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Il tentativo di golpe in Venezuela e come si è arrivati fino a qui

Riprendiamo un articolo di Radio Città Fujiko con intervista radio al nostro redattore Pérez Gallo. Qui il PODCAST!

Le cause e le tappe della crisi prima economica e ora istituzionale in Venezuela.

di Alessandro Canella
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L’autoproclamazione a presidente di Juan Guaidò e l’appoggio instantaneo di Paesi come gli Usa di Trump e il Brasile di Bolsonaro rappresentano un tentativo di golpe in Venezuela. Più complessa e articolata l’analisi di come si sia prodotta questa situazione e il presidente Maduro non è esente da responsabilità. La corrispondenza di Perez Gallo.

La situazione istituzionale del Venezuela sembra precipitata nelle ultime 24 ore, da quando il presidente dell’Asamblea Nacional, Juan Guaidò, si è autoproclamato presidente ad interim fino a nuove elezioni, ottenendo l’appoggio di attori internazionali del calibro degli Usa di Trump, del Brasile di Bolsonaro, del Canada di Trudeau, insieme a storici “rivali” latinoamericani del Venezuela, come la Colombia.
L’Asamblea Nacional del Venezuela è controllata per i due terzi dalle opposizioni, ma il Tribunale Supremo venezuelano aveva dichiarata illegittima l’assise.

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Venezuela: La disputa è per i territori. Ripensare un progetto di emancipazione, in tempi molto difficili

Da Rebelión

Di Emiliano Terán Mantovani

Traduzione di Daniele Benzi

venezuela 1Già da settimane si annunciavano turbolenze in Venezuela a cominciare da gennaio con l’insediamento dell’Assemblea nazionale e l’inizio di un incerto periodo presidenziale per Nicolás Maduro (2019-2025). Ancora una volta, saltano alla vista una serie di mosse politiche e geopolitiche di breve e medio termine, movimenti, alleanze e decisioni che ravvivano le tensioni già esistenti creando nuovi punti di inflessione e cambiamenti di scenario. La drammatica progressione del disastro economico e la decomposizione politica e istituzionale del paese, sommandosi ad un panorama internazionale ostile, ci conducono verso un periodo di volatilità molto maggiore rispetto a quello già di per sé di forte conflitto del 2017.

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Avenida Miranda 16/08/2018

Da giovedì 2 agosto e per tutti i giovedì del mese dalle 14:30 alle 15:30 Avenida Miranda sarà in onda sulle frequenze di Radio Popolare. Un’ora settimanale in cui troveranno spazio contenuti inediti e altri già trasmessi da Radio Città del Capo nei mesi scorsi.

 

Nella puntata odierna Marco Dalla Stella intervista Giovanna Tassi, ex direttrice della radio pubblica ecuadoriana e in passato collaboratrice dell’ex presidente Rafael Correa, mentre Raùl Zecca Castel dialoga con lo scrittore e musicista Alejandro Bruzual riguardo la grave crisi politica, economica e sociale in corso in Venezuela.

QUI IL PODCAST

#AvenidaMiranda. Puntata34. Crisi in Venezuela: intervista allo scrittore e musicista Alejandro Bruzual

avenida-miranda-venezuela26 apr. – Avenida Miranda torna ad occuparsi del Venezuela, un paese oggetto di crescente attenzione mediatica internazionale e che resta in balia di pregiudizi ideologici dell’una e dell’altra parte. Raúl Zecca Castel intervista Alejandro Bruzual, scrittore, poeta e musicista venezuelano, per affrontare le cause e i possibili scenari dell’attuale crisi sociale, politica ed economica del paese.

Clicca qui per ascoltare il podcast della puntata!

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Lamento bolivariano. 5 settimane di couchsurfing nel Venezuela colpito dalla Crisi

venezuela12[di Gianpa L. da Carmilla – Pagina fb LINK  e Instagram] 

1. Pacaraima – Ciudad Guayana

Questo articolo è il resoconto di un viaggio che risale ormai a più di un anno fa. All’epoca vivevo in Argentina. Mi ero trasferito perché, stufo del pessimismo europeo, ero affascinato dai racconti che descrivevano l’America Latina come un continente in fermento, politicamente proiettato verso sinistra. L’ironia del destino ha voluto che dopo appena sei mesi passati nella capitale argentina mi sia toccato assistere, dal balcone dell’ostello in cui lavoravo, all’investitura del neo-eletto presidente della nazione Mauricio Macri. Pochi giorni dopo partii zaino in spalla verso nord. Era stata una sconfitta storica per il ‘peronismo’ e una vittoria inaspettata per la nuova destra argentina, una destra feroce e rampante guidata da un imprenditore miliardario. Mentre attraversavo la Bolivia si respirava aria di referendum, di lì a poco Evo Morales avrebbe incassato la sua prima sconfitta elettorale. Poi è venuto il turno del Brasile. Mentre risalivo il Rio Negro per arrivare a Manhaus, alla radio e alla televisione si parlava solo di due cose, l’allarme Zika e gli scandali giudiziari che stavano mettendo in ginocchio il governo Rousseff. Quando sono arrivato a Pacaraima, città brasiliana di frontiera, erano passate già diverse settimane dalla prima sconfitta elettorale del chavismo, grazie alla quale l’opposizione aveva ottenuto 99 seggi su 167 all’assemblea nazionale venezuelana. Chiunque abbia parlato con quelli che si autodefiniscono ‘esuli’ venezuelani sa bene che i loro racconti sono farciti di dettagli cruenti sul clima repressivo del loro paese, sull’emergenza alimentare, sulla guerra civile alle porte e sulla criminalità dilagante.  Continua a leggere

#AvenidaMiranda Puntata 7: Dove sta andando il Venezuela? @cittàdelcapo

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“Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net.

Va in onda ogni giovedì dalle 12 alle 12.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.

Questa settimana Fabrizio Lorusso e Perez Gallo raccontano la situazione del Venezuela. Il podcast lo trovate qui.

11 tesi sul Venezuela e una conclusione maturata

“E seguitava a ripetere la stessa cosa: “Questo non è come in una guerra… In una battaglia hai il nemico davanti… Qui il pericolo non ha volto né orario”. Si rifiutava di prendere sonniferi o calmanti: “Non voglio che mi acchiappino addormentato o assopito. Se vengono a prendermi, mi difenderò, griderò, getterò i mobili dalla finestra… Scatenerò uno scandalo…”.
Alejo Carpentier, La consacrazione della primavera

[di Juan Carlos Monedero – Traduzione dell’articolo in italiano: Fabrizio Lorusso – Da CarmillaOnLine Link originale]

1. E’ indubbio che Nicolás Maduro non è Allende. E nemmeno è Chávez. Ma quelli che hanno fatto il golpe contro Allende e contro Chávez sono, e anche questo è indubbio, gli stessi che ora stanno cercando di attuare un golpe contro il Venezuela.

2. I nemici dei tuoi nemici non sono tuoi amici. Può non piacerti Maduro senza che ciò implichi dimenticare che nessun democratico può mettersi dalla parte dei golpisti che hanno inventato gli squadroni della more, i voli della morte, il paramilitarismo, l’assassinio della cultura, l’operazione Cóndor, i massacri di contadini e indigeni, il saccheggio delle risorse pubbliche. E’ comprensibile che ci sia gente che non voglia schiera5rsi con Maduro, ma conviene pensare dal lato di chi sostiene i golpisti ci sono, in Europa, i politici corrotti, i giornalisti mercenari, i nostalgici del franchismo, gli imprenditori senza scrupoli, i venditori di armi, quelli che difendono l’austerity e che celebrano il neoliberalismo. Non tutti quelli che criticano Maduro difendono queste posizioni politiche. Continua a leggere

Il Venezuela dall’interno: sette chiavi di lettura per comprendere la crisi attuale

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La situazione attuale che vive il Venezuela, come noto, è gravissima. Ma i termini della sua gravità non sono forse altrettanto noti, almeno rispetto a quello che propone la narrazione mainstream e alla confusione che regna a sinistra sui posizionamenti da prendere in proposito. Crediamo – e per questo lo abbiamo tradotto – che in questo testo del sociologo venezuelano Emiliano Terán Mantovani si possano trovare degli spunti per un’analisi più articolata, che sappia dare il giusto peso alle questioni realmente in campo, che sappia mettere in luce le differenze esistenti tra la sinistra di governo e la destra di opposizione nel Paese, ma che abbia ben chiaro che compito della sinistra e dell’internazionalismo non è difendere o no a prescindere un governo, ma stare sempre, inequivocabilmente, a fianco de los de abajo.

Non crediamo che questo articolo dia delle soluzioni politiche (come potrebbe?) alla crisi venezuelana e delle parole definitive sullo scontro in atto, ma sicuramente propone delle ottime chiavi interpretative. Uscito su alainet.org e ripreso dal giornale messicano Desinformemonos alla fine di aprile, non può dare conto di tutti gli eventi recenti in continua e rapida evoluzione. Primo tra tutti, la decisione del presidente Maduro di indire le elezioni per un’assemblea costituente, che dia rappresentatività non tanto alla “cittadinanza” indefinita come da matrice liberale, ma ai collettivi organizzati, ai sindacati, alle cooperative e alle associazioni di categoria. Mossa che era da tempo nel programma della Rivoluzione Bolivariana, ma che è stata a lungo subordinata alla pratica del governo dall’alto, alle logiche della rendita petrolifera, alle istanze della nuova élite burocratica e all’alleanza con l’esercito. Mossa disperata, forse poco credibile, e che arriva in un momento in cui il chavismo ha perso buona parte del suo consenso sociale, ma a cui bisogna dare atto di marcare una discontinuità nella strategia di resistenza di Maduro.

Non c’è dubbio però che un’iniziativa di questo genere potrà imprimere una soluzione positiva allo scontro in atto solo se accompagnata dalla crescita di un movimento popolare autonomo, tanto dal governo, come dalle manipolazioni dell’opposizione. Buona lettura. [Perez Gallo e Simone Scaffidi] Continua a leggere