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  • Honduras, I mandanti dell’assassinio dell’attivista Berta Cáceres restano impuniti

    Honduras, I mandanti dell’assassinio dell’attivista Berta Cáceres restano impuniti

    di Simone Scaffidi  da Repubblica.it

    Morire per delle idee. Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2016, due uomini armati hanno fatto irruzione nella casa dell’attivista honduregna Berta Cáceres, assassinandola. In prima battuta, gli inquirenti hanno attribuito l’omicidio a presunti ladri, in un secondo momento è stata avanzata l’ipotesi del «delitto passionale», ma a chi ha la sensibilità e la pazienza di non credere alle versioni fornite dal Potere, è stato chiaro fin da subito che Berta è stata ammazzata per rubarle la dignità e le idee, non le «cose» che aveva in casa. Fondatrice del Copinh – Consejo Cívico Popular e Indígena de Honduras, assieme alle sue compagne e alle comunità locali, Berta si era opposta alla costruzione della Centrale Idroelettrica Agua Zarca, promossa dall’azienda Desa. Per questa ragione è stata ripetutamente minacciata – di morte e di stupro – intimidita e alla fine assassinata. Berta, grazie al suo impegno, era diventata negli anni un punto di riferimento per tutte le organizzazioni latinoamericane che si occupano di diritti umani e portano avanti una lotta trasversale contro lo sfruttamento dei territori e le discriminazioni di genere e di etnia. (altro…)

  • Confine Guatemala-Messico: le carovane sfidano ancora una volta le frontiere

    Confine Guatemala-Messico: le carovane sfidano ancora una volta le frontiere

    Di Nodo Solidale

    carovana foto.jpgLa  carovana migrante é riuscita a passare il confine fra Guatemala e Messico fra la notte del 17 e la mattinata del 18 gennaio. É la prima del nuovo anno.

    Composta da 7.000 persone di cui la maggior parte honduregni e salvadoreñi, quella che ormai é la terza carovana migrante dall’autunno del 2018, ha attraversato Honduras e Guatemala in 4 giorni di marcia serrata. É riuscita, prima, a sfondare le barriere fra Honduras e Guatemala, dove si sono registrati scontri sul confine e lanci di lacrimogeni da parte della polizia guatemalteca, poi, ha proseguito verso Tucun Uman ottenendo di passare la frontiera Guatemala-Messico senza che si verificassero incidenti con polizia, esercito e marina presenti sul valico.

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  • Sull’arresto e la consegna express di Cesare Battisti: il “regalo” di Evo Morales a Salvini… e al “fratello” Bolsonaro

    Sull’arresto e la consegna express di Cesare Battisti: il “regalo” di Evo Morales a Salvini… e al “fratello” Bolsonaro

    di Pablo Stefanoni

    da La Diaria

    battisti fotoCominciamo dalla fine: domenica 13 gennaio, un aereo con agenti di polizia e dell’intelligence italiana è atterrato all’aeroporto di Viru Viru, a Santa Cruz de la Sierra, per prendere Cesare Battisti. L’attuale scrittore è stato un membro del gruppo armato di estrema sinistra Proletari Armati per il Comunismo (PAC) operante durante gli “anni di piombo” italiani e condannato all’ergastolo in Italia per quattro reati, due come autore materiale e due come complice. È arrivato all’aeroporto militare di Ciampino alle 11.36 di lunedì. Ad attenderlo c’era il ministro dell’Interno e leader del governo italiano Matteo Salvini, un neofascista che fa parte dell’asse xenofobo trumpiano molto spesso criticato dalla Bolivia.

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  • Battisti: Evo Morales si è comportato come lo zerbino del fascismo italiano e brasiliano

    Battisti: Evo Morales si è comportato come lo zerbino del fascismo italiano e brasiliano

    Oltre ad altre illegalità, il presidente ha calpestato la legge sulla concessione dell’asilo politico che lui stesso aveva regolamentato

    evo y bolsonaro

    Alla luce delle novità sul Caso Battisti vi proponiamo la traduzione in italiano di un articolo di Laura Capriglione, apparso sul sito brasiliano Jornalistas Livres. Ci sembra interessante perché, fuori dalla retorica istituzionale e mediatica a 360 gradi (da Matteo Salvini a Laura Boldrini) che sta facendo a gara nel massacro mediatico dell’ex militante dei PAC, e fuori dalle importantissime poche voci isolate che ne denunciano la persecuzione politica, mette in evidenza elementi importanti sulla putrefazione etica e politica della sinistra latinoamericana o per lo meno di una delle sue varianti più emblematiche, che per anni è stato presa a modello in tutto il mondo, Italia compresa: il governo del presidente boliviano Evo Morales.

    Evo Morales ha consegnato Cesare Battisti come un trofeo per l’estrema destra italiana e brasiliana, rappresentate da Matteo Salvini, vice-premier italiano, e Jair Bolsonaro, fingendo di non sapere nulla della richiesta di asilo che il militante e scrittore aveva fatto per essere riconosciuto come rifugiato politico il 18 dicembre scorso, e che il Ministro degli Esteri boliviano aveva timbrato come “ricevuta” alle 12:35 del 21 di dicembre. (altro…)

  • #AvenidaMiranda Puntata 45. La chitarra indocile di Violeta Parra

    #AvenidaMiranda Puntata 45. La chitarra indocile di Violeta Parra
    © Sergio Larraín

    Anche nel 2019 ritorna Avenida Miranda: storie e immaginari dai Sud del Mondo, con una puntata speciale interamente dedicata a Violeta Parra e alla sua chitarra. In pochi sanno infatti che la cantautrice cilena ha lasciato numerose composizioni per sola chitarra classica. Molte di queste sono state scoperte anni dopo la sua morte grazie al ritrovamento del fedele registratore che l’ha accompagnata in innumerevoli viaggi. Grazie a questi brani è possibile riscoprire aspetti inediti dell’arte di Violeta: dal suo infaticabile lavoro di valorizzazione del patrimonio musicale cileno alle forti spinte di innovazione e sperimentazione.
    Marco Dalla Stella dialoga con la chitarrista Nicoletta Todesco, che esegue per noi alcuni di questi piccoli gioielli musicali.

    QUI IL PODCAST

  • A proposito dell’aborto in Messico. Decolonizzarsi è una pratica di messa in discussione quotidiana e siamo tutte in processo

    A proposito dell’aborto in Messico. Decolonizzarsi è una pratica di messa in discussione quotidiana e siamo tutte in processo

    da Al di là del Buco

    Riproponiamo uno scambio tra Eretica, blogger di abbattoimuri.wordpress.com, e alcune compagne femministe italiane che vivono a Città del Messico a proposito di come narrarre realtà “lontane” attraverso la pratica dell’autoriflessività che porta ad una condivisione di saperi dal basso. La discussione sull’aborto in Messico è stata in questo caso l’argomento centrale dal quale si è generato uno scambio che ci è sembrato estremamente interessante, sia a livello informativo sulla realtà messicana, che sul piano della critica-autocritica e crescita mutua messo in pratica dalle compagne.


    Ciao a chi ci legge. Siamo un gruppo di donne italiane che vivono in Messico, ci siamo sempre interessate al contesto in cui viviamo ed inoltre alcune di noi hanno abortito, proprio qui in Messico. Per questo, l’articolo uscito sul blog di Eretica sul Fatto Quotidiano il 9 gennaio ci interpella profondamente e dobbiamo dire che, appena letto, ci siamo chieste: l’avranno rapita e sostituita con qualcun’altra? Le avranno hackerato il blog?

    messico-aborto-1350-675x275.jpgAlcune di noi hanno fatto parte di collettivi femministi italiani e non, così come abbiamo spesso letto il blog “Abbatto i muri” e prima ancora “Femminismo a Sud”. Così, dopo un primo momento di sgomento, abbiamo deciso di scrivere a Eretica per esprimerle le nostre perplessità circa il contenuto del suo articolo, perché l’abbiamo sempre ritenuta una compagna aperta alle critiche costruttive e al dialogo con altre compagne. Di fatti, dopo un breve scambio di mail con lei, abbiamo deciso insieme di pubblicare le nostre riflessioni in merito all’articolo, per condividerle con piú persone possibile e socializzare un altro punto di vista, diciamo, situato. (altro…)

  • Codedi: dateci le case. Tutto il resto ce lo prendiamo da soli

    Codedi: dateci le case. Tutto il resto ce lo prendiamo da soli

    CODEDI3

    Quando nel 1998, nella Sierra Sur della regione di Oaxaca, un gruppo di famiglie con l’obiettivo di opporsi alla devastazione del proprio territorio da parte delle imprese e del governo, fonda il CODEDI (Comitè en Defensa de los Derechos Indigenas), nessuno immaginava che nel giro di dieci anni i propri figli avrebbero potuto vivere, studiare ed esprimersi attraverso il teatro in uno stadio costruito dall’organizzazione, nè che quel comitato si facesse organizzazione popolare e il CODEDI diventasse un punto di riferimento nel panorama politico messicano ed internazionale.

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  • #AvenidaMiranda Puntata 45. Prima i messicani?

    #AvenidaMiranda Puntata 45. Prima i messicani?

    avenida-miranda-prima-i-messicani13 dic. – Da settimane più di duemila migranti centroamericani vivono ammassati in accampamenti di fortuna nella periferia di Tijuana. Sebbene la loro situazione inizi a migliorare, le tensioni con la popolazione locale hanno assunto forme che suonano di già sentito. “Prima i messicani”, “tornate a casa vostra” sono gli slogan che si alzano dalla marcia contraria ai migranti, organizzata dai cittadini di un’area urbana che proprio sulla vicinanza al confine ha costruito la sua fortuna.
    Caterina Morbiato, antropologa e blogger di lamericalatina.net, ha seguito da vicino la realtà di Tijuana e della “carovana migrante”, e ne parla assieme a Marco Dalla Stella in questa puntata di Avenida Miranda.

    Qui il PODCAST!

     

  • Block the box. Logistica, flussi, conflitti. Recensione

    Block the box. Logistica, flussi, conflitti. Recensione

    A sei mesi dall’uscita del numero 46 della rivista di storia della conflittualità sociale Zapruder, vi proponiamo l’introduzione all’intero numero intitolato “Block the box. Logistica, flussi, conflitti” e il contributo del nostro redattore Pérez Gallo con una recensione multipla al libro di Deborah Cowen The Deadly Life of Logistics e a un paio di saggi del sociologo uruguaiano Alfredo Falero.

    Zap-46_prima.jpgBlock the box. Logistica, flussi, conflitti

    Nel momento in cui, dopo decenni, la “globalizzazione” del comando capitalistico attraversa un processo di ristrutturazione profondo, è necessario individuare nuovi punti di vista, nuove strategie e riferimenti per indagare le mutazioni che contrassegnano il nostro presente. Questo numero di «Zapruder» adotta gli “occhi della logistica” per muoversi in questa direzione, focalizzando l’attenzione sul dibattito critico riguardo a flussi, confini, infrastrutture e conflitti che costellano lo scenario planetario, tra circolazione delle merci, trasformazione del lavoro, nuove spazialità e inedite configurazioni temporali. Si parla dunque di vecchie e nuove Vie della seta così come dell’avveniristica Hyperloop per viaggi di terra a mille chilometri orari, di rider delle piattaforme digitali così come di processi di sciopero nella megalopoli padana dell’ultimo decennio. Si ascoltano le voci di studios* che adottano il paradigma logistico per interpretare le trasformazioni dei sistemi produttivi e dei modelli migratori, così come si parla di una chiave genealogica per leggere le mutazioni capitalistiche e l’emergere di nuove soggettività.

    Un caleidoscopio di tracce per provare a interpretare il nostro tempo… in vista di una sua trasformazione.

    Recensione multipla

    di Pérez Gallo

    Deborah Cowen, The Deadly Life of Logistics: Mapping Violence in Global Trade, Minneapolis, University of Minnesota Press, 2014, pp. 238, euro 27,85.

    Alfredo Falero, La expansion de la economía de enclaves en América Latina y la ficción del desarrollo: siguiendo una vieja discusión en nuevos moldes, «Rivista Mexicana de Ciencias Agrícolas», vol. 1, 2015, pp. 145-157.

    Alfredo Falero, La potencialidad heurística de concepto de economía de enclave para repensar el territorio, «Revista NERA», 18, n. 28, 2015, pp. 223-240. cowen

    Lo sviluppo globale dell’infrastruttura logistica a tutti i livelli sta cambiando il volto del pianeta e, secondo sempre più analisti, rappresenta a tutti gli effetti la costituzione materiale della globalizzazione, se per costituzione formale si potevano intendere i diversi trattati di libero commercio proliferati su scala planetaria all’indomani della fine della guerra fredda. Porti, interporti, city logistics e logistics cities, corridoi, autostrade, zone economiche speciali (Sez), gasdotti, oleodotti, ferrovie formano sempre più l’intelaiatura delle supply chain globali, con forti ripercussioni sui tradizionali concetti con cui gli scienziati sociali degli ultimi due secoli si sono cimentati nel definire e descrivere il territorio, dalle logiche geopolitiche incentrate sullo stato-nazione, all’imperialismo, alle categorie di centro-periferia formulate dalla teoria del cosiddetto sistema-mondo. (altro…)

  • Giustizia per Lucía Pérez: dalla sentenza allo sciopero femminista

    Giustizia per Lucía Pérez: dalla sentenza allo sciopero femminista

    [di Susanna De Guio]

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    Vivas y libres nos queremos, ci vogliamo vive e libere, questo è lo slogan, il coro, il messaggio che ci manda lo sciopero femminista dello scorso 5 dicembre in tutta l’Argentina. Nasce dal ripudio della sentenza per il feminicidio di Lucía Pérez, sedicienne violentata e assassinata a Mar del Plata l’8 di ottobre del 2016.

    In quei giorni a Rosario era in corso il trentaduesimo Encuentro Nacional de Mujeres, la notizia della brutale violenza perpetrata sul corpo della giovanissima Lucía scatenò un’ondata di indignazione, rabbia e dolore che si convertí nel primo sciopero femminista argentino, il 19 ottobre di due anni fa, e che divenne immediatamente internazionale, che è stato ripreso in più di 150 paesi l’8 marzo scorso, e che continua ad essere uno strumento di lotta potente.

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