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  • NO, I Giorni dell’Arcobaleno: #Film #PabloLarrain #Cile #Pinochet #Dittatura #AmericaLatina #GaelGarcia

    NO, I Giorni dell’Arcobaleno: #Film #PabloLarrain #Cile #Pinochet #Dittatura #AmericaLatina #GaelGarcia

    Per la Serie Film LatinoAmericanisti (qui link agli altri film)

    1988. Augusto Pinochet, da quindici annidittatore del Cile, di fronte alle pressioni internazionali è costretto a chiedere unreferendum sulla sua presidenza. I leader dell’opposizione convincono un giovane e sfacciato pubblicitario, René Saavedra, a guidare la loro campagna. Con poche risorse e un controllo costante da parte del ministero della comunicazione, Saavedra e il suo team elaborano un piano audace con lo spot Chile, la alegría ya viene per vincere le elezioni e liberare il loro paese dall’oppressione. (Wikipedia)

    “No” es una película chilena de 2012 dirigida por Pablo Larraín y escrita por Pedro Peirano, a partir de la obra de teatro inédita “El plebiscito” de Antonio Skármeta.

    Lista de películas para el despertar de la conciencia política: LINK

    NO pablo larrain youtube

  • Voces Inocentes (Voci Innocenti): #Film Completo sulla #Guerra di #ElSalvador

    Voces Inocentes (Voci Innocenti): #Film Completo sulla #Guerra di #ElSalvador

    Per la Serie Film LatinoAmericanisti (qui link agli altri film)

    I figli della guerra (Innocent Voices) è un film del 2004 diretto da Luis Mandokiambientanto nel 1980 a El Salvador durante la guerra civile. Esso si basa sull’ infanzia dello scrittore Oscar Orlando Torres. Il film è conosciuto anche con il titolo Voci Innocenti.

    Sinopsis En un pueblo de la periferia de San Salvador, vive Chava (Carlos Padilla), un niño de 11 años, que se encuentra atrapado entre el ejército y la guerrilla salvadoreña. Cuando su padre abandona a la familia, en plena guerra civil, Chava pasa a ser “el hombre de la casa”. En esta época, el gobierno de El Salvador reclutaba niños de doce años. Así que a Chava sólo le queda un año de escuela antes de ser movilizado.

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    Voces inocentes es una película mexicana de 2004 dirigida por Luis Mandoki que transcurre durante la guerra civil salvadoreña en 1980, estrenada el 16 de septiembre de 2004 y se basa en la infancia del escritor salvadoreño Óscar Torres. La película aborda el uso de los niños por parte del Ejército y también muestra la injusticia en contra de personas inocentes que se ven obligadas a combatir en la guerra. Wikipedia

  • Il #potere del #narcotraffico: note sul #Messico #Narcoguerra segnalato su Cesda.Net @odoyaeditore

    Il #potere del #narcotraffico: note sul #Messico #Narcoguerra segnalato su Cesda.Net @odoyaeditore

    Copertina NarcoGuerra Fronte e Retro (Small)(Articolo tratto da: Cesda.Net Centro Studi Ricerca e Documentazone su Dipendenze e Aids) Un recente saggio di Fabrizio Lorusso, giornalista free-lance esperto di America Latina, illustra fatti, dati e analisi relativi a ciò che definisce narco-potere. Lorusso è autore di  NarcoGuerra. Cronache dal Messico dei Cartelli della Droga (Ed. Odoya, 2015), che contiene reportage, interviste, cronache con una visione critica di quanto vissuto negli ultimi anni in Messico e in altri paesi latinoamericani. Da anni il lavoro di questo giornalista documenta le molte facce del Messico, paese che ha visto affermarsi l’egemonia dei cartelli della droga e il sostanziale fallimento delle strategie repressive dello Stato messicano. cesdaLorusso nel libro si sofferma sulla situazione esistente in Colombia e soprattutto in Messico, dove la forza economica e militare delle organizzazioni e dei cartelli della droga ha raggiunto livelli enormi, tali da mettere in estrema difficoltà la legittimità dello Stato in ampie zone del paese. La ferocia, il livello di violenza praticato dei cartelli messicani contro organizzazioni rivali e civili innocenti, di fatto hanno trascinato il paese in una guerra civile a partire dal 2006, con un bilancio impressionante di vittime, stimate da 80.000 a 100.000, e di rapimenti o “sparizioni”, stimati da 20.000 a 30.000. (altro…)

  • Rojo Amanecer: Film Completo sulla Mattanza di #Tlatelolco #Messico #1968

    Rojo Amanecer: Film Completo sulla Mattanza di #Tlatelolco #Messico #1968

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    Rojo amanecer (1989) es una película mexicana del director Jorge Fons, en la que se narran los sucesos de la Matanza de Tlatelolco ocurrida el 2 de octubre de 1968, en la Plaza de las Tres Culturas, en la Ciudad de México, México.

    WIKIPEDIA: Rojo amanecer (1989) es una película mexicana del director Jorge Fons, en la que se narran los sucesos de la matanza de Tlatelolco ocurrida el 2 de octubre de 1968, en la Plaza de las Tres Culturas, en la Ciudad de México, México.

    rojo amanecer

  • El Clavel Negro (Black Pimentel) Film sull’Ambasciatore Svedese Harald Edelstam #Cile #Golpe #Pinochet #1973

    El Clavel Negro (Black Pimentel) Film sull’Ambasciatore Svedese Harald Edelstam #Cile #Golpe #Pinochet #1973

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    El clavel negro (en sueco: Svarta nejlikan) es una película dramática sueca dirigida por Ulf Hultberg y protagonizada por Michael Nyqvist, Kate del Castillo y Lisa Werlinder.

    Wikipedia in spagnolo: El clavel negro (en sueco: Svarta nejlikan) es una película dramática sueca dirigida por Ulf Hultberg y protagonizada por Michael Nyqvist, Kate del Castillo y Lisa Werlinder. La película está basada en hechos reales. Narra la historia de Harald Edelstam, embajador de Suecia en Chile, quien después del golpe militar de Augusto Pinochet el 11 de septiembre de 1973 salvó la vida de 1 300 personas acogiéndolas en la embajada para luego enviarlas a Suecia. Edelstam se había ganado el apodo que da nombre a la película, “El clavel negro”, por su labor humanitaria antifascista en la Noruega ocupada por los nazis, en referencia al héroe ficticio La pimpinela (clavel) escarlata, quien salvó muchas vidas durante la revolución francesa. La película fue rodada en Chile en la primavera de 2006 y estrenada el 14 de marzo de 2007. IN INGLESE LINK

    El clavel negro

  • 5 Novembre: in Libreria #PCSP (Picccola Controstoria Popolare) di @alprunetti @edizionialegre #QuintoTipo

    5 Novembre: in Libreria #PCSP (Picccola Controstoria Popolare) di @alprunetti @edizionialegre #QuintoTipo

    PCSP di Alberto Prunetti è in arrivo. Nell’attesa di cominciare a leggerlo e, passo previo, riuscire al più presto a averlo qui in terre messicane, non posso far altro che ricordarne l’uscita, prevista per il 5 novembre nelle librerie italiane, e riportarne gli estremi. Va da sé che consiglio il libro per fiducia e stima verso l’autore (di cui ho letto e apprezzato Amianto e il Fioraio di Perón) e perché è parte di una collana, Quinto Tipo, che è di per sé una garanzia.  Su GIAP qualche ragguaglio in più, così come sul sito della casa editrice, ALEGRE, da cui traggo il testo seguente.

    Ribellioni, resistenze, renitenze, rivolte… Dov’è finita la Maremma raccontata dal Prunetti? Quella sì era roba pesante: gente che mangiava fiamme, sovversivi che facevano lo slalom tra rappresaglie, repressione e rastrellamenti, e qui dentro li trovi tutti, belli stipati e pronti al pum!come i chiodi e il sale grosso nella canna dell’archibugio. Anarchici e comunisti alla macchia… Gente che spara ai fascisti… Banditi che sciorinano poemi in ottava rima… Altra gente che spara ai fascisti… Disertori che nel ’15-’18 vivono in caverne e magari li rivedi più tardi che sparano ai fascisti… Congreghe di santi dementi che sfidano l’ordine del mondo flagellandosi per le strade, mentre altri preferiscono sfidare l’ordine del mondo sparando ai fascisti… Domenico Marchettini detto «Il Ricciolo», Robusto Biancani fu Patrizio che finì (non bene) in Urss, Giuseppe Maggiori che un rapporto di polizia definisce «personaggio veramente importante per l’opera di preparazione di attentati», Chiaro Mori detto «Chiarone»… E Quisnello Nozzoli, e l’oste anarchico di Prata, e il compagno Attila… E aspetta, come si chiamava quell’altro, quello che sparava ai fascisti? Ce l’ho sulla punta della lingua…
    Quella Maremma non c’è più, ma PCSP la riporta in vita. Si può usare questo libro come un breviario: apritelo ogni giorno su una storia edificante a casaccio, e lasciatevene ispirare. E se vi trovate in una situazione di stallo, chiedetevi: «Che farebbe al posto mio Chiarone Mori? E Albano Innocenti?».
    Quella Maremma, dio madonna, non c’è più, però c’è il buon esempio. Ci sono i racconti. Le storie dei nessuno che furono davvero qualcuno.
    I dimenticati che han fatto la storia.

    «…i fratelli Ancarani: Ettore ai ponti di Badia, durante le proteste contro il caroviveri tronchicciò di tonfi due gosti che si permettevano impunemente di sventolare la bandiera sabauda, mentre il fratello Paolino massacrò di legnate una guardia e venti giorni dopo andò a cercarla all’ospedale, dov’era ancora degente, per finire il lavoro… No, obiettate, non vi piacciono questi bruti. Volete storie bucoliche, miti che celebrino la vita agricola, l’onestà del sudore, il duro lavoro dei campi… Eccovi il Bartolommei, che al posto delle rape nell’orto sotterrava tubi di dinamite affinché germogliasse la rivoluzione sotto il sol dell’avvenire. Dopo questi crostini avete ancora fame di mitologia? L’assedio di Troia? E che dire dell’assedio di Grosseto…»

    Autore:
    Alberto Prunetti (Piombino, 1973) ha pubblicato Potassa, Il fioraio di Peròn e Amianto, una storia operaia. Traduttore e lavoratore culturale free lance, scrive su Letteraria, Giap, Carmilla, Il Manifesto,La Reubblica edizione Firenze e altre testate.

  • Estado de Sitio: #Film Completo sul Movimento Armato dei #Tupamaros #Uruguay #PepeMujica

    Estado de Sitio: #Film Completo sul Movimento Armato dei #Tupamaros #Uruguay #PepeMujica

    Per la Serie Film LatinoAmericanisti (qui link agli altri film)

    Estado de sitio (État de siège), una película de Costa-Gavras inspirada en los tupamaros.

    NOTA WIKIpedia: El Movimiento de Liberación Nacional-Tupamaros (MLN-T) o simplemente Tupamaros es un movimiento político de Uruguayque tuvo una etapa de actuación como guerrilla urbana de izquierda radical durante los años 1960 y principios de los 70, y que se integró a la coalición política Frente Amplio en 1989.2 

    Estado de sitio pelicula

  • Marilù intervista Pino: Dialogo con @PinoCacucci1 e @MariluOliva su @libroguerriero

    Marilù intervista Pino: Dialogo con @PinoCacucci1 e @MariluOliva su @libroguerriero

    ATTIVITA’:  scrittore e traduttore, sporadicamente giornalista

    SEGNI PARTICOLARI:  istintivo bastiancontrario e insana propensione a dubitare di qualsiasi versione ufficiale

    LO TROVATE SU: FB e Twitter 

    Quando da piccolo ti chiedevano che lavoro avresti voluto fare, cosa rispondevi?

    Da piccolo, ma davvero piccolo, rispondevo una cosa senza senso: lo straccivendolo. Non saprei dire cosa mi attirasse di quel mestiere, forse la possibilità di raccogliere roba vecchia quando a casa mia non c’era mai posto per le cose che volevo tenere (stesso problema odierno: accumulo ricordi di viaggio compulsivamente), ma per tanti anni i miei mi hanno preso in giro ricordandomi quale “carriera” volessi intraprendere a tre o quattro anni… Poi, il disegno e la pittura presero il sopravvento, e a un certo punto pensavo che “da grande” avrei voluto fare l’autore di fumetti. E qualcosa ho fatto, ma con risultati poco soddisfacenti. Però emerge dalla memoria un dettaglio inquietante: a circa dieci anni pretesi fortissimamente come regalo di compleanno una macchina da scrivere, che fu una Lettera 32, eppure non avevo nulla da scrivere… Ero attratto da quel marchingegno, pur non essendoci un motivo “pratico”. Che avessi già dentro il virus della scrittura? Be’, con gli anni, quasi altri quindici, quella ormai vecchia Lettera 32 l’avrei usata per i primi racconti, nel ’79. (Continua…) Leggi intervista completa qui: PINO CACUCCI  | libroguerriero

  • Marilù intervista Pino: Dialogo con @PinoCacucci1 @MariluOliva su @libroguerriero

    Sorgente: PINO CACUCCI  | libroguerriero

  • I più importanti blog letterari: intervista a @CarmillaOnLine di @sulromanzo #LitBlog

    I più importanti blog letterari: intervista a @CarmillaOnLine di @sulromanzo #LitBlog

    Carmill Testata

    Il lit-blog Carmilla, risposte al blog Sul Romanzo del direttore editoriale Valerio Evangelisti.

    Gli ambiti in cui Carmilla opera sono «letteratura, immaginario e cultura d’opposizione». Può illustrare ai nostri lettori quali sono i vostri intenti per ognuno di questi ambiti?

    Noi riteniamo che il lavoro culturale, e nello specifico quello letterario, possa avere sostanza duratura solo se contrapposto ai valori dominanti, imposti da poteri economici, di mercato, politici, massmediatici. All’immaginario che questi creano a livello collettivo, facendone strumento di dominio, vogliamo opporne un altro privo di vincoli, e liberare in questo senso sogni, fantasie, utopie opposte alla standardizzazione. Riempire di senso critico anche un campo di solito catalogato tra quelli di puro svago.

    carmillaCosa significa fare “cultura d’opposizione” oggi? E in che misura Internet può risultare un supporto adeguato?

    Significa “decolonizzare” un immaginario tenuto sotto controllo, e dunque svuotato di tensioni antagonistiche. Se un tempo chi comandava lo faceva in ambiti specifici, come per esempio le ore di lavoro, adesso ha imparato a farlo anche nelle ore di riposo. Le ha riempite di fantasie guidate, di modelli conformistici di distrazione. Per fortuna è arrivata Internet, che ha in parte scardinato le forme del comunicare. Senza farsi troppe illusioni, rimane una trincea in cui si riescono a coltivare, nel frastuono generale, visioni alternative.

    Occuparsi di letteratura sul web: quali sono, secondo lei, i punti di forza e i rischi da evitare?

    I punti di forza risiedono nella facilità di comunicare le proprie idee, e nel costo quasi nullo dei mezzi necessari. Il rischio è di disperdersi in una cacofonia priva di efficacia, in cui predomina la mediocrità. L’unico rimedio è condurre un discorso culturale coerente, con un profilo preciso e difeso con le unghie e con i denti. Anche a costo di farsi dei nemici, o di non essere compresi.

    Fuga Mauro Baldrati copertinaDa poco avete lanciato una collana di ebook con l’obiettivo di dare spazio a testi che sviluppino creatività, analisi politica, reportage, recensioni e opposizione. L’editoria digitale può rappresentare un cambiamento non solo nel medium ma anche nel contenuto?

    Per il momento l’editoria digitale non sostituisce quella cartacea. L’affianca, però, in posizione minoritaria. È valida per la narrativa, in cui si legge dalla prima pagina all’ultima. Meno per la saggistica, in cui si salta al capitolo o al paragrafo che interessa (operazione laboriosa sugli e-books). Per ora, dunque, il digitale non sta apportando una vera rivoluzione, e resta ai margini. Il suo futuro è affidato alle evoluzioni tecniche e – aggiungerei – anche al costo dei “reader”.

    Gli e-book di Carmilla non pretendono di sconvolgere il mercato librario. Permettono tuttavia di offrire testi lunghi, che non sarebbe possibile pubblicare o raccogliere on line. Nessuna variazione al contenuto. Ecco un caso in cui il medium non è il messaggio. Parliamo di semplici questioni pratiche.

    carmilla_book_cover_by_bizarropress-d4r99dySi parla sempre più spesso di debolezza della critica letteraria. Quale potrebbe essere il ruolo dei blog letterari rispetto a un recupero di credibilità da parte della critica?

    Esistono varie forme di critica letteraria: quella accademica, quella dei quotidiani, quella delle riviste specializzate. Quest’ultima è seriamente in crisi, come dimostrano la scomparsa di «Pulp» e il passaggio de «L’indice» dal cartaceo al digitale. Ma anche quella giornalistica è oggi scarsamente influente: solo poche firme famose la svolgono col necessario rigore. Molto è affidato invece alla televisione. La partecipazione a un programma seguito può determinare la fortuna di un libro.

    L’alternativa parziale alla televisione è Internet. Certo, è contaminata da un accesso indiscriminato, in cui il peggior lunatico ha modo di esprimersi. La sfida è, allora, scavarsi con pazienza la propria identità.

    Autorevolezza e influenza sono i due parametri di riferimento che di solito si usano per discutere di blog letterari. Li ritiene adeguati e sufficienti? Oppure, quali altri parametri si potrebbero utilizzare per definire la qualità dei blog letterari?

    Aggiungerei l’onestà intellettuale. È importante che il lettore intuisca che il sito non persegue fini personali, editoriali, di consorteria, di rientro monetario. Tutti i lit-blog più noti obbediscono a questo criterio. Chi li segue non è stupido. Sa riconoscere la banconota falsa.