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Messico: 3 anni dopo #Ayotzinapa e la notte di #Iguala da @ilmanifesto


Alla scuola “Isidro Burgos” di Ayotzinapa, nello stato messicano del Guerrero, si vivono giornate concitate. I due terremoti dell’8 e 19 settembre che hanno sconvolto il centro e il sud del Messico, facendo in totale 450 vittime, hanno obbligato i genitori dei 43 studenti desaparecidos a rivedere i piani e le attività previste a tre anni dalla sparizione forzata dei loro figli.
“Capiamo il vostro dolore perché da tre anni non sappiamo nulla dei nostri 43 figli e sappiamo che i nostri fratelli a Città del Messico ci hanno teso la mano e aperto le porte della città per la nostra battaglia per cui abbiamo deciso di ristrutturare il nostro piano d’azione e sospendere alcune attività che erano state programmate”, recita il comunicato inviato in solidarietà coi terremotati dal Comitato dei genitori di Ayotzinapa. Da un mese a questa parte in tutto il paese i solidali del movimento realizzano attività culturali e di protesta in vista della fatidica data del 26 settembre in cui è prevista la XXXVI Giornata d’Azione Globale per Ayotzinapa, ma l’intensità delle iniziative è diminuita in seguito al sisma che ha paralizzato centri importanti come Puebla, Cuernavaca e Città del Messico e ha catalizzato gli sforzi della gente sulla solidarietà e gli aiuti per le vittime. (altro…)
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Fotogalleria: Memoriale per le vittime della fabbrica tessile e delle altre fabriche in Chimalpopoca e Bolivar, Città del Messico
“Memoriale per le vittime della fabbrica tessile e delle altre fabriche in via Chimalpopoca e Bolivar, zona Obrera, Città del Messico”. “Memorial por las víctimas de la fábrica textil y de las demás fábricas en Chimalpopoca y Bolívar, Col. Obrera”. Foto di Stefano Morrone, scattate il 24 settembre 2017 a Città del Messico, colpita dal terremoto del 19 settembre.
Nelle foto si vede quel che rimane di due fabbriche tessili e altre due crollate il 19 settembre. I corpi di 21 operai e operaie, due di esse di origine asiatico, sono stati estratti dalle macerie ma probabilmente erano molti di più. Le circostanze sono molto simili a quelle di un’altra fabbrica crollata nella zona durante terremoto del 1985. “Nel quarto giorno dal sisma nel terreno dove c’era un edificio di quattro piani, al cui interno c’erano due fabbriche tessili e una di giocattoli, non resta più niente. E’ tutto ripulito. I macchinari pesanti hanno spazzato via tutto per liberare lo spazio, proprio lì dove potevano esserci centinaia di lavoratori in nero dell’industria tessile messicana che, secondo dati dell’istituto nazionale di statistica, sono oltre 300mila nel paese” (da Sin Embargo). Nell’edificio c’erano 4 imprese. AL primo piano la tessile maquiladora Ner Fashion. Al secondo Jenny Importazioni, coreana, vendeva giocattoli. SEO Young Internacional faceva bigiotteria per abiti al terzo piano e al quarto Dashcam System México Società Anonima di Capitale Variabile che produceva videocamere. (con info da: La izquierda diario, portale web che, nell’articolo, ipotizza la presenza di un crimine industriale a carico dei padroni delle imprese). Clicca su una foto per ingrandire.
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#Messico: sempre più crepe dopo il terremoto #19S #CDMX @cittadelcapo

[di Perez Gallo, Fabrizio Lorusso e Nino Buenaventura (lamericalatina.net) da RCDC] “Andatevene a casa, non serve più aiuto”, intimano alcuni poliziotti federali a una brigata di cittadini solidali a San Gregorio, uno dei rioni del sud di Città del Messico dove il terremoto del 19 settembre ha fatto crollare una cinquantina di edifici. Alla difficoltà di organizzarsi negli aiuti, nel recupero di cibo e materiali, e negli scavi tra le rovine, fisiologiche in una megalopoli da 20 milioni di abitanti, è venuto ad aggiungersi col passare delle ore un atteggiamento ostile da parte delle autorità. “Nella capitale la polizia, la marina e soprattutto l’esercito in 45 punti critici stanno impedendo l’accesso ai volontari e chiudono del tutto i siti alle 9 di sera, proprio quando c’è più silenzio ed è più facile individuare le persone sotto le macerie”, spiega un comunicato dei Topos, organizzazione nata dopo il terremoto dell’85 e tra le più organizzate ed efficaci negli aiuti. “Il fatto è che agiscono goffamente, entrano negli edifici pieni di paura, si lamentano per il freddo, non danno informazioni, non fanno nulla pur essendoci migliaia di volontari disposti a entrare per cercare i loro cari, e così si perdono preziosi minuti per incontrare persone vive per cui ci sono cibo e braccia in abbondanza, ma l’esercito impedisce i salvataggi”, conclude il testo. (altro…) -
Militari e marina vs brigate solidali #Radio Cronaca di @PerezGallo con @a_cegna su @radiondadurto

MESSICO: MILITARI E MARINA CERCANO DI BLOCCARE IL SUPPORTO DELLE BRIGATE SOLIDALIPerez Gallo intervistato da Andrea Cegna su Radio Ona D’urto – Continua ad aumentare il bilancio dei morti dopo il terremoto in Messico: le persone che hanno perso la vita sono 273, ha precisato il responsabile della protezione civile Luis Felipe Puente. Le autorità hanno contato 137 morti a Città del Messico, l’area più colpita dalla scossa di martedì. Le altre persone sono morte negli stati di Morelos (73), Puebla (43), Messico (13), Guerrero (6) e Oaxaca (1). Ad aumentare la tensione nella capitale l’intervento della Marina Militare che ha deciso di evacuare le brigate di volontari dalla scuola ‘Enrique Rebsamen’, dove hanno perso la vita 19 bambini e sei adulti, i soccorritori e i volontari sono stati fatti evacuare per il rischio di crolli, bloccando così le ricerche di possibili sopravvissuti. Sentiamo dal Messico Alessandro studente italiano che sta partecipando alle brigate di solidarietà spontanee in supporto alle zone colpite dal terremoto a Città Del Messico Ascolta o scarica [Download] – PODCAST QUI –
Di seguito Video testimonianza raccolta da Alfredo Lopez casanova con un soccorritore la notte del 21-22 settembre:
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Il #Messico trema ancora. Una cronaca dalle strade della capitale @napolimonitor
[Foto di Stefano Morrone, salvo i due ritratti di Caterina Morbiato – Testo di caterina Morbiato da Città del Messico – Da Napoli Monitor] Appena pochi giorni di tregua e in Messico la terra è tornata a tremare. Dopo il terremoto del 7 settembre scorso – che ha colpito in particolare gli stati meridionali di Oaxaca e Chiapas, provocando gravi danni soprattutto nella cittadina di Juchitán – questa volta la scossa sismica ha investito la zona centrale del paese. All’una e un quarto del pomeriggio (le otto di sera in Italia) di martedì 19 settembre diversi stati messicani – specialmente il Morelos e il Puebla – e Città del Messico sono piombati nel caos. L’epicentro del sisma, che ha raggiunto 7.1 gradi nella scala Richter, è stato localizzato nei pressi di Axochiapan, nello stato di Morelos, a centoventi chilometri da Città del Messico. Al momento in cui si scrive le morti confermate dalla Protezione civile sarebbero trecentodue: centoquarantadue a Città del Messico, novantasette nello stato di Morelos, quarantatré nel Puebla, tredici nell’Estado de México, sei nel Guerrero e una nell’Oaxaca (aggiornato alle ore 16:00 del 21 settembre, Ndr). Le cifre sono purtroppo in continuo aumento. (altro…)
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Terremoto in Messico giorno 2: disperazione, speranza e il caso della bimba Frida @ilmanifesto

[Di Fabrizio Lorusso – Quest’articolo è uscito su Il Manifesto del 22 settembre 2017 – Che non sia fermata la organizzazione e la collaborazione popolare. Che non siano usate ancora macchine pesante perché nelle macerie c’è ancora gente (viva e morta).Arrivano intanto i primi aiuti internazionali e le squadre di soccorritori da fuori…. – Mentre questo testo era in fase di chiusura per l’uscita sul quotidiano, veniva confermata dalla Marina e dai mass media messicani l’inesistenza della bambina intrappolata nelle mecerie della scuola “Rébsamen”, Frida Sofia: una vera fake news o un cinico reality show montato probabilmente dalle forze armate e/o dal governo, probabilmente in collusione con la catena Tv Televisa, come già è avvenuto in vari altri casi in passato e come alla fine dell’articolo si suggerisce. Il numero delle vittime è stato aggiornato a 300. Aumentano le voci di denuncia dell’operato del governo e dei militari alla luce di quanto era già successo nel 1985: si cercava di fermare l’organizzazione del popolo per le strade per non far circolare le informazioni e per non far mobilitare i cittadini, eterno incubo dei governi deboli e corrotti che temono la protesta e la denuncia] Dopo il terremoto del 19 settembre in tutto il Messico continua la mobilitazione, specie nella capitale e negli altri stati castigati duramente come il Morelos e Puebla. “Non posso restare a casa, dal terremoto del 1985 c’è qualcosa che non mi fa allontanare e, anche se ho paura come tutti qui, è più forte di me”, dichiara Eddie Arrellano, alias Il Gabbiano, che è un “pensionato” de Los Topos, il mitico gruppo di soccorritori nato dopo l’85. -
#Terremoto in #Messico e solidarietà da @ilmanifesto + #AvenidaMiranda Puntata 10

[Di Fabrizio Lorusso da Il Manifesto del 21 settembre 2017 – Ascolta qui la puntata radiofonica di Avenida MIranda con le corrispondenza di Stefano Morrone, Perez Gallo, Caterina Morbiato e Nino BUenaventura da Città del Messico] Prima uno spintone inatteso, il segnale premonitore del sussulto della terra sotto i piedi. Poi i colpi interminabili, le pareti che scricchiolano, i mobili in picchiata e i palazzi che s’inclinano in un minuto che dura una vita. Il fiato se ne va insieme all’equilibrio mentre si prova a scendere le scale immersi in un frastuono. E’ l’inizio del terremoto. (altro…) -
Cronache dal terremoto a Città del Messico #CDMX

[di Perez Gallo da Città del Messico] Scrivo a caldo. Perché non riesco a dormire. O forse perché solo così riesco a tenermi nella mente le cose più orribili che ho visto in vita mia.
19 settembre 1985: un terremoto devastante distrugge Città del Messico.
19 settembre 2017: 32 anni esatti dopo, un altro terremoto devastante distrugge Città del Messico. La ricorrenza è stata la prima cosa notata e sottolineata da tutti dopo che per un minuto, o forse un minuto e mezzo, in ogni caso un tempo che ci è sembrato un’eternità, ci ritroviamo in strada, spaesati, confusi, spaventati.
Proprio per la ricorrenza, in mattinata, c’è stata una prova antisismica: dei miei amici che studiavano in biblioteca, all’UNAM, sono stati fatti uscire.
Nemmeno 3 ore dopo, alle 13.15, ci stavo per andare anch’io all’UNAM, mi stavo giusto preparando. Alle 14 avevo un’assemblea degli studenti di posgrado (master e dottorato) in preparazione per la manifestazione per Ayotzinapa del 26 settembre (sì, settembre è un mese funesto per questo paese disgraziato); alle 16.30 era previsto, a scienze politiche, un incontro con Raúl Zibechi…
E invece, d’un tratto, le finestre di camera mia sbattono forte, fortissimo. “Cazzo, ma oggi tutto sto vento non c’è…”. D’improvviso mi precipito fuori, in cortile. Dall’altro lato della casa fanno la stessa cosa i miei coinquilini Hektor e David: “no mames, lo sentiste?”. Schizziamo in strada. Le case della via ondeggiano, si aprono e chiudono a fisarmonica. Tutto il vicinato è in strada. Mando immediatamente un messaggio vocale ai miei, per avvertirli che c’è stato un terremoto, che riceveranno presto la notizia dai giornali, e che sto bene. Un messaggio identico lo avevo mandato la sera del 7 settembre, ma stavolta non si invia, non c’è linea. I cellulari non vanno, non va internet, è saltata l’elettricità, in tutta la città. Una città da 20 milioni e passa di abitanti è totalmente al collasso. -
Z come Zapatismo. Il colore della terra

[Di Fabrizio Lorusso. Racconto estratto da Nuova Rivista Letteraria (Semestrale di Letteratura Sociale fondato da Stefano Tassinari) n. 15 (n. 5 Nuova Serie) del maggio 2017. Il numero della rivista ha 21 testi letterari, uno per ogni lettera dell’alfabeto, dedicati ai vari tentativi rivoluzionari e di trasformazione sociale della storia. on line su Carmilla e L’America Latina]
Sono il primo di tanti passi degli zapatisti a Città del Messico
e in tutti i luoghi del Messico. Speriamo che tutti voi camminiate insieme a noi.
Comandanta Ramona (1959-2006), EZLN, 1996
Città del Messico, 30 giugno 2018
A ventiquattr’ore dal voto di domenica primo luglio nel quartier generale del candidato AMLO, acronimo che distilla il suo lungo nome completo, Andrés Manuel López Obrador, si respira già aria di vittoria. Sarebbe la prima volta nella storia per un partito di sinistra a livello nazionale. Le bandiere del Movimento di Rigenerazione Nazionale o MoReNa, il partito creatura del leader, sventolano un po’ ovunque nella capitale messicana che, da sempre, è la roccaforte delle varie anime del centrosinistra. (altro…)
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#Femminicidio #Messico: “Se ammazzano anche Mara” su @ilmanifesto #MaraCastilla #NoFueTuCulpa

[Di Fabrizio Lorusso da Il Manifesto del 19 settembre 2017] Mara Castilla aveva 19 anni, studiava scienze politiche e viveva a Puebla, città industriale del centro-sud messicano. Era uscita con gli amici la sera del 7 settembre e verso le 5 del mattino aveva chiamato un «taxi sicuro» con la app Cabify per farsi riportare a casa. Ma a casa Mara non ci è mai arrivata.UNA VOLTA A DESTINAZIONE, l’autista dapprima ha tenuto Mara prigioniera nell’auto per 20 minuti e poi l’ha sequestrata, violentata e strangolata in una camera d’albergo. Per una settimana non s’è saputo nulla di lei e si credeva a un caso di sparizione forzata, ma il 15 settembre il suo corpo, avvolto in un lenzuolo dell’hotel, è stato ritrovato ai bordi della statale Puebla-Tlaxcala, come reso noto dal governatore Tony Gali. Il pm di Puebla Víctor Carrancá ha annunciato l’arresto del presunto responsabile, Ricardo Alexis N., che sarà accusato formalmente di femminicidio, cioè dell’assassinio di una donna per motivi di genere, per il fatto di essere donna. (altro…)
