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  • Un piccolo popolo combatte il gigante minerario e il Messico si mobilita

    Un piccolo popolo combatte il gigante minerario e il Messico si mobilita

    Una compagnia canadese si aggiudica una concessione mineraria in una regione del Messico protetta dall’Onu dove vive un’antica popolazione coi suoi rituali e i suoi riti. Nonostante una legge imponga di consultare le popolazioni indigene prima di dare concessioni, in questo caso non è mai stato fatto. Così la lotta della piccola popolazione contro il gigante minerario sta guadagnando le simpatie di una parte crescente del Messico scrivendo un’altra pagina del conflitto fra sviluppo economico e tutela del territorio.

    Leggi il resto dell’articolo: http://www.linkiesta.it/un-piccolo-popolo-combatte-il-gigante-minerario-e-il-messico-si-mobilita

  • American PsychoBolche e il latino-americanismo

    Per chi non conoscesse queste video-perle sociologiche e comiche, made in Argentina, sulla contrapposizione hippie – yuppies, fricchettoni – fashion, ribelli – inquadrati, in America Latina (e nel mondo), su come cambiano le persone da rivoluzionarie iscritte a Filosofia e Lettere a dandy proto-speculatori finanziari e, infine, sugli stereotipi del contestatario, studente, giovane, idealista e latinoamericanista vs l’uomo di successo, amante del lusso, col profilo da “liberal conservatore”, cercato da donna snob, bellissime e stupidissime, che non sanno chi sia Che Guevara e ridono della musica di Pablo Milanés e Silvio Rodríguez (noti cantautori cubani…). Imperdibile per gli amanti dell’America Latina. I video sono in spagnolo, ma valgono comunque la pena!

  • Salviamo Wirikuta, cuore sacro d’America

    Salviamo Wirikuta, cuore sacro d’America

    Wirikuta.jpgIl cuore sacro (el corazón sagrado) del Messico e d’America è sotto attacco. La regione di Wirikuta, un’area semidesertica di 1400 km quadrati negli stati centrali di San Luís Potosí e Zacatecas, 420 km a nord della capitale, è il centro cerimoniale degli indigeni huichol o wixárika e per loro rappresenta l’origine del mondo, una zona di preghiera e di secolari pellegrinaggi in cui alcune migliaia di appartenenti ai popoli originari continuano a vivere. Tre anni e mezzo fa, nel 2008, il presidente messicano Felipe Calderón, vestito con un abito tipico del popolo wixárika, promosse e participò a un accordo stipulato tra i governatori degli stati centrali del paese, la zona conosciuta come “el bajío”, che sanciva la conservazione e lo sviluppo della cultura huichol. Nel 2009, solo un anno dopo, il governo diede 22 concessioni di sfruttamento minerario alla Real Bonanza, filiale messicana di First Majestic, e altre due alla canadese West Timmins Mining, senza che la contraddizione tra questi interessi economici stranieri (in questo caso dei canadesi che di mine e conflitti in America Latina, dal Cile al Messico e al Perù, sono dei veri esperti) in una terra sacra per un popolo originario messicano e i patti firmati in precedenza venisse minimamente avvertita.

    Ma il Messico profondo, vestigio di antiche civiltà sopravvissute fino ad oggi, ha deciso di risvegliare la coscienza dell’intero paese riguardo l’emarginazione e gli abusi di cui sono vittime i discendenti degli antichi messicani.

    “L’origine dell’universo non è in vendita”. In più occasioni dalla fine del 2010 i huichol hanno inviato lettere al presidente e organizzato proteste per chiedere la cancellazione delle concessioni minerarie dato che Wirikuta ha un grande valore culturale, religioso e naturale che verrebbe seriamente compromesso dalle attività delle compagnie estrattive canadesi. Quasi il 70% dell’area concessa alla First Majestic ricade proprio in questa porzione di deserto che in teoria è tutelata e protetta per la sua biodiversità.

    Il Canada è il primo paese al mondo per numero e importanza delle multinazionali che gestiscono mine a cielo aperto e queste sono le più distruttive per l’ambiente. Il Messico è un socio molto importante e un territorio allettante, ricco d’oro e d’argento oltre che di altri metalli meno “preziosi”. Il 70% delle compagnie minerarie operanti in terra azteca hanno la loro casa madre proprio in Canada. Anche se la First Majestic ha assicurato che utilizzerà solo tecniche di scavo in profondità, le questioni difficili da digerire restano troppe.
    Sebbene lo Stato di San Luis Potosí abbia approvato nel 2010 una legge che in teoria obbligherebbe le autorità a consultare i popoli indigeni per la stipula di contratti che riguardano l’uso delle loro risorse naturali, i huichol non sono mai stati interpellati. Anzi, la loro terra è stata addirittura svenduta alla First Majestic che, con un fatturato di 24 milioni di dollari USA a trimestre, ne ha pagati al governo solo tre per le concessioni. In cambio ha promesso circa 100 milioni di dollari per investimenti nei prossimi 10 o 15 anni e la costruzione di un museo sulla storia del settore minerario in Messico, praticamente un palliativo per poi vantare una “responsabilità sociale d’impresa”. Le prospettive di “sviluppo” e d’indotto sono davvero magre e la contropartita è l’invasione e lo scempio ai danni delle montagne sacre di un popolo e l’attacco all’ecosistema di una vasta regione. mapa_sanluispotosi.jpg
    Intanto, come documenta un reportage del quotidiano messicano La Jornada, nella comunità di La Luz, in pieno territorio wixárika, una quindicina di peones sono impiegati e pagati una miseria da un caporale locale per conto della compagnia canadese per cominciare a svolgere alcuni lavori di pulizia e sgombero in preparazione: molti abitanti della comunità auspicano comunque l’arrivo dei canadesi nella speranza di qualche anno di relativa “bonanza” visto che, ad oggi, stanno ai limiti della sopravvivenza e le opportunità sono nulle in tutta la regione, ma se la tendenza è quella del lavoro-schiavitù e dell’attacco alle radici culturali di un gruppo, i huichol, molto più ampio e radicato in tutto il Messico centrale, è chiaro che il gioco non vale la candela: si tratta di un deterioramento ambientale e culturale che pregiudicherebbe 16 centri abitati e almeno 3500 persone.
    “Le informazioni tecniche relative alle concessioni” – richieste nel febbraio scorso dal Ministero dell’Ecologia e della Gestione Ambientale di San Luis Potosí – “sono state classificate come riservate” dagli organi governativi interrogati in merito a Città del Messico, come ha denunciato Manuel Barrera, responsabile del ministero a livello regionale. Come se non bastasse, il prospetto sull’impatto ambientale delle perforazioni non è stato depositato dalla compagnia presso il Ministero dell’Ambiente nella capitale.

    “Se Wirikuta si distrugge, anche il mondo finisce”, dicono i huichol. Qui si trova l’orma più antica dell’uomo nel continente americano. La regione ha un valore culturale paragonabile a quello degli antichi centri economici e religiosi maya come Chichén Itzá o Tikal, solo che in questo caso vive ancora il popolo che li utilizzava, li abitava e quindi ancora oggi queste genti li difendono nell’indifferenza del governo centrale. Oltre alla questione culturale c’è anche un problema legale ed ecologico siccome Wirikuta è parte di una riserva naturale protetta dal 2001 ed è un’area ricchissima in biodiversità, soprattutto per quanto riguarda le cactacee endemiche. Nel 1994 è diventata una riserva storica ed ecologica protetta dallo Stato messicano in qualità di corridio bio-culturale. Fa parte della Rete Mondiale dei Luoghi Sacri Naturali dell’ONU dal 1988 ed è in lista per diventare Patrimonio Culturale e Naturale dell’Umanità dell’UNESCO.

    “Quello huichol è un popolo originario americano che ha saputo conservare il nucleo della propria identità culturale e religiosa, imperniata sul culto del mais, dell’aquila, del cervo e del peyote o hikuri, un cactus allucinogeno usato a fini cerimoniali che abbonda nel deserto di Wirikuta e incarna un’intera visione del mondo”, spiega l’antropologa Manuela Loi dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (Unam).

    La lingua huichol è parlata da oltre 700.000 persone in Messico e ogni anno sono migliaia i pellegrini e le guide delle comunità indigene che eseguono il rituale della caccia, l’offerta del sangue del sacro cervo agli dei e le lunghe marce a digiuno: tutto questo proprio nella regione in cui sono partite le prime opere di scavo e che il presidente ha dato in concessione. La ricerca, l’estrazione accurata e il consumo “terapeutico” del peyote, riconosciuto dai wixárika come la divinità del Cervo Azzurro, rappresenta secondo la tradizione una “massimizzazione dello spirito che ci condurrà al punto di trasformazione temporale in transizione verso l’esaltazione spirituale per trovare le forze dell’equilibrio”.

    E sono parole che solo alla lontana ma con intensità descrivono il misticismo e il flusso di coscienza suscitati dall’ingestione di uno spicchio dell’amaro e allucinogeno cactus hikuri, un’esperienza rituale dal profondo significato religioso per i huichol. Il peyote cresce solo in questa zona che rischia d’essere inquinata dal piombo e dal cianuro. Il cactus raffigura il tempo non lineare, il viaggio imprevedibile, il fittizio indistinguibile dal reale, il divenire senza storia e lo sguardo dell’osservatore esterno, l’occidentale stranito, scorre le pagine degli eventi che sono come i trabocchetti surreali immaginati dallo scrittore Julio Cortázar nei suoi racconti. Di seguito un breve video documentario sulle vicende del popolo huichol e le minerarie canadesi coi sottotitoli di Clara Ferri.

    La minaccia canadese riguarda sette cittadine e le più importanti sono Matehuala e Real de Catorce, famosa in Italia, tra l’altro, per il film Puerto Escondido tratto dall’omonimo romanzo di Pino Cacucci… “E’ come se volessero mettere un distributore di benzina in Piazza San Pietro a Roma o scavare sotto la Basilica della Madonna di Guadalupe a Città del Messico”, ha detto più volte, lanciando una provocazione (nemmeno troppo azzardata), il huichol Santos de la Cruz, portavoce della comunità wixárika.
    Per ora i lavori della First Majestic e di West Timmins sono nella fase di esplorazione, ma i huichol, uniti nel Fronte per la Difesa di Wirikuta, denunciano da mesi l’alto impatto ambientale e lo sventramento di intere catene montuose che la “brama d’argento” dei canadesi provocherà. L’inquinamento da cianuro, sostanza impiegata per la dissoluzione dei metalli ricavati dalle mine, è un pericolo concreto tanto per i terreni come per le falde acquifere, ma la compagnia vuole riparare mettendo sul piatto un “indotto” di 750 posti lavoro a 150 euro la settimana e una donazione al popolo wixárika di 260 (su 6326 datele in concessione) ettari di terra per le loro cerimonie: il ricordo va subito al modello statunitense della “riserva indigena”.

    La miseria e l’abbandono da parte dello Stato e la depressione economica che storicamente caratterizza queste aree semidesertiche giocano a favore delle imprese straniere che con un contratto per loro insignificante possono moltiplicare esponenzialmente il budget annuale di una piccola comunità o provincia e offrire lavoro a tutti gli abitanti. Questi sono praticamente obbligati ad accettarlo “nonostante l’inquinamento, le condizioni di semischiavitù e i rischi per la salute”, secondo Tunuary Chávez, rappresentante dell’Associazione di Sostegno ai Gruppi Indigeni dello stato di Jalisco. Data la storica presenza di compagnie minerarie nel centro del Messico, responsabili in buona parte dell’abbandono che soffrono molte zone minerarie che vengono scavate, sfruttate e poi lasciate al loro destino ciclicamente, “le persone hanno problemi di salute per via dell’acqua che ha alte concentrazioni di piombo e altri metalli”, ha dichiarato l’ex sindachessa di Real de Catorce a La Jornada.

    Nel 2011 il Fronte pro-Wirikuta ha guadagnato le simpatie di gran parte della società messicana e, nonostante il Governo resti sordo alle richieste dei huichol, questi hanno invaso la capitale coi loro tamburi e con proteste coloratissime e pacifiche: conferenze, manifestazioni, iniziative culturali e campagne informative si sono susseguite per tutto l’anno. Dall’aprile del 2011, l’adesione del Fronte per la Difesa di Wirikuta al Movimento per la Pace di Javier Sicilia, il poeta e attivista in prima fila per dare visibilità alle vittime della guerra al narcotraffico in Messico ed esigere giustizia al Governo, ha rinforzato la causa di Wirikuta che ha avuto un momento di grande visibilità con la manifestazione a Città del Messico dello scorso 27 ottobre.

    Moltissime Ong, oltre a intellettuali, per esempio i Nobel Tomas Tranströmer e Jean-Marie Le Clézio, e attori come il messicano Gael García, hanno aderito al movimento in difesa di Wirikuta e all’inizio dell’anno prossimo, probabilmente a febbraio secondo gli ultimi comunicati del Fronte, il musicista franco-spagnolo Manu Chau, i rapper portoricani Calle 13, i colombiani Aterciopelados e i messicani Café Tacuba e Tigres del Norte suoneranno in un megaconcerto al grido di “Salviamo Wirikuta, cuore sacro del Messico” per difendere quel che resta del Messico profondo. “Non puoi comprare la pioggia, non puoi comprare il sole, non puoi comprare il calore, non puoi comprare le nuvole, non puoi comprare la mia allegria né i miei dolori”. E’ il testo della canzone Latinoamérica dei Calle 13 che in poche settimane è già diventata un inno per i popoli del continente (allego qui sotto il video della marcia per la difesa di Wirikuta di ottobre con la canzone in sottofondo). A questo Link, la foto galleria completa. Di Fabrizio Lorusso, Carmilla.

    Siti del Fronte per la Difesa di Wirikuta:

    http://frenteendefensadewirikuta.org/

    http://salvemoswirikuta.blogspot.com/

    Due articoli de La Jornada:

    http://www.jornada.unam.mx/2011/04/09/opinion/018a2pol

    http://www.lajornadajalisco.com.mx/2011/12/05/index.php?section=politica&article=004n1pol

  • I Sorci Verdi atterrano in Messico-Libreria Morgana Coyoacán

    I Sorci Verdi atterrano in Messico-Libreria Morgana Coyoacán
    Invito alla presentazione del Libro
    Sorci Verdi. Storie di ordinario leghismo
    [Invitación a la presentación del Libro Sorci Verdi en México]
    ….
    • Dove  e quando
      Libreria Morgana Sur, Francisco Sosa # 77 Col. Villa Coyoacán
      • giovedì 15 dicembre 2011
      • Ora  19.00 fino a 22.00
    • Descrizione
      Presentazione del libro di racconti:
      “Sorci verdi. Storie di ordinario leghismo”.
      Sarà presente il coautore Fabrizio Lorusso e la lettura dei brani sarà di Maria Teresa Trentin.
      Entrata gratuita.

      “Sorci verdi” è un libro collettivo di racconti, non un saggio politico. Uno spaccato di (dis)umanità a volte descritto con ironia e leggerezza, come se una cinepresa fosse piantata negli occhi dei protagonisti, per raccontare un mondo di ordinario razzismo.

      Un libro che colpisce allo stomaco e spesso lo oltrepassa. E che, nonostante la fantasia e l’invenzione dei suoi personaggi, racconta un’Italia vera.Nel 1936 la 205esima squadriglia della Regia aeronautica adottò come stemma tre sorci verdi.
      Da qui nasce l’espressione idiomatica “fare vedere i sorci i verdi”, che significa dare del filo da torcere, sconfiggere, umiliare.
      Negli ultimi vent’anni la Lega Nord ha indubbiamente fatto vedere i sorci verdi all’Italia.
      Autori:
      Giulia Blasi, Annalisa Bruni, Giuseppe Ciarallo, Giovanna Cracco, Alessandra Daniele, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Angelo Ferracuti, Fabrizio Lorusso, Davide Malesi, Stefania Nardini, Valeria Parrella, Walter G. Pozzi, Alberto Prunetti, Stefano Tassinari, Massimo Vaggi, Lello Voce.

      Gli autori e le autrici di questo libro non hanno voluto alcun compenso. Gli eventuali utili di questo lavoro saranno destinati a sostenere la biblioteca del carcere di Padova

    Evento su FaceBookhttp://www.facebook.com/events/146875175418598/

    Recensione da Il Fatto Quotidiano QUI LINK

    Scheda del libro: http://www.agoravox.it/E-uscito-Sorci-Verdi-libro.html

  • Nasce la Celac, Comunità di Stati Latinoamericani

    Nasce la Celac, Comunità di Stati Latinoamericani

    [Questo articolo è uscito sul quotidiano L’Unità del 7 dicembre 2011] Il 2 dicembre scorso è nata a Caracas la Comunità di Stati Latino-Americani e Caraibici (Celac), un’organizzazione di 33 paesi dell’America Latina che, considerati nell’insieme, costituiscono il terzo blocco economico mondiale. Per la prima volta, dopo 2 giornate di riunioni tra presidenti e diplomatici, tutti gli stati della regione si sono uniti senza la partecipazione degli Stati Uniti e del Canada in un patto che coinvolge 550 milioni di persone. Le Celac è l’evoluzione del Gruppo di Río, un meccanismo permanente di consultazione politica nato nel 1986, e della Calc, la conferenza regionale su integrazione e sviluppo che quest’anno è stata organizzata dal Presidente venezuelano Hugo Chávez con il fine di  approfondire l’integrazione tra i paesi partecipanti.

    Al termine delle sessioni Chávez ha trasmesso la presidenza annuale della neonata Comunità al suo omologo cileno, Sebastián Piñera, che preparerà il suo primo vertice ufficiale nel 2012. E’ stata approvata una Dichiarazione finale e 18 comunicati su temi come l’embargo a Cuba, il narcotraffico, il commercio sud-sud, la difesa della democrazia e dei migranti. L’intenzione è favorire “l’integrazione economica, politica, sociale e culturale” in autonomia rispetto alla OSA, l’Organizzazione degli Stati Americani che storicamente ha retto le relazioni continentali secondo le linee del panamericanismo statunitense.

    “Dobbiamo vedere l’Unione Europea come un modello di quello che bisogna fare ma anche di quello che non funziona”, ha dichiarato Cristina Fernández, presidentessa dell’Argentina. “Abbiamo l’opportunità storica di essere protagonisti del XXI secolo” – ha continuato – “con alleanze non solo economiche ma anche politiche”. L’America Latina è riuscita a portare il tasso di povertà al minimo storico del 30% della popolazione nel 2011, ma resta la zona con più disuguaglianze al mondo per l’enorme gap tra ricchi e poveri, quindi l’integrazione “alla europea” è una proposta allettante, inseguita da decenni ma mai realizzata.

    La Celac nasce con un ampio consenso, ma è priva di organi permanenti e meccanismi efficaci per le decisioni, prese solo all’unanimità. Si stabiliscono due riunioni annuali dei ministri degli esteri e una dei capi di Stato, oltre alla formazione di gruppi di lavoro per proporre un’integrazione più profonda, ma resta lontana l’idea di un vero blocco commerciale o doganale e non ci sono proposte politiche più concrete al momento. Il testimone passa ai singoli governi che hanno l’arduo compito di dare forma ai principi generali approvati a Caracas in attesa della prossima riunione a Santiago del Cile. Altro articolo, Limes qui.

  • La giornalista Lydia Cacho a Roma per la mostra “Testimoni dell’Oblio”

    La giornalista Lydia Cacho a Roma per la mostra “Testimoni dell’Oblio”

    Riprendo volentieri la segnalazione del blog Diario Latino e vi segnalo per martedì 13 dicembre alle ore 18.30 l’arrivo della giornalista messicana Lydia Cacho, vincitrice nel 2008 del premio mondiale Unesco per la libertà di stampa, a Roma per una presentazione all’Istituto Cervantes nell’ambito delle attività culturali della mostra “Testigos del olvido”, Testimoni dell’oblio. Ecco come la presenta l’Istituto Cervantes (link info): nel 2005 Lydia Cacho pubblica in Messico “Los Demonios del Eden” e la sua vita cambia inesorabilmente. Jean Succar Kuri, noto proprietario di alberghi, uno degli imprenditori messicani più facoltosi è accusato di essere coinvolto in un giro di pornografia infantile e prostituzioneinsieme a importanti esponenti politici e loschi uomini d’affari. Per questa inchiesta, supportata dalle dichiarazioni delle vittime e da prove filmate con videocamera nascosta, Lydia Cacho viene citata per diffamazione e arrestata illegalmente da un gruppo di poliziotti, picchiata e rinchiusa nel lontano carcere di Puebla. Qui sotto il video dell’ultima intervista (in spagnolo) a Lydia di Reporte Indigo.

    Nel suo ultimo libro, Memorias de una infamia (Grijalbo), (Memorie di un’infamia) la giornalista racconta le sue origini come attivista sociale per i diritti umani e il suo sequestro-arresto che ha sofferto per ordine di potenti politici denunciati nel suo libro. “Lydia Cacho è un modello per chiunque voglia fare giornalismo. È una donna di grande coraggio che ha sopportato la prigione e la tortura per difendere una minoranza che nessuno ascolta, per attirare l’attenzione sugli abusi che bambine e donne devono subire in Messico e nelle parti più povere del mondo. Ha raccolto informazioni mai venute alla luce prima, ha rischiato in prima persona facendo i nomi di politici e imprenditori.” Roberto Saviano.

    Guarda la presentazione che fa di Lydia Cacho la giornalista Carmen Aristegui

  • Frasi di Silvio Berlusconi Best Collection

    Frasi di Silvio Berlusconi Best Collection

    Ho raccolto da alcuni blog le migliori frasi dell’ex Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi che mi saranno molto utili come materia prima per scrivere un articolo (delirante?) su di lui. In un altro post avevo segnalato le principali leggi e norme fatte approvare dai suoi vari governi in questi 17 anni di catarsi collettiva e conflitti d’interessi. Grazie.

    «Alfredo si affacciò alla porta del mio studio con un cellulare in mano. ‘Dottore’, mi disse ‘Lavitola ha chiamato almeno 20 volte, vuole rispondergli almeno una volta?». «Ci parlai» ha concluso «ma con il convincimento che il cellulare fosse quello di Alfredo». (Silvio Berlusconi – Caso Lavitola – 22 ottobre 2011).

    «Nonostante le infami accuse che vengono rivolte ogni giorno al governo dall’opposizione, nessun governo in Europa ha fatto tanto e con risultati così brillanti come noi in questo momento di crisi mondiale». (Silvio Berlusconi – 15 ottobre 2011)

    «Come fa a governare Pisapia che non ha mai amministrato neppure un’edicola di giornali” e che “in Parlamento ha fatto solo leggi a tutela terroristi, o per l’eutanasia?». Su De Magistris: «Non credo che ci sia una persona con la testa sulle spalle che possa votare per il signor De Magistris; uno che vota per il signor del De Magistris vada a casa, si guardi nello specchio e dica sono un uomo o una donna senza cervello». (Silvio Berlusconi – ospite a ‘Porta a Porta’ su Rai1 –  25 maggio 2011)

    «I leader della sinistra sono sempre pessimisti, anzi incazzati. Scusate, ma ogni tanto sfodero le lingue e vi faccio vedere che uso l’inglese. Quando loro vanno in bagno, e non e’ che ci vadano spesso, visto che si lavano poco, e si guardano allo specchio per farsi la barba, si spaventano da soli» (Silvio Berlusconi – comizio elettorale a Crotone – 10 maggio 2011)

    «Questi Pm di Milano che hanno prodotto questi tentativi di eversione sono ancora lì a ripetere gli stessi tentativi di eversione. Questo è un cancro della nostra democrazia che dobbiamo estirpare» (Silvio Berlusconi – intervento al comizio elettorale di Letizia Moratti – 7 maggio 2011)

    «Sono addolorato per Gheddafi e mi dispiace. Quello che accade in Libia mi colpisce personalmente» (Silvio Berlusconi – 21 marzo 2011)

    «Ho un forte carattere guascone, che qualche volta mi porta in modo spontaneo a comportamenti non strettamente conformi alla forma» (Silvio Berlusconi – 12 marzo 2011 – frasi dopo il vergognoso bacia mano a Gheddafi)

    «non ho sentito Gheddafi. La situazione è in evoluzione, quindi non mi permetto di disturbare nessuno» (Silvio Berlusconi – 19 febbraio 2011)

    «Posso garantire sui miei figli e sui miei nipoti che non ho mai guadagnato un dollaro e ho sempre fatto soltanto gli interessi del mio paese» (Silvio Berlusconi– presunti rapporti con Putin rivelati da cable Wikileaks – 5 dicembre 2010)

    «Ho visto i sondaggi fatti da una autorità indipendente che ti hanno assegnato, Nursultan, il 92% di stima e amore del tuo popolo. È un consenso che non può non basarsi sui fatti» (Silvio Berlusconi – vertice Osce ad Astana in Kazakhstan, parole dirette al presidente (dittatore), Nursultan Nazarbayev – 2 dicembre 2010)

    «Per quanto riguarda la politica estera, con la nostra diplomazia commerciale,abbiamo portato appalti, lavoro e profitti a molte imprese italianeche operano nel mondo. E abbiamo restituito prestigio e autorevolezza all’Italia in campo internazionale, se permettete con un premier che è il più esperto e quindi, anche a seguito di questo, tra i più influenti e considerati nei vertici mondiali» (Silvio Berlusconi – 27 novembre 2010)

    «Non mi dimetterò mai», «Fini vuole eliminarmi, mi vuole morto fisicamente per la storia di Montecarlo, è convinto che gliel’abbia montata io. Ma se questi faranno il governo tecnico noi gli scateneremo contro la guerra civile, avranno una reazione come nemmeno s’immaginano…» (Silvio Berlusconi – 12 novembre 2010)

    «Quello che ho fatto è stato per bontà, poi se a volte mi capita di guardare una bella ragazza…meglio essere appassionato di belle ragazze che essere gay»(Silvio Berlusconi – 2 novembre 2010)

    «Dottore – spiega Berlusconi – volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri» (Silvio Berlusconi – caso Rubygate – 30 ottobre 2010)

    «Nessuno mi può far cambiare stile di vita, ogni tanto ho bisogno di serate distensive. Non vi è stata alcuna telefonata in Questura» per fare pressione e «su quanto avviene a casa mia non devo chiarire niente perché da me entrano solo persone che si comportano bene», ha aggiunto.  «Il caso Ruby è stato montato per screditarmi; mandai la Minetti per evitare il carcere alla ragazza» (Silvio Berlusconi – 29 ottobre 2010)

    «Signora Bindi, devo dirle che  mi fa piacere parlare con lei. E’ più bella che intelligente» (Silvio Berlusconi – ospite a ‘Porta a Porta’ – 8 ottobre 2009)

    «Come noi i governanti cinesi sono fautori della politica del fare, dell’affrontare e risolvere i problemi concreti più che irrigidirsi su questioni di principi. Come noi preferiscono la politica dello sviluppo e dell’armonia e della sicurezza, che è il credo del governo cinese» (Silvio Berlusconi – vertice con il premier cinese Wen Jiabao – 7 ottobre 2010)

    «Medvedev e Putin sono un dono del Signore per il vostro Paese». (Silvio Berlusconi – ospite in Russia al World Political Forum – 11 settembre 2010)

    «Alla ragazza ho dato dei soldi per evitare che si prostituisse. L’avevo aiutata e le avevo persino dato la possibilità di entrare in un centro estetico con un’amica, che lei avrebbe potuto realizzare con un laser per la depilazione per un importo che a me sembrava di 45mila euro. Invece lei ha dichiarato di 60mila e io ho dato l’incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla a fare la prostituta, per portarla anzi nella direzione contraria»(Silvio Berlusconi – caso Rubygate – 14 aprile 2010)

    «Presidente, il popolo la ama. Del resto i risultati delle elezioni sono sotto gli occhi di tutti» (Silvio Berlusconi – visita in Bielorussia, ospite del dittatore Aleksandr Lukashenko – 1 dicembre 2009)

    «Io lascio oppure facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera… Portiamo in piazza milioni di persone, cacciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica… Non c’è un’alternativa…» (Silvio Berlusconi – intercettazione telefonica con Valter Lavitola dell’ ottobre 2009)

    «Gheddafi è un leader di grande saggezza» (Silvio Berlusconi – conferenza stampa congiunta tra il leader libico Gheddafi e il Premier Italiano – 11 giugno 2009)

    «Ho troppa stima per l’intelligenza degli italiani per credere che ci possono essere in giro tanti coglioni che votano per il proprio disinteresse» (Silvio Berlusconi – 6 aprile 2006)

    «Da presidente del Consiglio, giuro che lascio la politica se dimostrano le accuse nei miei confronti». «Escludo che possa essere successo» dice il premier, riferendosi a quanto sostenuto dalla procura di Milano. «Giuro da presidente del Consiglio, vado a casa un minuto dopo ed esco dalla politica se dovesse venir fuori a dimostrare l’accusa, perché ci vuole una dimostrazione, un documento di versamento che certifichi la donazione del passaggio dei 600 mila dollari»(Silvio Berlusconi – processo Mills  12 marzo 2006).

    «Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto!» (Silvio Berlusconi – figuraccia mondiale dopo le dure critiche Martin Schulz al parlamento Europeo – 2 luglio 2003)

    «Se i comunisti prendessero l’Italia, non ci sarebbe libertà. Non sono ancora democratici. Hanno un’attrazione fatale per i dittatori: Pol Pot, Milosevic, Castro, Saddam Hussein», ergo «non bisogna consentirgli di andare al potere». Anche perché «i Ds sono un esercito di mercenari, di opportunisti, di profittatori della cosa pubblica» (Silvio Berlusconi  19 gennaio 2000)

    Bossi è un «ladro di voti, ricettatore, truffatore, traditore, speculatore: doppia, tripla, quadrupla personalità» (Silvio Berlusconi – 21 dicembre 1994).

    Bossi «è la Wanna Marchi della politica» (Silvio Berlusconi   6 aprile 1994) da:  LINK

    1. L’Italia è il paese che amo (1994)

    2. Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta. (29 marzo 1994)

    3. Mai mi occuperò di questioni televisive, per non dare l’impressione di voler favorire i miei affari, anzi starò più dalla parte della Rai che della Fininvest. (30 maggio 1994)

    4. Bossi, quando parla, sembra un ubriaco al bar. (26 Agosto 1994)

    5. Io sono l’unto del signore, c’è qualcosa di divino nell’essere scelto dalla gente. (25 novembre 1994)

    6. I miei giornali, le mie TV, il mio gruppo sono sempre stati in prima fila nel sostenere i giudici di Mani Pulite. (8 Dicembre 1994)

    7. Emilio Fede? Prima ero critico, ma adesso comincio ad apprezzarlo. È un baluardo per la democrazia e per l’informazione. (4 Gennaio 1995)

    8. Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo. (20 Gennaio 1995)

    9. Venderò le tv a imprenditori internazionali. (1 Aprile 1995)

    10. Voi dovete diventare dei missionari, anzi degli apostoli, vi spiegherò il Vangelo di Forza Italia, il Vangelo secondo Silvio. (4 Aprile 1995)

    11. Sono un grande estimatore della magistratura. (10 Ottobre 1995)

    12. Chi salvo fra Dini, D’Alema, Prodi, Veltroni e Bertinotti? Li butto tutti dalla torre e poi chiedo il Nobel per la pace. (30 ottobre 1995)

    13. Dire che io utilizzo la mia posizione di leader politico per interessi personali è negare il disinteresse e la generosità che mi appartengono. (15 dicembre 1995)

    14. Arafat mi ha chiesto di dargli una tv per la Striscia di Gaza. Gli manderò Striscia la Notizia. (7 marzo 1997)

    15. Da cui poi nacquero Romolo e Remolo. (28 Maggio 2000)

    16. Ho insegnato al Milan come si gioca al calcio. (23 marzo 2001)

    17. Hanno fatto una prova anche su di me, sulla mia funzionalità cerebrale e fisica e hanno deciso che sono un miracolo che cammina. (5 ottobre 2002)

    18. Mi sta venendo un complesso di superiorità tanto che dico: “Meno male che ci sono io”. Nessuno avrebbe potuto fare meglio di quello che abbiamo fatto noi. (3 dicembre 2002).

    19. Lei è un dipendente del servizio pubblico, si contenga! (rivolto a Michele Santoro, 17 marzo 2003)

    20. Noi di Forza Italia abbiamo una moralità di livello così elevato che gli altri non possono nemmeno percepirlo. (10 maggio 2003)

    21. So che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti, la suggerirò per il ruolo di Kapo. (Rivolto a Martin Schulz al Parlamento Europeo, 2 Luglio 2003)

    22. Sono un galantuomo, una persona perbene, un signore dalla moralità assoluta. (13 luglio 2003)

    23. Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino. (4 settembre 2003)

    24. Questi giudici sono doppiamente matti! Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana. (5 settembre 2003)

    25. Io invito tutti a tirar fuori soltanto una mia frase insultante nei rispetti dell’opposizione. Io rispetto tutti e pretendo rispetto. (10 marzo 2004)

    26. La stampa straniera è normalmente di sinistra e ci presenta in modo diverso dalla realtà. (24 ottobre 2004)

    27. Il pubblico italiano non è fatto solo di intellettuali, la media è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco. E’ a loro che devo parlare. (10 dicembre 2004)

    28. Se c’è qualcuno che fa un grande sacrificio a ripresentarsi come candidato quello sono io. (29 Agosto 2005)

    29. C’è uno stato parallelo nelle mani della sinistra che controlla le scuole superiori, le università, i giornali, le radio, le televisioni, la magistratura. (a Ballarò, 2006)

    30. Io non ho mai fatto affari con la politica. Anzi, ci ho sempre perso. (5 gennaio 2006)

    31. Il Presidente del Consiglio non può, per definizione, mentire. (18 Gennaio 2006)

    32. La Rai è una vera e propria macchina da guerra contro di me. E anche le mie televisioni mi remano contro. (8 gennaio 2006)

    33. Sfido chiunque a citare un solo provvedimento del governo o della maggioranza che mi abbia favorito. (21 gennaio 2006)

    34. Andare in tv non mi piace, semplicemente lo odio. (25 gennaio 2006)

    35. Io sono il Gesù Cristo della politica. (13 Febbraio 2006)

    36. Insistono ancora nel dire che io ho detto che i comunisti mangiavano i bambini, io ho detto che sotto la Cina di Mao i bambini li bollivano per concimare i campi. (26 Marzo 2006)

    37. Ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse. (4 aprile 2006)

    38. Non ho mai registrato tanto entusiasmo nei miei confronti negli ultimi 14 anni, al punto che mi sono venute le stigmate. (11 dicembre 2007)

    39. L’energia nucleare è la forma più pulita e più sicura di produzione dell’energia. (2008)

    40. Zapatero ha fatto un governo troppo rosa che noi non possiamo fare anche perché in Italia c’è una prevalenza di uomini. (15 Aprile 2008)

    41. Obama è giovane, bello e anche abbronzato. (6 Novembre 2008)

    42. Non è in morte celebrale, ma è una persona che respira in modo autonomo, una persona viva, le cui cellule celebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici, una persona che
    potrebbe anche in ipotesi generare un figlio. (Riguardo Eluana Englaro, Febbraio 2009)

    43. Napoli sarà pulita dai rifiuti in pochi giorni. (detta più di 10 volte fra 2009 e 2010)

    44. Non c’è stato nessun versamento di nessuno al signor Mills. (20 Maggio 2009)

    45. In questi 15 anni ho avuto modo di incontrare più volte il leader (Gheddafi) e di legarmi a lui da una vera e profonda amicizia. Gli riconosco una grande saggezza. (11 Giugno 2009)

    46. Siete solo dei poveri comunisti. (19 Giugno 2009, detta varie volte)

    47. Le dico di essere stato e di essere di gran lunga il migliore Presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere nei suoi 150 anni di storia. (10 Settembre 2009)

    48. Sento parlare la signora Rosy Bindi: è sempre più bella che intelligente. (8 ottobre 2009)

    49. Ho speso più di 200 milioni di euro per consulenti e giudici, sono l’uomo più perseguitato della storia. (9 Ottobre 2009)

    50. Io se trovo quelli che hanno fatto nove serie della “Piovra” e quelli che scrivono i libri sulla mafia e che vanno in giro in tutto il mondo a farci fare così bella figura giuro li strozzo. (29 Novembre 2009)

    51. Sconfiggerò il cancro nel giro di tre anni. (2010)

    52. Ai giovani: cercate un lavoro all’estero, non è così difficile farlo. (12 Settembre 2010)

    53. Alle donne: cercatevi un ragazzo ricco. (12 Settembre 2010)

    54. La libertà di stampa non è un diritto assoluto. (10 Luglio 2010)

    55. Meglio essere appassionato delle belle ragazze che gay. (2 Novembre 2010)

    56. Non ho mai pagato una donna in vita mia. (16 Gennaio 2011)

    57. Ho una relazione stabile con una persona. (16 Gennaio 2011)

    58. Intenterò una causa allo Stato. (9 Febbraio 2011)

    59. Le ho dato dei soldi per evitare che si prostituisse (riguardo Ruby, 10 Aprile 2011)

    60. Abbiamo presentato la riforma della giustizia e per noi è fondamentale, perché in questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra. (a Barack Obama, 26 maggio 2011)

    61. L’Italia è un paese di merda. (da un’ intercettazione, Luglio 2011)

    62. Sic transit gloria mundi (Così passa la gloria di questo mondo, riferendosi alla morte di Gheddafi, 20 Ottobre 2011)

    Capitolo Crisi

    1. “La crisi? Non è così grave” (20/01/2009);

    2. “La crisi non è così tragica, sono i media che esagerano” (07/03/2009);

    3. “La crisi è solo psicologica” (03/05/2009);

    4. “La crisi è ormai alle spalle” (08/07/2009);

    5. “La crisi è alle spalle, è iniziata la risalita, ma è lenta” (11/03/2010);

    6. “Crisi? Segni inducono all’ottimismo” (19/05/2010);

    7. “Sulla crisi sono ottimista” (23/05/2010);

    8.”Crisi superata grazie a scelte giuste del governo” (29/09/2010);

    9. “Non è un momento facile, bisogna fare dei sacrifici” (12/07/2011);

    10. “il nostro cuore gronda sangue” (12/08/2011).  (da: LINK)

    Infine: E’ stato bello, di Marco Travaglio:

    Non entrerò mai in politica. Scendo in campo. Il Paese che amo. Per un nuovo miracolo italiano. L’Italia come il Milan. Basta ladri di Stato. La rivoluzione liberale.

    Il Polo delle Libertà. Il decreto Biondi. Vendo le mie tv. Golpe giudiziario. Giuro sulla testa dei miei figli. Lasciatemi lavorare. Sono l’unto del Signore. Ribaltone. Scalfaro è comunista. Con Bossi mai più nemmeno un caffè. Mai detto che sono l’Unto del Signore. Dini è comunista. Il popolo è con me. Prodi utile idiota dei comunisti. Visco Dracula. Toghe rosse. D’Alema è comunista. L’amico Massimo. La Costituzione è comunista. La grande riforma della Costituzione.

    La Casa delle Libertà. Il premier non ha poteri. La grande riforma della giustizia. L’amico Vladimir. L’amico George. L’amico Muammar. Gheddafi leader di libertà. Nessun condono. Concordato fiscale. Scudo fiscale. Condono fiscale ed edilizio. Letta è una benedizione di Dio. Romolo e Remolo.

    All Iberian mai sentita. Mills mai conosciuto. La proporrò per il ruolo di kapò. Turisti della democrazia. L’Islam civiltà inferiore. Meno tasse per tutti. Tutta colpa dell’euro. La mafia, poche centinaia di persone. Grandi opere. Sono stato frainteso. Tutta colpa delle torri gemelle. Lei è meglio di Cacciari, le presenterò mia moglie.

    Il circuito mediatico-giudiziario. Fede è un quasi eroe. L’amico Bossi. Uso criminoso della televisione pagata con i soldi di tutti. L’amico Pollari. Le rogatorie. La Piovra rovina l’Italia all’estero. L’amico Pompa. Il falso in bilancio. Mangano si comportava bene, prendeva la comunione nella cappella di Arcore. La legge Cirami. Dell’Utri è perseguitato. Legittimo sospetto. Previti è perseguitato. Il lodo Maccanico. Il Ponte sullo Stretto. Il lodo Schifani. Tutti sono uguali di fronte alla legge, ma io sono un po’ più uguale degli altri.

    Ciampi è comunista. Il decreto salva-Rete 4. I poteri forti. La legge Gasparri. L’Economist è comunista. Che ne direbbe di una ciulatina? I direttori dei giornali devono cambiare mestiere.Bertolaso uomo della Provvidenza. La legge Cirielli. Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, anzi mandava la gente in vacanza al confino. Sempre stato assolto. La stampa estera copia da Unità eRepubblica. Napolitano è comunista.

    Giustizia a orologeria. L’amico Minzo. I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana. Telekom Serbia è tutta una tangente. I brogli di Prodi. La commissione Mitrokhin. La giusta amnistia. I comunisti cinesi bollivano i bambini per farne concime. Farò sparire la spazzatura da Napoli in tre giorni. Ho 109 processi. Sarkozy ha imparato da me. Chi scrive di mafia lo strangolerei con le mie mani.

    Il Popolo delle Libertà. Obama abbronzato. Il miracolo della ricostruzione dell’Aquila. Evadere è un diritto naturale che è nel cuore degli uomini. Ai giudici noi insidiamo le mogli, siamo deitombeur de femmes. Il Family Day. Che fate, ragazze, mi toccate il culo? Mille giudici si occupano di me. Agostino, trova una parte ad Antonella: è impazzita, racconta cose in giro. Lodo Alfano. La Consulta è comunista. Legittimo impedimento. Partito dell’Amore e sinistra dell’odio. Il padre di Noemi autista di Craxi. Prescrizione breve.

    Mai frequentato minorenni. Le mani nelle tasche degli italiani. La signora Lario mente. Processo breve. Vedi, Patrizia, tu devi toccarti. La privacy. Processo lungo. Candido Lampedusa al Nobel per la Pace. Caro dottor Fede, cioè volevo dire Vespa. Ruby nipote di Mubarak. Non chiamo Gheddafi per non disturbarlo. La legge anticorruzione. La mia fidanzatina. Siamo tutti intercettati. Solo cene eleganti. Riformare le intercettazioni. Pagavo Ruby perchè non si prostituisse.

    La rapina Mondadori. L’amico Lavitola. Me ne vado da questo Paese di merda. Il miglior premier degli ultimi 150 anni. Culona inchiavabile. L’amico Gianpi. Faccio il premier a tempo perso. La maggioranza è coesa. Ho i numeri alla Camera. Traditori. Mi dimetto. Sic transit gloria immundi.

    Il Fatto Quotidiano, 13 novembre 2011 

  • Diario Latino Semanal – Rassegna Blog Italo-Latino-Americani

    Nasce oggi una nuova iniziativa informativa molto importante: raccogliere settimanalmente in un video, commentato e illustrato da Alex Giaco di Diario Latino, i post più interessanti dei blogger italiani “latino americanisti”, cioè appassionati o studiosi dell’America Latina (vedi blogroll a destra qui su questo blog). Alcuni autori vivono in Italia mentre altri scrivono dalle Americhe  (sono i “famosi” italiani all’estero, registrati o no, non importa…) raccontando le loro avventure e quelle dei paesi in cui hanno deciso di stabilirsi o di viaggiare. Ecco la presentazione che ne fa Alex: col mese di dicembre Diario Latino diventa un videoblog, proponendo contenuti multimediali oltre ai classici posts. Nasce così Diario Latino Semanal, rassegna web di blogs latinoamericanisti. Ogni settimana selezionerò una serie di articoli sia miei sia provenienti da blogs che si occupano prettamente di America Latina, con l’obiettivo di dare maggiore visibilità ai contenuti e di portarli fuori dai confini dei blogs stessi. Ovviamente ciascuno di voi può proporre articoli sia suoi che di altri, che poi valuterò per un eventuale inserimento nella rassegna. Questa è la prima puntata di Diario Latino Semanal.

  • Quella bandiera Zapatista all’Ambasciata messicana

    Quella bandiera Zapatista all’Ambasciata messicana

    London Space Oddities and Protests. Bandiera Zapatista fuori dall’Ambasciata messicana a Londra in sosttuzione del tricolore. La stella rossa su fondo nero della bandiera ribelle è stata sistemata da un gruppo di manifestanti che poi han sfilato per le vie della capitale inglese in solidarietà con i popoli indigeni messicani. Fonte: IML

  • Un altro attentato ad attivista di Ciudad Juárez

    Un altro attentato ad attivista di Ciudad Juárez

    Riporto e diffondo da Città del Messico una breve nota di Clara Ferri, ancora una volta su Ciudad Juárez e il dramma del femminicidio (leggi il testo “Una lettera dal Messico”) e le uccisioni di attiviste. L’altro ieri pomeriggio (2 dicembre) l’attivista Norma Andrade ha subito un attentato all’uscita dal lavoro ed è stata ferita con 5 colpi di pistola in una presunta rapina, che ha tutta l’aria di essere un vero e proprio attentato. L’attivista è stata ricoverata d’urgenza e in questo momento è ancora in prognosi riservata, in attesa di essere operata (ha il tasso glicemico molto alto e la stanno stabilizzando).

    Norma è madre di Alejandra Lilia, una delle migliaia di giovani donne e bambine vittime di femminicidio a Ciudad Juárez. Dopo la scomparsa della figlia nel 2001, come parte di un fenomeno, il femminicidio, scoppiato almeno 17 anni fa, ha fondato -insieme alla figlia Malú e alla professoressa di Alejandra, Marisela Ortiz- l’associazione “Nuestras Hijas de Regreso a Casa, A.C.”, che si occupa di seguire i casi di femminicidio nella città di frontiera.

    Vi segnalo un cortometraggio di Alejandra Sánchez che ho sottotitolato qualche anno fa e che contiene un’intervista a Norma e a Malú: http://blip.tv/NESSUN’ALTRA / NI UNA MAS

    Le altre due attiviste sono state costrette a lasciare Ciudad Juárez da vari mesi, dopo aver ricevuto minacce dirette di morte e subito vari attentati nel corso degli anni. Malú è sotto la protezione delle autorità di Città del Messico, mentre Marisela è dovuta espatriare negli Stati Uniti.

    Ultimamente gli attacchi agli attivisti si susseguono: esattamente un anno fa è stata uccisa Marisela Escobedo davanti al palazzo di governo di Chihuahua, mentre esigeva giustizia per sua figlia Rubí, vittima di femminicidio. Di recente sono stati giustiziati Carlos Sinhué Cuevas (studente e attivista universitario), Nepomuceno Moreno (padre di un desaparecido e militante del movimento “Paz con Justicia y Dignidad”), Christian Sánchez (militante del movimento LBGT), e sempre ieri Julia Marichal (attrice e attivista sociale) e Joel Santana (figlio di un attivista ecologista del meridionale Stato di Guerrero).

    Malú ha deciso di raggiungere la madre, nonostante il rischio che corre nel rimettere piede a Ciudad Juárez. Chiaramente ora più che mai è necessaria la solidarietà internazionale e la diffusione dell’informazione. Qualunque aggiornamento lo potete trovare sul blog dell’associazione: Nuestras Hijas de regreso a casa (Le nostre figlie di ritorno a casa).