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BookTrailer di Santa Muerte Patrona dell’Umanità

“La morte è così sicura di sé stessa che ci dà tutta una vita di vantaggio”

BookTrailer del libro Santa Muerte. Patrona dell’Umanità, Fabrizio Lorusso, Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, 2013 pp. 192. – Libro 

Blog santamuertepatrona.wordpress.com/

Autore del libro: Blog

Musica di Beto Quintanilla – “La Santísima Muerte”

Book Trailer by Giuseppe Spina nomadica.eu SANTA-MUERTE-niño

Libri in Onda a Roma il 22-23 Marzo

LibriInOnda

Le macerie di Haiti (di Romina Vinci e Fabrizio Lorusso, Ed. L’Erudita 2013) a Libri in onda, Roma. Alle ore 16 di sabato 23 marzo Romina Vinci partecipa ad un reading sul tema del viaggio, organizzato all’interno della manifestazione “Libri in onda” presso la Libreria Argonauta, una due giorni per l’editoria indipendente. Verranno letti brani de “Le Macerie di Haiti” e di altri romanzi pubblicati da L’Erudita.

Cos’è libri in onda?

Intento di Libri in onda (link evento su Facebook) -e della Libreria L’Argonauta- è la promozione alla lettura e la conoscenza di quegli editori indipendenti, per lo più del panorama editoriale romano, che a volte, purtroppo, sono penalizzati nella visibilità dalle politiche commerciali.

Pertanto, per le giornate di Venerdì 22 e Sabato 23 i sei editori partecipanti alla manifestazione esporranno il loro catalogo editoriale, offrendo al pubblico uno sconto del 10% sui propri titoli e promuovendo reading, incontri con gli autori, coffee-break e firma copie.

Ad aderire alla manifestazione di questa piccola ed indipendente libreria, sei case editrici dalla varia offerta di pubblicazioni.

Innanzitutto editori romani da tempo apprezzati per i loro libri, come la Giulio Perrone Editore -fondata nel 2005 da Giulio Perrone e Mariacarmela Leto-, minimum fax -fondata nel 1993 con ad oggi circa 400 titoli pubblicati, fra letteratura italiana e straniera, saggistica, scrittura creativa, musica e cinema- e Voland, nata nel 1995 con una spiccata attenzione per il mondo letterario slavo.
Insieme a loro, anche le Edizioni Ensemble, di recente nascita, che mirano a promuovere esordienti ed eccellenze nascoste e Sur, nata dall’esperienza di minimum fax, casa editrice dedicata alla letteratura latinoamericana di qualità, con autori di oggi e classici contemporanei da riscoprire. Ed infine L’Erudita, nata dalla volontà di creare una realtà “a misura d’esordiente”, ponendosi come valida alternativa al selfpublishing e all’editoria a pagamento.

Micro presentazioni dei libri e dei cataloghi editoriali si alterneranno lungo l’intera manifestazione, offrendo al pubblico la possibilità di interagire con l’intera filiera editoriale, dall’autore all’editore al libraio, al fine di recuperare non solo un rapporto più sano e genuino con la lettura, ma anche per relazionarsi e conoscere meglio realtà la cui dimensione non equivale alla pochezza di spessore e qualità.

Ad arricchire ulteriormente il week-end editoriale, infine, un aperitivo itinerante e colazioni, con prodotti tipici laziali e toscani, che verranno offerti nel corso della manifestazione.

Una Santa un po’ speciale (dal libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità)

Santa Muerte Tepito pureando

[Parliamo oggi di un fenomeno religioso che ha profonde radici in Messico con oltre 10 milioni di seguaci: il culto per la Santa Muerte. L’occasione è la pubblicazione del libroSanta Muerte Patrona dell’Umanità, di Fabrizio Lorusso, edito da Stampa Alternativa con prologo di Valerio Evangelisti. A seguire alcuni estratti. Per chi volesse approfondire, qui c’è una breve intervista all’autore, e qui il blog dell’autore e del libro. Intro di Raul Schenardi dal blog di Edizioni Sur]

Una Santa un po’ speciale di Fabrizio Lorusso

Sto con la Santa da almeno vent’anni. Lei mi ha salvato due volte la vita e la devo ringraziare. Mio marito mi picchiava e maltrattava, un paio di volte ha rischiato di ammazzarmi, per fortuna ci siamo separati. Ho il mio altarino a casa e le mie bambine di 10, 12 e 15 anni sono devote come me. Di solito andiamo all’altare di Tepito o a quello della nostra zona, il quartiere di Iztapalapa.

Maria, 39 anni, casalinga e commerciante

La Santa non è cattiva, ma devi rispettarla. Se sai che sono una credente e mi tratti male, mi insulti e mi discrimini per questo, allora sono sicura che può essere pericolosa e vendicativa.

Anaid, 33 anni, prostituta

Mille nomi nella terra dei nessuno

I devoti chiamano la loro Santa in mille modi diversi, con diminutivi, vezzeggiativi e neologismi affettuosi per dimostrare la loro empatia verso la sua immagine ritenuta sacra e miracolosa. Anch’io ho scelto di usarne diversi, a seconda dell’argomento trattato e –perché no –dell’umore. I soprannomi più comuni sono La Señora (signora), la Doña, la Niña Blanca o Bonita (bambina bianca o carina), la Hermosa (bella), la Comadre, la Patrona, Santísima Muerte o Santita, la Flaca o Flaquita (magrolina, la “secca”), la Hermana Blanca (sorella bianca), Mi Amor, la Chiquita, la Jefa (il capo al femminile), la Madre o Matrona, Señora de Luz (signora di luce) o anche Señora de las sombras (signora delle tenebre) per incutere un certo timore reverenziale. Ogni giorno nasce un nomignolo nuovo, perciò la lista non sarà mai definitiva. Nella creazione di diminutivi e vezzeggiativi la variante messicana dello spagnolo non è seconda a nessun’altra, così come non lo sono le altre 56 lingue autoctone parlate in Messico che costantemente arricchiscono l’español mexicano.

L’esperienza quotidiana, corroborata dalle stime riportate dai mezzi di informazione, mostra ormai che due, cinque, o forse perfino dieci milioni di fedeli sono sparsi per il Messico, gli Stati Uniti, El Salvador, il Guatemala, l’Honduras, la Colombia, l’Argentina e perfino il Giappone. Tutti adorano l’immagine della Flaquita e invocano nelle loro preghiere la Santissima Muerte, una figura medievale scheletrica e macabra che viene arricchita nel cuore e nell’anima, nel culto e nell’immagine, da un mix fuggevole e postmoderno di tradizioni iconografiche e liturgiche d’origine messicana, africana, europea e precolombiana. C’è un’influenza contemporanea e perfino new age che convive con le pratiche più antiche e sotterranee.

La Morte santificata sembrava sparita dalla faccia dell’impero cattolico e del mondo chiamato civile. Non è così. Non lo è mai stato. La coppia divina degli aztechi, il re Mictlantecuhtli e la regina Mictecacíhuatl, è ritornata dall’inframundo, l’oltretomba, per divertirsi ancora un po’ con i posteri. Per questo, dal punto di vista delle Chiese e dei santi rivali, l’eterna paura della morte sembra impallidire di fronte alla percezione della perdita, lenta ma irrimediabile, del potere temporale e spirituale sulle anime, sui corpi, sulle credenze e le speranze del nostro pianeta.

L’istituzione che, almeno in Europa e in America, s’ergeva a padrona assoluta dei destini ultraterreni scivola giù in classifica nei sondaggi planetari. È logico che la Chiesa provi, dunque, a ricondurre a sé un gregge in pieno smarrimento. Tenta la reconquista della classe media sempre più secolare e autonoma, ma anche dei poveri e dei dimenticati, quella gente comune, spesso marginale, che soleva cedere alle promesse della fede nel Dio cristiano. Ma proprio questa gente, ormai, s’è trasformata in una nuova massa popolare globalizzata, fuori dalle categorie tradizionali della teoria e ribelle nella pratica, indefinita e frammentata. È una e sono centomila. È abbandonata al proprio destino e tragicamente individualista, nelle Americhe più che altrove. È in gran parte esclusa dalla società abbacinata dalla modernizzazione. Questi “nessuno” sono come tante piccole stelle impazzite e ubriache, con i loro santi del nuovo millennio sotto braccio oppure impressi sul petto e sull’anima. E più ce ne sono e più se ne fabbricano di nuovi, sempre più santi, amati e venerati, senza altro riconoscimento che non provenga dallo stesso popolo che li ha creati.

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I “nessuno” rivolgono appelli a ogni santo del calendario perché sono persone di fede e buoni costumi, con tanta disperazione ma anche dignità. Sono precari per antonomasia e per discendenza, vivono la metropoli notte e giorno, stanno nel cuore del monstruo (il mostro, cioè Città del Messico), si confondono e si nascondono sotto la cappa tiepida e familiare del grigio smog, l’alleato più fedele della cenere del vulcano Popocatéptl. Il “Popo” domina da lontano la vista dai grattacieli della capitale messicana, è il gran gigante di lava che ogni tanto, aiutato da un vento malizioso, ricopre di pece gassosa e polvere i venticinque milioni di chilangos, come vengono chiamati gli abitanti della capitale dai polmoni plumbei e inceneriti. Sotto le nubi cariche di nero seppia, poco prima della tempesta quotidiana di clacson e piogge torrenziali, il fumo fosco della crisi globale diventa un’esperienza ciclica, annuale, quasi fosse un capriccio meteorologico, puntuale come la stagione degli uragani. In queste condizioni ormai ognuno crede in quello che vuole. Soprattutto nella morte che, quando si manifesta con violenza assieme al rischio e all’incertezza, riemerge nei cuori delle persone che vogliono corteggiarla e scongiurarla inneggiando alla sua santità. In fondo Lei è l’unica certezza della vita e, nella costante lotta contro il caos della urbis terribilis, ci è sempre al fianco con la falce sguainata per tranciare di netto, una volta per tutte, i nodi della nostra insicura esistenza.

Molti di quei “nessuno” fagocitati dalla città più grande del mondo sono ancora alla mercé delle promesse, labili ma luccicanti, di una modernità attesa però mai arrivata. Le loro anime sono in balia dell’avanzata pentecostale e delle sette S.p.A., alcune delle quali possiedono la casa madre in qualche Nord del mondo e a volte sono patrocinate da un ex VIP in cerca di un motivo per resuscitare. Dal Messico al Centro America si moltiplicano miracolosamente i mercanti della fede che promettono di far uscire l’umanità dal dolore. Para de sufrir, smetti di soffrire! Adesso, subito.

Tuttavia, chi è stato troppo a lungo ai margini ed estraneo rispetto al resto della società, chi è emigrato ed è tornato dagli Usa, chi è stato in prigione, chi ha cambiato sesso, chi delinque, si droga o cerca di smettere, chi è considerato diverso, povero o non integrato, ebbene tutti loro, gli apocalittici, trovano nella Santa con la falce una fedele compagna. Lei li aiuta a emanciparsi dall’influenza millenaria delle gerarchie ecclesiastiche di ogni confessione, senza rinunciare alla fede come spinta umana e personale ad andare avanti. La seguono anche a costo di stare fuori dalle regole, pur di ritagliare per loro stessi e i loro santi un margine nuovo d’autonomia e di libertà. La Santa Muerte tra questi santi è la più possente.

Nessuna Più, antologia contro il femminicidio

NessunaPiuCoverGrande

 AA.VV

(a cura di Marilù Oliva)

NESSUNA PIÚ

FUORI COLLANA

pp. 264 – euro 15,00

Quaranta scrittori, tanti racconti che hanno come protagoniste donne vittime della violenza maschile.

I proventi del libro andranno a sostegno del Telefono Rosa che conduce da 25 anni una battaglia civile

necessaria e improrogabile

Ogni anno oltre cento donne vengono uccise, nella maggioranza dei casi per mano di un uomo che ha avuto una relazione affettiva con la vittima o che comunque la conosceva. Un numero che aumenta in maniera allarmante, a riprova che il femminicidio non è solo un atto empio e feroce, ma si può attribuire a una mancata cultura, a una modalità distorta di vivere una relazione, a una deformazione dell’amore in smania brutale di possesso. Tutti gli autori hanno scritto – senza ricevere alcun compenso – un racconto dedicato alle tutte le migliaia di donne uccise da mariti, compagni, conviventi, ex fidanzati, padri e fratelli, ma anche da estranei o da semplici conoscenti quali vicini, amici, colleghi. Per ciascuno di loro è stata un’esperienza che li ha coinvolti fin nel profondo perché, oltre allo sgomento nell’immaginare l’evento, si sono misurati con il momento dell’immedesimazione e del vissuto: in entrambi i casi, l’impatto si è rivelato di una violenza indicibile. Niente in confronto alla violenza subita dalle vittime e perpetrata ai danni dei loro genitori, figli, fratelli, parenti e amici. Anche a questi, in qualche modo, è dedicato Nessuna più, dove, oltre al dramma, alla violenza, al vilipendio, si cerca una speranza verso un futuro più umano.

Alessandro Berselli, Francesca Bertuzzi, Sara Bilotti, Mariangela Camocardi, Stefano Caso, Gaja Cenciarelli, Milvia Comastri, Laura Costantini, Andrea Cotti, Loredana Falcone, Vittoria A., Romano De Marco, Maurizio de Giovanni, Caterina Falconi, Ida Ferrari, Alessia Gazzola, Francesca Genti, Lorenza Ghinelli, Laura Liberale, Elisabetta Liguori, Fabrizio Lorusso, Loriano Macchiavelli, Lara Manni, Marina Marazza, Marco Marsullo, Massimo Maugeri, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Andrea Novelli, Marilù Oliva, Cristina Orlandi, Flavia Piccinni, Marco Proietti Mancini, Piergiorgio Pulixi, Paola Rambaldi, Susanna Raule, Matteo Strukul, Marco Vichi, Cristina Zagaria, Gianpaolo Zarini

TELEFONO ROSA

L’Associazione Nazionale Volontarie Telefono Rosa – ONLUS – è il frutto dell’intuizione di cinque donne che, venticinque anni orsono, il 2 febbraio del 1988, decisero di fare un’inchiesta sulla “violenza domestica”, che veniva accuratamente occultata sia dalle vittime che dai loro carnefici. Una delle fondatrici è l’attuale presidente Maria Gabriella Moscatelli. Oltre a Roma, ha sedi a Torino, Verona, Mantova, Perugia, Napoli, Ceccano (Frosinone), Bronte (Catania).

Il Telefono Rosa fornisce consulenza legale-psicologica-bancaria gratuita e si avvale di ottime avvocatesse, psicologhe e psichiatre. Gestisce una casa di accoglienza per conto del Comune di Roma e dal 19 febbraio 2012 ha la responsabilità del 1522, numero nazionale istituito dal Ministero delle pari opportunità per aiutare le donne vittime di violenza, operativo 24 ore per 365 giorni all’anno.

Inoltre si occupa di corsi di formazione nei centri di pronto soccorso di alcuni ospedali di Roma e provincia per preparare il personale medico e le Forze dell’Ordine all’accoglienza di donne stuprate o picchiate, perché possano individuare i segnali di violenza che spesso sono negati dalle vittime stesse.

Organizza nelle scuole di Roma e provincia incontri con gli studenti delle classi superiori per parlare della differenza di genere, del bullismo e della discriminazione sotto qualsiasi forma. Si è sempre attivato per sostenere e promuovere leggi contro lo stalking e per l’allontanamento del violento, la firma e la ratifica del trattato di Istanbul.

www.elliotedizioni.com

Una presentazione del libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità

santa muerte velas movidasDal blog della casa editrice Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri una breve presentazione del culto e del libro Santa Muerte Patrona dell’UmanitàSanta popolare o setta satanica? Madonna delle mafie e dei narcos messicani o protettrice dei più deboli e dei dimenticati? Un culto ancestrale di origine azteca oppure un feticcio commerciale 2.0? Tante sono state le accuse e tanti i falsi miti diffusi in questi anni che ancora oggi la Santa Muerte risulta un fenomeno sfumato e incompreso (link al suo blog).

Due, forse 5 o 10 milioni sono i devoti del culto che più preoccupa la Chiesa in America. La chiamano Niña Bianca o Bonita (Bimba Bianca o Carina), Patrona, Flaquita (Magrolina) o Hermosa (Bella), ma resta sempre Lei, la Morte scarnificata con il saio francescano indosso, la falce e il mondo tra le mani ed il fedele gufo ad accompagnarla. Lei ti protegge, ma prima o poi ti porta via. E’ democratica perché non fa distinzioni tra ricchi e poveri. E’ potente perché l’ha creata Dio, ma sta sopra ai santi e a tutti i comuni mortali.

Dal Messico agli USA, dalla Spagna all’Argentina, una Santa controversa e miracolosa sta conquistando le anime della gente dopo secoli di clandestinità e un decennio di invasioni mediatiche su TV, giornali e internet. Da santa border line a icona globale grazie al web: la Muerte messicana, inesorabile, assume ogni giorno nuove forme e arriva a penetrare le subculture giovanili e l’immaginario del narcotraffico, la cosiddetta narcocultura. Ma le sue origini e la sua storia hanno più a che vedere con le forme di sincretismo e di resistenza popolare all’imposizione religiosa e culturale dei conquistadores spagnoli che con le mistificazioni strumentali della stampa messicana ed estera.

SantaMuertePatrona_copertinamezzaE attenzione, non bisogna confondere la Santísima con la tipica Calavera, con i teschi e le figurine della morte del disegnatore Guadalupe Posada, né con il tradizionale Día de muertos (Giorno dei morti) cattolico che in Messico, grazie all’assimilazione controllata di elementi delle culture indigene e alle politiche di Stato, è diventato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e ineguagliabile attrazione turistica. Questa è la morte addomesticata.

Qui, invece, parliamo della Patrona dell’Umanità che non è un patrimonio di pochi, ma una devozione popolare dalle mille sfaccettature che non si lascia inquadrare e cooptare negli schemi classici. Parliamo della Signora di Tepito, il barrio (quartiere) slum e il mercato a cielo aperto più famoso dell’America Latina dove la dignità non si vende, però la vita e la morte vanno a braccetto, in un’eterna sfida tra comari.

Quando la morte si fa presente nella società, sconvolta da oltre 80mila morti in 6 anni per la guerra ai cartelli dei narcos, ecco che anche il suo culto ritorna. Forse importata dall’Europa durante la conquista spagnola, contaminata dalle tradizioni afro-cubane della santería e dall’anima postmoderna e caotica dei quartieri marginali di Città del Messico, la morte santificata è folclore, cultura, religione, storia e politica. E’ il Messico profondo sperduto nell’apocalittica globalizzazione. Lei è temuta e amata, venduta e osteggiata, è testarda e vendicativa, salvatrice e viziosa, ma resta sempre la Patrona dell’umanità che ci porterà via tutti. Ed in Messico è già Santa. Fabrizio Lorusso.

Taller de Albures finos @Bellas_Artes_México

albures

 

Dal barrio di Tepito al Palazzo Nazionale delle Belle Arti a Città del Messico: laboratorio di doppi sensi con la regina degli “albures” Lourdes Ruiz. Iscrizioni aperte! (clicca sulla foto per leggere meglio).

El rostro de vos (poesía en español)

XUL SOLAR ROSTRO

El rostro de vos

Hoy me quiero y me enveneno

de vos y nosotros, en el camino.

La vida me miente a diario

la muerte me coquetea con esmero

y en la noche ensayo el sueño mayor.

Pero yo sólo pienso en vos, mayor

y joven, como ahora mismo

que siempre sos un sueño, mejor.

Vendedora de fuego

limpia voz de rostro suave

tempestad antes del silencio

veloz como mi conciencia

erguida sobre mí, pensativa

con pos de cantora fugaz

tu magia se nutre de voz.

Tu rostro es el mapa perfecto

mis yemas tantean en sus vías

se ubican sin prisa, sin ver

entre sonrisas antiguas

y surcos de lágrimas nuevas.

Rozo el tiempo de tus pieles

(historias tímidas pero visibles)

cosquilleo las arrugas de tu alma

sus reflejos en la superficie.

Pupilas rebeldes en voz alta

son aguas dulces y mares de vos.

Entre palabras de labios libres

me siento a lado de tu soledad

sediento del pasado que fluye

(mi voraz fantasía lo trastoca).

La mecha de la memoria

arde en su carrera sin fin.

Salpican sus chispas, el hilo

se hace mitad de mitades,

recuerdo de recuerdos

verdad sin rostro.

La oscuridad deflagra

en mi cara silente

mi luz sin vos es afónica

un enjambre de copos de nieve

un silencio de fuegos fatuos.

[de Fabrizio Lorusso]

A la memoria (poesía en español)

memoriaPovarche_xul solar

A la memoria

Sé que una buena noticia

Será la mejor nueva de hoy

Si es que la comparto contigo

Sé que si te escribo

No te voy a perder jamás.

Eres compañera del insomnio

Un ojo de múltiples colores

Mi mente desnuda te busca.

La suerte de un amigo

Un día de dudas y risas

El asombro de vernos

La naturaleza de tus caricias

El compás de nosotros juntos

El susurro desarmado del latido

Halagando mis labios silentes.

Eres malicia que se anida

Dormitar pensándonos

Despertar cantando sueños

Sazonar el desvelo con un beso.

En fin, somos tú y yo, memoria mía

Te envidio porque eres vivaz

Veraz imagen flotando de frente

Mi mamá esperando el verano

Mi papá cocinando la creación

Yo hablando a la estrella fugaz

Tú que no me dejas pasar, querida.

Me recuerdas del tiempo caminante

Aunque él se ha olvidado de mí.

Finalmente sé que te amo

Como la penumbra de la película

La intensidad de la plática

El nudo irresuelto de la novela

La lágrima independiente

El olor de la espera

El miedo de tenerte.

Porque si te tengo

Es demasiada vida

Pulmón inflado de libertad,

Pero haremos memorias

Borraremos el vacío

Y demasiado será poco.

[de Fabrizio Lorusso]