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  • Apoyo para el Centro de Estudios Universitarios XHIDZA en Oaxaca @ceuxhidza @surcooaxaca

    Apoyo para el Centro de Estudios Universitarios XHIDZA en Oaxaca @ceuxhidza @surcooaxaca

    [Publicamos aquí la información en español e inglés para apoyar la construcción de una biblioteca comunitaria en Santa María Yaviche, Oaxaca]

    ceuxhidza.org trabaja con los saberes comunitarios a través del diálogo académico. Ahora estamos buscando recursos para construir una #Bibilioteca #IndigenousPeople #PueblosIndígenas

    bit.ly/ApoyaCeuxhidza Faltan 24 días para finalizar

    Biblioteca comunitaria para CEU-Xhidza

    Oaxaca, México es conocido por su biodiversidad, por sus numerosos pueblos indígenas y, al mismo tiempo, por la gran cantidad de personas en condiciones de pobreza. El pueblo Zapoteco Xhidza de la Sierra Juárez vive de la agricultura, principalmente del café, pero el cambio climático y la marginalización del campesinado los ha colocado en una situación de vulnerabilidad en el entorno global. La comunidades de la región han apostado por la educación para combatir dicha marginalización, pero cuentan con muy pocos recursos económicos y son contadxs lxs jóvenes que pueden acceder a estudios universitarios, pues las universidades se encuentran lejos de su comunidad y ellxs tienen responsabilidades con la familia y la comunidad, sin mencionar los recursos que necesitan para subsistir fuera de la comunidad.

    Nuestra propuesta

    La comunidad de Santa María Yaviche se ha organizado para mejorar sus condiciones de vida a través de una educación autónoma, comunitaria e indígena dentro de la comunidad. Así se creó, con el acompañamiento de SURCO AC, el Centro de Estudios Universitarios Xhidza (CEUXhidza). Hoy el centro lleva dos años en operación, generando y compartiendo conocimientos para mejorar la vida comunitaria. Basado en los conocimientos de la cosmovisión, lengua y cultura Xhidza, trabaja para enfrentar los desafíos de un mundo cada vez más conectado y sujetos a cambios dramáticos, como la crisis climática, por mencionar sólo uno de ellos.

    Nuestro reto

    Hasta el momento hemos operado gracias a la colaboración solidaria de una red de amigxs profesorxs y expertxs, y el año pasado realizamos un fondeo que nos permitió construir parte de la infraestructura. Lxs jóvenes no tienen dinero para comprar libros ni un espacio para poder estudiar, por ello hemos hecho una recaudación de libros. Ahora lxs estudiantes cuentan con un buen acervo y muchas ganas de leer, estudiar y aprender, pero necesitan una biblioteca dónde alojar estos libros y tener las condiciones para que lxs universitarixs y el pueblo Xhidza puedan compartir este conocimiento y completar sus aprendizajes.

    ¡Sé parte de este proyecto de construcción y aprendizaje colectivo!

    Community Library for CEU-Xhidza

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  • Lo zapatismo si rafforza per affrontare le sfide politiche del Messico di AMLO

    Lo zapatismo si rafforza per affrontare le sfide politiche del Messico di AMLO

    di Susanna De Guio

    L’atmosfera a San Cristobal de las Casas è come sospesa negli ultimi giorni. Il cielo blu intenso dietro le montagne si copre nelle prime ore del pomeriggio, le nubi enormi si accumulano per poi scaricarsi in tempesta e un’ora dopo si torna a camminare sulla strada bagnata, colma di sole. Il clima tropicale sembrIMG_9142a accompagnare l’umore che predomina da quando, il 17 agosto, l’EZLN ha rilasciato un nuovo comunicato in cui annuncia: ¨abbiamo rotto l’isolamento¨. Agli storici cinque caracoles che conformano il territorio autonomo zapatista se ne aggiungono altri sette, si creano i Centros de Resistencia Autónoma y Rebeldía Zapatista (CRAREZ), si estendono i municipi autonomi.

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  • Comunicato della piattaforma PIRATA a EZLN, CNI, CIG, Sexta nazionale e internazionale/Comunicado de la plataforma PIRATA para EZLN, CNI, CIG, Sexta nacional e internacional

    Comunicato della piattaforma PIRATA a EZLN, CNI, CIG, Sexta nazionale e internazionale/Comunicado de la plataforma PIRATA para EZLN, CNI, CIG, Sexta nacional e internacional

    All’ Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
    Al Congresso Nazionale Indigeno
    Al Consiglio Indigeno di Governo
    Alla Sexta Nazionale e Internazionale

    Oggi 19 agosto 2019, come Piattaforma Pirata, salutiamo con gioia e entusiasmo collettivo la nascita dei nuovi Centros de Resistencia Autonoma y Rebeldia Zapatista nei territori autonomi del Chiapas ribelle.

    Consapevoli che questa nuova fase dello zapatismo sia il frutto del lento lavoro politico e organizzativo delle comunità resistenti, che da oltre 25 anni resistono in basso e a sinistra contro la ricetta di sfruttamento, distruzione e morte che giorno dopo giorno impone l’ idra capitalista, rinnoviamo il nostro impegno a continuare a camminare insieme e a tentare di tessere percorsi di autonomia che ancora sconvolgono l’ordine esistente.

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  • #SolidaridadOpenArms – Messaggio di solidarietà a Open Arms dal Messico

    #SolidaridadOpenArms – Messaggio di solidarietà a Open Arms dal Messico

    Open Arms Mediterraneo Solidaridad MEXICO#SolidaridadOpenArms – Comunicato di solidarietà a Open Arms dal Messico

    [Pubblichiamo in italiano e in spagnolo questo messaggio lanciato da giornalisti, scrittori, attivisti, organizzazioni e parlamentari messicani in solidarietà con la Ong Open Arms e con le persone, migranti e membri dell’equipaggio, a bordo della loro nave da quasi 20 giorni al largo delle coste di Lampedusa]

    Dal Messico, terra che storicamente è stata un simbolo del rifugio, e da tutta l’America Latina —in cui oltre 500 anni fa cominciammo a ricevere caravelle, imbarcazioni e carovane di migliaia di migranti illegali provenienti dai paesi europei—, vogliamo esprimere la nostra solidarietà all’equipe della Open Arms e alle oltre cento persone che questa organizzazione, che si dedica a proteggere la vita umana in mare, porta a bordo della sua nave.

    A 800 metri dal porto di Lampedusa l’imbarcazione attende da 19 giorni una risposta da parte dell’Italia per poter far sbarcare, seguendo il diritto internazionale del mare, tutte le persone che sono state salvate. L’offerta del governo spagnolo, che insiste affinché si dirigano verso un porto di quel paese, arriva tardi e in un contesto che è inviabile per la Open Arms, dato che l’organizzazione non possiede le risorse per affrontare questa ulteriore attraversata, considerando il logorio rappresentato dalla permanenza in mare per 27 giorni con un centinaio di persone in pessime condizioni di salute e psicologiche. La proposta, che è stata avanzata tramite i mezzi di comunicazione e senza consultare l’equipaggio è servita solo a intorpidire le gestioni dell’organizzazione per poter entrare nel porto sicuro più vicino e a confondere l’opinione pubblica.

    E’ urgente che il porto di Lampedusa sia aperto a queste persone. Dobbiamo aprire le nostre braccia dinnanzi alla sofferenza umana.

    Di fronte a questa situazione d’ingiustizia vogliamo esprimere il nostro sostegno a tutte le persone, volontari e rifugiati, che in questo momento si trovano sulla Open Arms; diciamo NO alla criminalizzazione delle Ong che proteggono la vita in mare, è necessario aiutarle nel loro compito di protezione dei diritti umani e trovare insieme una soluzione alla crisi migratoria globale.

    #PuertoSeguroYa

    Sottoscrivono:

    Collettivi/organizzazioni:

    Comité 68 Pro Libertades Democráticas, Movimiento Migrante Mesoamericano, Movimiento de Solidaridad Nuestra América, América sin Muros México, Servicio Internacional Cristiano de Solidaridad con los Pueblos de América Latina-SICSAL, Hermanos en el Camino, Coalición Binacional Stop Trump Chicago-Los Ángeles, Coordinadora Regional del Sur y el Centro de Capacitación y Comunicación Social, A.C., Jóvenes Ante la Emergencia Nacional, Nueva Constituyente Ciudadana Popular, Fundación Francisco Enríquez Guzmán A. C. De Chiapas, Mujeres para el Diálogo, Comité Monseñor Romero, Red Migrantes del Sur México, Comunidad Autonomía y Libertad (Comunal), Red Eslabones de Derechos Humanos Humanos-Nuevo León, Eslabones Estado de México, Eslabones Morelos, Eslabones Ciudad de México, , Asamblea Nacional Catalana en México, Coordinación Ecuménica de la Iglesia de las y los Pobres (CEIPES), Fundación Hno. Mercedes Ruiz- FUNDAHMER, Comité en Defensa de la República Catalana en México, Candidatura de Unidad Popular (CUP) Exterior en México, Fundación Leonardo Sciascia, Servicio Internacional Cristiano de Solidaridad con América Latina “Monseñor Romero”-México.

    Persone:

    Porfirio Muñoz Ledo, Ifigenia Martínez, Marta Sánchez Rafael Barajas “El Fisgón”, John Ackerman, Vidulfo Rosales, Daniel Jiménez Cacho, Marina Taibo, Marlene Fautsch, Gabino Palomares, Juan Carlos Bonet, Laura Carlsen, Claudio Albertani, María Luisa Capella, Federico Campbell, Aude Bénet, Montserrat Gispert, Selma Beraud, Guiomar Rovira, Diego Flore Magón, Alexandro Meléndez, Tauro Castrejón, César Pineda, Jésica Bastidas, Juventino Yitzek, Marta Mega, Alejandra Clausell, Bernardo Méndez, David Maciel, Jazmina Barreda, Teresa Velázquez, Susana Alcázar Leyva, Francisco Montes, Pablo Hernández, Manuel Arellano, María García, Carlos Arango, Beto O Rourke, Verónica Escobar, Elena Trapanese, Clara Ferri, Francesca Gargallo, Fabrizio Lorusso (Italiani in Messico), blog-colectivo lamericalatina.net.

    Versión en español:  (altro…)

  • Di me, si prendono cura le mie amiche. Una giornata manifesto a favore della “rabia digna” e la cura femminista collettiva

    Di me, si prendono cura le mie amiche.  Una giornata manifesto a favore della “rabia digna” e la cura femminista collettiva

    di Roberta Granelli

    Finalmente, finalmente la rabbia esplode e smettiamo per un momento di portarcela addosso, dentro, negli anfratti invisibili del corpo. Finalmente la rabbia esplode collettivamente e si scaglia contro luoghi simbolo della città, di questa città che non sembra vedere la violenza che quotidianamente produce. Ora le pareti parlano più di prima, la stazione di polizia è in fiamme, la fermata del metrobus distrutta, lo spazio della Glorieta de los Insurgentes parla, grida e vibra. La violenza che quotidianamente viviamo, ora finalmente, la tiriamo addosso a chi la ignora, come un pugno di glitter fucsia che ti si appiccica sulla pelle sudata.

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    Foto: Mélida Medina. Manifestanti.

    L’appuntamento è per le 18.30 a Città del Messico e in altre 39 città di tutto il paese. È stata una protesta convocata in maniera rapida perché i fatti scatenanti sono successi appena qualche giorno prima. Il 12 agosto varie compagne e collettivi femministi hanno organizzato una manifestazione che partiva dagli uffici della Secretaría de Seguridad Ciudadana ed arrivava alla sede della Procura della capitale per chiedere giustizia per il caso di un’adolescente di 17 anni violentata da 4 poliziotti nel municipio di Azcapotzalco. Al momento di ricevere la denuncia di violenza, il Pubblico Ministero non ha applicato il protocollo stabilito per le violenze sessuali e le prove, realizzate giorni dopo, non hanno prodotto risultati; l’indagine è stata resa meschinamente pubblica e dunque la giovane è stata bersagliata da minacce che l’hanno costretta a ritirare la denuncia. I 4 poliziotti sono stati sospesi dall’incarico ma nessun’ altra misura è stata applicata, né nessun’altra prova cercata. La manifestazione del 12 agosto ha visto decine di donne scagliarsi contro le la sede della Procura e tirare del glitter fucsia contro il capo della polizia. In battuta finale Claudia Sheinbaum, governatrice della capitale ed eletta tra le fila del partito “progressista” del presidente federale Andrés Manuel López Obrador e rappresentante di un presunto cambiamento politico soprattutto in quanto attenzione al femminicidio e alla violenza di genere, afferma di “non voler cadere in provocazioni” e apre un’indagine contro le compagne femministe.

    Ma come afferma lo slogan diffusosi, “Exigír justícia no es provocación” (Esigere giustizia non è una provocazione). In questi pochi giorni il web ed i social si sono riempiti di glitter rosa ed è stata sottolineata l’assurdità delle posizioni politiche di Sheinbaum e di tutto il governo della città. Le posizioni della governatrice sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso: invece di approfondire il caso della minore e sottolineare la gravità che dei rappresentanti dello Stato abbiano violentato invece di proteggere, ammettere che la situazione del femminicidio ormai è ingestibile – arrivata a 9 vittime al giorno, i fautori della sedicente Quarta Trasformazione si sono scagliati contro le mobilitazioni di protesta, screditandole e criminalizzandole.

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    Foto del web: performance nella Glorieta de los Insurgentes.

    La rabbia è cresciuta ed è tornata a fior di pelle, la rabbia si somma nuovamente al dolore quotidiano dei 9 femminicidi al giorno, delle violenze sessuali e dei sequestri.

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  • “Contro estrattivismo e repressione, la lotta è indigena e globale”

    “Contro estrattivismo e repressione, la lotta è indigena e globale”

    Guatemala. Intervista all’attivista guatemalteca Lolita Chávez, portavoce del popolo Maya Ki’che: «Multinazionali difese da esercito e gang. La cosmovisione Maya Ki’che è anti-capitalista e anti-patriarcale. Non è compatibile con i modelli di sviluppo dominanti»

    di Susanna De Guio e Gianpaolo Contestabile.

    da Il Manifesto

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    Aura Lolita Chávez Ixcaquic, foto di Gianpa L.

    Per comprendere il contesto in cui si muove la società guatemalteca alla vigilia della seconda tornata elettorale, il prossimo 11 di agosto, è necessario ampliare lo sguardo ben oltre il meccanismo parlamentare e riconoscere che i processi di trasformazione della realtà politica e sociale in Guatemala avvengono altrove, nel lavoro quotidiano delle organizzazioni indigene e contadine, dei coordinamenti in difesa dei diritti umani, che si battono contro l’estrattivismo, proteggono il territorio e rivendicano il riconoscimento e il rispetto delle popolazioni indigene che costituiscono la maggioranza del paese, in un contesto di violenza politica allarmante, che non entra nell’agenda dei candidati al governo.

    Nella storia di Aura Lolita Chávez Ixcaquic, portavoce del Consiglio delle Popolazioni Ki’che (CPK), si riflette la realtà di numerose leader indigene che ogni anno vengono assassinate e perseguitate per il loro impegno politico.

    Dedicare la sua vita alla difesa del territorio e la comunità a cui appartiene ha significato per Lolita Chávez affrontare nel tempo una crescente minaccia alla sua incolumità fisica. In sei occasioni distinte ha subito attentati destinati a ucciderla, è scampata alle pallottole quando hanno sparato al suo mezzo di trasporto o all’attacco della sua delegazione con machete, coltelli e bastoni. Rappresentante del “Consiglio dei Popoli Ki’ches, in difesa della vita, della natura, della madre terra e del territorio”, Lolita è uno dei volti noti dell’organo di autogoverno che le comunità del millenario popolo Maya Ki’che si sono date  per frenare lo sfruttamento del suolo da parte di diverse imprese transnazionali.

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  • En Bolonia desalojo violento de histórico centro social. Comunicado del Nodo Solidale

    En Bolonia desalojo violento de histórico centro social. Comunicado del Nodo Solidale

    xm desalojo 2De Nodo Solidale

    A todas las luchas, los movimientos y las organizaciones hermanas,

    En la ciudad italiana de Bolonia, en estos momentos (a partir de las 5:30am locales) se está llevando a cabo un desalojo policiaco-militar del espacio social XM24.

    XM24 es un espacio ocupado y autogestionado desde el año 2002 en la “Bolognina”, un barrio popular, obrero, migrante y estudiantil de Bolonia donde desde hace unos años grandes intereses económicos (constructoras, bancos, centros comerciales) están llevando adelante, por medio de sus “capataces” de la administración municipal, un enorme proceso de gentrificación y de “limpieza étnica” hacia la población pobre, proletaria y de origen extranjera.
    A pesar de ser gobernada por la oposición que hasta hace unos tiempos se consideraba de “centro-izquierda”, la política ciudadana del partido demócrata (PD) está perfecamente en línea con las políticas racistas, de extrema derecha y de supremacía blanca de los fascistas de la Liga Norte, que gobiernan el país, y de sus aliados Donald Trump, Vladimir Putin, Benjamin Netanyahu, Victor Orbán y Jair Bolsonaro.
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  • Quando la democrazia muore lentamente. Recensione de “Democracia em vertigem” (Netflix)

    Quando la democrazia muore lentamente. Recensione de “Democracia em vertigem” (Netflix)

    foto Lula.pngDi Dario Clemente

    In un periodo in cui il noto distributore di contenuti audiovisuali sembra impegnato in una guerra fredda attualissima, occupandoci, e preoccupandoci, le serate con evil russians di ogni tipo (Stranger Things, Chernobyl, Trozky), così cattivi da essere francamente noiosi, vero peccato mortale, il film brasiliano di denuncia “Democracia em vertigem” viene a scompaginare le carte. Produzione propria uscita da un paio di settimane, ci ricorda che Netflix è anche una piattaforma per operazioni coraggiose, come “Sulla mia pelle”, film sugli ultimi giorni di Stefano Cucchi che nessun altro voleva distribuire.

    Breve riepilogo (2 ore) per coloro che non fossero stati attenti alle altre disgrazie gialloverdi, quelle brasiliane, ma anche a chi si fosse legittimamente perso per strada data la quantità di trame e personaggi degna di una soap opera, anzi, di una telenovela, il film della giovane Petra Costa andrebbe visto come contrappunto ideale della serie “O mecanismo” (sempre su Netflix), prodotto formato “Carabinieri” su una pulitissima ed eroica Mani Pulite brasiliana che non è mai esistita. Qui invece si adotta il punto di vista di un militante di sinistra, lei stessa, figlia di due agitatori politici che hanno trascorso gran parte della dittatura (1964-1985) in clandestinità. Organizzando la struttura narrativa attorno alla metafora di una giovane democrazia brasiliana in bilico, giovane come lei, che nel 2002 ha potuto votare per la prima volta e festeggiare l’inatteso successo dell’ex leader sindacale Lula da Silva, la Costa riesce a far accomodare da subito lo spettatore al focolare di quello che è prima di tutto un dramma personale e famigliare. Dopotutto Petra si chiama così in onore di un compagno di militanza dei genitori, assasinato da un commando durante la dittatura.

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  • Guatemala, attiviste e attivisti per i diritti umani sotto attacco

    Guatemala, attiviste e attivisti per i diritti umani sotto attacco
    Elaborazione grafica: Manuela Cencetti

    di Simone Scaffidi (da Repubblica.it)

    Cittá del Guatemala. La copertura internazionale delle notizie relative all’America Centrale é storicamente molto limitata e negli ultimi anni sembra concentrarsi sull’esperienza migratoria – quando questa é relazionata con le politiche protezionistiche statunitensi – e sulla spettacolarizzazione del narcotraffico e dei suoi protagonisti. Il racconto del Guatemala in questo contesto quasi scompare e ritorna a galla solamente nel periodo delle elezioni, oppure quando un comico televisivo, Jimmy Morales, diventa presidente della Repubblica. (altro…)

  • Comunicado sobre Rocco Acocella, capitán italiano desaparecido en aguas caribeñas @ROCCOACOCELLAM1 ‏

    Comunicado sobre Rocco Acocella, capitán italiano desaparecido en aguas caribeñas @ROCCOACOCELLAM1 ‏

    [Publicamos el comunicado enviado por familiares y amigos de Rocco Acocella, capitán italiano de un trimarán, desaparecido desde hace más de un mes en aguas caribeñas para su difusión]

    barco rocco acocella.jpgCon este comunicado queremos señalar que nuestro hijo Rocco Acocella, de Salerno, Italia, y allí residente, está desaparecido. Desde el día 17 de junio no hemos tenido noticias de él. El desaparecido, Rocco Acocella, es capitán y partió a bordo de un velero (trimarán) de ocho metros denominado “Trinavis” el pasado 17 de junio desde el puerto de Saint Martin (Caribe, a 240 km de Puerto Rico) con rumbo al puerto de Marina Puerto Velero, Barranquilla (Colombia), donde hubiese tenido que llegar entre el 27 y el 28 de junio. Nuestro hijo es experto de la navegación, con elevadas capacidades naúticas. Se encontraba en Centroamérica por motivos de trabajo, de hecho, luego de Barranquilla, se habría dirigido a Ecuador donde tendría que haber trabajado como guía turístico para un grupo de turistas, por cuenta de una agencia internacional de una conocida empresa.

    Foto rocco acocellaDe hecho, la empresa nos avisó que no hubo ningún contacto con Rocco, dado que nunca abordó el avión que lo hubiese tenido que llevar a la costa Oeste de Colombia.

    El 22/06/2019 horas 19:31 UTC, Rocco Acocella lanzó la señal de emergencia del dispositivo PLB1. Al procesar los datos del detector de posición (PLB1) desde la activación hasta el último levantamiento el 23/06/2019 a las 14:46 UTC, hemos trazado la ruta seguida por la señal. Teniendo en cuenta las millas recorridas por la señal en 19h, los vientos y las corrientes detectadas después del último contacto, hasta la fecha se ha estimado una posible ruta, que el vehículo en el que estaba a bordo Rocco Acocella, pudo haber seguido rumbo hacia las costas de Nicaragua, Costa Rica y Panamá; sin excluir la hipótesis de que pudo haber impactado con los atolones e islotes frente a la franja costera del país centroamericano.

    Adjuntamos a la carta una imagen de la hipótesis de la ruta.

    mapa rotta acocella

    🔵LINEA AZUL: ruta probable (hipótesis).

    🔴TRACTO ROJO: posible impacto de Rocco Acocella en la costa.

    La ruta cruza un área con atolones e islotes que no están excluidos de la hipótesis de impacto. Por lo tanto, estamos solicitando formalmente que la investigación se extienda a los siguientes tres países: Panamá, Costa Rica y Nicaragua.

    En la operación de búsqueda diferentes instituciones están participando, cada una con su propia competencia, la Farnesina (Secretaría de exteriores de Italia), Centro di soccorso della guardia costiera (marina italiana), Armada de Colombia (Cartagena), Fuerza naval de Caribe, Embajada Italiana de Nicaragua, Embajada italiana de Costa Rica, Embajada italiana de Panamá, Embajada italiana de Venezuela.

    Estas instituciones están en contacto directo con la familia y desde el primer día se han activado en la búsqueda con diversos medios tanto aéreos como navales.

    Hemos creado una página oficial de Facebook: @RoccoAcocellaMissing (https://www.facebook.com/roccoacocellamissing/ y también un perfil de Twitter: @ROCCOACOCELLAM1 (https://twitter.com/ROCCOACOCELLAM1 ). El objetivo es involucrar al mayor número posible de personas en la investigación. No solo los barcos que se pueden encontrar en esa área, sino también la gente en tierra firme, debido a que el bote pudo haber impactado a lo largo de la costa o en contra de una de las muchas islas pequeñas del Mar Caribe.