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#AvenidaMiranda Puntata 29. Nasce Potere al Popolo Messico

pap foto1 mar. – A pochi giorni dalle elezioni del 4 marzo, L’America Latina, attraverso i suoi redattori Pérez Gallo, Fabrizio Lorusso e Nino Buenaventura intervista il nuovo nucleo di Potere al Popolo Messico, gruppo variegato di persone residenti in Messico da tempi diversi ma accomunate dal sostegno, anche se a distanza, all’esperienza di Potere al Popolo. Ci raccontano come é nata questa nuova esperienza, che è stata la scusa per molti per conoscersi, dibattere i temi più spinosi del programma di Pap (dalla questione lavoro-reddito, al 41 bis, al rapporto con l’Europa e i trattati), e proporre iniziative in futuro che vadano oltre l’adesione a una proposta elettorale, come per esempio l’idea di organizzare eventi pubblici per raccontare ai messicani cosa fu il fascismo, la situazione di crescita di un nuovo neo-fascismo in Europa e le pratiche di antifascismo militante per contrastarlo.

Qui la pagina facebook di Potere al Popolo Messico

Qui il PODCAST!

 

Mappa interattiva dei cervelli in fuga – Il Fatto Quotidiano

MapaCervelli

Qualche giorno fa è uscito un articolo di Mariangela Maturi nella sezione Cervelli in fuga de Il Fatto Quotidiano con il mio caso di “fuga” o “espatrio” messicano, felice e drammatico allo stesso tempo! Ora la sezione s’è arricchita con una sezione interattiva dotata di cartina del mondo e tanti cervelletti posizionati sui vari continente di cui potete leggere i casi umani e professionali. Eccola a questo link.

Dall’Ecuador alla Cina, passando per gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Molti dei ‘cervelli in fuga‘ italiani sono ricercatori e accademici. Ma non solo. C’è anche chi ha deciso di lasciare l’Italia semplicemente per trovare migliori opportunità di lavoro e stipendi più alti. Quello che li accomuna, però, è l’esigenza di vivere dove merito e competenze sono valorizzati, a scapito di raccomandazioni e burocrazia. In questi mesi abbiamo raccontato le storie di decine di loro. Studenti, imprenditori, freelance che hanno scelto di trasferirsi all’estero.

Alcuni vorrebbero tornare per riavvicinarsi ai propri affetti e alla qualità della vita italiana, ma l’offerta altrove è spesso più allettante. Altri, invece, sono tornati, consapevoli degli ostacoli e delle difficoltà. Tutte le loro esperienze, suddivise per Paese di arrivo, sono state raccolte nella mappa realizzata dal nostro grafico e web designer Pierpaolo Balani.

Uno strumento in più, oltre alla pagina facebook, per creare una community anche grazie ai vostri suggerimenti (che potete inviare via mail a fattocervelli@gmail.com) per raccontare quegli aspetti della vita da expat che troppo spesso rimangono nell’ombra.

Carta de usuarios sobre la gestión del Instituto Italiano de Cultura en México

LaCittaIdeale IIC

El Istituto Italiano de Cultura de la Cd. De México (IIC México) es la Oficina Cultural de la Embajada de Italia, dependencia pública de la Secretaría de Asuntos Exteriores italiana, y su misión es la difusión de la lengua y de la cultura italianas en el país a través de, por ejemplo, cursos de lengua, cultura, gastronomía, formación docente y otros; eventos y varias actividades de promoción cultural; coedición de libros; establecimiento de nexos entre México e Italia; oferta de servicios y productos al público, etcétera.

Allí trabajan con contrato local unos 20-25 profesores italianos y una docena de empleados administrativos mexicanos e italianos que cuentan con contratos locales o, en algunos casos, italianos, estipulados por la Secretaría. La dirección cambia cada dos o cuatro años según los nombramientos que efectúa desde Roma la Secretaría entre el personal de carrera diplomática, así que normalmente hay un agregado cultural y un director enviados de Italia en cada uno de los 90 Institutos presentes en el mundo.

Desde hace muchos años la comunidad italo-mexicana de la capital, y de buena parte del país, ve al Instituto como un referente importante, un punto de encuentro e, incluso, de trasmisión de buenas prácticas laborales y culturales ligadas a la docencia, a la intermediación lingüística y cultural y, en general, al sistema Italia.

En 2008, muchísimas instituciones italianas y mexicanas operativas en el país y dedicadas a la difusión cultural de la lengua y cultura italianas habían firmado en Tlaxcala el llamado “Contrato ético para los profesores”, un gran logro para los trabajadores y, definitivamente, un marco orientativo para mejorar las prácticas gerenciales, didácticas y laborales dentro de las instituciones. El documento había sido elaborado tras dos jornadas de trabajos conjuntos con los congresistas Gino Bucchino y Franco Narducci y el ex Embajador Felice Scauso como garantes. El acuerdo parece hoy letra muerta, especialmente en la institución que más se había involucrado para promoverlo.

Después de casi una década de crecimiento de las actividades culturales y de mejoras en las condiciones laborales dentro de la institución, en las últimos periodos de gestión, respectivamente el del Dr. Gianni Vinciguerra, actual agregado cultural, y el de la Dra Melita Palestini (2011-2012), la comunidad de usuarios e interesados ha ido observando unos cambios, por lo cual expresa su opinión a través de esta carta que fue enviada a la Embajada y hecha pública en días recientes.

TEXTO CARTA:

Como personas directamente interesadas en la cultura italiana, deseamos expresar nuestra preocupación acerca de la gestión del Instituto Italiano de Cultura y la presencia cultural italiana en México. Nos entristece observar el actual declive de dicho Instituto, un importante punto de referencia para la difusión de la lengua y cultura italianas en México.

Hasta mediados del 2010, el Instituto tuvo una gran oferta, tanto para la comunidad italiana residente en México como para el público en general. Amén de la presencia de un restaurante, una cafetería, una tienda de productos gastronómicos y una librería de textos en italiano, la institución organizaba muchos eventos culturales, como exposiciones, presentaciones de libros, cinefórum, conferencias, homenajes, colaboraciones con otras instituciones mexicanas (cátedras extraordinarias,  convenios, festivales y exposiciones en otras sedes).

Ahora el restaurante y la librería han sido cerrados y se constata la falta casi absoluta de eventos, así como la escasa difusión de las pocas actividades culturales. De no ser por los cursos de lengua y cultura que se imparten ahí, no habría ninguna oferta para el público. Es lamentable ver cómo la actual política cultural apunte a la inmovilidad absoluta. Dicha elección no puede ser justificada con el pretexto de recortes económicos a la cultura, ya que la cerrazón de la dirección ante cualquier propuesta se extiende también a eventos que no implicarían costo alguno a la institución.

Confiamos en que esta carta pueda ofrecer una ocasión de reflexión para el mejoramiento de la actividad institucional, por el bien común.

Firman

Santa Elena Tellez Flores, Juan Manuel Eugenio Ramírez de Arellano Niño Rincon, Adolfo Gilly, Maria Eugenia Niño Rincon, Luciano Valentinotti, Sabina Longhitano, Francesca Gargallo Celentani, Eugenia Militello, Flor Romero y otras 64 personas más. (da Kaos)

Enlaces de interés:

  1. Carta en español completa PDF.   (http://depositfiles.com/files/wr2agh37x)
  2. Interrogación parlamentaria sobre el IIC México.  (http://www.agenziaaise.it/italiani-nel-mondo/eletti-allestero/132409-rilanciare-la-cultura-italiana-in-messico-bucchino-pd-interroga-terzi.html)
  3. Carta en italiano completa PDF.    (http://depositfiles.com/files/c00j714th)
  4. Página Web IIC México.   (http://www.iicmessico.esteri.it/IIC_Messico)
  5. Contratto Etico per i docenti / Contrato ético para profesores(http://www.puntodincontro.com.mx/articoli/italianimessico06022008.htm)

Lettera degli utenti all’Ambasciata d’Italia in Messico – Istituto Italiano di Cultura

LaCittaIdeale IIC

L’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico (IIC Messico) è l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata d’Italia, un’istituzione pubblica dipendente dal MAE (Ministero degli Affari Esteri). La sua missione è la diffusione della lingua e della cultura italiana nel paese attraverso, per esempio, corsi di lingua, cultura, gastronomia, di formazione docente e altri; eventi e varie attività di promozione culturale; coedizione di libri; promozione dei legami Italia-Messico; offerta di servizi e prodotti al pubblico; eccetera.

Vi lavorano con contratto locale circa 20-25 professori italiani e una dozzina di impiegati con funzioni amministrative messicani e italiani che possiedono contratti locali o, in alcuni casi, contratti italiani stipulati dal MAE. La direzione cambia ogni due o quattro anni a secondo delle nomine che effettua da Roma il Ministero all’interno del personale di carriera diplomatica. Quindi di solito ci sono un addetto culturale e un direttore inviati dall’Italia in ciascuno dei 90 Istituti presenti nel mondo.

Nel 2008 moltissime istituzioni italiane e messicane operative nel paese e dedicate alla diffusione culturale della lingua e della cultura italiana firmarono a Tlaxcala il cosiddetto “Contratto etico per i professori”, un grande risultato per i lavoratori e, senza dubbio, un quadro d’orientamento per migliorare le pratiche di gestione, didattiche e lavorative all’interno delle istituzioni. Il documento venne elaborato durante due giornate di lavori collegiali con i parlamentari Gino Bucchino e Franco Narducci e con l’ex Ambasciatore Felice Scauso come garanti. L’accordo resta oggi lettera morta, specialmente presso l’istituzione che maggiormente s’era impegnata per promuoverlo.

Da molti anni la comunità italo-messicana della capitale, così come quella di buona parte del paese, vede l’Istituto come una punto di riferimento e d’incontro importante e anche come un elemento di trasmissione di buone pratiche lavorative e culturali legate alla docenza, alla mediazione linguistica e culturale e, in generale, al sistema Italia. Dopo circa un decennio di crescita delle attività culturali e di miglioramenti nelle condizioni lavorative all’interno dell’istituzione, negli ultimi periodi di gestione, rispettivamente del Dott. Gianni Vinciguerra, attuale addetto culturale, e della Dott.ssa Melita Palestini (2011-2012), la comunità degli utenti e degli interessati ha riscontrato alcuni cambiamenti, per cui esprime la propria opinione tramite questa lettera che è stata mandata all’Ambasciata e resa pubblica di recente. La riproduco in questo spazio in quanto è di sicuro interesse in Messico e in Italia.

ECCO LA LETTERA

Città del Messico, 27 dicembre 2012

Eccellentissimo Ambasciatore d’Italia in Messico Roberto Spinelli.

Comunità italiana in Messico e all’estero.

Oggetto: situazione dell’Istituto Italiano di Cultura a Città del Messico.

In quanto soggetti direttamente interessati alla cultura italiana, con la presente desideriamo esprimere la nostra preoccupazione riguardo la gestione dell’Istituto Italiano di Cultura e la presenza culturale italiana in Messico.

In linea con l’interrogazione parlamentare al Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi, inoltrata lo scorso 18 dicembre dall’On. Gino Bucchino, deputato eletto nella circoscrizione Nord e Centro America, segnaliamo alcuni punti specifici che meritano particolare attenzione.

Come utenti dell’Istituto Italiano di Cultura, ci rattrista osservare l’inesorabile declino di questo importante punto di riferimento per la diffusione della lingua e della cultura italiane. Fino alla prima metà del 2010 l’Istituto offriva moltissimo sia per la comunità italiana residente in Messico che per i messicani interessati alla cultura italiana. Oltre al ristorante, alla caffetteria, al negozio di prodotti alimentari e alla libreria, offriva molti eventi culturali, come mostre nel chiostro, presentazioni di libri in biblioteca (“I mercoledì in biblioteca” con frequenza quindicinale), proiezioni di film (cineforum e cinedibattito con frequenza settimanale), conferenze, ecc. Ora il ristorante e la libreria sono stati chiusi e constatiamo l’attuale mancanza quasi assoluta di eventi e la misera diffusione delle scarse attività ed eventi culturali.

Inoltre, la direzione riserva al pubblico in generale un trattamento spesso scortese e freddo: è difficilissimo essere ricevuti e, quelle rare volte in cui viene concesso un colloquio, la chiusura di fronte a qualunque proposta di collaborazione (anche gratuita) è assoluta. Non parliamo solo di proposte di eventi a titolo personale (mostre, presentazioni di libri, documentari, ecc.), ma anche di quelle a titolo collettivo: la comunità italiana ha fatto regolare richiesta, attraverso la sua rappresentanza, dell’uso dello spazio per festeggiare la Festa della Liberazione del 25 aprile e la Festa della Repubblica del 2 giugno, ma la direzione si è rifiutata categoricamente di concederlo, costringendola a festeggiarla in altro luogo. La stessa Ambasciata, che ogni anno vi organizza la festa del 2 giugno, nel 2012 ha deciso di affittare uno spazio presso il Museo Franz Meyer e spostarla lì, peraltro restringendo l’accesso a un numero limitato di invitati.

Allo stesso tempo, ci risulta che il giardino dell’Istituto è stato concesso per eventi privati, quali un matrimonio, nel novembre 2011. E, “per ragioni di sicurezza”, è stato precluso al pubblico l’accesso alle strutture dell’IIC (comprese la libreria, la caffetteria e la biblioteca) per un’intera giornata e senza alcun preavviso.

Fiduciosi del fatto che le nostre indicazioni possano costituire uno spunto interessante per il bene comune e il miglioramento dell’attività istituzionale, porgiamo distinti saluti.

Firmano

Santa Elena Tellez Flores, Juan Manuel Eugenio Ramírez de Arellano Niño Rincon, Adolfo Gilly, Maria Eugenia Niño Rincon, Luciano Valentinotti, Sabina Longhitano, Francesca Gargallo Celentani, Eugenia Militello, Flor Romero  e altre 64 persone.

Link d’interesse:

Carta en español completa PDF.   (http://depositfiles.com/files/wr2agh37xInterrogación parlamentaria sobre el IIC México.  (http://www.agenziaaise.it/italiani-nel-mondo/eletti-allestero/132409-rilanciare-la-cultura-italiana-in-messico-bucchino-pd-interroga-terzi.html) – Carta en italiano completa PDF.    (http://depositfiles.com/files/c00j714thPágina Web IIC México.   (http://www.iicmessico.esteri.it/IIC_MessicoContratto Etico per i docenti / Contrato ético para profesores (http://www.puntodincontro.com.mx/articoli/italianimessico06022008.htm)

 

Istituti Italiani di Cultura – Italiani all’estero (mini dossier)

Il mistero buffo che viene a galla. Ho raccolto qui, per conoscenza della comunità italiana all’estero, i più recenti Dossier de Il Fatto Quotidiano sugli Istituti Italiani di Cultura all’estero e sulla cosiddetta “casta diplomatica”. Dopo il mini dossier sulle attività dei docenti d’italiano all’estero nella storia recente della comunità in Messico, era doveroso anche condividere e sistematizzare una serie di informazioni di più ampio respiro e visione. Partirò dai più recenti, usciti qualche settimana fa, per arrivare ai reportage della fine del 2011. L’ennesima manovra correttiva di Mario Monti aveva toccato anche le spese, buffe e misteriose, legate al corpo diplomatico, ma pare che la falce del governo tecnico sia stata prontamente fermata.
🙂
– Spending Review: Risparmi per tutti? No, il governo risparmia la casta dei diplomatici.

 

Guadagnano più di Merkel e Hollande, ma per loro il taglio non c’è. I privilegi di ambasciatori, consoli e funzionari restano grazie a un emendamento ad hoc e il governo scarica le riduzioni di spesa sul personale a contratto. E così in India l’Italia finisce in tribunale per discriminazione etnica. D | 20 agosto 2012   LINK LEGGI QUI

😦
– Casta da esportazione e parentopoli. Il ministro Terzi congela le nomine. Dopo l’inchiesta del Fatto il titolare della Farnesina ha bloccato le nomine in via di registrazione dei direttori degli Istituti italiani di cultura (Iic) al cui vertice si trova di tutto: amici, ex coniugi e parenti dei potenti. Le nomine saranno “perfezionate” solo al termine di una verifica dei requisiti. Di  | 23 dicembre 2011  LINK LEGGI QUI
🙂
– E via dicendo… Istituti di cultura all’estero: la parentopoli legalizzata che premia la cricca del ministro

La legge 401 del 1990 permette al potente di turno di collocare ben dieci “personalità di chiara fama” nelle dieci più prestigiose capitali del pianeta. Le nomine sono biennali, rinnovabili per una volta. I politici ne approfittano per sistemare familiari, amici e collaboratori. E così a Madrid arriva la dirigente scolastica che non parla spagnolo. Di  | 11 dicembre 2011  LINK LEGGI QUI  (e la precisazione della Farnesina QUI)

😦
– Torniamo in Messico. Per chi volesse informarsi meglio sui fatti del 12 dicembre 2011, cioè sull’attentato contro l’Istituto Italiano di Cultura a Città del Messico rivendicato dagli anarchici informali della FAI, ecco l’articolo che mandai a l’Unità e che uscì anche in rassegna governativa:  LEGGI LINK QUI
🙂
– Sempre sul “contratto etico dei docenti d’italiano all’estero” (vedi qui link a “professori d’italiano in Messico (mini dossier), e in particolare sui lavori svolti nel caso dei prof italiani in Messico si può consultare questo link del giornale in italiano che esce in Messico, direttamente da Playa del Carmen, “Il Sole d’Italia”: 
🙂
– Sul 2 giugno 2012, Festa della Repubblica non aperta a tutti gli italiani ma su “invito” per la prima volta in 10 anni (link alla “descrizione ufficiale dell’evento”).
1) Una nota di Federico Mastrogiovanni – Il Fatto Quotidiano – 2 giugno. In Messico l’ambasciatore festeggia senza i cittadini: LEGGI LINK QUI
2) Un’amara lamentela di una cittadina italiana in Messico che riproduco completamente: LEGGI LINK QUI


Foto: Il patio di accesso al Museo Franz Mayer di Città del Messico,
dove lunedì 4 giugno l’Ambasciata italiana ha celebrato il 66° anniversario della Repubblica.

9 giugno 2012. – Gentili redattori di Punto d’incontro,

non so se sarà pubblicato questo mio messaggio, però lo scrivo con il desiderio di comunicare il mio stato di disagio dovuto alla separazione degli italiani in Messico.

Vivo in questo Paese da più di trent’anni ed è la prima volta che non mi è stato possibile sentirmi in territorio italiano, quel territorio che —in Ambasciata, alla residenza dell’ambasciatore o all’Istituto Italiano di Cultura, avevo sempre sentito come una piccola oasi che ogni anno mi permetteva di sentirmi vicina anche qui la mia cultura, alla mia lingua e, perché no, senza nessun affanno nostalgico, all’inno che ho imparato alle elementari.

Non so quali siano state le ragioni per cui sia stata presa questa decisione così poco solidaria con tutti i connazionali che facciamo del nostro meglio per rappresentare la nostra terra e la nostra cultura nella società messicana che ci ospita.

Sono insegnante in una Università pubblica messicana e giorno dopo giorno faccio del mio meglio per trasmettere tutto ciò che ho imparato nella mia università di origine, l’Università degli studi di Firenze.

Un’altra ragione per cui mi rammarico di non aver potuto partecipare insieme ai miei connazionali alla cerimonia della Festa della Repubblica è che la consideravo una delle poche occasioni che avevo per vedere amici e conoscenti di vecchia data: il dottor Capirossi, la signora Colotti, le professoresse della nostra lingua all’UNAM, il Dottor Cortesi, Marina Piazzi, Anna e Vittorio Sacchi…

Mi vengono in mente solo alcuni nomi, ma sicuramente avrei rivisto anche altre facce volentieri… per ricordare insieme gli amici che se ne sono andati: il Professor Peconi, il Dottor de Maria, il Dottor Pironti, Giuliana Cardinale… insomma per ricordare molti italiani che per circostanze della vita hanno trascorso anni in questa terra messicana.

Forse questa mia esigenza non corrisponde alle necessità dell’istituzione che rappresenta l’Italia in Messico, pero vorrei farvi pervenire la mia tristezza senza considerarmi italiana di seconda categoria perché non credo vi siano queste distinzioni, solo credo che vi siano italiani, funzionari , industriali, intellettuali o artisti sensibili ed altri meno.

Concludo con un sentito rammarico che si siano chiuse le porte degli spazi italiani, le porte di casa che una volta all’anno dimostravano un riconoscimento per chi mantiene con orgoglio la propria nazionalità.

Vi ringrazio – Dott.ssa Laura Rosseti Ricapito

Tel. 5672.6552 e 04455.1841.1150

Docente investigador
Comunicación y convergencias de medios
Universidad Autónoma Metropolitana

(laura rosseti / puntodincontro)

Professori d’italiano in Messico (mini dossier)

Ho raccolto in un post una serie di articoli e documenti che erano dispersi in varie pagine web e che riassumono una parte importante della storia recente della comunità italiana in Messico ed in particolare dei professionisti della docenza della linguacultura italiana in questo paese e in America Latina. I processi e le discussioni che seppero condurre i docenti d’italiano in Messico, specialmente quelli dell’Istituto Italiano di Cultura, ma anche altri appartenenti alle diverse scuole Dante Alighieri e dell’Associazione Messicana d’Italianistica, furono unici al mondo nel loro genere e portarono all’elaborazione dei documenti (il contratto etico per i docenti d’italiano e la prposta di riforma della legge sugli italiani all’estero 153/71) che potete trovare nei link sottostanti o nella galleria fotografica. Ecco anche alcuni articoli su quegli avvenimenti (poi leggi anche: Istituti Italiani di Cultura – Italiani all’Estero – Mini Dossier).

1) Accordo etico dei professori d’italiano – 8 febbraio 2008

I deputati dell’Ulivo Gino Bucchino e Franco Narducci in Messico per un accordo etico dei professori d’italiano e la riforma della Legge 153/71 (Articolo di Fabrizio Lorusso)

Sabato 26 e domenica 27 gennaio 2008, presso il Museo Regionale della città messicana di Tlaxcala, si è tenuta la Conferenza Nazionale sul Contratto Etico dei Professori di Italiano in Messico e sulla Riforma della Legge 153/71. L’incontro, primo nel suo genere in Messico, è stato convocato dal COMITES (Comitato Italiani all’Estero) che rappresenta il primo gradino nella piramide degli organi rappresentativi eletti democraticamente dagli italiani all’estero. Tra i rappresentanti dei COMITES nazionali dei diversi paesi del mondo si nominano i membri del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) e da quest’organo provengono quasi tutti i 18 deputati e senatori votati nelle circoscrizioni estero in Europa, America settentrionale e meridionale, Africa, Asia e Oceania (http://www.camera.it/_votoitaliani/eletti.asp). Per la prima volta, la conferenza ha riunito nella città coloniale di Tlaxcala l’Ambasciatore d’Italia in Messico, Felice Scauso, e i due deputati dell’Ulivo Franco Narducci (eletto in Europa) e Gino Bucchino (circoscrizione America Settentrionale e Centrale), rispettivamente primo firmatario e cofirmatario della proposta di riforma della Legge 153 del 1971 che, come recita il titolo, disciplina gliInterventi di formazione linguistica e culturale, di formazione continua e di sostegno dell’integrazione in favore dei cittadini italiani e dei loro congiunti e discendenti residenti all’estero, nonché la promozione e la diffusione della lingua italiana nel mondo. Agli interlocutori politici si sono uniti i direttori e presidenti delle scuole Dante Alighieri di Città del Messico, Monterrey, Aguascalientes, Tlaxcala, Tampico e Guadalajara, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, il presidente del COMITES, Paolo Pagliai, la rappresentante al CGIE, Marina Piazzi, alcuni gruppi organizzati di docenti (come il neonato e attivissimo AlterIta dalla capitale ed il più storico e radicato AMIT, l’Associazione Messicana d’Italianisti) e i rappresentanti degli insegnanti di tutte le istituzioni educative e culturali convocate. La realizzazione di un evento così unico e importante per la comunità italiana in Messico è stata  ispirata da una serie di fattori sviluppatisi nel corso del 2007 e che hanno visto un crescente protagonismo dei gruppi organizzati dei docenti di italiano, soprattutto a Città del Messico. In generale, le rivendicazioni dei professori sono state sostenute con le migliori intenzioni di dialogo e di costruzione di alternative vantaggiose per le istituzioni ma si sono risolte in modi profondamente diversi a seconda della volontà politica di un accordo espressa via via dalle diverse dirigenze. Nel caso dell’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, si sono vinte le resstenze iniziali e il dialogo ha imboccato vie istituzionali e negoziali che hanno saputo rispondere adeguatamente alle richieste legittime dei docenti relative al trattamento salariale, alla didattica, alla formazione e agli ambiti di decisione collegiale, pur rispettando la stretta normativa cui un istituto culturale pubblico si deve sottoporre.

Nel caso della Dante Alighieri di Città del Messico, ente di diritto privato registrato in loco, invece, simili petizioni hanno condotto ad alcune simboliche ma scarse modifiche dello status quoe si sono impantanate in un cammino tortuoso e grottesco in seguito alle strategie di “induzione alla rinuncia”, di “promessa a tempo indeterminato” e di “dialogo di facciata” perseguite dalla direzione secondo uno stile di negoziazione di tipo autoritario e poco propenso alla condivisione di ambiti decisionali. Il contesto di relativa lentezza ed inerzia dei consiglieri d’amministrazione della scuola e della stessa sede centrale di Roma nel capire ed inibire ragionevolmente una situazione, alla fine sfavorevole per tutti, è stata un’ulteriore causa del danno inflitto alla reputazione della Dante della capitale e degli insuccessi incassati dai professori che sono dovuti emigrare in massa (circa i due terzi del corpo docente) verso altre scuole o ambiti lavorativi. Per questo motivo anche il responsabile dei comitati esteri della società Dante Alighieri di Roma era presente all’incontro del 26 e 27 a Tlaxcala ed è stato invitato a rafforzare i criteri di controllo sulle sedi locali dell’istituzione. Al termine delle due giornate di riunioni e dibattiti, gli oltre 50 partecipanti, divisi in due commissioni di lavoro, hanno redatto un documento d’integrazione alla proposta di Legge Narducci e un “accordo etico per la regolamentazione dei rapporti tra istituzioni educative, culturali e il loro personale” (http://fainotizia.radioradicale.it/2008/02/06/testo-dellaccordo-etico-firmato-in-messico), da sottoporre a tutte le istituzioni preposte alla diffusione e promozione della lingua e della cultura italiana in Messico per la relativa sottoscrizione e implementazione. L’accordo prescrive una serie di principi generali per la gestione responsabile delle istituzioni educative e per la tutela dei lavoratori considerati diffusori strategici della lingua e cultura italiana nel mondo e operatori culturali a tutti gli effetti.

Mentre nella realtà europea e statunitense il rispetto delle normative locali e di certi diritti basilari di tutti i lavoratori nei cosiddetti enti gestori legati all’Italia sembra essere un fatto scontato, negli altri paesi, soprattutto in America Latina, le garanzie per chi lavora sono precarie e molto più “flessibili” e manipolabili. Perciò era urgente ribadire il diritto al rispetto integrale della legislazione locale da parte delle istituzioni, ad un salario adatto al costo della vita, “equo e solidale”, nonché alla gestione trasparente delle prassi di assunzione, retribuzione, promozione e gestione del personale. E’ stata anche sottolineata l’importanza strategica della formazione e l’aggiornamento dei docenti in un quadro di crescente professionalizzazione e compromesso con la diffusione della lingua che, se una volta era un’attività svolta da alcuni pionieri, oggi è diventata una disciplina complessa con radici nei campi dell’interculturalità e della specializzazione glottodidattica. L’aspetto forse più innovativo è stata la spinta alla costruzione di una didattica collegiale o partecipativa basata su organi eletti dai professori. In quest’ottica il corpo docente non è più passivo di fronte alle scelte, spesso calate dall’alto, riguardanti i metodi e materiali didattici ma diventa promotore e creatore attivo dei contenuti che utilizza, oltre ad avere voce in capitolo anche in altre decisioni rilevanti dell’istituzione in cui lavora. Infine, i firmatari si sono impegnati a fare riferimento al protocollo approvato nella stipula dei contratti di lavoro e a proporlo ai relativi consigli d’amministrazione per la ratifica. Sebbene nelle scuole italiane in Italia e in Europa queste prassi siano disciplinate dai noti Consigli d’Istituto e Collegi dei Docenti, nei paesi dell’area latinoamericana non v’è ancora stato un pieno riconoscimento e un’applicazione delle logiche partecipative e democratiche nelle decisioni. Il deputato Franco Narducci, che è anche Presidente del Comitato Permanente sugli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati, s’è detto soddisfatto delle discussione e dei documenti prodotti ed ha auspicato la continuazione del dialogo tra i professori e le direzioni scolastiche dentro e fuori dalle istituzioni che rappresentano l’Italia all’estero. Nello sforzo e nell’impegno per il recepimento interno, la diffusione e il monitoraggio dell’applicazione dei principi contenuti nell’accordo etico, assolutamente non scontati né acquisiti in Messico, sta la sfida di questo patto avvallato e legittimato dalle firme degli Onorevoli presenti, dell’Ambasciatore e dei direttori dell’Istituto di Cultura e di alcune scuole Dante Alighieri (non hanno firmato al termine della conferenza le criticate direzioni delle sedi di Guadalajara e di Città del Messico). La possibilità di migliorare le instabili condizioni di vita e di lavoro di centinaia di operatori culturali, tanto italiani quanto messicani, si baserà sulla volontà politica e istituzionale di continuare il processo di dialogo e cambiamento ravvivato in questa occasione e, soprattutto, sulla progressiva presa di coscienza da parte degli insegnanti, ora parzialmente usciti da un individualismo apatico e poco propositivo.

2) Contratto etico link

3) Proposta riforma legge 153/71 link

4) CONFERENZA A TLAXCALA: I DOCUMENTI FINALI SU CONTRATTO ETICO E RIFORMA DELLA 153 
MERCOLEDÌ 20 FEBBRAIO 2008 18:38 (LINK AL PEZZO)
CITTÀ DEL MESSICO\ aise\ – Il 26 e 27 gennaio scorsi, ha avuto luogo a Tlaxcala la Conferenza Nazionale sul Contratto Etico dei Professori d’Italiano in Messico e sulla riforma della Legge 153. Convocata dal Comites, la conferenza ha visto le rappresentanze dei docenti e quelle dei loro datori di lavoro sedersi allo stesso tavolo per raggiungere un accordo sui principi base del trattamento contrattuale di quanti operano sul territorio per la diffusione della Lingua e della Cultura italiana (vedi AISE del 20 febbraio h.17.24). Presenti ai lavori anche i deputati eletti all’estero Gino Bucchino e Franco Narducci. Due i documenti prodotti dalla Conferenza, frutto del lavoro intenso e partecipativo delle due commissioni tematiche: uno sul “Contratto Etico”, l’altro sulla riforma della Legge 153 del 1971. 

Li pubblichiamo integralmente di seguito.

Riforma Legge 153/71: documento finale
Questa assemblea esprime un pieno riconoscimento dei principi enunciati nella proposta di riforma alla Legge 153/71 presentata in questa sede dall’On. Franco Narducci, Presidente del Comitato permanente sugli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati, e ne assume le linee guida per elaborare una serie di proposte ed iniziative attuabili sin d’ora in risposta alle esigenze proprie delle varie realtà locali del Messico. L’assemblea ha enunciato le seguenti proposte:
1. Elaborazione di un Piano Paese con la collaborazione dei vari attori nella diffusione della lingua e cultura italiana su tutto il territorio della Repubblica Messicana, in base a linee guida unitarie e concordate previamente; il Piano Paese dovrà riflettere l’eterogeneità delle diverse realtà locali e mettere in luce le reali esigenze della comunità.
2. Istituzione di un coordinamento permanente a livello nazionale che si occupi di integrare e di articolare le azioni e le proposte legate alla diffusione ed alla promozione della lingua e cultura italiana in Messico.
a. il coordinamento avrà come punto di riferimento l’Istituto Italiano di Cultura.
b. nel coordinamento si intende far confluire le espressioni delle diverse realtà associative e istituzionali sulla base di principi di collegialità, pluralità e dialogo.
c. il funzionamento del coordinamento sarà oggetto di prossime riunioni tese a definirne l’organizzazione, la struttura, le competenze e le modalità di azione.
3. Riconoscendo l’importanza di garantire che le attività di diffusione e promozione della lingua e cultura italiana in Messico rispondano a criteri di qualità e rispetto di principi etici comunemente accordati, si propone l’istituzione di un meccanismo di verifica dei processi di gestione delle professionalità dei docenti, riaffermando la centralità del ruolo di questi ultimi.
4. Si riafferma l’importanza della creazione ed il mantenimento di una rete di collaborazione tra i diversi attori.
5. Si insiste sulla necessità della formazione e dell’aggiornamento constante degli operatori e dei formatori a partire preferibilmente dalle risorse in loco, favorendo e stimolando proposte plurali e garantendo l’accesso delle stesse da parte di tutti gli interessati.
6. Si propone di continuare ed ampliare i lavori di questa commissione in tempi brevi con una riunione da tenersi presso l’Istituto italiano di Cultura nella quale si stabilirà il calendario da seguire per i successivi incontri”.

Contratto etico: documento finale

Accordo etico per la regolamentazione dei rapporti tra istituzioni educative, culturali e il loro personale
i) Trasparenza nelle prassi di assunzione, retribuzione, promozione e gestione del personale.
ii) Rispetto integrale della legislazione messicana sul lavoro e in particolare del “Acuerdo 279/2003”, emesso dal “Consejo Técnico del IMSS (Instituto Mexicano del Seguro Social)” in cui vengono disciplinati i doveri del datore di lavoro relativi al regime delle prestazioni assicurative e previdenziali a favore del prestatore.
iii) Promozione della formazione e dell’aggiornamento del personale docente.
iv) Istituzione di un organo collegiale (composto da una rappresentanza liberamente eletta dal corpo docente e dai rappresentanti dell’istituzione) preposto ai diversi aspetti della didattica.
v) Garanzia di un salario equo, adeguato alla professionalità, alle esperienze, alle competenze, alla preparazione specifica e al lavoro svolto dal docente che tenga conto del costo della vita e dell’anzianità di servizio.
vi) I firmatari del presente accordo si impegnano a fare riferimento al suo contenuto nella stipula dei contratti di lavoro”. (aise)

4) Articolo dal portale Emigrazione Notizie

Risveglio della comunità italiana in Messico. Il movimento dei professori e la coscienza politica

– Inserito il 19 febbraio 2008 alle 17:50:00 da redazione-IT. IT – ITALIANI ALL’ESTERO
Indirizzo sito : Blogspot

(di Fabrizio Lorusso)

Il nuovo fervore che sta muovendo una parte della comunità italiana in Messico, composta da circa 15mila persone sparse in tutto il paese ma con presenze più significative a Città del Messico e nella zona di Playa del Carmen in Yucatan, s’è concretizzato con alcuni passi che rompono l’isolazionismo di alcune categorie come i docenti e, in generale, i diffusori della linguacultura italiana nel paese.
L’eterogeneità delle istituzioni educative e culturali presenti sul territorio messicano, dalle sedi delle Dante Alighieri, alle scuole private di vario tipo e meno legate all’Italia fino ad arrivare all’Istituto Italiano di Cultura dell’Ambasciata, aveva lasciato i professori e le stesse scuole in una situazione di relativo isolamento senza possibilità di connessioni stabili e intercambi fruttuosi al di là degli incontri formali e di etichetta che sempre vengono organizzati in ogni gruppo di emigranti.

Questa situazione ha portato ad avere pratiche di gestione, diritti lavorativi e livelli di qualità profondamente diversi e spesso non comparabili tra le diverse istituzioni, fatto che ha condotto a disparità di trattamento ed anche ad abusi nei confronti di talune categorie, soprattutto i docenti, che erano legati alle scuole da rapporti di lavoro poco chiari e dalla dipendenza istituzionale per le pratiche relative ai permessi di soggiorno. Non esisteva un quadro comune di riferimento in un paese caratterizzato da una dannosa “flessibilità contrattuale” de facto e dalla precarietà del lavoro, da pratiche sociali e imprenditoriali di stampo autoritario a tutti i livelli.
Le tentazioni di adottare la “cultura locale” anche in istituzioni che sono storicamente legate all’Italia e che tuttora ricevono finanziamenti da Roma sono sempre state forti e, vista la dispersione e lo scarso interesse politico dei soggetti interessati come per esempio i docenti o il personale di supporto, non sono mai esistiti veri e propri organi di controllo salvo quelli previsti dalla legislazione messicana che, partendo da basi garantiste, arriva a incentivare pratiche poco favorevoli al “prestatore” e, a maggior ragione, se questi è straniero e precario.
Il panorama generale di relativa indifferenza e scarsa aggregazione politica dei docenti d’italiano in Messico è stato in parte cambiato dall’attivismo di alcuni gruppi di professori a Città del Messico che, durante il 2007, hanno portato avanti, con risultati diversi a seconda dell’istituzione, iniziative per rendere più accettabili ed eque le condizioni di lavoro a livello salariale, assicurativo e della formazione oltre a spingere per una maggiore partecipazione alle decisioni dell’istituzione in cui lavorano, indipendentemente dalla forma giuridica che adottano in Messico. In seguito alle mobilitazioni e ai relativi dialoghi avviati tra i docenti delle scuole e le dirigenze, s’è creata una rete informale di contatti e attivismo oltre ad una coscienza politica più forte che ha in parte spezzato la routine fatta di free riding, discriminazioni e favori personali negli ambienti di lavoro. Tale fervore in questa parte della comunità ha indotto i deputati Narducci e Bucchino (eletti in Nord America ed Europa nella legislatura appena giunta al termine) e lo stesso ambasciatore d’Italia in Messico, Felice Scauso, a partecipare attivamente ad una conferenza nazionale in cui s’è discusso e approvato un “Accordo Etico” per i docenti che aspira ad essere un riferimento per tutte le comunità italiane all’estero (http://fainotizia.radioradicale.it/2008/02/04/i-deputati-dell-ulivo-gino-bucchino-e-franco-narducci-in-messico-per-un-accordo-etico-dei-professori-ditalian ).
In questo contesto va vista la nascita e l’azione politica, per esempio, del collettivo AlterIta e del “corpo docente” dell’Istituto Italiano di Cultura della capitale, così come il ruolo di promotore della formazione e della doverosa (e in precedenza insufficiente) circolazione delle informazioni e delle notizie svolto dalla Associazione Messicana Italianistica, dallo stesso Istituto di Cultura, dalla Dante di Tlaxcala, dal COMITES (organo eletto dagli italiani all’estero) e da pochi altri gruppi come lo stesso AlterIta. La politicizzazione e le prese di posizione riguardo ad alcuni temi d’interesse generale per la comunità italiana e per il paese che ci ospita (come il caso di Oaxaca, http://www.itanica.org/modules.php?name=News&file=article&sid=371, gli spot pubblicitari che usano senza ritegno la canzone Bella Ciao! qui in vari paesi e la visita degli imprenditori italiani in Messico di cui allego il comunicato che sta attualmente circolando in Messico) si sono quindi aggregate al lavoro interno alle istituzioni e alle scuole che, invece, s’adopera per rendere più partecipativa la formulazione della didattica, orientata alla trasmissione di valori quali la pace, l’interculturalità e la partecipazione democratica, ed anche per sviluppare una collettività e una rete interistituzionale dal basso, che possa, in qualche modo, integrare le classiche reti diplomatiche tra istituzioni italiane all’estero create dall’alto.
Allego il messaggio rivolto alla comunità di imprenditori italiani in Messico e pensato inizialmente per la “missione” in visita in Messico dal 25 al 29 febbraio 2008.

Messaggio del collettivo AlterIta alla comunità imprenditoriale italiana in Messico
(In vista della visita da parte della missione di imprenditori italiani in Messico, dal 25 al 29 febbraio 2008)

Attraverso questo breve comunicato, il gruppo di italiani in Messico, AlterIta (*), insieme a una parte della comunità italiana che condivide il contenuto del presente documento, desidera segnalarvi alcuni principi che ritiene fondamentali e imprescindibili nello svolgimento delle attività economiche, specialmente nella realtà messicana che è caratterizzata, ancora oggi, da notevoli sperequazioni socio – economiche e da frequenti violazioni dei diritti lavorativi e delle garanzie individuali.

Questi principi (trasparenza, rispetto della legge locale, formazione continua del personale, condivisione e legittimazione dei processi decisionali, salario equo e solidale) sono sanciti da un Accordo Etico allegato nella seconda pagina del presente. Il documento, firmato e pensato inizialmente solo per gli operatori del settore della diffusione della lingua e cultura italiana ma applicabile ad altre realtà, stabilisce una serie di impegni concreti ed è stato sottoscritto il 27 gennaio scorso dagli Onorevoli deputati del Governo dimissionario Franco Narducci e Gino Bucchino, oltre che dall’Ambasciatore d’Italia in Messico, Felice Scauso, e dai direttori e docenti di numerose istituzioni educative e culturali come le diverse scuole “Dante Alighieri” presenti sul territorio messicano e l’Istituto Italiano di Cultura tra le altre.

L’intenzione dell’Accordo è di ribadire la necessità di una gestione etica e socialmente responsabile delle attività da parte delle istituzioni italiane o, in qualche modo, legate alla nostra realtà nazionale e operanti in Messico. Queste pratiche organizzative e gestionali, che noi auspichiamo e promuoviamo nelle nostre realtà lavorative in quanto estremamente vantaggiose per tutte le parti e i portatori di interessi, eccedono il semplice rispetto della legislazione locale e si fanno interpreti di valori che devono dare lustro all’immagine del nostro paese nel mondo e alla sua tradizione, spesso tristemente accantonata, di tutela sociale, di armonia ambientale e di protezione del lavoro.

In un paese sempre più informato e inserito nei circuiti internazionali come il Messico, la crescente attenzione della stampa, dell’opinione pubblica e della stessa società civile, messicana e italiana, verso le tematiche ecologiche, sociali, lavorative ed il rispetto dei diritti umani (tema menzionato anche nel Trattato di Libero Commercio tra il Messico e l’Unione Europea) dovrebbe rappresentare un incentivo sufficiente per orientarsi a una responsabilità sociale che sia sostanziale e non di facciata. Inoltre, se ciò non bastasse, anche la rappresentatività e l’immagine pubblica che le imprese vengono ad assumere come elementi del “sistema Italia” all’estero dovrebbero incentivare comportamenti virtuosi in tal senso, com’è nelle nostre aspettative e speranze.
Nella speranza di aver suscitato un interesse sincero per i temi esposti, vi porgiamo distinti saluti e vi invitiamo a contattarci per chiarire qualunque dubbio, chiarimento o proposta.
Gruppo AlterIta, Città del Messico (contatto alterita@gmail.com e http://alteritamessico.blogspot.com/ )

Riportiamo di seguito anche il testo del citato Accordo Etico che, sebbene sia stato pensato in questa occasione per le istituzioni educative e culturali, rappresenta un ottimo esempio per qualunque tipo di attività, indipendentemente dalla specifica forma giuridica che si decida di adottare, oltre a costituire uno strumento utile a rilevare e correggere le prassi poco consone con la etica degli affari.

BattiQuorum: firma la petizione degli italiani all’estero

To:  Corte di Cassazione della Repubblica Italiana

Come cittadino/a residente all’estero ho esercitato il mio diritto votando per i 4 quesiti dell’appuntamento referendario del 12-13 giugno 2011.

L’annullamento del mio voto sul quesito riguardante il nucleare – un fatto gravissimo di cui faccio responsabile il governo – rende gli italiani residenti all’estero dei cittadini di seconda classe, perché non permette loro di esprimersi in merito.

Di fronte a questa situazione, – non come riparazione alla gravissima limitazione dei miei diritti, ma come misura equitativa per non falsare i risultati della consultazione referendaria – esigo che gli elettori italiani residenti all’estero non vengano considerati nel computo finale per la determinazione del quorum sul quesito riguardante il nucleare.

Sincerely,

The Undersigned

SE RISIEDI ALL’ESTERO…

PER ADERIRE: VAI QUI LINK QUI !

 

Nasce il Blog IO VOTO SI al referendum. Partecipa!

E’ appena nato il Blog  IO VOTO SI  ai referendum del 12-13 giugno!

MA…COSA POSSIAMO FARE?

UNO. Io Voto Sì Dappertuttto, in Messico, in Italia e nel mondo!  

Puoi…subito inviare una foto creativa con la scritta IO VOTO SI come  Qui-Link

…e…diffondere il Blog tra tutti i tuoi amici e/o riprodurre  questo post

…e anche…visitare la sezione del Blog con le foto  per farti 4 risate (!) e farti pure tu la maglietta fina del referendum: ecco come nel  video

DUE. E ancora…Blogger  &  Facebook

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TRE. Altri Doc !

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Lettera di protesta degli italiani in Messico per diffusione   Qui Link

Per gli italiani in Messico (anche quelli in vacanza!)  Link incontro informativo Comitato per il Sì