’Honduras ha insegnato, non possono essere più soltanto quelli realizzabili sul piano istituzionale e politico, con alleati dell’ultima ora inaffidabili e corrotti o corruttibili, ma devono necessariamente partire da un ampio consenso della base e dei movimenti sociali del paese, dei movimenti indigeni e delle donne. Quelli che come è avvenuto in Honduras hanno anche, e non è solo enfasi, veramente dato la vita per il ritorno del loro presidente legittimamente eletto.

Per completare il quadro della situazione, aggiungo un link all’interessante intervista realizzata per il programma “Carbono 14” della Radio Nacional Argentina di Buenos Aires dai giornalisti Pedro Brieger (PB), Eduardo Anguita (EA) e Miriam Lewin (ML) al senatore paraguaiano del Partito Liberale Radicale Autentico (partito della coalizione di governo che è però diviso internamente sul tema della possibile destituzione di Lugo) Alfredo Luis Jaeggli, presidente della commissione finanze e della bicamerale sulla legge finanziaria, sul giudizio politico cui potrebbe essere sottoposto il Presidente. Tale processo viene indicato come un golpe velato per delegittimare la linea politica e bloccare le iniziative del capo di Stato dopo solo un anno e mezzo dalla sua elezione, ottenuta con la maggioranza relativa del 41% dei voti, il 10% in più rispetto alla candidata del Partido Colorado, Blanca Ovelar. Nonostante il giudizio politico sia previsto dalla costituzione, risulta essere una prassi piuttosto inusuale nelle repubbliche presidenziali e fortemente soggetta a interpretazioni strumentali oltre che all’umore cambiante delle coalizioni di partiti: http://pedrobrieger.blogspot.com/2009/12/entrevista-al-senador-del-partido.htm

Nell’intervista il senatore sostiene che in Paraguay con questo presidente non sarà possibile attuare la modernizzazione che, secondo lui, Menem attuò in Argentina e altri governi hanno realizzato in tutti gli altri paesi dell’America Latina, mentre giudica il processo boliviano come un’involuzione della modernità. Inoltre il senatore Jaeggli reputa legale il golpe perpetrato in Honduras il giugno scorso dato che il presidente Zelaya, cacciato dal paese in pigiama dai militari sostenuti da una fazione del suo partito e da associazioni di imprenditori,avrebbe tradito lo spirito liberale del suo mandato per aderire al Socialismo del Secolo XXI di Chavez. Per il caso paraguaiano si adducono ragioni soggettive e strettamente politiche per poter iniziare un giudizio politico e non giuridico contro un presidente che non starebbe modernizzando il paese come alcuni parlamentari vorrebbero e che quindi potrebbe essere defenestrato in base a una qualche interpretazione della costituzione, da verificarsi, come sempre, a posteriori.

Audio disponibile qui: http://www.radionacional.com.ar/audios/el-senador-del-partido-liberal-habla-sobre-fernando-lugo-y-los-presuntos-planes-de-derrocamiento-en-paraguay.html

Su: http://www.carmillaonline.comhttp://www.annalisamelandri.it/dblog/

Il ritorno del Presidente Manuel Zelaya in Honduras dal Nicaragua: manifestazioni e coprifuoco

Pueblo de Honduras pide el regreso de Manuel Zelaya por onlyforyoung Ibarra Ecuador
HONDURAS, 24/JULIO/2009

La situación de los manifestantes camino a la frontera de Nicaragua.
La situazione dei manifestanti in direzione della frontiera col Nicaragua (a sud di Tegucigalpa, la capitale dell’Honduras).
Desde anteayer, miles de manifestantes desde diversos puntos del país se han movilizado hacia la frontera de Nicaragua, muchos de ellos no han logrado burlar los cientos de retenes militares que hay en las carreteras de todo el país, muchas personas han tenido que rodear montañas para poder avanzar, otros se encuentran detenidos en carceles debido al sorpresivo toque de queda (6pm-6am) aplicado ayer por la tarde a las zonas rurales, varios grupos fueron arrestados en las carreteras al no poder encontrar un sitio donde pasar el toque de queda. Los retenes militares confiscan buses, hacen registros, decomisan tarjetas de identidad, e incluso decomisan los alimentos que los peregrinos llevan para el viaje a la frontera.
Pero la gente lejos de desmoralizarse, siguen avanzando hasta el último reten en el Departamento del Paraíso. En testimonios ofrecidos a la Telesur, los viajantes hablan de su derecho cívico a manifestarse, condenan el golpe de estado, hablan de las dificultades para trasladarse en un país que se supone es libre y democrático, y afirman emocionados que recibiran a el presidente Zelaya, cuando cruze la frontera.
Una comisión internacional de observadores de derechos humanos, que estan presentes en el país, investiga y condenan los abusos que el régimen golpista hacen desde el 28 de Junio, entre ellos es la ilegalidad de los toques de queda, y las detenciones masivas generadas por esta orden represiva impuesta por el gobierno de facto de Micheletti Bain.
HONDURAS, 24/JULIO/2009

Se impone toque de queda desde las 12 del medio día en zonas rurales.
Si impone il coprifuoco dalle 12 nelle zone rurali.

Ya empezó la policía y militares a reprimir a los manifestantes que se encuentran en los diferentes retenes, con bombas lacrimojenas, y disparos dispersan a los manifestantes, en el departamento del Paraíso, ya se reportó un herido por disparos del ejército. Los arrestos masivos se reaundan en otros retenes donde personas que han caminado desde distintas partes del país para intentar burlar el anillo militar que desde ayer reprime el avance de los manifestantes.  Foto: http://www.flickr.com/photos/37354857@N04/

el pueblo ve a Zelaya en las alturas por laclase.info

Hoy, en la frontera Honduras-Nicaragua/Oggi frontiera Honduras-Nicaragua: il ritorno del presidente Zelaya in patria avvenuto via terra dal Nicaragua

viernes, 24 de julio de 2009, 02:22
Amigas, amigas:
el Ejército y la policía han vuelto a disparar sobre los manifestantes que se dirigían a la frontera con Nicaragua a recibir al Presidente José manuel Zelaya.
El toque de queda se ha implementado en todos los departamentos fronterizos con El Salvador y Nicaragua a las 12 del mediodía, lo que significa que miles de manifestantes han sido rodeados.
Dos heridos de bala. Me informan que están estables.
La Primera Dama, Xiomara Castro de Zelaya, acompaña a los manifestantes.
En Tegucigalpa, se vive una tranquilidad tensa, similar a un frente de guerra interno al que le llegan noticias de combates. Las radios -a excepción de radio Globo y otras pocas valientes emisoras- siguen con su programación de variedades.
César Indiano, supuesto novelista, ha comparecido esta mañana en canal 10 (del golpista Rodrígo Wong Arévalo) y ha dicho que los revoltosos merecen sus heridos y sus muertos.
De igual forma se ha expresado el escritor Juan Ramón Martínez, reconocido alentador del Golpe de Estado a través de su columna de opinión en el diario la Tribuna de Tegucigalpa: ´”El golpe contra Villeda Morales se perpetró en la madrugada con un saldo de 23 muertos y unos 50 heridos producto del enfrentamiento entre las fuerzas militares y la guardia civil bajo el mando del presidente derrocado. En ese entonces, López Arellano ostentaba el rango de coronel. En este golpe a Zelaya apenas han muerto unos cuantos revoltosos”.

Continua lo sciopero generale in Honduras.
El paro nacional continúa: paro de hospitales, de oficinas gubernamentales, tomas de carreteras, protestas ante el Tribunal Superior Electoral que hace el sorteo para la ubicación de la fotografía de candidatos presidenciales 2009

HONDURAS, 24/JULIO/2009
ATENCION!!! 2:30 pm Hora de Honduras.
EL PRESIDENTE CONSTITUCIONAL DE HONDURAS ENTRA A HONDURAS!!!

Articolo molro completo coi fatti:

http://www.ipsnoticias.net/nota.asp?idnews=92824


Golpe Honduras: servizio completo TeleSur-BBC sui fatti di domenica scorsa e situazione

SEGNALO QUESTO VIDEO DELLA BBC IN INGLESE E IN SPAGNOLO CON UNA SERIE DI NOTIZIE E OPINIONI SUGLI ULTIMI SVILUPPI DELLA SITUAZIONE IN HONDURAS E A TEGUCIGALPA; RIPORTO ANCHE UN APPELLO FATTO VIA MAIL DA UN CITTADINO HONDUREGNO.

From: ??????
Subject: ¿Cuanta sangre necesita nuestra patria?

¿Cuantas vidas deben perderse para que una coalicion de paises amigos nos ayude a sacar del poder a unos usurpadores que ya han empezado a utilizar el terror contra nosotros? ¿10? ¿Que tal 50? ¿2,000 será un número más adecuado? En Honduras han vuelto los dias de las capuchas con cal, del toque de queda y el estado de excepción, de los arrestos nocturnos y los allanamientos a punta de metralleta, de las denuncias de desaparecidos, de la búsqueda de un familiar que no aparece y del silencio complice de un militar que te mira sospechosamente mientras juega con el gatillo de su arma.
En Honduras es la hora del odio y la muerte, es la hora del hambre y la guerra…
¿No ven como se muere nuestro pueblo?¿No ven como masacran a nuestra gente mientras pasan novelas y caricaturas en todos los canales locales?¿O que los periodicos, siempre avidos de notas rojas en otro tiempo, prefieren poner fotos a pagina completa de Michael Jackson en las portadas en vez de los heridos y muertos que luchan en las calles por el derecho de elgir su destino?¿No ven que Honduras y su pueblo son demasiado debiles para sacarse de encima a estos usurpadores golpistas?
No se confundan, esta es la mas alienada oligarquia de extrema derecha de Centro América, compuesta por personajes que ni siquiera son de sangre hondureña, sino los hijos de extranjeros del Imperio Turco Otomano (arabes, egipcios, palestinos, libaneses) al igual que judios, italianos (de los que el Golpista Micheletti Bain es un doloroso ejemplo) y franceses venidos como inmigrantes hace mas de 80 años buscando un camino hacia los Estados Unidos y que nunca han mezclado su sangre con la nuestra.
Estas son oligarquías (no hay otro termino para describirlas pues llamarlas Grupos de Poder es una tremenda sub valoración) constituidas por familias que consideran a nuestro pais su “Finca” y a sus habitantes como “Peones” que tienen la fortuna de trabajar para ellos por menos de 200 dolares al mes (y esto los que encuentran trabajo, pues hay 30% de paro), es esta la gente que ahora se dice representa a nuestro pueblo que, extrañamente en más del 70% vive por debajo de la línea de la pobreza y por tanto no puede acceder a cargos públicos pues ha sido mantenido en la mas abyecta ignorancia y se le ha enseñado por los politicos de oficio, empresarios y eclesiásticos a ser “Humilde” y “Doméstico” a decir “Si patrón.. Como usted diga patrón” y a bajar la cabeza con los puños apretados.
¡Pues no más! Si nos arrodillarnos una vez más, sera para agarrar una piedra y lanzarla contra los golpistas que, ironía de ironías, disparan contra nosotros con las armas que nuestros impuestos les han comprado.
La libertad huele a llanta quemada y pintura en spray… Si la patria necesita sangre para vivir… ¡Será la nuestra en las calles!
Tegucigalpa
Honduras
6 de julio de 2009
¡Día 8 de la Insurrección Ciudadana y la Resistencia Civil!