Inicio

  • @PotereAlPopolo, #antifascista desde abajo y a la #izquierda

    @PotereAlPopolo, #antifascista desde abajo y a la #izquierda

    potere-al-popolo1[por Fabrizio Lorusso, De: Desinformémonos y Zona Franca MX – Sigue o Segui Potere al popolo México su Facebook] Potere al popolo (PAP o “Poder popular”) es una propuesta política, nacida apenas en diciembre de 2017, que en Italia aglutina a movimientos sociales, colectivos, sindicatos de base y ciudadan@s de izquierda, junto a algunos partidos resultantes de la fragmentación de la tradición comunista (por ejemplo: Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista, Partito comunista italiano) y redes de movimientos como Eurostop y Rete dei comunista, los cuales decidieron confluir en la iniciativa.

    (altro…)

  • Crimine di stato: uccisi tre compagni del CODEDI in un’ imboscata. Attaccano l’Autonomia? Nessun passo indietro. Y comunicado de La Pirata en español

    Crimine di stato: uccisi tre compagni del CODEDI in un’ imboscata. Attaccano l’Autonomia? Nessun passo indietro. Y comunicado de La Pirata en español

    foto codedi 3di Nodo Solidale

    Il telefono che squilla.
    – Si un’imboscata, si si sui compagni, raffiche.-
    – Cosa? No, ti richiamo –
    – Quanti morti? 3, si ti richiamo –
    – Maledetti. Si, si. TI richiamo io –
    Ancora sangue.

    Ed è ancora il sangue dei compagni quello versato sulle strade di un Messico che in questi ultimi sei mesi del governo di Enrique Pena Nieto ha visto, da Michoacan a Oaxaca, passando per Veracruz, Guerrero e Chiapas, attaccare l’Autonomia con tutto il dispositivo repressivo, (statale e parastatale), di cui il partito PRI fa uso a proprio piacimento per annichilire chi alza la testa.

    (altro…)

  • Manifestaciones antifascistas en #Italia

    Manifestaciones antifascistas en #Italia

    [Reproducimos este artículo De La Ke Huelga por el que pidieron difusión] Este sábado 10 de febrero, miles de personas han salido a las calles de diferentes ciudades italianas, para mantener vivo el espíritu antifascista y responder con fuerza a la práctica y propaganda racista, promovida siempre más descaradamente por parte de las organizaciones de extrema derecha Forza Nuova y Casa Pound. La creciente acción racista y violenta hacia los inmigrantes que se encuentran en el país, ha sido avalada durante los últimos años por representantes institucionales y partidos políticos, de derecha así como de centro-izquierda, ahora todavía más interesados en instrumentalizar el tema migratorio en vista de las próximas elecciones nacionales que tendrán lugar el 4 de marzo de 2018. Aproximadamente 30 mil personas han llegado desde todo el país a la ciudad de Macerata, en el centro de Italia, para brindar solidaridad a su población, donde hace una semana el fascista Luca Traini aterrorizó a la población un día entero disparando desde su coche a personas de origen africano e hiriendo gravemente a seis, que se encuentran todavía hospitalizados. El ultraderechista Triani, quien fue ex candidato a las elecciones regionales por el partido racista de la Lega Nord, ha declarado haber actuado para hacer justicia después del descubrimiento del cuerpo de una joven mujer supuestamente asesinada por un narco-menudista nigeriano.

    (altro…)

  • #AvenidaMiranda Puntata 26 Raúl Zibechi: nuovi movimenti sociali e crisi dei governi progressisti in AmericaLatina

    #AvenidaMiranda Puntata 26 Raúl Zibechi: nuovi movimenti sociali e crisi dei governi progressisti in AmericaLatina

    avenida-miranda-america-latina8 feb. – Questo giovedì Avenida Miranda vi propone un’intervista realizzata da Pèrez Gallo a Raùl Zibechi a fine 2017. L’autore, militante e giornalista uruguayano racconta la sua analisi dell’America latina di oggi, con la nascita di nuovi movimenti sociali di donne, giovani, indigeni e afro-discendenti, con la crisis politica e di immaginario dei governi progressisti e con nuove speranze emancipatorie. Ci racconta anche quel che più gli piace delle esperienze sociali italiane e della relazione di solidarietà che c’è tra Europa e America latina.

    Qui il PODCAST!

  • Parigi 8: università occupata dai migranti dopo le retate della polizia. París 8: universidad ocupada por migrantes tras redadas de la policía

    Parigi 8: università occupata dai migranti dopo le retate della polizia. París 8: universidad ocupada por migrantes tras redadas de la policía

     

    Ripubblichiamo un comunicato che ci hanno inviato alcune e alcuni amici del nostro blog da Parigi. Da dinamopress

    Publicamos un comunicado que nos enviaron unas y unos amigos de nuestro blog desde Parìs.

    parigi-8-universita-occupata.jpg

    Siamo delle esiliate-i del mondo intero, delle dublinate-i, delle rifugiate-i costrette a vivere in strada. Ci viene rifiutato l’asilo, abbiamo attraversato il mare, siamo minori senza documenti. Occupiamo l’Università di Parigi 8 dal 20 Gennaio 2018.

    Somos unas exiliadas y exiliados del mundo entero, unos dublinados (afectados por el acuerdo de Dublín, que regula e impide el pasaje a través de las fronteras europeas de los migrantes, ndr), unas refugiadas y refugiados obligados a vivir en la calle. Nos niegan el derecho de asilo, hemos atravesado el mar, somos minores sin papeles. Ocupamos la Universidad de Paris 8 desde el 20 de enero de 2018.

    (altro…)

  • Colombia, altro che “Accordi di Pace”: intere regioni sono ancora in balia dell’anarchia criminale

    Colombia, altro che “Accordi di Pace”: intere regioni sono ancora in balia dell’anarchia criminale

    DSC_0248

    [di Marco Dalla Stella e Simone Scaffidi, da Repubblica] A livello nazionale la violenza diminuisce (-8% rispetto al 2016), ma nelle zone della coca gli omicidi sono aumentati del 12%, soprattutto nel Nariño. Alla fine del 2016 si applaudiva all’inizio di una nuova era, ma ancora oggi gruppi armati di diversa natura si contendono aree di produzione delle foglie di coca e preziose infrastrutture per la distribuzione

    BOGOTA’ – Era novembre 2016 quando il Presidente colombiano Juan Manuel Santos e il generale della guerriglia FARC Timochenko firmavano, sotto lo sguardo attento di Raúl Castro, il testo degli storici Accordi di Pace che mettevano la parola fine a oltre cinquant’anni di sanguinoso conflitto interno. Gli osservatori internazionali applaudivano e una nuova era si apriva per la Colombia, celebrata anche dal Nobel per la Pace al mandatario colombiano. La realtà però è che ancora oggi vaste aree del Paese sono in balia di gruppi armati di differente natura, che si contendono sfere d’influenza, aree di produzione della coca e le preziose infrastrutture per la distribuzione.  (altro…)

  • Franeleros, la città contemporanea e gli usi popolari dello spazio pubblico

    Franeleros, la città contemporanea e gli usi popolari dello spazio pubblico

    america criticadi Gimmi

    da America Critica

    Premessa: città in disputa

    L’occupazione dello spazio pubblico urbano da parte dei commercianti informali ha da sempre attirato l’attenzione delle autorità locali incaricate della gestione dell’ordine. Come sottolinea John Cross, in uno dei più celebri lavori di studio sulla vendita informale e sul rapporto con le politiche pubbliche, “gli street-vendors vivono in un costante stato di potenziale o concreto conflitto rispetto allo spazio, in un modo che li porta alla ribalta nel dibattito sull’informalità nelle moderne configurazioni urbane” (Cross 1998, 8) (trad. mia). Se da un lato gli street-vendors invocano il proprio diritto costituzionale alla sussistenza per giustificare l’occupazione dello spazio pubblico, le istituzioni cittadine devono affrontare la scelta tra la tolleranza del fenomeno, tentando di regolamentarlo, o l’eliminazione dello stesso dallo spazio tramite l’uso della forza. Il conflitto che si genera tra classi popolari e governi ha reso il commercio informale una delle questioni più urgenti nell’agenda delle governance urbane latinoamericane. L’attacco al fenomeno del commercio informale nelle metropoli latinoamericane non può essere compreso a fondo senza prendere in considerazione le trasformazioni urbane che stanno vivendo le città e le politiche rivolte alla riqualificazione dei centri storici a fini turistici, culturali e commerciali (Delgadillo 2006). In tutto il contesto latinoamericano, infatti, negli ultimi trent’anni soprattutto, si è assistito a una forte implementazione delle politiche rivolte alla conservazione, alla patrimonializzazione e alla museificazione dei centri storici (Jones e Varely 1994; Delgadillo 2012; Janoschka 2016), oltre a una generica mercificazione degli spazi urbani (Smith 2002). Il “riordinamento dell’uso dello spazio fisico dei centri storici delle città latinoamericane” è diventata una costante nelle politiche urbane volte alla promozione del turismo e alla riscoperta del patrimonio storico conservato nelle metropoli (Middleton 2003, 119). Le zone centrali delle città latinoamericane tradizionalmente abitate da settori popolari della popolazione hanno assunto il carattere di ‘spazio disputato’ della metropoli, in cui si scontrano diversi modi di pensare e di praticare l’abitare la città (Duhau e Giglia 2008). Il concetto di abitare, infatti, se compreso come nozione ampia, richiama il concetto di ‘doverci essere nel mondo‘ di Ernesto De Martino1 e va oltre alla semplice presenza localizzata in uno spazio fisico: “definiamo l’abitare come il congiunto di pratiche e rappresentazioni che permettono al soggetto di collocarsi dentro un ordine spazio-temporale, e allo stesso tempo di affermarlo. E’ il processo mediante il quale il soggetto si situa al centro di coordinate spazio-temporali mediante la sua percezione e la sua relazione con il contesto che lo circonda. Abitare la metropoli allude quindi al congiunto di pratiche e rappresentazioni che rendono possibile e articolano la presenza – più o meno stabile, effimera o mobile – dei soggetti nello spazio urbano e la loro relazione con altri soggetti” (Giglia e Duhau 2008, 24) (trad. mia). Diversi modi di abitare la città corrispondono quindi a diversi tipi di esperienze metropolitane che hanno gli attori, intese come differenti configurazioni di pratiche e rappresentazioni dello spazio urbano che permettono di significare e vivere la metropoli da parte di attori collettivi diversi (Giglia e Duhau 2008). Nei centri storici delle maggiori città latinoamericane le esperienze dell’abitare la metropoli appaiono oggi particolarmente differenziate: la diversità delle rappresentazioni che assumono e delle pratiche che sviluppano portano inevitabilmente a concezioni conflittuali dello spazio pubblico. Tale spazio diviene allora disputato, conteso tra diverse esperienze metropolitane che tentano di imporsi una sull’altra per definire quale debba essere l’uso appropriato dello spazio stesso. L’uso dello spazio urbano centrale che ne fanno le classi popolari allora si trova per forza di cose a confliggere con l’idea della città neoliberista di uno spazio disciplinato totalmente asservito agli interessi del turismo, del consumo culturale o della speculazione immobiliare (Delgadillo 2012). L’uso sociale dello spazio urbano più visibile dei settori popolari è senza alcun dubbio quello del commercio informale, e ciò spiega perché le amministrazioni locali si spendano tanto per controllarlo, arginarlo o rimuoverlo. La città disputata, quella delle aree storiche e centrali, vede allora l’articolarsi di politiche di displacement volte ad allontanare od eliminare gli usi dello spazio pubblico che possono ostacolare lo sviluppo turistico e commerciale deciso dall’alto dalla città del neoliberismo contemporaneo: ovviamente il commercio informale è in cima alla lista. Sebbene sia piuttosto complicato ottenere dei dati esatti sulla presenza dello street-vending nelle città contemporanee, i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica messicano stimavano all’inizio degli anni duemila la presenza di circa 200 mila street-vendors nel solo centro di Città del Messico (Middleton, 2003). In tutto il paese si calcola che circa il 57% degli occupati lavori in condizioni di informalità, e tra questi il commercio informale risulta essere la fetta più grossa, costituendo circa il 33% di tutto il settore economico informale (INEGI, 2015; ILO, 2013). Tali dati risultano perfettamente in linea con le stime dell’International Labour Organization, riassunte da Tokman (2001), che calcolano che a partire dagli anni novanta ogni dieci impieghi generati nelle città latinoamericane sei sono nel settore informale; ovvero, più della metà dei lavoratori urbani di tutto il continente è impegnata in attività economiche informali (Tokman 2001).
    (altro…)

  • #AvenidaMiranda Puntata 25. Elezioni Messico 2018 – Il prologo

    #AvenidaMiranda Puntata 25. Elezioni Messico 2018 – Il prologo

    mexico-20181 feb. – Il primo luglio 2018 in Messico si vota per eleggere il nuovo presidente e le camere, oltre a centinaia tra sindaci, deputati e senatori dei singoli stati. Fabrizio Lorusso e Pérez Gallo fanno il bilancio delle prime settimane di pre-campagna elettorale tra i principali schieramenti/coalizioni e candidati indipendenti. La campagna inizia ufficialmente in aprile, ma già da dicembre sappiamo quali sono i candidati e le alleanze. La posta in gioco è enorme per il Messico dopo che il 2017 è stato l’anno più violento dell’ultimo ventennio (29mila omicidi dolosi e la cifra dei desaparecidos che ha raggiunto le 35mila persone) e il presidente Peña Nieto (del partito PRI) è ai minimi storici di approvazione. A sinistra le opzioni sono poche: la novità più genuina e dal basso è la candidatura indipendente di Marichuy Patricio, indigena portavoce del Consiglio Indigeno di Governo emanato dall’EZLN e dal Congresso Nazionale Indigeno, mentre a livello di partiti Andrés Manuel López Obrador, in testa nei sondaggi, ci prova per la terza volta con Morena (sua creazione) e con un’alleanza pragmatica e discussa con un partitino di destra legato alle chiese evangeliche (Encuentro Social). Marichuy invece sta facendo i conti con la raccolta delle firme e difficilmente raccoglierà le 864.000 necessarie, ma ha raggiunto lo scopo di mantenere nell’agenda politica e sociale le lotte dei los de abajo e degli esclusi.

    Qui il PODCAST!

  • #AvenidaMiranda Puntata 24. Io e il Che

    #AvenidaMiranda Puntata 24. Io e il Che

    io-e-il-che2

    25 gen. – Il 9 ottobre del 1967 il rivoluzionario Ernesto “Che” Guevara, uno dei protagonisti della Rivoluzione Cubana, veniva ucciso in Bolivia. Il suo mito e la sua figura, simbolo di emancipazioni e lotte contro le ingiustizie in tutto il mondo, resiste fino ad oggi e non conosce confini. Molto s’è già scritto su di lui, ma il libro “Io el il Che”, edito da Nova Delphi e curato dai giornalisti Nadia Angelucci e Gianni Tarquini, è unico nel suo genere perché è composto da una serie di conversazioni inedite a donne e uomini della cultura che lo hanno conosciuto, amato o studiato come Paco Ignacio Taibo II, principale biografo di Guevara, Juan Martín Guevara, fratello del Che, José “Pepe” Mujica, ex presidente dell’Uruguay, Loyola Guzmán, guerrigliera con il Che in Bolivia, e poi ancora Erri De Luca, Osvaldo Bayer, Valerio Evangelisti, Pino Cacucci, Letizia Battaglia, Miguel Benasayag, Luciana Castellina, Massimo Carlotto, Piergiorgio Odifreddi e molti altri ancora.

    In questa puntata di Avenida Miranda Fabrizio Lorusso intervista Nadia Angelucci che ci presenta il libro e “il suo Che”.

    Qui il PODCAST!

  • El Direttore (relato del terror burocrático-autoritario) @LaSemanal @lajornadaonline

    El Direttore (relato del terror burocrático-autoritario) @LaSemanal @lajornadaonline

    El direttore[Fabrizio Lorusso – Jornada Semanal del 6 de enero de 2017 – Link 1 – Link 2 PDF: El Direttore – Fabrizio Lorusso – Jornada SemanalLink 3 ISSUU] El Direttore, recién llegado, se presenta siempre diciendo que la puerta de su oficina está y estará abierta para cualquiera. Y en seguida le pone candado. Parece un santo o algo más, un apóstol redivivo y milagroso. Igualmente es uno abierto al diálogo, pero al final decide él. Se ríe contigo del mal chiste televisivo más reciente y del meme más impertinente, finge empatía y platica de futbol para endulzar la amargura de las injusticias que comete.

    No es un líder, carece de seguidores en twitter así como en la vida real. En su perfil de Facebook las selfiesson abundantes, el egocentrismo reina ridículo y solapa su timidez. Tampoco El Direttore se parece a un capo, al estilo del que cantaban los sempiternos Tigres del Norte en su corrido: “Soy el jefe de jefes señores/ Me respetan a todos niveles/ Y mi nombre y mi fotografía/ Nunca van a mirar en papeles/ Porque a mí el periodista me quiere/ Y si no mi amistad se la pierde.” Del jefe, finalmente, sólo tiene el atuendo, la corbata y el saco de marca, además del pillo de quien repite a todos, como burla estruendosa, que “valen mil” mientras los va jodiendo día tras día.  (altro…)