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Carta de protesta de los italianos en México

Reproduzco la carta de un grupo de italianos en México para invitarlos a que la lean y la difundan. Es una importante señal del exterior sobre lo que pasa en Italia.

Nosotros, italianos residentes en México, expresamos con firmeza nuestra indignación por el grave estado en que se encuentra nuestro país: Italia es desgastada por el decaimiento del sistema político y por los continuos conflictos institucionales que comprometen su vida democrática.

La nulidad ideológica, cultural y ética del gobierno Berlusconi no puede representarnos como italianos. Nos indignan el ejercicio de un poder vinculado a la ficción mediática, la intolerancia hacia la libertad de expresión, el actuar de una mayoría parlamentaria que se olvida de las reales urgencias del país, pisoteando la solidez de nuestra Constitución con una gestión del poder corrupta y personalizada.

No aceptamos la política de un gobierno que no sabe garantizar la dignidad social a los ciudadanos, miope y obtuso en manejar las dinámicas migratorias e incapaz de favorecer el diálogo necesario entre Europa y Mediterráneo. Un gobierno que mortifica la investigación universitaria y la cultura, invierte valiosas energías en guerras injustas y no enfrenta el problema del trabajo precario. Un gobierno que persigue con extrema irresponsabilidad una política energética basada en el regreso a la producción nuclear y apunta a la privatización del agua, de la instrucción y de la salud.

Sostenemos con fuerza los referendos del 12 y 13 de junio sobre el agua, la energía nuclear y la inmunidad para el Jefe de gobierno y sus ministros.  Nos unimos a aquella parte de país que ya no acepta una democracia simulada, haciendo nuestro el estado de ánimo de las miles de personas que desde hace meses llenan las calles de las ciudades italianas.

Anna Maria Satta, Rosalba Piazza, Rossella Bergamaschi, Luisa Montoni, Maria Teresa Trentin, Gabriele Ciapparella, Clara Ferri, Raffaele Cesana, Diego Barboni, Fabrizio Lorusso, Brando Torri, Stefania Zoccatelli, Luisa Rossi, Alessandra Masserotti, Paolo Pagliai, Alessandro Raveggi, Chiara Donà, Andrea Mutolo, Luciano Valentinotti, Bruna Ghidoni, Francesca Gargallo, Sabina Longhitano, Marinella Miano, Diego Lucifreddi, Paola Giovine, Larrier Giovine, Roberto Benini, Claudio Albertani, Donatella Di Benedetto, Armando Volterrani, Maddalena Forcella, Guillermo Almeyra, Federico Mastrogiovanni, Cinzia Margherita Battista, Paola Capon, Laura Lascialfare, Gianni Cannata, Manuela Loi, Raffaella De Antonellis, Marina Piazzi, Nina Caldarella, Manuela Derosas, Carlo Almeyra, Pablo Moya Rossi, Patrizia Romani, Franco Grasso, Dianora Zagato, Andrea Alì, Isabella Spagnuolo Borgia, Giovanna Serredi, Anna Lucia Coppa, Rossella M. Bergamaschi, Francesca Caregnato, Marco Persiani, Guido Persiani, Maria Luisa Scuri, Franca Bizzoni, Stefano Milano, Corina Giacomello, Gianfranco Marano, Alessio Zanier, Eleonora Biasin, Annunziata Rossi, Andrea Cirelli, Andrea Spotti, Alessandro Lanzetta, Matteo Dean, Giovanna Cavasola, Lucia Cavalchini.

Versione in italiano

Noi, italiani residenti in Messico, esprimiamo con fermezza la nostra indignazione per la grave situazione in cui versa il nostro paese: l’Italia è logorata dal decadimento del sistema politico e dai continui conflitti istituzionali che ne compromettono la vita democratica.

La pochezza ideologica, culturale ed etica del governo Berlusconi non può rappresentare il nostro essere italiani. Ci indignano l’esercizio di un potere vincolato alla finzione mediatica, l’intolleranza verso la libertà di pensiero,  l’operato di una maggioranza parlamentare che dimentica le reali urgenze del paese e calpesta la solidità della nostra Costituzione con una gestione del potere corrotta e personalizzata.

Non accettiamo la politica di un governo che non sa garantire la dignità sociale ai cittadini, miope e ottuso nel gestire le dinamiche migratorie e incapace di favorire il dialogo necessario tra Europa e Mediterraneo. Un governo che mortifica la ricerca universitaria e la cultura, investe preziose energie in guerre ingiuste e non affronta il problema del precariato. Un governo che persegue con estrema irresponsabilità una politica energetica incentrata sul ritorno al nucleare e punta alla privatizzazione dell’acqua, dell’istruzione e della salute.

Sosteniamo con forza i referendum del 12 e 13 giugno e ci uniamo a quella parte di paese che non accetta più una democrazia simulata, facendo nostro lo stato d’animo delle tante persone che da mesi riempiono le piazze delle città d’Italia.

Lettera di protesta degli italiani in Messico

Riporto qui la lettera di un gruppo di italiani in Messico che vi invito a leggere e diffondere. Un segnale anche dall’estero.

Noi, italiani residenti in Messico, esprimiamo con fermezza la nostra indignazione per la grave situazione in cui versa il nostro paese: l’Italia è logorata dal decadimento del sistema politico e dai continui conflitti istituzionali che ne compromettono la vita democratica.

La pochezza ideologica, culturale ed etica del governo Berlusconi non può rappresentare il nostro essere italiani. Ci indignano l’esercizio di un potere vincolato alla finzione mediatica, l’intolleranza verso la libertà di pensiero,  l’operato di una maggioranza parlamentare che dimentica le reali urgenze del paese e calpesta la solidità della nostra Costituzione con una gestione del potere corrotta e personalizzata.

Non accettiamo la politica di un governo che non sa garantire la dignità sociale ai cittadini, miope e ottuso nel gestire le dinamiche migratorie e incapace di favorire il dialogo necessario tra Europa e Mediterraneo. Un governo che mortifica la ricerca universitaria e la cultura, investe preziose energie in guerre ingiuste e non affronta il problema del precariato. Un governo che persegue con estrema irresponsabilità una politica energetica incentrata sul ritorno al nucleare e punta alla privatizzazione dell’acqua, dell’istruzione e della salute.

Sosteniamo con forza i referendum del 12 e 13 giugno e ci uniamo a quella parte di paese che non accetta più una democrazia simulata, facendo nostro lo stato d’animo delle tante persone che da mesi riempiono le piazze delle città d’Italia.

Anna Maria Satta, Rosalba Piazza, Rossella Bergamaschi, Luisa Montoni, Maria Teresa Trentin, Gabriele Ciapparella, Clara Ferri, Raffaele Cesana, Diego Barboni, Fabrizio Lorusso, Brando Torri, Stefania Zoccatelli, Luisa Rossi, Alessandra Masserotti, Paolo Pagliai, Alessandro Raveggi, Chiara Donà, Andrea Mutolo, Luciano Valentinotti, Bruna Ghidoni, Francesca Gargallo, Sabina Longhitano, Marinella Miano, Diego Lucifreddi, Paola Giovine, Larrier Giovine, Roberto Benini, Claudio Albertani, Donatella Di Benedetto, Armando Volterrani, Maddalena Forcella, Guillermo Almeyra, Federico Mastrogiovanni, Cinzia Margherita Battista, Paola Capon, Laura Lascialfare, Gianni Cannata, Manuela Loi, Raffaella De Antonellis, Marina Piazzi, Nina Caldarella, Manuela Derosas, Carlo Almeyra, Pablo Moya Rossi, Patrizia Romani, Franco Grasso, Dianora Zagato, Andrea Alì, Isabella Spagnuolo Borgia, Giovanna Serredi, Anna Lucia Coppa, Rossella M. Bergamaschi, Francesca Caregnato, Marco Persiani, Guido Persiani, Maria Luisa Scuri, Franca Bizzoni, Stefano Milano, Corina Giacomello, Gianfranco Marano, Alessio Zanier, Eleonora Biasin, Annunziata Rossi, Andrea Cirelli, Andrea Spotti, Alessandro Lanzetta, Matteo Dean, Giovanna Cavasola, Lucia Cavalchini.

Versión en español

Nosotros, italianos residentes en México, expresamos con firmeza nuestra indignación por el grave estado en que se encuentra nuestro país: Italia es desgastada por el decaimiento del sistema político y por los continuos conflictos institucionales que comprometen su vida democrática.

La nulidad ideológica, cultural y ética del gobierno Berlusconi no puede representarnos como italianos. Nos indignan el ejercicio de un poder vinculado a la ficción mediática, la intolerancia hacia la libertad de expresión, el actuar de una mayoría parlamentaria que se olvida de las reales urgencias del país, pisoteando la solidez de nuestra Constitución con una gestión del poder corrupta y personalizada.

No aceptamos la política de un gobierno que no sabe garantizar la dignidad social a los ciudadanos, miope y obtuso en manejar las dinámicas migratorias e incapaz de favorecer el diálogo necesario entre Europa y Mediterráneo. Un gobierno que mortifica la investigación universitaria y la cultura, invierte valiosas energías en guerras injustas y no enfrenta el problema del trabajo precario. Un gobierno que persigue con extrema irresponsabilidad una política energética basada en el regreso a la producción nuclear y apunta a la privatización del agua, de la instrucción y de la salud.

Sostenemos con fuerza los referendos del 12 y 13 de junio sobre el agua, la energía nuclear y la inmunidad para el Jefe de gobierno y sus ministros.  Nos unimos a aquella parte de país que ya no acepta una democracia simulada, haciendo nuestro el estado de ánimo de las miles de personas que desde hace meses llenan las calles de las ciudades italianas.

Espulso dal Messico il giornalista Gianni Proiettis

16 aprile 2011. Città del Messico. Ci avevano già provato esattamente quattro mesi fa e ora ci sono riusciti. Il giornalista italiano residente nella città meridionale di San Cristóbal de las Casas, in Chiapas, è stato espulso e ieri è dovuto partire per Roma con un volo da Città del Messico alle 7 pm. In base all’articolo 33 della Costituzione messicana il governo, attraverso gli uffici decentrati e i funzionari dell’Istituto Nazionale della Migrazione (INM), ha la facoltà di deportare a suo piacimento (la chiamano “discrezionalità”) le persone indesiderate. E’ una norma che fu pensata all’epoca in cui gli stranieri intervenivano pesantemente nella politica nazionale e in più occasioni (vedi invasioni statunitensi e francesi in Messico) minacciarono concretamente la sovranità e l’indipendenza del paese. Da molti anni ormai viene utilizzato come spauracchio contro i giornalisti, gli attivisti e gli stranieri in generale anche se a volte purtroppo la minaccia si concretizza più facilmente e rapidamente di quanto ci si possa immaginare.

Ieri Giovanni Proiettis, Gianni per gli amici, si è recato agli uffici della Migrazione per rinnovare il suo permesso di soggiorno (FM=Forma Migratoria) così come ha fatto negli ultimi sedici anni in cui ha risieduto legalmente in Messico svolgendo le sue attività di professore universitario, giornalista e cooperante in progetti di sviluppo comunitario in Chiapas, una delle regioni più povere e sfruttate del paese. Non è più uscito da quegli uffici se non per essere deportato nella capitale della regione, Tuxtla Gutiérrez, e poi a Città del Messico qualche ora dopo. Come sempre in questi casi sono molte le violazioni ai diritti dell’uomo perpetrate dai vari funzionari, armati e non, che intervengono nel processo di deportazione fast track. Gianni Proiettis non ha avuto la possibilità di comunicare con parenti, amici e nemmeno con l’ambasciata, ha subito vessazioni e trattamento “inumano e degradante” durante una detenzione illegale ed è stato poi rinchiuso in una cella nella zona periferica di Iztapalapa.

Nonostante un giudice di Tuxtla avesse emesso un’ordinanza (scaricabile qui) che impediva l’espulsione del giornalista e criticava le modalità in cui è stato applicato e interpretato l’articolo 33 costituzionale, non c’è stato nulla da fare perché il documento è arrivato in ritardo alle autorità che in aeroporto avevano già imbarcato Proiettis. Sua moglie ha dichiarato ai giornalisti di NarcoNews che non c’era stato nulla di anomalo negli ultimi 4 mesi, nessun segnale che preannunciasse questa decisione arbitraria e ingiustificata come sostiene anche lo stesso atto giudiziario emesso a Tuxtla in difesa dell’italiano. Già il dicembre scorso Proiettis era stato oggetto di un tentativo d’espulsione – inizialmente si disse che fu a causa della sua partecipazione al summit sul cambio climatico di Cancun – che fu sventato anche grazie alla pronta reazione della stampa e all’intervento dei media indipendenti in difesa della libertà di pensiero ed espressione.

Da anni le attività del giornalista italiano, impegnato in un progetto di eco-turismo nella cittadina di Venustiano Carranza, non sono gradite all’autorità e al governatore del PRD (Partido Revolución Democrática), Juán Sabines. Stesso discorso per i suoi articoli di denuncia sull’operato delle imprese multinazionali minerarie nella regione: in particolare, un’intervista del 23 gennaio 2010 con il padre del leader sindacale Mariano Abarca, assassinato nel novembre 2009, risultò particolarmente scomoda per la compagnia mineraria canadese Blackfire Exploration Ltd e i funzionari statali che ne difendono gli affari. A dicembre il governo del Chiapas e l’INM dovettero ripiegare in modo rocambolesco e, dopo aver cambiato più volte i capi d’imputazione contro Proiettis, arrivando perfino a inventare accuse per spaccio di droga, porsero ufficialmente le proprie scuse per quanto era accaduto. Evidentemente si trattava di un bluff e di una tregua momentanea in attesa di una nuova rappresaglia che è arrivata puntuale allo scoccare del quarto mese. Altri dettagli interessanti sul caso dalla rivista Proceso QUI.

Di Fabrizio Lorusso

Messico: per votare al referendum 12-13 giugno

NOTA INFORMATIVA diffusa dall’ambasciata d’Italia in Messico sulle modalità del voto referendario del 12-13 giugno in italiano e in spagnolo.

Consiglio la “Lezione sull’acqua” di Marco Bersani: LINK

REFERENDUM ABROGATIVI 12-13 GIUGNO 2011

Si informa tutti i cittadini italiani residenti in Messico che per partecipare alle operazioni di voto indette per i referendum abrogativi del 12 e 13 giugno prossimo, devono seguire le modalitá sotto indicate:

  1. Entro il 14 aprile l’elettore residente all’estero puó esercitare l’opzione per il voto in Italia facendo pervenire una comunicazione scritta (modulo allegato) all’Ambasciata (Paseo de las Palmas 1994 – Lomas de Chapultepec – 11000 Mexico DF), specificando: nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza, firma dell’elettore;
  2. gli elettori residenti all’estero che non avranno fatto pervenire la comunicazione di opzione, completa dei dati sopra indicati, entro il 14 aprile, non potranno votare in Italia, ma dovranno votare all’estero secondo le modalitá indicate al punto 6;
  3. l’opzione puó essere revocata con istanza scritta, purché venga fatta pervenire entro il 14 aprile;
  4. l’opzione puó essere spedita dall’interessato anche per fax 55.55962472 o 55.55967710;
  5. é onere dell’elettore accertare l’avvenuta ricezione – entro la predetta data – dell’opzione, qualora inviata per posta, da parte dell’ufficio consolare che, su richiesta, ne rilascia apposita certificazione;
  6. i cittadini residenti ed iscritti all’AIRE che non abbiano esercitato l’opzione di cui al punto 1, possono votare esclusivamente per corrispondenza;
  7. i cittadini italiani temporaneamente all’estero (come militari o appartenenti a forze di polizia in missione internazionale, dipendenti di Amministrazioni Pubbliche per motivi di servizio ovvero professori universitari ed i loro familiari conviventi) possono scegliere di votare per corrispondenza nella circoscrizione elettorale in cui sono temporaneamente residenti. A tal fine, e’ necessario sottoscrivere una dichiarazione ai fini elettorali entro l’8 maggio 2011.
  8. gli elettori residenti e temporanei all’estero riceveranno a domicilio, da parte del Consolato di riferimento, il plico elettorale contenente le schede e le istruzioni sulle modalità di voto.
  9. chi non ricevesse il plico elettorale entro il 29 maggio, potrà recarsi di persona all’Ufficio consolare di riferimento per verificare la sua posizione elettorale.

10. chi si trovi temporaneamente all’estero e non appartenga alle tre categorie sopraindicate, può votare per i referendum solamente recandosi in Italia per esprimere il voto presso le sezioni istituite nel proprio Comune.

11. concluse le operazioni, le schede votate dagli italiani residenti all’estero pervenute ai Consolati entro le ore 16,00 del 9 giugno 2011 saranno trasmesse in Italia, dove avrà luogo lo scrutinio a cura dell’Ufficio Centrale per la Circoscrizione Estero istituito presso la Corte di Appello di Roma.

SI RIPORTANO I QUESITI REFERENDARI

a) referendum popolare n. 1  –  Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica.  Abrogazione;

b) referendum popolare n. 2  –  Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.  Abrogazione parziale di norma;

c) referendum popolare n. 3  –  Nuove centrali per la produzione di energia nucleare.  Abrogazione parziale di norme;

d) referendum popolare n. 4  –  Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

 

REFERENDUM ABROGATIVOS 12-13 JUNIO 2011

 

Se informa a todos los ciudadanos italianos residentes en México que para participar en las votaciones convocadas para los referéndums abrogativos del 12 y 13 de junio próximo, deben seguir las instrucciones que a continuación se indican:

 

  1. A más tardar el 14 de abril el elector residente en el extranjero puede ejercer la opción para el voto en Italia enviando una comunicación escrita (formato anexo) a la Embajada (Paseo de las Palmas 1994 – Lomas de Chapultepec – 11000 México, D.F.), especificando: nombre, apellido, fecha y lugar de nacimiento, lugar de residencia, firma del elector;
  2. Los electores residentes en el extranjero que no hayan enviado la comunicación de opción, llenada con los datos arriba indicados, a más tardar el 14 de abril, no podrán votar en Italia, deberán votar en el extranjero siguiendo las condiciones especificadas en el punto 6;
  3. la opción podrá revocarse con instancia escrita, siempre que se haga llegar a más tardar el 14 de abril;
  4. la opción podrá enviarse por el interesado también vía fax a los números 5596.24.72 ó 5596.77.10;
  5. es responsabilidad del elector comprobar la recepción – antes del 14 de junio – de la opción, en el caso de que sea enviada por correo. Bajo solicitud del interesado, la oficina consular expide la respectiva certificación;
  6. los ciudadanos residentes e inscritos en el AIRE que no hayan ejercido la opción como se indica en el punto 1, podrán votar exclusivamente por correspondencia;
  7. los ciudadanos italianos temporalmente en el extranjero (como militares o miembros de las fuerzas de la policía en misión internacional, dependientes de la Administración Pública por motivos de servicio o bien profesores universitarios y sus familiares o acompañantes) podrán elegir de votar por correspondencia en la circunscripción electoral en la que residan temporalmente. Para tal fin, es necesario suscribir una declaración a más tardar el 8 de mayo de 2011.
  8. los electores residentes y temporáneos en el extranjero recibirán en su domicilio, por parte del Consulado correspondiente, el paquete electoral que contiene las boletas y las instrucciones sobre la manera de votar.
  9. quien no reciba el paquete electoral antes del 29 de mayo, podrá asistir personalmente a la Oficina consular correspondiente para verificar su posición electoral.

10. quien se encuentre temporalmente en el extranjero y no pertenezca a las categorías arriba indicadas, puede votar por los referéndums solamente yendo a Italia para expresar el voto en las secciones instituidas en el propio Comune.

11. concluidas las operaciones, las boletas llenadas por los italianos residentes en el extranjero recibidas en los Consulados antes de las  16:00 horas  del 9 de junio de 2011 se transmitirán a Italia, donde tendrá lugar el escrutinio a cargo de la Oficina Central para la Circunscripción Extranjera instituida en la Corte de Apelación de Roma.

 

 

SE RELACIONAN LOS PUNTOS REFERENDARIOS

a) referéndum popular No. 1  –  Formalidades de otorgamiento y  gestión de los servicios públicos de relevancia económica.  Abrogación;

b) referéndum popular No. 2  –  Determinación de la tarifa del servicio hidráulico integrado en base a la adecuada remuneración del capital invertido.  Abrogación parcial de normas;

c) referéndum popular No. 3  –  Nuevas centrales para la producción de energía nuclear.  Abrogación parcial de normas;

d) referéndum popular No. 4  –  Abrogación de normas de la ley 7 abril 2010, No. 51, en materia de legítimo impedimento del Presidente del Consejo de Ministros y de los Ministros a comparecer en audiencias penales, como resultante en cumplimiento a la sentencia No. 23 del 2011 de la Corte Constitucional.

L’Italia ripudia la guerra come strumento…

Costituzione italiana. Articolo 11. L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;

consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;
promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Dopo alcune giornate passate a leggere e sentire le incalzanti e preoccupanti notizie dall’Italia, dall’Europa e dalla Libia mi son riempito la testa di domande più che di risposte, di dubbi più che di certezze. Credo sia valido condividerle.
In base a quale interpretazione dell’Articolo 11 stiamo partecipando alle operazioni in Libia? Imporre una no fly zone con i bombardamenti è un atto di guerra? Credo di sì. Il diritto internazionale viene spesso recepito al pari o al di sopra della Carta costituzionale, ma è possibile farlo anche in questo caso in base a una risoluzione dell’Onu e a una riunione lampo di “volenterosi”? Non so se inglesi, francesi e americani (i primi a lanciare missili due giorni fa) possano dirsi “paesi di buona volontà”, sempre motivati da preoccupazioni umanitarie. S’è parlato di scelta inevitabile, ma continuo a dubitarne.

Non saremmo dovuti intervenire anche in Cecenia, in Tibet, in Honduras o nel Darfur? Quante crisi, guerre civili e abusi vengono commessi ogni giorno in decine di paesi? Dove siamo noi in quei casi? Di certo non entriamo in quei paesi militarmente e, purtroppo, spesso nemmeno con la sufficiente prontezza e sensibilità diplomatica. Spesso li ignoriamo. Cosa dovremmo fare in questo caso?

La Libia è vicina, ok. Siamo il suo primo partner commerciale, ok. I ribelli chiedono aiuto e sono vessati da un dittatore che ha reagito con una gravissima escalation di violenza e repressione, ok. Nessuno lo nega. Sappiamo, però, che la Libia, per qualche strano motivo, è un po’ più speciale. Ha il petrolio e tanti investimenti in gioco. Non erano amici nostri? Quanti raìs e violazioni è lecito tollerare pur di conquistare mercati e fonti d’energia? La retorica dei diritti umani applicata col contagocce, selettivamente, fa acqua da tutte le parti ormai. Business first, il governo lo sa bene e adesso, in pochi giorni, ha cambiato discorso in modo imbarazzante.

Abbiamo paura delle probabili ondate migratorie, pensa un po’. Non ci sono altri “mezzi di risoluzione della controversia” come suggerisce la Costituzione? Ci dicono di no, le bombe sono  i n e v i t a b i l i, Gheddafi è un pazzo che minaccia gli alleati della Nato e una parte della sua stessa popolazione, va eliminato. Non è una scoperta del marzo 2011. E quindi? Baciamo le mani. Ma come? E’ stata una guasconata. Si chiama invece geopolitica, dura e pura, ma giocata male.

Rispetterà l’esercito libico il cessate il fuoco dichiarato stanotte? Forse ci si attende un’altra violazione per poter dare la sferzata finale, le mani prudono e la partita potrebbe chiudersi troppo presto senza che vi sia stata la possibilità di dimostrare “quanto contiamo”. Ma chissà, forse son solo dietrologie, in effetti. Esiste anche la causa dei ribelli, l’idea di un risveglio dei popoli arabi che proietta mondialmente un’immagine rinnovata delle nuove generazioni, in lotta per i diritti fondamentali e la democrazia. E’ ancora presto per giudicarli. Il dubbio è su come sia meglio intervenire e accogliere questi cambiamenti e la Costituzione ci indica una strada. Giuseppe Genna su Carmilla riporta due dichiarazioni di Bossi e Di Pietro che vorrei riprendere e con cui concludo.