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Grande successo per l'esposizione della Santa Muerte di Alfareria nel Museo di Antropologia


Grande successo di pubblico e animato interesse ha riscosso l’esposizione della Santa Muerte di Alfareria inaugurata giovedì scorso, 3 settembre, nel Museo di Antropologia di Città del Messico.
Ci ho fatto un salto prima del concerto all’Auditorio Nacional del Re della Cumbia sonidera, il regiomontano (di Monterrey, nel nord del Messico) Celso Piña e la sua orchestra Ronda Bogotà “pura cumbia colombiana”, e non sono nemmeno riuscito a entrare per la file che s’era creata visto che passavano solo gruppetti limitati di persone.
Sarà per la prossima, ma tra simpatizzanti del culto, devoti e curiosi la raza c’era eccome, qualche centinaio di persone. Il vino d’onore e l’offerta di bicchierozzi di bibite fresche avrà anche attirato l’attenzion ma alla fine la star era la Santa di Tepito, vedasi foto d’apertura del post. Spero di poter portare in rete la testimonianza più diretta dell’esposizione: riproverò ad entrare nel gran Museo in una giornata di tranquillità.
Beh, già che ci sono, consiglio anche di andare al concerto di Celso, esaltatore di folle, hombre barrio, il re della fisarmonica e della cumbia tipo “colombiana”, non quella che invade gli autobus urbani di Città del Messico che è lenta, mielosa e ripetitiva. Qua si tratta del tipo di cumbia, ballo latinoamericano forse poco conosciuto in Italia, fatta da chi l’ha inventata, cioé dai colombiani con lo stile, per esempio, della Sonora de Margarita o Dinamita, per intenderci. -
La Santa Muerte nel Museo di Antropologia a Città del Messico dal 3 settembre


Comunicato Stampa:
L’evento dell’anno! La Señora di Tepito nel Museo di Antropologia per la prima volta
A partire dalle 18.30 di giovedì 3 settembre nel salone delle esposizioni del rinomato Museo di Antropologia di Città del Messico, Mexico DF, ci saranno le statue della Santissima Muerte esposte e, in particolare, quelle di Tepito, Alfareria 12. Inaugurazione questo giovedì sera, la Santa està presente.
I frequentatori dell’altare del barrio bravo sono stati invitati a partecipare numerosi all’evento visto che sarà anche una specie di “prova della fede” e del numero dei seguaci che sono disposti a sbarcare su questi lidi lontani nei pressi del Metro Auditorio e del Bosco di Chapultepec.
La niña bonita resterà nel museo qualche mese, sembra.
El evento del año! La Señora de Tepito en el Museo de Antropología por primera vez
A partir de la 18 y 30 horas del jueves 3 de septiembre en salón de expos del Museo de Antropología de la Ciudad de México, México DF, estará la Santísima Muerte expuesta en varios atuendos y, en especial, la de Tepito, Alfarería 12. Inauguración este jueves tarde-noche, la Santa está presente.
Los frecuentadores del altar del barrio bravo han sido invitados a participar numerosos al evento, ya que será una ocasión para una “prueba de fe” y y del número de seguidores que están dispuestos a desembarcar en estas costas lejanas cerca del Metro Auditorio y del Bosque de Chapultepec.
La niña bonita se quedará en el museo algunos meses, al parecer.
VIDEO CAMINOS DE MICHOACAN, MARIACHI, EN ALFARERIA 12 CON LA SANTA.
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Le origini dell'immagine della Santa Muerte in Italia (?)


Questa prima immagine, scattata all’ossario San Gervasio di Teglio, in Valtellina, risale al secolo XVII ed è affascinante e inquietante, ma non ricorda molto l’iconografia della Santa Muerte, la signora con le fattezze della morte rispettata da centinaia di migliaia di messicani e associata, spesso erroneamente, al mondo del narcotraffico. Leggi anche la versione 2011 di questo POST QUI

Quest’altra foto, tratta dallo stesso ossario nei pressi del cimitero di Teglio, rappresenta invece la morte come una donna dai capelli lunghi e con la falce, avvicinandosi sicuramente di più alla fisionomia della Flaquita, Santissima Muerte. E’ stato infatti ipotizzato che le origini dell’immagine della Niña Bonita risalgano a quelle medievali della morte tanto diffuse in Italia e, da lì, anche in Spagna e in America Latina.

“I resti qui riposti hanno la grazia” recita l’iscrizione all’entrata dell’edificio che assomiglia a una piccola chiesa composta da due cappelle affrescate con immagini piuttosto sanguinolente di Santi e redentori sofferenti. A questi link si trovano delle foto degli anni 70 scattate alle ossa conservate nei loculi dell’ossario:
http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-LOM60-0001522/
http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-LOM60-0001491/
A questo link ci sono invece le foto e le descrizioni di alcuni itinerari “del terrore” da seguire in questa splendida località montana (ove passo le vacanze da almeno 25 anni). In tutti questi anni di frequentazione dei sentieri e i viottoli tellini non avevo mai realizzato quanto d’accattivante vi si potesse trovare dal punto di vista della “paura” e della desolazione che a volte rilassa e a volte, invece, può anche spaventare.
http://www.webalice.it/massimodeicas/pauretelline/index.htm
Un’altra immagine di un ossario (ve ne sono parecchi in Valtellina, terra di vini, vallate, bresaola e, tristemente, anche di suicidi):
http://scuole.provincia.so.it/IstitutoTeglio/Edicole/ligon1.htm
Un po’ di storia locale senza dietrologie:
http://www.valtellina.it/info/3369/teglio_teglio.html
Infine una fotografia della parte posteriore di una giacca in pelle di un devoto della Santa Muerte a Tepito,Città del Messico.
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Ucciso uno studente membro della resistenza contro il colpo di Stato in Honduras

….HONDURAS, 27/AGOSTO/2009
Ucciso un membro della resistenza contro il colpo di Stato in Honduras, studente universitario della Federazione Nazionale Studenti dell’Honduras, assassinato stanotte nella zona Los Zorzales di tegucigalpa a colpi di pistola da dei sicari in motocicletta.La notizia non è circolata nel paese a livello nazionale ma solo grazie ai media indpendenti ed il fatto è successo nonostante la presenza nel paese dei rappresentanti della Organizzazione degli Stati Americani (OAS-OSA),impegnata nelle negoziazioni coi golpisti, e il giudice spagnolo Baltasar Garzon.
:::::::::::::Jonathan Osorio, miembro de la resistencia contra el golpe de estado, estudiante universitario miembro de la Federación Nacional de Estudiantes de Honduras (FENAEH), fue asesinado anoche en la Colonia Los Zorzales de Tegucigalpa, de varios disparos hechos por sicarios que se conducían en motocicleta.Al parecer la presencia de los cancilleres de la OEA y del juez español Baltazar Garzón ha radicalizado aún más a los golpistas, como una demostración de fuerza brutal e irreversible cuyos atentados incluyen medios independientes y asesinatos selectivos.En Honduras la noticia, no ha sido publicada en televisión, ya que Canal 36, fué sacado del aire después de que sus transmisores fueron destruidos por bombas químicas el domingo pasado, mientras el programa Hable Como Habla, del periodista Eduardo Maldonado, es boicoteado desde su mismo canal de transmisión (Maya TV).Los únicos medios independientes que hoy pueden denunciar los actos represivos del gobierno de facto son Radio Globo, diario El Libertador, y los medios informales de la web.america central, Centroamerica, Centroamerica e Caraibi, colpo di stato, Diritti Umani, ejercito, esercito, Español, Fai notizia, frente nacional contra el golpe de estado, Golpes, Honduras, manifestazione, mel zelaya, mexico, micheletti, militares, militari, oas, obama, Politica, Repressione, Roba in Italiano, roberto micheletti, Stati Uniti, tegucigalpa, violazioni, zelaya -
Il cinese non è in vendita a Città del Messico


Leggilo anche su: http://www.reportonline.it/2009082828764/cronaca/il-cinese-non-e-in-vendita-a-citta-del-messico.html
Nessun prodotto cinese in vendita nei negozi del centro di Città del Messico? Lo dubito, ma è comunque curioso il cartello affisso da questo negoziante di sedie per l’ufficio sui suoi preziosi prodotti per sottolinearne probabilmente l’innato valore qualitativo rispetto alla tipica “merce cinese” di cianfrusaglie e plasticaccia. Che poi è anche questo un luogo comune, come dire che dal Brasile arrivano solo caffè e banane come cent’anni fa, dato che tra automobili, motociclette, beni durevoli, elettrodomestici, nucleare, acciaio e computer la Cina ormai produce di tutto e a tutti i livelli.
Basta farsi un giro nelle viette a nord del Zocalo della capitale messicana per capire come questo timido cartellino giallo sia ridicolo e si perda insignificante nel marasma di negozi, grandi magazzini, avventurieri del commercio e ambulanti (sempre più nascosti dopo che ampie zone del centro sono state “ripulite” un paio d’anni fa) che popolano le strade e confondono i cinque sensi e l’equilibrio psicofisico del potenziale acquirente. Quindi il cartellino sembra restare lì appiccicato per errore o per una burla con il suo disegnino stilizzato di una faccetta del messenger al posto della lettera O.
Ad ogni modo, il Messico ha avuto un suo passato razzista e tende a mantenere la tradizione anti cinese anche oggi. Lo Stato settentrionale di Sonora, patria di grandi rivoluzionari della epoca del ‘17 come Venustiano Carranza, Plutarco Elias Calles, Adolfo de la Huerta e il Generale Alvaro Obregon, espulse tutti i cinesi nel 1916 e ne vietò l’immigrazione, anche se già da prima gli occhi a mandorla non erano di certo un tratto gradito nella zona… Non trattiamo qui chiaramente il caso di tutte le discriminazioni contro i guatemalatechi, gli honduregni e in generale i centroamericani, spesso presenti in Messico temporaneamente nel tentativo di raggiungere gli States, oltre a quelle contro i propri cittadini di etnie indigene e quindi diversi dalla razza cosmica e meticcia che caraterizza “il Messicano” secondo l’ideologia nazionale post-revoluzionaria.
Tornando al sodo, già da anni l’invasione delle manifatture provenienti dalla Cina, secondo partner commerciale dell’America Latina e primo esportatore verso gli Stati Uniti (una volta era proprio il Messico al primo posto) sembra inarrestabile e, anche se il flusso di persone, come spesso accade, è più limitato rispetto alle merci, la presenza cinese dal Pacifico all’Atlantico, dalle Ande alla Sierra Madre Occidentale, è un elemento culturale e commerciale dirompente.
Navigando su e giù per la costa pacifica americana, da San Francisco a Mazatlan e Guaymas fino a Buenaventura in Colombia o a Lima, ci si accorge dell’incredibile somiglianza di tutti i prodotti e anche di tutti i loro rispettivi prezzi che si possono trovare nelle bancarelle degli ambulanti e dei mercati di quartiere. Chiaramente il processo non riguarda solo quest’area della terra, anzi, ma è comunque curioso osservare la millimetrica continuità e la linearità costiera di cineserie, sempre più precise e raffinate nel loro affanno imitatore, a dir la verità.
In economia ci spiegano come comprendere il concetto dell’inflazione e del livello dei prezzi con l’esempio infelice ma efficace del McDonald e dell’hamburger standard che costa, diciamo, un euro in Italia, uno e venti a Parigi, due a Tokio e così via. Qui invece ci sono le forbicine pieghevoli da 5 cm che trovi ovunque e comunque, impacchettati in una tenera scatolina di plastica, ora a mezzo dollaro, ora a 5 pesos messicani o a 350 colombiani che è quasi lo stesso. Globalizzazione o cinesizzazione? Viene da chiedersi. Un po’ di tutte e due, viene da rispondersi.
Anche nella periferia nord-ovest di Milano, in via Jacopino e in Piazza Prealpi, dove hanno appena chiuso “per spaccio” il celebre Fabri Bar (traduco: borsette di cocaina nascoste nei servizi igienici e flussi di giovani incontinenti che, senza nemmeno prndersi un caffé o un’acqua, si fiondavano alla toilette continuamente) gestito da italiani e cinesi, i segnali della presenza cinese sono inequivocabili.
Ed ecco apparire il camioncino incomprensibile ma bello che apprezzerete nella fotografia a pié di post. Inoltre il negozio di cineserie che segnalo su Viale Monteceneri angolo Via Bartolini è una perla del kitsch low cost in cui un biglietto da 5 euro recupera tutto il valore che aveva prima del 2002, quando appena lo vedevamo in televisione e ne aspettavamo l’avvento presso le nostre tasche nella speranza di annate prospere e di fratellanza tra i popoli. Ottimi i prodotti con tecnologia led per l’illuminazione come la penna multifunzione con 3 luci diverse, le lampadine ad azionamento manuale da attaccare alle pareti per quando va via la luce ed esotici mouse pad con protezione al silicone per salvaguardare il polso dalla durezza di tavoli e spigoli. Il dettaglio è che il mouse pad ha stampata su la foto di un’avvenente orientale che ammicca e i cuscinetti di silicone corrispondono a parti soffici e impronunciabili.
Devo dire, infine, che la convivenza è spesso pacifica e per esempio la mia famiglia, che vive sotto a un piccolo esercito di 7-8 cinesi stipati nell’appartamento di sopra (di proprietà di una coppia asiatica), riceve periodicamente dei regalini esotici e gode di un relativo stato di calma per il silenzio imposto dal padrone alla sua disciplinata e disagiata troupe di inquilini e compatrioti. Altro caso è invece quello degli abitanti al secondo piano della scala di fronte, una rumorosa famiglia di 3 o 4 componenti (e chi lo sa?) con un marito tanto violento e intrattabile che ha fatto scendere il prezzo di mercato degli appartamenti adiacenti e spero si sia beccato almeno qualche denuncia. Un’ultima foto in chiusura della Piazza Prealpi e della Bovisa che furono: un camioncino hip hop old school parcheggiato su di un marciapiede non asfaltato, quale camioncino vi piace di più?


Llamamos la atención al Gobierno nacional, órganos de control del Estado y a quien corresponda, adelantar de manera urgente medidas necesarias pero de manera concertada con las autoridades indígenas para atender y superar el tema de los artefactos abandonados después de los enfrentamientos armados toda vez que colocan en inminente riesgo la integridad física de la población.




