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Homicidios: cómo lavarse las manos #Columna en @Desinformémonos

[De: Desinformémonos – Columna] En esta columna quiero comentar un ejemplo concreto, uno más de los muchos que hemos tenido en México, de lo que significa “criminalizar a las víctimas”. Me voy a basar, en esta ocasión, en las declaraciones de un hombre político cercano al gobernador del estado de Guanajuato, Miguel Márquez Márquez, las cuales, como ocurre en muchos contextos locales, no siempre trascienden a nivel nacional, o bien, pasan desapercibidas en la vorágine de noticias diarias, como si no fueran afirmaciones de gravedad y con implicaciones importantes. Después de años de luchas y de movimientos sociales, como el Movimiento por la Paz entre otros, y después de que hubo un incesante trabajo de sensibilización de la sociedad hacia el grave conflicto nacional que vivimos en México, tras caravanas, marchas, desplegados, libros publicados, contra-información y muertes de activistas dedicados a la causa de la justicia y la verdad, y luego de que pasaron dos años y medio de la “noche de Iguala” y del movimiento por los 43 estudiantes de Ayotzinapa, pues bueno, después de todo, lo cínico al poder aún no se le quita. (altro…) -
Intervista con Idalina Bordignon: suora missionaria in Repubblica Dominicana impegnata nella difesa dei diritti dei migranti

di Raúl Zecca Castel
[in collaborazione con FrontiereNews] In Repubblica Dominicana, una discussa sentenza della Corte Costituzionale ha revocato la cittadinanza a oltre 200mila persone di origine haitiana determinando una situazione di forte conflitto sociale dai risvolti inquietanti. Abbiamo deciso di parlarne con Idalina Bordignon. Missionaria scalabriniana, Idalina Bordignon è direttrice del Centro de Atencion Jesus Peregrino, ONG religiosa che con il supporto dell’UNHCR è impegnata nella difesa e nella tutela dei diritti dei migranti. Fondato nel 1991 a Consuelo, nella provincia di San Pedro de Macoris – regione orientale della Repubblica Dominicana -, il CAJP svolge un lavoro prezioso, soprattutto in area di supporto legale, per migliaia migranti haitiani colpiti da una sentenza clamorosa. -
Sono Quei Muri Infami – Poesia Bilingue di Lucia Cupertino

di Lucia Cupertino
Proponiamo (da Carmilla) la poesia con la quale l’antropologa, poeta e traduttrice Lucia Cupertino ha aderito all’iniziativa “Espacio de la palabra” – Poesia contro il muro che è stata lanciata in Messico dalla rivista letteraria elettronica Círculo de poesía. La versione originale è in spagnolo, la traduzione in italiano a cura dell’autrice. -
#LottoMarzo come e perché partecipare allo sciopero delle donne

Di Cassandra Velicogna (ripreso da carmilla on line)E se le donne non lavorassero più? Cosa succederebbe?
L’otto Marzo si terrà uno sciopero internazionale delle donne. I sindacati italiani hanno recentemente dato la copertura per i settori pubblico e privato, ma la mobilitazione non è dedicata solo alle lavoratrici classicamente intese. L’idea di uno sciopero delle donne è partita dalle compagne argentine, impegnate a combattere l’incremento della violenza sulle ragazze nel loro Paese e da subito ha convinto le donne polacche, già mobilitate per il diritto all’aborto e quelle di mezzo mondo. In Italia non siamo da meno, forti di un riaccendersi del movimento femminista che già era dilagato per le strade di Roma il 26 novembre scorso. Le ragioni della protesta italiana non sono difficili da intuire. (altro…) -
El imperio del #management: #privatismo #americanización #neoliberalismo @RevistaMemoria

de Fabrizio Lorusso [Revista Memoria, México, Número 258. Año 2016-2]Ciertos conceptos regulan de una manera u otra nuestras vidas sin que nos demos cuenta. Cargados de ideología e historia, usos políticos e instrumentales, se van revelando en flashazos de lenta concienciación. “Privatismo” es uno de ellos. Viene del verbo privar; o sea, “excluir de algo”. Se relaciona con la esfera privada y una apropiación que culmina con el goce de la propiedad llamada, consecuentemente, “privada”. Es lo opuesto de lo común y público, del libre disfrute. Imágenes: el cerco, la valla, lo mío, las reservas. Enclosures, los primeros terrenos agrícolas en Inglaterra protegidos por alambres de púas y leyes sobre la propiedad. El liberalismo clásico del siglo XVIII. Lo inviolable que resultan un cajero o una vitrina versus lo violentado que es cualquier derecho humano en nuestra sociedad. (altro…)
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Messico, effetto Trump sulle presidenziali


(di Perez Gallo) (da Q Code Magazine) Alla fine del 2016 un micidiale uno-due ha sconvolto la politica messicana. Da una parte, l’annuncio a metà ottobre della candidatura di una donna indigena da parte del Congresso Nazionale Indigeno e appoggiata dall’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Dall’altra, la clamorosa vittoria di Trump alla presidenza degli Stati Uniti e l’inaugurazione di una politica apertamente anti-messicana da parte del vicino del nord. Entrambi gli eventi, congiunti, parrebbero avere già prodotto un risultato rilevante: l’ascesa di Andrés Manuel López Obrador e, come necessario corollario, la sua svolta “trasformista”.
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Il Messico nell’era Trump

Le reazioni al muro annunciato dal presidente Usa
(Di redazione) (da Radio Città Fujiko)Ad un mese dall’entrata in carica di Donald Trump, in Messico regna ancora l’incredulità per i primi atti ed annunci del presidente statunitense. La risposta del presidente messicano Peña Nieto è balbettante e anche la sinistra è confusa. La forte dipendenza dell’economia messicana dagli Usa spunta le armi contro il muro voluto dal tycoon.
Se Trump costruirà effettivamente il muro, i messicani troveranno il modo di aggirarlo, anche scavando tunnel. È questa l’ironia e la caparbietà con cui l’uomo della strada messicano reagisce all’idea espressa dal neo-presidente statunitense Donald Trump, che ha annunciato la costruzione dell’ormai famoso muro al confine tra Stati Uniti e Messico.
Ad un mese dall’insediamento del tycoon, però, nel Paese centramericano sembra regnare ancora l’incredulità, da un lato per una vittoria inaspettata, dall’altro perché Trump sembra voler davvero dare seguito a quanto promesso in campagna elettorale. -
Le Cubane *4 – Guevara ci guarda

di Simone Scaffidi – da CarmillaOnLine
L’Avana. Tassisti. Il primo è un uomo simpatico sulla sessantina che ci porta dal quartiere 10 de Octubre alla stazione degli autobus Via Azul. Durante la mia usuale contrattazione per il prezzo del passaggio sbotta: «Coño vamos! Me pagas quanto quieres! Coño vamos!». Ce la caviamo con poco. Il suo rimprovero me l’ha immediatamente reso simpatico. Ci consiglia alcuni luoghi dell’isola da visitare. Compriamo i biglietti per Viñales, partiremo domani alle nove del mattino. Il secondo ci porta dall’autostazione fino ad Habana Vieja e ci scarica nei pressi del Capitolio. Lui è quindici anni che lavora come tassista, ci racconta del Che e ci consiglia alcune librerie economiche del centro. Tiene la mano sinistra sul volante e allunga la destra, afferra un quadernetto, me lo poggia sulle gambe e mi ordina di aprirlo. «Guarda un po’ da chi è firmata quella banconota ragazzo?». (altro…)



[Questo articolo è uscito sul numero 27 (luglio 2016) della