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Guatemala, da vent’anni i figli e le figlie dei desaparecidos esigono memoria e giustizia nella “Giornata dell’Esercito”
di Simone Scaffidi (da Repubblica.it)
Cittá del Guatemala – Per 36 anni, dal 1960 al 1996, le popolazioni che abitano il territorio dello stato guatemalteco hanno dovuto subire l’arroganza e la violenza dei militari. L’esercito si è reso protagonista della desaparición forzata di 45.000 persone, di 422 massacri, di 450.000 rifugiati e rifugiate e del genocidio della popolazione maya ixil, perpetrato attraverso l’uso sistematico della violenza sessuale come arma di guerra.
Il potere dei militari. Gli Accordi di Pace del 1996 non hanno privato i militari del loro potere ma li hanno costretti a cambiare strategia. La presenza di organizzazioni internazionali e la creazione di organismi nazionali a tutela della popolazione non ha permesso la prosecuzione di un conflitto armato interno in campo aperto ma ha spostato il focus su una guerra a bassa intensitá tesa alla conservazione del privilegio. Un privilegio che storicamente si fonda sul razzismo endemico, sulla concentrazione della ricchezza e sul mantenimento da parte delle elite militari di una posizione di potere nelle maggiori istituzioni del paese. Quando non hanno occupato le piú alte cariche del governo gli ex militari responsabili dei massacri e del genocidio hanno comunque influito in maniera determinante sul Congresso.
Le violazioni dei diritti umani. Per queste ragioni non si é mai assistito a una reale transizione democratica istituzionale e gli attacchi contro attiviste per i diritti umani, leader contadini e attori della societá civile sono continuati con una sistematicitá e violenza allarmanti. Nel 2018 la Unidad de Protección a Defensores y Defensoras de Derechos Humanos de Guatemala (UDEFEGUA) ha registrato 26 omicidi, 392 aggressioni e 18 tentativi di omicidio ai danni di attiviste e attivisti.
Le figlie e i figli dei massacri. In Guatemala il 30 di giugno é un giorno festivo, si celebra la Giornata dell’Esercito. Da vent’anni i figli e le figli dei desaparecidos organizzano una contromanifestazione per ricordare le violenze dei militari e trasformare la Giornata dell’Esercito nella Giornata della Memoria. L’organizzazione H.I.J.O.S – Hijas e Hijos por la Identidad y la Justicia contra el Olvido y el Silencio, é storicamente in prima fila in questo processo supportata da CALDH – Centro Para la acción Legal en Derechos Humanos, Alianza Politica Sector de Mujeres, Udefegua e altre organizzazioni della societá civile.
La giornata della memoria. Quest’anno una manifestazione piena di colori e consapevolezza storica ha attraversato le vie della capitale, toccando alcuni punti significativi della cittá tra cui la Casa de la Memoria, dove da anni si lavora per ricostruire la memoria storica del Paese, e il luogo dove il 20 di ottobre del 1978 é stato assassinato Oliverio Castañaeda de León, segretario generale della AEU – Asociación de Estudiantes Universitarios. La manifestazione é sfociata nella Piazza della Costituzione e si é trasformata in un festival di arte, musica, poesia, graffiti ed economia solidale.
Trasformare la memoria. Le attiviste transgender di ODELCA – Organización de Locas Centroamericanas y del Caribe hanno creato una performance che ha emozionato gran parte dei presenti. Davanti al Congresso, vestito a lutto con enormi teli neri per restaurazione, hanno disegnato la mappa del Guatemala – affianco all’enorme scritta in memoria dei desaparecidos e delle desaparecidas: “45.000, Donde están?” – rappresentando i 422 massacri perpetrati dall’esercito durante il conflitto armato interno. Mentre una voce registrata risuonava per tutta la piazza leggendo i luoghi delle stragi e indicando i responsabili materiali.
La memoria presente. Ricordare la storia dei propri cari, dei familiari uccisi e desaparecidos, non risponde a pretese di celebrazione istituzionale del passato ma é un’urgenza che affonda le sue radici nel tempo presente e nella societá civile. I figli e le figlie dei massacri lottano affinché la memoria serva a ricostruire una societá piú giusta e affinché le violenze del passato e quelle del presente non vengano piú legittimate e perpetrate dai propri governanti.
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Logistica e America latina: spazi, flussi, lavoro

Lo scorso 11 giugno, si è tenuta nel Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna una conferenza a tema Logistica e America latina. Riportiamo qui di seguito la locandina dell’evento, gli abstract dei contributi e i video integrali degli interventi. Buona lettura! (I video integrali sono incorporati di seguito nel post)
11 giugno 2019, ore 16:30
Sala Riunioni, Dipartimento delle Arti, Università di Bologna
Piazzetta Morandi 2

Da quando, negli ultimi anni, diversi contributi hanno posto l’accento sulla dimensione “logistica” del capitalismo contemporaneo, intesa come un insieme di trasformazioni della spazialità, del lavoro, dell’organizzazione della produzione e della circolazione globali e delle cosiddette suppy chains, ci siamo resi conto che la maggior parte delle analisi, dei casi di studio, dei dibattiti o delle biografie degli stessi autori coinvolti vertevano o sulle trasformazioni nelle città, nei porti o negli hub d’Occidente o sulle nuove tendenze di affermazione di una globalizzazione “con caratteristiche cinesi”, fondata sui mastodontici progetti infrastrutturali della Nuova Via della Seta e sulla proliferazione su scala globale delle Zone Economiche Speciali.
Da lì la nostra intenzione di “decentrare” ulteriormente lo sguardo verso la trasformazione in senso logistico delle “periferie”, e in particolar modo dell’America latina: una regione che, mentre rafforza sempre più alcuni aspetti tradizionali della “dipendenza” come la vocazione esportatrice di materie prime e la ri-primarizzazione dell’economia, assiste allo stesso tempo a trasformazioni che vedono l’affermarsi di logiche sempre più brutali di “annichilamento del tempo con lo spazio”, e l’emergere e il moltiplicarsi di “zone” privilegiate per il flusso di merci e capitali globali, come le enclave informatiche, i porti e le stesse città globali, con articolazioni inedite tra nuove e vecchie forme di precarietà, di informalità e di “capitalismo di piattaforma”. Tutto ciò, mentre una riconfigurazione degli assetti geopolitici e della stessa lotta di classe incide, si articola e in molti casi resiste all’imporsi di questa “razionalità logistica”.
In questo seminario, contributi diversi si proporranno di dialogare tra loro a partire dall’analisi degli effetti che queste trasformazioni hanno sugli spazi (dalla pianificazione-gestione di giganteschi corridoi logistici, a quella di territori concreti come i mercati metropolitani o le comunità indigene), sul lavoro (con inedite modificazioni nelle forme del tradizionale super-sfruttamento di queste economie dipendenti portate dalle migrazioni, dall’aumento del lavoro informale e da quello di piattaforma) e sulla produzione di soggettività (dagli indigeni alle donne alle popolazioni “marginali” urbane) in America latina.
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Migrantes y ONG bajo fuego en Italia @LaJornada @lajornadaonline

[Artículo de Fabrizio Lorusso* publicado en la sección Opinión del diario mexicano La Jornada del 4 de julio de 2019]Italia y Europa viven otro momento de barbarie y debacle política a costa de los migrantes. Nuevamente lo protagoniza el viceprimer ministro italiano, Matteo Salvini, líder neofascista, xenófobo y soberanista. Envalentonado por su victoria en las elecciones europeas de mayo, cuando su partido, la Lega, más que duplicó su caudal electoral y se transformó en la primera fuerza política de Italia con 34 por ciento de los votos, el político no ha perdido ocasión para instrumentalizar y criminalizar la migración.A las 2 de la madrugada del 28 de junio se consumó el capítulo más reciente de esta vergonzosa saga salviniana. El barco de la ONG holandesa Sea Watch 3, después de una odisea de 17 días en el mar Mediterráneo con 42 refugiados africanos a bordo, forzó el bloqueo impuesto por Salvini en el puerto de la isla de Lampedusa y cumplió con su misión humanitaria de rescate de vidas humanas.
Bajo el mando de la capitana Carola Rackete, ciudadana alemana de 32 años, el barco se abrió paso entre lanchas motorizadas de la Guardia di Finanza, una corporación policiaco-militar, y atracó invocando el estado de
extrema necesidad
. Desde hacía varios días las condiciones de vida en el barco se habían tornado insostenibles para la tripulación y los migrantes debido al calor extremo y la prolongación forzada e indefinida de su travesía en el mar. En condiciones semejantes, ha habido casos en que los migrantes intentan incluso suicidarse. -
Academia le entra al reto de la violencia en Guanajuato: revisar causas estructurales, pide investigador de la Ibero @PopLabMx

[De PopLab – Periodismo y opinión pública] Fabrizio Lorusso relaciona el fenómeno de violencia con la agudización de la desigualdad que se ha presentado, no obstante el crecimiento de la economía local y del Producto Interno Bruto. Introducción de Arnoldo Cuéllar, ilustración de Pinche Einnar, video de PopLab y, en seguida, el resumen y las gráficas del informe de Fabrizio Lorusso: “Tendencias de la violencia, las desapariciones y los homicidios en Guanajuato” de junio de 2019, publicado en la revista Brújula Ciudadana n. 109. Relacionados: AM – Desinformémonos – SoyBarrio – El SUR Guerrero
Los niveles de violencia criminal que el estado de Guanajuato ha visto ascender, particularmente a lo largo de la pasada administración estatal, empiezan a generar análisis desde la academia y los ámbitos de la investigación social en Guanajuato.
Para el investigador social y periodista Fabrizio Lorusso, catedrático de la Universidad Iberoamericana en León, la oleada de violencia sin precedentes va más allá del fenómeno de los asesinatos, que tiende a centrar la visión de los medios, y constituye más bien la evidencia “de un patrón estructural y complejo, hecho de múltiples descomposiciones.”
En un ensayo publicado en el número más reciente de la revista Brújula Ciudadana, Lorusso relaciona el fenómeno de violencia con la agudización de la desigualdad que se ha presentado no obstante el crecimiento de la economía local y del Producto Interno Bruto, debido a la pujante industrialización de la entidad.
Aunque en Guanajuato se ha logrado reducir el porcentaje de población en pobreza por lo menos cinco puntos entre 2010 y 2016, la distribución del ingreso se ha concentrado, como lo muestra el incremento del Coeficiente de Gini [1] de 0.433 a 0.576 en ese mismo lapso.
Para el académico, la tendencia que se vive, pese a disminuciones coyunturales, no podrá ser combatida si no se atacan “los complejos factores detonadores y reforzantes de la violencia”. Entre los puntos que enlista como prioridades a revisar, están: el sistema de procuración e impartición de justicia, los cuerpos policiales, el modelo económico-laboral, las violaciones a derechos humanos, la presencia de grupos criminales armados y la creciente militarización de la seguridad a nivel federal.
Publicamos un resumen del ensayo “Tendencias de la violencia, las desapariciones y los homicidios en Guanajuato”. El texto original puede ser encontrado en la revista Brújula Ciudadana No. 109.
El texto completo puede consultarse en este enlace. (altro…)
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Tendencias de la violencia, las desapariciones y los homicidios en Guanajuato – Revista Brújula Ciudadana

[Artículo de Fabrizio Lorusso – Publicado el 20 de junio de 2019 en Revista Brújula Ciudadana n. 109 mayo 2019 ISSN 2594-0996 – link al PDF del artículo]Guanajuato vive una oleada de violencia sin precedentes que va más allá del fenómeno de los asesinatos, de por sí desbordado y alarmante, y muestra, más bien, un patrón estructural y complejo, hecho de múltiples descomposiciones. Este análisis se centra en la incidencia de crímenes de alto impacto, especialmente los homicidios dolosos y las desapariciones, pero como premisa cabe destacar el contexto persistente de violencia estructural en la entidad. Ésta se relaciona con la agudización de las desigualdades entre sectores de la población que “produce un daño en la satisfacción de las necesidades humanas básicas (supervivencia, bienestar, identidad o libertad) como resultado de los procesos de estratificación social, es decir, sin necesidad de formas de violencia directa” (Tortosa y La Parra, 2003).
[Sigue leyendo abajo en este mismo post o abre el PDF en Scribd]
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FABRIZIO LORUSSO, “Nos une el mismo dolor.” Narrative, lutto e ricerca di vita nel collettivo de “Los otros desaparecidos de Iguala” – Revista Letterature d’America (Italia)

[Articolo accademico di Fabrizio Lorusso, “Nos une el mismo dolor.” Narrative, lutto e ricerca di vita nel collettivo de “Los otros desaparecidos de Iguala”, Letterature d’America (La Sapienza, Università di Roma), n. 173, anno XXXIX, 2019 (Bulzoni Editore, ISSN 1125-1743), pp. 85-103 (volume della rivista dedicato a «La Morte nella letteratura e cultura in Messico»]Abstract – “The Same Grief Joins Us.” Narratives, Mourning, and the Search for Life in the Collective “Los otros desaparecidos de Iguala.” In Mexico shared grief and the search for desaparecidos drive families towards collective action in an environment characterized by violence and lack of human rights. In 2014, after the forced disappearance of 43 students in Ayotzinapa, a group was formed, Los otros desaparecidos de Iguala, that engaged itself in the search for desaparecidos in the state of Guerrero. This essay begins with their testimonies and analyzes the concepts of suspended and shared mourning, and the search for life, in contrast with the official narratives on life, death, and the status of desaparecidos.
En México el dolor común y la búsqueda de los desaparecidos empujan a los familiares a la acción colectiva en un contexto de violencia y crisis de los Derechos Humanos. Tras la desaparición forzada de los 43 estudiantes de Ayotzinapa en 2014, nacen Los otros desaparecidos de Iguala, buscadores de desaparecidos en Guerrero. El artículo arranca de sus testimonios y analiza los conceptos de duelo suspendido y compartido, y de búsqueda de vida, que se contraponen a las narrativas oficiales sobre la vida, la muerte y el estatus de los desaparecidos.
“A mesma dor nos une.” Narrações, luto e busca pela vida no coletivo de “Los otros desaparecidos de Iguala.” No México a dor comum e a busca dos desaparecidos levam os membros da família à ação coletiva em um contexto de violência e de crise dos Direitos Humanos. Depois do desaparecimento forçado dos 43 estudantes de Ayotzinapa em 2014, nasce o grupo de Los otros desaparecidos de Iguala, formado pelos buscadores de desaparecidos no Estado de Guerrero. A partir de seus depoimentos, o artigo analisa os conceitos de luto suspenso e compartilhado, e a busca pela vida, mostrando a contraposição às narrativas oficiais sobre a vida, a morte e o status dos desaparecidos.
El autor/L’autore: Fabrizio Lorusso. Docente e ricercatore presso la Universidad Iberoamericana León, Guanajuato, Messico. Appartenente al Sistema Nazionale dei Ricercatori messicano. Giornalista freelance per media italiani e latinoamericani. Laurea vecchio ordinamento in Economia Aziendale all’Università Bocconi di Milano. Dottorato e Master in Studi Latinoamericani alla Universidad Nacional Autónoma de México. Linea di ricerca attuale: Diritti umani, azione collettiva e neoliberalismo (collettivi di familiari di desaparecidos).
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Populismos de Derecha y de Izquierda – Fabrizio Lorusso en Revista EPIKEIA – Universidad Iberoamericana León (MX)

[Artículo de Fabrizio Lorusso, “Populismos de derecha y de izquierda”, EPIKEIA (Revista del departamento de Ciencias Sociales y humanidades de la Universidad Iberoamericana León, México), n. 38, verano 2019, ISSN 2007-1418 – link original o leer a continuación]Abstract – Si rastreamos la etimología de la palabra “fármaco”, de origen griego, descubrimos que significa tanto medicina como veneno y el efecto, positivo o nefasto sobre la salud, depende de la dosis y de la intensidad de su aplicación. El politólogo italiano, Ferruccio Capelli, acaba de publicar un libro titulado El futuro encima. La incertidumbre, el miedo y el fármaco populista (2018), el cual nos da un cuadro muy útil para entender la realidad político-social actual desde un punto de vista que, desde lo local, nos lleva a establecer vínculos y explicaciones globales, válidas en distintos países, sobre el populismo. En la espera de poder leerlo en español, vale la pena anticipar aquí algunos de sus contenidos iluminantes, incluso para el acontecer político en las Américas.
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#Avenida Miranda, puntata 56. In Argentina per il Festival del Cinema dei Diritti Umani


13 giu. – Avenida Miranda torna in Argentina per parlare dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso lo sguardo del Festival del Cinema dei Diritti Umani, che ha appena concluso la sua 18esima edizione a Buenos Aires. Florencia Santucho, direttrice del Festival, ci introduce alle molteplici problematiche che coinvolgono i più e le giovani nell’Argentina di oggi, dal dramma della povertà crescente, al tema della violenza istituzionale – il cosiddetto “grilletto facile” – dall’incubo della tratta e alle rivendicazioni legate all’infanzia trans.
Per approfondire, questa è la pagina ufficiale del festival.Qui il Podcast della puntata!
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Speleologia e neocolonialismo nella Sierra Mazateca, Oaxaca.

Messico. Megaprogetti stranieri stanno esplorando le estese e profonde grotte della regione Mazateca, nello stato di Oaxaca. Senza un briciolo di etica, con inganni e poca trasparenza, gli esploratori si introducono nei luoghi sacri, manipolano le ossa di animali antichi, estraggono esseri vivi e informazioni preziose da territori colmi di ricchezze naturali. Anche se diverse comunità gli hanno negato l’accesso, gli esploratori si stanno progressivamente appropriando di questi spazi, vulnerando il diritto degli abitanti originari alla libera autodeterminazione. Nel seguente testo Sarai Piña Alcántara e Federico Valdés Bize raccontano lo sviluppo di questa storia: la maniera di operare di questi gruppi, lo stato attuale del conflitto e quali diritti delle popolazioni locali sono stati violati da queste spedizioni.
Su L’America Latina vi proponiamo un estratto dell’accurata ricerca realizzata da Sarai e Federico. La versione originale e completa può essere trovata qui.

[Articolo accademico in spagnolo di Fabrizio Lorusso: “Te buscaré hasta encontrarte”. Historia y contexto de los otros desaparecidos de Iguala, colectivo de buscadores de desaparecidos y fosas clandestinas en México, pubblicato 