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  • Genocidio y silencio internacional en Siria @desinformemonos @zonafrancaMX

    Genocidio y silencio internacional en Siria @desinformemonos @zonafrancaMX

    Davide Grasso The north Siria[Columna publicada en Desinformémonos y Zona Franca – México – Fabrizio Lorusso] Hace poco más de dos semanas el dictador turco Recyp Erdogan anunció triunfalmente que su ejército ya había neutralizado, o sea matado, a 3,844 curdos en la septentrional ciudad siria de Afrín, en la frontera con Turquía, dentro de la operación Olive Branch (Rama de Olivo), una ofensiva militar unilateral comenzada el 20 de enero. La masacre, la limpieza étnica, las violencias sobre la población y los estupros masivos en Afrín son crímenes de lesa humanidad, susceptibles de ser juzgados en tribunales internacionales, por lo que en muchos países hubo protestas y marchas todo el mes de marzo y siguen las denuncias internacionales de esos crímenes, además de la guerrilla de la resistencia curda que no ha parado de defender Afrin. Dentro de este operativo genocida de Turquía, de hecho, no es posible distinguir entre los milicianos muertos en combate, mismos que aún resisten a la invasión en algunos barrios, y los civiles asesinados. Además 200,000 desplazados tuvieron que dejar sus casas que están siendo ocupadas por los turcos y los mercenarios extremistas islámicos que son sus aliados.

    El gobierno turco pretende eliminar a los que considera terroristas ligados al Partido Comunista Curdo (PKK), organización perseguida e ilegal en Turquía, y de paso aniquilar en su frontera meridional a la población siria de etnia curda, que fue la única que pudo organizarse, derrotar al Estado Islámico (EI) en el campo de batalla y mantener cierta estabilidad en la zona.  (altro…)

  • Inizio di campagna elettorale in #Messico @ilmanifesto

    Inizio di campagna elettorale in #Messico @ilmanifesto

    amlo[Di Fabrizio Lorusso, da Il Manifesto dell’8 aprile 2018Al via la campagna elettorale più lunga della storia del paese. Nei sondaggi un testa a testa tra il partito Morena (sinistra) e la destra unita, ma si vota a luglio. I candidati promettono di lottare contro il femminicidio e la violenza. Sulle urne pesano anche l’eredità delle politiche neoliberali e la nuova minaccia che arriva da Trump]

    Si è aperta in Messico la campagna per le elezioni del primo luglio, quando 88,3 milioni di aventi diritto, su un totale di 128 milioni di abitanti, eleggeranno il nuovo presidente, i membri delle due camere, 9 governatori e altri 2700 rappresentanti locali. L’elezione più ampia della storia per numero di votanti e cariche.

    IN TESTA NEI SONDAGGI, con preferenze del 40%, c’è l’ex sindaco di Città del Messico, il sessantaquattrenne Andrés Manuel López Obrador, noto come Amlo, fondatore del partito di sinistra Morena (Movimiento de regeneración nacional) che ci prova per la terza volta dopo le sconfitte del 2006 e del 2012.  (altro…)

  • Gagà: storia di carne, compendio di negritudine [fotogallery+poesia]

     

    Pubblichiamo in traduzione italiana un testo dell’antropologa Fatima Portorreal Liriano scritto in risposta alla polemica che – anche quest’anno, in occasione della Pasqua – ha investito la tradizionale celebrazione del Gagà in Repubblica Dominicana.

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  • #AvenidaMiranda puntata 31. L’Ecuador dopo Rafael Correa. Quale futuro per il Socialismo del XXI secolo?

    #AvenidaMiranda puntata 31. L’Ecuador dopo Rafael Correa. Quale futuro per il Socialismo del XXI secolo?

    avenida-miranda-equador-marco-dalla-stella-intervista-Giovanna-Tassi

    15 mar. Fra poco più di due mesi si concluderà il primo anno di mandato di Lenín Moreno, ex vicepresidente di Rafael Correa e oggi presidente ecuadoriano considerato troppo moderato e “dialogante” dall’ex mandatario. L’accesa rivalità fra le due anime di Alianza País sta dilaniando la Revolución Ciudadana con cui, nel 2006, le oligarchie economiche e neoliberiste furono (parzialmente) estromesse dalle sale del potere.
    Dopo dieci anni di Correa com’è cambiato l’Ecuador? Il socialesimo del ventunesimo secolo, grido di battaglia dell’ex mandatario, ha trovato una forma di realizzazione nel paese andino? A  che punto è il processo di rappresentanza politica delle culture indigene? A provare a rispondere a queste, e altre, domande assieme a Marco Dalla Stella c’è Giovanna Tassi, esperta di Ecuador ed ex direttrice della radio pubblica ecuadoriana.

    Qui il PODCAST!

  • #Messico: un Paese in guerra interna su #Radio @RSInews @RSIonline

    #Messico: un Paese in guerra interna su #Radio @RSInews @RSIonline

    guerra messico narcos policia[Possiamo parlare di guerra civile in Messico? Perché l’escalation di violenza sembra imparabile? Sono stati oltre 29.000 i morti per omicidio doloso nel 2017 in Messico e 35.410 è il totale delle persone ufficialmente desaparecidas all’inizio del 2018. Podcast della trasmissione radio d’attualità e intrattenimento Albachiara – Radio Svizzera Italiana Rete Uno] In un recente studio sulle città più pericolose del mondo, tra le prime dieci, cinque sono in Messico. Eppure le cose sembravano migliorare negli ultimi anni però, ecco un nuovo scivolone nella violenza con numeri da bollettino di guerra. Una guerra non fra Nazioni, ma guerre interne, fra criminali e criminali, fra criminali e polizia, e a volte anche fra polizia e polizia.. Perché? È un caso o una causa che il Messico si appresta il primo luglio a votare per le presidenziali? Ne discutiamo con il giornalista e docente universitario di geopolitica a Città del Messico Fabrizio Lorusso. Ascolta il podcast qui a questo link o clicca direttamente sul link qui sotto.

    https://tp.srgssr.ch/p/rsi/inline?urn=urn:rsi:audio:10279916

  • Colombia, gli ex-guerriglieri alla ricerca di un complicato ritorno alla normalità

    Colombia, gli ex-guerriglieri alla ricerca di un complicato ritorno alla normalità

    [di Marco Dalla Stella e Simone Scaffidi, da Repubblica] Quella del Meta è una regione fondamentale per l’organizzazione rivoluzionaria nata nel 1964. Qui infatti agiva il Blocco Orientale, che poteva contare almeno un migliaio di combattenti. E qui è stata creata la zona veredale di transizione e normalizzazione piú grande del Paese, dove piú di 500 combattenti si sono riversati per consegnare le armi e iniziare una nuova vita nella legalità

    MESETAS (Colombia) – Qui una volta era tutta coca. Mariana Páez è stata una delle piú importanti ed influenti guerrigliere delle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane. È caduta in combattimento ad aprile del 2009, vent’anni dopo essere entrata nelle file della guerriglia. A lei è intitolata la zona di transizione e normalizzazione “Mariana Páez” di Mesetas, nella regione del Meta, 250 chilometri a sud di Bogotá. Per raggiungerla partiamo prima dell’alba, ma arriviamo soltanto a mattinata ormai conclusa, al termine di un dissestato percorso in motocicletta fra sterminati allevamenti di zebú. «Qui, una volta erano tutti campi di coca, poi il governo ha iniziato a spargere il diserbante e la gente se n’è dovuta andare». Lo scoppiettare del motore di una vecchia moto Kawasaki quasi copre le parole di John, uno dei nostri autisti, mentre con ampi gesti della mano ci indica i campi circostanti.

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  • Bugie e torture in #Messico, «doppia ingiustizia» per i #43 studenti #desaparecidos

    Bugie e torture in #Messico, «doppia ingiustizia» per i #43 studenti #desaparecidos

    Ayotzinapa 25 S 2015 Mexico City (118) (Small)[Di Fabrizio Lorusso, dal quotidiano italiano IL MANIFESTO del 17/03/2018] Con un rapporto presentato il 15 marzo a Ginevra l’Onu ha dato il colpo di grazia alla cosiddetta “verità storica” costruita dalla Procura Generale della Repubblica (PGR) messicana sul caso dei 43 studenti di Ayotzinapa, vittime di sparizione forzata nella città di Iguala la notte del 26 settembre 2014 e tuttora desaparecidos.

    Il documento “Doppia ingiustizia: relazione sulle violazioni ai diritti umani nell’indagine sul caso Ayotzinapa” dell’Ufficio dell’Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani analizza i casi di 63 dei 129 detenuti nell’inchiesta sulla sparizione degli studenti che, lungi dall’essere “chiusa”, presenta una lunga serie di inconsistenze e piste tralasciate deliberatamente dagli inquirenti.

    Jan Jarab, rappresentante del Commissariato Onu in Messico, ha spiegato che, in base ai referti medici della stessa PGR, si può affermare che dopo il 5 ottobre 2014, quando il caso diventò di sua competenza, almeno 34 persone, che “presentavano lesioni multiple”, sono state torturate dalle autorità messicane e, inoltre, l’ex direttore dell’Agenzia per le Indagini Criminali, Tomás Zerón, s’è comportato “in modo fraudolento” nei confronti della stessa Onu.  (altro…)

  • #AvenidaMiranda Puntata 30. Ni una menos e la memoria di Berta Cáceres: intervista a Francesca Gargallo

    #AvenidaMiranda Puntata 30. Ni una menos e la memoria di Berta Cáceres: intervista a Francesca Gargallo

    berta-cáceres8 mar. – Nella puntata di Avenida Miranda di oggi Pérez Gallo intervista Francesca Gargallo, scrittrice e femminista italiana in Messico da 38 anni. Francesca è in procinto di partire per il caracol zapatista di Morelia, in Chiapas, per l’”Incontro internazionale, politico, artistico, sportivo e culturale delle donne che lottano”.

    E ci racconta le origini del movimento globale di Non Una di Meno, l’attivismo della sua amica Berta Cáceres, ambientalista indigena e femminista honduregna assassinata il 2 marzo 2016 dai sicari di un’impresa idroelettrica, e l’attuale criticissima situazione dell’Honduras, in mobilitazione permanente dopo il golpe elettorale di novembre.

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  • SOLIDARIETÀ CON LAVINIA DAL MESSICO! ¡SOLIDARIDAD CON LAVINIA DESDE MÉXICO!

    SOLIDARIETÀ CON LAVINIA DAL MESSICO! ¡SOLIDARIDAD CON LAVINIA DESDE MÉXICO!

    foto LaviniaSOLIDARIETÀ CON LAVINIA DAL MESSICO

    Gli studenti del dottorato in Studi Latinoamericani della Universidad Nacional Autónoma de México si solidarizzano con la “Cattiva Maestra”, Lavinia, che ha dimostrato che lottando si insegna alle nuove generazioni il valore dell’antifascismo, fondamentale oggi più che mai, in Europa come in America Latina. Con tutta la complicità e solidarietà abbracciamo la compagna e la incoraggiamo a continuare nella sua (e nostra) lotta.

    No al licenziamento.

    Anche lottando, la maestra sta insegnando!

    Città del Messico, 8/3/18

    SOLIDARIDAD CON LAVINIA DESDE MÉXICO

    El grave clima fascista que se está propagando en Europa y en Italia ya está dejando sus víctimas. Los primeros días de febrero, en la ciudad de Macerata, Luca Traini, militante del partido xenofobo Lega Nord (18% en las elecciones del pasado domingo) disparó a 11 migrantes, hiriendo a 6, y antes de ser detenido hizo el saludo fascista.

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  • Italia al voto, neofascismo al ataque @LaJornada @lajornadaonline

    Italia al voto, neofascismo al ataque @LaJornada @lajornadaonline

    antifascista abita qui Biani[De Fabrizio Lorusso – Diario La Jornada del 04-03-2018 – Immagine di Mario Biani – Il Manifesto] La elección parlamentaria del 4 de marzo en Italia se da entre tensiones sociales, demagogia y el revival de todas las derechas. El partido que, sin estipular alianzas, se ve favorecido en las encuestas es el Movimiento Cinque Stelle del cómico Beppe Grillo, el cual cuenta con lugartenientes como el candidato anti-migrantes, Luigi Di Maio, y la controvertida alcaldesa de Roma, Virginia Raggi, quien estuvo recientemente en la CDMX para un encuentro de homólogos. Su propuesta “ni de izquierda ni de derecha” y anti-casta política ya lleva 5 años en el Parlamento y no ha podido fomentar los grandes cambios éticos y legislativos que había prometido, pues la casta gobernante sigue allí con sus privilegios y el Movimiento, más bien, se ha integrado a la repartición del pastel.

    La derecha en conjunto, favorecida en las encuestas, posiblemente sea el pivote del futuro gobierno: la integran el sempiterno empresario seudo-liberal y transformista Silvio Berlusconi, con su partido walking dead Forza Italia, la neofascista champagne Giorgia Meloni, con el partido heredero de la derecha social, Fratelli d’Italia, y el líder de la Liga Norte, el xenófobo Matteo Salvini, quien, siguiendo el modelo del Frente Nacional en Francia, impulsó el giro nacional-soberanista y racista del partido que, antes, luchaba por la secesión del norte de Italia y la moralización de la política.  (altro…)