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Documentario Wal Mart – The high cost of low prices (L'alto costo dei prezzi bassi)
Vi segnalo un video documentario molto interessante (per ora solo in inglese) su Wal Mart, la più grande impresa di distribuzione del mondo (di proprietà statunitense) con un fatturato superiore a quello di Microsoft che la colloca al primo posto globale per giro d’affari. In Messico Wal Mart è leader di mercato mentre non è presente inItalia e in altri paesi europei, evitiamolo…
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Haiti, l'uragano Tomas e il colera

Visto che ormai non se ne parla più, facciamolo qui. L’epidemia di colera ad Haiti ha raggiunto la capitale e in particolare il sobborgo slum di Citè Soleil, la parte più povera, tanto per cambiare. Si segnalavano la settimana scorsa oltre 30 morti in quel quartiere: stiamo seguendo la situazione grazie ai comunicati di Aumohd, associazione per i diritti umani haitiana, e al blog della Scuola di Pace Roma che sta raccogliendo fondi per fornire di acqua alcuni villaggi haitiani (vi raccomando di seguire qui e sostenere le loro iniziative LINK) I morti superano la cifra di 500 in meno di un mese e i ricoveri sono saliti a circa 8000 unità. L’epidemia sta mietendo vittime soprattutto nel centro-nord del paese, a Saint Marc nei pressi del fiume Artibonite, da cui pare provengano le acque contaminate che hanno dato via alla diffusione massiccia della malattia.
Lo straripamento del fiume dovuto alle intense piogge e al passaggio dell’uragano Tomas in questi gorni (ora la perturbazione ha perso forza e ha deviato la sua rotta su Cuba) ha peggiorato la situazione sanitaria nella regione. L’uragano Tomas ha fatto altri 20 morti e 36 feriti ad Haiti e ha devastato completamente 900 case e ne ha danneggiate gravemente altre 5000 per un totale di 6000 famiglie colpite dalla tragedia.
L’espansione dell’epidemia nella capitale e la persistenza delle piogge stanno mettendo a dura prova il milione e mezzo di sfollati che vivono nei campi d’accoglienza in mezzo al fango in attesa di venire ricollocati in nuove abitazioni e prefabbricati costruiti, teoricamente, coi soldi della cooperazione internazionale che stentano a farsi vedere…
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L'Argentina di Nestor Krichner – Argentinazo No 6: N.K. Reloaded

Riporto molto volentieri un bell’articolo dell’amico Alberto Prunetti che mi ha illuminato con un ottimo riassunto della vita politica e non dell’ex presidente argentino recentemente scomparso. Inoltre segnalo e raccomando per l’acquisto, dello stesso autore, il libro Il Fioraio di Perón: qui trovate una recensione LINK e qua altre! L’articolo è tratto con orgoglio da www.carmillaonline.comLa notizia dell’improvvisa morte di Néstor Kirchner, in coincidenza con un memorabile censimento che ha aperto le case argentine alle visite di migliaia di ragazzi incaricati delle operazioni censuarie, ha avuto una eco limitata in Italia, paese che si interroga da giorni sulla sorte delle minorenni buttate in un pozzo o nei lettoni di Putin. In America Latina invece se ne è parlato a lungo. Per validi motivi.
Néstor Kirchner è diventato presidente nel 2003, in un contesto sociale e politico in cui i precedenti mandatari erano stati ripetutamente costretti alla fuga (anche in extremis dai tetti della Casa Rosada) da una delle più conseguenti insurrezioni popolari degli ultimi anni. Quasi sconosciuto, periferico coi suoi modi patagonici, circondato da barzellette sul tipo “flaco y feo” con la moglie appariscente, N.K. è salito alla Rosada in un momento in cui nessuno pensava di poterlo fare impunemente e in maniera duratura.
È toccata a lui e ha dimostrato di non essere arrivato a Buenos Aires per farsi macellare come un vitello del sud. Astuto, cocciuto, sempre vestito uguale, patagonico anche nel carattere forgiato dalle avversità meteorologiche, N.K. ha saputo essere nel bene e nel male un politico scaltro e abile. Per chi come me vede le cose in chiave antiautoritaria e non è abituato a lodare i potenti, viene perlomeno da dire che Néstor è stato il meno peggio tra i presidenti dall’epoca alfonsiniana del ritorno alla cosiddetta democrazia. Per scelta o per calcolo politico, doveva governare in un contesto sociale segnato dalle ceneri ancora calde di una poderosa mobilitazione popolare, e spingere il timone a sinistra per evitare di essere rovesciato dalla piazza era l’unica scelta sensata. Ma non credo sia stato solo opportunismo il suo. La sua politica dei diritti umani è stata apprezzabile. Non si è limitato a rimuovere da una galleria dell’Esma, l’inquietante scuola della Marina che ospitò un centro clandestino di tortura, il ritratto dei macellai Videla e Bignone, presidenti della giunta militare (cosa che comunque ha fatto scalpore). Ha anche cancellato coraggiosamente le infami leggi di impunità (Ley de obediencia debida e Punto final) che garantivano ai militari protagonisti di torture e di assassinii il diritto di morire nelle proprie ville. Con conseguenze non solo simboliche: si sono riaperti i processi ed è arrivata qualche tardiva condanna.
Sicuramente accorta è stata la politica kirchneriana di dialogo (se vogliamo di recupero nell’alveo istituzionale) sia con le Madres de Plaza de Mayo che con i piqueteros, di cui – si deve ammettere – ha ridotto la combattività gestendo astutamente, nella tradizione peronista, l’elargizione del sussidio di disoccupazione. Un suo merito è stato quello di aver negoziato il debito nazionale col Fondo monetario e di averne limitato i pagamenti, accogliendo in parte la consegna delle Madres (“no al pago de la deuda externa”) che volevano che i soldi di indebitamenti risalenti alla dittatura e al delirio neoliberista di Menem venissero utilizzati per finanziare progetti sociali e non banche nordamericane. Sul fronte degli affari esteri, si è impegnato nei progetti di integrazione latinoamericana, spostando il peronismo verso il socialismo, verso l’idea bolivariana della Patria grande e allineandosi con le presidenze di Lula, Chávez, Morales, Bachelet e Tabaré Vasquez. Non a caso la morte lo ha sorpreso mentre era segretario generale dell’Unasur, l’Unione delle nazioni sudamericane, istituzione per conto della quale aveva negoziato la crisi tra Venezuela e Colombia e il golpe contro il presidente dell’Ecuador Correa.
Al momento di ricandidarsi, ha fatto finta di gettare la spugna passando il testimone alla moglie Cristina Kirchner, con una mossa che compensava simbolicamente il gran rifiuto di Evita di assumere la presidenza. Probabilmente “il pinguino” – così era soprannominato N.K a causa delle origini santacruzegne – pensava di ricandidarsi alla presidenza nelle prossime elezioni del 2011, completando un tris di turni presidenziali.
Rispetto a Cristina, la presidenza di Néstor aveva goduto di un periodo di espansione economica e di aperture sociali. Cristina ha camminato in salita. Innanzitutto si è scontrata col fronte dei grandi proprietari terrieri, i capitalisti della carne e della soia che si sono impossessati perfino delle tecniche di lotta dei piqueteros per difendere i propri interessi cavalcando la retorica dell’antiautoritarismo. Erano scesi in strada in realtà a difendere i loro dividendi, intersecando l’antikirchnerismo del peronismo di destra col solito gorillismo oligarchico e antiperonista che tanto sangue ha versato in Argentina. Era il 2008, quando affumicarono Buenos Aires e presero in ostaggio il governo, costretto a fare marcia indietro nei propositi di innalzamento delle imposte su carne e soia.
Il secondo scontro – ma qui i coniugi Kirchner hanno retto – li ha opposti al Clarín, il potente gruppo editoriale che si è alleato con il conservatore La Nación in chiave antikirchneriana. Il Clarín aveva siglato un armistizio con la presidenza di Néstor, ma il coflitto è esploso quando il progetto di riforma dei mezzi di comunicazione voluto da Cristina ha intaccato gli interessi della proprietà del giornale. Praticamente nessuna notizia favorevole al governo passava sui principali giornali di centro e di destra. La situazione è peggiorata quando i gruppi per i diritti umani, appoggiati dal governo, hanno preteso l’esame del DNA dei figli della proprietaria del Clarin, su cui ci sono ipotesi molto verosimili che fossero in realtà hijos, adottati durante la dittatura perché sottratti a genitori assassinati dagli sgherri di Videla. Sarebbe già grave, ma sembra ci sia altro. Sono state messe in evidenza i legami tra la ricchezza e il monopolio editoriale del gruppo Clarín e la dittatura di Videla e soci: secondo alcune indagini, fu infatti in quegli infausti anni che Lidia Papaleo, proprietaria di Papel Prensa, il principale produttore di carta argentina, sarebbe stata costretta a cedere al Clarín la sua impresa in seguito a minacce esplicite che culminarono, dopo l’atto di cessione, nel sequestro e nella tortura. Da quel momento il Clarin avrebbe venduto la carta ai suoi concorrenti a un prezzo maggiore di quello di mercato, occupando una posizione di monopolio che si è estesa negli ultimi anni a Internet e al mondo multimediale e della tv via cavo. La Presidenta ha sfidato il gruppo intaccando questo monopolio e da quel momento è stata descritta come un’arrogante dittatrice nemica delle libertà dei liberissimi monopolisti argentini.
Molti analisti davano in crisi di consenso i Kirchner. Eppure l’Argentina ha patito la crisi economica in maniera meno grave dell’Europa (anche se un conto sono gli indici del Pil, altro è la qualità della vita di chi abita in una villa miseria); il sistema delle pensioni private, volute dall’ultra liberista Menem è stato riformato; sono state approvate delle riforme sociali (matrimonio gay, bonus per i neonati). Certo, l’Argentina di oggi non è un’utopia libertaria. L’aborto è quasi illegale, a parte qualche eccezione. La corruzione dilaga. I poliziotti hanno il grilletto facile. I salari sono bassi e molti sono i sotto-occupati, mentre l’inflazione cresce. Ma la direzione politica non va nel senso delle restrizioni dei diritti sociali, come succede un po’ ovunque nell’emisfero nord del pianeta.
Lo scenario futuro è difficile da indovinare. Di certo l’onda emotiva seguita alla morte di Néstor Kirchner sembra aver ammorbidito anche gli editorialisti della Nación e del Clarín. Ma è solo fumo negli occhi. Certo, migliaia e migliaia di persone hanno pianto la morte di N.K., sfilando nel microcentro e occupando Plaza de Mayo. Ma i ragazzi del censimento che visitavano le case argentine al momento della morte di Kirchner raccontano anche di aver censito nei living portegni tante bottiglie di spumante e risate per la morte di NK. E non erano ribelli antiautoritari, ma classe media antiperonista di destra.
Detto questo, poi non voglio passare per un seguace del fronte peronista dei Kirchner. Ho cercato di dipingere la realtà argentina in maniera veritiera. So che N.K. non è stato immune dai traffici e dagli smaneggi della politica, argentina e non, peronista e non. So benissimo che la speranza dall’Argentina non può arrivare da una dama piena di gioielli, si chiami Eva o Cristina, o da un politico scaltro, più o meno socialista, più o meno populista. Saranno le piazze e ancor più i quartieri autorganizzati, le fabbriche autogestite, a garantire una trasformazione reale e egalitaria nel grande paese latinoamericano. Fabbriche e quartieri che sono già stati protagonisti tra il 2001 e il 2002, nei mesi del “que se vayan todos”, quando l’Argentina non ha avuto di fatto una presidenza e un governo effettivi.
E tuttavia non vedo niente da festeggiare nella morte di N.K. Non è la morte del tiranno. Anzi. Le forze più conservatrici dell’Argentina sono quelle che in questi giorni, lontane dalle piazze, nei quartieri bene di Recoleta o nei ricchi countries, le ville fortificate in periferia, fanno brindare i loro calici di cristallo ancora sporchi del sangue versato negli anni Settanta.
Chiudendo questo articolo, vorrei ricordare N.K. con un aneddoto scherzoso: originario dei territori di Santa Cruz, si racconta che Kirchner abbia fatto la comparsa nel film di Héctor Olivera “Patagonia rebelde”, girato a Rio Gallego nel 1974 e ispirato all’omonimo romanzo di Bayer. Il film costò l’esilio e la persecuzione un po’ a tutti quelli che parteciparono alle riprese, terminate molto rapidamente perché le minacce arrivavano sul set quasi ogni giorno. Quando il film fu montato, venne poi censurato. Solo col ritorno alla democrazia, la pellicola venne riportata nelle sale e durante la presidenza di Néstor Kircher fu addirittura oggetto di una celebrazione istituzionale, se non erro nel Congreso. In quell’occasione Kirchner quasi spezzò una costola allo scrittore Osvaldo Bayer abbracciandolo e poi salutò il regista Olivera, chiedendogli che ne era stato della paga della giornata di lavoro delle comparse. Olivera si era infatti dimenticato di pagare la giornata a quell’anonimo ragazzotto patagonico con l’aria da perdente che nella storia dell’Argentina è stato tutto tranne che una comparsa.
In conclusione, va registrato un fatto di cronaca che conferma una tradizione della storia del peronismo. Come sa bene chi è interessato alla storia del grande paese australe, si chiamano “giornate peroniste” le giornate vittoriose per la corrente peronista, e sono sempre giornate di sole. Nelle giornate tragiche del peronismo di solito piove. Pioveva a Buenos Aires anche quando la bara rossa di N.K. è stata accompagnata da una moltitudine di ombrelli fino a un volo diretto al lontano sud di Rio Gallego.
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Cinema alternativo: il Festival Nomadica sbarca in Messico

PROGRAMMA NOMADICA MEXICO CITY (clicca!): LINK QUI
ESP___
Nomádica es un festival internacional de arte y cine. Una red coparticipativa para la distribución y la difusión de las obras elaboradas por organismos autónomos e independientes. Nomádica es una estructura completa con múltiples objetivos, proyectados hacia nuevas posibilidades de producción, sustento y difusión de autores y artistas que trabajan de manera autónoma. Es un proyecto de investigación en el campo de las artes cinéticas. Un festival anómalo, en movimiento, subterráneo, que subvierte las normas y que se va a desarrollar por tiempo indefinido a través de cientos de realidades y países distintos. Conformado por las creaciones de decenas de autores de distintas nacionalidades, reunidos en diversos proyectos de investigación.
Tomará lugar en la Ciudad de México desde el 5 hasta el 21 de noviembre. Las obras serán proyectadas continuamente con ayuda de personas de diferentes áreas de ésta gran ciudad. Irá acompañada de diversos eventos en los que los sentidos y las artes se tejen en un continuo intercambio con artistas y trabajadores locales.
El programa cuenta con un centenar de películas, documentales y cortos de animación artesanal. Los realizadores son cineastas italianos, franceses, uruguayos, argentinos, mexicanos, y canadienses, de diferentes estilos y géneros. Esta combinación resulta de la colaboración de diversos grupos, que investigan la realidad y que difunden su proyecto desde abajo, donde la red se divide y se multiplica dando lugar a una estructura mucho más compleja. Por ello estamos organizando un encuentro internacional, de manera que podamos contribuir con la creación de una red internacional de todos los proyectos que, como Nomádica, se desplazan y, paralelamente al circuito oficial de distribuccion, crean otros circuitos. Éste encuentro busca el reconocimiento y la aceptación mediante la creación de una red diferente de distribución.
Después de este importante evento la gira continuará en diferentes estados de México, con Ruedas Nomádica. Un proyecto que quiere exponer sus obras en otras ciudades y pueblos, donde las grandes salas no pueden ni saben llevar estas películas a la gente. Todo esto será el trasfondo de una película que será producida por Nomádica, donde se cuente este viaje, su tierra, los habitantes y las cultura mexicana.
• Sigannos en: www.nomadica.eu
Contacto de prensa:
mexico@nomadica.eu
Laura Sponti 5542791434
En colaboración con:
FFAN – Uruguay (5-21 Noviembre, proyecciones en simultáneo con Ciudad de Mexico)
Kinomada – Canadá (22-29 Octobre, Valparaiso, Chile)
Ambulantes (Gira internacional de Documentales, México)
Film Flamme – Francia (22-29 Noviembre, Semaine Asymmétrique, Marsella)
Cine a la Intemperie (Exhibición alternativa de cultura audiovisual en Latinoamérica, Argentina)
ITA___
Nomadica è un festival internazionale itinerante di arte e cinema, una rete di distribuzione coopartecipativa per la divulgazione di opere prodotte da organismi autonomi e indipendenti. E’ un progetto di ricerca nel campo delle arti cinetiche, un festival anomalo, in movimento, sotterraneo, che capovolge tutte le regole solite e che andrà avanti per un periodo indefinito attraversando centinaia di realtà e di paesi differenti.
Approdato a Ciudad de Mexico, dal 5 al 21 Novembre, le proiezioni si succederanno senza sosta, insieme alla gente delle differenti zone di questa grande città. Saranno accompagnate da vari eventi in cui i sensi e le arti si intrecceranno in uno scambio continuo con artisti e lavoratori locali.
Un centinaio i film, tra lunghi e cortometraggi, tutti prodotti a bassi budget, dal basso, film di autori italiani, francesi, uruguayani, argentini, messicani, canadesi. Di stili e generi differenti: documentari, d’animazione artigianale, film di viaggio, sperimentali, etc. Il cui insieme nasce dalla collaborazione con varie realtà di ricerca e diffusione dal basso, e la rete si sta articolando in una struttura assai più grande. A tal fine stiamo organizzando un incontro internazionale per la fine di Novembre, affinché si possa contribuire e mettere a sistema molte delle realtà che come Nomadica si muovono per una diffusione parallela, per la creazione di una rete internazionale unica che possa essere efficiente, riconoscibile e riconosciuta.
Dopo questo importante evento il giro di Nomadica continuerà nei differenti Stati del Mexico, con Ruedas Nomadica, un progetto che condurrà le opere in altre città e villaggi, dove le grosse sale non sanno e non possono arrivare, per portare questi film alla gente.
Tutto questo sarà l’intenso “sfondo” di un film di viaggio nella terra e nella cultura messicana prodotto da Nomadica.
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mexico@nomadica.eu
Laura Sponti 5542791434
In sinergia con:
FFAN – Uruguay (5-21 Novembre, proiezioni in simultaneo con Ciudad de Mexico)
Ambulantes (Gira Internacional de Documentales, Mexico)
Kinomada – Canada (22-29 Octobre, Valparaiso, Chile)
Film Flamme – Francia (22-29 Novembre, Semaine Asymmétrique, Marsiglia)
Cine a la Intemperie (Exhibición alternativa de cultura audiovisual en Latinoamérica, Argentina)
FRA___
Nomadica est un festival international itinérant des arts et du cinéma, un réseau de distribution co-participatif pour la divulgation d’oeuvres produites par des organismes autonomes et indépendants. Nomadica est un projet de recherche dans le champs des arts cinématographiques, un festival en mouvement, sous-terrain, qui dépasse toutes les règles habituelles et qui poursuivra son chemin sur une période indéfinie, traversant des centaines de réalités et de pays différents.
Installé dans la ville de Mexico, du 5 au 21 novembre, les projections se succéderont sans cesse, et s’organiseront avec la population des diverses zones de cette grande ville. Ces projections seront accompagnées de plusieurs évènements dans lesquels les sens et les arts se mêleront en un échange continu entre artistes, structures de quartier et habitants.
Une centaine de films proposés, entre longs métrages, courts, tous produits à bas budget et de manière indépendante, films de cinéastes italiens, français, uruguayens, argentins, mexicains, canadiens. De style et genre différents: documentaires, animation artisanale, films de voyage, expérimentaux, etc.
Cet ensemble composé grâce à la collaboration de nombreuses structures de recherche et de diffusion alternatives. Un réseau de plus en plus grand qui se structure et se développe. Afin de créer un réseau international efficient, visible, et reconnu, nous organiserons une rencontre international à la fin du mois de novembre entre de nombreuses structures qui comme Nomadica agissent pour une diffusion parallèle.
Suite à cet important évènement, la tournée de Nomadica continuera dans plusieurs états du Mexique, avec Ruedas Nomadica, un projet qui portera les oeuvres dans d’autres villes et villages, là où les salles commerciales ne sont pas installées, pour proposer un autre cinéma aux habitants.
Cette expérience sera la toile de fond d’une réalisation, un film de voyage en terre et culture mexicaine, un film produit par Nomadica.
• Voir le programme: www.nomadica.eu
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Haiti ai tempi del colera: il BLOG per aiutare!

Segnalo un Blog che è stato realizzato dalla Scuola di Pace di Roma, un’associazione italiana che opera ad Haiti in collaborazione con l’organizzazione AUMOHD di Port au Prince (Haiti) di cui è presidente l’avvocato Evel Fanfan. Le nostre attività sono mirate a portare aiuto, solidarietà e conforto ai bambini e alle popolazioni colpite dalle guerre o dagli eventi naturali catastrofici. Per avere altre info, vedere foto, video e testimonianze delle nostre missioni, visita il sito www.lascuoladipace.orgVi invito quindi a visitarlo per informarvi sulla reale situazione del colera e post terremoto ad Haiti con testimonianze coincise e dirette da Porto Principe. Trovate anche tra i post le migliori spiegazioni sulla malattia e sull’emergenza che vivono in questo momento oltre che sulla situazione dell’acqua.
Potete donare qualcosa agli indirizzi che ricopio qui sotto, l’associazione di avvocati Aumohd di Porto Principe gestisce i fondi in arrivo. Con le prime donazioni è stato possibile comprare una cisterna d’acqua per un campo sfollati che non aveva riserve.
da: http://haitiemergency.blogspot.com/
Esplode un’epidemia di Colera ad Haiti con centinaia di vittime.A 10 mesi dal terremoto che ha sconvolto l’isola delle Antille la situazione sta di nuovo precipitando.In questi mesi sono stati tantissimi gli interventi a favore della popolazione haitiana, ma il divario tra la quantità degli aiuti e l’enormità di quanto accaduto è enorme… ancor’oggi centinaia di migliaia di persone, solo nella capitale Port au Prince, vivono nelle tendopoli più o meno, o per niente, attrezzate, in mezzo a sporcizia, acqua e fango.Una bottiglia d’acqua potabile può fare la differenza tra la vita e la morte, in una regione tropicale dove il colera non è mai stato sconfitto e ritorna ogni volta che le condizioni igieniche generali tendono a degradarsi.Una bottiglia d’acqua minerale ad Haiti costa un’enormità… circa 50/60 centesimi di euro.La popolazione locale utilizza però dei barilotti di acqua depurata che si possono trovare a prezzi più contenuti.Resta però il problema del possibile contagio di verdura e frutta che siano venute a contatto con i batteri del colera.La Scuola di Pace ha attivo un progetto di solidarietà rivolto ai bambini e alla popolazione di Haiti.Nello scorso Aprile siamo stati in missione a Port au Prince e in altre località di Haiti.Da allora stiamo lavorando, in collaborazione con la Società Civile Haitiana, per i progetti di ricostruzione delle scuole e l’aiuto diretto ai bambini.Chi voglia aiutare i bambini di Haiti, per i progetti di scolarizzazione, e contribuire all’acquisto in loco di acqua potabile, può inviare un contributo, tramite bonifico bancario bonifico bancario intestato a:“La Scuola di Pace” c/c 0744-000159612 Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila Agenzia Roma 3 – IBAN:IT49M0604003204000000159612, (specificare nella causale: AIUTO HAITI)oppure con Paypal o Carta di Credito, dal nostro sito internet http://www.lascuoladipace.org/, tramite il pulsante DONAZIONE.La Scuola di Pace – Roma
Resta comunque aperta anche l’iniziativa per raccogliere donazioni per le vittime del terremoto:
PRO HAITI 2010
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Il voto scontato: la casta vota contro l'abolizione dei propri privilegi pensionistici
Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. Indovinate un po’ come è andata a finire !A voi il giudizio sul merito, si tratta solo di proposte demagogiche o potrebbe essere un piccolo passo in direzione della gente?
Presenti 525 – Votanti 520 – Astenuti 5 – Maggioranza 261 – Hanno votato sì 22 – Hanno votato no 498
Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera
Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.
Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata.
Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.
Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.
Per maggiori informazioni ecco il link al sito di Borghesi con il discorso:
http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=314&Itemid=35
oppure
http://www.openpolis.it/dichiarazione/547092















