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  • Interviste sul rogo di libri e rassegna sulla censura in Veneto

    Interviste sul rogo di libri e rassegna sulla censura in Veneto

    Per continuare a seguire il caso “censori veneti” e la repressione del libero pensiero nel cantiere veneziano delle regressione autoritaria.
    1) Intervista radiofonica a Valerio Evangelisti e Alessandra Daniele
    http://www.ondarossa.info/node/2932/Editoria%20e%20rogo%20libri
    2) Intervista radiofonica a Wu Ming
    http://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/intervista-wu-ming-sul-rogo-dei-libri-veneto-e-report-russia
    3) Michela Murgia e Roberto Saviano intervistati su Repubblica Tv
    http://tv.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/murgia-e-saviano/60839?video=&pagefrom=1

    4) Pre e post la manifestazione di Preganzol, Treviso. Cronache multimediali.
    http://www.globalproject.info/it/produzioni/Due-giorni-contro-il-rogodilibri/7252

    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=2840
    e interviste/interventi:
    AGGIORNAMENTO 30/01
    PREGANZIOL, ALCUNI INTERVENTI (Mp3)

    Wu Ming 1, 3’17″ | Stefano Tassinari, 9’17″ | Serge Quadruppani, 1’20″
    Umberto Lorenzoni (ANPI), 5’17″ | Lello Voce, 5’16″
    5) Rassegne (puntate precedenti):
    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/25/notizie-aggiornamenti-manifestazione/
    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/24/libri-leaks/
    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/22/rassegna-stampa3/
    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/21/rassegna-stampa-2/
    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/20/rassegna-stampa/
    6) Finzioni Magazine e i Libri Banditi tutti da scoprire
    http://www.finzionimagazine.it/extra/libri-banditi/libri-banditi-antonio-moresco/
    7) Su Elena Donazzan, i suoi “valori” e opere pie…
    http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/2011/01/24/donazzan-lantifascismo-non-e-un-valore/
    http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/2011/01/24/la-bibbia-diventa-un-caso-i-docenti-vogliono-la-costituzione/

    8) Analisi: il rogo del libro e l’apoteosi dello scrittore
    http://parlacoimuri.splinder.com/post/23965731/il-rogo-del-libro-e-lapoteosi-dello-scrittore
    9) Il rogo sbarca all’estero…
    http://www.finzionimagazine.it/attualita-e-approfondimento/il-rogodilibri-sbarca-allestero/

  • L'arrivo di Evel Fafan e Gaelle Celestine da Haiti in Italia

    L’arrivo all’aeroporto di Fiumicino (Roma) di Evel Fanfan e Gaelle Celestin da Haiti. L’avvocato Evel Fanfan, è il presidente dell’associazione AUMOHD, un’organizzazione di avvocati che si occupa della difesa dei diritti umani e civili degli haitiani. Gaelle Celestin…

    QUI I DETTAGLI DEL LORO VIAGGIO.

    SUPPORTO E INFO.

  • Haiti in Italia: la visita di Evel Fanfan

    Haiti in Italia: la visita di Evel Fanfan
    LA SOCIETÀ CIVILE DI HAITI ARRIVA IN ITALIA DAL 1° AL 16 FEBBRAIO 2011 
    L’avvocato Evel Fanfan, presidente dell’organizzazione “AUMOHD” di Haiti, e Gaelle Celestin, presidente dell’associazione di donne haitiane “GFANM AYISYEN YO”, saranno in Italia dal 1° al 16 Febbraio 2011, in rappresentanza della Società Civile di Haiti, per svolgere una serie incontri e conferenze indirizzate a far conoscere la reale situazione ad Haiti ad un anno dal terremoto.
    Sono già previste date a Terni, Vicenza e Udine, con le ONLUS “Lo Scoiattolo” ed “SOS Bambino”, e successivamente altri incontri a Torino e Milano con Selvas.Org.
    Dal 9 Febbraio Evel Fanfan e Gaelle Celestin saranno a Roma, dove verranno organizzate conferenze e incontri pubblici.
    Il viaggio è stato organizzato con risorse ridottissime, per dare la possibilità alla Società Civile haitiana e alla Società Civile italiana di potersi incontrare e sapere come i bambini, le donne e la popolazione di Haiti, stanno vivendo il post-terremoto e ora l’epidemia di colera.
    Dal 10 al 15 Febbraio saranno organizzati una serie di incontri a Roma. Il calendario degli incontri sarà pubblicato a breve sul sito internet del progetto.
    Progetto Haiti Emergency www.haitiemergency.org
     
     
     


    Ribadiamo l’invito a aiutare anche QUI LINK
    COMUNICAZIONE PUBBLICA – AUTORIZZATA LA DIFFUSIONE
    AUMOHD* – Action des Unités Motivées pour une Haïti de Droit – e il suo legale
    rappresentante, l’avvocato e difensore dei Diritti Umani Evel Fanfan, arriva in Italia
    da martedì 1 a mercoledì 16 febbraio 2011, ad un anno dal tragico terremoto che ha
    sconvolto l’isola.

    In qualità di membro della Società Civile Haitiana, Evel Fanfan visita l’Italia per poter
    portare a conoscenza dell’opinione pubblica italiana lo stato di abbandono e sofferenza di
    cui Haiti ancora soffre, le gravi condizioni sul piano socio economico, politico e in
    particolar modo sulla questione dei diritti e della dignità della persona umana.
    L’avvocato Fanfan sarà acccompagnato in Italia dalla Presidente di una associazione
    di Donne “Oeil des femmes Haitiennes” ( Gfanm Ayisyen yo) Gaelle M Celestin.


    Ecco in sintesi il PROGRAMMA e le DATE del VIAGGIO

    Domenica 30 gennaio – Mercoledì 2 Febbraio ……. Roma, Terni, Vicenza, Pordenone
    Sabato 5 Febbraio ……….. TORINO e Settimo Torinese.
    Martedì 8 Febbraio ……… MILANO
    Mercoledì 9 Febbraio – Martedì 14 Febbraio …….. ROMA
    Mercoledì 16 Febbraio Partenza da Fiumicino (Roma) 8:55


    >> ATTENZIONE per la permanenza a ROMA dal 9 al 15 febbraio CERCHIAMO UN ALLOGGIO e una o più persone che possano garantire le traduzioni (da Francese o Inglese).

    CONTATTI E INFORMAZIONI

    Martin Enrico Iglesias

    Giornalista, Presidente SELVAS.ORG
    Osservatorio Informativo sulle Americhe – Milano
    +39.339.5834637
    martinselvas@gmail.com
    www.selvas.org – www.selvas.eu
    www.selvasorg.blogspot.com

  • Un quadro per il fine settimana

    Un quadro per il fine settimana

     

    Una foto prima di una breve partenza. Goditi la coppa con… Il poster con cornice di metallo che ho comprato a un gentile negoziante (negozio di alimentari non di antiquariato) della zona Rinconada di Puerto Escondido Messico, retrò e colorato, semplice e allegro. Due settimane fa mi aveva fatto un prezzo di 100 pesos per il quadro, poi siam a passati a 150 (10 euro) e va benissimo comunque. Chi mi aveva risposto non aveva tenuto conto del padre patriarca della famiglia e fondatore del negozio stesso che voleva metterci l’ultima parola! Lo dedico al week end che passerò a Cuajinicuilapa “osservando” le elezioni per il governatore dello stato di Guerrero, vado…

  • La mozione dei censori di Venezia e i passi indietro

    La mozione dei censori di Venezia e i passi indietro

    Siccome uno dei personaggi su cui molto s’è scritto qui e altrove in questi giorni, Raffaele Speranzon, ha effettivamente presentato una mozione in giunta a Venezia, mi sembra doveroso riprodurne alcune parti e segnalare il link per rendere note le intenzioni liberticide dell’atto.
    La solidarietà con le vittime del terrorismo di qualunque colore, che sento di dover esprimere apertamente ed empaticamente, non mi esime dal chiedere spiegazioni alla giustizia e alle istituzioni, anche e soprattutto in chiave “storica”, oltre ad esigere da queste e dai nostri rappresentanti il rispetto pieno della libertà di pensiero e della Costituzione, cosa che sta venendo a mancare.
    Invece arrivano provvedimenti populistici mossi da interessi strumentali da parte di chi nemmeno conosce completamente la storia dei casi che utilizza per un obiettivo che è semplicemente repressivo e propagandistico (per esempio, la stessa mozione contiene diversi errori e sviste gravi).
    Ne derivano un grande impatto nei media e forse una buona visibilità per i politici di turno che propongono cose del genere ma poi non ne scaturisce nessuna soluzione concreta, magari s’intimidisce qualche funzionario o dipendente pubblico riducendo gli spazi di libertà nel paese, e al contempo si attenta contro la Costituzione e la dignità degli intellettuali e dei cittadini che chiedevano e chiedono chiarezza e trasparenza, ieri e oggi. Eccovi la mozione 423 presentata al Sindaco al Presidente del Consiglio comunale, ai Capigruppo consiliari e al Vicesegretario Vicario.

    Venezia, 25 gennaio 2011

    Oggetto: togliere ogni sostegno a Cesare Battisti


    Il Popolo della Libertà, mozione n.423 presentata in consiglio comunale di Venezia il 25 gennaio da Raffaele Speranzon, Michele ZUIN, Sebastiano COSTALONGA, Marta LOCATELLI, Luca RIZZI, Antonio CAVALIERE, Saverio CENTENARO, Lorenza LAVINI, Cesare CAMPA, Renato BORASO, Alessandro SCARPA.


    Nella quale si impegnano sindaco e giunta a

    • Ad individuare, fino a quando non decidano di ritirare pubblicamente la propria adesione dal manifesto a sostegno di Battisti, delle forme di boicottaggio civile, ad esempio non concedendo gratuitamente sale di proprietà del Comune di Venezia per dibattiti o altre iniziative, nei confronti di coloro i quali hanno mortificato le aspettative di giustizia da parte dei familiari delle vittime di Battisti e dell’intera comunità civile;

    • A manifestare l’indignazione della città intera nei confronti di Marco Philopat, Luigi Bernardi, Elia Spallanzani, Valerio Evangelisti, Domenico De Simone, Christian Raimo, Tiziano Scarpa, Nicola Baldoni, Alessandro Mazzina, Alessandro Bertante, Lello Voce, Massimo Carlotto, Giuseppe Genna, Nanni Balestrini, Catalano, Michele Monina, Stefano Tassinari, Giovanni Zucca, Sandrone Dazieri, Giorgio Agmben, Mauro Smocovich, Enrico Remmert, Rossano Astremo, Gianfranco Manfredi, Tommaso Pincio, Pino Cacucci, Simone P. Barillari, Ray Luberti, Monica Mazzitelli, Francesco Cirillo, Fausto Giudice, Massimiliano Governi, Giovanni De Caro, Dario Voltolini, Roberto Saporito, Antonio Moresco, Enzo Fileno Carabba, Luca Masali, Vittorio Catani, Girolamo de Michele, Cristina Brambilla, Laura Grimaldi, Gabriella Fuschini,

    ricordando loro che il Comune di Venezia è stato ferito più volte dal terrorismo negli anni di piombo e che considera moralmente inaccettabile e censurabile la loro firma in calce ad un documento nel quale il pluriomicida Battisti viene definito uomo “onesto, profondo, arguto”, un romantico idealista vittima in Italia di una giustizia criminale.
    Testo della mozione

    Elena Donazzan ha invece fatto un passo indietro. Ha dichiarato: “Non è più necessaria alcuna lettera, perché l’obiettivo e’ stato raggiunto: stigmatizzare le firme a favore di  Cesare Battisti”. L’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro aveva preannunciato l’invio di una lettera alle scuole del Veneto, in cui invitava a non adottare i libri di autori che avevano  firmato il manifesto pro Battisti, come lo chiama lei. Nel 2004 l’appello chiedeva la non estradizione di Battisti dalla Francia e poneva l’accento anche sulla necessità di chiudere un ‘epoca storica adeguatamente.
    “E siccome – aggiunge Donazzan – non intendo dare ulteriore fiato ad una polemica creata a priori, ho inteso non inviare alcuna lettera a supporto del giudizio di condanna dato da tutte le Istituzioni italiane con in testa il Capo dello Stato, per chiudere  con il mio Presidente di Regione Luca Zaia, che hanno giustamente definito Battisti un delinquente”. Ma l’invito a censurare e boicottare libri e autori, che c’entra?
    “L’intento – conclude l’assessore regionale – è stato raggiunto: isolare nei fatti e nei giudizi quanti, mi auguro improvvidamente, hanno inteso sostenere l’impunita’di Battisti”.
    Come possiamo dare adito a una che va in giro tranquillamente con un ciondolo a forma di croce celtica?

    Oggi consiglio l’Articolo di Evelina Santangelo
    “Scrittori e Battisti. La censura non è mai stata una buona idea” e il blog http://rogodilibri.blogspot.com/

     

  • 27 gennaio: tutti a Preganziol per la libertà di pensiero

    27 gennaio: tutti a Preganziol per la libertà di pensiero

    Invito tutti i lettori a diffondere e partecipare! Grazie, F.
    http://rogodilibri.blogspot.com/
    quando:giovedì 27 gennaio · 17.00 – 20.00

    dove: Biblioteca comunale di Preganziol, Treviso

    La società civile si ribella alla censura messa in atto dalla Giunta Regionale del Veneto e dall’Amministrazione Comunale di Preganziol che, creando un indice dei libri sgraditi e facendo sparire i volumi dai luoghi pubblici, limitano pesantemente la diffusione della cultura e del libero pensiero.
    I cittadini di ogni cultura rivendicano il loro diritto ad essere informati e a poter scegliere e pretendono che nessuno limiti la loro libertà.

    Per questo  giovedì 27 Gennaio alle ore 17 si invitano tutti coloro che hanno a cuore i diritti fondamentali di ogni cittadino, a recarsi presso la biblioteca pubblica di Preganziol, in via Gramsci, con una copia della Costituzione e una copia di un testo di Roberto Saviano, per richiedere il prestito dei libri “sgraditi”.

    Stiamo dalla parte della Costituzione – Stiamo dalla parte di Saviano

    “Articolo 21 della Costituzione Italiana Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
    Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
    In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.
    La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
    Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. 

    GIOVEDI’ 27 GENNAIO ALLE ORE 17 TUTTI DAVANTI ALLA BIBLIOTECA COMUNALE DI PREGANZIOL CON IN MANO UNA COPIA DELLA COSTITUZIONE E UNA COPIA DI UN LIBRO DI SAVIANO!
    Informiamoci. Caso Preganziol.
    1.
    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2011/26-gennaio-2011/mi-hanno-ordinato-devi-togliere-subito-quei-testi-scaffali-181333599160.shtml

    2.
    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/25/notizie-aggiornamenti-manifestazione/
  • Scrittori contro il rogo di libri

    Scrittori contro il rogo di libri

    Il testo che segue è stato redatto da una sorta di “coordinamento” formato da scrittori, critici, blogger, pubblicisti, redazioni di riviste letterarie (on-line e cartacee). Hanno contribuito autori che figurano nella “lista nera” veneta e autori che non vi figurano ma sono solidali coi “proscritti”. E’ un documento liberamente appropriabile e sottoscrivibile da chiunque.  Se sei uno scrittore (o qualcosa di simile) e sei contro il rogo, allora sei con gli Scrittori contro il rogo.
    Uno scrittore-delegato ha letto in anteprima il testo in quel di Padova il 25 gennaio 2010, all’assemblea cittadina organizzata presso la facoltà di Scienze Politiche, in vista dello sciopero nazionale dei metalmeccanici. Copie del testo appariranno giovedì 27 alle h. 17 di fronte alla biblioteca comunale di Preganziol (TV).
    ….


    A Preganziol, da diversi giorni (dopo un servizio del TG3 nazionale) l’amministrazione comunale leghista si sta difendendo dall’accusa di aver fatto “sparire” dalla biblioteca i libri di Roberto Saviano. Il noto autore campano sarebbe inviso ai ragazzuoli in camicia bru verde a causa del suo monologo televisivo sulla Lega Nord che “interloquisce” con la ‘ndrangheta. Alcuni cittadini hanno organizzato una manifestazione nel giorno e all’ora di cui sopra, e diversi scrittori – “proscritti” e non – convergeranno su Preganziol per dire la loro.

    Questa è una storia “laterale” ma significativa, sintomatica. E’ venuta alla luce grazie alla campagna contro le liste di proscrizione della destra veneta. Smuovendo il terreno, si sono trovati cocci di vecchie anfore, che un tempo contenevano pudore e ritegno. Pudore e ritegno che ti facevano pensare due volte, prima di proporre bestialità anti-costituzionali come l’epurazione – ufficiale o “ufficiosa” – delle biblioteche.
    La vicenda di Preganziol non ha a che fare direttamente con il caso Battisti: diverso il pretesto, diverso l’autore colpito, diversa la forza politica accusata. Ma l’humus è lo stesso. Il contesto è lo stesso. La logica è la stessa.]

    L’iniziativa presa da diversi esponenti politici del Veneto – dall’assessore provinciale veneziano Speranzon all’assessore regionale all’istruzione Donazzan, passando per i pronunciamenti di diversi esponenti politici di minore o maggiore peso politico – è di una gravità senza precedenti.

    Prendendo a pretesto la sottoscrizione di un appello nel quale si chiedeva al governo francese di non revocare il diritto d’asilo a Cesare Battisti, la classe dirigente veneta, legittimata dal “liberale” Luca Zaia, ha chiesto prima la rimozione dalle biblioteche pubbliche, e poi dalle scuole pubbliche di TUTTI i libri degli autori firmatari dell’appello, da Massimo Carlotto a Tiziano Scarpa, passando per Nanni Balestrini, Daniel Pennac, Giuseppe Genna, Giorgio Agamben, Girolamo De Michele, Vauro, Lello Voce, Pino Cacucci, Christian Raimo, Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Marco Philopat, Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Stefano Tassinari, Wu Ming, e molti altri che non sono finiti nella lista nera solo perché non hanno aggiunto “scrittore” al proprio nome e cognome.

    La proclamata volontà, da parte di questi nuovi inquisitori, di reagire contro la decisione del governo brasiliano è pura ipocrisia: la regione Veneto è diventata, proprio negli anni del “caso Battisti”, un importante partner economico del Brasile. Mentre i politici di destra reclamavano a gran voce il boicottaggio delle relazioni Italia-Brasile, la regione Veneto spendeva 185.000 euro per inviare una delegazione al 22° Festival del Turismo di Gramado, che si è tenuto dal 18 al 21 novembre 2010. In realtà Battisti non è l’unico, né il principale, latitante italiano che il Brasile non estrada (e lo stesso varrebbe per molti latitanti brasiliani rifugiatisi in Italia): è solo l’uomo giusto capitato nel posto giusto al momento giusto, quando cioè serviva un’arma di distrazione di massa per riempire le pagine dei giornali e togliere spazio a ben altre informazioni.

    minculpop_logo.gifMa sarebbe sbagliato fermarsi qui. Come è emerso grazie all’immediata campagna di informazione promossa da decine di scrittori, senza distinzione tra firmatari dell’appello e non, è da tempo in atto una censura di fatto nelle biblioteche venete, che riguarda autori come Marco Paolini o Roberto Saviano, colpevoli non di aver firmato questo o quell’appello, ma di aver raccontato verità scomode sul Veneto, sulla forza politica che lo governa, e sulle relazioni pericolose tra esponenti leghisti e ‘ndrangheta calabrese in Lombardia. La stessa colpa è l’elemento reale che accomuna, al di là dei pretesti ideologici, gli scrittori messi all’indice: raccontare la realtà in un momento in cui chi avrebbe il dovere di farlo trova economicamente e politicamente più comodo spargere la melassa del gossip, della disinformazione, della produzione televisiva di risse a mezzo risse. Opponiamo la narrazione della realtà ai reality show: ecco il nostro crimine.

    È questa la ragione per cui si mettono in atto comportamenti illegittimi – vedi la pretesa dell’assessore Donazzan di inviare un atto di indirizzo politico alle scuole; o addirittura illegali – vedi l’invito a commettere il reato di peculato per distrazione di bene pubblico, in cui incorre chi sottrae un bene pubblico, cioè in libro in una biblioteca acquistato con i pubblici denari. Che questo avvenga ad opera di persone che rivestono cariche pubbliche potrebbe forse sorprendere: ma non sorprende di certo noi.
    Chi sono, infatti, i personaggi di cui stiamo parlando?
    Sono ex-fascisti, o post-fascisti, che non si sono fatti scrupolo di solidarizzare con i Serenissimi che assaltarono, con l’ausilio di un Tank blindato, il Campanile di S. Marco (Speranzon); che hanno rifiutato il consenso a un documento votato dall’intero consiglio regionale veneto (maggioranza e opposizioni) perché conteneva il richiamo a valori quali “antifascismo” e “resistenza” (Donazzan); che non si vergognano di presenziare a raduni fascisti in onore della X Mas, o di intimare all’attore ebreo Moni Ovadia, di non avere titolo per parlare di cristianesimo in una trasmissione televisiva (Donazzan). In tutta evidenza, il fascismo questi signori e signore non l’hanno “alle spalle” ma sulle spalle.
    Elena DonazzanSe poi andiamo al tono delle dichiarazioni – quella di Gianantonio Da Re, segretario provinciale della Lega di Treviso, che ha invitato a dare Gomorra in pasto ai roditori di cui sembra abbondino le cantine trevigiane, e dei quali il Da Re dev’essere esperto; o quella dell’ineffabile Speranzon, che dichiara di essersi ripromesso di leggere Gomorra, cosa che potrebbe venire utile a chi volesse fare l’assessore alla cultura; per non parlare delle dichiarazioni sul relativismo e il nichilismo del cattolicissimo assessore Donazzan:

    «perché in Italia non si ruba e non si uccide, perché abbiamo questo senso della famiglia, perché il rapporto deve essere imperniato sul rispetto e sul perdono? Questi sono i principi comportamentali di chi vive in Italia, derivano da un approccio culturale alla religione cattolica, non derivano da altre religioni…»

    Se prestiamo attenzione a questi linguaggi, e ai cervelli che li governano – perché la lingua batte se la mente vuole – capiamo anche di quale fascismo stiamo parlando: fascisti si, ma “Fascisti su Marte”.
    O forse è Marte ad essere arrivato se non sulla Terra, in Italia, o quantomeno in Veneto? Come scriveva il 22 gennaio scorso sul “Corriere del Veneto” Umberto Curi, un assessore

    «non è, non deve essere, più un esponente di una parte politica, libero di perseguire i propri obbiettivi più o meno nobili e di coltivare le proprie antipatie. […] Compito di chi eserciti il referato all’istruzione è quello di operare perché cultura, aggiornamento, istruzione, formazione, si diffondano quanto più ampiamente possibile. Mentre a lei non compete affatto stabilire quali letture debbano essere fatte e quali evitate, quali libri debbano essere letti e quali invece cancellati o proibiti. Non si tratta di una sottigliezza, ma dell’interpretazione corretta di un ruolo in se stesso molto delicato, per il quale non sono possibili sbandamenti, come quello di cui ora si discute».

    Sarebbe infatti molto grave che chi esercita il potere politico detenesse il potere di discriminare le idee politiche a seconda della vicinanza o lontananza col sentire del potere; sarebbe molto grave anche se non stessimo parlando di una persona che definisce i combattenti di Salò “la mia parte politica”.
    Sarebbe molto grave se la semplice manifestazione di un’idea potesse sovradeterminare l’intera persona dell’autore, la sua storia, la sua produzione intellettuale, la sua figura pubblica; lo sanno, questi signori Speranzon e Donazzan, che l’autore dei Demoni e dei Fratelli Karamazov era stato militante di un gruppo terroristico? Vogliamo dunque bandire Dostoevskij dalle biblioteche come “cattivo maestro”?
    Sarebbe molto grave se questo potere venisse esercitato per operare un controllo preventivo sulle idee, facendo intendere che una presa di posizione oggi potrà essere usata domani contro l’autore, a seconda delle mutate condizioni politiche.
    Sarebbe molto grave se la circolazione delle idee che viene garantita e resa pubblica dall’esistenza di scuole e biblioteche divenisse una funzione disciplinata dal potere; se persino le adozioni scolastiche dovessero diventare qualcosa di cui rendere conto al potere; se quel “se ne assumeranno la responsabilità” pronunciato dall’assessore Speranzon contro gli eventuali obiettori al suo diktat censorio diventasse la regola in base alla quale si regolamenta il diritto al lavoro nelle istituzioni pubbliche; se insegnanti, bibliotecari, e – perché no? – librai venissero assunti o licenziati in base alla propria capacità di assoggettarsi alla disciplina imposta.

    Sarebbe molto grave persino se avvenisse su Marte.

    sacconi_e_gli_altri_2.jpgMa qui, in Italia, in Veneto, non sta forse già succedendo? Con la riforma dell’Università, le Regioni entreranno all’interno delle Fondazioni e dei Consigli di Amministrazione delle Università; e capiterà che un assessore abbia potere decisionale non solo sull’assegnazione dei fondi all’istruzione, ma anche sulla gestione dei fondi assegnati; persino un assessore come Elena Donazzan, che crede – e lo dice in pubblico – che antifascismo e resistenza non siano valori costituzionali perché non ha trovato nella Costituzione queste due parole, potrà con il suo voto decidere i destini della formazione universitaria.
    Non sta forse già succedendo che i diritti dei lavoratori siano seriamente minacciati da una serie di norme – dal Collegato Sacconi sul Lavoro al Contratto Mirafiori, passando per i nuovi regolamenti, come il cosiddetto decreto Brunetta, che limitano i diritti dei dipendenti pubblici? Che la vita stessa dei lavoratori sia sempre più precaria e insicura, che il lavoro sia sempre più nocivo, sia sempre più strumento di asservimento e sempre meno finalizzato alla realizzazione della persona umana? Come la vita e il lavoro, anche la cultura è sempre più in pericolo, sempre più esposta al controllo disciplinare, alla nocività, alla precarietà.

    Il solo raccontare la realtà – lo abbiamo già detto, lo ripetiamo – è un atto di insubordinazione contro il potere disciplinare: è quello che noi scrittori abbiamo sempre fatto, che continuiamo a fare, che promettiamo di non smettere di fare. Agli studenti, precari, operai, intermittenti e insubordinati che in questi giorni preparano le prossime lotte chiediamo di combattere la nostra battaglia, così come noi combattiamo la loro.


    Ai tanti colleghi della scrittura, della musica, delle arti, della cultura e della conoscenza, che per la posizione di privilegio che credono di avere acquisito, per pigrizia, per ignavia, o anche per supponenza o viltà ancora non hanno fatto sentire la propria voce diciamo di alzare il culo, adesso: se non ora, quando?

    Scrittori contro il rogo, Italia, 25 gennaio 2011
  • Gli aspiranti censori veneti e la strumentalizzazione di Battisti

    Gli aspiranti censori veneti e la strumentalizzazione di Battisti

    Volevo segnalarvi alcuni link con la rassegna stampa completa di quanto sta accadendo in Veneto riguardo i casi di censura di alcuni libri come Gomorra di Saviano (testo che già da tempo si fatica a trovare negli scaffali delle biblioteche pubbliche) e di moltissimi altri autori, cioè tutti i firmatari dell’appello contro l’estradizione di Cesare Battisti nel 2004.

    Ogni giorno emergono sviluppi in due direzioni opposte: le reazioni della società, di alcuni media e degli scrittori non si sono fatte attendere ma è così anche per una parte della classe politica locale che ribadisce stupidamente le presunte motivazioni della propria scelta repressiva. Pure l’assessore regionale Elena Donazzan ha lanciato la sua crociata anti costituzionale e anti culturale: ecco il dossier completo. Un esempio specifico si trova in un video (“Libro sul muro”) di Matteo Quero. La Donazzan, assessore all’istruzione della Regione Veneto, ha fatto stampare a spese della Regione un volume sui vent’anni dal crollo del muro di Berlino. La sua stesura è stata affidata a giovani “intellettuali” del Pdl. S’è poi scoperto che i testi erano un clamoroso copia e incolla fatto da Internet. La Donazzan non aveva controllato  o forse ha condiviso il metodo? Lasciamo a voi e (magari) a lei la risposta.

    Dopo i pidiellini Speranzon, Costa e Donazzan rilanciano anche i leghisti contro Saviano: «Bene ha fatto l’amministrazione comunale di Preganziol a eliminare quei libri». La giunta guidata da Sergio Marton incassa l’approvazione di Gianantonio Da Re, segretario provinciale della Lega. I volumi al centro della vicenda sono quelli firmati da Roberto Saviano: epurati dalla biblioteca civica della cittadina lungo il Terraglio, secondo la denuncia di un’addetta, per ordine dei vertici politici del Comune (Link notizia completa, QUI).
    Mi sembra vergognosa l’insistenza nel non prendere le distanze e, fatto ancor più grave, nell’esprimere solidarietà a tutti i personaggi che propongono un’illiberale, fascista e scandalosa censura nei riguardi di alcuni testi e autori, verso le loro idee a prescindere e contro la libertà. La questione è grave e, se non fosse per poche voci che, però, si stanno moltiplicando e diffondendo sempre più, non avremmo forse saputo gran che di questi tentativi populistici di “pulizia culturale”.
    Rimbalzano in laguna i complimenti e le pacche sulle spalle tra i compagni di partito o di coalizione e, quindi, appare chiaramente il filo rosso, anzi nero, che lega tutti gli interventi: l’annichilamento della cultura tout court, la riduzione dell’opposizione a mera facciata e la imposizione di un pensiero unico. Cesare Battisti ormai non c’entra più nulla, è stato un pretesto, uno strumento per cominciare, anzi continuare, l’epurazione di scuole, biblioteche e cervelli.
    In effetti sembra che ormai Battisti sia una scusa per fare e disfare, parlare e sparlare su tutto. In Italia è addirittura passata l’informazione che l’Europa è con noi contro il Brasile mentre invece il Parlamento europeo ha approvato una mozione proposta dall’Italia ma con solo 89 voti espressi (86 a favore, 1 astenuto e 2 contrari) su oltre 700 membri di quell’istituzione che probabilmente stavano facendo altro fregandosene della proposta italiana. Su 86 voti favorevoli 77 erano italiani, tanto per capirci. Altro che solidarietà dell’Europa, direi indifferenza piuttosto.
    Ottima rassegna stampa
    di Loredana Lipperini
    e di Wu Ming
    Post satirici:

    Alessandra Daniele
    “Romanzi criminali”

    Fabrizio Lorusso
    dal rogo libri in Messico

    Raccolta video e foto dei censori

  • Video dei censori veneti feat. Ignazio La Russa (Deep Trip Fascio Rmx)

    Video dei censori veneti feat. Ignazio La Russa (Deep Trip Fascio Rmx)

    Qualche video e foto d’onore dal blog catastrofe con Jerry e Christian, alti esponenti della cultura Made in Italia. Eccoli anche qui, così li conosciamo e li evitiamo. Sono su tutti i giornali. Persino in Tv. Su Internet e FaceBook è già scoppiato un putiferio. Non parlo degli attori, ma di Raffaele Speranzon, ultimo a sinistra nella fake foto di copertina. Ma che ha fatto? E che ha fatto la sua commilitona Elena Donnazan che addirittura è stata esclusa dalla foto di famiglia? (In compenso appare nella foto di famiglia della Federazione RSI di Treviso, Repubblica Sociale Italiana). LEGGI QUI !

    Comunque niente, ma va là: prove tecniche di censura e di regressione fascista, minacce velate sotto forma di “raccomandazioni” e letterine, intenzioni, discorsi e mentalità anti-Costituzionali e autoritarie. Secondo loro, invece, sono tutti tentativi nobili e patriottici di risolvere il problema della libertà di pensiero, un cancro maligno che loro hanno estirpato da tempo a livello personale. Basta non usarlo il pensiero e siamo a posto.

    Sopra. Video servizio del Tg3 con breve intervista al provetto censore “sconsigliare la lettura di alcuni autori secondo me è una bella cosa” e anche Saviano, insieme a tanti altri, comincia a non trovarsi più… Donazzan E. + R. Speranzon si son salvati in tempo e vogliono salvare tutti quanti noi con le letteronze da inviare alle scuole e alle biblioteche pubbliche cui già da tempo, subdolamente, impongono le loro “politiche culturali”. Grazie, io ho smesso con sta storia della salvezza qualche anno fa e non mi riferisco alla retrocessione in serie B. Esempio pratico di politica culturale vergognosa: basta vedere l’affare “Caduta del muro di Berlino, ventennale” nel video che riporto un po’ più sotto in cui si parla del libello diffuso nelle scuole venete: un ottimo copia e incolla a spese dei cittadini.

    Ma adesso per cominciare e andare avanti col piede marcio, giusto o sbagliato che sia, presento due video che dovrebbero finire a breve tra i “related”, i video correlati che YouTube ti suggerisce nella colonnina di destra. Infatti a chi si sarà mai ispirato Antonio Albanese, alias Cetto La Qualunque, per incutere tanto timore e indurre rispetto e riverenza nei suoi seguaci? Nel primo video, “Ignazio Larussa a tutto campo”, c’è la risposta. Ignazio La Russa a Vicenza a sostegno di Elena Donazzan parla di elezioni, valori della destra politica, Carlomagno, mini-naja. Da paura. La Russa con la sua pupilla destra ammiccante, al fianco e tra le tempie: Elena Donazzan, la liberale Asesora Pdl, assessore all’istruzione in Veneto, che propone un vero e proprio rogo di libri nella sua regione e oltre. Leggi qui la rassegna stampa sul caso, per favore! E pure qui

    Nel prossimo video: imbarazzante Elena Donazzan, assessore all’istruzione della Regione Veneto, ha fatto stampare a spese della Regione un volume sui 20 anni dal crollo del muro di Berlino, affidando la redazione a giovani del Pdl. Abbiamo scoperto che i testi sono un clamoroso copia e incolla da internet. La Donazzan non aveva controllato, oppure ha condiviso il metodo? Potete vedere il dossier nel sito www.matteoquero.it

    A questo link, per concludere, le dichiarazioni di Elena Donazzan in merito a una sua smentita di un articolo di Repubblica che l’accusò di abusare della street art e dei graffiti per fini politici. L’assessore regionale Elena Donazzan chiarisce un episodio di quando, 26enne, venne nottetempo fermata assieme ad altri tre giovani attivisti dalla Polizia di Bassano: “Un granchio anche secondo il Tribunale di Roma. Rimisi la querela contro il quotidiano La Repubblica solo dopo averne ottenuto la smentita”…Ecco il video:

    En fin. Per non piangere troppo consiglio la lettura di due pezzi satirici…

    Alessandra Daniele su Carmilla

    Fabrizio Lorusso su Carmilla

    e la visione dello sfogo di Speranzon in consiglio comunale su come “si utilizzano i soldi pubblici”…Bravo bravo…sigh.

  • Messico: bruciano libri di Carlotto, Evangelisti e Wu Ming per ottenere un seggio

    Messico: bruciano libri di Carlotto, Evangelisti e Wu Ming per ottenere un seggio

    Da http://www.carmillaonline.com/archives/2011/01/003760.html#003760

    fogatabis.jpgAnche un botto di italiani all’estero odia Battisti e tutti coloro i quali hanno firmato l’appello in suo favore e con fervore nel 2004. E pure loro vogliono visibilità e amano fare “la politica”.
    Ecco alcuni sentori da terra americana riportati a caldo. S’espandono a macchia d’olio (di ricino) le loro pretenziose azioni d’inesistenza civile per voler riaffermare una carta d’identità smarrita “ci siamo anche noi, dateci seggi, pane e…già si sa” – dichiara un’anonima protestante di origini veneziane, alias La Asesora Serenissima.
    Continua “l’assessuora”: “somos estanchi, alla proxima elecsione del parlamento ci candidiamo anche nosotros con ITALIA e adesso bruciamo i libri per solidaridad, così ci cacano un poquito estos caprones de Roma. Il seggio per los italianos all’estero sarà nuestro, capito?”. A seguire le notizie.

    Puerto Escondido, Messico, 19 gen 2011 d.C.
    Sconcertante e avvenente atto di ribellione da parte di un gruppo di italiani all’estero. Una decina di manifestanti italiani, da anni ridenti nella residente località della regione di Oaxaca, ha impugnato le torce e la gasolina per innalzare al cielo una pira sacrificale con le copie in italiano e spagnolo de Il Collare di fuoco, Tortuga, Altai e Il Fuggiasco. Lanciato nel fuoco anche un sacchetto di ganja, cioè la famosa e pura mota messicana.

    Capeggiati dal regista Bruno Liegi-Baston-Liegi (vincitore del Golden gol 2012 ed ex sceneggiatore dei filmi di Maccio Capatonda) e da Josè Guadalupe Speranzone, noto abitante dei due mondi, gli eroici hanno messo al rogo une ventina di esemplari proprio durante una cerimonia propiziatoria cui partecipavano dei surfisti tedeschi in una spiaggia poco lontana dal centro cittadino.
    Attirati dai fumi dell’odio e dagli umori emessi dall’erba gatta, i germanici hanno subito pensato ai soliti italiani che si fanno la spaghettata di mezzanotte o una semplice indianata, ma poi hanno appreso con pudore che si trattava di un’apologia del fascismo e li hanno menati colle tavole.

    La Asesora aveva addirittura buttato nel falò un paio di copie del Vangelo secondo Giovanni pensando che c’entrasse qualcosa con quell’Evangelisti lì, così “tanto per essere più sicuri”.
    Due ore dopo, sempre pronta, è intervenuta la polizia federale messicana che ha incarcerato ed espulso le italiche “persone sgradite” applicando loro la legge del taglione: i censori bruciatori sono stati obbligati a visionare per 37 ore consecutive alcuni movies come La polizia s’incazza e Pierino 1,2 e 3 di Alvaro Vitali, opere certamente non proscritte e che il mondo c’invidia. Ci siamo fatti proprio riconoscere, come disse Abatantuono dopo una scaramuccia con Bisio nella pellicola Puerto Escondido di Salvatores.

    Playa del Carmen, Messico, 20 gen 2011, d.C.
    Marìa del Carmen y Consuelo Donnazzanna Dolores Mango, pizzaiola escort popolarissima da queste parti, alias Fernet Sunrise, alias La hermana de la Asesora, ha deciso di scendere in mezzo al campo, nuda. “Yo Tengo Huevos”. Yo Ho Le Palle. Ha dichiarato ai giornaletti, “non siamo mica come quei due là che hanno lanciato la provocazione sputando in qualche biblioteca e poi si son ritirati come due bastonati alemanni. Yo vado avanti e anche qui a Playa del Carmen, pieno Yucatan autonomo y sovrano, si daranno alle fiamme un po’ di libri con la marijuana, come hanno fatto a Puerto Escondido e nelle terre dei nostri padri veneziani”.
    “Se quelli di Puerto li hanno menati, noi invece meneremo e bruceremo. Tedeschi, francesi, americheni, iracheni, battisti, anabattisti, ma che ce freca?”.

    A Playa e dintorni ci sono circa 10mila italiani d’Italia che votano e prosperano nuotando nei Caraibi. La speranza dei censori infiammatori è che anche qui la pira dei libri di autori firmatari dell’appello Battisti diventi il simbolo della libertà di pensiero e propizi gli spiriti romani affinché intercedano in favore di un candidato pescato tra loro per il mitico seggio all’estero, circoscrizione America del nord. Tanto tra un po’ si vota, meglio approfittare, no?

    Insomma son proposte. Manca il faro, ardiamo i libri che fanno luce. Manca la carta igienica, usiamo le pagine delle edizioni più sopraffine e delicate. Manca la cultura, armiamoci di ferro ignorante. Sillogismi, logica, passione e ¡Viva Mèxico cabrones!, come si grida sempre in terra azteca prima d’ingollare un sorso di tequila alla goccia. Anche qua, sempre duro.

    Infine il console disonorato in Yucatan, Paride A.C. Crosta, ha deciso anche lui di passare all’azione e inviare una lettera di carta stagnola, un’e-mail spam, un twitt e una nota FaceBook a tutti i presidi, i caudillos, i governatori, i narcos, le escort e le cadillac per bloccare la vendita delle opere di certi autori amici dei terroristi cattivi e far ritirare loro il passaporto, così non vengono più in Messico, ecco.

    L’inconsolabile console ha sbattuto in lista nera, con tanto di epiteti da narcotrafficanti (forse amici suoi?), due dei Wu Ming, alias Los chinos, (chissà perché solo due, forse per la cabala), Valerio Evangelisti (The mexican antrax ranger), Massimo Carlotto (El malo), Tiziano Scarpa (El pintor), Nanni Balestrini (El bueno) e così via tutti quanti…Giuseppe Genna (El mota), Girolamo De Michele (El mascarita), Vauro (El Santo rojo), Lello Voce (El canta), Pino Cacucci (El polvorìn), Loredana Lipperini (La Blue Demon), Laura Grimaldi (La reina del pacífico), Stefano Tassinari (El chofer) e tantissimi altri.
    Una strage della madonna (di Guadalupe, la più famosa vergine messicana). Chiaramente il piccolo Console ha letto i nomi da una lista fornitagli direttamente dal sindacato della Policia Municipal de Playa del Carmen (Coisp=Coordinamento Italiano Sicurezza a Playa, Operazione Spiagge Insicurezza).

    Da Citta del Messico, vi corrisponde Fabrizio Lorusso (El ruso)

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