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  • Le strade della vita (o della morte)

    Le strade della vita (o della morte)

    Intitolo il post come una famosa canzone di vallenato colombiano che è un must per gli appassionati di America Latina e ci porta a una rapida riflessione sulle strade della vita e, nel caso dei migranti messicani e centroamericani, della morte, del sequestro, del pericolo, dell’espulsione e dell’umiliazione. Ecco la cartina dei percorsi che seguono i migranti centroamericani dal Guatemala agli Stati Uniti attraverso il Messico. La Commissione Nazionale per i Diritti Umani (CNDH) ha raccomandato al governo messicano, presieduto da Felipe Calderòn, di “implementare strategie che aiutino a prevenire e, se è il caso, a perseguitare e sanzionare coloro i quali commettano delitti contro questo gruppo di persone vulnerabili” e ha segnalato i 71 comuni ad alto rischio (coi quali è stata elaborata una mappa dei percorsi più pericolosi che indica in legenda i comuni stato per stato) per gli stranieri in cammino verso il “sogno americano”. Nel 2010 i migranti vittime di sequestro in Messico sono stati ben 11.300 secondo la CNDH. Non immagino a quanto possa arrivare la cifra estra-ufficiale o stimata. Intanto cresce in modo preoccupante il fenomeno delle fosse comuni in cui vengono nascosti e seppelliti a centinaia i migranti tanto in territorio statunitense come in Messico e così è anche tristemente per le mattanze che a caso colpiscono alcuni dei milioni di “nessuno” che costantemente cercano di risalire da sud a nord.
  • Espulso dal Messico il giornalista Gianni Proiettis

    Espulso dal Messico il giornalista Gianni Proiettis

    16 aprile 2011. Città del Messico. Ci avevano già provato esattamente quattro mesi fa e ora ci sono riusciti. Il giornalista italiano residente nella città meridionale di San Cristóbal de las Casas, in Chiapas, è stato espulso e ieri è dovuto partire per Roma con un volo da Città del Messico alle 7 pm. In base all’articolo 33 della Costituzione messicana il governo, attraverso gli uffici decentrati e i funzionari dell’Istituto Nazionale della Migrazione (INM), ha la facoltà di deportare a suo piacimento (la chiamano “discrezionalità”) le persone indesiderate. E’ una norma che fu pensata all’epoca in cui gli stranieri intervenivano pesantemente nella politica nazionale e in più occasioni (vedi invasioni statunitensi e francesi in Messico) minacciarono concretamente la sovranità e l’indipendenza del paese. Da molti anni ormai viene utilizzato come spauracchio contro i giornalisti, gli attivisti e gli stranieri in generale anche se a volte purtroppo la minaccia si concretizza più facilmente e rapidamente di quanto ci si possa immaginare.

    Ieri Giovanni Proiettis, Gianni per gli amici, si è recato agli uffici della Migrazione per rinnovare il suo permesso di soggiorno (FM=Forma Migratoria) così come ha fatto negli ultimi sedici anni in cui ha risieduto legalmente in Messico svolgendo le sue attività di professore universitario, giornalista e cooperante in progetti di sviluppo comunitario in Chiapas, una delle regioni più povere e sfruttate del paese. Non è più uscito da quegli uffici se non per essere deportato nella capitale della regione, Tuxtla Gutiérrez, e poi a Città del Messico qualche ora dopo. Come sempre in questi casi sono molte le violazioni ai diritti dell’uomo perpetrate dai vari funzionari, armati e non, che intervengono nel processo di deportazione fast track. Gianni Proiettis non ha avuto la possibilità di comunicare con parenti, amici e nemmeno con l’ambasciata, ha subito vessazioni e trattamento “inumano e degradante” durante una detenzione illegale ed è stato poi rinchiuso in una cella nella zona periferica di Iztapalapa.

    Nonostante un giudice di Tuxtla avesse emesso un’ordinanza (scaricabile qui) che impediva l’espulsione del giornalista e criticava le modalità in cui è stato applicato e interpretato l’articolo 33 costituzionale, non c’è stato nulla da fare perché il documento è arrivato in ritardo alle autorità che in aeroporto avevano già imbarcato Proiettis. Sua moglie ha dichiarato ai giornalisti di NarcoNews che non c’era stato nulla di anomalo negli ultimi 4 mesi, nessun segnale che preannunciasse questa decisione arbitraria e ingiustificata come sostiene anche lo stesso atto giudiziario emesso a Tuxtla in difesa dell’italiano. Già il dicembre scorso Proiettis era stato oggetto di un tentativo d’espulsione – inizialmente si disse che fu a causa della sua partecipazione al summit sul cambio climatico di Cancun – che fu sventato anche grazie alla pronta reazione della stampa e all’intervento dei media indipendenti in difesa della libertà di pensiero ed espressione.

    Da anni le attività del giornalista italiano, impegnato in un progetto di eco-turismo nella cittadina di Venustiano Carranza, non sono gradite all’autorità e al governatore del PRD (Partido Revolución Democrática), Juán Sabines. Stesso discorso per i suoi articoli di denuncia sull’operato delle imprese multinazionali minerarie nella regione: in particolare, un’intervista del 23 gennaio 2010 con il padre del leader sindacale Mariano Abarca, assassinato nel novembre 2009, risultò particolarmente scomoda per la compagnia mineraria canadese Blackfire Exploration Ltd e i funzionari statali che ne difendono gli affari. A dicembre il governo del Chiapas e l’INM dovettero ripiegare in modo rocambolesco e, dopo aver cambiato più volte i capi d’imputazione contro Proiettis, arrivando perfino a inventare accuse per spaccio di droga, porsero ufficialmente le proprie scuse per quanto era accaduto. Evidentemente si trattava di un bluff e di una tregua momentanea in attesa di una nuova rappresaglia che è arrivata puntuale allo scoccare del quarto mese. Altri dettagli interessanti sul caso dalla rivista Proceso QUI.

    Di Fabrizio Lorusso

  • Guerre di religione

    Guerre di religione

    Città del Messico, nel mezzo della calura primaverile a 30 e passa gradi C. Di passaggio in moto nella via o calle Soledad, solitudine. Strapiena di gente e bancarelle a dir la verità. Il dedalo di strade è fatale per chi non ha un ottimo senso dell’orientamento e tanta fortuna. In molte vie del centro storico come questa, in particolare nel settore orientale, è pieno di altari semovibili della Santissima Muerte ma quelli di San Giuda Taddeo sono ancora più numerosi e fanno pensare a una strategia di lotta da parte della Chiesa cattolica che cerca d’imporre il suo “Santo delle cause disperate” contro la Santa dei dimenticati scarnificata e “bonita”. Il dicembre scorso la diocesi di Città del Messico aveva assunto degli esorcisti per cercare di limitare l’espansione grandiosa del culto alla Santa Muerte, una devozione popolare messicana che avrebbe tra i 2 e i 10 milioni di seguaci in molte parti del mondo, soprattutto negli Usa, in Messico e America centrale. Come se si trattasse di gente posseduta da qualche demonio! Non ci siamo. La gente è semplicemente stufa dei santi tradizionali e della distanza sociale e l’esclusione che la religione istituzionale ormai rappresenta a queste latitudini. La Santa Muerte invece non discrimina.

    I due altari sono posizionati uno di fronte all’altro come in un’epica sfida per la conquista delle anime, una specie di guerra di religione. In realtà i devoti della Santa Muerte non smettono di definirsi cattolici e in generale sono anche affezionati alle Vergine di Guadalupe, la Madonna messicana per eccellenza. Perché tanto accanimento allora? Perché sfuggono all’autorità e reinventano forme di convivenza e credenza che la Chiesa pensava di poter controllare totalmente mentre invece non è più così (o non lo è mai stato, dato che il culto ha forse due o tre secoli di vita). Il controllo della vita e della morte, delle cerimonie e delle liturgie viene ripreso dalla gente comune che lo fa proprio al di fuori dello stato e della chiesa.

    Non per fare il partigiano ma vorrei ricordare che San Judas o San Giuda Taddeo è stato sovrapposto negli ultimi 20-30 anni al patrono della capitale messicana che è San Ippolito ed è stato scelto come protettore della città nel 1528, a soli 7 anni dalla fine dell’impero azteca provocata dagli spagnoli che erano capeggiati dal sanguinario Hernàn Cortès. I templi del popolo sconfitto vennero distrutti e al loro posto si eressero chiese e ville ad uso e consumo dei nuovi potenti. San Judas è molto amato nelle classi popolari così come la Santa Muerte. Ciononostante San Judas rappresenta il continuatore della conquista spirituale cominciata oltre 500 anni fa in terra americana ed è il Santo prescelto dalle gerarchie ecclesiastiche per riguadagnarsi i fedeli perduti. Ogni 28 del mese migliaia di devoti portano nel metro e per le strade le immagini e le statue del Santo e vanno in pellegrinaggio fino al tempio di San Ippolito presso la fermata della Metro” Hidalgo”.

  • Il Perù tra l’Aids e il Cancro?

    Il Perù tra l’Aids e il Cancro?

    Ollanta Humala e Keiko Fujimori (figlia di Alberto Fujimori) andranno al ballottaggio per diventare presidente del Perù 2011-2016 e rilevare l’attuale mandatario Alan Garcia. Il Nobel Mario Vargas Llosa ha definito questa elezione come una scelta tra l’AIDS e il Cancro…quasi a dire, di cosa vuoi morire?

    Domanda. Chi scegliereste tra la giovane figlia di un ex-presidente neoliberista e populista dalla marcata vena autoritaria, oggi in carcere per violazioni gravi ai diritti umani e corruzione, e un leader nazionalista (identificato dalla stampa come “di sinistra” ma che non si definisce propriamente tale), ex militare, con un fratello golpista (Antauro Humala) e ideologicamente vicino a Hugo Chavez, il controverso presidente del Venezuela?

    Si tratta solo, come spesso sentiamo dire, di capire chi è il “meno peggio” (vedi frase di Vargas Llosa, sconfitto proprio alle presidenziali nel 1990 dal padre di Keiko Fujimori) o esistono altre coordinate?

    Mi rivolgo un po’ a tutti ma soprattutto ai peruviani e anche ai cittadini della Comunità Andina in Italia che probabilmente conoscono bene e più di me i personaggi politici che competeranno al ballottaggio delle elezioni presidenziali nel bel Perù tra un paio di mesi.

    Con il 70% delle urne scrutinate possiamo già dire che il voto di ieri ha espresso circa il 30% dei consensi per il 48enne Ollanta Humala e il 23% a Keiko Fujimori, figlia trentacinquenne di Alberto Fujimori, un presidente tristemente noto (e da alcuni chiamato a ragione dittatore) per i suoi abusi e la deriva autoritaria in cui spinse il Perù negli anni 90.

    Dopo alcuni anni d’esilio in Giappone (Alberto Fujimori ha anche la nazionalità di quel paese) venne arrestato in Cile ed estradato per essere processato nel suo paese ed ora è in prigione. I più maliziosi dicono che la figlia Keiko potrebbe concedergli la grazia una volta eletta come presidentessa.
    La Fujimori rappresenta, ad ogni modo, i settori di centro e di destra che sostengono il modello attuale di sviluppo peruviano, definito neoliberale o liberista, quindi è possibile che i voti di tutti gli altri candidati esclusi dal secondo turno convergano su di lei portandola alla vittoria.
    Tra questi c’era anche l’ex presidente Alejandro Toledo, il candidato del premio Nobel Mario Vargas Llosa che era favorito fino a due settimane fa ma ha perso progressivamente consensi tra i giovani e le classi popolari in favore rispettivamente di Fujimori e Humala.

    Mentre Keiko è sostenuta da una parte dell’elite conservatrice e probabilmente non farà grossi cambiamenti al modello esistente (che comunque ha ridotto la povertà estrema dal 50% al 32% della popolazione in un decennio), Humala parteggia per il riscatto dei settori più poveri della popolazione, che nemmeno intravede i benefici dell’aperturismo economico e del fantomatico sviluppo, attraverso il rafforzamento dello Stato e una politica nazionalista.

  • Il Perù tra l'Aids e il Cancro?

    Il Perù tra l'Aids e il Cancro?

    Ollanta Humala e Keiko Fujimori (figlia di Alberto Fujimori) andranno al ballottaggio per diventare presidente del Perù 2011-2016 e rilevare l’attuale mandatario Alan Garcia. Il Nobel Mario Vargas Llosa ha definito questa elezione come una scelta tra l’AIDS e il Cancro…quasi a dire, di cosa vuoi morire?

    Domanda. Chi scegliereste tra la giovane figlia di un ex-presidente neoliberista e populista dalla marcata vena autoritaria, oggi in carcere per violazioni gravi ai diritti umani e corruzione, e un leader nazionalista (identificato dalla stampa come “di sinistra” ma che non si definisce propriamente tale), ex militare, con un fratello golpista (Antauro Humala) e ideologicamente vicino a Hugo Chavez, il controverso presidente del Venezuela?
    Si tratta solo, come spesso sentiamo dire, di capire chi è il “meno peggio” (vedi frase di Vargas Llosa, sconfitto proprio alle presidenziali nel 1990 dal padre di Keiko Fujimori) o esistono altre coordinate?
    Mi rivolgo un po’ a tutti ma soprattutto ai peruviani e anche ai cittadini della Comunità Andina in Italia che probabilmente conoscono bene e più di me i personaggi politici che competeranno al ballottaggio delle elezioni presidenziali nel bel Perù tra un paio di mesi.
    Con il 70% delle urne scrutinate possiamo già dire che il voto di ieri ha espresso circa il 30% dei consensi per il 48enne Ollanta Humala e il 23% a Keiko Fujimori, figlia trentacinquenne di Alberto Fujimori, un presidente tristemente noto (e da alcuni chiamato a ragione dittatore) per i suoi abusi e la deriva autoritaria in cui spinse il Perù negli anni 90.
    Dopo alcuni anni d’esilio in Giappone (Alberto Fujimori ha anche la nazionalità di quel paese) venne arrestato in Cile ed estradato per essere processato nel suo paese ed ora è in prigione. I più maliziosi dicono che la figlia Keiko potrebbe concedergli la grazia una volta eletta come presidentessa.
    La Fujimori rappresenta, ad ogni modo, i settori di centro e di destra che sostengono il modello attuale di sviluppo peruviano, definito neoliberale o liberista, quindi è possibile che i voti di tutti gli altri candidati esclusi dal secondo turno convergano su di lei portandola alla vittoria.
    Tra questi c’era anche l’ex presidente Alejandro Toledo, il candidato del premio Nobel Mario Vargas Llosa che era favorito fino a due settimane fa ma ha perso progressivamente consensi tra i giovani e le classi popolari in favore rispettivamente di Fujimori e Humala.
    Mentre Keiko è sostenuta da una parte dell’elite conservatrice e probabilmente non farà grossi cambiamenti al modello esistente (che comunque ha ridotto la povertà estrema dal 50% al 32% della popolazione in un decennio), Humala parteggia per il riscatto dei settori più poveri della popolazione, che nemmeno intravede i benefici dell’aperturismo economico e del fantomatico sviluppo, attraverso il rafforzamento dello Stato e una politica nazionalista.

  • Verso il referendum: lezione sull’acqua di Marco Bersani

    Verso il referendum: lezione sull’acqua di Marco Bersani

    In questa lezione sull’acqua Marco bersani propone un percorso di approfondimento intorno al tema dell’acqua come bene comune.

    La raccolta delle firme per i referendum ha già raggiunto un importante risultato: la vittoria culturale contro l’idea della privatizzazione dell’acqua.

    Foto. Il libro dell’editrice Alegre di Roma, Acqua in movimento. Ripubblicizzare un bene comune.

    La storia della gestione delle risorse idriche ci fa capire cosa significa rifiutare la privatizzazione in nome del mercato.

    Gli esempi attuali della gestione delle risorse idriche in mano alle SPA ci porta a riflettere sulla dimensione globale della mercificazione dell’acqua. Una riflessione che guarda a tutti i beni comuni e ci interroga sull’espropriazione della democrazia.

    Da: http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Lezione-sullacqua-di-Marco-Bersani/5119

    Marco Bersani è autore di Acqua in movimento – Edizioni Alegre

  • Verso il referendum: lezione sull'acqua di Marco Bersani

    Verso il referendum: lezione sull'acqua di Marco Bersani

    In questa lezione sull’acqua Marco bersani propone un percorso di approfondimento intorno al tema dell’acqua come bene comune.
    La raccolta delle firme per i referendum ha già raggiunto un importante risultato: la vittoria culturale contro l’idea della privatizzazione dell’acqua.
    Foto. Il libro dell’editrice Alegre di Roma, Acqua in movimento. Ripubblicizzare un bene comune.


    La storia della gestione delle risorse idriche ci fa capire cosa significa rifiutare la privatizzazione in nome del mercato.

    Gli esempi attuali della gestione delle risorse idriche in mano alle SPA ci porta a riflettere sulla dimensione globale della mercificazione dell’acqua. Una riflessione che guarda a tutti i beni comuni e ci interroga sull’espropriazione della democrazia.

    Da: http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Lezione-sullacqua-di-Marco-Bersani/5119
    Marco Bersani è autore di Acqua in movimento – Edizioni Alegre

  • Messico: per votare al referendum 12-13 giugno

    Messico: per votare al referendum 12-13 giugno

    NOTA INFORMATIVA diffusa dall’ambasciata d’Italia in Messico sulle modalità del voto referendario del 12-13 giugno in italiano e in spagnolo.

    Consiglio la “Lezione sull’acqua” di Marco Bersani: LINK

    REFERENDUM ABROGATIVI 12-13 GIUGNO 2011

    Si informa tutti i cittadini italiani residenti in Messico che per partecipare alle operazioni di voto indette per i referendum abrogativi del 12 e 13 giugno prossimo, devono seguire le modalitá sotto indicate:

    1. Entro il 14 aprile l’elettore residente all’estero puó esercitare l’opzione per il voto in Italia facendo pervenire una comunicazione scritta (modulo allegato) all’Ambasciata (Paseo de las Palmas 1994 – Lomas de Chapultepec – 11000 Mexico DF), specificando: nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza, firma dell’elettore;
    2. gli elettori residenti all’estero che non avranno fatto pervenire la comunicazione di opzione, completa dei dati sopra indicati, entro il 14 aprile, non potranno votare in Italia, ma dovranno votare all’estero secondo le modalitá indicate al punto 6;
    3. l’opzione puó essere revocata con istanza scritta, purché venga fatta pervenire entro il 14 aprile;
    4. l’opzione puó essere spedita dall’interessato anche per fax 55.55962472 o 55.55967710;
    5. é onere dell’elettore accertare l’avvenuta ricezione – entro la predetta data – dell’opzione, qualora inviata per posta, da parte dell’ufficio consolare che, su richiesta, ne rilascia apposita certificazione;
    6. i cittadini residenti ed iscritti all’AIRE che non abbiano esercitato l’opzione di cui al punto 1, possono votare esclusivamente per corrispondenza;
    7. i cittadini italiani temporaneamente all’estero (come militari o appartenenti a forze di polizia in missione internazionale, dipendenti di Amministrazioni Pubbliche per motivi di servizio ovvero professori universitari ed i loro familiari conviventi) possono scegliere di votare per corrispondenza nella circoscrizione elettorale in cui sono temporaneamente residenti. A tal fine, e’ necessario sottoscrivere una dichiarazione ai fini elettorali entro l’8 maggio 2011.
    8. gli elettori residenti e temporanei all’estero riceveranno a domicilio, da parte del Consolato di riferimento, il plico elettorale contenente le schede e le istruzioni sulle modalità di voto.
    9. chi non ricevesse il plico elettorale entro il 29 maggio, potrà recarsi di persona all’Ufficio consolare di riferimento per verificare la sua posizione elettorale.

    10. chi si trovi temporaneamente all’estero e non appartenga alle tre categorie sopraindicate, può votare per i referendum solamente recandosi in Italia per esprimere il voto presso le sezioni istituite nel proprio Comune.

    11. concluse le operazioni, le schede votate dagli italiani residenti all’estero pervenute ai Consolati entro le ore 16,00 del 9 giugno 2011 saranno trasmesse in Italia, dove avrà luogo lo scrutinio a cura dell’Ufficio Centrale per la Circoscrizione Estero istituito presso la Corte di Appello di Roma.

    SI RIPORTANO I QUESITI REFERENDARI

    a) referendum popolare n. 1  –  Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica.  Abrogazione;

    b) referendum popolare n. 2  –  Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.  Abrogazione parziale di norma;

    c) referendum popolare n. 3  –  Nuove centrali per la produzione di energia nucleare.  Abrogazione parziale di norme;

    d) referendum popolare n. 4  –  Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

     

    REFERENDUM ABROGATIVOS 12-13 JUNIO 2011

     

    Se informa a todos los ciudadanos italianos residentes en México que para participar en las votaciones convocadas para los referéndums abrogativos del 12 y 13 de junio próximo, deben seguir las instrucciones que a continuación se indican:

     

    1. A más tardar el 14 de abril el elector residente en el extranjero puede ejercer la opción para el voto en Italia enviando una comunicación escrita (formato anexo) a la Embajada (Paseo de las Palmas 1994 – Lomas de Chapultepec – 11000 México, D.F.), especificando: nombre, apellido, fecha y lugar de nacimiento, lugar de residencia, firma del elector;
    2. Los electores residentes en el extranjero que no hayan enviado la comunicación de opción, llenada con los datos arriba indicados, a más tardar el 14 de abril, no podrán votar en Italia, deberán votar en el extranjero siguiendo las condiciones especificadas en el punto 6;
    3. la opción podrá revocarse con instancia escrita, siempre que se haga llegar a más tardar el 14 de abril;
    4. la opción podrá enviarse por el interesado también vía fax a los números 5596.24.72 ó 5596.77.10;
    5. es responsabilidad del elector comprobar la recepción – antes del 14 de junio – de la opción, en el caso de que sea enviada por correo. Bajo solicitud del interesado, la oficina consular expide la respectiva certificación;
    6. los ciudadanos residentes e inscritos en el AIRE que no hayan ejercido la opción como se indica en el punto 1, podrán votar exclusivamente por correspondencia;
    7. los ciudadanos italianos temporalmente en el extranjero (como militares o miembros de las fuerzas de la policía en misión internacional, dependientes de la Administración Pública por motivos de servicio o bien profesores universitarios y sus familiares o acompañantes) podrán elegir de votar por correspondencia en la circunscripción electoral en la que residan temporalmente. Para tal fin, es necesario suscribir una declaración a más tardar el 8 de mayo de 2011.
    8. los electores residentes y temporáneos en el extranjero recibirán en su domicilio, por parte del Consulado correspondiente, el paquete electoral que contiene las boletas y las instrucciones sobre la manera de votar.
    9. quien no reciba el paquete electoral antes del 29 de mayo, podrá asistir personalmente a la Oficina consular correspondiente para verificar su posición electoral.

    10. quien se encuentre temporalmente en el extranjero y no pertenezca a las categorías arriba indicadas, puede votar por los referéndums solamente yendo a Italia para expresar el voto en las secciones instituidas en el propio Comune.

    11. concluidas las operaciones, las boletas llenadas por los italianos residentes en el extranjero recibidas en los Consulados antes de las  16:00 horas  del 9 de junio de 2011 se transmitirán a Italia, donde tendrá lugar el escrutinio a cargo de la Oficina Central para la Circunscripción Extranjera instituida en la Corte de Apelación de Roma.

     

     

    SE RELACIONAN LOS PUNTOS REFERENDARIOS

    a) referéndum popular No. 1  –  Formalidades de otorgamiento y  gestión de los servicios públicos de relevancia económica.  Abrogación;

    b) referéndum popular No. 2  –  Determinación de la tarifa del servicio hidráulico integrado en base a la adecuada remuneración del capital invertido.  Abrogación parcial de normas;

    c) referéndum popular No. 3  –  Nuevas centrales para la producción de energía nuclear.  Abrogación parcial de normas;

    d) referéndum popular No. 4  –  Abrogación de normas de la ley 7 abril 2010, No. 51, en materia de legítimo impedimento del Presidente del Consejo de Ministros y de los Ministros a comparecer en audiencias penales, como resultante en cumplimiento a la sentencia No. 23 del 2011 de la Corte Constitucional.

  • Intervista su violenza, narco e femminicidio in Messico

    Intervista su violenza, narco e femminicidio in Messico

    Vi segnalo un’intervista che ho realizzato con gli amici di Bucanero, Radio Popolare Roma, il 23 gennaio 2011 sul tema della violenza, il narcotraffico e il femminicidio (a Ciudad Juarez ma non solo) in Messico. Riporto l’introduzione e i link all’intera trasmissione di quella domenica. Sul loro sito potete trovare i podcast e scaricare gli Mp3 delle altre puntate di questo bel  programma di approfondimento sull’America Latina. Ecco il Link oppure ascoltatela facendo partire il video di YouTube qui sotto.


    Intro alla puntata
    In collegamento da Città del Messico il giornalista Fabrizio Lorusso, suo il blog Latino America Express, per raccontarci la situazione nel paese: il 2010 è stato uno degli anni più violenti. Con un focus sui femminici. In Italia si sono tenute delle manifestazioni per denunciare le violenze e i femminicidi in Messico.

    Danila Cotroneo di Da Sud ci racconta dell’assassinio dell’attivista messicana Susana Chavez e le iniziative a Roma della campagna. Scarica il File Audio Mp3

    Bucanero è realizzata in collaborazione con Terre Madri, organizzazione di cooperazione internazionale che realizza e sostiene progetti di sviluppo e di informazione con l’America latina e l’Africa www.terremadri.it 

  • MBA e business school in America Latina

    MBA e business school in America Latina

    Presente, pasado y futuro del sistema MBA: discusiones sobre enseñanza y relevancia desde América Latina

    (Presente, passato e futuro del sistema MBA: discussioni su insegnamento e rilevanza dall’America Latina)

    Di Fabrizio Lorusso

    Posgrado en Estudios Latinoamericanos

    Universidad Nacional Autónoma de México

    Articolo in spagnolo pubblicato sulla rivista accademica Confluenze dell’Università di Bologna scaricabile a questo LINK IN PDF

    (CONFLUENZE Vol. 2, No. 2, pp. 319-333, ISSN  2036-0967, 2010,  Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere Moderne, Università di Bologna)

    ABSTRACT

    This article considers the main reviews and criticisms that have been posed, mainly during the last two decades, to the attention of the experts in the field of teaching systems in the graduate schools of business administration. The main statement is that we can outline the features that will be relevant for a substantial part of the future ruling and business class in Latin America and its own historical, social and economic context. This is possible by taking into account and making a synthesis of the outstanding criticisms and debates posed by different schools of thought, paying special attention to the essential relation of the academic world with the business sector – that is to say with the “practice” of business administration that has been constantly stemming away from the corresponding theory and academic background.

    Keywords: Business administration, MBA system, teaching, theory, Latin America.

    RESUMEN

    El presente artículo considera las principales críticas que, en las últimas dos décadas principalmente, se han impuesto a la atención de los expertos en sistemas de enseñanza de los posgrados en administración de empresas. El planteamiento principal es que, al tener en cuenta y hacer una síntesis de las principales críticas y debates avanzados por diferentes escuelas de pensamiento y al considerar fundamental la relación de la misma academia con el sector empresarial, es decir con “la práctica” de la administración cada vez más alejada de la teoría, se pueden esbozar los rasgos que, en el peculiar contexto histórico, social y económico de América Latina, resultarán relevantes para una parte sustancial de la futura clase dirigente del subcontinente.

    Palabras Clave: Administración de negocios, sistema MBA, enseñanza, teoría, América Latina.