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Docenti di lingua-cultura italiana, precari e bistrattati all’estero

Precari docenti[Visto l’interesse comune per le tematiche trattate, questo articolo viene pubblicato oggi anche su Minima et Moralia, CarmillaOnLine e La poesia e lo spirito/Viva la scuola. Di Fabrizio Lorusso].

Nel dibattito sul precariato e il riconoscimento della professionalità dei docenti d’italiano come lingua seconda o straniera – L2 o LS – sono pochi i contributi sulle istituzioni italiane all’estero, in particolare sugli Istituti Italiani di Cultura (IIC). Il caso specifico che intendo descrivere riguarda la precarietà imperante a livello lavorativo nell’Istituto di Città del Messico, un esempio rappresentativo di un deterioramento comune a molte altre sedi estere. Sebbene esistano in Italia e all’estero condizioni di sfruttamento ben peggiori di quelle che riguardano i precari della cultura e dell’insegnamento, la situazione di queste categorie, scarsamente riconosciute in termini professionali, resta preoccupante. E riflette quella generale del mondo del lavoro in un paese con la disoccupazione al 13% in cui la caduta quasi trentennale del potere d’acquisto dei salari e la presenza di un esercito crescente di “riservisti” hanno compresso stipendi e diritti.

Riconoscere la professionalità dei docenti L2/LS

Nell’articolo “Certificare il precariato, didattizzare lo sfruttamento”, uscito in gennaio su Carmilla on line, Claudia Boscolo criticava giustamente la decisione del Comune di Brescia di creare un albo di ex insegnanti in pensione, disponibili a insegnare italiano agli studenti migranti, per sopperire alla carenza strutturale di personale nelle scuole. Si cerca di risparmiare recuperando docenti pensionati, in vena di fare del volontariato, ed escludendo le nuove figure professionali dei facilitatori linguistici, dei mediatori culturali e dei docenti specializzati nell’insegnamento della lingua come L2/LS. Tutta gente che ha dovuto ottenere dei titoli di studio ad hoc per specializzarsi o che comunque deve accumulare un’esperienza specifica ampia per insegnare lingua-cultura* italiana agli stranieri.

Il 27 dicembre 2013 su Il Manifesto Roberto Ciccarelli parlava di una “nuova frontiera dell’insegnamento”, basata sul lavoro gratuito e “la rimozione dell’esistenza di migliaia di persone con master ed esperienza”. E’ poi circolato un appello diffuso dal blog Riconoscimento della professionalità degli insegnanti d’italiano L2/LS e ripreso da Il Lavoro Culturale, intitolato “Italiano ai migranti: l’importanza delle condizioni d’insegnamento”, nel quale si ribadisce che “insegnare l’italiano a migranti non significa ‘aiutare nei compiti’: significa sapere come insegnare una lingua, quali approcci e metodi utilizzare e in quale situazione, significa saper creare attività e materiali ad hoc, significa progettare percorsi che tengano conto di determinati fattori (stadio dell’interlingua, sequenze di apprendimento, interferenze con la L1, e altri elementi teorici che si devono conoscere e saper applicare). Significa saper coinvolgere gli insegnanti di classe in questo percorso”.

 Istituti Italiani di Cultura all’estero

L’idea di trattare un caso estero nasce dalle forti somiglianze con la situazione dei professori L2/LS in Italia, dalla scarsa informazione disponibile sugli IIC e dalla mia esperienza personale. L’Istituto Italiano di Mexico City è l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata d’Italia, dipende dal MAE (Ministero Affari Esteri) e gode dell’extraterritorialità, ovvero il suo territorio appartiene al paese ospitante, ma è politicamente amministrato dal paese ospitato. Al suo interno prestano servizio gli impiegati locali, assunti in base al codice del lavoro messicano, e quelli del MAE, che possono essere sia messicani sia italiani, hanno in genere contratti a tempo indeterminato e ricevono stipendi e benefici come i dipendenti pubblici in Italia. Tra questi ci sono i “contrattisti”, assunti sul posto con dei concorsi pubblici, e quelli provenienti dalla carriera diplomatica, per esempio l’addetto culturale e il direttore che possono raggiungere stipendi di 7 e 12mila euro al mese rispettivamente (vedi i reportage completi di Thomas Mackinson – Uno 2014 – Due 2011 – Tre 2011 in cui si parla di cifre anche maggiori, dai 12 ai 17mila euro, e di molte altre problematiche).

Dulcis in fundo ci sono i docenti, quasi tutti italiani ma a volte anche messicani, “assunti” con qualcosa di simile a un atto di cottimo o contratto di prestazione d’opera. Insomma, i professori, spesso elogiati da direttori e diplomatici di turno perché sarebbero “il volto dell’Italia nel mondo”, “i nostri rappresentanti diretti con gli studenti e con il Messico”, “l’interfaccia linguistica e culturale del paese”, pur operando praticamente in un territorio italiano all’estero, sono l’ultima ruota del carro, precaria. Il riconoscimento della professionalità dell’insegnante L2/LS, in Italia e all’estero, passa necessariamente dal riconoscimento e dalla tutela dei suoi diritti lavorativi per “ridare dignità alla nostra categoria di insegnanti di italiano a stranieri, sempre più bistrattata dalle istituzioni”, come ben rimarca il blog Insegnanti L2/LS. Quindi partiamo dal lavoro. A fine marzo 2014 Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un reportage sui docenti in nero all’IIC di Bruxelles e un video con interviste ai professori che sono praticamente dei “fantasmi per la Farnesina e l’Ambasciata” e hanno sicuramente tante storie da condividere coi loro colleghi degli altri Istituti nel mondo.

L’Istituto Italiano di Città del Messico e il precariato

In Messico la sede dell’IIC, che include due piccoli edifici  per le aule, due giardini e altre strutture per le attività culturali e amministrative, è a Coyoacán, placido quartiere coloniale del sud cittadino, mentre l’Ambasciata si trova a oltre 20 km di distanza nella zona residenziale conosciuta come Palmas. Per i 17-18 membri del corpo docente dell’IIC-Messico c’è un contratto “di prestazione di servizi”, stipulato tra il “Committente” (IIC) e il “Prestatore” (docente), valido solamente per uno o più corsi specifici e rescindibile in qualunque momento da entrambe la parti, anche senza motivi.

Al punto/clausola 5 si cita un diritto di rescissione, esercitabile senza alcun preavviso, del Committente in caso di “gravi motivi d’insoddisfazione per il comportamento e l’espletamento del servizio da parte del Prestatore”. E al punto 6 si ribadisce: “Il presente contratto può essere rescisso da entrambe le parti in ogni momento per altre ragioni”. Cioè? Arbitrio, qualsiasi altra ragione. Infine, per chi si fosse fatto illusioni: “E’ escluso il rinnovo tacito del presente contratto”, frase che suggella la precarietà di un rapporto che non va mai oltre i cinque mesi consecutivi. Non vengono versati contributi previdenziali di alcun tipo. In pratica esiste un rapporto contrattuale di lavoro tra un individuo e un soggetto non privato, l’IIC, che, secondo le modalità in cui si svolge, potrebbe configurarsi come subordinato e prevedere diversi trattamenti economici, retributivi e contributivi, ma così non è.

precari Esempio Contratto IIC Un professore che si assenta perde lo stipendio per le ore dei corsi non lavorate e rischia il posto di lavoro. Non c’è “l’indennità per malattia”. Secondo quanto riferiscono alcuni insegnanti, verrebbe accettata un’assenza solo per “gravi motivi di salute”, ma non esiste una regola scritta o una circolare che lo confermi, non sono chiari questi “gravi motivi”. Il che implica un ampio margine di discrezionalità da parte della direzione che negli ultimi anni è arrivata a togliere corsi a un docente o a escluderlo completamente dall’Istituto se questo chiede con ragionevole anticipo un permesso per motivi personali giustificati. In alcuni casi, però, il “permesso” viene concesso senza conseguenze. Per di più, a volte, la segreteria avrebbe richiesto un certificato medico ad alcuni docenti. In Messico non c’è un sistema sanitario universale e gratuito, e comunque la maggior parte dei prof non è iscritta al sistema sanitario locale, cosa prevista, invece, per i lavoratori di altre istituzioni educative. Dunque richiedere un certificato obbliga il docente a cercare un medico privato che lo redige per 40 o 50 euro. Inoltre in Messico la sanità è al collasso, non esiste la figura del medico di famiglia e l’IIC non ha un dottore interno o “aziendale”, perciò tocca andare dal privato. Sebbene se la minaccia verbale di far presentare ai docenti il certificato non si sia ancora materializzata, il fatto che sia stata enunciata è di per sé grave.

Contratti e permessi di soggiorno

Una nota “curiosa”. Il contratto è in italiano, ma dice al punto 9 che “in caso di controversie derivanti dall’applicazione del presente contratto è competente il Foro locale”, cioè quello messicano. Una stranezza che nessuno è riuscito a spiegare. Alcuni avvocati, consultati da vari professori negli ultimi anni, e alcuni funzionari del MAE, invece, sostengono che non può essere competente il tribunale locale ma quello italiano, a Roma. Tutto questo succede nonostante il punto 2 stabilisca che “Il Prestatore garantisce che la prestazione verrà effettuata in forma autonoma anche se con modalità concordate tra il Prestatore e il Committente”. Negli ultimi anni non ho visto molte “forme autonome” nello svolgimento della “prestazione” né “modalità concordate”: se non è previsto un meccanismo valido, individuale o collettivo, per fare accordi, allora esistono solo decisioni unilaterali. E se una decisione non si basa su criteri scritti e pubblici, per esempio sul web o con una circolare, diventa arbitraria. Trattandosi di un’istituzione pubblica, ci si aspetterebbe di più…

Le “modalità concordate” c’erano prima, dato che esisteva una rappresentanza legittima del corpo docente, soppressa a fine 2011, che accordava con la direzione tali condizioni e modalità: come gestire assenze e malattie, orari, semestri e gruppi/classi, fasce salariali e aumenti; come lavorare in classe e che tipo di didattica, libri, testi extra, materiali e strutture vanno utilizzate o migliorate; i criteri per l’ingresso e il tirocinio dei nuovi docenti (soppresso nel 2011, dopo oltre 10 anni d’efficace funzionamento, e sostituito da una decisione soggettiva della direzione); che tipo di graduatorie interne s’usano per distribuire il lavoro e quali eventuali sanzioni si prevedono in tutta una serie di casi ordinari e situazioni limite. Tutti elementi sui cui la direzione ha una responsabilità di fronte al Ministero e su cui mantiene, quindi, un potere di decisione finale. Ma se il contratto e il buon senso prevedono un momento di confronto sulle modalità e questo non viene realizzato, allora si tratta di “unilateralità” o imposizioni.

Il punto 8 s’occupa di quei docenti che, magari dopo aver lavorato per 10 o 20 anni continuativamente in un’istituzione pubblica del loro paese, pensavano ingenuamente di poter acquisire qualche diritto, per esempio l’accumulo di punti in una graduatoria o un tipo di considerazione nei concorsi pubblici. Invece gli anni all’IIC, in Messico e in molti altri paesi, non contano nulla: “In nessun caso il rapporto di prestazione di servizi può comportare l’assunzione nei ruoli dell’Amministrazione del Ministero degli Affari Esteri o presso l’Istituto Italiano di Cultura”. Assunzione al MAE o in IIC? Impossibile. Però almeno qualche riconoscimento per la carriera si potrebbe prevedere, no? Invece non ci sono neanche i riconoscimenti simbolici, men che meno quelli materiali.

L’istituzione mantiene una “spada di Damocle” migratoria sui docenti che per l’ottenimento o il rinnovo del permesso di soggiorno dipendono da una lettera della direzione IIC: a lavoro precario, permesso di soggiorno precario e prof ricattabili. Riassumendo: tra dipendenti MAE-Carriera diplomatica (direttori e addetti), contrattisti MAE assunti in loco, impiegati con contratto locale e docenti di lingua L2/LS sono quest’ultimi i più precari. Sono inesistenti per il sistema pensionistico e della previdenza sociale italiano o messicano, rischiano in qualsiasi momento di finire clandestini ed è una situazione che all’IIC-Messico dura da più di trent’anni. Sono invisibili anche per i sindacati che non possono intervenire.

Interrogazioni parlamentari

Il 19 dicembre 2012 ci fu un’interrogazione parlamentare del deputato Gino Bucchino, eletto nella circoscrizione Nord e Centro America, proprio sul caso dell’IIC-Messico in cui si segnalavano problemi relativi alla diffusione culturale: “L’attività culturale del nostro istituto ha conosciuto negli ultimi tempi una flessione di ordine quantitativo e qualitativo, dovuta sia alla riduzione delle risorse destinate in generale alla rete dei nostri istituti che a motivi specifici attinenti alla programmazione e alla realizzazione in loco dell’intervento; in particolare, è diminuito il numero degli eventi culturali, alcuni dei quali realizzabili a costo minimo o nullo, e dell’insegnamento linguistico”. Dal punto di vista culturale ci sono stati degli sforzi volti al miglioramento, ma secondo l’interrogazione l’offerta non è paragonabile a quella degli anni immediatamente precedenti all’insediamento della direzione 2012-2014, (Melita Palestini, direttrice, e Gianni Vinciguerra, addetto culturale).

Per esempio l’unica libreria italiana in Messico (Libreria Morgana) gestiva uno degli spazi più apprezzati e attivi all’interno dell’Istituto, un vero punto d’incontro della comunità, ottimo per la realizzazione di eventi e la lettura. Dal luglio 2012 la libreria in IIC non c’è più. Al suo posto c’è un loculo vuoto e macabro accanto all’ingresso principale che dà il benvenuto ai visitatori. Infatti, non s’è trovato un accordo con l’IIC, in quanto questo “proponeva” una riduzione degli spazi alla metà e un aumento drastico e repentino dell’affitto, oltre a riservarsi la prerogativa di maggiori poteri di controllo sulla durata del rapporto e sugli eventi letterari. Una situazione paradossale in un centro culturale. Lo spazio non è stato più valorizzato né altre librerie hanno preso il posto della Morgana, malgrado le ripetute promesse in tal senso da parte della direttrice e le rimostranze della comunità locale.

Il 12 marzo 2014 c’è stata un’altra interrogazione, presentata dal deputato Emanuele Scagliusi, che si basa su informazioni riportate dal Fatto Quotidiano, da ansa.it, dalla Federazione indipendente lavori pubblici della Farnesina e anche su una lettera di protesta della comunità italiana in Messico del 2013. Il testo denuncia una serie d’irregolarità e preoccupazioni, relative agli IIC di New York, Città del Messico, Bruxelles, Barcellona e Madrid, e chiede al Ministro degli Affari Esteri Mogherini se stia esercitando la sua funzione di controllo sull’operato dell’Ispettorato del suo ministero e dei direttori degli Istituti Italiani. L’interrogazione è stata seguita da un’interpellanza urgente sul caso dei docenti dell’IIC di Bruxelles.

Contratto etico e lavoro bistrattato

precari docenti messicoIn ambito lavorativo il testo dell’interrogazione di Bucchino cita il “Contratto etico”, un documento per la protezione di alcuni diritti di base dei docenti L2/LS e mediatori culturali unico nel suo genere in America Latina. Fu redatto e siglato nel 2008 da rappresentanti di professori, responsabili didattici, dal Comites locale (Comitato Italiani all’Estero), da gruppi, associazioni e collettivi di italianisti, e dai direttori di numerose istituzioni messicane e italiane operanti in Messico, tra cui alcune scuole Dante Alighieri e lo stesso Istituto Italiano (Link Al Documento): “Il rapporto autoritario e privo di regole con il personale adibito all’espletamento dei corsi contribuisce ad accentuare la precarietà della situazione e a insidiare la stabilità e la continuità del servizio; importanti prerogative previste nei contratti a favore del personale e le indicazioni contenute nel Contratto etico del personale insegnante, sottoscritto fin dal 2008, ricevono scarsa considerazione.”

Negli ultimi anni il “Contratto Etico” è diventato carta straccia proprio nell’istituzione che più di tutte l’aveva promosso. Da più di 4 anni non c’è un aumento salariale (orario) in IIC, mentre prima c’era un piccolo adeguamento, comunque insufficiente, ogni uno o due anni. La gestione dell’Istituto di Mexico City ha ricevuto una serie di critiche esterne molto forti. Alla fine del gennaio 2013, la comunità italiana in Messico, per la precisione un’ottantina di firmatari italiani e messicani interessati alla questione, diffuse una lettera diretta all’allora Ambasciatore, Roberto Spinelli, e a vari quotidiani, siti e riviste italiani e messicani in cui si deplorava “l’inesorabile declino di questo importante punto di riferimento per la diffusione della lingua e della cultura italiane” e il fatto che “la direzione riserva al pubblico in generale un trattamento spesso scortese e freddo: è difficilissimo essere ricevuti e, quelle rare volte in cui viene concesso un colloquio, la chiusura di fronte a qualunque proposta di collaborazione (anche gratuita) è assoluta”.

Diffusione culturale

Lo scrittore italiano Fabio Morábito, in Messico dal 1970, ne parlava su Nazione Indiana in questi termini: “Cercherò di tracciare un breve quadro del posto che occupa la letteratura italiana in Messico. Intanto non credo che l’Italia promuova una qualche politica culturale in questo paese, anzi mi domando se lo faccia in altri. L’Istituto Italiano di Cultura, che ha sede in uno dei posti più belli di Città del Messico, non si contraddistingue certamente per la sua vivacità. Per me é stato sempre un istituto grigio, incapace di attrarre un pubblico locale. Ci vanno più che altro i vecchietti italiani e forse qualche studente dei corsi di lingua”.

Resta un’opinione, ma di uno che qualcosa ne sa. Già nel 2010 la scrittrice e accademica Francesca Gargallo aveva subito un tentativo di restringere la libertà di espressione durante la presentazione del suo libro e della conferenza “Liberazione delle donne, liberazione di un popolo: gli saharawi”  in un evento culturale organizzato presso la biblioteca dell’IIC.

E poi nel settembre 2013 la denuncia dello scrittore messicano Naief Yehya è cominciata a circolare su Facebook, insieme a decine di commenti di solidarietà e oltre cento condivisioni. In pratica l’autore ha scritto che la presentazione del suo libro “Pornocultura: lo spettro della violenza sessualizzata nei media” sarebbe stata cancellata il giorno prima dall’IIC, “che ha avuto in mano per settimane un libro che non nasconde di cosa tratta”. E continua: “Sapevano anche che avremmo proiettato alcune immagini legate al testo. Un giorno prima dell’evento apparentemente si sono accorti di cosa significava la parola Porno, si sono scandalizzati e hanno cancellato l’evento. Per fortuna Tusquets ha potuto programmare l’evento nella sala Octavio Paz della libreria del Fondo de Cultura Económica”, che, per chi non la conosce, è una delle principali case editrici messicane. Ecco il commento di Alberto Navarro, un alunno IIC contrariato su FB: “Sono studente dell’Istituto, che vergogna, non tutti la pensano così in quel posto, c’è gente molto valida e critica lì dentro, pensante. L’autorità ha paura in questo paese ed è chiaro il perché”.

La petizione al governo contro le chiusure

Sta circolando in rete (link) una petizione al governo, con quasi tremila adesioni, contro la chiusura, prevista entro l’estate, di otto istituti italiani di cultura nel mondo. Tra i primi firmatari ci sono scrittori, giornalisti, intellettuali, cineasti, accademici e artisti molto noti. La petizione è giusta ma incompleta. I problemi degli Istituti sono strutturali, non tanto o non solo legati a dirigenti e funzionari, quanto alle regole, alle dinamiche e alle consuetudini che li governano. In una petizione bisognerebbe chiedere una riforma degli IIC, delle loro logiche di funzionamento e dei meccanismi per le nomine di addetti, direttori, funzionari, contrattisti e professori che, in certi casi, riproducono la classica parentopoli all’italiana, anti-meritocratica e parassitaria. Si dovrebbe rivedere il sistema degli eventi e delle proposte culturali del “giro” ministeriale che vengono inoltrate dal MAE agli Istituti. Bisognerebbe valorizzare le persone in loco, chi insegna, chi fa cultura e semplicemente chi lavora, e rendere visibili i “precari italiani all’estero”, protagonisti di un lavoro docente e culturale bistrattato in quei luoghi, anche se poi viene dipinto da diplomatici e politici come necessario e determinante per l’immagine del paese. Non basta salvare gli IIC, vanno cambiati da cima a fondo. ___________________

* La fusione in una sola parola del binomio lingua-cultura evidenzia l’inscindibilità di due elementi che s’influenzano reciprocamente. Insegnare una lingua non significa solo trasmettere uno strumento di comunicazione o delle regole, ma è anche un’attività di trasmissione dei fenomeni culturali che sono inscindibili dagli aspetti linguistici. Non c’è isolamento tra lingua e cultura ma comunicazione e interazione in un contesto o ambiente sociale storicamente determinato.

Carta de usuarios sobre la gestión del Instituto Italiano de Cultura en México

LaCittaIdeale IIC

El Istituto Italiano de Cultura de la Cd. De México (IIC México) es la Oficina Cultural de la Embajada de Italia, dependencia pública de la Secretaría de Asuntos Exteriores italiana, y su misión es la difusión de la lengua y de la cultura italianas en el país a través de, por ejemplo, cursos de lengua, cultura, gastronomía, formación docente y otros; eventos y varias actividades de promoción cultural; coedición de libros; establecimiento de nexos entre México e Italia; oferta de servicios y productos al público, etcétera.

Allí trabajan con contrato local unos 20-25 profesores italianos y una docena de empleados administrativos mexicanos e italianos que cuentan con contratos locales o, en algunos casos, italianos, estipulados por la Secretaría. La dirección cambia cada dos o cuatro años según los nombramientos que efectúa desde Roma la Secretaría entre el personal de carrera diplomática, así que normalmente hay un agregado cultural y un director enviados de Italia en cada uno de los 90 Institutos presentes en el mundo.

Desde hace muchos años la comunidad italo-mexicana de la capital, y de buena parte del país, ve al Instituto como un referente importante, un punto de encuentro e, incluso, de trasmisión de buenas prácticas laborales y culturales ligadas a la docencia, a la intermediación lingüística y cultural y, en general, al sistema Italia.

En 2008, muchísimas instituciones italianas y mexicanas operativas en el país y dedicadas a la difusión cultural de la lengua y cultura italianas habían firmado en Tlaxcala el llamado “Contrato ético para los profesores”, un gran logro para los trabajadores y, definitivamente, un marco orientativo para mejorar las prácticas gerenciales, didácticas y laborales dentro de las instituciones. El documento había sido elaborado tras dos jornadas de trabajos conjuntos con los congresistas Gino Bucchino y Franco Narducci y el ex Embajador Felice Scauso como garantes. El acuerdo parece hoy letra muerta, especialmente en la institución que más se había involucrado para promoverlo.

Después de casi una década de crecimiento de las actividades culturales y de mejoras en las condiciones laborales dentro de la institución, en las últimos periodos de gestión, respectivamente el del Dr. Gianni Vinciguerra, actual agregado cultural, y el de la Dra Melita Palestini (2011-2012), la comunidad de usuarios e interesados ha ido observando unos cambios, por lo cual expresa su opinión a través de esta carta que fue enviada a la Embajada y hecha pública en días recientes.

TEXTO CARTA:

Como personas directamente interesadas en la cultura italiana, deseamos expresar nuestra preocupación acerca de la gestión del Instituto Italiano de Cultura y la presencia cultural italiana en México. Nos entristece observar el actual declive de dicho Instituto, un importante punto de referencia para la difusión de la lengua y cultura italianas en México.

Hasta mediados del 2010, el Instituto tuvo una gran oferta, tanto para la comunidad italiana residente en México como para el público en general. Amén de la presencia de un restaurante, una cafetería, una tienda de productos gastronómicos y una librería de textos en italiano, la institución organizaba muchos eventos culturales, como exposiciones, presentaciones de libros, cinefórum, conferencias, homenajes, colaboraciones con otras instituciones mexicanas (cátedras extraordinarias,  convenios, festivales y exposiciones en otras sedes).

Ahora el restaurante y la librería han sido cerrados y se constata la falta casi absoluta de eventos, así como la escasa difusión de las pocas actividades culturales. De no ser por los cursos de lengua y cultura que se imparten ahí, no habría ninguna oferta para el público. Es lamentable ver cómo la actual política cultural apunte a la inmovilidad absoluta. Dicha elección no puede ser justificada con el pretexto de recortes económicos a la cultura, ya que la cerrazón de la dirección ante cualquier propuesta se extiende también a eventos que no implicarían costo alguno a la institución.

Confiamos en que esta carta pueda ofrecer una ocasión de reflexión para el mejoramiento de la actividad institucional, por el bien común.

Firman

Santa Elena Tellez Flores, Juan Manuel Eugenio Ramírez de Arellano Niño Rincon, Adolfo Gilly, Maria Eugenia Niño Rincon, Luciano Valentinotti, Sabina Longhitano, Francesca Gargallo Celentani, Eugenia Militello, Flor Romero y otras 64 personas más. (da Kaos)

Enlaces de interés:

  1. Carta en español completa PDF.   (http://depositfiles.com/files/wr2agh37x)
  2. Interrogación parlamentaria sobre el IIC México.  (http://www.agenziaaise.it/italiani-nel-mondo/eletti-allestero/132409-rilanciare-la-cultura-italiana-in-messico-bucchino-pd-interroga-terzi.html)
  3. Carta en italiano completa PDF.    (http://depositfiles.com/files/c00j714th)
  4. Página Web IIC México.   (http://www.iicmessico.esteri.it/IIC_Messico)
  5. Contratto Etico per i docenti / Contrato ético para profesores(http://www.puntodincontro.com.mx/articoli/italianimessico06022008.htm)

Lettera degli utenti all’Ambasciata d’Italia in Messico – Istituto Italiano di Cultura

LaCittaIdeale IIC

L’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico (IIC Messico) è l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata d’Italia, un’istituzione pubblica dipendente dal MAE (Ministero degli Affari Esteri). La sua missione è la diffusione della lingua e della cultura italiana nel paese attraverso, per esempio, corsi di lingua, cultura, gastronomia, di formazione docente e altri; eventi e varie attività di promozione culturale; coedizione di libri; promozione dei legami Italia-Messico; offerta di servizi e prodotti al pubblico; eccetera.

Vi lavorano con contratto locale circa 20-25 professori italiani e una dozzina di impiegati con funzioni amministrative messicani e italiani che possiedono contratti locali o, in alcuni casi, contratti italiani stipulati dal MAE. La direzione cambia ogni due o quattro anni a secondo delle nomine che effettua da Roma il Ministero all’interno del personale di carriera diplomatica. Quindi di solito ci sono un addetto culturale e un direttore inviati dall’Italia in ciascuno dei 90 Istituti presenti nel mondo.

Nel 2008 moltissime istituzioni italiane e messicane operative nel paese e dedicate alla diffusione culturale della lingua e della cultura italiana firmarono a Tlaxcala il cosiddetto “Contratto etico per i professori”, un grande risultato per i lavoratori e, senza dubbio, un quadro d’orientamento per migliorare le pratiche di gestione, didattiche e lavorative all’interno delle istituzioni. Il documento venne elaborato durante due giornate di lavori collegiali con i parlamentari Gino Bucchino e Franco Narducci e con l’ex Ambasciatore Felice Scauso come garanti. L’accordo resta oggi lettera morta, specialmente presso l’istituzione che maggiormente s’era impegnata per promuoverlo.

Da molti anni la comunità italo-messicana della capitale, così come quella di buona parte del paese, vede l’Istituto come una punto di riferimento e d’incontro importante e anche come un elemento di trasmissione di buone pratiche lavorative e culturali legate alla docenza, alla mediazione linguistica e culturale e, in generale, al sistema Italia. Dopo circa un decennio di crescita delle attività culturali e di miglioramenti nelle condizioni lavorative all’interno dell’istituzione, negli ultimi periodi di gestione, rispettivamente del Dott. Gianni Vinciguerra, attuale addetto culturale, e della Dott.ssa Melita Palestini (2011-2012), la comunità degli utenti e degli interessati ha riscontrato alcuni cambiamenti, per cui esprime la propria opinione tramite questa lettera che è stata mandata all’Ambasciata e resa pubblica di recente. La riproduco in questo spazio in quanto è di sicuro interesse in Messico e in Italia.

ECCO LA LETTERA

Città del Messico, 27 dicembre 2012

Eccellentissimo Ambasciatore d’Italia in Messico Roberto Spinelli.

Comunità italiana in Messico e all’estero.

Oggetto: situazione dell’Istituto Italiano di Cultura a Città del Messico.

In quanto soggetti direttamente interessati alla cultura italiana, con la presente desideriamo esprimere la nostra preoccupazione riguardo la gestione dell’Istituto Italiano di Cultura e la presenza culturale italiana in Messico.

In linea con l’interrogazione parlamentare al Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi, inoltrata lo scorso 18 dicembre dall’On. Gino Bucchino, deputato eletto nella circoscrizione Nord e Centro America, segnaliamo alcuni punti specifici che meritano particolare attenzione.

Come utenti dell’Istituto Italiano di Cultura, ci rattrista osservare l’inesorabile declino di questo importante punto di riferimento per la diffusione della lingua e della cultura italiane. Fino alla prima metà del 2010 l’Istituto offriva moltissimo sia per la comunità italiana residente in Messico che per i messicani interessati alla cultura italiana. Oltre al ristorante, alla caffetteria, al negozio di prodotti alimentari e alla libreria, offriva molti eventi culturali, come mostre nel chiostro, presentazioni di libri in biblioteca (“I mercoledì in biblioteca” con frequenza quindicinale), proiezioni di film (cineforum e cinedibattito con frequenza settimanale), conferenze, ecc. Ora il ristorante e la libreria sono stati chiusi e constatiamo l’attuale mancanza quasi assoluta di eventi e la misera diffusione delle scarse attività ed eventi culturali.

Inoltre, la direzione riserva al pubblico in generale un trattamento spesso scortese e freddo: è difficilissimo essere ricevuti e, quelle rare volte in cui viene concesso un colloquio, la chiusura di fronte a qualunque proposta di collaborazione (anche gratuita) è assoluta. Non parliamo solo di proposte di eventi a titolo personale (mostre, presentazioni di libri, documentari, ecc.), ma anche di quelle a titolo collettivo: la comunità italiana ha fatto regolare richiesta, attraverso la sua rappresentanza, dell’uso dello spazio per festeggiare la Festa della Liberazione del 25 aprile e la Festa della Repubblica del 2 giugno, ma la direzione si è rifiutata categoricamente di concederlo, costringendola a festeggiarla in altro luogo. La stessa Ambasciata, che ogni anno vi organizza la festa del 2 giugno, nel 2012 ha deciso di affittare uno spazio presso il Museo Franz Meyer e spostarla lì, peraltro restringendo l’accesso a un numero limitato di invitati.

Allo stesso tempo, ci risulta che il giardino dell’Istituto è stato concesso per eventi privati, quali un matrimonio, nel novembre 2011. E, “per ragioni di sicurezza”, è stato precluso al pubblico l’accesso alle strutture dell’IIC (comprese la libreria, la caffetteria e la biblioteca) per un’intera giornata e senza alcun preavviso.

Fiduciosi del fatto che le nostre indicazioni possano costituire uno spunto interessante per il bene comune e il miglioramento dell’attività istituzionale, porgiamo distinti saluti.

Firmano

Santa Elena Tellez Flores, Juan Manuel Eugenio Ramírez de Arellano Niño Rincon, Adolfo Gilly, Maria Eugenia Niño Rincon, Luciano Valentinotti, Sabina Longhitano, Francesca Gargallo Celentani, Eugenia Militello, Flor Romero  e altre 64 persone.

Link d’interesse:

Carta en español completa PDF.   (http://depositfiles.com/files/wr2agh37xInterrogación parlamentaria sobre el IIC México.  (http://www.agenziaaise.it/italiani-nel-mondo/eletti-allestero/132409-rilanciare-la-cultura-italiana-in-messico-bucchino-pd-interroga-terzi.html) – Carta en italiano completa PDF.    (http://depositfiles.com/files/c00j714thPágina Web IIC México.   (http://www.iicmessico.esteri.it/IIC_MessicoContratto Etico per i docenti / Contrato ético para profesores (http://www.puntodincontro.com.mx/articoli/italianimessico06022008.htm)

 

Italiani in Messico: cultura e lavoro a rischio (interrogazione parlamentare)

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Cultura e lavoro in pericolo. Ecco il testo della nota relativa all’interrogazione parlamentare che l’On. Gino Bucchino, deputato PD eletto in Nord e Centro America, ha rivolto al Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi in seguito alle segnalazioni che da più parti sono arrivate per evidenziare la situazione di un’istituzione pubblica italiana all’estero, l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico. La richiesta avanzata dal deputato al ministro entra nel merito delle attività lavorative e culturali dell’Istituto Italiano che attualmente é sotto la gestione della direttrice Melita Palestini e dell’addetto culturale Gianni Vinciguerra.

Gli Istituti Italiani di Cultura all’estero sono uno strumento molto importante per la diffusione della cultura e della lingua italiana nel mondo e dipendono dal Ministero degli Affari Esteri e costituiscono gli Uffici Culturali delle ambasciate o sedi diplomatiche corrispondenti. Impiegano personale in loco (con contratti del ministero o anche solo contratti locali) e personale diplomatico dello stesso ministero (inviati da Roma o da altra sede), pagato dall’erario. Potrebbe essere quindi lecito chiedersi, soprattutto in periodi di crisi, se l’istituzione (pubblica) e il personale (i docenti e tutti gli altri funzionari) adempiano le loro funzioni al meglio, nel rispetto della nostra cultura e legislazione del lavoro oltre che della loro missione fondamentale di diffusione e promozione culturale. Leggi anche la nota dell’agenzia AISE su questo tema LINK.

ROMA\ aise\ – Sollecitare “un rilancio dell’offerta culturale italiana in Messico attraverso una più incisiva attività del locale Istituto di cultura, perché essa diventi più adeguata alla domanda culturale e linguistica presente nel Paese e più attenta ai diritti del personale che a vario titolo concorrono a realizzarla” (leggi testo completo dell’interrogazione).

È quanto richiesto dal deputato Pd Gino Bucchino in una interrogazione al Ministro degli Esteri Terzi.

“Il Messico – scrive Bucchino nella premessa – rappresenta per l’Italia un Paese di notevole interesse sia sul piano delle relazioni bilaterali che su quello dell’interscambio economico, per la sua collocazione geopolitica e per il trend espansivo di cui gode da alcuni anni la sua economia; la comunità italiana assicura nel paese un ruolo di riferimento e di mediazione dell’immagine dell’Italia che va ben al di là della sua dimensione quantitativa; la promozione della cultura e della lingua italiana all’estero, come è stato confermato nei recenti lavori seminariali svolti presso il Ministero degli affari esteri, riveste una funzione strategica per la proiezione globale del Paese, non solo come strumento di affermazione del suo profilo culturale e politico, ma anche come supporto all’internazionalizzazione delle nostre imprese e dei nostri prodotti”.

Se “l’offerta culturale fatta negli anni passati dall’Istituto italiano di cultura ha risposto in modo adeguato alla domanda della nostra comunità e a quella abbastanza estesa dei messicani, interessati alla nostra cultura e all’apprendimento della nostra lingua” per Bucchino “l’attività culturale del nostro istituto ha conosciuto negli ultimi tempi una flessione di ordine quantitativo e qualitativo, dovuta sia alla riduzione delle risorse destinate in generale alla rete dei nostri istituti che a motivi specifici attinenti alla programmazione e alla realizzazione in loco dell’intervento; in particolare, – annota – è diminuito il numero degli eventi culturali, alcuni dei quali realizzabili a costo minimo o nullo, e dell’insegnamento linguistico, come testimonia il fatto che i corsi nell’anno corrente sono diminuiti del 14 per cento rispetto a quelli dell’anno precedente e gli utenti di circa il 18 per cento; non si avvertono apprezzabili segni di rilancio promozionale dei corsi di lingua né di riorganizzazione per quanto attiene al rinnovamento dei programmi didattici e all’elaborazione del materiale didattico; sono altresì scomparse le attività di aggiornamento e specializzazione degli insegnanti”.

La stessa promozione dell’Istituto mediante le reti sociali – aggiunge il deputato eletto in Nord e Centro America – appare parziale, statica e poco attraente, con informazioni datate e saltuariamente aggiornate; il rapporto autoritario e privo di regole con il personale adibito all’espletamento dei corsi contribuisce ad accentuare la precarietà della situazione e a insidiare la stabilità e la continuità del servizio; importanti prerogative previste nei contratti a favore del personale e le indicazioni contenute nel Contratto etico del personale insegnante, sottoscritto fin dal 2008, ricevono scarsa considerazione”.

Bucchino chiede, quindi, a Terzi “se non ritenga di dovere sollecitare, tramite un intervento diretto della nostra rappresentanza diplomatico-consolare, un rilancio dell’offerta culturale italiana in Messico attraverso una più incisiva attività del locale istituto di cultura, perché essa diventi più adeguata alla domanda culturale e linguistica presente nel Paese e più attenta ai diritti del personale che a vario titolo concorrono a realizzarla” e “se non ritenga opportuno fare in modo che le relazioni professionali del personale a contratto presso gli istituti di cultura si svolgano in un quadro di regole certe e rispettose dei fondamentali diritti di lavoro, con beneficio degli stessi istituti e della stabilità del rapporto con gli utenti”. (aise: link notizia originale).

Sindacato messicano solidarizza con sciopero europeo e va in Ambasciata

Il 14 novembre il Sindacato Messicano degli Elettricisti (SME) ha mostrato la sua solidarietà con lo sciopero generale europeo visitando l’Ambasciata italiana a Città del Messico e leggendo il comunicato che potete vedere e ascoltare in questo video(link). Piccola nota: la parola “camaradas” che si sente spesso nel comunicato significa “compagno di partito o di lotta” e non “camerata”, tanto per non creare ambiguità…Il SME è stato soppresso 3 anni fa manu militari dal presidente Calderón che ordinò la chiusura dell’impresa Luz y Fuerza del Centro i cui lavoratori, affiliati al SME, si trovarono da un giorno all’altro senza lavoro e senza rappresentanze sindacali. E’ surreale? Eppure è vero (vedi i link sotto).

Video: SME (Sindicato Mexicano de Electricistas) visita a la embajada de Italia Solidaridad con los trabajadores europeos en huelga 14nov12  

Link utili:

Riforma del mercato del lavoro in Messico: LINK

La lotta del SME: LINK 1    LINK 2

A questo link il post con il VIDEO dell’azione del sindacato a Città del Messico: http://latinoamericaexpress.comunita.unita.it/2012/11/15/sindacato-messicano/

Foto Di sme1914

Quella bandiera Zapatista all’Ambasciata messicana

London Space Oddities and Protests. Bandiera Zapatista fuori dall’Ambasciata messicana a Londra in sosttuzione del tricolore. La stella rossa su fondo nero della bandiera ribelle è stata sistemata da un gruppo di manifestanti che poi han sfilato per le vie della capitale inglese in solidarietà con i popoli indigeni messicani. Fonte: IML

Messico: per votare al referendum 12-13 giugno

NOTA INFORMATIVA diffusa dall’ambasciata d’Italia in Messico sulle modalità del voto referendario del 12-13 giugno in italiano e in spagnolo.

Consiglio la “Lezione sull’acqua” di Marco Bersani: LINK

REFERENDUM ABROGATIVI 12-13 GIUGNO 2011

Si informa tutti i cittadini italiani residenti in Messico che per partecipare alle operazioni di voto indette per i referendum abrogativi del 12 e 13 giugno prossimo, devono seguire le modalitá sotto indicate:

  1. Entro il 14 aprile l’elettore residente all’estero puó esercitare l’opzione per il voto in Italia facendo pervenire una comunicazione scritta (modulo allegato) all’Ambasciata (Paseo de las Palmas 1994 – Lomas de Chapultepec – 11000 Mexico DF), specificando: nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza, firma dell’elettore;
  2. gli elettori residenti all’estero che non avranno fatto pervenire la comunicazione di opzione, completa dei dati sopra indicati, entro il 14 aprile, non potranno votare in Italia, ma dovranno votare all’estero secondo le modalitá indicate al punto 6;
  3. l’opzione puó essere revocata con istanza scritta, purché venga fatta pervenire entro il 14 aprile;
  4. l’opzione puó essere spedita dall’interessato anche per fax 55.55962472 o 55.55967710;
  5. é onere dell’elettore accertare l’avvenuta ricezione – entro la predetta data – dell’opzione, qualora inviata per posta, da parte dell’ufficio consolare che, su richiesta, ne rilascia apposita certificazione;
  6. i cittadini residenti ed iscritti all’AIRE che non abbiano esercitato l’opzione di cui al punto 1, possono votare esclusivamente per corrispondenza;
  7. i cittadini italiani temporaneamente all’estero (come militari o appartenenti a forze di polizia in missione internazionale, dipendenti di Amministrazioni Pubbliche per motivi di servizio ovvero professori universitari ed i loro familiari conviventi) possono scegliere di votare per corrispondenza nella circoscrizione elettorale in cui sono temporaneamente residenti. A tal fine, e’ necessario sottoscrivere una dichiarazione ai fini elettorali entro l’8 maggio 2011.
  8. gli elettori residenti e temporanei all’estero riceveranno a domicilio, da parte del Consolato di riferimento, il plico elettorale contenente le schede e le istruzioni sulle modalità di voto.
  9. chi non ricevesse il plico elettorale entro il 29 maggio, potrà recarsi di persona all’Ufficio consolare di riferimento per verificare la sua posizione elettorale.

10. chi si trovi temporaneamente all’estero e non appartenga alle tre categorie sopraindicate, può votare per i referendum solamente recandosi in Italia per esprimere il voto presso le sezioni istituite nel proprio Comune.

11. concluse le operazioni, le schede votate dagli italiani residenti all’estero pervenute ai Consolati entro le ore 16,00 del 9 giugno 2011 saranno trasmesse in Italia, dove avrà luogo lo scrutinio a cura dell’Ufficio Centrale per la Circoscrizione Estero istituito presso la Corte di Appello di Roma.

SI RIPORTANO I QUESITI REFERENDARI

a) referendum popolare n. 1  –  Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica.  Abrogazione;

b) referendum popolare n. 2  –  Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.  Abrogazione parziale di norma;

c) referendum popolare n. 3  –  Nuove centrali per la produzione di energia nucleare.  Abrogazione parziale di norme;

d) referendum popolare n. 4  –  Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

 

REFERENDUM ABROGATIVOS 12-13 JUNIO 2011

 

Se informa a todos los ciudadanos italianos residentes en México que para participar en las votaciones convocadas para los referéndums abrogativos del 12 y 13 de junio próximo, deben seguir las instrucciones que a continuación se indican:

 

  1. A más tardar el 14 de abril el elector residente en el extranjero puede ejercer la opción para el voto en Italia enviando una comunicación escrita (formato anexo) a la Embajada (Paseo de las Palmas 1994 – Lomas de Chapultepec – 11000 México, D.F.), especificando: nombre, apellido, fecha y lugar de nacimiento, lugar de residencia, firma del elector;
  2. Los electores residentes en el extranjero que no hayan enviado la comunicación de opción, llenada con los datos arriba indicados, a más tardar el 14 de abril, no podrán votar en Italia, deberán votar en el extranjero siguiendo las condiciones especificadas en el punto 6;
  3. la opción podrá revocarse con instancia escrita, siempre que se haga llegar a más tardar el 14 de abril;
  4. la opción podrá enviarse por el interesado también vía fax a los números 5596.24.72 ó 5596.77.10;
  5. es responsabilidad del elector comprobar la recepción – antes del 14 de junio – de la opción, en el caso de que sea enviada por correo. Bajo solicitud del interesado, la oficina consular expide la respectiva certificación;
  6. los ciudadanos residentes e inscritos en el AIRE que no hayan ejercido la opción como se indica en el punto 1, podrán votar exclusivamente por correspondencia;
  7. los ciudadanos italianos temporalmente en el extranjero (como militares o miembros de las fuerzas de la policía en misión internacional, dependientes de la Administración Pública por motivos de servicio o bien profesores universitarios y sus familiares o acompañantes) podrán elegir de votar por correspondencia en la circunscripción electoral en la que residan temporalmente. Para tal fin, es necesario suscribir una declaración a más tardar el 8 de mayo de 2011.
  8. los electores residentes y temporáneos en el extranjero recibirán en su domicilio, por parte del Consulado correspondiente, el paquete electoral que contiene las boletas y las instrucciones sobre la manera de votar.
  9. quien no reciba el paquete electoral antes del 29 de mayo, podrá asistir personalmente a la Oficina consular correspondiente para verificar su posición electoral.

10. quien se encuentre temporalmente en el extranjero y no pertenezca a las categorías arriba indicadas, puede votar por los referéndums solamente yendo a Italia para expresar el voto en las secciones instituidas en el propio Comune.

11. concluidas las operaciones, las boletas llenadas por los italianos residentes en el extranjero recibidas en los Consulados antes de las  16:00 horas  del 9 de junio de 2011 se transmitirán a Italia, donde tendrá lugar el escrutinio a cargo de la Oficina Central para la Circunscripción Extranjera instituida en la Corte de Apelación de Roma.

 

 

SE RELACIONAN LOS PUNTOS REFERENDARIOS

a) referéndum popular No. 1  –  Formalidades de otorgamiento y  gestión de los servicios públicos de relevancia económica.  Abrogación;

b) referéndum popular No. 2  –  Determinación de la tarifa del servicio hidráulico integrado en base a la adecuada remuneración del capital invertido.  Abrogación parcial de normas;

c) referéndum popular No. 3  –  Nuevas centrales para la producción de energía nuclear.  Abrogación parcial de normas;

d) referéndum popular No. 4  –  Abrogación de normas de la ley 7 abril 2010, No. 51, en materia de legítimo impedimento del Presidente del Consejo de Ministros y de los Ministros a comparecer en audiencias penales, como resultante en cumplimiento a la sentencia No. 23 del 2011 de la Corte Constitucional.

Protesta all’ambasciata dell’Honduras in Messico contro il colpo di stato

Abajo el Golpe ! da cruzandolavia.
Riporto la convocazione per il picchetto contro il golpe fuori dall’ambasciata honduregna a Città del Messico.
 
Se celebrará un acto de solidaridad con el pueblo hondureño el día 9 de julio a las 11 horas enfrente de la embajada de Honduras (Calle Alfonso Reyes 220 Distrito Federal, Cuauhtémoc, Ciudad de
México, DF, México, entre Nuevo Leónm y Tamaulipas, Metro Patriotismo)

En el acto habrá interpretación de trovadores e intervención de los compañeros hondureños en México.

REPUDIO TOTAL AL GOLPE DE ESTADO EN HONDURAS

A más de una semana de que el Ejército y la oligarquía hondureños consumaron un golpe de Estado contra el presidente constitucional Manuel Zelaya, los diversos intentos por restituir el orden constitucional en ese país y reinstalar al Presidente Zelaya en su puesto no han tenido éxito, debido principalmente al empecinamiento de los golpistas y a la violenta represión que han ejercido en contra de los manifestantes que han exigido el retorno de su Presidente Constitucional.
Es por ello que reiteramos las demandas que expresamos la semana pasada, a las que agregamos otras, motivadas por la situación que priva en estos momentos.
Las organizaciones que suscribimos este documento demandamos:

1.      La restitución inmediata e incondicional del presidente constitucional Manuel Zelaya.

2.      Aparición con vida de todos los desaparecidos y desaparecidas durante esta asonada y libertad a todas las y los presos políticos.

3.      Respeto absoluto a los derechos humanos del pueblo hondureño.

4.      Respeto a la libertad de prensa, manifestación y organización de la sociedad hondureña.

5.      Que el gobierno mexicano, en congruencia con su desconocimiento del gobierno de facto instalado en Honduras, se niegue a venderle los hidrocarburos solicitados por ese gobierno y en general a brindarle cualquier tipo de ayuda que le permita mantenerse operando, y asimismo brinde toda la asistencia diplomática y humanitaria que cualquier miembro del gobierno constitucional hondureño, incluyendo al Presidente Zelaya, pueda necesitar, en tanto se restablecen los poderes constitucionales en Honduras

6.      Que el gobierno estadounidense reconozca oficialmente y de manera explícita que, en Honduras se produjo un Golpe de Estado, con lo que se obligará a suspender todo tipo de ayuda al gobierno de facto, hasta que se restituya al Presidente Constitucional Manuel Zelaya.

Hacemos un llamado a los trabajadores, campesinos, estudiantes y pueblo en general a solidarizarnos con la resistencia que hoy sostiene el pueblo hondureño por restablecer la democracia en su país; porque lo que está en juego no sólo es el futuro de los hondureños sino de los pueblos de América Latina, en su lucha por un mundo más justo.

Organizaciones firmantes:

Alianza de Organizaciones Sociales,Alianza Mexicana por la Autodeterminación de los Pueblos (AMAP),Asociación de Padres y familiares de las víctimas de Sucumbíos de Ecuador, Asociación Nacional de Empresas, Comercializadoras de productos del Campo (ANEC), Bloque Democrático de Azcapotzalco, CECOP-La Parota, Centro de Investigación Laboral y Asesoria Sindical (CILAS), CGH-HoChi Minh, Círculo Moralista Bolivariano de Ecatepec, CIMOBE Comité Civil Hollín Mexica, Comité Cuba no está sola, Comité de Enlace Latinoamericano y Caribeño,  Comité Nacional de Estudios de la Energía, Comunidades Campesinas y Urbanas Solidarias con Alternativas (COMCAUSA, A. C.), Comunitario de Democracia Directa A. C., Consejo General de Huelga CGH-HoChi Minh UNAM, Convención Nacional Democrática, DF, Coordinadora mexicana de organizaciones solidarias con la República bolivariana de Venezuela, Corriente en Lucha, Democracia Directa AC, Democracia Oaxaca, adherentes de la APPO, Dignidad Ciudadana, Epicentro Cultural Manuelita Saenz, Frente Nacional Contra la Represión (FNCR), Frente Popular Francisco  Villa, Grujo de Acción Revolucionaria, Grupo Democracia Revolucionaria, Grupo Democracia Revolucionaria (GDR), Grupo Tacaba, Izquierda Democrática Nacional, Juventudes de Izquierda, Juventud es Resistencia, Marcha Mundial de las Mujeres, Movimiento de Lucha Popular, Movimiento Mexicano de Solidaridad con Cuba, Movimiento Nacional por la Esperanza, Mujeres para el Diálogo, A. C. (MpD), OPC-CLETA, Petroleros Técnicos y Profesionistas, Partido Popular Socialista PPS, PRD-DF, Secretaría de Relaciones Internacionales PRD, Promotores Vecinales con Dignidad, Promotores Vecinales con Dignidad, Red Mexicana de Acción frente al Libre Comercio (RMALC), Red Nacional Género y Economía (REDGE), Rumbo Proletario, SICSAL, Siembra AC, Sociedad Organizada en Lucha (SOL), SUTIEMS, Unión de Juristas de México, Unión Nacional de Trabajadores de Confianza de la Industria Petrolera (UNTCIP), Unión Popular Valle Gómez (UPVG).