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  • #México: la lucha de los maestros contra la reforma educativa de #EPN @CNTEMX @maestrosenresi1

    #México: la lucha de los maestros contra la reforma educativa de #EPN @CNTEMX @maestrosenresi1
    México: Lucha de los maestros contra reforma educativa – Noticias Aliadas (Perú-Sudamérica) – EN INGLÉS: Link Teachers protest against education reform 
    Fabrizio Lorusso 30/06/2016 – Fotos de Parika Benítez Envíe un comentario Imprima el texto de esta página

    Masivas movilizaciones de trabajadores de la educación dejan al menos ocho muertos en choques con la Policía.

     

    FullSizeRender (2)La madrugada del 19 de junio la sangre de manifestantes y maestros corrió por las calles de la comunidad indígena mixteca de Nochixtlán, en el sureño estado de Oaxaca. Ocho muertos por impacto de bala y un centenar de heridos fue el saldo de los enfrentamientos entre pobladores y docentes de la Coordinadora  Nacional de Trabajadores de la Educación (CNTE) y la Policía Federal (PF) a raíz de un fallido operativo de desalojo de un bloqueo vial.

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  • Esce il libro Messico Invisibile. Voci e Pensieri dall’Ombelico della Luna @Ed_Arcoiris

    Esce il libro Messico Invisibile. Voci e Pensieri dall’Ombelico della Luna @Ed_Arcoiris

    09 F.Lorusso - Messico InvisibileFabrizio Lorusso, Messico invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna, Ed. Arcoiris, Salerno, collana l’acuto, pp. 356, 2016, € 15.

    In nahuatl, la lingua parlata dagli antichi messicani, la parola Messico significa “nell’ombelico della luna”. Oggi il Paese è l’ombelico dei traffici delle principali sostanze stupefacenti consumate negli Stati Uniti e in Europa: marijuana, cocaina, eroina, metanfetamine. Negli ultimi dieci anni la militarizzazione della cosiddetta “guerra alle droghe” ha causato oltre 150mila morti e 30mila desaparecidos e la crisi dei diritti umani nel Paese è terrificante. Territori e comunità vivono gli effetti distruttivi della violenza sul tessuto sociale e familiare. I giornalisti e gli attivisti sono minacciati e costretti a tacere, anche con la morte o la sparizione forzata, e le colline intorno a tante città e villaggi sono disseminate di fosse clandestine e resti umani.

    Il caso dei 43 studenti di Ayotzinapa, sequestrati da poliziotti e narcotrafficanti a Iguala la notte del 26 settembre 2014, ha fatto breccia nell’opinione pubblica internazionale, ma resta irrisolto e i ragazzi sono ancora desaparecidos. La lotta per fare memoria e trovare verità e giustizia rimane aperta. La procura e il governo di Enrique Peña Nieto sono in affanno. La loro immagine internazionale è compromessa dalla sequenza di menzogne, incoerenze, manipolazioni delle indagini e delle informazioni che hanno condotto negli ultimi due anni.

    Il lato intollerante e cinico delle istituzioni si scontra quotidianamente con le parti attive e in resistenza della società civile. Messico Invisibile raccoglie cronache, reportage e saggi sull’attualità del Messico, lega tra di loro fenomeni apparentemente dispersi, cercando spiegazioni regionali e globali alle mille sfaccettature del conflitto nazionale messicano.

    Questi scritti dall’ombelico d’America e della luna raccontano anche storie di vita, come quella delle donne di casa Xochiquetzal, prima casa di riposo per ex prostitute, e di precariato, parlando delle condizioni dei professori di linguacultura italiana in Messico, così come di altre esperienze di italiani migranti e viaggiatori. Uno spazio speciale è dedicato alla decostruzione di alcune narrazioni tossiche: quella dei “cervelli in fuga” e quella del neoliberalismo, inteso come sistema di vita, pensiero ed egemonia economico-culturale. Nuovi studi sul culto popolare della Santa Muerte e sul tema dei legami tra l’amianto e il “filantrocapitalismo” in America Latina completano i pensieri del libro.

    Le voci creano parentesi di senso e respiro su questa intricata realtà, centrata sul Messico ma in espansione idealmente fino all’Italia e oltre, con alcune interviste a intellettuali, esperti, attivisti e artisti come Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, Alfredo López Casanova, del progetto Orme della Memoria per i desaparecidos, gli scrittori Alberto Prunetti, Pino Cacucci e Roberto Saviano, Xitlali Miranda, coordinatrice delle ricerche degli Altri Desaparecidos di Iguala, e il pittore partigiano Luciano Valentinotti.

  • Presentazione #MessicoInvisibile #NarcoGuerra #ARCI @ArciCapranicaVt #Viterbo

    Presentazione #MessicoInvisibile #NarcoGuerra #ARCI @ArciCapranicaVt #Viterbo

    Evento arci capranica narcoguerra messico invisibile

     

     

  • Presentazione #MessicoInvisibile #NarcoGuerra #SantaMuerte @SpazioGrizzly a Fano – 2 luglio 2016

    Presentazione #MessicoInvisibile #NarcoGuerra #SantaMuerte @SpazioGrizzly a Fano – 2 luglio 2016

    Evento Fano Grizzly CRONACHE DAL MESSICO.jpg

    VENERDI’ 1 LUGLIO. – link evento facebook

    ORE 19: Cronache dal Messico. Uno scrittore e tre libri per raccontare il messico ed i suoi conflitti.

    Ne parliamo con Fabrizio Lorusso, giornalista e docente all’ Università IberoAmericana di Leon, Messico. Il suo Blog è https://lamericalatina.net/

    A SEGUIRE CENA a sostegno della
    Campagna INARRESTABILI, come se non ci fosse un demanio
    E’ gradita la prenotazione al 327 1498616 o scrivendoci in privato.

    Parliamo di Messico.
    Lo faremo a partire da tre libri scritti da Fabrizio Lorusso.
    Una trilogia sul Messico, scritta da chi da anni vive e lavora in Messico.

    Narcoguerra (ediz Odoya)
    Messico Invisibile (ediz. Arcoiris. In uscita per fine giugno).
    La Santa Muerte (Stampa Alternativa)

    Narcoguerra, culto della Santa Muerte, Desaparecidos, corruzione sistemica del governo e della polizia. Un paese dove ogni anno vengono uccise migliaia di persone in nome e per conto della lotta alla droga.
    Un paese, allo stesso tempo, dove ci sono enormi lotte sociali e politiche, un paese dove continua l’esperienza dello zapatismo e di tante altre comunità in lotta per l’autogoverno e la democrazia reale.
    Un paese dove i poteri dello stato, in combutta con narcotrafficanti e polizia torturano, uccidono e fanno letteralmente scomparire migliaia di persone ogni anno.

    Parliamo del Messico. E proveremo a farlo parlando di tutti i suoi aspetti.

    09 F.Lorusso - Messico Invisibile

     

     

  • Parliamo di #Messico #Oaxaca #Insegnanti #Repressione #Nochixtlán su radio Coop Padova

    Parliamo di #Messico #Oaxaca #Insegnanti #Repressione #Nochixtlán su radio Coop Padova

    CNTE mon rev

    Messico – Oaxaca y Nochixtlán – Insegnamento della repressione  trasmissione Latinoamericando di Gustavo Claros – Radio cooperativa Padova – 23-06-2016

    Nello stato di Oxaca, in Messico, la polizia ha provocato diversi morti fra i docenti che si oppongono ad una riforma educativa paragonabile alla “Buona scuola” italiana. Ne parliamo con il giornalista Fabrizio Lorusso, che si trova nel paese centroamericano.

    Categorie | LatinoAmericando   Scarica il podcast o ascolta il programma a questo LINK

    Tipo di file: MP3 – Dimensione: 22,41MB – Durata: 55:56 m (56 kbps 44100 Hz)

     

  • Mattanza a Oaxaca, Riforma Educativa e Lotta degli Insegnanti: Intervista con Luis Hernández Navarro

    Mattanza a Oaxaca, Riforma Educativa e Lotta degli Insegnanti: Intervista con Luis Hernández Navarro

    CNTE-1[A 10 anni dal movimento dei professori e dall’esperienza di lotta della APPO, la Assemblea Popolare dei popoli di Oaxaca, lo stato di Oaxaca è di nuovo in fiamme e vive, insieme a vari altri stati, l’escalation della battaglia contro la riforma educativa del governo di Enrique Peña Nieto, che in realtà è una riforma amministrativa e del lavoro che decapita diritti, sindacati e libertà nella professione docente. Domenica 19 giugno undici persone sono state uccise da colpi di arma da fuoco, probabilmente sparati dalla polizia federale, intervenuta nella comunità di Nochixtlán per sgomberare una strada e un accampamento costruito dai docenti della CNTE (Coordinadora Nacional de Trabajadores de la Educación, Coordinamento Nazionale dei Lavoratori dell’Educazione), cioè la corrente più combattiva del sindacato nazionale dei lavoratori dell’istruzione, il SNTE. Il primo incontro tra la CNTE e il governo ha stabilito un’agenda di lavori per la settimana prossima, ma nel frattempo gli insegnanti hanno deciso di non sospendere le azioni di protesta in tutto il Paese. Fabrizio Lorusso da Carmilla] –  Versione in spagnolo su desinformémonos link

    Parliamo dei dettagli del conflitto, delle prospettive future e del quadro politico e storico in questa intervista con Luis Hernández Navarro, direttore della Sezione Opinioni del quotidiano messicano La Jornada e autore del libro Zero in condotta. Cronache della resistenza degli insegnanti, Messico, Fundación Rosa Luxemburg, Brigadas para leer en libertad (download gratuito link). (altro…)

  • Mantras del Perfecto y Maldito Economista @Desinformémonos

    Mantras del Perfecto y Maldito Economista @Desinformémonos

    george-bush-harvard-mba[Columna aparecida en Desinformémonos – 9 de junio de 2016] El economista bien educado nunca contesta “sí” o “no”, sino “depende”. No importa cuál haya sido la pregunta. Decir que todo depende salva su vida y su carrera. Le da incluso un aura de respetabilidad si la mueca facial que acompaña su no-respuesta es convincente, firme. Este hábito inveterado de contestar siempre “depende” no es un mito, sino una enseñanza universitaria, uno de aquellos tips que el profesor de microeconomía da a sus alumnos terminando el semestre.

    El economista con Denominación de Origen Controlado se jacta de ser portador de la Fuerza. Es decir, se interpreta a sí mismo como el conocedor de una ciencia poderosa y perfecta, de un arte sublime y de una apreciada profesión. Sin embargo, según el dicho, “quien mucho abarca poco aprieta”, y no ha habido en la historia nadie, salvo quizás Leonardo da Vinci y pocos barbudos revolucionarios más, que haya sido un excelente científico, un refinado artista y, a la vez, un profesional impecable de éxito, hasta en los negocios.

    Además, no importa verdaderamente si, en su pasado, el profesional-artista-ecónomo se ha equivocado, si sus operaciones llevaron a quiebras y despidos, o incluso si a nivel sistémico la economía real está fregada. Lo que cuenta es la aplicación de un corpus teórico incomprensible y certificado ISO, la “sabiduría o mantra convencional”, que contiene las fórmulas mágicas del éxito para todo problema. Estos secretos son revelados a los brujos 2.0 quienes pudieron salir indemnes de un MBA (Master in Business Administration) en una universidad de la Ivy Leaguecomo Harvard, Yale, Chicago o Stanford o de un posgrado en laLondon School of Economics.

    La economía y la gerencia, entendidas como disciplinas y teorías, son ciencias sociales, humanas, y no exactas. Pero pretenden ser como las ciencias naturales y se proponen como totalizantes. En fin, pese a que en las últimas décadas los manuales de materias económicas y administrativas se han llenado de inconfesables demonstraciones matemáticas e inefables estadísticas, el “profesional” de la economía no es un químico o un biólogo. Vive de probabilidades ficticias, curvas gaussianas e inferencias surrealistas que pretenden explicar el mundo, pues asimilan el mundo físico, los objetos, a lo que viene siendo su simple valor de intercambio o cash. La naturaleza se asimila a la mercancía. Bien lo ha relatado el ensayista Nassim Taleb en su obra “El cisne negro: el impacto de lo altamente improbable” en la que desmonta los credos de los economistas que, por su lado, los elevaron al rango de verdades y con ello piensan poder manejar países y economías, mercados y empresas (que finalmente terminan siendo lo mismo, es decir, blancos de experimentos sociales administrables del mismo modo).

    El buen economista ve a “hombres económicos” (el famosohomo oeconomicus latín) que están al acecho en todos lados. Cree que su vecino es racional o que, al menos, actúe la mayoría de las veces según parámetros racionales. Supone que él y los demás pobladores de su condominio hacen las mejores elecciones en términos de optimización Pareto-eficiente. Entiende que su primo es un egoísta, como toda la humanidad, y que su novia maximiza utilidades, más que nada. Él mismo lo hace con ella porque así incrementa el beneficio global. Sus colegas viven atrapados en el dilema del prisionero.

    Además, está seguro de que si el 1% de la humanidad, que detiene casi toda la riqueza del mundo, se enriquece más y prospera libremente, todos se beneficiarán y la Tierra será un mejor lugar. Por goteo de la riqueza hacia abajo, por un derrame automático y dadivoso, y porque así dicen los feligreses neoclásicos de Milton Friedman, el 99% de la población va a vivir bien, en paz y desarrollo. En otras palabras: la pobreza desaparecerá por sí sola, nada más hay que tener paciencia. Mientras tanto, trabajen y muéranse de hambre.

    En este inframundo de competencia entre humanos-económicos, no hay lugar para los débiles. El mercado es amo de casa y de llaves, barre todo aquello que no lo sabe secundar. La persona de carne y hueso desaparece y queda su holograma economicista dedicado al consumo y al goce ilimitado. La Modernidad, dice el teólogo de la liberación y luchador social Leonardo Boff, ve a la naturaleza como algo que se debe dominar, vencer, explotar y conquistar. El proyecto “moderno”, engendrado desde Occidente y extendido al mundo gracias a la llamada “anglobalización” y la expansión del sistema capitalista en todos los rincones del planeta, se olvidó, hace tiempo, quizás desde el principio, del “cuidado de la casa común”, o sea de la Tierra. La humanidad ésta, finalmente, encaminada hacia un punto de no retorno, por ejemplo en el tema del calentamiento global y el uso de los recursos naturales (finitos) según planes de despojo (infinitos).

    Además de la palabra “depende”, otra muleta, apta para las charlas en economía, es “ceteris paribus”. Algunos economistas creen que la expresión es prestada del inglés, el idioma universal, y la pronuncian como si así fuera (y suena muy mal). Pero no, viene del latín y significa “a paridad de condiciones”. Para los no familiarizados con ella, quiere decir básicamente que si todos los factores considerados en un razonamiento económico son fijos y estables, podemos determinar que algo va a pasar. Si nada cambia de nuestros supuestos y de las condiciones antes mencionadas, entonces sí nuestra previsión se realiza. Funciona en la teoría, en las aulas, pero una vez que se aplica a la realidad, esta forma mentis es engañosa y funesta.

    “Si María piensa como yo, optimiza a cabalidad, y si la tasa general de empleo sigue estable, la inflación anual es constante, el banco la trata igual como siempre, los intereses de su crédito suben según dicte el mercado y ella continúa desempleada,ceteris paribus (si NADA cambia en su vida), entonces tendrá que emigrar o darse al hampa”. Parodiando un poco, la substancia es ésta. Previsiones basadas en modelos teóricos, o en supuesto algo ingenuos, si no es que pedantes.

    En 2010, salió en Italia el libro “Maledetti Economisti”, Malditos Economistas (Las idioteces de una ciencia inexistente), de Sergio Ricossa. Es un texto irónico y documentado sobre frustaciones y exceso de la economía. Me valgo de un extracto del texto: “La historia de los economistas es una tragicomedia. Habrían querido indagar sobre la dimensión económica de la vida, explicarnos el porqué de la prosperidad y de la depresión, hacernos entender algo de los fenómenos con los que cada día nos topamos. Pero sus teorías, contradictorias, divergentes, hacen complicado lo que es simple e indescifrable lo que es complejo”.

    El economista tiende a confundir las dos acepciones de “especulación”. La especulación filosófica trae un aumento del bienestar intelectual común, al ser pública, de bajo costo y orientada al desarrollo de las ideas de todos. Se especula mucho en la universidad, por ejemplo. Y “universidad” nace de “universal”, pues justamente la institución debe tener una vocación hacia la maximización general del conocimiento como bien común. Sin embargo, en muchos casos es tachada de inútil e improductiva por grupos de fe tecnocrática.

    Son los mismos que, como lo hizo recientemente en una conferencia el rector del ITAM, Arturo Fernández, afirman que Morena es un “riesgo para México” y “la reacción y resistencia de la Coordinadora Nacional de Trabajadores de la Educación (CNTE) ha sido como la que se espera de un animal herido de muerte, que lanza gruñidos y zarpazos a diestra y siniestra; se trata de una organización política que agrupa a un gremio radical formado en una ideología guerrillera, rémora de lo peor de nuestro pasado político”. Y así es que, frente a un pelotón de empresarios reunidos en Expo Bancomer (Santa Fe, CDMX, ex DF), el economista recibe aplausos fáciles, automáticos, descalificando a uno de los pocos grupos organizados que se oponen valiosamente a la homologación neoliberal fundamentalista, aplicada a la educación con reformas laborales disfrazadas de “educativas”.

    La palabra “especulación”, por el lado menos filosófico y más material, ilumina la mente economista cada vez que se asocia al adjetivo “financiera”. La especulación financiera salvaje, desligada del sentido común y de la economía real, trae uno que otro beneficio, ceteris paribus y si todo sale bien, al menos para unos cuantos. No importa si se tumban a países enteros, haciendo quemar los ahorros para el retiro de millones de ciudadanos. Los que son capaces de mover masas virtuales de dinerales con tecladitos y touch screens, generan enormes agravios al conjunto social y al sector público que tanto odian y que, sin embargo, invocan para salvarse de la quiebra.

    En Estados Unidos se ha criticado, sin surtir aún muchos efectos, el “managerialismo”, o sea una ideología o degeneración de la buena gerencia, de la “vieja administración”. Con base en esta ideología managerialista, los negocios se vuelven el dominio exclusivo de una casta amoral, más allá del bien y del mal, formada por técnicos y expertos legitimados a “dirigir”. Esto, en suma, significa ganar más dinero en menos tiempo, sin pensar en los efectos de su actividad. Las denuncias contra la insana deriva del modelo estadounidense de enseñanza y operación de la economía y los negocios, antes y después de la crisis de 2007-2009, no han servido. El mantra de los economistas, más bien, se ha esparcido globalmente como semilla del ilusorio mantra del ganar-ganar. Autor @FabrizioLorusso

  • Las Huellas de la Memoria #Mexico #Zapatos #Desaparecidos #Cultura @LaJornada @JornadaSemanal @

    Las Huellas de la Memoria #Mexico #Zapatos #Desaparecidos #Cultura @LaJornada @JornadaSemanal @

    alfredo lopez

    [De Fabrizio Lorusso – La Jornada Semanal  del 6 de junio de 2016] 09Huellas de la memoria es un proyecto que trasciende las barreras del arte para hacerse portador de paz y dignidad. El pasado 9 de mayo, su iniciador, el activista y escultor Alfonso López Casanova, inauguró la primera exposición en el Museo de la Memoria Indómita de Ciudad de México (calle Regina 66), en donde se puede visitar hasta finales de junio. Desde hace más de dos años, Alfonso recibe los zapatos de los familiares de los desaparecidos de todo el país, e incluso de Latinoamérica, y graba en relieve sus datos, la fecha y el lugar de la desaparición sobre las suelas. También pone los mensajes y recuerdos de los familiares, casi siempre relacionados con los temas de la búsqueda y el encuentro, y después imprime la huella y el texto del zapato sobre papel. Le llegan casos de desaparición que van desde la década de los años setenta del siglo pasado hasta la fecha. Las Huellas de la memoria se pintan de verde-esperanza y los zapatos, desgastados e incansables, narran las vivencias y las identidades de quien sigue buscando. Esta “exposición virtual permanente” está en la página Facebook (https://goo.gl/gYSogS). Allí se puede seguir el camino de este proyecto, concebido como itinerante y colectivo. (altro…)

  • L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni @unitorvergata #Roma @RadioTorVergata

    L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni @unitorvergata #Roma @RadioTorVergata

    immaginario devoto narco santo

    Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” – Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società – Teatro di Roma

     UNCOVERING EXCELLENCE – L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni 

    Teatro Valle, Via del Teatro Valle, 21 – Roma, 14-15 giugno 2016

    Il mondo dell’università, dello spettacolo e della comunicazione riflettono sui punti di contatto tra pratiche devozionali e fenomeni mafiosi. L’occasione è offerta dal convegno “L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni” (Martedì 14 e Mercoledì 15, Teatro Valle) organizzato da Università di Roma “Tor Vergata” e Teatro di Roma nell’ambito del progetto “Uncovering Excellence”. Vedi il programma: www.facebook.com/events/1088014891258011/?ti=cl

    L’evento rappresenta la seconda tappa di un’iniziativa scientifica più ampia, promossa da un gruppo di ricercatori dell’Università di Roma “Tor Vergata”, già protagonista, nel novembre 2014, di un convegno internazionale svoltosi presso la Casa della Memoria che ha visto la presenza tra i relatori di don Luigi Ciotti Presidente di Libera. Dopo avere esplorato il fenomeno nei suoi rivolti sociologici e storici, l’attenzione si sposta ora sulle rappresentazioni dell’immaginario devozionale mafioso offerte da linguaggi artistici e della comunicazione, con uno sguardo che si apre a ventaglio su teatro, cinema, romanzi d’indagine, ma  anche televisione, web, fumetti, pubblicistica(altro…)

  • Articolo su #Neoliberalismo #Americanizzazione #Management #Potere sulla Rivista Il Ponte n. 5 Luglio 2016

    Articolo su #Neoliberalismo #Americanizzazione #Management #Potere sulla Rivista Il Ponte n. 5 Luglio 2016

    Coperta_ponte_5_2016-L

    Segnalo l’uscita del numero 5, aprile 2016, della rivista Il Ponte (rivista di politica, economia e cultura fondata da Piero Calamandrei) cui ho contribuito con un articolo intitolato  L’impero del management: privatismo, americanizzazione e neoliberismo, versione breve di una riflessione contenuta nel libro Messico invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna, in uscita con Ed. ArcoIris di Salerno a fine giugno 2016.

    Sommario de Il Ponte numero 5 2016

    Giancarlo Scarpari, Sovranità limitata
    Franco Livorsi, Religiosità e fondamentalismi
    Mino Vianello, Genere e potere: la grande trasformazione
    Rosamaria Alibrandi, «Canis canem non est». Conservatorismo a oltranza tra immunità e privilegi
    Massimo Jasonni, Il filo rosso
    Paolo Spedicato, Il labirinto Brasile: stella del sud o gigante d’argilla?
    Vincenzo Accattatis, La politica estera di Obama a fine mandato
    Fabrizio Lorusso, L’impero del management: privatismo, americanizzazione e neoliberismo
    Apostolos Apostolou, Economia e antropologia
    Paolo Bagnoli, «La Libertà»: azionismo e socialismo
    Franco Battistrada, Ernesto De Martino e la prospettiva socialista
    Mario Pezzella, Il duello sospeso. Su «La morte e la fanciulla» di Roman Polanski
    Massimo Cappitti, La vedova allegra: fatuità e ipocrisia della società borghese secondo Stroheim
    Antonio Tricomi, Appena fuori. Diario cinematografico (II)
    Marco Gatto, L’omologazione al molteplice. Ancora su musica e società
    Sergio D’amaro, Dalla città futura alla provincia primordiale. Appunti per una sopravvivenza
    Gabriella Palli Baroni, I vestiti della memoria: Paola Masino
    Salvatore Cingari, Gramsci a fumetti
    Antonio Tricomi, L’intramontabile storia di Luigini e Contadini

    COD: RV052016 – Categoria: Tag: , , , , , ,, , ,, , , , , , ,, , ,, , ,