Inicio

  • #AvenidaMiranda Puntata 5: #Niunamàs, 40 scrittori contro il femminicidio arriva in #Messico @cittadelcapo

    #AvenidaMiranda Puntata 5: #Niunamàs, 40 scrittori contro il femminicidio arriva in #Messico @cittadelcapo

    Ni una más tre copertine“Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net.  Va in onda ogni giovedì dalle 12 alle 12.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.

    La quinta puntata di Avenida Miranda è stata curata e registrata a Città del Messico da Fabrizio Lorusso, giornalista freelance e ricercatore alla Universidad Iberoamericana della città di León. In questa puntata Fabrizio Lorusso conversa con la traduttrice, docente, militante (e unica libraia italiana in Messico) Clara Ferri sul tema del femminicidio in Messico e in Italia, a partire dalla presentazione del libro, da poco pubblicato in Messicodalla Universidad Iberoamericana León, Ni una más. Cuarenta escritores contra el feminicidio. Questa antologia è la traduzione spagnola dell’antologia di racconti, curata da Marilù Oliva e pubblicata nel 2013 da Elliot di Roma, per cui gli autori hanno devoluto a Telefono Rosa le loro spettanze. Alla Unam (Universidad Nacional Autónoma de México) per la presentazione di Ni una más i due coordinatori della versione messicana (Ferri e Lorusso) saranno accompagnati dalla scrittrice italo-messicana Francesca Gargallo, autrice del prologo (leggilo qui). Nell’intervista parliamo, però, non solo del libro ma anche del fenomeno del femminicidio, delle sue cause e del caso del femminicidio di Lesvy Berlín (qui un bell’articolo di Caterina Morbiato) che qualche settimana fa ha scosso l’università e l’intero Paese (e ancora non è stata fatta chiarezza da parte delle autorità). Qui estratti del libro e info: link     

    Avenida Miranda – 17 agosto 2017 – ASCOLTALA QUI: Link

    Tutte le puntate di Avenida Miranda.

  • “El feminicida jamás es un loco, es un hijo sano del patriarcado”: #NiUnaMás. 40 escritores contra el #feminicidio @FFYLUNAM @IberoLeon

    “El feminicida jamás es un loco, es un hijo sano del patriarcado”: #NiUnaMás. 40 escritores contra el #feminicidio @FFYLUNAM @IberoLeon

    WhatsApp Image 2017-08-19 at 3.13.32 PMCiudad de México – De: Desinformémonos La cultura del feminicidio fue lo que marcó el inicio de la colaboración para el libro “Ni Una Más: Cuarenta escritores contra el feminicidio”, que reúne 38 cuentos basados en casos de la crónica real italiana sobre mujeres víctimas de asesinato para que trasciendan y desenmascaren la violencia de género, dijo Fabrizio Lorusso, escritor y coordinador (junto a Clara Ferri) del libro, durante su presentación en la Facultad de Filosofía y Letras de la Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM). Con la presencia de estudiantes, artistas y miembros de colectivos en defensa de los derechos de las mujeres, Francesca Gargallo, Clara Ferri y Fabrizio Lorusso presentaron la versión en español de la obra “Nessuna Più: Quaranta scrittori contro il femminicidio”, a la que definieron como “un proyecto colectivo” que nació ante la urgencia de visibilizar y denunciar los asesinatos de mujeres a través de la literatura (link video de la presentación). [Al final de este post: lista de extractos, cuentos y reseñas on line de Ni una más] (altro…)

  • Italia levanta su muro antimigrantes @LaJornada

    Italia levanta su muro antimigrantes @LaJornada
    bote-imigrantes-refugiados86139[de Fabrizio Lorusso – La Jornada 20/08/2017 y ZonaFranca.Mx-MéxicoEl gobierno italiano acaba de construir su muro antimigrantes y, aunque no sea una valla de concreto, ni suene en los medios como el de Trump, sus efectos nefastos y violatorios de los derechos humanos de miles de seres humanos no tardarán en manifestarse.
    Frente a los flujos crecientes de personas que desde la África ecuatorial y subsahariana, así como de Oriente medio, huyen de guerras, hambrunas, dictaduras y explotación, en que los países occidentales, especialmente los europeos, tuvieron y tienen preminente responsabilidad, también ha ido aumentando la cerrazón y la política del avestruz por parte de la Unión Europea y del gobierno italiano presidido por el Presidente del Consejo de Ministros Paolo Gentiloni. Éste, de hecho, va asumiendo la función de gorila, rechazador de “indeseados” al servicio de los países que cuentan políticamente como Alemania y Francia. 

    (altro…)

  • 11 tesi sul Venezuela e una conclusione maturata

    11 tesi sul Venezuela e una conclusione maturata

    “E seguitava a ripetere la stessa cosa: “Questo non è come in una guerra… In una battaglia hai il nemico davanti… Qui il pericolo non ha volto né orario”. Si rifiutava di prendere sonniferi o calmanti: “Non voglio che mi acchiappino addormentato o assopito. Se vengono a prendermi, mi difenderò, griderò, getterò i mobili dalla finestra… Scatenerò uno scandalo…”.
    Alejo Carpentier, La consacrazione della primavera

    [di Juan Carlos Monedero – Traduzione dell’articolo in italiano: Fabrizio Lorusso – Da CarmillaOnLine Link originale]

    1. E’ indubbio che Nicolás Maduro non è Allende. E nemmeno è Chávez. Ma quelli che hanno fatto il golpe contro Allende e contro Chávez sono, e anche questo è indubbio, gli stessi che ora stanno cercando di attuare un golpe contro il Venezuela.

    2. I nemici dei tuoi nemici non sono tuoi amici. Può non piacerti Maduro senza che ciò implichi dimenticare che nessun democratico può mettersi dalla parte dei golpisti che hanno inventato gli squadroni della more, i voli della morte, il paramilitarismo, l’assassinio della cultura, l’operazione Cóndor, i massacri di contadini e indigeni, il saccheggio delle risorse pubbliche. E’ comprensibile che ci sia gente che non voglia schiera5rsi con Maduro, ma conviene pensare dal lato di chi sostiene i golpisti ci sono, in Europa, i politici corrotti, i giornalisti mercenari, i nostalgici del franchismo, gli imprenditori senza scrupoli, i venditori di armi, quelli che difendono l’austerity e che celebrano il neoliberalismo. Non tutti quelli che criticano Maduro difendono queste posizioni politiche. (altro…)

  • La extrema derecha avanza en Europa y apunta a Genova, símbolo del antifascismo. Artículo y fotogallery

    La extrema derecha avanza en Europa y apunta a Genova, símbolo del antifascismo. Artículo y fotogallery

    Bricco 5

    Testo e foto di Tano

    Genova 24 abril 1945 el General Guenther Meinhold, jefe del ejercito nazi-fascista firmó el armisticio con los representantes del Comitato di Liberazione Nazionale (CNL), único caso en la historia de la Resistencia italiana.

    Genova 30 junio 1960, decenas de miles de obreros, trabajadores, estudiantes y ciudadanos bajaron en las calles de Genova para impedir un mitin del partido neo-fascista Movimento Sociale Italiano (MSI), apoyado por el Gobierno. La conferencia no tuvo lugar y se prendió la mecha que dio lugar a numerosas marchas en todo el país, que costaron la vida a cinco manifestantes y obligaron el Gobierno a presentar sus dimisiones el 19 de julio.

    (altro…)

  • #AvenidaMiranda Puntata 4 su #Radio @cittadelcapo: Agroecologia indigena ed estrattivismo in #Messico

    #AvenidaMiranda Puntata 4 su #Radio @cittadelcapo: Agroecologia indigena ed estrattivismo in #Messico

    avenida-miranda-messico“Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net.  Va in onda ogni giovedì dalle 12 alle 12.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.

    Nella puntata di oggi, la quarta (ascolta qui link) di Avenida MirandaPerez Gallo intervista Pippo, lavoratore italiano del Desmi, un’organizzazione del Chiapas che promuove economia solidale, lavoro collettivo e commercio alternativo. Si parla del modello economico portato avanti in Messico negli ultimi anni (miniere, grandi opere, zone economiche speciali, privatizzazioni) ma anche delle alternative possibili e già esistenti: dalla terra collettiva, alla milpa, all’autonomia e autodeterminazione indigena.

    Tutte le puntate di Avenida Miranda.

  • Toxic tour nel deserto messicano /1: Guadalcázar

    Toxic tour nel deserto messicano /1: Guadalcázar

    di Marco Dalla Stella – da CarmillaOnLine

    Narcos e guantoni

    Una frenata brusca. Occhi incollati alle palpebre. Guadalcazar, finalmente.
    La cittadina messicana risplende dei colori saturi del deserto. Era piena notte quando mi sono lasciato alle spalle la estacion central di San Luis Potosì, 120km a sud-ovest da dove mi trovo ora. In mezzo, una distesa di arbusti, gobernadoras e cactus yucca che prepara il terreno per quelli che più a nord diverranno i 520mila chilometri quadrati dello sconfinato deserto chihuahuense.
    Polveroso insediamento fondato da spagnoli affamati di minerali, Guadalcázar è oggi una sonnolenta cittadina di 25mila abitanti in cui non arriva il segnale telefonico. Meglio così. Ci fosse, da queste parti sarebbe pieno di narcos.
    Devo incontrarmi con Leonel, primo cittadino durante gli anni della mobilitazione contro la grande discarica di rifiuti tossici. Abita nel vicino villaggio di Abrego, dove proprio in questo periodo si stanno tenendo le tradizionali fiestas patronales.
    Mentre faccio colazione, chilaquiles en salsa roja e una bella tazza di caffè americano, la proprietaria del modesto ristorantino che dà sulla piazzetta mi consiglia su dove appostarmi per l’autostop. Le feste di Abrego sono tra le più attese della regione e sarà facile trovare un passaggio sul retro di qualche vecchio pick-up marca Nissan. Cosa che effettivamente avviene poco dopo.
    La famiglia che mi carica è composta da madre e tre figli. Il padre, penso, sarà chissà dove al nord. Risalgono ad Abrego dopo aver comprato rifornimenti per il loro stand di tacos, e lungo il viaggio mi spiegano che le feste patronali sono uno degli eventi più importanti dell’anno da queste parti. Persone da Cerritos, da El Oro, da Realejo e da tutti gli altri minuscoli ranchos dei dintorni si riversano in questa piccola località per rendere omaggio all’apostolo Santiago, rivedere amici di vecchia data e festeggiare come si deve con carne e cerveza in abbondanza.
    Ma è soprattutto l’occasione per le persone emigrate al Norte di ricongiungersi con rami della famiglia che non vedono da tempo. Sono loro, specie quelli hanno oltrepassato la frontera, a far girare l’economia durante le feste.
    Se c’è qualcosa su cui puoi scommettere a occhi chiusi è nell’irrefrenabile desiderio di sperperare denaro da parte del migrante messicano di ritorno al suo paese. Se non fai attenzione ti trascinerà in un vortice di tequila, ma de la más cara, solo per poter ostentare con i propri amici, e in faccia al gringo di turno, la propria fortuna, vera o presunta. Famiglie come quella che mi ha caricato fanno affidamento in tale dispendiosa euforia per concludere ottimi affari, di cui beneficeranno durante tutto l’anno.
    Quasi tutti quelli che hanno abbandonato il deserto lo hanno fatto per andare a nord. Monterrey, ma soprattutto Stati Uniti. Gringolandia, com’è anche chiamato l’ingombrante vicino. Esiste perfino una località gemellata con Abrego, a uno sputo ben assestato dagli States. Si chiama Ciudad Mier. (altro…)

  • Il Venezuela può diventare la Siria dell’America Latina

    Il Venezuela può diventare la Siria dell’America Latina

    Magis-445-movimientos-sociales-zibechi-5Pubblichiamo un’intervista al giornalista e ricercatore Raúl Zibechi di Enric Llopis di Resumen Latinoamericano – Traduzione di Associazione Ya Basta! Êdî Bese!Qui l’articolo originale

    In libri e articoli ti sei mostrato molto critico con i governi progressisti e di sinistra dell’America Latina. Di fronte all’attacco dell’opposizione venezuelana a con l’appoggio delle élite mondiali, credi che i movimenti popolari debbano decidere da che parte stare in questa congiuntura? 

    Prendono posizione ed è necessario che lo facciamo perché sono la chiave dei cambiamenti possibili e desiderabili. Senza i movimenti, ovvero la gente comune organizzata per promuovere o impedire i cambiamenti, niente di ciò che è successo in America Latina negli ultimi trenta o quarant’anni sarebbe uguale. La figliata di governi progressisti e di sinistra che sono sorti dal 1999, sono prodotti indiretti di questi movimenti. Indiretto perché non avevano questo obiettivo specifico, non si proponevano di portare questa o quella persona o partito al governo, anche se in molti casi hanno dato il loro appoggio anche prima di salire al governo. Il punto è che non c’è unanimità, né è possibile averla, in quanto alla valutazione di questi tanto meno all’atteggiamento nei loro confronti. Ci sono movimenti che appoggiano il progressismo e altri che si oppongono, altri ancora che hanno una posizione intermedia e oscillante in base alla congiuntura. Quello che non è adeguato e togliergli legittimità quando prendono strade non condivise. Si tratta di spiegare le ragioni per le quali fanno ciò che fanno, invece di sentenziare che si sono convertiti in agenti dell’impero o cose simili che ricordano il periodo stalinista quando tutti gli oppositori erano accusati di essere agenti del nemico. (altro…)

  • CompArte: dal Cideci a Oventik. L’estetica della reiterazione.

    CompArte: dal Cideci a Oventik. L’estetica della reiterazione.

    Proponiamo qua una riflessione sull’estetica che si è espressa durante la seconda edizione del CompArte, festival zapatista di arti. La riflessione ci è sembrata particolarmente interessante in quanto mette in discussione la concezione occidentale di espressione artistica e di genio creativo.

    Articolo tratto da Regeneración Radio di Francesca Gargallo, Carlos Ogaz y Helena Scully, tradotto da Nino Buenaventura.

    CompARTE-0Per due giorni, all’incirca 250 rappresentazioni teatrali, poetiche, balli, musica e performance delle diverse regioni e comunità dei cinque caracol zapatisti hanno coronato, accompagnati dalla sala istallata nel Auditorio Emiliano Zapata di Oventik in cui sono state esposte opere pittoriche e scultoriche, il CompArte per l’umanità nella sua seconda edizione; un festival e una assemblea per condividere, ovvero vivere e dialogare prospettive a proposito dell’arte come linguaggio estetico. Tutte le rappresentazioni sono state il frutto dell’educazione artistica zapatista e della libertà di espressione che ha risvegliato il sentire delle generazioni zapatiste dopo l’insurrezione del 1994. (altro…)

  • #AvenidaMiranda, Puntata 3, Tommie Smith e John Carlos

    #AvenidaMiranda, Puntata 3, Tommie Smith e John Carlos

    odcdi Simone Scaffidi

    Oggi (3 agosto) va in onda su Radio Città del Capo, dalle 12 alle 12.30 italiane la terza puntata di  Avenida Miranda il programma radio curato dalla redazione de L’America Latina.net. Al centro della trasmissione di quest’oggi la storia dei due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e del bel libro di Lorenzo Iervolino, Trentacinque secondi ancora. Tommie Smith e John Carlos: il sacrificio e la gloria (66th &2nd), già segnalato su queste pagine.

    Seguite Avenida Miranda! Ogni giovedì dalle 12 alle 12.30 in onda sulle frequenze di Radio Città del Capo. Se siete a Bologna e dintorni sintonizzatevi su 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM. Altrimenti ascoltate le puntate su www.radiocittadelcapo.it o dal vostro smartphone scaricando l’applicazione TuneIn e cercando il canale di RCDC!

    Il podcast di questa puntata lo trovate qui.


    [Testo Radio] Benvenute care ascoltatrici e cari ascoltatori a un’altra puntata di Avenida Miranda. Qui è Simone Scaffidi che vi parla dal profondo NordOvest, a due passi dal mare e all’ombra di due altissime ciminiere bianco e rosse. Oggi vi racconterò la storia di due uomini, di due atleti afroamericani che alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968 alzarono il pugno guantato di nero al cielo, per protestare contro le migliaia di neri uccisi dall’odio razziale e dalle forze di polizia negli Stati Uniti e per ribellarsi alla normalizzazione del razzismo, all’oppressione dei bianchi sui neri, dell’uomo sull’uomo. In pochi ricordano i loro nomi, ma quasi tutti sono incappati nella potenza del loro gesto. (altro…)