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Raccolta fondi per la resistenza al colpo di Stato in Honduras


Este es el llamado a contribuir para con la resistencia al golpe de Estado en Honduras y apoyar la causa de los que están luchando con un pequeño donativo, en particular del Frente Nacional de Resistencia en contra del golpe militar en Honduras.
Foto da: http://www.flickr.com/photos/cocobila/
Riporto qui l’appello di un amico:
Con el dinero que recojamos se pagará: (con il denaro raccolto si pagheranno):
Comida Cibo
Medicina Medicine
Agua Acqua
Transporte Trasporti
Otros gastos de logística Altre spese logistiche
L’ amico e poeta Roberto Quesada sta organizzando una raccolta fondi destinata alla resistenza del popolo di Honduras al colpo di Stato. al link
http://nuestrasvocesradio.blogspot.com/
è possibile donare ciò che desideri e puoi attraverso la formula Pay Pal.
Stiamo attendendo le coordinate di conto bancario dove si potrà, durante i prossimi giorni, usufruire di un ulteriore canale d’invio per le donazioni. Migliaia di persone nel mondo stanno già mobilitandosi per la causa ed il popolo stesso di Honduras, in costante marcia di pace, senza avere già dona col suo esempio di lotta all’ingiustizia.
Intanto: Chase Manhattan Bank 15006693465 a nome di: Carlos Roberto Quesada López.
Servono URGENTEMENTE cibo, acqua, medicinali. Credo che anche dall’Italia tutti noi possiamo dare una mano importante ai fratelli Honduregni: grazie al cambio monetario per noi è possibile, anche con dieci Euro, dare un grande aiuto a chi, ora, vive la disperazione nel silenzio venduto di un’informanzione falsata, filtrata, venduta. Unisciti a noi, fai unire altri in questa lotta: ogni apporto al popolo di Honduras giungerà prezioso.
Non è necessario dichiararlo, ma Roberto Quesada è amico degno e prezioso, poeta di talento impegnato nel suo tempo, col suo popolo, la sua gente. Roberto scrive: ‘Abbiamo creato questa organizzazione (che dirigo) e questo conto. Servono aiuti per aiutare. E’ EMERGENZA VERA.
L’Organizzazione Honduras-USA Resistencia sta reclutando fondi in solidarietà con il Bloque Popular de Resistencia al colpo di Stato.
L’indirizzo elettronico a cui fare riferimento è: resistenciacatracha@gmail.com
Il Gruppo Nuestras Voces Radio NVR si unisce alla campagna nazionale per la raccolta di denaro utile a sostenere il Frente Nacional de Resistencia al golpe militare in Honduras.’
Unisciti alla raccolta fondi, contribuisci affinchè il popolo di Honduras resista a testa alta in questa lotta per la dignità. Ricordiamo, per le offerte: http://nuestrasvocesradio.blogspot.com/ Speriamo, contiamo anche sul tuo appoggio.
Grazie, Gabriel Impaglione, 16 agosto 2009america central, Centroamerica, Centroamerica e Caraibi, colpo di stato, democrazia, Diritti Umani, ejercito, esercito, Español, Eventi e Comunicati, Fai notizia, Honduras, manifestazione, mel zelaya, micheletti, militares, militari, Movimenti Sociali, oas, oea, Poesia e Poeti, Politica, Repressione, Roba in Italiano, roberto micheletti, Stati Uniti, tegucigalpa, zelaya -
Galleria fotografica della repressione in Honduras e la resistenza al golpe

Foto da: http://www.flickr.com/photos/cocobila
Fecha: sábado, 15 agosto, 2009, 2:33 pm
Riporto il link a una delle gallerie più complete sulla resistenza al colpo di Stato in Honduras. Si prega di condividere le foto.
Esta es una de las galerías mas completas sobre la resistencia, favor compartirlas, y sigamos siempre en la lucha, no nos moverán, los golpistas que hoy juzgan, serán juzgados mas temprano que tarde por el pueblo beligerante y honesto de Honduras,….
— El sáb, 15/8/09, Vida Laboral <tropique@cablenet.com.ni> escribió:
De: Vida Laboral <tropique@cablenet.com.ni>
Asunto: [ Nicaragua Socialista ] Honduras en Resistencia: Álbum web Picasa sobre Represión en Choloma , Viernes 14 de agosto”
Para: Nicaragua_Socialista@yahoogroups.com
Fecha: sábado, 15 agosto, 2009 5:57
Vogliamo condividere le foto della Repressione a Choloma di venerdì 14 agosto, immagini nostre e altre che furono fatte da alcuni compagni. E’ importante divulgarle per mostrare le barbarità commesse dai militari contro la gente durante le manifestazioni in ripudio al colpo di Stato. Ci sono altre foto delle differenti azioni intraprese dalla resistenza. Se avete pertinenti potete inviarle alle mail riportate sotto:
Amigos/ amigas compartimos las fotos de la Represión en Choloma el viernes 14 de agosto, imágenes nuestras y otras que fueron captadas por algunos compañeros.
Es importante divulgarlas para mostrar la barbarie con la que actúan los militares contra el pueblo durante las manifestaciones pacíficas en repudio al golpe de estado.
Ahí encontrarán otras fotos de diferentes acciones de la Resistencia. Si tienen fotos relacionadas u otras pueden enviarlas a nuestros correos:
vidalaboral@ gmail.com
comun@honduraslaboral.orgEste es el link:
http://picasaweb. google.com/ vidalaboral
Sábado 15 de Agosto de 2009
www.honduraslaboral .org
Común Noticias es un boletín informativo de la Asociación Comunicación Comunitaria (COMUN) que ha sido creado para brindarle información especializada en el tema laboral y todo lo relacionado con el movimiento social hondureño
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HONDURAS RESISTE: TODOS Y TODAS CONTRA EL GOLPE DE ESTADO
L’HONDURAS RESISTE: TUTTI CONTRO IL COLPO DI STATO
Frente de Resistencia Popular de Honduras contra el golpe de estado oligárquico y militar.
Envíe sus mensajes a: fian-honduras@ googlegroups.com para que se publiquen en Honduras y el mundo.
(Inviare messaggi a fian-honduras@googlegroups.com affinché siano pubblicati in Honduras e nel mondo).
Esteban Meléndez C.
Periodista en resistencia – Giornalista in resistenzaamerica central, Centroamerica, Centroamerica e Caraibi, choloma, colpo di stato, democrazia, Diritti Umani, ejercito, esercito, Español, Eventi e Comunicati, Fai notizia, foto, fotografie, galleria foto, Golpes, Honduras, latinoamericanismo, manifestazione, mel zelaya, micheletti, militares, militari, nicaragua, oas, obama, oea, Politica, Repressione, Roba in Italiano, roberto micheletti, Società e Conflitti, Stati Uniti, tegucigalpa, violazioni, zelaya -
La mala-informazione sull'Honduras in Italia: appello pubblico e aggiornamento situazione


Foto da: http://www.flickr.com/photos/globetrotter1937/
Segnalo un intervento interessante da micromega sull’Honduras e l’informazione in Italia aggiungendo anche che, oltre ai casi citati dall’autore nell’appello, possiamo segnalare come Studio Aperto (ma forse non solo quel “TG”), su Italia Uno, abbia indugiato in varie edizioni di questi giorni sulle immagini video rocambolesche di alcuni manifestanti anti-golpe che spintonavano e prendevano a calci nel sedere il vicepresidente della Camera (Ramon Velasquez, sostenitore del golpista Micheletti), mentre non è stato dedicato spazio alcuno ad un altro deputato (Marvin Ponce, Partido Unificacion Democratica, sostenitore di Mel Zelaya) picchiato in manifestazione dai militari e dalla polizia, e la “par condicio”?
Honduras, la disinformacija del Tg3 Adesioni: appellohonduras@libero.it
Link all’appello e articolo originale;
31-07-09 – Honduras, la disinformacija del Tg3 di Angelo D’Orsi
http://temi.repubblica.it/micromega-online/31-07-09-honduras-la-disinformacija-del-tg3/?printpage=undefinedACTUALIZACION EN ESPAÑOL:
última hora, grave – Riporto anche delle mail informative dall’Honduras, in diretta le ultime…
Fuertes enfrentamientos en los alrededores del Congreso Nacional en TGU. Se reporta el casi linchamiento del Vice-Presidente del Congreso y ataque generalizado de la policía. Esto en el marco de indignación por el intento de implementar el servicio militar obligatorio y las jornadas de protestas del día.
1:43 pm
Amenaza Micheletti: Servicio Militar en Honduras – Minaccia di Micheletti: servizio militare in Honduras
En 1994, el ahora fallecido Carlos Roberto Reina, concretó una aspiración de alto sentido civilizatorio para Honduras: la derogación del Servicio Militar Obligatorio, implementando a cambio, el Servicio Militar Voluntario Educativo.
Comenzó entonces, una suerte de desmilitarización hueca, un intento de eliminar la grotesca persecución en las calles de Honduras, esa brutal cacería donde incluso se llegaba a disparar a los jóvenes que no acataban la orden de reclutamiento o secuestro.
Hoy -y como respuesta a los disturbios del día de ayer- el Congreso Nacional está en pleno proceso de reimplantar la cacería bajo el disfráz de Ley de Reforzamiento de las FFAA, misma que le da facultades a Micheletti para ordenar el llamamiento a filas cuando él considere emergencia nacional, Si los jóvenes no acatan el llamado o el secuestro militar, incurrirían en responsabilidades civiles.
Esta medida está obviamente dirigida en contra de los miles y miles de jóvenes universitarios y de educación media que están integrados a la Resistencia, una medida que duplicará su indignación y que augura una auténtica marcha hacia las montañas, hacia la conformación de una lucha popular armada, sin duda alguna sostenida por la más pura lógica de no integrar un ejército asesino y represor.
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Aggiornamento situazione Honduras, popoli e ribellioni contro il colpo di Stato


Foto da: http://www.flickr.com/photos/fabriziolorussobis/
Riporto un paio di riassunti della situazione in Honduras che continua ad essere tesa e densa di episodi d’insurrezione e insubordinazione contro l’ordine fittizio stabilito da Roberto Micheletti e le cupole imprenditoriali e militari a discapito della democrazia e la restaurazione di Manuel Zelaya, presidente legittimo, al potere. In questo modo si cerca di traghettare il paese alle prossime elezioni presidenziali per poi ritornare alla “normalità” con la vittoria di un candidato non dissidente rispetto all’elite del PLN.
Honduras 8 de agosto/2009
La hora del pueblo (L’ora del popolo) – Helen Umaña
Ríos humanos marchan por los cuatro puntos cardinales de Honduras. Con sandalias o botas de hule. Las camisas no lucen blancas sino mugres, sudadas, ajenas a desodorantes de refinada marca. Cientos de «chuñas» vencen distancias y, por cinco días, caminan sin cesar. Campesinos de tradición lenca desde las altas montañas del occidente. Garífunas del litoral atlántico con la rebeldía vibrando en sus ritmos y tambores. Zambos de La Mosquitia. Pechs de Dulce Nombre. Chortís del Trifinio y de la cuna de ancestro maya. Mestizos chorotegas, olanchanos, trujillanos, pateplumas, comejamos de Olanchito. Jóvenes que por primera vez han visto el rostro amargo de la represión. Profesores, taxistas y buseros. Amas de casa. Abogados, médicos y enfermeras. Sacerdotes y pastores evangélicos. Todos caminan al lado de los pobres y humillados de la tierra.
Pies llagados tras 20 o 25 kilómetros de diario recorrido. Dolores de cabeza por insolación. Músculos acalambrados. Mujeres y hombres con el cuerpo cansado, pero dueños de un espíritu que los impulsa hacia adelante. Toman un trago de agua y ahí van. A paso que dure y no que madure. Con fe en conquistar la meta propuesta. Los jóvenes esperando a los viejos. Los viejos, queriendo alcanzar a los jóvenes. Los guía un objetivo concreto: mostrarle al mundo que la Resistencia no es de unos cuantos «gatos». Mucho menos, es gente pagada o «turba» de revoltosos. Caminan y desafían obstáculos porque los guía un sueño, una esperanza. Con apabullante claridad, demandan el restablecimiento del estado de derecho, grito que resuena por las montañas y caminos del país y cuya magnitud no podrá ser ocultada por el cerco mediático levantado por la alta burguesía.
Sólo las vivencias tiemplan el corazón humano. De la experiencia surge la claridad de la consciencia. En cada hombre o mujer que, por cinco días, camina en peregrinación hacia Tegucigalpa o San Pedro Sula, ha nacido o se ha fortificado un sentimiento de fe en sí mismos: la satisfacción de haber respondido con dignidad al atropello perpetrado por los usurpadores de la democracia.
Poseídos de una lucidez que los intelectuales de la burguesía les niegan, saben, sin sombra de duda, cuál es su meta inmediata: trazar los pasos concretos para llegar, organización y unidad mediante, a la redacción de una nueva Constitución, única opción para la restauración global del país.
De la fuerza de voluntad que se necesita para marchar bajo el sol o la lluvia y del espíritu de sacrificio implícito en más de cien kilómetros de caminata, se puede extraer una gran lección: sea cual sea el resultado de la manipulación diplomática, el pueblo hondureño se ha fortalecido y capitalizará la experiencia en futuras batallas democráticas. Gracias a los golpistas, a la velocidad de la luz, un nuevo ciudadano ha nacido en el país: el de hombres y mujeres a quienes se les ha caído la venda de los ojos y que, por lo mismo, nunca más, los políticos de oficio podrán manipular.
San Pedro Sula, 8 de agosto de 2009
HONDURAS, 11/AGOSTO/2009 Miles de personas de distintas partes del país protestan en Tegucigalpa contra el golpe de estado. Por 45 minutos los manifestantes contra el golpe de estado no dejaban de pasar frente a la cámara de televisión de canal 36, quién desde un punto fijo registraba la interminable marcha, compuesta por manifestantes que caminaron desde puntos lejanos del país.
Diferentes grupos se unían desde las diferentes entradas de Tegucigalpa, desde la zona sur, occidental, norte y la zona oriental, desde Comayagua, La Paz, Colón, Intibucá, Nacaome, El Paraíso, Valle, Choluteca, La Mosquitia, Catacamas, Juticalpa, Villa de San Fransico, Gracias, Pespire, Santa Ana y hasta de lugares reconditos en las montañas del Oriente del país, todos han logrado caminar millas de camino, pasando los retenes desde el Domingo pasado, aglomerandose poco a poco en la Capital, para dirigirse a casa presidencial que está fuertemente escoltado por fuerzas militares y policiales.
El informe de la Comisión Internacional de DDHH, hace mella en la rígida caparazón represiva del régimen golpista, algunos medios como Canal 30 y Diario La Tribuna, suavizaron su actitud represiva y ahora empiezan a dar espacios a algunas personas que condenan el golpe de estado. Incluso el Presidente de La Asociación de Periodistas de Honduras, Elan Reyes Pineda, ha salido de su silencio, y por fin da declaraciones que apoyan la libertad de prensa en Honduras, aunque no condenó directamente al régimen golpista. La policía y el ejercito tambien ha suavizado su metodo represivo y de violencia, a pesar que los retenes en las carreteras continuán activos. Sin embargo, se empiezan a denunciar posibles infiltraciones de agentes de inteligencia policiales dentro de las asambleas de la resistencia contra el golpe de estado, también se reportó que durante el toque de queda, algunos policías motorizados escoltaban a un carro de donde bajaban individuos encapuchados, que pintaban durante la noche en las paredes de la ciudad, consignas en contra de Manuel Zelaya, acusandolo de ladrón y narcotraficante, una forma de boicotear los grafitis pintados por los manifestantes que se pronuncian en contra del golpe de estado.
Esto daría a entender que el ejército y la policía ha cambiado de una estratégia evidentemente violenta, a una estrategia disfrazada y confrontativa con el fín de desacreditar a los manifestantes de la resistencia, previo a la visita de los observadores de la OEA, que estarían arribando a Tegucigalpa en una fecha próxima.
Algunos sectores como la Fiscalía de DDHH, intentan limpiar su imagen ante las organizaciones internacionales haciendo inspecciones, pero sin llegar a nada concreto, no hay ordenes de captura contra los violadores de derechos humanos, no hay informes oficiales de quienes perpetraron los inumerables hechos violentos perpetrados por la policía y el ejército, no se le ha dado protección a los perseguidos y amenazados por el régimen golpista. Al parecer a algunos medios y funcionarios públicos que apoyaron el golpe de estado, empieza a preocuparles ser sancionados por las Organizaciones Internacionales de DDHH, que los acusarían de complicidad en las violaciones y abusos que se han cometido en Honduras. Poco a poco el pueblo de Honduras empiezan a recobrar terreno, gracias a las diversas denuncias hechas Organizaciones Internacionales de DDHH, que acusan al régimen golpista de Micheletti Bain de innumerables violaciones a los derechos constitucionales de los hondureños.
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Le imprese e gli imprenditori collusi con il colpo di Stato in Honduras


Diez familias financiaron el Golpe de Estado en Honduras – Dieci famiglie hanno finanziato il colpo di Stato in Honduras
El ansia de poder puede ser satisfecha completamente si se convence a la gente de amar su servidumbre, si se los educa desde jóvenes para eso.
Aldous Huxley 1894 – 1963
Los eventos del 28 de Junio de 2009 fueron planeados y ejecutados por un poderoso grupo empresarial liderado por Carlos Roberto Facussé, ex presidente de Honduras (1988-2002) y dueño del periódico La Tribuna y que, junto con los Diarios La Prensa y El Heraldo, propiedad de Jorge Canahuati Larach y los canales de Televisión 2, 3, 5 y 9 además del apoyo de las Fuerzas Armadas de Honduras fueron los pilares fundamentales del golpe.
Contando con el apoyo político de miembros del Partido Nacional, Liberal, PINU-SD y Democracia Cristiana, incluida la Corte Suprema de Justicia y la Dirigencia máxima de la Iglesia Católica.
Este grupo se completa con Jaime Rosenthal y Gilberto Goldstein, dirigentes del Grupo Continental, el emporio que controla buena parte de la banca hondureña, la agro-industria y medios de comunicación como diario Tiempo y Canal 11.
El resto de los oligarcas que apoyaron el golpe contra Zelaya y que controlan el 90% de la riqueza que produce el país son: Juan Canahuati, el financiero Camilo Atala, el maderero José Lamas, el empresario energético Fredy Násser, Jacobo Kattán, el industrial azucarero Guillermo Lippman y el constructor Rafael Flores.
Además de contar con la bendición de los Políticos de Extrema Derecha de Estados Unidos y el Departamento de Estado, un personaje fundamental en esta conspiración fue el magnate Miguel Facussé, condecorado por el Senado colombiano en 2004 con la Orden Mérito a la Democracia, y quien hoy monopoliza el negocio de la palma aceitera y en 1992 participó en la compra obligada de tierras a los campesinos en la Zona Sur del país a menos del 10% de su valor real.
¿Por que lo hicieron? La respuesta es simple: Por temor a perder el control de la economía y la política de nuestro país. Ellos saben que una consulta popular (contemplada en la constitución como un recurso legitimo) podría haber abierto el camino para una Asamblea Nacional Constituyente que contaría con la participación de los Gremios Magisteriales, Obreros y Campesinos, así como otras fuerzas políticas además de los Partidos Tradicionales, Empresarios además de los Militares que usualmente han conformado las Constituyentes anteriormente establecidas en nuestro país y que siempre las han manipulado para beneficiarse económica y políticamente.
Esta también es la razón por la que pretenden darle una apariencia legitima al Gobierno Golpista, pues es necesario proceder a elecciones con la apariencia de que se vive bajo un sistema democrático pero arreglado para que siempre gane uno de los miembros de la argolla Político Empresarial del país.
Ese fue el Gran Pecado de Manuel Zelaya Rosales, llegó al poder como un presidente manejable por la Oligarquía pero eventualmente empezó a alejarse de la línea que se le enviaba desde los grupos de poder y sus representantes dentro del Congreso Nacional. Así, interpretando de forma antojadiza algunos párrafos de la constitución procedieron a declarar ilegal su intensión de consultar al pueblo y a planear la manera de evitar que se produjera la encuesta.
Mediante el uso de los medios de comunicación se empezó a satanizar todo lo relacionado con la consulta: Diciendo que si ganaba la 4ta urna se llevarían a los niños y que ya nadie podría ir a la Iglesia, que se iba a terminar la empresa privada y que nos iba a invadir Chávez, su táctica era simple: MIEDO.
Pese a que se le levantaron cargos por Violentar la Constitución de la República, cuando el Presidente Constitucional Manuel Zelaya fue secuestrado la mañana del 28 de Julio, no fue la Policía sino el Ejército quien ejecuto la orden a una hora ilegal para ello y sin presencia de fiscal alguno. Luego del secuestro no se le llevó a prisión como correspondía para iniciarle un Juicio Político, sino que fue llevado al aeropuerto y montado en un avión militar que, violando el espacio aéreo nicaragüense lo lleva a Costa Rica (todo ilegal desde el punto de vista de la Constitución).
Si tenía cargos en su contra ¿Porque se lo saco del país? Porque para los efectos del golpe de estado era imprescindible que Manuel Zelaya no estuviera en Honduras pues hubiera sido posible que la reacción popular e internacional lo colocara nuevamente en el poder. Se le amenazo con arrestarlo si regresaba y pese a que lo intento en dos ocasiones se le impidió la entrada (algo absolutamente ilegal desde el punto de vista de la Constitución de la República que los Golpistas pretenden defender) ¿Si querían arrestarlo porque no lo dejaron entrar?
Lo que realmente quieren es que nunca más regrese y para evitar que el pueblo se movilice para facilitar su retorno se amenaza (gracias al papel vergonzoso del Cardenal Rodríguez y otros religiosos) con un baño de sangre, responsabilizándolo de cualquier matanza que pudiera haber.
LITERALMENTE EL PUEBLO HONDUREÑO ES COMO UN SECUESTRADO QUE TIENE UNA PISTOLA APUNTADA A LA CABEZA, MIENTRAS EL SECUESTRADOR AMENAZA QUE SI SE INTENTA ALGO EN SU CONTRA VA A MATAR AL REHEN Y LA CULPA SERA DE QUIEN SE ATREVA A DESAFIARLO.
Pese al rechazo mundial al gobierno de facto, se llega a unas inútiles negociaciones en Costa Rica supuestamente orientadas a llegar a un acuerdo para regresar al Presidente a Zelaya su cargo pero que en realidad solo buscan ganarle tiempo a los golpistas para controlar la situación dentro del país y en el peor de los casos conseguir una amnistía general para todos los implicados a cambio de devolver la Presidencia a Zelaya siempre y cuando acepte ser atado de manos para no hacer una consulta popular.
RECUERDEN ESTO: La Oligarquía quiere que todo siga como siempre, mantener a toda costa el sistema político que ya controla para proteger sus intereses y para esto reciben el apoyo de los grupos ultra derechistas de exiliados Cubanos y Venezolanos de Estado Unidos y también del Departamento de Estado, CIA, Senadores, Congresistas y Cadenas Noticiosas de ese país.
COMPRENDE: Que la gran mayoría de nuestro pueblo (mas del 70%) vive por debajo de la línea de la pobreza y que la clase media (solo un25%) sirve de escudo a la clase alta (5%) que controla toda la empresa privada y mas del 90% del capital de nuestro país. Si la Democracia fuera real en Honduras el Congreso Nacional estaría lleno de Dirigentes gremiales, Obreros y Campesinos no de Empresarios, Abogados y Economistas que sirven de tapadera de los grupos de poder que les financian las campañas.
No podemos permitir que los lideres que son elegidos por el pueblo sean reemplazados por capricho de los poderosos simplemente porque no les gusta que les afecten los negocios.
Honduras no compra en Mall Multiplaza, compra en El Mayoreo y el Mercado Barandillas, no viste GUCI o GAP sino de bulto, no recibe atención medica en Honduras Medical Center sino en el Hospital Escuela (si hay medicinas). No se engañen, los pobres de este país no quieren quitarte el carro o los lujos a los ricos, solo quieren compartir una mejor distribución de la riqueza de la nación que unos pocos miles controlan y consumen a su gusto.
Eso no se llama Comunismo, se llama Justicia.
A CONTINUACION LA LISTA DE LOS NEGOCIOS QUE SON PROPIEDAD DE LOS GOLPISTAS, PARA QUE LOS CONOZCAS, NO CONSUMAS SUS PRODUCTOS Y LOS BOICOTEES POR LA DIGNIDAD DE UN PUEBLO QUE DICE ¡BASTA YA!
Diarios, revistas e imprentas:
La Prensa (Jorge Canahuati Larach)
El Heraldo (Jorge Canahuati Larach)
Diez (Jorge Canahuati Larach)
La Tribuna (Carlos Flores Facussé)
Hablemos Claro (Rodrigo Wong Arévalo)
Hablemos Claro Financiera (Rodrigo Wong Arévalo)
As Deportiva (Rodrigo Wong Arévalo)
Cromos (Rodrigo Wong Arévalo)
Estilo (Jorge Canahuati Larach)
Lithopress Industrial (Carlos Flores Facussé)
TV, cable, internet y telefonía:
Grupo Televicentro (Rafael Ferrari)
Canal 5 (Rafael Ferrari)
Telecadena 7 y 4 (Rafael Ferrari)
Telesistema 3 y 7 (Rafael Ferrari y Villeda Toledo)
MegaTV (Rafael Ferrari)
Canal 10 o TEN (Rodrigo Wong Arévalo)
Canal 54 (Jorge Faraj, Camilo Atala)
Multivisión (Rafael Ferrari)
Multidata (Rafael Ferrari)
Multifon (Rafael Ferrari)
Televicentro Online (Rafael Ferrari)
Tigo-Celtel (Antonio Tavel Otero)
Telemás (Gabriela Núñez)
45TV, La Ceiba (Rodolfo Irías Navas)
Televisión 8, Tela (Rodolfo Irías Navas)
Radios:
Emisoras Unidas (Rafael Ferrari)
HRN (Rafael Ferrari)
Radio Norte (Rafael Ferrari)
Suave FM (Rafael Ferrari)
Rock n’ Pop (Rafael Ferrari)
Vox FM (Rafael Ferrari)
XY (Rafael Ferrari)
94 FM (Rafael Ferrari)
Radio Satélite (Rafael Ferrari)
Radio Caribe (Rafael Ferrari)
Radio Centro (Rafael Ferrari)
Audiovideo (Miguel Andonie Fernández)
Radio América (Miguel Andonie Fernández)
Radio San Pedro (Miguel Andonie Fernández)
Súper 100 (Miguel Andonie Fernández)
La Moderna (Miguel Andonie Fernández)
Radio La Ceiba (Miguel Andonie Fernández)
Comunicaciones del Atlántico (Rodolfo Irías Navas)
Radio El Patio, La Ceiba (Rodolfo Irías Navas)
Stereo 92, La Ceiba, (Rodolfo Irías Navas)
Stereo 102.5, La Ceiba, (Rodolfo Irías Navas)
Romántica, 103.5 FM, La Ceiba (Rodolfo Irías Navas)
Radio Aguán, Colón (Rodolfo Irías Navas)
92.7 FM , Tela (Rodolfo Irías Navas)
91.5 FM , Tela (Rodolfo Irías Navas)
Bancos, corporaciones, consorcios
y manufacturas:
Grupo Ficohsa (Jorge Faraj Rishmagüi, Camilo Atala Faraj)
Banco Ficohsa (Jorge Faraj, Camilo Atala)
Interamericana de Seguros (Jorge Faraj, Camilo Atala)
Ficohsa Express (Jorge Faraj, Camilo Atala)
PSI Servicios Inmobiliarios (Jorge Faraj, Camilo Atala)
Dicorp, divisas corporativas (Jorge Faraj, Camilo Atala)
Fundación Ficohsa (Jorge Faraj, Camilo Atala)
Grupo Terra (Freddy Nasser)
Asin (Miguel Andonie Fernández)
Grupo Roble (Ricardo Maduro Joest)
Fondo Hondureño de Inversión Turística (Rafael Ferrari)
Teletón (Rafael Ferrari)
Grupo Dinant, Corporación Cressida (Miguel Facussé Barjum)
Químicas Magna (Miguel Facussé Barjum)
Cressida Industrial (Miguel Facussé Barjum)
Químicas Laser (Miguel Facussé Barjum)
Alimentos Dixie (Miguel Facussé Barjum)
Lactohsa (Schucry Kafie)
Corinsa (Jorge Canahuati Larach)
Grupo Televicentro (Rafael Ferrari)
Corporación Emisoras Unidas (Rafael Ferrari y Villeda Toledo)
Corporación Audiovideo (Miguel Andonie Fernández)
Exportadora del Atlántico (Miguel Facussé Barjum)
Embotelladora de Sula (Jorge Canahuati y Jorge Larach)
Comunicaciones del Atlántico (Rodolfo Irías Navas)
Fundación Covelo (Adolfo Facussé)
Banco Covelo (Adolfo Facussé)
Energía y combustibles:
Estos salían afectados por el contrato con PETROCARIBE
y los Proyectos Hidroeléctricos que estaban en proyecto
por parte del Gobierno de Zelaya.
Emce (Freddy Nasser)
Enersa, planta termoeléctrica (Freddy Nasser)
Río Blanco, planta termoeléctrica (Freddy Nasser)
Lufussa, planta termoeléctrica (Schucry Kafie)
Elcosa, planta termoeléctrica (Freddy Nasser)
Petróleos de Honduras (Hondupetrol) (Freddy Nasser)
Gasolineras Uno (Freddy Nasser)
Empresa Transporte y Maquinaria (Tramaq) (Freddy Nasser)
Energía y Transmisión (Enetran) (Freddy Nasser)
Semeh (Rafael Ferrari, Arturo Corrales)
Dinapower, biocombustible (Miguel Facussé Barjum)
Mall, supermercados, tiendas y productos:
Supermercado La Colonia (Mario Faraj)
Jetsereo (Ricardo Maduro Joest)
La Curacao (Ricardo Maduro Joest)
Tropigas (Ricardo Maduro Joest)
Mall Multiplaza (Ricardo Maduro Joest)
Diunsa (Mario Faraj)
Eleganza (Jorge Canahuati Larach)
Jorge J. Larach & Cía. (Jorge Canahuati Larach)
Comercial Larach (Jorge Canahuati Larach)
Proconsumo, (Kiwi, chemicol) (Miguel Andonie Fernández)
Xedex (Miguel Facussé Barjum)
Audaz (Miguel Facussé Barjum)
Ganex (Miguel Facussé Barjum)
Comidas, bebidas y churros:
Burger King (Rafael Ferrari)
Little Caesar´s (Rafael Ferrari)
Church´s Chicken (Rafael Ferrari)
Popeye´s (Rafael Ferrari)
Dunkin Donuts (Rafael Ferrari)
Baskin Robbins (Rafael Ferrari)
Pollo Campero (Rafael Ferrari)
Chilli´s (Rafael Ferrari)
Pizza Hut (Jorge Canahuati Larach)
Kentucky Fried Chicken (Jorge Canahuati Larach)
Agua Azul (Jorge Canahuati Larach)
Aquafina (Jorge Canahuati Larach)
Pepsi (Jorge Canahuati Larach)
Seven Up (Jorge Canahuati Larach)
Mirinda Naranja (Jorge Canahuati Larach)
Mirinda Uva (Jorge Canahuati Larach)
Teem (Jorge Canahuati Larach)
Enjoy (Jorge Canahuati Larach)
Adrenaline (Jorge Canahuati Larach)
Gatorade (Jorge Canahuati Larach)
Quanty (Jorge Canahuati Larach)
Be-Light (Jorge Canahuati Larach)
Link (Jorge Canahuati Larach)
SoBe Energy (Jorge Canahuati Larach)
Té Lipton envasado (Jorge Canahuati Larach)
Yummies Zambos, Tajaditas, Yuquitas (Miguel Facussé Barjum)
Yummies Ranchitas, Nachos, Jalapeños (Miguel Facussé Barjum)
Cappy, maíz con queso y Gorditos (Miguel Facussé Barjum)
Ziba´s, Papas y Anillitos de papa (Miguel Facussé Barjum)
Ziba´s Tosti Rica, Papas fritas (Miguel Facussé Barjum)
Ziba´s Francesa, Papas a la francesa (Miguel Facussé Barjum)
Taco del Rancho, Picante, Jalapeño y Barbacoa (Miguel Facussé Barjum)
Chicharrones del Rancho, Limón y Picosito (Miguel Facussé Barjum)
Mazola, Aceite y Margarina, Manteca Pura (Miguel Facussé Barjum)
Issima, Pasta de tomate La Rojita y Sofrito (Miguel Facussé Barjum)
Issima, Salsas para pastas Ranchera (Miguel Facussé Barjum)
Issima, Salsas para pastas Tomate y Albahaca (Miguel Facussé Barjum)
Issima, Salsas para pastas Con hongos y 3 quesos (Miguel Facussé Barjum)
Issima, Ketchup (Miguel Facussé Barjum)
Issima, Sopas de Pollo, Camarón y resollo Oriental (Miguel Facussé Barjum)
Issima, Spaguetti y Tallarines (Miguel Facussé Barjum)
Issima, consomé de Gallina y de Pollo (Miguel Facussé Barjum)
Leche Sula (Schucry Kafie)
Leche La Pradera (Schucry Kafie)
Leche en polvo Sula (Schucry Kafie)
Malteadas Sula (Schucry Kafie)
Jugos de Naranja y fruta Sula (Schucry Kafie)
Bebida Fristy Sula (Schucry Kafie)
Queso, Quesillo, Requesón Sula (Schucry Kafie)
Queso Cheddar, Gouda, Edam y Pecorino Sula (Schucry Kafie)
Mantequilla crema Sula (Schucry Kafie)
Margarina Sula (Schucry Kafie)
Mozarrella Sula (Schucry Kafie)
Yogurt Sula (Schucry Kafie)
Yogurt Gaymonts y Lait (Schucry Kafie)
Agua Sula (Schucry Kafie)
Frutas y vegetales Altima (Miguel Facussé Barjum)
Medicinas y farmacias:
Laboratorios Finlay (Jorge Canahuati)
Infarma (Miguel Andonie Fernández)
Mandofer (Miguel Andonie Fernández)
Farmacia Regis (Miguel Andonie Fernández)
Textiles y maquilas:
Grupo Lovable (Jesús, Mario y Juan Canahuati)
Textiles Río Lindo (Adolfo Facussé)
Hoteles:
Intercontinental (Ricardo Maduro Joest)
Transporte aéreo y terrestre:
Inter Airports (Freddy Nasser)
Catisa (Roberto Micheletti Baín)
Tupsa (Roberto Micheletti Baín)
Trasul (Roberto Micheletti Baín)
Equipos de fútbol:
Olimpia (Rafael Ferrari)
Motagua (Camilo Atala y Pedro Atala)
Selección de Honduras (Rafael Ferrari, Camilo Atala, Rafaél Callejas, Faraj y Kaffati)
El presidente de facto hondureño Roberto Micheletti,
en declaraciones que hizo a la prensa, dijo el lunes
que una de las directrices de su administración de
facto será favorecer a la empresa privada, pues
expresó que “SIN EMPRESAS PRIVADAS, NO LE
PODEMOS DAR SATISFACCIÓN A NADIE”.
Venezolana de Televisión / TeleSUR
Título de la Noticia: “Alrededor de 42 heridos deja represión
a protesta en Honduras” Párrafo 8.
http://www.vtv.gov.ve/noticias-internacionales/21737
Agosto 4, 2009 (mmaldonado)
¿Notas como se repiten los mismos nombres una y otra vez? Menos de 20 individuos controlan mas del 95% de la economía de nuestro país.
Evidentemente todo lo que quieren es controlar el poder político a fin de proteger sus intereses a expensas de más de 5 millones de hondureños que viven bajo la línea de la pobreza.
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Honduras: il governo de facto viola i diritti umani. Relazione della Commissione Interamericana per i Diritti Umani


Foto da: http://www.flickr.com/photos/rossrm/
LAS VIOLACIONES DE DERECHOS HUMANOS EN NÚMEROS LE VIOLAZIONI AI DIRITTI UMANI IN CIFRE
Derechos violados (Convención Americana sobre Derechos Humanos) DIRITTI VIOLATI PER CATEGORIA CON IL NUMERO DI VITTIME ACCERTATE DA DENUNCE RICEVUTE DALLA MISSIONE
(Cantidad de víctimas según denuncias recibidas por la Misión)Derecho a la vida (articulo 4): muertes* victimas: 8 personas (DIRITTO ALLA VITA)
Derecho a la integridad personal ** (artículo 5): agresiones, malos tratos, entre otros victimas: 136 personas
Situacion de las 600 familias de la comunidad de Guadalupe Carney. (DIRITTO ALL’INTEGRITA’ PERSONALE)Derecho a la libertad personal (artículo 7): detenciones arbitrarias 6 personas acusadas por sesión «Más de 100 extranjeros afectados» (DIRITTO ALLA LIBERTA PERSONALE)
Más de dos mil detenciones arbitrarias por toque de queda, y participar en marchas contra el golpe de Estado.Derecho a la libertad de expresión: situación periodistas y otros 12 periodistas 8 Medios de comunicación (DIRITTO ALLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE)
* Violación al derecho a la vida corresponde únicamente a las personas muertas.
** Los casos de amenazas de muerte están registrados como violación al derecho a la
integridad personal.HONDURAS : GOBIERNO DE FACTO VIOLA DERECHOS HUMANOS
El día de hoy, la misión internacional de derechos humanos presenta su informe final sobre la situación en Honduras ante la Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH), en Washington.
Tras del golpe de estado del 28 de junio de 2009 que alteró drásticamente el orden constitucional del país, se presenta en Honduras una grave situación de derechos humanos y de restricciones a las libertades democráticas. Son evidentes las dificultades y obstáculos para el acceso a la justicia y se limita drásticamente la libertad de prensa. En el informe se realiza una descripción de los resultados de la Misión internacional de observación sobre la situación de los derechos humanos que permaneció en Honduras desde el 17 hasta el 26 de julio. La Comisión Interamericana de Derechos Humanos realizará una Visita oficial a Honduras entre el 17 al 21 de agosto de 2009.
Las organizaciones y redes internacionales que conformamos la misión, seguiremos vigilando sobre la situación en Honduras, por lo que se creó el Observatorio Internacional sobre Derechos Humanos en Honduras, iniciativa conjunta de la Federación Internacional de Derechos Humanos (FIDH), el Centro de Justicia y Derecho Internacional (CEJIL), FIAN Internacional, la Iniciativa de Copenhague para América Central y México (CIFCA), y la Plataforma Interamericana de Derechos Humanos, Democracia y Desarrollo (PIDHDD).
Por favor encontrar en el anexo el informe final y un resumen ejecutivo del mismo.
Saludos muy cordiales.
Martin Wolpold-Bosien
Coordinador para América Central
FIAN Internacional
Willy-Brandt-Platz 5
69115 Heidelberg
AlemaniaCentroamerica, Centroamerica e Caraibi, ciddhh, colpo di stato, comision interamericana derechos humanos, democrazia, Diritti Umani, Español, Fai notizia, Golpes, Honduras, manifestazione, mel zelaya, micheletti, militares, militari, Movimenti Sociali, oas, obama, oea, Politica, Repressione, Roba in Italiano, roberto micheletti, tegucigalpa, zelaya -
Repressione all'Università dell'Honduras e intervista al poeta honduregno Samuel Trigueros


Foto: http://www.flickr.com/photos/nelsoncampos/3698428218/
HONDURAS 4 e 5 AGOSTO 2009Represión en la UNAH – 5 de agosto
Hace hora y media (11:30 am) el ejército entró a la UNAH (Universidad Autónoma de Honduras) Tegucigalpa, y lanzó gases lacrimógenos en protección del candidato por el Partido Nacional Pepe Lobo.Los estudiantes se negaron a que Pepe Lobo llegara a discursar a un evento pro-elecciones y de concientización democrática.Ayer, los frentes estudiantiles echaron al candidato por el Partido Liberal Elvin Santos.La gravedad de los hechos que siguen ocurriendo en estos momentos en la UNAH llegaron al extremo de las balas y de golpear a la señora rectora, la reconocida intelectual Julieta Castellanos.Unah vs Pepe LoboAnte ayer, le tocó a Elvin Santos, salir corriendo de la UNAH, después que intentó hacer proselitismo dentro del “Alma Máter”. Canal 36, se encargó de transmitir los hechos.Lo que no se transmitio en ningun medio, fue que ayer por la tarde le tocó el turno al presidenciable Pepe Lobo, quién también intentó hacer campaña dentro de la UNAH, donde fue repelido por los estudiantes y que provocó la furia del presidencial, quién pidió el ingreso de la policía en las instalaciones universitarias para reprimir a los estudiantes, ni si quiera las autoridades universitarias se salvaron de la violencia policiaca, la Rectora de la Universidad, junto a otros decanos fueron vapuleados por los policías que hicieron caso omiso a la exigencia de la rectora, que pedía la paz y respeto para la institución educativa.Esto perfila a Pepe Lobo, como el consentido de los medios de comunicación (incluyendo a Canal 36) que tapan cualquier hecho vergonzoso que a el presidenciable se le ocurra provocar…Entrevista a Samuel Trigueros – El ClarínEl escritor, pintor y actor de teatro Samuel Trigueros Espino (1967), hace un recuento de la fundación del Frente Nacional Contra el Golpe de Estado: “Los artistas que nos mantenemos en resistencia somos parte de la reserva moral de Honduras y aportamos sentido interno a la lucha -pacífica de nuestra parte, sangrienta de parte de ellos- que se libra en las calles. Los golpistas tienen bojotes que cantan y recitan, pero no tienen artistas que puedan ayudar a redefinir con honestidad y verdad la patria. El régimen golpista moviliza cuerpos armados, nosotros movilizamos conciencias”.Samuel Trigueros es autor de los libros de poesía: Animal de ritos (2006) y Antes de la explosión (2009); además participó en las antologías: Panorama crítico del cuento hondureño; Versofónica; Diccionario de literatos hondureños y La herida en el sol (UNAM, 2007), entre otras publicaciones colectivas.Paradójicamente y en reacción al golpe de Estado, los artistas viven una efervescencia cultural, y con la palabra lo ejemplifica: “Hemos constituido fundaciones y compañías de una sola persona, editoriales sin maquinaria de impresión, conservatorios callejeros, bibliotecas ambulantes, ateliers sobre paredes públicas y todos los días montamos y desmontamos el Teatro de la Rosa marchita de nuestras necesidades y sobrevivencia. No dependemos del Estado para hacer arte”
MC.- Representas a los artistas en el Frente Nacional Contra el Golpe de Estado, ¿cómo fuiste elegido?, ¿cuál es la importancia de que la comunidad artística tenga voz y voto en dicha Asamblea?
ST.- Represento a los artistas en el Frente Nacional de Resistencia Contra el Golpe de Estado por razones totalmente aleatorias que se fueron encadenando hasta colocarme en esa posición. Entre esas razones están los siete meses de desempleo y crisis económica que venía arrastrando hasta el momento del Golpe de Estado, lo cual me ubicaba en la categoría de los vagos inservibles del sistema pero me proporcionaba el tiempo suficiente para atender invitaciones de diversos medios para opinar acerca de una democracia participativa y una nueva calibración de las deterioradas e injustas relaciones entre gobernantes y gobernados, a través del contrato social que es la Constitución de la República. Eso lo hice incluso un día antes del golpe de Estado.
“Desde el día del golpe, el 28 de junio, estuve en la toma de la calle frontal de casa presidencial. Ahí, junto al pueblo, junto a muchísimos otros compañeros y compañeras artistas, escritores, realizamos nuestras primeras manifestaciones de repudio e indignación. Los primeros intentos de represión militar provocaron que algunos dirigentes sindicales, líderes políticos, representantes de organismos de derechos humanos y yo que estaba en la ‘zona cero’ improvisáramos una reunión para organizar al pueblo que ahí se encontraba: nos tomamos un local comercial vacío y ahí decidimos crear lo que en ese momento se llamó ‘Frente de Resistencia Popular’ y que luego se denominó ‘Frente Nacional de Resistencia Contra el Golpe de Estado’. Redactamos nuestro primer comunicado y lo divulgamos al mundo en una conferencia de prensa callejera.
“Posteriormente, algunos creadores y creadoras artísticos decidimos organizar ‘Artistas del Frente Nacional Contra el Golpe de Estado’. Como yo estaba en el comité de conducción del Frente, les pareció lógico que yo fuera el representante y enlace entre los artistas y el Frente. Por supuesto que no necesariamente tenía que ser yo y que hay en Honduras muchos compañeros y compañeras capaces de estar ahí; pero la Historia me colocó en ese lugar y hasta ahora nadie lo ha impugnado. Sigo sin empleo, con una crisis que en ocasiones amenaza inmovilizarme, pero firme tratando de cumplir las tareas de la lucha pacífica que hemos emprendido para revertir el golpe de Estado”
“Creo que, en tanto soy un obrero más de la cultura de Honduras, mi presencia en el Frente, en representación de todas y todos los artistas, tiene la importancia de canalizar los puntos de vista del sector cultural, históricamente invisibilizado por los políticos de turno. Establece, además, la necesidad de contar con este sector poblacional en la toma de decisiones del país. Fortalecemos la lucha, porque tenemos algo que decir y hacer en esta coyuntura y en todos los procesos de la vida nacional”
MC.- ¿Cómo organizan las jornadas de Gritos del paraíso?, ¿qué tipo de reacción tiene el pueblo frente a las expresiones artísticas en resistencia al golpe?
ST.- ‘Gritos del paraíso’ es el nombre que le hemos dado a la convergencia de artistas de todas las disciplinas en un evento masivo de arte y denuncia de los atropellos y crímenes que el régimen golpista está cometiendo. Se trata de los gritos de todo un pueblo que está siendo golpeado, herido, torturado y matado en todas sus dimensiones. Se trata de romper con la imagen de tranquilidad y normalidad que los golpistas quieren vender al mundo para consolidarse en el poder. Se trata de demostrar que Honduras sangra, lucha y grita por recuperar su libertad, su institucionalidad y su derecho a forjar una democracia participativa e incluyente.
“Hasta el momento hemos realizado dos ‘Gritos del paraíso’ y vamos por el tercero. Tenemos un pueblo copartícipe que nos acompaña todo el tiempo como protagonista del evento. En la pedagogía que esta lucha está generando, el arte se ha convertido en un excelente recurso didáctico para movilizar conciencias. Hoy más que nunca los artistas honestos de Honduras hemos demostrado que la palabra ‘pueblo’ también es nuestra y que la resistencia es una convicción necesaria e ineludible en este momento histórico”
MC.- No te preguntaré sobre la cobertura de prensa, porque leí en El Heraldo que una intervención de ustedes, fue “mal interpretada”; ustedes cubrieron con sábanas el rostro de varias estatuas de héroes hondureños y El Heraldo dijo que el gobiernote Micheletti cubrió las estatuas para evitar daños, ¿de qué es indicador el affaire de El Heraldo?, ¿qué querían expresar con su performance?
ST.- El robo de El Heraldo es sólo una muestra del descaro con que actúan estos delincuentes. Todos sabemos que El Heraldo, La Prensa, La Tribuna y la mayoría de los medios masivos de comunicación de Honduras están en manos de los gestores del golpe de Estado. A la campaña feroz que emprendieron contra las políticas reformadoras de Manuel Zelaya, han sumado las campañas de terror mediático, propalando que el comunismo ‘comeniños’ va a entrar a Honduras si los hondureños no se oponen a Mel, que Hugo Chávez es el titiritero de todos los que estamos en resistencia y que la represión es necesaria para salvar la patria; han secuestrado las palabras “paz”, “democracia”, ‘pueblo’; las han vaciado de su verdadero contenido y las han convertido en souvenir que cuelga de las mentes y las bocas robotizadas de ‘la mancha blanca de los perfumados’
“Son tácticas viejas. Si no me equivoco, en Chile el comando fascista que intentaba dividir el movimiento sindical para derrocar a Salvador Allende le robó a la izquierda el grito de: ‘El pueblo unido…jamás será vencido’, y lo cambió por: ‘El Teniente unido…jamás será vencido’, porque la derecha en todas las épocas y latitudes no tiene gritos propios y tiene que robarlos al pueblo para contar con algo coherente que tenga prestigio popular. Lo mismo está pasando en Honduras: la derecha y la ultraderecha desarrolla campañas mediáticas usurpando hasta las mismas acciones de los artistas para tener algo creativo que decir”
“Entre las lecturas posibles de la intervención en espacio público realizada por Artistas del Frente está el de cubrir los rostros de los próceres de América -que fundaron repúblicas y lucharon por la libertad- como un acto piadoso de apartar de su vista la ignominia del momento histórico. También podemos reflexionar que se trata de representar la tortura, la mordaza, la represión que estamos viviendo. No en vano los bustos fueron cubiertos con bolsas de tela blanca que, en primer lugar, remiten a las camisitas blancas que usa la derecha en sus manifestaciones pagadas, pero también recuerda los cucuruchos del Ku Klux Klan y las capuchas de tortura. No es cierto que fue una acción de ‘los perfumados’ para proteger los bustos de los actos vandálicos de la resistencia, como pretende El Heraldo. El pueblo es más culto de lo que creen los bárbaros golpistas, y no mancha las estatuas, pinturas murales y demás piezas artísticas que ornan la ciudad. La catedral metropolitana es una excepción cualitativa: ha sido cubierta de ‘pintas’ una y otra vez, en el entendido de que se trata de un sepulcro blanqueado o, mejor dicho, apastelado, para que los beatos indigentes se indigesten contemplando el armatoste en cuestión”
MC.- ¿Cuál ha sido el punto más álgido que han vivido los artistas en resistencia?, ¿cómo sobrellevan el terrorismo de Estado?
ST.- Creo que hay momentos críticos que muchos artistas hemos vivido desde el primer día de lucha. Las historias son múltiples. Hemos sido detenidos, golpeados, perseguidos, torturados, amenazados, acosados, expulsados de las oficinas estatales; nos han lanzado gases lacrimógenos, balas de todo tipo y, en general, sufrimos las mismas injusticias y violaciones a derechos humanos de toda la población. Si algún trato especial nos han dado es señalarnos como un grupo al que hay que prestarle la atención debida, contra el que hay que actuar pronto, porque somos eficaces en las acciones que emprendemos y podemos contribuir a lograr una lucha sostenida. Esto lo ha publicado el nefasto escribidor de la derecha Juan Ramón Martínez, poniendo sobre nosotros su dedo llagado y acusador. Como seres humanos, el terrorismo de Estado nos ha hecho pasar por todos los estadios de emociones posibles: desde la impotencia, el estupor, la indignación, la ira, hasta la serenidad que se requiere para dar respuestas claras, inteligentes, y eficaces a un régimen torpe, inculto y bárbaro que se sostiene únicamente mediante la fuerza de las armas y el doble juego norteamericano.
MC.- ¿Qué acciones e intervenciones tienen planeadas? lo pregunto con la cautela de no anticipar un acto sorpresivo, tal vez puedas contarnos algo a grandes rasgos…
ST.- Estamos preparando una nueva manifestación político cultural “Gritos del paraíso”, además de otras respuestas a los eventos oficiales light que los potentados de este país patrocinan para hacer de ellos pasarela de moda para sus hijas, para evadir impuestos, para darse bañitos moderados de cultura y ocupar todos los espacios que deberían ser accesibles al pueblo.
“Los artistas visuales, los teatristas, los músicos, investigadores, narradores, poetas estamos en la lucha unitaria. Para nosotros también es la oportunidad de ensayar otras formas de convergencia, de superar dogmatismos y distancias entre las diversas disciplinas artísticas, de estructurar nuevos lenguajes, de asumir posiciones concretas frente a la realidad nacional y de fortalecer el verdadero tejido de la identidad nacional, que está más allá de un spot televisivo o de una marca publicitaria de país”
MC.- ¿Llevan un registro audiovisual de sus actividades artísticas?, ¿dónde puede consultar la prensa extranjera el archivo fotográfico?
ST.- Llevamos registros fotográficos, algunos videos y archivos sonoros de lo que estamos haciendo como Artistas del Frente. No siempre logramos registrar todo por falta de recursos. La mayor parte de los que estamos trabajando la relación arte-política de esta coyuntura estamos en condiciones precarias. Lo que hacemos es gracias a pequeñas donaciones y al generoso aporte de nuestros escasos recursos a la causa. Lo hacemos con toda dignidad y convicción y, de ser necesario, pintaremos con nuestra sangre y haremos música con las piedras del camino y teatro con los huesos para denunciar la barbarie. Para consultar y ver algo de lo que estamos produciendo contamos con un blog en construcción al que se puede entrar con la siguiente dirección:
http://artistascontraelgolpe.blogspot.com
MC.- Leímos que despidieron a Natalie Roque, Directora de la Hemeroteca Nacional de Honduras, por difundir recortes de prensa con antecedentes públicos de los golpistas, ¿qué otras reprimendas ha realizado la burocracia cultural de facto?
ST.- Antes de su despido, como parte del proceso, Natalie Roque, directora de la hemeroteca, fue acusada de divulgar “secretos de la cultura hondureña”, figura estúpida que inventaron luego de enterarse que ella había escaneado y difundido archivos de prensa relativos a momentos históricos hondureños que pueden vincularse o compararse al actual y que, por lo demás, pueden ser consultados por cualquier ciudadano o ciudadana que lo solicite directamente en la hemeroteca. Ya Aristófanes sentenció que: “La ignorancia se educa, la embriaguez se cura, pero la estupidez dura toda la vida”, lo cual, por supuesto, al menos en su última parte aplica para los usurpadores del régimen golpista. Otros compañeros creadores e investigadores como la directora del Libro y el documento han sido despedidos injustificadamente; hay acoso administrativo a la orden del día y de la noche, llamadas telefónicas intervenidas o amenazantes para varios artistas, cancelación de contratos, eliminación de oportunidades laborales y persecución total para quienes no nos plegamos al proyecto de consolidación del régimen ilegal. Es evidente que los efectos del golpe de Estado se extienden al sector cultural y, por lo tanto, nos amparamos en el artículo 3 de la Constitución de la República para mantenernos en resistencia.
MC.- En Chile, los golpistas acuñaron e implementaron el término “Apagón cultural”, ¿qué hacer para mantener viva la luz de la cultura y la memoria hondureña?, ¿los respaldará el magisterio, el sindicalismo y el pueblo en general para no caer en otro Apagón cultural?
ST.- En Honduras hace tiempos quemaron los fusibles estatales de la cultura y nos alumbramos con nuestras propias plantas de generación cultural orgánicas. Hemos sobrevivido en un clima de política inculta cuyo resultado es la ausencia de una política cultural; pero hemos aprendido a desarrollar nuestros propios sistemas de creación, difusión y distribución de los productos artísticos: hemos constituido fundaciones y compañías de una sola persona, editoriales sin maquinaria de impresión, conservatorios callejeros, bibliotecas ambulantes, ateliers sobre paredes públicas y todos los días montamos y desmontamos el Teatro de la Rosa marchita de nuestras necesidades y sobrevivencia. No dependemos del Estado para hacer arte. Si alguien creía que los artistas creamos porque estamos subvencionados, hoy que no existe gobierno y lo que hay es una administración de la crisis, puede ir a las calles y comprobar que el arte y los artistas estamos más vivos que nunca, aunque los escuadrones de la muerte intenten lo contrario.
Lo que necesitamos para que la luz de la cultura y la memoria hondureña continúe viva es, en primer lugar, reafirmar nuestras convicciones, de las cuales nacen los motivos y razones para todo arte verdadero. No hay arte sin asidero en la realidad; y la realidad que estamos viviendo debe ser retratada desde adentro por un arte combativo que muestre las vísceras del buey abierto en canalete y de cuenta de esta carnicería nacional que ha provocado el golpe de Estado. En segundo lugar, necesitamos abandonar los intentos de recomponer la Novena de Beethoven, de reescribir Crimen y castigo o de maquillar de nuevo a La maja (vestida o desnuda); debemos aceptar que es la hora del graffiti, del panfleto, del libelo y del esperpento como formas válidas de crítica y expresión para el momento actual. Debemos producir nuestro arte sin afanes preciosistas, con toda la profundidad pero también con toda la velocidad y el sarcasmo e ironía de que somos capaces. Finalmente necesitamos el apoyo solidario de los demás artistas para intensificar la dimensión de nuestro grito a través de la divulgación y para apoyarnos en el momento preciso. Estamos hechos del mismo barro y huesos del pueblo y padecemos las mismas necesidades, pero contamos con la misma dignidad y capacidad de resistir.
“El golpe de Estado nos ha dañado hasta la médula, pero también nos ha dejado cosas positivas, como el hecho de que han comenzado a generarse nuevas dinámicas de organización y lucha colectiva. La lucha unitaria es un producto que está madurando a golpes, literalmente, en Honduras: los artistas consideramos que la lucha y necesidades del magisterio, del campesinado, de los obreros, de las amas de casa, de los estudiantes, de los indígenas y de todos los sectores populares también es nuestra necesidad y nuestra lucha y no esperamos menos hacia nosotros, porque también nuestro nombre es Pueblo”
MC.- La crítica de arte Helen Umaña, recientemente escribió: “El artista y el intelectual no pueden esconderse en una pretendida neutralidad. Tratándose del bienestar colectivo no hay apoliticidad que valga. El silencio equivale a aquiescencia y complicidad”, ¿así asumen esta responsabilidad?, ¿todavía quedarían artistas e intelectuales hondureños en la total indiferencia?
ST.- Nosotros, los y las artistas e intelectuales de Honduras que estamos contra el golpe de Estado, sabemos que estamos en un momento de definiciones y acción, sabemos que no existe línea neutra en esta lucha; quienes en este momento prefieren colocarse –cómoda y burguesamente- como espectadores históricos, tarde o temprano tendrán que decidir. Los que dicen ser apolíticos -por cobardía, conveniencia o taimadez- con ello están adoptando una postura política que, normalmente, se llama “derecha”.
Claro que entre los artistas también hay ovejas vestidas con camisetas blancas y perfumadas con gas pimienta. Algunos y algunas de ellas incluso lamieron los pisos de casa presidencial, de relaciones exteriores y demás ministerios cuando Manuel Zelaya aún estaba en Honduras, procurando un financiamiento para su disco, para su libro, para sus pinturas; y hoy caminan por la otra acera, van en las marchas de “los blanquitos” que claman paz con banners plastificados de correcta ortografía en diversos idiomas, con anteojos Dolce & Gabbana, cantando el Himno a la alegría de vivir en un país convertido en campo de concentración. Las pancartas del pueblo están mal escritas, tienen horrores de ortografía y son de cartón barato y manta rala, pero gritan verdades e indignación y resistencia inquebrantable.
“Los artistas que nos mantenemos en resistencia somos parte de la reserva moral de Honduras y aportamos sentido interno a la lucha -pacífica de nuestra parte, sangrienta de parte de ‘ellos’- que se libra en las calles. Los golpistas tienen bojotes que cantan y recitan, pero no tienen artistas que puedan ayudar a redefinir con honestidad y verdad la patria. El régimen golpista moviliza cuerpos armados, nosotros movilizamos conciencias”
MC.- Finalmente, eres pintor ¿plasmarás en un lienzo o mural tu indignación?, ¿o la catarsis la resuelves en las calles y con la escritura?
ST.- Además de pintar, hago teatro y escribo. Hace tiempo superé el conflicto de tener que decidir entre dedicarme a la pintura, al teatro o a la literatura. Decidí hacer todo eso de la mejor manera a mi alcance, con honestidad, con técnica, sin afanes ególatras de fama o fortuna, lo cual, además, resultaría inútil. Sin embargo, en este momento todo mi trabajo artístico se ha ralentizado; dentro de mí siguen fermentándose imágenes plásticas y estructuras poéticas y escenas posibles, pero no es para mí el tiempo de sentarme a escribir o pintar o ensayar una puesta en escena. Es una decisión personal. De todas maneras otros compañeros y compañeras –poetas, pintores, teatristas, músicos, etc.- están produciendo un arte de ruptura y denuncia muy bueno. Mis métodos de trabajo son distintos. Lo único que he escrito en estos días son dos poemas de amor y uno muy raro acerca de los espejos, pero la policía me confiscó la libreta donde estaban mezclados con otras anotaciones. Trato de recordarlos para reelaborarlos. Lo más seguro es que no lo logre y escriba otra cosa. Aparecerá en estos días un libro de poesía llamado “Antes de la explosión”, el cual terminé de escribir el año pasado, cuando ya podían vislumbrarse signos de esto que se nos venía encima. Es un libro que anuncia la explosión de otro tipo de poesía en mi carrera como escritor, la explosión de otros lenguajes, la explosión popular alimentada por la injusticia.
“Seguro después vendrá mi tiempo de sacar el cúmulo de experiencias para convertirlos en pintura, teatro o literatura, porque poesía ya son. En cuanto a la catarsis, creo que la resistencia misma es una forma de purificación del pueblo y de la patria: estamos quemando vicios organizativos, gremiales, de concepción democrática, de significados del arte, de estrategias de lucha popular, de identidad nacional. Racionalizado o no, cada jornada en las calles es una catarsis para muchos. Sobre ella el régimen golpista arroja represión y muerte; pero nos levantamos, volvemos a la lucha y purificamos de nuevo el tiempo. En eso estamos”
Mario Cassasús, El Clarín -
Oaxaca, Lydia Cacho e il caso dell'asilo ABC, Hermosillo, Messico: altra decisione per la Corte Suprema


Foto da: http://www.flickr.com/photos/mibuenzora/
Riporto un link interessante segnalatomi dall’amico Benji da Hermosillo, Sonora, Messico, che con un gruppo di cittadini, giornalisti e militanti sta sensibilizzando l’opinione pubblica locale, nazionale ed estera sugli sviluppi del caso dell’asilo ABC, bruciato il giugno scorso causando la morte di 49 bambini (in data 28 luglio). Siamo in attesa degli accertamenti sulle responsabilità pubbliche e private nell’incidente.
Il prof. Granados Chapa (trasmissione Plaza Publica di Radio UNAM, Messico) affronta la questione della decisione oggi può prendere la Corte Suprema messicana riguardo il caso ABC e fa una ricostruzione dei casi siili che la Corte ha “dovuto” trattare: Oaxaca (nel 2006, al centro delle cronche in Messico per le repressioni al movimento dei docenti ad opera del governatore statale Ulises Ruiz e la successiva nascita della Asamblea Popular de los Pueblos de Oaxaca, APPO, come uno dei movimenti sociali più ampi e innovativi degli ultimi anni), Lydia Cacho (giornalista che ha subito violazioni e arresti arbitrari orchestrati da imprenditori pedofili e anche dal governatore dello Stato di Puebla Mario Marin)…
Il link sotto riporta l’intervista in spagnolo.
El maestro Granados Chapa aborda el asunto de la resolución que hoy puede emitir la Suprema Corte respecto al caso ABC, haciendo un recuento de casos similiares que la corte ha “tenido” que encarar: Oaxaca, Lydia Cacho…
va el adjunto y acá la liga al archivo de las recientes entregas de Plaza Pública
http://www.radiounam.unam.mx/site/index.php?option=com_content&view=article&id=695:plaza050809&catid=33:plazapublica&Itemid=29oppure da qui selezionare articolo del 5 agosto:
http://www.radiounam.unam.mx/site/index.php?option=com_content&view=category&id=33:plazapublica&layout=blog&Itemid=29&layout=defaultAPPO, democrazia, derechos humanos, Diritti Umani, Español, Eventi e Comunicati, Fai notizia, granados chapa, hermosillo, Hermosillo Mex, lydia cacho, manifestazione, Messico, mexico, Movimenti Sociali, Oaxaca, Politica, radio unam, Roba in Italiano, Società e Conflitti, sonora, suprema corte, suprema corte de justicia, unam -
Calcio e sanità in sciopero in Honduras. Continuano le proteste contro il golpe e la repressione violenta


Diffondo le notizie che mi arrivano direttamente dall’Honduras. Incarcerazioni e repressione continuano in Honduras mentre appaiono sempre più morti. Scioperano parti del settore sanitario e dello sportivo. Il Costa Rica non andrà a Tegucigalpa a giocare la partita con l’Honduras valida per le qualificazioni valide per la coppa del mondo in Sudafrica nel 2010. Roberto Micheletti e i media asserviti al potere golpista perseverano in una campagna per screditare la mediazione di Oscar Arias, presidente del Costa Rica, che ha richiesto la restituzione del presidente legittimo honduregno, Manuel Zelaya, ai suoi poteri costituzionali. Gli Stati Uniti hanno ristretto l’emissioni dei visti diplomatici ai membri del governo di Micheletti facendo un primo passo concreto, fuori dalle retoriche, contro il colpo si Stato.
HONDURAS, 04/AGOSTO/2009
En Honduras se repudia en todos los niveles el golpe de estado.
Continuán las palizas, encarcelamientos y torturas por parte de la policía y el ejército. Dos manifestaciones contra el golpe de estado, una en la ciudad de San Pedro Sula, y la otra en Olancho fueron reprimidas violentamente por las fuerzas militares, diversos heridos, encarcelados y torturados fué el saldo durante el lunes y martes de esta semana.
También se multiplican los muertos, un maestro, Martín Rivera, fué asesinado de 24 puñaladas después de salir del velorio de Roger Abraham vallejo, quién fué asesinado la semana pasada por fuerzas militares que reprimían una manifestación en la salida del norte.
También se reportó en el departamento del Paraíso, la muerte de un desconocido que fué acribillado dentro de sus automóvil por militares, las causas de tal hecho aún no han sido esclarecidas. El dirigente magisterial Eulogio Chávez, denunció ante los medios, el asesinato de manifestantes que intentaban llegar a las Manos, y que aparecieron muertos en las montañas de la frontera con Nicaragua.
También trasendió, la liberaciones masivas de detenidos por parte de un grupo de 65 abogados que trabajan gratuitamente para liberar mediante un recurso de habeas corpus a los cientos de manifestantes detenidos que hay en toda Honduras.
En el sector de la salud, también hubieron paros. Decenas de Empleados del sector de la salud dejaron sus labores para unirse a las manifestaciones a nivel nacional.
El sector deportivo tampóco se ha salvado, después de las reyertas entre aficionados y policías durante el clásico Olimpia-Motagua, y que dejó como saldo 3 aficionados muertos y diversos heridos de bala, El Representante de la Selección de Costa Rica, anunció que la selección Costarricense no entrará a Honduras a encarar el encuentro contra los hondureños programado en Tegucigalpa, por las eliminatorias de Sudafrica, alegando que la situación política y de seguridad en Honduras no es apropiada para realizar dicho encuentro.
Empresarios hondureños registrarían pérdidas en ventas, ya que cada encuentro como locales, les genera ganancias sustanciales. Ya la Fenafuht, se encuentra negociando la situación con la Federación Costaricense, para evitar perder su condición de local. Se rumoró que un grupo de Diputados del Congreso Nacional, llegaron a la Corte Suprema de Justicia a exigir al Presidente de la Corte, Luis Alberto Rubí, que se reinstaure el orden constitucional en Honduras.
En la Universidad Nacional Autónoma de Honduras, el candidato presidencial del Partido Liberal, Elvin Ernesto Santos tuvo que salir corriendo después que intentó promocionar su campaña dentro de la ciudad universitaria, los 20 guarda espaldas del candidato sacaron sus toletes y armas, para auyentar a los universitarios que repudiaron la presencia del candidato que fué bañado por las diversas bolsas de agua que los universitarios le tiraban, al mismo tiempo que lo calificaban como partícipe del golpe de estado. No se reportaron heridos de bala, pero sí algunos heridos con lesiones menores.
El hecho fué transmitido por Canal 36. En Tegucigalpa las manifestaciones continuaron, y sus actividades no fueron interrumpidas por las fuerzas policiales, en ellas se anunciaron el recrudecimiento de las protestas durante las siguientes semanas.
Mientras tanto, en el palacio presidencial, se concretaban los detalles de una nueva guerra mediatica por por parte del régimen golpista, para desacreditar la imagen del Presidente de Costa Rica, Oscar Arias. Esta campaña que incluye medios de comunicación oficialistas, tanto nacionales como extranjeros, lleva como fín primordial sacar a Oscar Arias de las Negociaciones de San José, y sustituirlo por Enrique Iglesias (FMI) para colocarlo como nuevo mediador entre Zelaya y Micheletti.
Roberto Micheletti Bain, propuso a Iglesias como nuevo mediador, al no estar dispuesto a aceptar el Acuerdo de San José, que exíge la pronta resinstalación de Manuel Zelaya como Presidente de Honduras. Esta es una nueva táctica del régimen golpista para retrasar la vuelta de Zelaya, quién todavía se encuentra en Nicaragua, supuestamente organizando una fuerza de paz, que lo acompañaría en su próximo intento de ingresar al territorio hondureño.calcio, Centroamerica, Centroamerica e Caraibi, colpo di stato, Costa Rica, democrazia, Diritti Umani, Español, Fai notizia, Golpes, Honduras, latinoamericanismo, manifestazione, mel zelaya, micheletti, militares, Movimenti Sociali, nicaragua, oas, obama, oea, Politica, roberto micheletti, sciopero, Società e Conflitti, Stati Uniti, tegucigalpa, zelaya -
OPERAZIONE PANDEMIA. Documentario verità sull’influenza A, suina, umana nell’epoca post-aviaria: la grande abbuffata!
OPERACION PANDEMIA
Un documental de Julián Alterini. ¿Qué se esconde detrás de la gripe porcina? ¿Por qué la insistencia? operacionpandemia@gmail.com
Un documentario di Julian Alterini. Che cosa si nasconde dietro l’influenza suina? Perché tanta insistenza?
Il documentario illustra chiaramente e con dati provenienti da fonti attendibili le domande e le risposte riguardanti l’influenza AH1R1 o umana o suina o A, le sue origini e gli interessi sottostanti.
Ci spiega l’origine della medicina Tamiflu di Roche e perché anche Donald Rumsfield, ex ministro della difesa americano dell’era Bush e in precedenza del presidente Ford, è implicato. Infine, che n’è stato degli allarmi e dei morti dell’influenza aviaria? In effetti, l’autore riporta i dati riguardanti gli 82 morti per la nuova influenza in Argentina, terzo paese più colpito dopo Stati Uniti e Messico, ma sottolinea anche come oltre 15.000 (quindicimila) persone all’anno muoiano sempre e normalmente nel paese per malattie respiratorie e influenza ordinaria.
In un articolo di qualche mese fa, avevo messo in luce alcune statistiche del governo del distretto federale di Città del Messico, per la precisione del ministero della salute cittadino, che evidenziavano come fosse normale negli anni scorsi avere almeno 100 morti al mese (e nel 2007 la media fu di 150) per influenza, settima causa di morte nella capitale messicana. Ecco, durante la famigerata emergenza, ad aprile e maggio i morti non sono stati di più. I ricoveri sono invece cresciuti per l’effetto panico.
Tra l’altro, per avere il “pieno controllo della situazione”, in Messico si sono ritirati dal commercio i principali antivirali come il Tamiflu e il Relenza e uno è obbligata ad andare in ospedale, esperienza che potrebbe risultare poco gradevole. se continua la corsa alle cure e la paranoia. Comunque sia, la gente sembra essersi ravveduta e l’emergenza completamente rientrata da quella parte dell’Atlantico. Che importano ormai il Messico o l’Aregntina quando si sta avvicinando il succoso e influenzoso inverno Europeo?
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Galleria fotografica della repressione in Honduras e la resistenza al golpe

Foto da: http://www.flickr.com/photos/cocobila
Fecha: sábado, 15 agosto, 2009, 2:33 pm
Riporto il link a una delle gallerie più complete sulla resistenza al colpo di Stato in Honduras. Si prega di condividere le foto.
Esta es una de las galerías mas completas sobre la resistencia, favor compartirlas, y sigamos siempre en la lucha, no nos moverán, los golpistas que hoy juzgan, serán juzgados mas temprano que tarde por el pueblo beligerante y honesto de Honduras,….
— El sáb, 15/8/09, Vida Laboral <tropique@cablenet.com.ni> escribió:
De: Vida Laboral <tropique@cablenet.com.ni>
Asunto: [ Nicaragua Socialista ] Honduras en Resistencia: Álbum web Picasa sobre Represión en Choloma , Viernes 14 de agosto”
Para: Nicaragua_Socialista@yahoogroups.com
Fecha: sábado, 15 agosto, 2009 5:57
Vogliamo condividere le foto della Repressione a Choloma di venerdì 14 agosto, immagini nostre e altre che furono fatte da alcuni compagni. E’ importante divulgarle per mostrare le barbarità commesse dai militari contro la gente durante le manifestazioni in ripudio al colpo di Stato. Ci sono altre foto delle differenti azioni intraprese dalla resistenza. Se avete pertinenti potete inviarle alle mail riportate sotto:
Amigos/ amigas compartimos las fotos de la Represión en Choloma el viernes 14 de agosto, imágenes nuestras y otras que fueron captadas por algunos compañeros.
Es importante divulgarlas para mostrar la barbarie con la que actúan los militares contra el pueblo durante las manifestaciones pacíficas en repudio al golpe de estado.
Ahí encontrarán otras fotos de diferentes acciones de la Resistencia. Si tienen fotos relacionadas u otras pueden enviarlas a nuestros correos:
vidalaboral@ gmail.com
comun@honduraslaboral.orgEste es el link:
http://picasaweb. google.com/ vidalaboral
Sábado 15 de Agosto de 2009
www.honduraslaboral .org
Común Noticias es un boletín informativo de la Asociación Comunicación Comunitaria (COMUN) que ha sido creado para brindarle información especializada en el tema laboral y todo lo relacionado con el movimiento social hondureño
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HONDURAS RESISTE: TODOS Y TODAS CONTRA EL GOLPE DE ESTADO
L’HONDURAS RESISTE: TUTTI CONTRO IL COLPO DI STATO
Frente de Resistencia Popular de Honduras contra el golpe de estado oligárquico y militar.
Envíe sus mensajes a: fian-honduras@ googlegroups.com para que se publiquen en Honduras y el mundo.
(Inviare messaggi a fian-honduras@googlegroups.com affinché siano pubblicati in Honduras e nel mondo).
Esteban Meléndez C.
Periodista en resistencia – Giornalista in resistenzaamerica central, Centroamerica, Centroamerica e Caraibi, choloma, colpo di stato, democrazia, Diritti Umani, ejercito, esercito, Español, Eventi e Comunicati, Fai notizia, foto, fotografie, galleria foto, Golpes, Honduras, latinoamericanismo, manifestazione, mel zelaya, micheletti, militares, militari, nicaragua, oas, obama, oea, Politica, Repressione, Roba in Italiano, roberto micheletti, Società e Conflitti, Stati Uniti, tegucigalpa, violazioni, zelaya -
OPERAZIONE PANDEMIA. Documentario verità sull’influenza A, suina, umana nell’epoca post-aviaria: la grande abbuffata!
OPERACION PANDEMIA
Un documental de Julián Alterini. ¿Qué se esconde detrás de la gripe porcina? ¿Por qué la insistencia? operacionpandemia@gmail.com
Un documentario di Julian Alterini. Che cosa si nasconde dietro l’influenza suina? Perché tanta insistenza?
Il documentario illustra chiaramente e con dati provenienti da fonti attendibili le domande e le risposte riguardanti l’influenza AH1R1 o umana o suina o A, le sue origini e gli interessi sottostanti.
Ci spiega l’origine della medicina Tamiflu di Roche e perché anche Donald Rumsfield, ex ministro della difesa americano dell’era Bush e in precedenza del presidente Ford, è implicato. Infine, che n’è stato degli allarmi e dei morti dell’influenza aviaria? In effetti, l’autore riporta i dati riguardanti gli 82 morti per la nuova influenza in Argentina, terzo paese più colpito dopo Stati Uniti e Messico, ma sottolinea anche come oltre 15.000 (quindicimila) persone all’anno muoiano sempre e normalmente nel paese per malattie respiratorie e influenza ordinaria.
In un articolo di qualche mese fa, avevo messo in luce alcune statistiche del governo del distretto federale di Città del Messico, per la precisione del ministero della salute cittadino, che evidenziavano come fosse normale negli anni scorsi avere almeno 100 morti al mese (e nel 2007 la media fu di 150) per influenza, settima causa di morte nella capitale messicana. Ecco, durante la famigerata emergenza, ad aprile e maggio i morti non sono stati di più. I ricoveri sono invece cresciuti per l’effetto panico.
Tra l’altro, per avere il “pieno controllo della situazione”, in Messico si sono ritirati dal commercio i principali antivirali come il Tamiflu e il Relenza e uno è obbligata ad andare in ospedale, esperienza che potrebbe risultare poco gradevole. se continua la corsa alle cure e la paranoia. Comunque sia, la gente sembra essersi ravveduta e l’emergenza completamente rientrata da quella parte dell’Atlantico. Che importano ormai il Messico o l’Aregntina quando si sta avvicinando il succoso e influenzoso inverno Europeo?
