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  • #AvenidaMiranda Puntata 29. Nasce Potere al Popolo Messico

    #AvenidaMiranda Puntata 29. Nasce Potere al Popolo Messico

    pap foto1 mar. – A pochi giorni dalle elezioni del 4 marzo, L’America Latina, attraverso i suoi redattori Pérez Gallo, Fabrizio Lorusso e Nino Buenaventura intervista il nuovo nucleo di Potere al Popolo Messico, gruppo variegato di persone residenti in Messico da tempi diversi ma accomunate dal sostegno, anche se a distanza, all’esperienza di Potere al Popolo. Ci raccontano come é nata questa nuova esperienza, che è stata la scusa per molti per conoscersi, dibattere i temi più spinosi del programma di Pap (dalla questione lavoro-reddito, al 41 bis, al rapporto con l’Europa e i trattati), e proporre iniziative in futuro che vadano oltre l’adesione a una proposta elettorale, come per esempio l’idea di organizzare eventi pubblici per raccontare ai messicani cosa fu il fascismo, la situazione di crescita di un nuovo neo-fascismo in Europa e le pratiche di antifascismo militante per contrastarlo.

    Qui la pagina facebook di Potere al Popolo Messico

    Qui il PODCAST!

     

  • Nasce Potere al Popolo Messico! #Comunicato @potere_alpopolo

    Nasce Potere al Popolo Messico! #Comunicato @potere_alpopolo

    potere-al-popolo-messicoSiamo un gruppo di italiani in Messico, lavoratori e lavoratrici, migranti appartenenti a diverse generazioni, non solo in termini anagrafici: c’è chi è qui da pochi mesi e chi da anni o decenni, c’è chi vive e lavora stabilmente in questo paese e magari ha il doppio passaporto e chi si considera un migrante temporaneo.

    Con questo comunicato desideriamo esprimere il nostro sostegno all’iniziativa di Potere al Popolo e annunciare la nascita di un’assemblea di PAP in Messico.

    Abbiamo in comune una visione critica della realtà e la proposta di Potere al Popolo, al di là dell’appuntamento elettorale del 4 marzo e degli ostacoli enormi alla raccolta firme per le nuove realtà politiche nelle circoscrizioni estere, ci pare interessante e necessaria come forma di lotta, di condivisione, di discussione e di creazione di comunità, secondo lo spirito mostrato dalle oltre 200 assemblee che sono nate in poche settimane nei territori in Italia e all’estero.

    Ci sentiamo particolarmente vicini ai precari, ai giovani che lavorano a nero, ai docenti che vanno avanti nonostante la “Buona scuola”, ai migranti stranieri in Italia e a quelli italiani all’estero, ai lavoratori e ai disoccupati, alle casalinghe ed esodati, ai pensionati, alle donne che lottano contro il patriarcato, a tutt* quell* che lottano contro il fascismo di ieri e di oggi, agli abitanti delle periferie, ai pendolari, alla comunità LGBTQI, a coloro che sono stati lasciati a casa per le delocalizzazioni, a tutti gli esclusi dalla sanità e dai diritti, a chi lavora senza un salario degno, a tanti e tante altre che hanno deciso di organizzarsi per provare a immaginare un diverso orizzonte di futuro e modificare l’esistente.

    Diamo valore ad ogni forma di lotta, da quelle assembleari alle referendarie, dal conflitto portato nelle piazze e nelle valli a chi occupa per conquistarsi uno spazio di vita, senza distinzioni, come forma articolata di un cambiamento necessario, di una liberazione autentica della vita collettiva dallo sfruttamento del lavoro.

    Pagina Facebook: https://www.facebook.com/PotereAlPopoloMessico/

  • Italiani scomparsi in #Messico: #Desaparecidos in «un posto tranquillo» #Tecalitlan da @ilmanifesto @movNDMX

    Italiani scomparsi in #Messico: #Desaparecidos in «un posto tranquillo» #Tecalitlan da @ilmanifesto @movNDMX

    desaparecidos-en-mexico-tras-verse-con-policias-b0c29ba39fbbef8c6be2fe930272e1e7[Di Fabrizio Lorusso dal quotidiano Il Manifesto del 24/02/2018] Nei pressi di Tecalitlán, città messicana del Jalisco dove il 31 gennaio sono scomparsi tre italiani, le sparizioni forzate non sono una novità. Nel Jalisco sono 3000 le persone ufficialmente desaparecidas e nel Michoacán, molto vicino a Tecalitlán, sono oltre 1100. In gran parte si tratta di vittime di rapimento e occultamento da parte del crimine organizzato o delle autorità, spesso conniventi con questo.

    Raffaele Russo, sessantenne, si trovava in Messico da alcuni mesi e faceva il venditore ambulante, mentre suo figlio Antonio e suo nipote, Vincenzo Cimmino, erano lì da pochi giorni. Il primo a sparire è stato Raffaele. Vincenzo e Antonio sono accorsi a cercarlo perché non rispondeva più al cellulare e, secondo un whatsapp che hanno potuto inviare prima che si perdessero le loro tracce, sono stati intercettati in una pompa di benzina da una pattuglia e una moto della polizia di Tecalitlán che li ha invitati a seguirli.

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  • Chablekal, sede del Grupo Indignación, rueda de prensa con la candidata del CNI María de Jesús Patricio Martinéz #Marichuy

    Chablekal, sede del Grupo Indignación, rueda de prensa con la candidata del CNI María de Jesús Patricio Martinéz #Marichuy

    marichuy-1[De: Tano, Versión en Italiano LINK] TV Azteca: ¿Hace unos días AMLO, persona de izquierda y candidato de morena hablaba de una posible amnistía para los jefes del narcotráfico, cuál sería la posición que Marichuy tomaría en cuanto a este problema?

    Pues, más bien primero quisiera aclarar que no somos un partido. No hay así que digamos algo diseñado y así es como vamos, que digan un plan como es el acostumbrado, lo que nos han pedido pues, porque nuestra propuesta es diferente. Es una propuesta organizativa, más que llegar al poder, nuestra propuesta es y siempre ha sido nuestra palabra donde vamos recorriendo que es una propuesta a como la tenemos acostumbrada, a que alguien ya de arriba ya lleva algo diseñado ya nada más para que se cumpla o se apruebe pues, y nosotros no. Nuestra propuesta es diferente, es una construcción que se tiene que hacer desde abajo, tiene que surgir de la misma condiciones que se tengan desde los pueblos, lo que es una propuesta desde los pueblos para México. Entonces surge desde los pueblos pero se tiene que ir reconstruyendo, alimentando, fortaleciendo con la participación de todos, verdad?. Entonces, en particular qué opinión tenemos, más bien nosotros estamos pensando que todo está mal pues, todo está mal, todo está diseñado, todo lo que tiene que ver con territorios y comunidades indígenas porque hay acuerdos que se toman desde arriba que vienen a perjudicar a las comunidades, verdad? Como las entradas de los megaproyectos que vienen a despojar los territorios, que vienen a contaminar aguas, destruir los árboles, los cerros…entonces consideramos que nuestra propuesta tiene que surgir a la inversa: construir el poder desde abajo, para qué? Para que exista un gobierno pero que sea el que obedezca al pueblo, y solamente lo va a ser cuando haya esta organización desde abajo pues. Entonces es así como el soñar el pensar, el diseñar un México a la inversa de cómo tenemos acostumbrados, que de arriba se toman las decisiones y de abajo se cumple o se lleva acabo y ahora es como voltear un poco que el pueblo decida y qué los de arriba hagan lo que el pueblo dice. Entonces pues…un poco, no hay algo así en particular  porque creemos que se tiene ir trabajando.  (altro…)

  • #AvenidaMiranda Puntata 28. Woodstock in Messico: il Festival di Avándaro @cittadelcapo

    #AvenidaMiranda Puntata 28. Woodstock in Messico: il Festival di Avándaro @cittadelcapo

    avandaro-estado-messico

    22 feb. – L’11 settembre 1971 almeno duecentomila giovani hippie messicani si riversavano nella Valle Bravo, nello Stato del Messico, per prendere parte a due giornate di amore e musica che avrebbero cambiato per sempre la percezione del rock in Messico. Era il Festival Rock y Ruedas de Avándaro, il punto più alto e assieme l’episodio conclusivo della musica rock nel paese Nordamericano. All’indomani del festival, infatti, la mano pesante del partito che fin dalla Rivoluzione Messicana deteneva il potere si scaglia contro la controcultura hippie, schiacciandola senza pietà.

    Tra stragi di stato, riti sciamanici, impresari improvvisati, droga, sesso e musica Marco Dalla Stella ci accompagna per mano nella storia dietro le più importanti due giornate del rock messicano.

    Qui il PODCAST!

  • La strage degli attivisti in #Messico: ne parliamo in Attualità Culturale su #Radio @RSIonline #Svizzera #ReteDue

    La strage degli attivisti in #Messico: ne parliamo in Attualità Culturale su #Radio @RSIonline #Svizzera #ReteDue

    isidro[Da RSI] Commento di Fabrizio Lorusso sui crimini contro attivisti e difensori dei diritti umani in Messico, a partire dal rapporto di Global Witness che parla di 15 attivisti socioambientali ammazzati nel 2017 in Messico (al quarto posto dopo Brasile, Filippine e Colombia). Audio trasmesso in diretta nella puntata del 15 febbraio 2018 del programma Attività culturale di RSI (Radio Svizzera Italiana) Rete Due in onda alle 17 (ora locale). Ascolta il podcast qui link. Segnaliamo un articolo esauriente sul tema di Marco Dell’Aguzzo su EastWest qui link. Un estratto dal rapporto di GW:

    Mexico is now a far more dangerous place for those fighting to protect their land, sitting in fourth place (up from fourteenth) in the global list of deadliest countries to be an environmental defender. At the very start of 2017, Isidro Balenegro Lopez, a Mexican activist and Goldman environmental prize winner, was gunned down. He was an outspoken critic of illegal logging which threatened the ancient forests near his home – a region afflicted by violence, drug trafficking and corruption. He is the second award winner to be murdered, following the death of the celebrated Honduran activist Berta Caceres, who was killed less than 12 months earlier. 

  • #AvenidaMiranda @cittadelcapo Puntata 27 La mia vita tra gli indigeni Yanomami. Intervista con Loretta Emiri

    #AvenidaMiranda @cittadelcapo Puntata 27 La mia vita tra gli indigeni Yanomami. Intervista con Loretta Emiri

    Emiri15 feb 2018 – Nella puntata di oggi, Raúl Zecca Castel intervista Loretta Emiri. Scrittrice, educatrice, poetessa, indigenista, Loretta Emiri ha trascorso quasi 20 anni in Brasile, molti dei quali spesi nel cuore della foresta amazzonica, a stretto contatto con la popolazione Yanomami, condividendone la vita quotidiana, i riti, le tradizioni e, soprattutto, imparando a riconoscerne i valori. Autrice di preziosi lavori di ambito accademico e didattico quali il Dizionario Yanomami-Portoghese, è anche scrittrice di racconti e poesie. In questa intervista, Loretta Emiri ripercorre la sua storia di vita, dal giorno della sua partenza per il Brasile, fino al suo rientro in Italia, dove trova un mondo che non riconosce più come suo. L’ultima fatica, in ordine di pubblicazione, si intitola “A passo di tartaruga. Storie di una latinoamericana per scelta” (Arcoiris, 2016).  LINK AL PODCAST DELLA PUNTATA

    Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net. Va in onda ogni giovedì dalle 13 alle 13.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito http://www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.​ Tutte le puntate di Avenida Miranda.  Redazione  Foto da Lamacchinasognante.com

  • I tre italiani desaparecidos in Messico, la guerra civile e la criminalizzazione delle vittime

    I tre italiani desaparecidos in Messico, la guerra civile e la criminalizzazione delle vittime

    desaparecidos_notas__2016.jpg_1718483347[Da Rio Bravo Blog l’Espresso] “Stavamo mettendo la benzina, ci ha fermato la polizia. Due moto e un’auto, ci hanno detto di seguirli. Stiamo andando, abbiamo due moto davanti e un’auto alle spalle”. L’ultimo messaggio vocale inviato da Antonio Russo e Vincenzo Cimmino il 31 gennaio ai propri cari, prima che si perdessero le loro tracce, è stato riportato dai media italiani lo scorso week-end. Stavano cercando a Tecalitlán, nello stato del Jalisco, Raffaele Russo, padre di Antonio, che non rispondeva più al telefono ed è anche lui desaparecido. La notizia della loro sparizione ha fatto il giro del mondo, partendo dall’Italia e dalla nota diffusa da Ansa-Brasile sabato 17 febbraio, vari giorni dopo i fatti. Sabato sera e domenica la notizia è stata ripresa anche qui in Messico. Prima non era stato pubblicato praticamente nulla, c’era traccia della denuncia dei familiari delle vittime solo su una pagina Facebook e su un blog, come spesso accade nelle decine di casi di desapariciones che si registrano ogni settimana in tutto il paese e che quasi non vengono diffusi. Alcune stime mostrano che in Messico spariscono, per differenti motivi, sei persone al giorno. Solo nel Jalisco sono quasi 3000 i desaparecidos.  (altro…)

  • “Veniamo a parlarvi dell’impossibile, perché del possibile si è già parlato abbastanza”

    “Veniamo a parlarvi dell’impossibile, perché del possibile si è già parlato abbastanza”

    marichuy

    Articolo e traduzione: Tano; foto: Alonso Sanchéz

    Marichuy, al secolo María de Jesus Patricio Martínez, è originaria di Tuxpán, villaggio indigeno di lingua Nahua nello stato messicano di Jalisco. Ha 54 anni ed è la terza di undici figli di una famiglia di mezzadri. Quando era bambina, il padre non voleva che continuasse ad andare a scuola e così, dopo le elementari, frequentò medie e superiori di nascosto. Grazie anche agli insegnamenti del sacerdote Antonio Andrade -un diocesano vicino alla teologia della liberazione-, Marichuy apprese in fretta che “così come fanno i tori, anche noi dobbiamo saltare i recinti”. La sua prima esperienza di lotta fu durante una protesta per esigere un prezzo più giusto ai compratori di mais. In una ventina di persone decisero di bloccare una strada importante, poco a poco si unirono più manifestanti e, quando arrivarono i militari per disperderli, erano già diventati duemila. Il gruppo riuscì a negoziare le proprie condizioni e, anche se di poco, il prezzo del mais migliorò. Per Marichuy fu la prima prova della forza che può nascere dall’organizzazione popolare.  (altro…)

  • La Infraestructura logística en América Latina. El Plan IIRSA entre globalización y crisis del ciclo progresista

    La Infraestructura logística en América Latina. El Plan IIRSA entre globalización y crisis del ciclo progresista

    nave containerpor Pérez Gallo

    Artículo publicado para el congreso ALAS 2017. Las encrucijadas abiertas de América Latina. La sociología en tiempos e cambio, 3-8/12/2017, Montevideo (Uruguay)

    Abstract

    En los últimos años, con la proliferación, a lo largo del mundo, de consistentes luchas en el ámbito de los puertos, en los grandes hubs, los grandes centros de distribución y los grande canales de comunicación, los conceptos de logística, infraestructura y corredores han ido tomando una importancia notable, que más allá de su significado específico están cada vez más definiendo nuevas categorías políticas, nuevas lentes a través de las cuales analizar las evoluciones y las tendencias del capitalismo contemporáneo.

    Mi intento aquí es considerar la construcción de un gigantesco plan como la IIRSA (Iniciativa para la Integración de la Infraestructura Regional Sudamericana) no sólo y no tanto desde los habituales enfoques de la geopolítica y de las relaciones internacionales y del marco analítico del neoextractivismo y del llamado consenso de los commodities, sino destacando la centralidad de estos conceptos, insertando este plan en el contexto de otros planes y corredores de infraestructura a nivel global. Al mismo tiempo, al retomar las nociones de logística, infraestructuras y corredores, quizás se puedan vislumbrar elementos y pistas analíticas que pueden subrayar ciertas formas y dispositivos de funcionamiento del neoliberalismo más allá de su definición simplista de “monetarismo del laissez faire”, lo que permita entender porqué aún durante y bajo la hegemonía de un ciclo político progresista un plan como la IIRSA no pudo ser cuestionado, sino más bien fue promovido y profundizado de forma consensual por todos los regímenes políticos de la región.

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