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  • 1S México: Video Arresto Arbirario Giornalista Agenzia SubVersiones

    1S México: Video Arresto Arbirario Giornalista Agenzia SubVersiones

    Nel video sopra l’arresto arbitrario di un giornalista dell’agenzia messicana indipendente Subversiones che ha filmato la propria cattura l’1 settembre scorso alla fine di una lunga manifestazione contro le riforme energetica ed educativa del governo. Si chiama Gustavo Ruiz e stava filmando alcuni poliziotti mentre trascinavano su una camionetta alcuni giovani “random” e, come si fa in questi casi per evitare abusi o addirittura sparizioni e sequestri ai danni dei detenuti, stava chiedendo agli studenti i loro nomi e la facoltà di appartenenza. Come se niente fosse, all’improvviso, si ritrova lui “dall’altra parte”, viene strattonato, la sua videocamera cade e fa in tempo a registrare le sue urla e il suo nome che il giornalista grida varie volte proprio per segnalare l’abuso delle autorità. La lista delle persone catturate stilata dal Comitè Cerezo è a questo link. Qui, invece, il Link all’articolo e foto sull’1S e sulle manifestazioni di questi giorni a Città del Messico – Link alla Tendopoli degli insegnanti in lotta nella piazza centrale del paese. Info in spagnolo e video da: http://vimeo.com/73590423  Info sul caso qui: subversiones.org/archivos/12275

    El día de hoy, 1º de septiembre del año en curso, en el marco de las protestas magisteriales en contra de la Reforma Educativa y la presentación del primer informe de gobierno del ejecutivo federal, Enrique Peña Nieto, atestiguamos y documentamos el excesivo despliegue de la fuerza pública del Gobierno del Distrito Federal (GDF), así como de la policía federal en contra de manifestantes, reporteros gráficos y fotógrafos.

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    Denunciamos la represión de las autoridades encargadas de hacer cumplir la ley. En este caso, por parte de elementos de la Secretaría de Seguridad Pública del Distrito Federal y demás elementos policíacos que hayan participado en la detención de quienes se dedican a la labor informativa. Denunciamos represión, violaciones a los derechos humanos, al derecho a la libertad de expresión y detenciones arbitrarias en contra de compañeros de Medios Independientes.

    Los y las periodistas de medios independientes: Estela Morales, (Regeneración Radio), Pável Primo Noriega, (Multimedios Cronopios) y Gustavo Ruíz, (SubVersiones, Agencia Autónoma de Comunicación), fueron detenidos arbitrariamente por elementos de la policía de la SSP-DF en las inmediaciones de la estación del metro San Antonio Abad, mientras reportaban los hechos noticiosos que acontecían; mientras ejercían el legítimo derecho a la libre expresión, a informar y a ser informados.

    Gustavo Ruiz, fotógrafo de SubVersiones, Agencia Autónoma de Comunicación (AAC), fue detenido por grabar los hechos. Él filmó el video que da evidencia de su detención arbitraria, cuando documentaba detenciones afuera de la estación mencionada.

    – “¿Por qué se lo llevan?”, fue la última frase que expresó Gustavo -quien preguntaba los motivos por los cuales las personas estaban siendo detenidas-, momentos previos a que se realizará su detención por elementos de seguridad pública. Enfatizamos que Gustavo Ruiz no cometió ningún delito. Después de filmar, alcanzó a darle el material videográfico a Rafael Prime, también periodista independiente de SubVersiones AAC. (El video está disponible en línea).

    En el dicho material se observa que su detención fue arbitraria y se ejerció violencia excesiva en perjuicio de Gustavo Ruiz, además de que su material de trabajo (cámara fotográfica) fue dañado. Posteriormente, el compañero reportero, fue llevado con contusiones a la unidad A4051 por ‘granaderos’.

    Ayúdennos a presionar a las autoridades envíandoles twitts, mensajes en facebook y llamando. Todos los datos están en “ACCIÓN URGENTE: DETENCIÓN ARBITRARIA DE PERIODISTAS DE MEDIOS INDEPENDIENTES: Regeneración Radio, Multimedios Cronopios y Agencia SubVersiones”: subversiones.org/archivos/12275

  • Stato d’eccezione: foto manifestazione 1S México DF

    Stato d’eccezione: foto manifestazione 1S México DF

    A Città del Messico il primo settembre s’è svolta un’importante una manifestazione di studenti, facoltà universitarie, organizzazioni sociali, parti del MoReNa (Mov. Rigenerazione Nazionale), liberi cittadini e gruppi anarchici contro la Riforma energetica. Anzi, le iniziative in tutta la città e in tutto il paese erano decine. (Clicca su una foto per vedere lo slideshow). Sopra ho inserito una galleria fotografica della mattinata del primo settembre tra il Monumento alla Revolución e l’angolo tra le via Eje Central e Izazaga a Città del Messico.La manifestazione nel primo pomeriggio s’è unita a quella degli insegnanti della CNTE (Coordinadora Nacional Trabajadores de la Educación) che si sono diretti a San Lazaro, sede della camera dei deputati messicana. Un aggiornamento e foto sulla protesta dei docenti contro la Riforma Educativa è a questo link. Un poliziotto è rimasto ferito per l’attacco di un gruppo di persone incappucciate (presumibilmente e secondo fonti giornalistiche locali – il quotidiano La Jornada – appartenenti a dei gruppi identificati come anarchici). Ci sono stati almeno sei scontri di questo tipo avvenuti durante la manifestazione e anche al termine mentre gli insegnanti, che formavano un cordone indipendente e pacifico, stavano per ripiegare. L’accerchiamento forzato e l’enorme dispiegamento di forze rappresenta una strategia di contenimento che sfocia nella provocazione e nello stato d’eccezione. La reazione della polizia dopo gli scontri s’è quindi concentrata su altri “obiettivi”, cioè persone individuate casualmente, e alla fine della giornata di protesta dell’1S ci sono stati 16 arresti di alcuni attivisti e giornalisti indipendenti. Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani come il Comité Cerezo hanno già lanciato dei comunicati in proposito.

    Marcha 1S Mex DF 043 (Medium)

    Durante la mattinata e il primo pomeriggio la polizia (6mila poliziotti di Città del Messico e granaderos in tenuta antisommossa oltre a 2mila federali) ha circondato e controllato costantemente l’intero cordone dei manifestanti senza lasciare spazi di azione e movimento alle persone che camminavano: un vero e proprio stato di eccezione.  La quantità delle forze messe in capo dal governo della città e da quello federale è stata enorme. “L’imbottigliamento coatto” da parte della polizia era pensato per il controllo totale ma con l’effetto collaterale provocato di asfissiare e generare situazioni di tensione, in particolare nei momenti in cui la doppia fila di granaderos in testa al corteo spezzava il ritmo della marcia e bloccava i manifestanti, cosa che s’è ripetuta praticamente ad ogni curva mentre, nel contempo, gli scudi dei corpi antisommossa chiudevano la coda e i lati del corteo.

    Marcha 1S Mex DF 111 (Medium)

    In più occasioni alcuni gruppi di manifestanti in testa alla marcia si sono scontrati coi granaderos che blindavano le uscite e minacciavano di chiudere tutti in una morsa. Le vie di accesso allo zocalo, la piazza centrale di Città del Messico occupata dagli insegnanti della CNTE, erano completamente bloccate da enormi pannelli di metallo o da altri poliziotti. E’ una modalità già sperimentata dal governo del presidente Peña Nieto e dai corpi di polizia della capitale a partire dalla giornata dell’1D, il primo dicembre 2012, in cui i poliziotti della capitale hanno serrato le file, chiuso ogni passaggio nel centro storico e infine hanno effettuato decine di arresti e pestaggi arbitrari.

    Marcha 1S Mex DF 152 (Medium)

    L’8 settembre AMLO (l’ex candidato presidenziale delle sinistre Andrés Manuel López Obrador) ha annunciato un comizio contro la riforma energetica e la “svendita” della compagnia petrolifera nazionale PEMEX proprio nello zocalo della capitale, ma se questo sarà ancora occupato dai professori in lotta, probabilmente le due cause si sovrapporranno nello stesso spazio o comunque nella stessa giornata, come in parte è avvenuto domenica, e la strategia repressiva del governo non farà altro che aumentare la tensione sociale per provocare la criminalizzazione dei movimenti. Foto e post di Fabrizio Lorusso  – Link a fotogalleria della tendopoli degli insegnanti a Città del Messico.

    Marcha 1S Mex DF 096 (Medium)

  • México y lluvia, maestros en lucha

    México y lluvia, maestros en lucha

    EN ESPAÑOL

    El México inconforme con las llamadas “reformas estructurales” llena las calles y ocupa las plazas. Incluyo en el post una galeria fotográfica (da clic en la foto para el slideshow) del plantón de protesta que mantienen entre 10 y 40mil maestros de la CNTE, Coordinadora nacional trabajadores de la educación en el zocalo de la Ciudad de México desde el 19 de agosto pasado. Llueve, pero horas interminables de aguaceros no barren la esperanza, pero sí alejan a los curiosos, a los vendedores ambulantes, en su mayoría capitalinos, y a las malas noticias que llegan de San Lazaro: en la noche del 1S (primero de septiembre!), con un albazo legislativo, la Cámara de diputados aprobó la Ley del Servicio Profesional Docente, es decir el objeto de las negociaciones entre los delegados de los manifestantes y algunos congresistas. Una verdadera tomada de pelo.

    Ahora falta sólo el voto del Senado. Escenas de vida y resistencia civil componen este álbum fotográfico que ha sido realizado el día 31 de agosto de 2013, cuando sólo un contingente reducido de maestros se encontraba presidiando el plantón, ya que la mayoría de ellos se encontraba en sus comunidades de origen para el fin de semana. 1000 maestros de Chiapas se integraron a la protesta en la capital el 1S, mientras que en la semana se prevén marchas y, el miércoles, una insurrección magisterial nacional convocada por la CNTE. Ah, ¿qué es la CNTE? No es el SNTE (Sindicato Nacional Trabajadores de la Educación), queda claro. Es una coordinadora, fundada en 1979, que aglutina a los docentes que tienen un pensamiento crítico con respecto al trabajo del sindicato “oficial” charro y se organiza como corriente democrática dentro del SNTE, sin por eso contituirse como un sindicato autónomo.

    Actualmente la CNTE mantiene viva la oposicièon a la reforma educativa que más que “educativa” parece una reforma (regresiva) laboral y administrativa, enviada por el presidente Peña Nieto al Congreso. El Sindicato (SNTE) alineado al gobierno duerme y difunde espots a favor de la iniciativa de Peña. Después de haber promovido la reforma de los artículos constitucionales sobre asuntos educativos (el 3 y el 73) que fue aprobada por los 3 partidos más importantes del país (PRD, PRI, PAN) en el mes de febrero de 2013, el mandatario ahora está cabildeando para una aprobación fast track  de las leyes secundarias que examina el congreso. Y lo está logrando. Ya dos de éstas, la sobre el Instituto Nacional para la Evaluación y la Ley General sobre la Educación, fueron votadas sin que la opinión de las partes sociales y, sobre todo, de los maestros, afectados directamente por la reforma, fuese tomada en cuenta.  Ahora, el partido se juega en la ley que más interesa, de cerca, la vida de las personas, de los docentes, y los derechos laborales preexistentes.

    Link útiles: CNTE sección 9 Distrito Federal y Sección 22 Oaxaca. Fotos e intro de Fabrizio Lorusso

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    IN ITALIANO

    Il Messico contrario alle cosiddette “riforme strutturali” scende in piazza (e la occupa). Inserisco nel post una galleria fotografica (clicca su una foto per lo slideshow) della tendopoli allestita dai docenti della CNTE, Coordinamento nazionale dei lavoratori dell’educazione, nella piazza centrale (il “Zocalo”) di Città del Messico. Dal 19 agosto scorso tra i 10 e i 40mila insegnanti di asili, scuole primarie e secondarie occupano la piazza principale del Messico. Sta piovendo, ma ore e ore di violenti acquazzoni non spazzano via la speranza, anche se funzionano per scacciare i curiosi, i venditori ambulanti, in maggior parte commercianti della capitale, e  le cattive notizie che arrivano dai palazzi del potere: nella notte dell’1S (primo settembre!), con un sortita dei legislatori, è stata approvata dalla Camera dei deputati la Legge del Servizio Professional Docente, oggetto delle negoziazioni di questi giorni tra i rappresentanti della CNTE e alcuni parlamentari. Uno sberleffo in piena regola. Ora manca solo il voto al Senato.

    Scene di vita e resistenza civile compongono quest’album fotografico che è stato realizzato il 31 agosto scorso, quando solo un gruppo ridotto di docenti si trovava a presidiare la tendopoli siccome la maggior parte di loro si trovava nelle rispettive comunità d’origine per il fine settimana. 1000 insegnanti del Chiapas si sono integrati al contingente in lotta tra domenica e lunedì, mentre durante la settimana sono programmate varie camminate e manifestazioni. Per mercoledì 4 settembre è prevista una giornata di insurrezione nazionale dei docenti convocata dalla CNTE. Sono due settimane che la capitale messicana è letteralmente bloccata e la stessa cosa succede, su una scala minore, anche Ah, che cos’è la CNTE? Non va confusa con il SNTE, Sindacato Nazionale Lavoratori dell’Educazione. E’ un coordinamento, fondato nel 1979, che raccoglie gli insegnanti che hanno un pensiero critico nei riguardi del lavoro del sindacato ufficiale, praticamente un apparato paragovernativo, e si organizza come corrente democratica dentro al SNTE, senza costituirsi però come un sindacato autonomo.

    Attualmente la CNTE mantiene viva l’opposizione alla riforma educativa, che più che “educativa” pare una riforma (regressiva) del lavoro e dell’amministrazione, inviata al parlamento dal presidente Peña Nieto. Il Sindacato (SNTE) allineato al governo dorme e fa spot a favore dell’iniziativa di Peña. Dopo aver promosso la riforma degli articoli costituzionali riguardanti l’istruzione (il 3 e il 73) che è stata approvata dai 3 partiti più grandi (PRD, PRI, PAN) nel febbraio scorso, il presidente sta ora spingendo per un’approvazione fast track delle leggi secondarie al vaglio del parlamento. E ci è riuscito. Già due, quella sull’Istituto Nazionale per la Valutazione e la Legge Generale sull’Educazione, sono state approvate senza che l’opinione delle parti sociali e, soprattutto, degli insegnanti direttamente coinvolti nella riforma venisse presa in considerazione. Ora la partita si gioca sulla terza legge, quella che tocca più da vicino la vita delle persone, dei maestri, e i diritti del lavoro acquisiti.

    Link utili: CNTE sección 9 Distrito Federal e Sección 22 Oaxaca. Foto e intro di Fabrizio Lorusso

  • Messico e pioggia, maestri in lotta

    Messico e pioggia, maestri in lotta

    IN ITALIANO

    Il Messico contrario alle cosiddette “riforme strutturali” scende in piazza (e la occupa). Inserisco nel post una galleria fotografica (clicca su una foto per lo slideshow) della tendopoli allestita dai docenti della CNTE, Coordinamento nazionale dei lavoratori dell’educazione, nella piazza centrale (il “Zocalo”) di Città del Messico. Dal 19 agosto scorso tra i 10 e i 40mila insegnanti di asili, scuole primarie e secondarie occupano la piazza principale del Messico. Sta piovendo, ma ore e ore di violenti acquazzoni non spazzano via la speranza, anche se funzionano per scacciare i curiosi, i venditori ambulanti, in maggior parte commercianti della capitale, e  le cattive notizie che arrivano dai palazzi del potere: nella notte dell’1S (primo settembre!), con un sortita dei legislatori, è stata approvata dalla Camera dei deputati la Legge del Servizio Professional Docente, oggetto delle negoziazioni di questi giorni tra i rappresentanti della CNTE e alcuni parlamentari. Uno sberleffo in piena regola. Ora manca solo il voto al Senato.

    Scene di vita e resistenza civile compongono quest’album fotografico che è stato realizzato il 31 agosto scorso, quando solo un gruppo ridotto di docenti si trovava a presidiare la tendopoli siccome la maggior parte di loro si trovava nelle rispettive comunità d’origine per il fine settimana. 1000 insegnanti del Chiapas si sono integrati al contingente in lotta tra domenica e lunedì, mentre durante la settimana sono programmate varie camminate e manifestazioni. Per mercoledì 4 settembre è prevista una giornata di insurrezione nazionale dei docenti convocata dalla CNTE. Sono due settimane che la capitale messicana è letteralmente bloccata e la stessa cosa succede, su una scala minore, anche Ah, che cos’è la CNTE? Non va confusa con il SNTE, Sindacato Nazionale Lavoratori dell’Educazione. E’ un coordinamento, fondato nel 1979, che raccoglie gli insegnanti che hanno un pensiero critico nei riguardi del lavoro del sindacato ufficiale, praticamente un apparato paragovernativo, e si organizza come corrente democratica dentro al SNTE, senza costituirsi però come un sindacato autonomo.

    Attualmente la CNTE mantiene viva l’opposizione alla riforma educativa, che più che “educativa” pare una riforma (regressiva) del lavoro e dell’amministrazione, inviata al parlamento dal presidente Peña Nieto. Il Sindacato (SNTE) allineato al governo dorme e fa spot a favore dell’iniziativa di Peña. Dopo aver promosso la riforma degli articoli costituzionali riguardanti l’istruzione (il 3 e il 73) che è stata approvata dai 3 partiti più grandi (PRD, PRI, PAN) nel febbraio scorso, il presidente sta ora spingendo per un’approvazione fast track delle leggi secondarie al vaglio del parlamento. E ci è riuscito. Già due, quella sull’Istituto Nazionale per la Valutazione e la Legge Generale sull’Educazione, sono state approvate senza che l’opinione delle parti sociali e, soprattutto, degli insegnanti direttamente coinvolti nella riforma venisse presa in considerazione. Ora la partita si gioca sulla terza legge, quella che tocca più da vicino la vita delle persone, dei maestri, e i diritti del lavoro acquisiti.

    Link utili: CNTE sección 9 Distrito Federal e Sección 22 Oaxaca. Foto e intro di Fabrizio Lorusso

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    EN ESPAÑOL

    El México inconforme con las llamadas “reformas estructurales” llena las calles y ocupa las plazas. Incluyo en el post una galeria fotográfica (da clic en la foto para el slideshow) del plantón de protesta que mantienen entre 10 y 40mil maestros de la CNTE, Coordinadora nacional trabajadores de la educación en el zocalo de la Ciudad de México desde el 19 de agosto pasado. Llueve, pero horas interminables de aguaceros no barren la esperanza, pero sí alejan a los curiosos, a los vendedores ambulantes, en su mayoría capitalinos, y a las malas noticias que llegan de San Lazaro: en la noche del 1S (primero de septiembre!), con un albazo legislativo, la Cámara de diputados aprobó la Ley del Servicio Profesional Docente, es decir el objeto de las negociaciones entre los delegados de los manifestantes y algunos congresistas. Una verdadera tomada de pelo.

    Ahora falta sólo el voto del Senado. Escenas de vida y resistencia civil componen este álbum fotográfico que ha sido realizado el día 31 de agosto de 2013, cuando sólo un contingente reducido de maestros se encontraba presidiando el plantón, ya que la mayoría de ellos se encontraba en sus comunidades de origen para el fin de semana. 1000 maestros de Chiapas se integraron a la protesta en la capital el 1S, mientras que en la semana se prevén marchas y, el miércoles, una insurrección magisterial nacional convocada por la CNTE. Ah, ¿qué es la CNTE? No es el SNTE (Sindicato Nacional Trabajadores de la Educación), queda claro. Es una coordinadora, fundada en 1979, que aglutina a los docentes que tienen un pensamiento crítico con respecto al trabajo del sindicato “oficial” charro y se organiza como corriente democrática dentro del SNTE, sin por eso contituirse como un sindicato autónomo.

    Actualmente la CNTE mantiene viva la oposicièon a la reforma educativa que más que “educativa” parece una reforma (regresiva) laboral y administrativa, enviada por el presidente Peña Nieto al Congreso. El Sindicato (SNTE) alineado al gobierno duerme y difunde espots a favor de la iniciativa de Peña. Después de haber promovido la reforma de los artículos constitucionales sobre asuntos educativos (el 3 y el 73) que fue aprobada por los 3 partidos más importantes del país (PRD, PRI, PAN) en el mes de febrero de 2013, el mandatario ahora está cabildeando para una aprobación fast track  de las leyes secundarias que examina el congreso. Y lo está logrando. Ya dos de éstas, la sobre el Instituto Nacional para la Evaluación y la Ley General sobre la Educación, fueron votadas sin que la opinión de las partes sociales y, sobre todo, de los maestros, afectados directamente por la reforma, fuese tomada en cuenta.  Ahora, el partido se juega en la ley que más interesa, de cerca, la vida de las personas, de los docentes, y los derechos laborales preexistentes.

    Link útiles: CNTE sección 9 Distrito Federal y Sección 22 Oaxaca. Fotos e intro de Fabrizio Lorusso

  • Cocaína

    Cocaína

    cocainaCocaína es el título de una rola clásica de J.J. Cale, rockero estadounidense que acaba de fallecer este año (26 de julio). En 1977, Eric Clapton hizo un cover de la canción y la puso en la historia, “la coca no miente/si quieres caerte en el piso/cocaína”, decía.

    Esta nieve, blanca y codiciada, es también el tema central del nuevo libro (2013) de Roberto Saviano, escritor italiano autor de Gomorra, novela-reportaje de 2006 sobre la mafia de Nápoles, la camorra, al que el director Matteo Garrone se inspiró para grabar la homónima película en 2008. Su obra más reciente se llama Zero zero zero: viaje en el infierno de la coca. En la portada, sobre un fondo negro, están tres líneas de ese polvo, el petróleo blanco. El triple cero del título, el 000, es la harina de la calidad mejor para hacer la pasta y, entonces, significa que la coca ya “es la pasta del mundo”.

    La coca mueve el mundo. Los cárteles del narcotráfico son más parecidos a enormes multinacionales que a las mafias de antaño, idealizadas (y mistificadas) por las películas de Hollywood. Los narcomenudistas ya son como pequeños comerciantes y sus jefes se asemejan más a grandes empresarios. La diferencia con otros productos es banal, pero fundamental: la coca es ilegal, desde su producción hasta su distribución y consumo. Además, su valor se incrementa exponencialmente en las distintas fases, más que cualquier otra mercancía. La ilegalidad, definida por normas prohibicionistas comunes a muchas substancias como la marihuana, la morfina, etcétera, genera un tráfico abusivo y ganancias extra.

    Las reglas de ese negocio no coinciden totalmente con las del mercado, pues la violencia y las plusvalías procedentes de otros negocios ilícitos (drogas, armas, trata de personas, secuestros, extorsiones, piratería, robo, principalmente) se suman a las enormes utilidades que da el narcotráfico para hacer un coctel explosivo. Sin embargo, precios y cantidades, retribuciones y ventas, negociaciones y logísticas, sí siguen mecanismos de mercado y, asimismo, una gestión empresarial de los negocios es necesaria.

    ‘000’ es un libro que habla del mundo y del business a través de la cocaína, pues los números, o sea los flujos monetarios, son enormes, y parece que ningún otro comercio genere tanta circulación de dinero actualmente. Los ingresos derivados de esa materia prima, esa hoja transformada en “droga”, entran en el sistema y se “reciclan”, come se dice en Italia, o bien se “lavan”, como se dice en México. Y justo aquí, en México, está el centro de la narración, como era de esperar, pero pasa también por Colombia, los Andes, en los Estados Unidos, Ucrania y en Rusia, por África y Asia, ya que se trata de empresas “cartelizadas” que abarcan el globo entero.

    Pese a lo anterior, pese a la gran economía que se mueve con y para la cocaína, la atención de los gobiernos y de los medios hacia este comercio, hacia este gran negocio global, es errática y se despliega en términos represivos, descuidando las causas y los motivos de fondo del narcotráfico, que son de índole social y legislativa o incluso financiera, pues la acción estatal se centra en la criminalización del consumo y en la lucha militarizada a los cárteles y no tanto, por ejemplo, en el combate al lavado de dinero o en la reconstrucción del tejido social.

    En este sentido, México ya es el centro del mundo. ‘000’ es un texto que también cuenta las historias de algunos narcos mexicanos y colombianos, rusos e italianos. Son relatos literarios, aunque basados en un estudio de la realidad que, a estas latitudes, ya son bien conocidos.

    De El Imparcial de Veracruz – Visión Global – Fabrizio Lorusso – TWT @FabrizioLorusso

  • Indice del libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità

    Indice del libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità

    Santa Indice

    A grande richiesta (??) riporto l’Indice del libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità di Fabrizio Lorusso (ed. Stampa Alternativa, 2013)

    Trovi il libro anche qui (IBS) e qui (Feltrinelli)

    Prefazione

    La Santa proibita di Valerio Evangelisti ……………………………. 113

    Introduzione …………………………………………………. 117

    Una Santa un po’ speciale ……………………………………………………… 112
    Mille nomi nella terra dei nessuno…………………………………………… 112
    Dove cominciò la schiavitù…………………………………………………….. 115
    Mito e realtà, la Santa está presente ………………………………………….. 117
    Diario messicano…………………………………………………………………… 123
    Quella che non si scorda mai e il bis ……………………………………….. 123
    Guerre di religione ……………………………………………………………….. 124
    L’altare di Alfarería a Tepito …………………………………………………….. 128
    Il rosario per la strada …………………………………………………………….. 135

    Colori, altari, simboli, offerte ………………………………………………….. 140
    Simbologia: il mondo stretto in una mano……………………………………. 140
    I vestiti e i colori della Morte …………………………………………………… 148
    Gli altari e le offerte dedicati alla Niña Blanca…………………………… 152

    La Madonna dei narcos? ……………………………………………………….. 159
    La Santa fotogenica e il “mozza orecchie”………………………………….. 159
    Narcosanta?………………………………………………………………………… 162
    Corridos e narcocultura………………………………………………………….. 165
    Santa Muerte vs Jesús Malverde, San Giuda e la Guadalupe……………. 168
    Un culto “sovversivo” ………………………………………………………….. 170

    Le origini della Santísima Muerte………………………………………………. 174
    Antefatto. La portentosa vita della morte ………………………………….. 174
    La storia. Origini del culto per la Santísima Muerte ……………………… 177
    Europa in America ………………………………………………………………… 179
    Santa Inquisizione contro la Morte …………………………………………. 184 (continua…)

    SantaMuertePatrona_copertinatutta

    L’eterna fuga di San Pascualito Rey ………………………………………… 186
    Africa in America …………………………………………………………………. 189

    Da clandestina a Santa globale …………………………………………….. 194
    Il giorno dei morti………………………………………………………………….. 194
    Da Catemaco a Tepito ………………………………………………………….. 196
    Santa crisi …………………………………………………………………………….. 197

    San Bernardo a Tepatepec, Hidalgo…………………………………………….. 199
    La Santa Muerte a La Noria e a Yanhuitlán………………………………… 100
    El Niño de las Suertes, San La Muerte l’argentino e il Gauchito Gil …… 103
    Donna Sebastiana…………………………………………………………………. 106

    Lotte per il potere …………………………………………………………………. 110
    L’autonominato arcivescovo della Santa Muerte ………………………….. 110
    Santa Esperanza e Martín George ……………………………………………… 112
    Il collasso della Iscat Mex–Usa ………………………………………………….. 114
    Potere o morte ………………………………………………………………………. 117

    Edicole ……………………………………………………………………………….. 120
    La cattedrale…………………………………………………………………….. 124

    Il Comandante Pantera……………………………………………………….. 125
    Santa Prigione…………………………………………………………………….. 127

    Santa Martha e le baby gang …………………………………………………. 128
    Narcosatanici ………………………………………………………………………. 131
    Ciudad Juárez………………………………………………………………………. 133

    Tratti del culto per la Santísima Muerte ……………………………………… 135
    Caratteristiche del culto………………………………………………………….. 135
    Trasformazioni ……………………………………………………………………… 137
    La Muerte e i diritti dell’uomo……………………………………………………. 139

    Santa in rete e sulla pelle (tatuaggi Santa Muerte) ………………….. 141

    Inserto fotografico ……………………………………………………… 145

    Appendice …………………………………………………………………….. 161

    La guardiana

    Colloquio con Doña Enriqueta Romero Romero ……………………….. 162

    Silenzio, parla Tepito

    Colloquio con Alfonso Hernández………………………………………….. 171

    Preghiamo insieme e diciamo “Santa Muerte del mio cuore”

    Le preghiere indirizzate alla Santissima …………………………………. 177

    Riferimenti bibliografici ……………………………………………. 182

    FINE E… HASTA PRONTO !

  • País de sol y de migrantes

    País de sol y de migrantes

    migra spagnaEn un artículo titulado “Portugal, el país del dulce sol” en Le Monde Diplomatique, el escritor José Luís Peixoto describía la situación difícil del país en estos términos: “Incremento de la semana laboral… Aumento de la edad de jubilación… Con el nuevo plan de austeridad ratificado el pasado 12 de mayo, Portugal continúa su descenso a los infiernos. Se vayan o se queden, sus habitantes deben decir adiós a sus sueños de futuro”. Era el sueño de una sociedad en la que nadie se queda atrás y donde existen oportunidades que se desvanece.

    El estancamiento, ampliado pero no provocado por la crisis de 2008/09, ha causado un progresivo despoblamiento, debido a la migración de muchos jóvenes portugueses al extranjero que ya no es compensada por la entrada de inmigrantes. De hecho, estos cuentan con algunas ventajas laborales y migratorias al ingresar al país, condiciones casi únicas en Europa, ya que con tan solo 6 años de residencia, pueden nacionalizarse, siendo de 10 años el promedio europeo.

    El autor critica el plan de austeridad macroeconómica del gobierno, que, como otros aplicados en los países con cuentas públicas precarias  (por ej. España, Italia, Irlanda y Grecia), es muy costoso socialmente, implica recortes al gasto público, más impuestos y estagnación. “Cuando descubrimos que alguien más emigró a Suiza o Inglaterra, seguido escuchamos frases como ‘estoy seguro de que allá no tienen este sol’, o sea oímos una respuesta ligera”, escribe Peixoto.

    Las tendencias cambian: España y Portugal pierden población, la migración neta de latinos a EEUU ya no crece, y en 2012 fueron más los italianos expatriados que los inmigrantes. Se van sobre todo a Alemania, a Berlín, una nueva frontera para los países del Sur donde el paro juvenil roza el 40%. Alemania recibió el año pasado a más de 950mil personas. Suiza también se volvió un país refugio, aunque es mucho más difícil establecerse allí.

    También en Italia y España el fenómeno de la emigración de los jóvenes y la “fuga de cerebros”, es decir la salida de personas más formadas, con estudios hasta de posgrado, por falta de oportunidades, es una realidad que se está pasando por alto. Es común escuchar frases ligeras como la que cité, pues sirven para justificar o liquidar de alguna manera un problema social. Por ejemplo, la idea de que Italia en unos años podría transformarse en un museo para turistas japoneses, chinos, rusos y estadounidenses o en una grande playa barata se resume en la frase “somos un país de sol”, como para justificar un declino inexorable que, finalmente, no sería tan malo porque “aquí se come bien” o “tenemos las ciudades más bellas del mundo”.

    Es evidente que esto no es un gran consuelo para ningún país, sobre todo para las personas que se van. Más que de sol y mar, hacen falta oportunidades y la rotura del círculo vicioso de la austeridad que bloquea el crecimiento, reduce la recaudación e impone más austeridad, hasta que incluso el sol se apaga. En el mapa de abajo, la lista de los pequeños campos de concentración o “centros de detención de migrantes” (del Sur del mundo) en Europa y alrededores.

    De El Imparcial de Veracruz – Visión Global – Fabrizio Lorusso – TWT @FabrizioLorusso

    Migración euro le monde

  • Il popolo in armi contro i narcos in Messico

    Il popolo in armi contro i narcos in Messico

    Questo video del giugno 2013, ora sottotitolato in italiano da Clara Ferri e intitolato “Polizia comunitaria in Messico”, contiene un’intervista completa a José Manuel Mireles Valverde, medico della comunità di Tepaltepec, un comune di 24mila abitanti che si trova nello stato centrosettentrionale di Michoacán, a 560km da Città del Messico. E’ una testimonianza preziosa e completa che ci racconta direttamente un fenomeno preoccupante, in crescita, difficile da controllare e dagli sviluppi futuri imprevedibili: nell’ultimo anno ha interessato almeno 4 stati diversi (Guerrero, Oaxaca, Michoacán e Morelos) ed evidenzia chiaramente la perdita totale di affidabilità e credibilità da parte delle autorità locali, ormai non più in grado di garantire la sicurezza ed anzi sempre più spesso colluse, o quanto meno accondiscendenti, con la criminalità organizzata.

    policia-comunitaria

    Mireles è il Consejero General del Consejo Ciudadano de Autodefensas, cioè il consigliere generale e portavoce della polizia comunitaria che è nata nel febbraio 2013 con lo scopo di difendere i cittadini vessati dai narcos e abbandonati dalle forze dell’ordine, incapaci di proteggere la popolazione per ammissione dello stesso sindaco di Tepaltepec, Guillermo Valencia, che, spiega, può contare solo su 30 poliziotti non tutti armati. Un po’ poco per difendere il comune dal narco-cartello dei Caballeros Templarios. La presenza e le angherie di questo gruppo viene denunciata dall’intervista di Mireles che è una richiesta di aiuto rivolta verso il governo messicano e anche di altri paesi, ma allo stesso tempo rappresenta una presa di posizione forte della comunità, ormai allo stremo, in favore della gestione autonoma della protezione cittadina.

    Infatti, il titolo originale del documento era “Caballeros Templarios nel Michoacàn: Testimonianza dell’Autodifesa Cittadina”. Basta visitare il loro sito (link) per chiarirsi ulteriormente le idee sul perché della loro nascita. Dice il sottotitolo della pagina web: “Il popolo che s’è alzato contro il crimine organizzato”. Nella sezione video il loro motto è una citazione del filosofo spagnolo José Ferrater Mora: “Per me solo è giustificabile la violenza contro il tiranno, poiché il tiranno è l’incarnazione della violenza, e usarla contro di lui è un modo di distruggerla”.

    Tierra Caliente mapa-michoacan

    Lo stato del Michoacán fu il primo ad essere letteralmente invaso dall’esercito nell’ambito delle operazioni anti-narcos che all’inizio del 2007 diedero inizio alla narcoguerra contro i cartelli della droga voluta dall’ex presidente Felipe Calderón. Dopo quasi 7 anni di operazioni di polizia e militari nella regione, la violenza del narcotraffico non è cessata e sono aumentati i cartelli in lotta (Sinaloa, Zetas, Familia Michoacana, Caballeros Templarios, Jalisco Nueva Generación) per il controllo del territorio, visto che lo stato ha praticamente abdicato. Gli abitanti della terra caliente, la zona più abbandonata dalle istituzioni e più colpita dalla violenza, dalle angherie e dagli affari illeciti dei narcos, si sono organizzati seguendo l’esempio di altre comunità in condizioni simili nel vicino stato di Guerrero. Hanno creato quindi una polizia comunitaria (o gruppi di autodifesa) con la capacità di “convocare 3000 uomini armati in un’ora”, come riferisce Mireles.

    E’ uno dei “nuovi” effetti collaterali della narcoguerra che viene a sommarsi ai 27mila desaparecidos, agli oltre 250mila “desplazados” (persone costrette a lasciare le proprie case e le proprie terre per la violenza), al logoramento del tessuto sociale, alla riproduzione del trauma, alla normalizzazione della violenza e agli oltre 100mila morti degli ultimi 7 anni. Il rischio che i gruppi di autodifesa degenerino in bande paramilitari o in sistemi paralleli e sommari di controllo del territorio, dell’economia e della giustizia esiste, ma è più forte la necessità degli abitanti di recuperare la tranquillità perduta e, per ora, come spiega Mireles, la polizia comunitaria ha funzionato e ha evitato che i sicari dei Caballeros Templarios continuassero a terrorizzare la popolazione con le loro scorribande stile far west.

    La natura delle polizie comunitarie messicane è dunque differente rispetto a quella dei paramilitari controinsurrezionali delle Autodefensas Unidas de Colombia (AUC) che oggi non esistono più, almeno ufficialmente, ma che negli anni novanta e primi anni 2000 s’erano trasformate in vero e proprio esercito privato, ossia dei mercenari in buona parte finanziati da attività di narcotraffico al soldo di latifondisti e impresari colombiani.

    Non solo le classi popolari, ma anche gli imprenditori locali sostengono le autodefensas perché appunto le vittime di estorsioni, racket, stupri, omicidi e ricatti erano anche (e soprattutto) loro. La figura del “poliziotto comunitario” non armato è prevista dalla legislazione dello stato di Guerrero ed esistono dei meccanismi per integrare questi elementi tra i quadri della polizia regolare. Invece i gruppi di autodifesa armati sono illegali.

    Ci sono proposte per la creazione di nuove leggi che permettano la difesa delle comunità a livello nazionale, ma per ora il parlamento non s’è espresso in proposito. Indipendentemente dalla legislazione in vigore in ogni stato e a livello federale, di fronte alle reiterate assenze e indifferenze ufficiali ed alla presenza stabile di narcos e sequestratori, il popolo ha impugnato le armi rompendo di fatto il monopolio dell’uso della forza che definisce una delle funzioni dello stato. Vero è che quel monopolio era già stato rotto da decenni di abbandono istituzionale e di crescita paramilitare delle mafie locali e nazionali, quindi nulla di nuovo.

    Ad ogni modo c’è un precedente importante, i gruppi di autodifesa esistono nel Michoacàn già dal 2011, cioè da quando nel municipio di Cheràn gli abitanti hanno deciso di unirsi e armarsi per la difesa dei loro boschi minacciati dall’alleanza nefasta tra i taglialegna e i narcos che danno loro protezione. Cheràn, comunità di 13mila abitanti, s’è dichiarata municipio autonomo e, in seguito, il gruppo autonomo di difesa è stato riconosciuto dalle autorità del Michoacàn e continua a occuparsi della vigilanza notturna e degli accessi al territorio comunale contro la criminalità organizzata. Le ripetute minacce dei narcos e i loro video di spiegazione che intimano le comunità di restituirgli il controllo dei “loro” territori o la stipula di patti di sangue tra autodifese e cartelli non hanno sortito effetti e l’esperimento continua. Ecco per esempio un video postato da MundoNarcoTv in cui El Tio, esponente di spicco dei Caballeros Templarios, chiede un patto alla polizia comunitaria di Tepaltepec (una specie di tregua per il recupero e forse la spartizione degli “affari”), la accusa di ricevere finanziamenti da un cartello rivale, quello di Jalisco Nueva Generación, e infine sfida a duello mortale uno dei suoi leader, Hipolito Mora.

    Segnalo a questo link un altro video di presentazione e di richiesta di sostegno delle autodefensas.

    di Fabrizio Lorusso (CarmillaOnLine)

     

  • Snowden, Assange y las libertades

    Snowden, Assange y las libertades

    Snowden AssangeEdward Snowden es un espía, un emisario de Al Qaeda, merece una condena ejemplar, Estados Unidos justamente lo persigue, ya que el técnico informático comprometió la seguridad nacional de esa potencia mundial y, por ende, del globo. Rusia le da asilo temporal y es un país canalla que se puso contra los Estados Unidos como en la Guerra fría. Y ahora todo esto pesa más, pues la alarma terrorista que sacudió las embajadas estadounidenses de medio mundo no es un juego.

    Edward Snowden es un héroe, reveló que Estados Unidos y sus aparatos, sobre todo la CIA y la NSA (National Security Agency) nos han estado espiando y así lo han hecho con gobiernos y diplomáticos extranjeros, es un luchador de la libertad de información y expresión, desenmascaró Facebook y Google: dos (y más) pájaros de un tiro. Venezuela, Ecuador, Rusia y Bolivia son países sensibles, atentos al respeto de las libertades, por eso estarían dispuestos a recibirlo. Es como Julian Assange, el fundador de Wikileaks que está “detenido” de facto en la embajada de Ecuador en Londres.

    Dentro del polvo mediático, entre opiniones contrapuestas y debates internacionales, linchamientos populares o beatificaciones globales, es difícil entender y tomar posición y muchos se radicalizan. Sin embargo, hay algunos aspectos que quedan claros. Seguramente ambos (Snowden y Assange) temen ser extraditados a Estados Unidos y acabar en prisión como el soldado Bradley Mannings, quien hace tres años filtró más de 700 mil documentos reservados a WikiLeaks y podría tener una condena de hasta 136 años por 19 cargos (espionaje, fraude informático, violación de leyes militares, robo….). La Corte militar que lo juzga lo absolvió el 30 de julio pasado de la acusación de “colaboración con el enemigo”, la más grave, pero muchas más siguen en pie.

    El fumus persecutionis, la intención persecutoria, rodea la acción de Estados Unidos que, cada vez que puede, apela a su interés nacional prioritario y justifica cualquier brutalidad. Es un país que ya demasiadas veces ha evocado su propia seguridad nacional y, según sus gobernantes, la del mundo entero para entrarle a guerras, operaciones cuestionables, imposiciones a sus aliados incondicionales de la OTAN y otros peligrosos jueguitos diplomáticos y militares que deterioran la seguridad, en vez de reforzarla, y a la vez funcionan para mantener una hegemonía bizca y decadente hasta las ultimas consecuencias.

    Antes, el peligro era el bloque comunista, después fueron los islamistas-terroristas, los narcos, los migrantes, y ahora el ataque va en contra de los pioneros de los que denuncian y exponen al rey desnudo.

    Las inexistentes armas de destrucción masiva en Iraq, la cárcel de Guantánamo, los secuestros de presuntos miembros de Al Qaeda en territorio europeo, los presuntos planes nucleares de sus enemigos, el peligro “rojo” cubano, la progresiva restricción de las libertades y garantías individuales, el espionaje vía web y Facebook que se reveló en estos meses y muchos casos más (véase WikiLeaks) están allí, ante todos nosotros. Falsedades del sistema y del poder deslegitiman ya cualquier pretensión securitaria norteamericana. Aun así, el 2 de julio pasado, España, Italia, Francia y Portugal negaron el permiso al avión presidencial de Evo Morales, presidente de Bolivia, para sobrevolar sus territorios porque creían que también Snowden estaba a bordo: un comportamiento bastante patético que provocó una crisis diplomática con el bloque de Unasur y el Mercosur. ¿Hay alguien en estos países que todavía cree que vale la pena? De El Imparcial de Veracruz – Visión Global – Fabrizio Lorusso – TWT @FabrizioLorusso

  • Sherwood Festival 2013: Santa Muerte e Haiti

    Sherwood Festival 2013: Santa Muerte e Haiti

    Evento casetta rossa

    Giovedi 27 giugno 2013, a Sherwood Festival, non abbiamo smesso di stupirvi. A partire dall’ intervista a Fabrizio Lorusso, autore dei diari-reportage Santa Muerte Patrona dell’Umanità (ed. Stampa Alternativa, 2013) e e di Le macerie di Haiti (di Romina Vinci e Fabrizio Lorusso, L’erudita, 2012), viaggiamo fra culture diverse, alla scoperta di nuovi mondi, dal Messico ai Caraibi andata e ritorno. (Qui Link al post originale con foto e video).

    Sherwood Ivan Fabrizio WEB TV

    Ci siamo trasferiti in second stage, ad ascoltare i Sycamore Age, un progetto giovanissimo che nasce all’inizio del 2010 dall’incontro tra Stefano Santoni(produttore artistico) e Francesco Chimenti. La musica dei Sycamore Age è in cerca di spiriti liberi da corrompere. Connetti su www.globalproject.info

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