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  • Santa Muerte + Haiti @Sherwood_Web_TV – 27 giugno alle 20

    Santa Muerte + Haiti @Sherwood_Web_TV – 27 giugno alle 20

    SHERWOOD-13-OK

    A questo link in diretta streaming alle ore 20, giovedì 27 giugno @Sherwood_WEB_TV

    Giovedì 27 giugno – Ore 20 – LINK:

    Come e dove?                     Padova, Festival Sherwood – Park Nord Stadio Euganeo Viale Nereo Rocco – Padova

    Che cosa?                             Santa Muerte. Patrona dell’Umanità+Le macerie di Haiti

    Con chi?                                Con l’autore e Marco Maschietto – Sherwood Web TV

    E sul Web?                           http://webtv.sherwood.it/

    Giovedi 27 giugno : http://www.sherwood.it/articolo/3211/palinsesto-webtv-sherwood-festival-2013

    Intervista a Fabrizio Lorusso autore di Santa Muerte. Patrona dell’umanità (Stampa Alternativa, 2013) e di Le macerie di Haiti (L’erudita, 2012)

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  • Nessuna più: presentazione del libro a Busto Arsizio il 28 giugno

    Nessuna più: presentazione del libro a Busto Arsizio il 28 giugno

    Nessuna Piu a Busto cartello

    Amici milanesi e lombardi, venerdì sera io e altri autori e autrici di “Nessuna più – 40 scrittori contro il femminicidio” (di Elliot Edizioni ) siamo a Busto Arsizio, alla… Libreria UBIK. Ore 19, presentazione del libro! Partecipano Marilù Oliva, Mariangela Camocardi, Fabrizio Lorusso, Marina Marazza e Francesca Genti.
  • La protesta invade le strade del Brasile

    La protesta invade le strade del Brasile

    BrasilOltre un milione di persone si sono riversate per le strade di un centinaio città brasiliane nel pomeriggio di giovedì 20 giugno. Ma sono più di dieci giorni che in decine di città del Brasile le manifestazioni popolari sono inarrestabili, nonostante numerosi episodi di repressione violenta da parte della polizia e, a un livello più “folclorico” ma emblematico, gli spropositi proferiti da O Rey Pelè che ha cercato di richiamare all’ordine i manifestanti, suggerendo loro di concentrarsi sulle partite della seleção e farla finita con le proteste. Il suo appello è giustamente sprofondato nell’oblio. Intanto, solo nella sera di giovedì 20, ci sono stati 60 feriti a Rio, altri 30 a Brasilia e 1 morto a Ribeirão Preto. Come erroneamente alcuni media italiani hanno riportato, non si tratta di un movimento “contro i mondiali di calcio” o semplicemente contro il rincaro dei biglietti dei trasporti pubblici, deciso dai sindaci delle località che ospiteranno le partite nel 2014, per provare a recuperare le spese sostenute in questi anni. Di fatto, per esempio a Brasilia, la protesta è stata battezzata come un “Atto nazionale contro l’aumento dei biglietti, le violazioni legate alla coppa del mondo e la criminalizzazione della lotta popolare”. Dopo le prime giornate di lotta la settimana scorsa la gente è scesa in massa per le strade anche per rispondere alla repressione della polizia che aveva fatto 100 feriti e 190 detenuti. Ad ogni modo i motivi e le chiavi di lettura della protesta rivelano scenari e sentieri poco praticati dai mezzi di comunicazione nostrani, spesso avvezzi alla semplificazione della realtà e della storia latino americane.

    Dalla Turchia al Brasile le piazze e la gente s’espongono e s’indignano, sperimentando diverse forme di partecipazione e protesta. Lottano contro l’esclusione dalla democrazia reale, sempre più lontana, “televisivamente” contaminata e infine sostituita dai surrogati del mercato e del privatismo, e dal sogno dello “sviluppo economico” di cui gran parte della popolazione è più vittima o semplice spettatrice che artefice o beneficiaria. Ed è un “sogno” che, tra l’altro, i paesi dell’America Latina hanno già provato a vivere a più riprese, quasi sempre interrotte da dittature, populismi, ingerenze straniere, colpi di stato e “problemi strutturali” sia negli anni trenta che negli anni sessanta del secolo scorso.

    Da Istanbul a Brasilia parliamo di due paesi cosiddetti “emergenti”, seppur in modi, contesti e tempi assai differenti tra di loro, e di risvegli improvvisi, ma non imprevedibili né ingiustificati. Non sono gli alberi del Gezi Park a Istanbul o l’aumento di 20 centesimi di Real del biglietto per i trasporti pubblici di San Paolo e Rio (e di altre città che ospiteranno i mondiali di calcio) i motivi dell’incendio, ma sono solo le scintille che appiccano il fuoco e uniscono le masse attorno a esigenze certamente più trascendenti e ispiratrici che  coinvolgono settori anche molto diversi della popolazione e spaziano da proposte di riforma del sistema fino a idee per il suo superamento.

    Il Brasile del PT (Partido dos Trabalhadores), dell’ex presidente Ignacio “Lula” da Silva (il “presidente operaio”, dal 2003 al 2010) e di Dilma Roussef (la “presidentessa guerrigliera”, 2011-14) ha 200 milioni di abitanti, è la prima economia dell’America Latina, sesta del mondo, e nell’ultimo decennio ha sicuramente fatto dei grossi passi avanti nella lotta alla povertà e nell’ampliamento della classe media grazie a un’economia che ha registrato una media di crescita del 4% per otto anni di fila (2003-2011). Il ”gigante del Sud” si erge dunque a potenza regionale sudamericana, ma anche ad attore geopolitico di caratura mondiale e acquista più peso a livello internazionale. Per citare un paio di esempi, sono brasiliani il direttore generale della OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), Roberto Azevedo, e quello della FAO, José Graziano da Silva. Il Brasile fa parte dei paesi emergenti inclusi nella fantomatica sigla “BRICS” (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), organizzerà le Olimpiadi nel 2016 e i Mondiali di calcio l’anno prossimo, dopo aver già realizzato l’anno scorso la Conferenza ONU Rio +20 sull’ambiente. Ma non è tutto oro quel che luccica.

    Undici giorni consecutivi di proteste, un crescendo di partecipazione popolare attivata dai social network, che riproducono lo slogan “Brasile, svegliati!”, convertito in hashtag e trending topic su twitter nel giro di poche ore, stanno lì a ricordare al mondo, ipnotizzato dalla Confederation Cup che sta per arrivare alla fase finale, che questo è anche il paese delle enormi disuguaglianze socio-economiche, tra le più grandi in America Latina, della corruzione, degli sprechi per il mondiale e dello sviluppo incompiuto. La crescita economica s’è quasi fermata per un paio d’anni passando a tassi europei (da declino o quasi) del 2,7% nel 2011 e dello 0,9% l’anno scorso, mentre l’inflazione è cresciuta fino al 6,5%.

    L’alto costo della vita, che è semplicemente proibitivo per la maggior parte della popolazione, almeno nelle grandi città, e l’imposizione fiscale, tra le più alte in America Latina, farebbero pensare ad un paese che sta toccando le vette del tanto agognato “sviluppo” economico e del cosiddetto “primo mondo” (dove appunto tasse e costo della vita sono alti), ma la realtà è un’altra. I segni esteriori e i dati economici di un “paese sviluppato” (o in via di sviluppo) non sempre corrispondono alla situazione della vita reale né alla totalità della sua gente. Affianco alla nuova classe media salariata, sempre più appiattita su standard e modelli di vita estremamente consumistici, esistono masse popolari che dalle favelas alle periferie, dalle regioni amazzoniche al Nordest, storicamente più arretrate rispetto al Sud e all’asse Rio-San Paolo, non sono ancora riuscite a fare “il grande salto” e probabilmente dovranno attendere qualche decennio in più per farlo (se mai succederà). Il modello della potenza regionale che aspira ad essere un “global player” e proietta un’immagine nazionale positiva e amichevole al resto del mondo comincia a scricchiolare proprio in questi giorni in cui l’attenzione dei media avvia la sua fase ascendente per colpa della, o grazie alla, Confederation Cup.

    Proprio il 22 giugno si gioca Italia-Brasile a Salvador de Bahia e sono annunciate nuove mobilitazioni, mentre la preparazione per i mondiali del 2014 rende irrequieta, anzi arrabbiata, la popolazione che vede fluttuare le spese per gli stadi e le infrastrutture mentre aumentano gli sfollati e i senza tetto, pagati una miseria per abbandonare le loro case site nei pressi dei nuovi megaprogetti, e s’abbassano la qualità e la copertura della sanità e del sistema educativo. Questi sono alcuni altri motivi che hanno spinto migliaia di persone a scendere in piazza. Un’altra delle richieste della popolazione “indignata” riguarda la trasparenza nella gestione dei circa 13 miliardi di dollari investiti dal governo per i mondiali e le Olimpiadi e i freni contro la corruzione. “Meno circo e più pane”, chiedono i manifestanti. Gli aumenti nei prezzi dei biglietti sono stati revocati, ma le proteste continuano.

    Secondo uno studio (da prendere con le pinze ma almeno indicativo) citato dalla stampa brasiliana e portoghese nei giorni scorsi, l’84% dei manifestanti non dichiara simpatie di partito, il 71% partecipa per la prima volta a una protesta di piazza e più della metà ha meno di 25 anni. L’81% delle persone han saputo delle iniziative attraverso Facebook. Dal 1992, quando venne contestata la presidenza di Fernando Collor de Mello, non si vedevano manifestazioni così imponenti nelle metropoli brasiliane e queste sono le prime che vengono convocate prevalentemente tramite le reti sociali. L’origine viene dalle mobilitazioni convocate dal movimento contro l’aumento del costo dei trasporti pubblici (Movimiento Pase Libre), ma la continuazione e gli sviluppi delle manifestazioni passano dalle reti sociali e dall’estensione della protesta ad altri settori, in genere non rappresentati a livello istituzionale e appunto convocati spontaneamente per le strade.

    In Brasile chi riesce a “entrare nel sistema”, magari grazie a un contratto decente, alla carriera in una grande impresa nazionale o in una multinazionale, oppure con un posto statale, ha l’illusione di raggiungere di una qualità di vita da “primo mondo” (per quanto questa definizione possa avere un significato attualmente). Ciononostante, gli alti indici di criminalità (per esempio un tasso di omicidi ogni centomila abitanti superiore a 25, di fatto simile a quello del Messico della narcoguerra) e un tasso di sviluppo umano (indice che incorpora la valutazione di istruzione, sanità e reddito) che colloca il paese al posto numero 85, sotto Perù e Venezuela per esempio, contraddicono l’ottimismo dei nuovi settori emergenti.

    C’è chi ha provato a strumentalizzare politicamente la protesta, puntando il dito esclusivamente contro Dilma Roussef e riducendo le manifestazioni a un movimento contro il governo in carica. Invece la popolazione nelle piazze tende a lanciarsi contro tutta la classe politica, da una parte, e contro un modello di sviluppo incompleto, dall’altra. D’altro canto è vero che, rispetto al periodo di Lula, c’è stato un distacco maggiore dei movimenti sociali dai partiti di governo.

    In un editoriale uscito sul quotidiano portoghese Publico del 20 giugno, l’accademico Boaventura de Sousa Santos sottolinea luci ed ombre del Brasile di Lula e Dilma, una potenza che ha proiettato internazionalmente l’idea (solo in parte seguita dalla pratica) di uno sviluppo “benevolo ed includente”, di una società effettivamente meno povera e con prospettive per il futuro, ma che è composta comunque da due paesi diversi, forse meno identificabili rispetto alle “due Turchie” che da tre settimane si scontrano nelle piazze del paese euroasiatico. Il Brasile “altro”, quello che sfugge alle analisi più comuni, è spiegabile tramite tre narrative.

    La prima è quella dell’esclusione sociale, quella di un paese tra i più ingiusti al mondo, malgrado la crescita e le politiche dell’ultimo decennio, in cui le oligarchie latifondiste, il vecchio mondo provinciale e autoritario, le élite razziste e chiuse sono ancora vive e vegete. La seconda è quella della rivendicazione della democrazia partecipativa dell’ultimo quarto di secolo, culminata con la Costituzione del 1988, i bilanci partecipativi a livello municipale, l’impeachment del presidente Collor de Mello nel 1992, la creazione dei consigli cittadini per la gestione di alcune politiche pubbliche a vari livelli. La terza narrativa ha una decina d’anni e riguarda le politiche d’inclusione sociale portate avanti dal presidente Lula dal 2003 che hanno portato a un aumento della classe media “consumista”, a una riduzione della povertà e alla presa di coscienza pubblica sulla discriminazione razziale contro gli discendenti dei popoli indigeni e africani.

    Da quasi tre anni a questa parte, con la presidenza di Dilma Roussef, c’è stato un rallentamento nelle azioni e nei discorsi legati alle ultime due narrative. “Lo spazio politico corrispondente è stato occupato dalla prima narrativa, rinforzata dall’ideologia dello sviluppo capitalista a tutti i costi e dalle nuove e vecchie forme di corruzione”, secondo Boaventura de Sousa, e “le forme di democrazia partecipativa sono state cooptate, neutralizzate dall’avvento delle grandi infrastrutture e i megaprogetti, perdendo interesse per le nuove generazioni”. Sono in aumento gli omicidi di sindacalisti e attivisti contadini nel vecchio Brasile rurale, per esempio, e la distribuzione della ricchezza sta vivendo un momento di stagnazione.

    Quindi la vita urbana è peggiorata dato che gli investimenti per il trasporto, l’educazione, la salute e i servizi sono finiti nel calderone dei progetti per gli eventi internazionali organizzati dal Brasile. Ma questi stessi eventi rischiano di diventare un boomerang, anche se, forse, rischiano di diventare delle occasioni uniche per il risveglio della protesta popolare che, forte dell’attenzione mediatica globale, può spingere per una trasformazione più profonda della società, la redistribuzione della ricchezza e un riorientamento del modello di sviluppo che non dimentichi le narrative dell’inclusione politica, sociale ed economica.

    La presidentessa del Brasile ha appena rivolto un discorso di “riconciliazione” alla nazione e specialmente a quel milione di manifestanti che minacciano di moltiplicarsi e continuare con le mobilitazioni. La Roussef ha dichiarato che destinerà il 100% delle risorse del settore petrolifero all’istruzione, che riceverà i leader delle proteste (che però non si sa esattamente chi siano e quindi forse il riferimento è al Movimento Pase Libre) per arrivare a una soluzione e che c’è bisogno di “ossigenare il sistema politico”. L’apertura al dialogo con tutti, sempre secondo il discorso della presidentessa, è d’obbligo, ma va condotto “in ordine e senza violenza”, quindi la polizia proteggerà il “patrimonio pubblico”. Mi sembrano parole un po’ fredde e promesse ancora poco definite, ma è un impressione esterna, per cui restiamo in attesa della risposta delle piazze e della definizione di un movimento che forse è ancora difficile “inquadrare”, ma che sta svegliando dal torpore un paese e stanando alcune sue contraddizioni.  Fabrizio Lorusso – Twitter @FabrizioLorusso (da CarmillaOnLine)

    PS. Segnalo due articoli interessanti (in portoghese e in spagnolo) che cercano di interpretare le direzioni e le sfumature del movimento inedito che sta riempiendo le strade brasiliane in questi giorni. Da una parte c’è una visione preoccupata e l’appello alle forze anticapitaliste che segnala (LINK Passapalvra) il pericolo (e la presenza) di strumentalizzazioni e infiltrazioni della destra e di una eventuale deriva nazionalista e conservatrice, dall’altra (LINK Rebelion) la forza del popolo per le strade, la riappropriazione degli spazi e lo spontaneismo che stanno facendo risvegliare il paese, dunque non solo un “movimento” della classe media. Foto degli scontri nelle diverse città: LINK

  • Santa Muerte in 3 minuti a Rai Radio Uno

    Intervista di Cecilia Rinaldini a Fabrizio Lorusso sul culto alla Santa Muerte in Messico e sul suo libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, 2013). Programma Voci dal Mondo di Rai Radio 1: Responsabile: Gaetano Barresi – Conduce: Gabriella Lepre
    Sito del libro Santa Muerte Patrona: http://santamuertepatrona.wordpress.com
    PODCAST originale RAI: http://www.rai.it/dl/radio1/2010/prog
    Libro sul sito di Stampa Alternativa: http://www.stampalternativa.it/libri/
    Sito dell’autore: http://lamericalatina.net

    Prossime presentazioni di Santa Muerte Patrona dell’Umanità: LINK.

    Alla lista del link qui sopra va aggiunta la presentazione in Piazza Verdi a Bologna prevista per il primo luglio dalle 18.30 organizzata da BARTLEBY !

    Inifne due suggerimenti:

    Articolo di Marco Dalla Stella sulla Santissima Muerte da ThePostInternazionale

    Intervista (sempre di M.D.S.) a Fabrizio Lorusso sul culto alla Santa Muerte: LINK

  • Santa Muerte Patrona a Firenze, Libreria-Caffè La Citè (12 giugno)

    Santa Muerte Patrona a Firenze, Libreria-Caffè La Citè (12 giugno)

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    Presentazione del libro: SANTA MUERTE – PATRONA DELL’ UMANITA’

    Di FABRIZIO LORUSSO – Edizioni Stampa Alternativa – Prologo di Valerio Evangelisti

    Mercoledì 12 giugno – Ore 19 – Evento su Facebook LINK

    Come e dove?      Firenze, LibreriaCafè La Citè – Borgo San Frediano 20, (Fi)

    Che cosa?                 Santa Muerte Patrona dell’Umanità

    Con chi?                      Con l’autore e Giulio Pedani dalla Citè

    E sul Web?                    http://www.lacitelibreria.info/

    SantaMuertePatrona_copertinamezzaLa morte santificata, tramutata in oggetto di culto, in una sorta di Madonna dei diseredati, dei carcerati e dei “banditi”: è il culto per la Santa Muerte, fenomeno religioso molto diffuso in Messico, ma anche in Argentina e Stati Uniti, con 10 milioni di seguaci.

    L’autore di questo saggio ci accompagna alla scoperta della Santa Muerte, il culto che unisce tradizioni antiche dell’America latina, folclore afro-cubano e il cattolicesimo imposto dai conquistatori spagnoli. Andando oltre i luoghi comuni che considerano la devozione per la Santa Muerte alla stregua di una setta satanica o di una religione per narcotrafficanti, si comprendono così aspetti più vasti della situazione latinoamericana, al di là dei pregiudizi.

    La cite

    Blog dell’autore:

    https://lamericalatina.net/la-santa-muerte/

    Blog del libro: http://santamuertepatrona.wordpress.com/

    http://latinoamericaexpress.com.unita.it/

    http://www.carmillaonline.com/archives/cat_osservatorio_america_latina.html

  • Central America to Milan (?)

    Central America to Milan (?)

    Centroamerica mappa 1

    Sì, lo so che il Messico è Nord America e qui non si considera come “America centrale” (guai a dirlo o pensarlo), però la mia cartina appesa sulla parete comincia dal Chiapas, scende fino alla Colombia e oggi meritava un post istantaneo. Ricorda i viaggi e i voli. O almeno qualche navigazione (a vista). Tra tesori e palme, come recitano gli stereotipi, sognerò i sorbetti al limone al posto delle messicane gelatinas (tipico dessert dei ristorantini messicani anti-crisi, cioè a basso costo) sul volo BA di stanotte per Londra. Su quello per Milano di domani forse starò già rimpiangendo il caotico zocalo del DF, l’inarrivabile Uni UNAM e i tramonti dietro l’Ajusco, ma poi la madonnina prenderà il sopravvento e a Linate mi risveglierò con un classico espresso. Buon viaggio anche a tutti gli altri camminanti.  Ultimi acquisti? I santini e i mezcal.

    Mezcal

    Santa Muerte Figurine 2

    Mezcal

  • Festival Voci della Storia a Seregno 7-9 giugno

    Festival Voci della Storia a Seregno 7-9 giugno

    VocidellastoriaSegnalo con piacere questa bella iniziativa per il week end a Seregno (MB). Ecco il comunicato:

    Cari amici, gentili lettori, siamo ormai prossimi al grande appuntamento con 

    VOCI DELLA STORIA – FESTIVAL  STORICO LETTERARIO CITTÀ DI SEREGNO

    venerdì 7, sabato 8, domenica 9 giugno

    Un grande evento animerà il centro della nostra città. Molti saranno gli ospiti: scrittori, giornalisti e professori universitari; diverse le tematiche. Tanti gli argomenti proposti: i misteri dell’antico Egitto, il fascino dell’Impero Romano, i segreti di Gerusalemme, i grandi enigmi della storia, scoprire come si viveva nel medioevo, il fascino dell’arte di Klimt e, per i bambini, spazio laboratori.

    In allegato, tutti i nomi di coloro che interverranno a Voci Della Storia.

    Tutte le iniziative sono a ingresso libero.

    LINK:

    http://www.facebook.com/home.php#!/VociDellaStoria

    www.vocidellastoria.it

    Un mondo di libri ricorda l’occasione per conoscere  ANDREA VITALI in occasione dell’uscita del nuovo romanzo UN BEL SOGNO D’AMORE  Mercoledì 12 giugno, dalle 18.30 alle 19,30 l’autore incontrerà i lettori presso la libreria Un Mondo di Libri Corso del Popolo, 54\56 Seregno, alle ore 21,00 ci sposteremo poi a Cesano Maderno, all’auditorium Disarò, in centro Cesano, di fronte a Palazzo Borromeo, per la conferenza serale.

    Per informazioni: Libreria Un Mondo di Libri, Corso del Popolo 56 Seregno (M.B.) telefono 0362.231824

     

  • Santa Muerte + Macerie di Haiti @Macao (Milano, 9 giugno)

    Santa Muerte + Macerie di Haiti @Macao (Milano, 9 giugno)

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    L’AMERICA LATINA IN 2 LIBRI:

    9 GIUGNO 2013 – ORE 19-20.45 – VIA MOLISE 68 MILANO

    FABRIZIO LORUSSO (AUTORE) – COLLETTIVO MACAO MILANO – FILIPPO CASACCIA (CARMILLA & LE IENE) PRESENTANO:

    SANTA MUERTE PATRONA DELL’UMANITA’ (di Fabrizio Lorusso) + LE MACERIE DI HAITI (di F.L. e Romina Vinci)

    Evento su Facebook

    Evento dal sito web Macao e più info sui libri

    lemaceriedihaiti Puntodincontro

    Vi invito alla presentazione di due libri. Uno è sul culto alla Santa Muerte, santa popolare messicana ormai globale, e l’altro è sul lavoro a 4 mani con la giornalista Romina Vinci, un reportage-diario scritto tra le macerie di Haiti dopo il terremoto del 2010 e dopo l’emergenza colera del 2011. I proventi del libro vanno all’associazione haitiana per la difesa dei diritti umani AUMOHD. @FabrizioLorusso

    Prossimi appuntamenti con Santa Muerte Patrona dell’Umanità (aggiornamenti a questo link):

    Mercoledì 12 giugno – Ore 19 – Evento su Facebook LINK

    Come e dove?                     Firenze, LibreriaCafè La Citè – Borgo San Frediano 20, (Fi)

    Che cosa?                             Santa Muerte Patrona dell’Umanità

    Con chi?                                Con l’autore e Giulio Pedani dalla Citè

    E sul Web?                           http://www.lacitelibreria.info/

    Giovedì 27 giugno – Ore 20

    Come e dove?                     Padova, Festival Sherwood – Park Nord Stadio Euganeo Viale Nereo Rocco – Padova

    Che cosa?                             Santa Muerte. Patrona dell’Umanità

    Con chi?                                Con l’autore e Marco Maschietto – Sherwood Web TV

    E sul Web?                           http://webtv.sherwood.it/

    Sabato 29 giugno – Ore 17

    Come e dove?                     Seregno (MB), Libreria “Un mondo di libri” Corso del Popolo 54/56 (Interno della Corte del Borghesan)

    Che cosa?                             Santa Muerte Patrona + Le macerie di Haiti

    Con chi?                                Con l’autore e Antonio Zappa

    E sul Web?                           http://www.monlibri.com/

    Domenica 30 giugno – Ore 17.30 / 19.30

    Come e dove?                     Novate Milanese (MI), Casa del Popolo – Circolo Steve Biko Rif. Comunista – Via Garibaldi, 11

    Che cosa?                             Santa Muerte Patrona + Le macerie di Haiti

    Con chi?                                Con l’autore e Nino Demeo dal Circolo S. B. Rif. Com.

    E sul Web?                           http://rifondazionenovate.it/

    Domenica 30 giugno – Ore 20

    Come e dove?                     Seregno, Arci-Circolo culturale Malasangre – Via Milano, 8 – Seregno (MB)

    Che cosa?                             Santa Muerte Patrona dell’Umanità + Concerto della rock band “Santa Muerte”

    Con chi?                                 Con l’autore e il gruppo “Santa Muerte”

    E sul Web?                           http://www.facebook.com/casamalasangre

    Prossime presentazioni de Le Macerie di Haiti:

    Sabato 29 giugno – Ore 17

    Come e dove?                     Seregno (MB), Libreria “Un mondo di libri” Corso del      Popolo 54/56 (Interno della Corte del Borghesan)

    Che cosa?                             Santa Muerte Patrona + Le macerie di Haiti

    Con chi?                                 Con l’autore e Antonio Zappa

    E sul Web?                           http://www.monlibri.com/

    Domenica 30 giugno – Ore 17.30 / 19.30

    Come e dove?                     Novate Milanese (MI), Casa del Popolo – Circolo Steve Biko Rif. Comunista – Via Garibaldi, 11

    Che cosa?                             Santa Muerte Patrona + Le macerie di Haiti

    Con chi?                                Con l’autore e Nino Demeo dal Circolo S. B. Rif. Com.

    E sul Web?                           http://rifondazionenovate.it/

    Blog Santa Muerte: S.M. Patrona dell’Umanità

    Su Haiti: LamericaLatina.Net

    Santa Macao

    Infine il Book Trailer Santissima Muerte by Nomadica.

  • Ska Ska Ska en el Distrito Federal – Los Auténticos Decadentes

    Ska Ska Ska en el Distrito Federal – Los Auténticos Decadentes

    La Ska Band e Orchestra Popolare argentina degli “autentici decadenti”, Los Auténticos Decadentes, ha dedicato 3 anni fa questo pezzo alla mostro-metropoli Città del Messico, un posto dove puoi girare per ore e tornare al punto di partenza, come dice il testo della canzone. Siamo a Buenos Aires. Due spaesati musicisti salgono su un maggiolino verde e bianco (così erano i mitici taxi della capitale messicana che a milioni infestavano le sue caotiche strade, e un po’ ancora lo fanno), ma dopo pochi secondi si ritrovano nel vero Distrito Federal, il DF-DiFettoso per eccellenza, la megalopoli da 25 milioni di abitanti che domina l’altopiano centrale messicano e non sprofonda nel lago sottostante per un miracolo della Madonna di Guadalupe o della Santa Muerte, a seconda dei gusti. Ed infatti proprio questa Santa appare al secondo 55-56! I due si risvegliano nel taxi a Buenos Aires dopo poco più di tre minuti di ska, traffico e tequila. Ottima colonna sonora per riprendersi (giustamente) da traffico, smog e tequila in eccesso.

    DF skyline

    ARTISTA: LOS AUTENTICOS DECADENTES. 

    TEMA: DISTRITO FEDERAL.
    EXTRAIDO DEL ALBUM “IRROMPIBLES”
    EDITADO POR POPART DISCOS EN ABRIL DE 2010.
    http://www.losautenticosdecadentes.com/

    Los Auténticos Decadentes son una verdadera orquesta popular, sinónimo de fiesta y alegría desde Argentina para toda América Latina y el mundo desde hace más de dos décadas. Comenzaron su carrera en Argentina en 1987, editaron hasta el momento 15 discos y tienen cantidad de grandes canciones cuyas melodías se conocen masivamente y se cantan con fervor en los estadios de fútbol de todo el continente. Este es el video de “Distrito Federal”, canción de amor a la ciudad de México, segundo corte de difusión del disco “Los irrompibles” (2010).

  • Ave Santa Muerte, Ora Pro Nobis

    Ave Santa Muerte, Ora Pro Nobis

    Santa Muerte tutti in preghiera

    “…Lei apre i nostri occhi alla realtà, dicono che morire è svegliarsi, non so se ci sia un paradiso o un inferno, però la unica cosa sicura in questa vita è che solo Lei comprendo”. 

    [Dalla canzone “Santa Muerte” del gruppo hip hop messicano Cartel de Santa]*

    [Nella foto. Momento dell’innalzamento collettivo delle statue della Niña durante il rosario per la strada a Tepito, Città del Messico]

    Da quando, ormai oltre 10 anni or sono, il culto alla Santa Muerte è uscito dalla semiclandestinità in cui è stato relegato per secoli, si sono moltiplicati i breviari, i libri e i siti internet che riportano preghiere, petizioni e rosari dedicati a questa santa popolare messicana che è sempre più globale. I materiali sono soprattutto in inglese e in spagnolo e poco esiste in italiano. “Preghiamo insieme e diciamo: ‘Santa Muerte del mio cuore’. Le preghiere indirizzate alla Santissima” è un paragrafo estratto dal libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità che prova a riempire questo vuoto e che riporto di seguito. Allego anche un PDF con una collezione di preghiere e invocazioni tradotte all’italiano e reperite sul web, su alcuni testi accademici e su altri divulgativi in vendita in Messico. A questo link, per chi non la conoscesse, si spiega chi è la Santa Muerte in un breve video e con qualche fonte bibliografica.

    La Hermana Blanca, uno dei soprannomi comuni della Santa Muerte, si occupa di qualsiasi tipo di problema, dall’amore alla legge, dalla salute all’economia. L’elaborazione di preghiere e rosari specifici per la Santa è una pratica piuttosto recente, incoraggiata probabilmente dal boom commerciale e dall’impatto mediatico che l’hanno accompagnata nell’ultimo decennio. Perciò, se prima di fronte all’immagine della Flaquita si recitavano solamente il Padre nostro, il Credo e l’Ave Maria, oggi i devoti possono contare su una lunga serie di preghiere scritte ad hoc e riportate su siti Internet o breviari “fai da te” del culto.

    La maggioranza delle preghiere più diffuse parte dalla tradizione giudeocristiana, chiedendo aiuto e permesso a Dio e alla Santissima Trinità per ottenere salvezza e poter invocare la Muerte, oppure ricordando la passione di Cristo, per poi arrivare a richieste proibite dalla Chiesa cattolica poiché rivolte direttamente alla Santissima e non sempre lecite nei contenuti. Riporto qui un paio d’esempi.

    Signore, nella tua Divina presenza, Dio Onnipotente
    Padre, Figlio e Spirito Santo, ti chiedo il permesso
    d’invocare la Santissima Muerte, la mia Bambina Bianca.
    Ti chiedo umilmente di rompere e spezzare
    ogni maleficio, incantesimo e oscurità che si presenti
    nella mia persona, nella mia dimora, nel mio lavoro e nella mia strada.
    Santissima Muerte, elimina tutte le invidie, povertà, avversioni e inerzie
    ti chiedo per pietà di concedermi…(aggiungere una richiesta)
    E che con la tua presenza benedetta illumini la mia casa e
    il mio lavoro, e così anche per i miei amati, dandoci amore,
    prosperità, salute e benessere.
    Benedetta e lodata sia la tua bontà, Santissima Muerte.
    Signore, ti ringrazio infinitamente perché vedo la tua bontà
    nelle prove cui mi sottoponi, che perfezionano il mio spirito,
    Signore, ti rendo grazie, in mezzo a queste prove
    avrò la tua Benedetta e Santa benedizione. Amen.

    In questa preghiera non mancano le tipiche invocazioni al Padre eterno o allo Spirito Santo, a Gesù e ai poteri speciali concessi alla Morte, oltre alle richieste da completare con un desiderio o il nome di una persona.

    In alcuni casi la Niña Hermosa funge da intermediario tra Dio e gli uomini, in altri è la destinataria finale delle suppliche. Spesso si domanda l’adempimento di doveri, inclusi quelli coniugali, il rimborso di debiti, l’espiazione di colpe e l’ottenimento di favori da parte di terzi. Tra tante petizioni non si esclude naturalmente la concessione dell’amore e l’innamoramento provocato da un rituale speciale di amarre o ligue,secondo la tradizione cubana. Purtroppo, però, un amarre non è un diamante e non dura per sempre, soprattutto se la volontà della persona è stata forzata. Ecco una giaculatoria molto comune che auspica a una persona sorti avverse e dipendenza:

    Santa Muerte del mio cuore
    non lasciarmi senza la tua protezione,
    e non lasciare mai tizio(a)… (nome della persona)
    un solo momento tranquillo(a), infastidiscilo(a)
    in ogni momento, mortificalo(a), inquietalo(a), inquietalo(a)
    perché sempre pensi a me. Amen.

    Esistono preghiere e rituali per ogni gusto e passione. Servono per risolvere una disputa familiare e proteggere i bambini, per evitare furti e chiamare a sé la fortuna, per perdere un vizio e attrarre una persona. Specularmente si sono creati rituali più complessi, eseguiti da “esperti”, santoni e sensitivi di tutti i tipi per conseguire esattamente gli stessi benefici delle preghiere individuali. L’unica differenza è il potere di suggestione che essi riescono a suscitare grazie a una serie di accorgimenti estetici e atti liturgici, pensati per stupire e convincere sia l’habitué che lo scettico.

    La struttura del rosario segue grosso modo quella della tradizione cattolica, con le opportune varianti atte a includervi anche la Santissima Muerte. Può cambiare leggermente a seconda dell’altare callejero, da strada, in cui viene recitato, dato che non c’è una liturgia consolidata e uguale per tutti. Ogni officiante può usare delle varianti e crearne di nuove. Ciononostante il rosario di Tepito è sicuramente un buon punto di partenza per farsi un’idea, anche perché è il più frequentato. La guida spirituale recita la prima parte di ogni preghiera e i devoti rispondono a voce alta con la seconda parte. Si comincia con il segno della croce e poi con la sequenza classica del rosario, cioè un Padre Nostro, dieci Ave Maria e un Gloria al Padre. Questa serie si ripete cinque volte, e tra una decina di Ave Maria e l’altra si dice un Mistero Doloroso, sebbene in alcune varianti possano essere recitati in alternativa i Misteri Gaudiosi, Gloriosi o Luminosi.

    [Video con i momenti iniziali di un rosario per la strada a Tepito. La durata totale delle preghiere è di un’ora anche se i devoti spesso passano l’intera giornata a festeggiare la loro Santa presso l’altare]

    La ricerca sul campo di Paolo Mossetti [1] riporta con precisione le parole dell’ufficiante. Primo mistero: l’agonia di Gesù nell’Orto di Getsemani (Matteo 26, 39): “Santissima Muerte, Fratello Gesù, ti offriamo questo primo mistero in onore della tua agonia nell’orto di Getsemani, ti chiediamo che per intercessione della Santissima Muerte e della tua Santissima madre, la Vergine Maria, ci concedi un gran dolore e pentimento per tutti i nostri peccati”.

    Santa Muerte 1 oct 2010 140 (Small)Dopodiché si dedica una preghiera a una categoria specifica per ogni mistero, per esempio i detenuti, e la guida annuncia “un’orazione per i nostri fratelli che sono a…”. Si prega in silenzio per qualche secondo, poi comincia l’orazione per chi è in carcere. In questo modo si procede per tutti i misteri. L’agonia di Gesù all’Orto dei Getsemani si dedica ai detenuti. Il secondo mistero doloroso (la flagellazione di Gesù alla colonna) si indirizza agli infermi; il terzo (la corona di spine) va ai defunti; il quarto mistero (Gesù viene caricato della croce) risolve i problemi economici; infine il quinto (la crocifissione e la morte di Gesù) pone freno ai vizi.

    Oltre alla cerimonia del rosario esistono anche dei novenari che si recitano in ambienti privati. I più noti sono composti da una preghiera d’apertura, una giaculatoria, un sonetto e altre preghiere da recitare durante nove giorni. La novena implica un impegno prolungato e una relativa disciplina, perciò è indicata nella risoluzione di problemi gravi o, secondo alcuni, addirittura nei rituali di stregoneria.

    La maggior parte delle miniguide al culto e dei libretti in circolazione, di norma abbastanza autoreferenziali e commerciali (come la famigerata Biblia de la Santa Muerte), puntano a diffondere e cristallizzare alcune consuetudini della devozione. Tendono a consigliare comportamenti e pratiche, suggerendo preghiere, rituali e offerte per gli altari secondo criteri arbitrari o solo in parte recepiti dai devoti. Qualcuno ha addirittura escogitato i dieci comandamenti della Santa Muerte, con un’immaginazione abbastanza fervida. Presi da smania imitativa delle religioni “maggiori”, i creatori della “Bibbia della Santa Muerte” hanno rielaborato i passi su Mosè e le tavole della legge. Anche se non li legge o non li conosce quasi nessuno, li riporto come esempio di inventiva popolare (a volte interessata e non molto spontanea).

    Nella “Bibbia”, su Internet e in altri volumetti di rapido consumo si parla spesso di una “religione”, quasi fosse contrapposta al cristianesimo e non di un culto popolare dai tratti folcloristici: la stragrande maggioranza di aderenti e fautori del culto per la Santa Muerte non intendono rinunciare al cattolicesimo né creare altre “religioni” strutturate come tali. Men che meno si può parlare di una setta o, come alcuni giornali cercano spesso d’inculcare, di una “setta satanica”.

    Santa Muerte 1 oct 2010 100 (Small)

    Inoltre in alcuni libretti si allude a non meglio precisati “fratelli”, mentre nell’uso comune si parla di devoti, simpatizzanti e, al massimo, di credenti. Alcuni torbidi predicatori, con un certo seguito tra masse ingannate a suon di promesse e falsi miracoli, hanno addirittura celebrato matrimoni, messe, pellegrinaggi e liturgie di ogni tipo in onore della Santa Muerte senza rispettare il confine tra la fede di ciascuno, con le sue legittime espressioni collettive, e le iniziative pacchiane e lucrative.

    Per i vecchi devoti che da generazioni conservano l’essenza del culto, queste pratiche starebbero dimenticando e mistificando la natura spontanea e discreta, fino ai limiti della segretezza assoluta, che ha dato origine e diffusione al culto molti decenni, probabilmente secoli, or sono. Ecco quali sarebbero i “comandamenti” contenuti in questo libretto in vendita nelle edicole esoteriche o nei negozi specializzati:

    Venererai la Morte con totale rispetto.
    Non pronuncerai il suo nome invano.
    L’adorerai nei giorni a Lei dedicati.
    Onorerai tutti i tuoi fratelli nella religione.
    Non farai del male a nessuno.
    Non commetterai atti che possano pregiudicare la nostra religione che adora la Morte.
    Non abuserai delle tue conoscenze spirituali.
    Non renderai false testimonianze che La riguardino.
    Non avrai pensieri che ti facciano lucrare grazie a Lei.
    Non desiderai le ricchezze di altre persone.

    Scarica a questo link il PDF con la lista completa delle preghiere per la Santissima Muerte più comuni in Messico (tradotte in italiano).

    * Il gruppo rap messicano Cartel de Santa non si chiama così in onore della Santa Muerte ma per il nome del quartiere di Monterrey da dove provengono i suoi integranti.

    [1] Cfr. Paolo Mossetti, Economia informale e sub-cultura religiosa: la devozione alla Santa Muerte, Facoltà di economia, Corso di Laurea Specialistica in Economia e Management per le Arti, la Cultura e la Comunicazione, Università Commerciale Luigi Bocconi, Milano 2008, p. 80.

    di Fabrizio Lorusso